Assoedilizia Informa : Cronaca del Convegno Tecnologia e Ferrovie- Fondazione Politecnico di Milano 26 ottobre 2009

Posted Ottobre 27, 2009 by instat
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SICUREZZA, LE FERROVIE ITALIANE AL VERTICE CONTINENTALE

Al convegno svoltosi al Politecnico di Milano con gli interventi del ministro Mattioli e del viceministro Castelli, sottolineato il ruolo della ricerca universitaria. Moretti: “Italia ancora ferma alla cultura del tondino e del cemento”

Benito Sicchiero

Il pendolare ferroviario che gela d’inverno, arrostisce d’estate e, in ogni stagione, patisce ritardi e sporcizia, probabilmente non lo sa, ma le ferrovie italiane sono, per tecnologia, al vertice d’Europa. Come hanno confermato esperti, gestori e politici intervenuti al convegno “Innovazione tecnologica nella rete ferroviaria. Ricerca, industria ed economia a confronto” organizzato da Fondazione e Politecnico di Milano.

Una tradizione antica, questa, che, come ha ricordato Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ha i suoi punti di riferimento nella prima tratta tra Napoli e Portici (1839); nelle prime elettrificazioni (Milano-Monza, 1899 e Bologna San Felice, 1900) che si diffusero rapidamente più che in altri Paesi europei a causa della nostra endemica scarsità di carbone; nei gioielli ETR che oggi ci copiano; e, in tempi più recenti, nella sicurezza che pone l’Italia ai vertici continentali. Esempi, tutti, di alta tecnologia che ha, come obiettivo, la gestione dell’intero traffico da stazioni di controllo a terra. Certo, aggiunge Moretti, se questo è frutto della collaborazione di università quali il Politecnico con le ferrovie, il “mondo nuovo” nei trasporti che si prospetta, rappresentato da Alta Velocità e Alta Capacità, deve fare i conti con una cultura autodipendente e con la cronica scarsità delle risorse destinate agli investimenti e alla ricerca, risorse indispensabili per proiettare l’Italia, ancora ferma all’economia del tondino e del cemento, nella competizione con gli altri Paesi tecnologicamente più avanzati (“per auto e treno i Giapponesi sono più avanti di noi di 6 anni”).

Chi è chiamato a decidere in tal senso? Ma la politica, naturalmente. E proprio da due alti esponenti della politica – il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e Roberto Castelli, vice ministro dello stesso dipartimento – sono giunte assicurazioni in tal senso.

Istituzionale l’intervento di Matteoli, che ha concluso i lavori. Con una promessa: 2 miliardi per l’acquisto di materiale rotabile destinato ai pendolari di cui sopra che per la Lombardia, secondo Castelli, si concretizzeranno nell’acquisto di 60 nuovi convogli:  “Il piano per le infrastrutture messo a punto dal governo non è “faraonico né generico” e le opere previste sono “sostenibili finanziariamente”. Tra i punti che muovono la strategia dell’esecutivo nel campo delle infrastrutture, ha ricordato il titolare del ministero, ci sono da un lato “chiarezza programmatica” e “misurabile certezza delle risorse”, dall’altro “coerenza tra iniziativa programmatica e fase attuativa” e un “corretto rispetto dei tempi di attuazione dell’intero percorso programmatico”: questa, ha spiegato Matteoli, è “la nuova grammatica” per governo, Ferrovie dello Stato, mondo della produzione e della ricerca e innovazione. Il ministro ha messo in evidenza come il governo abbia già “prodotto due allegati al Dpef, che contengono un piano di infrastrutture preciso, e un quadro di interventi che nel 2009 ha permesso l’approvazione da parte del Cipe di opere per 14 miliardi di euro, che diventeranno 22 entro l’anno”. Quanto alle esigenze messe in campo per triennio 2009-2011, si tratta di un quadro “preciso e cadenzato”. “Quest’anno – ha detto Matteoli – stiamo garantendo un volano di 8 miliardi di risorse pubbliche, di cui il 56% per la rete ferroviaria”.   

