Luci ed ombre delle dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico – Articolo di Benito Sicchiero
Dal Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici lucida analisi del fenomeno, fuori del coro, al Seminario di Roma.
LUCI ED OMBRE DELLE DISMISSIONI DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO
Di Benito Sicchiero
Se le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico sono una necessità per consentire allo Stato di ridurre il debito e alle Amministrazioni locali di assicurare i servizi ai cittadini, è altrettanto vero che il loro obiettivo non deve essere solo quello di fare cassa, ma perseguire fini sociali e di sviluppo. Così , in piena assonanza con la relazione del Presidente di Assoedilizia e Vice Presidente di Confedilizia avv. Achille Colombo Clerici, il componente della Commiss ione Finanze On.le Marco Causi ha concluso i lavori del Seminario “Alienazione del patrimonio immobiliare degli Enti locali” organizzato a Roma, Sala Capitolare del Senato della Repubblica, da Sspal-Scuola superiore pubblica amministrazione locale e Ifel-Fondazione Anci.
Ancora Causi, ricordato che l’incremento del valore della rendita urbana non è una variabile indipendente, ma dipende da quale tipo di sviluppo si vuole dare alla città, ha riconosciuto a Colombo Clerici il merito di avere indicato, nella assenza della valutazione urbanistica, una delle cause che minano il successo delle dismissioni.
Seminario importante, questo di Roma, che è servito agli esperti per fare il punto sul complesso e delicato meccanismo dell’alienazione di parte dell’immenso e spesso scarsamente utilizzato patrimonio immobiliare pubblico, considerato oltre tutto il momento particolare: crisi dell’economia e del mercato immobiliare, def icit e debito in aumento, tagli di Regioni e Comuni al welfare, tanto per citare . E su tutto, incombente, l’ingloriosa conclusione di Scip 2 che, anziché portar e denaro alle esauste casse pubbliche, si è tradotta in un “buco” valutato tra u n miliardo e un miliardo e mezzo di euro.
Due le sessioni dei lavori, alle quali hanno portato i saluti Giuseppe Franco Ferrari, Presidente di Ifel e Baldovino de Sensi, Direttore di Sspal: alla prima, p resieduta da Francesco Monaco, Ufficio Formazione & Servizi Ifel, sono intervenuti Giuseppe Franco Ferrari (Università Bocconi di Milano, Ifel) sul tema “La disciplina amministrativa”; Carlo Buonauro, Magistrato del Tar Campania, Docente Ss pal, “I profili di diritto civile”; Maurizio Delfino, Consulente del Ministero dell’Interno, Università Lumsa “Potenzialità dell’utilizzo dei proventi della ven dita patrimoniale e profili contabili”; Armando Borghi, Sda Bocconi di Milano, “Il punto di vista del mercato”; Massimo Giuliani, presidente Inu Lombardia “La disciplina urbanistica ed edilizia dei beni in via di alienazione”. Esperti e docenti hanno illustrato prevalentemente le complesse norme e modalità necessarie per effettuare la dismissione di immobili pubblici, anche se si è affrontato il tema delle conseguenze per i cittadini. Due tra i molti e interessanti spunti offerti: le dismissioni non devono servire per finanziare la pubblica aministrazione, ma per migliorare i servizi; componente fondamentale per una buona qualità della vita gr azie alla quale la città prospera e i valori immobiliari si incrementano.
Alla rigorosa trattazione scientifica della prima parte della giornata è seguito , nel pomeriggio, il confronto tra gli operatori sul campo: proprietari privati, sindaci, Agenzia del Territorio.
Presieduta da Franco Ferrari la sessione ha visto gli interventi di Gabriella Alemanno, Direttore dell’Agenzia del territorio; di Achille Colombo Clerici, Presi dente di Assoedilizia e Vice Presidente di Confedilizia; del Sindaco di Varese A ttilio Fontana e dell’Assessore ala Casa del Comune di Milano Gianni Verga. Conclusioni dell’On. Marco Causi, Commissione Finanze Camera dei Deputati.
Che il pubblico, a cominciare dallo Stato, non sia buon gestore del proprio patrimonio è cosa risaputa: e che cerchi di disfarsi di una fonte di perdite e di grane (basti pensare alle case popolari) è altrettanto vero. Si impone perciò una alleanza con l’Agenzia in grado di offrire strumenti e conoscenze per conoscere prima e gestire meglio poi tale patrimonio. Non è scoprire l’acqua calda: all’estero ci sono agenzie pubblico/private composte da esperti che gestiscono con conoscenza di causa il patrimonio immobiliare pubblico.
Ed è proprio sulla “cultura delle dismissioni” che si è soffermato Colombo Cleri ci con un articolato intervento (che pubblichiamo integralmente nel sito: www.instat.wordpress.com ) destinato a costituire il controcanto dell’intera sessione: una analisi lucida e informata che ha indicato punti di forza e di debolezza dell’intero progetto governativo, con uno specifico riferimento/critica ai nuovi riclassamenti catastali ch e solo a Milano – una delle poche città ad avviarli – ha colpito finora 16.000 proprietari.
Tra attesa del federalismo fiscale, contraddizioni delle leggi, complessità della loro applicazione, carenza di professionalità, i pubblici amministratori hanno confessato le loro personali “vie crucis” con qualche risultato positivo, però, riassumibile per il Comune di Milano in oltre 250 milioni di euro negli ultimi due anni. E confermando comunque la ferma intenzione: gli itinerari delle alienazioni devono essere trasparenti e ispirati a processi industriali di remunerazione affinché il patrimonio immobiliare pubblico sia una risorsa economica per la ripresa.