Undicesima edizione del premio alla virtù civica “Il Panettone d’Oro”
PER I MILANESI I COMPORTAMENTI PIU’ GRAVI CORRUZIONE ED EVASIONE FISCALE
Il presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, riconosce ad Assoedilizia il merito di diffondere da sempre un messaggio non autoreferenziale, ma di partecipazione e di amore verso l’intera città.
Benito Sicchiero
Miracolo a Milano: la città postindustriale che sembra avere sacrificato molto sull’altare degli affari e del profitto comunque – finanza, commerci, costruzioni, moda, movida – riscopre l’importanza dei valori. Di onestà, di correttezza, di senso civico. Si pronuncia addirittura contro l’evasione fiscale.
“Non è, forse, non è mai stata solo ‘la Milano da bere’”, commenta il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, fondatore e presidente della Associazione Amici di Milano, con il tono del “l’avevo detto, io”.
Perché Assoedilizia, l’antica associazione che riunisce i proprietari di case, da sempre diffonde un messaggio non autoreferenziale, ma di invito al senso civico, di amore per la città, nella quale molti dei suoi quasi 10 mila iscritti hanno investito soldi e fatica e speranza.
L’ha detto una personalità dell’amministrazione pubblica, il presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, in occasione del Riconoscimento alla virtù civica “Panettone d’Oro”, giunto all’undicesima edizione.
L’evento è organizzato da Assoedilizia e da altre sei associazioni ed enti (Amici di Milano, Giuseppina Bruti Liberati; City Angels, Mario Furlan; Coordinamento dei Comitati Milanesi, Salvatore Crapanzano; Legambiente, Andrea Poggio; Comieco, Carlo Montalbetti; Associazione Stak, Jole Garuti) ed in collaborazione con il Quotidiano “Il Giorno” direttore Giovanni Morandi, presente alla cerimonia.
L’iniziativa viene realizzata allo scopo di ringraziare, a nome della città, se non tutti, almeno una adeguata rappresentanza dei molti milanesi “eroi di tutti i giorni”: persone le quali, oltre a far funzionare la complessa macchina che fa marciare la metropoli, si impegnano ad aiutare il prossimo dedicandovi tempo, energia, anche denaro.
Persone sulle quali non si accendono mai i riflettori della notorietà, milanesi delle più diverse origini ma tutti “col coeur in man”.
Sono il dentista che cura gratuitamente le bocche dei senzatetto, il parrucchiere che taglia le zazzere dei clochards, sempre gratis, gli animatori della vita sociale nei quartieri di periferia, gli angeli della notte che percorrono le vie cittadine per soccorrere chi ha bisogno, e chi assiste l’anziana vicina di casa, chi raccoglie indumenti, chi aiuta l’inserimento degli extracomunitari. Ed anche chi provvede a cani e gatti abbandonati. Sono gli esponenti delle mille facce del volontariato di Milano, la città più “dura” ma – forse proprio per questo – la più sensibile alla parola “solidarietà”.
E’ nel patrimonio genetico della metropoli.
Non solo una percezione, ma una realtà scientificamente testata dalla ricerca Ipsos “Il senso civico dei milanesi”. Con le sorprese cui prima abbiamo accennato.
Il mondo di riferimento, 1.107.000 individui residenti nel Comune di Milano, 700 dei quali – un campione selezionato in base a quote per sesso, età, titolo di studio condizione occupazionale – sono stati raggiunti telefonicamente il 22 e 23 gennaio. Ebbene, secondo i milanesi i comportamenti più gravi sono la corruzione e l’evasione fiscale.
E i cittadini, che si identificano maggiormente con il fatto di essere prima italiani, quindi milanesi ed europei (la regione è all’ultimo posto), riconoscono a grande maggioranza – 58% – che in questi ultimi anni il senso civico è diminuito.
Nella sua negatività il dato è comunque positivo, perché è una sorta di “mea culpa” foriera di riscatto.
Il milanese, saggiamente, antepone l’educazione e la partecipazione per migliorare la cultura civica (66%) all’aumento dei controlli e alla repressione.
E un’autentica rivoluzione viene rivelata dalla risposta alla domanda “Secondo lei, la strada è soprattutto …”.
Se 8 anni fa la risposta era stata, per l’80%, “degli automobilisti”, oggi la percentuale è crollata al 43%, seguita dai mezzi pubblici, dai pedoni, dai ciclisti.
Sarebbe interessante conoscere l’opinione vera, non quella stiracchiata dalle ideologie, degli abitanti di altre grandi città italiane.
La ancora potenziale capitale morale d’Italia ha comunque espresso chiaramente la propria convinzione: ai pubblici amministratori tenerne debito conto.
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