In apertura del convegno Castelli, ricordando un recente congresso internazionale che ha visto la partecipazione di oltre 40 ministri dei trasporti di altrettanti Paesi tesi al rilancio della ferrovia (in trent’anni, in Europa, il suo utilizzo è calato di due terzi), ha lamentato carenza di risorse: “Per il 2010 ad Anas e Ferrovie è stato stanziato uno 0 tondo” ha precisato. E gli euro annunciati da Matteoli? Provengono da fondi pregressi del Cipe. “Purtroppo – ha aggiunto – le ferrovie hanno due gravi difetti: costano molto e sono “opere fredde” nel senso che i loro utili non ripagheranno mai gli investimenti”.

Tornando al cuore dei lavori – l’innovazione tecnologia applicata alle ferrovie – dopo il saluto del Rettore del Politecnico Giulio Ballio, Giampio Bracchi, presidente della Fondazione del Politecnico, ha illustrato attività e obiettivi della Fondazione,  riassumendone i positivi risultati: 180 progetti di collaborazione con 300 imprese e 150 tra università, centri di ricerca ecc. con investimenti in ricerca per 90 milioni. 

Cuore operativo della Fondazione il Joint Research Centre – che ha quali partner industriali alcune tra le principali grandi imprese che operano in Italia (dalla Abb a Bombardier a Siemes a Rete Ferroviaria Italiana, appunto) – spiegato dal prorettore Giovanni Azzone: dal 2004 ha messo al proprio attivo 391 brevetti e 203 invenzioni a favore di ogni settore di impresa, soprattutto la piccola e media, primeggiando tra le università italiane (ma solo 15° in Europa, 57° nel mondo). Salvatore Bianconi, amministratore delegato di Ansaldo Breda, ha affermato come la mancanza di risorse possa essere sostituita, almeno in parte, da innovazione e intelligenza; e Michele Elia, amministratore delegato di Rfi-Rete ferroviaria italiana, ha fatto il punto sull’attuale struttura: 17.200 km di rete (di cui più di 700 recenti), 2300 stazioni, 9200 km di elettrificazione. In primo piano la sicurezza per tornare ad essere primi in Europa.

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Universitè d’Etè 2010 – N.L. n.2

Posted Ottobre 27, 2009 by instat
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27 ottobre 2009 

Carissimi amici,
è ormai iniziato il percorso dei tirocinanti presso la sede dell’Universitè d’Etè in Arosio per gli studenti della Facoltà di Scienze dei Beni e delle Attività Culturali, che fanno capo alla Prof.ssa Nicoletta Osanna Cavadini dell’Università degli Studi dell’Insubria in via Grandi Invalidi,1 (tel/fax 031.762842 oppure 031.762162 c/o FEIN).
Lo stage è aperto, come ci conferma la Proff.ssa Rita Micarelli che ha nell’Arch. Fabio Albani il suo referente, anche per gli studenti del Politecnico Milano Bovisa – Facoltà di Architettura.
I filoni delle loro ricerche si svilupperanno sia approntando un ampio censi-mento delle Ville storiche della Brianza, che operando una collaborazione con i Comuni dell’Alta Brianza, di cui al Protocollo d’Intesa, e che hanno già dato una dimostrazione pratica di come operare sul territorio avendo presentato, ad esempio, durante la VI edizione dell’Universitè d’Etè 2009, interessanti studi urbanistici sulla riqualificazione del centro erbese.
In questo contesto gli studenti universitari, che diventano gli attori principali dell’indagine conoscitiva del territorio, si organizzeranno in modo tale da garantire la sede dell’Universitè d’etè, aperta tutti i giorni della settimana (dal lunedì al venerdì ore 9.00-18.00).
Ancora una volta le idee proposte si stanno sviluppando nell’ambito della stessa equipe dell’Universitè d’Etè che non ha mai modificato la sua composizione per dimostrare che le parole rappresentano un importante punto di rife-rimento per la trasparenza di ogni iniziativa, anche in un periodo di crisi economica che attanaglia pure il mondo universitario e del volontariato nello specifico settore della formazione e informazione. Si prosegue, invero, con i contatti, pressoché giornalieri, con le istituzioni loca-li, nella costante ricerca di una condivisione operativa tra il privato e il pubblico.

