Urbanistica contrattata – Città venduta – Convegno Italia Nostra a Roma 6 aprile 2011 INSTAT. Informa – Dichiarazioni di Colombo Clerici

Dirigismo coercitivo o liberismo puro?
O una via di equilibrio?

Presenziando al Convegno nazionale “LA CITTA’ VENDUTA: 20 anni di urbanistica contrattata” promosso da Italia Nostra a Roma, il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha dichiarato:

“Se l’essere umano, posto davanti ad una tavola imbandita ha l’alternativa categorica di digiunare o di abbuffarsi, senz’altro si abbuffa a costo di star male.”

Con la metafora voglio dire che in questo atteggiamento mentale può sintetizzarsi quella che definisco la ragione del passaggio, in questi ultimi vent’anni  della nostra urbanistica, da un estremo all’altro: dalla coercizione auspicata da Antonio Cederna alla libera episodicità del “new deal”.

E’ mai possibile che nel nostro Paese si sian dovuti attraversare eccessi quali le espropriazioni di edifici (con la solita cooperativa assegnataria) per il risanamento urbano, dichiarate poi  illegittime sul piano costituzionale, o di aree ad indennizzi irrisori per i piani di zona e per le attrezzature destinate  ai servizi comunali, o quali i vincoli preordinati all’ esproprio o comportanti servitù di uso pubblico anche sui minimi fazzoletti di verde privato, ivi compresi gli orti dei monasteri di clausura e le aiuole condominiali, o quali ancora le requisizioni degli alloggi; per approdare all’attuale abolizione, nella stesura dei piani urbanistici, della zonizzazione, degli standards, delle destinazioni funzionali, dei limiti e degli indici quantitativi anche all’interno dei centri strorici?

Certo è che in questo attuale quadro l’urbanistica contrattata, legata solo alla “buona volontà e disposizione” dei consigli comunali che, in assenza di regole, sono gli arbitri ultimi ed insindacabili della congruenza dei piani attuativi, la fa’ da padrona.

E questa contrattazione (termine che mi piace poco), meglio, questa negoziazione avviene sui banchi del consiglio comunale, o arriva aliunde ed il consiglio si limita a far da notaio, magari compiacente?

Insomma, occorre tener sempre presente che i diritti dei cittadini, anche sul piano della convivenza, riposano su regole generali presidiate dalla pubblica amministrazione e non possono dipendere da decisioni casuali ed occasionali assunte di volta in volta da quest’ultima.

E questo principio vale anche per i rapporti che nascono sul territorio e con il territorio.

Una saggia posizione di equilibrio fra gli opposti estremi è forse una utopia?”

Relatori al convegno:
Alessandra Mottola Molfino,
Pier Luigi Cervellati,
Edoardo Salzano,
Paolo Berdini,
Antonello Boatti,
Giovanni Losavio. 

www.instat.wordpress.com

 

Explore posts in the same categories: Assoedilizia informa

Lascia un Commento

Please log in using one of these methods to post your comment:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.