Così vi è da segnalare che giovedì 12 novembre si terrà un incontro, ad Erba, tra i Comuni del Protocollo d’Intesa, base portante, unitamente alla FEIN, di ogni programma futuro. All’ordine del giorno anche la ricercare di un adeguato sponsor localmente interessato perchè l’immagine continui ad essere operativa sul territorio con indagini mirate a livello comunale.
In questo senso è auspicabile che si possano istituire dei master sia per le ri-cerche sulle Ville storiche della Brianza che sugli studi di riqualificazione ambientale dei singoli Comuni, mentre dovrà essere considerata anche l’espansione sul lato brianzolo del raggio verde MILU che già ingloba i due grandi Comuni del milanese e del Ticino in terra svizzera (N.B. il Dicastero del territorio di Lugano ha presentato il piano di visibilità del polo luganese -PVP- all’Esecutivo che ha fornito il via libera) .

Nel prossimo Comitato scientifico della UdE, che si terrà a breve data, si esamineranno nel dettaglio il susseguirsi dei vari contatti di questo intenso lavoro svolto e intraprendere le conseguenti decisioni per identificare le linee guida future. Si sono mantenuti continui contatti con la direttrice della CEP – Maguelonne Dejant Pons -con la quale si è prospettata la stesura del tema della VII ed. UdE che verterebbe sulla sensibilizzazione, educazione e la nuova struttura della città periurbana di fronte alla tutela della ruralità fino al 2015 (sensibisation – éducation et la nouvelle structure de la ville périurbaine vis-à-vis de la savau-gurde de la ruralitè d’ici en 2015).
L’argomento è avvincente e ogni vostra osservazione potrà essere utile per l’organizzazione dell’edizione 2010 per la quale le giornate prescelte sono quelle del 25-26-27 agosto nell’ambito della II settimana sul Paesaggio europeo realizzata con le manifestazione degli eventi culturali e la realizzazione di menù tipici locali.
Infine si ricordano i seguenti altri appuntamenti:
• giovedì 19 novembre, presso il Palazzo delle Stelline Milano – c.rso Magenta 59, è indetto dal Comune di Milano, un incontro sulle pro-spettive operative di MI-LU.
• venerdì 27 novembre, presso il Comune di Arosio, alle ore 21.00 vi sarà la presentazione dell’appendice all’ecomuseo del distretto dei laghi e dei monti briantei con ulteriori incontri conoscitivi sulle iniziative in at-to. Non esitate a contattarci e ad inviare liberamente le vostre proposte costrut-tive sul migliorare le nostre iniziative.
Con i più cordiali saluti
FEIN Wildlife technician (Dott.ssa Paola Magnani)

Progetto 100 Cascine per l’Expo 2015 – Progetto di riqualificazione e messa a sistema delle cascine lombarde – accoglienza per Expo 2015

Posted Ottobre 27, 2009 by instat
Categories: Comunicati stampa, Eventi/inviti

Per la prima volta le cascine della pianura padana si riuniscono per reagire al degrado e cogliere l’opportunità dell’Expo. 

Il 17 novembre 2009 alla Cascina Erbatici di Mezzana Bigli (PV), dalle ore 10 alle 13, si terrà la prima Convention del “Progetto 100 Cascine”, che raccoglierà tutti coloro che hanno ad oggi già aderito, insieme ai quelli che vorranno partecipare all’iniziativa. 
In data 31 marzo 2008 la Città di Milano è stata scelta come sede dell’Expo 2015 con il tema ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’.
L’evento dell’Expo si presenta come occasione unica per recuperare il patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico e rurale per la valorizzazione congiunta del territorio, delle risorse e delle competenze, con evidenti effetti sull’indotto.  
In vista del 2015 ci sarà la necessità di rispondere ad una esigenza di ospitalità qualificata e di lungo periodo rivolta sia alle delegazioni che ai singoli visitatori.
In risposta a questo evento mondiale il 16 luglio 2009 é stato costituito a Milano, con atto notarile, il Comitato Promotore per la realizzazione del “Progetto 100 Cascine” per L’Expo, presieduto dal Prof. Roberto Ruozi, (Presidente Touring Club Italiano). 
Il Comitato ha lo scopo di: 
- identificare 100 progetti di recupero di cascine e del paesaggio rurale;
- promuovere e proporre l’individuazione e l’attivazione delle linee di finanziamento a fini attuativi;
- collaborare con i proprietari per organizzare il recupero, la messa a norma e l’utilizzo degli edifici rurali in ottica di multifunzionalità, un ‘sapiente’ mix di agricoltura, natura, tempo libero, svago, turismo, energia.
Il Progetto che intende sottolineare il carattere sovra-locale dell’Expo, includendo e coinvolgendo cascine oltre i confini del milanese, non si concluderà con Expo, ma continuerà in prospettiva di un turismo nuovo ed intelligente in grado di valorizzare e rivitalizzare la realtà agricola ed il patrimonio rurale, quale garanzia di una maggior sicurezza e un miglior presidio del territorio.
L’occasione sarà la piattaforma di lancio del Progetto
… il conto alla rovescia e’ già iniziato…

 Per informazioni:
Comitato Progetto 100 Cascine per l’Expo 2015
www.100cascine.it  
mail:  info@100cascine.it
Tel
. 02 5510086 cell. 335 6064982
Per raggiungere Cascina Erbatici di Mezzana Bigli PV:
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=mezzana+bigli+PV&sll=41.442726,12.392578&sspn=42.035138,95.756836&ie=UTF8&hq=&hnear=Mezzana+Bigli+Pavia,+Lombardia&ll=45.061397,8.847599&spn=0.055049,0.219727&t=h&z=13

News certificazione energetica degli edifici – Ing. Ezio Rendina

Posted Ottobre 26, 2009 by instat
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Entreranno in vigore lunedì 26 ottobre, in Lombardia, la nuova procedura di calcolo per la certificazione energetica degli edifici, definita dall’Allegato tecnico della DDG n. 5796 dell’11 giugno 2009.

Fino a tale data verranno accettati, all’atto di chiusura di una pratica di certificazione nel catasto energetico, esclusivamente i file .cnd prodotti con il software CENED, sviluppato in collaborazione con ITC-CNR, conformemente al Decreto n. 15833 del 13 dicembre 2007, e attualmente in uso. Allo scoccare della mezzanotte del 25 ottobre 2009 saranno accettati, all’atto della chiusura della pratica di certificazione, esclusivamente i file .XML prodotti secondo le specifiche dell’Organismo di accreditamento.

Cronaca Beatificazione di don Carlo Gnocchi – Milano 25 ottobre 2009

Posted Ottobre 26, 2009 by instat
Categories: Articoli

Piazza del Duomo a Milano, stamani gremita , con oltre 50 mila persone, per la cerimonia di proclamazione, da parte dell’arcivescovo Angelo Amato, in rappresentanza di Sua Santità Papa Benedetto XVI,  di don Carlo Gnocchi Beato; fedeli da tutta Italia, religiosi e religiose, scouts, mutilatini ed invalidi, docenti e allievi dell’Istituto Gonzaga di Milano dei Fratelli delle Scuole Cristiane, del quale il sacerdote beatificato fu direttore spirituale. 

I corpi dei veterani degli Alpini con 15 mila presenti  e qualche reduce dalla Russia, compagno dell’allora cappellano don Carlo, a far da cornice.

Il cardinal Tettamanzi, di fronte all’urna contenente le spoglie mortali del sacerdote fondatore della Pro Juventute, oggi Fondazione don Carlo Gnocchi, onlus che opera nel campo sanitario ed assistenziale con più di 10 mila dipendenti, sotto la presidenza di mons. Angelo Bazzari, dice di colui che riteneva la più grande tristezza della vita il non possedere la santità, dote dalla quale si sentiva molto lontano : “ti ho sempre chiamato don Carlo, da oggi ti chiamo San Carlo” ed aggiunge “ha cercato il volto di Cristo in ogni uomo”.

Presenti le massime autorità, il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta delegato del Governo italiano, il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio, l’onorevole Mario Mantovani,il  governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il Sindaco di Milano Moratti, il Questore Vincenzo Indolfi, il presidente della Banca Intesa Giovanni Bazoli, e della Fabbrica del Duomo Angelo Caloia, con il presidente della Assoedilizia Colombo Clerici ed il rettore della Università Cattolica Lorenzo Ornaghi, accademici pontifici tra cui Ombretta Fumagalli Carulli ed esponenti della Milano storica come Giancarlo Melzi d’Eril, Leone Corradi dell’Acqua e Benigno Morlin Visconti.

Assoedilizia – Cronaca della Tavola Rotonda presso la Società Umanitaria di Milano sul tema “Costruire bellezza”‏

Posted Ottobre 23, 2009 by instat
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“COSTRUIRE BELLEZZA” PER IL 25° DELL’ISTITUTO UOMO E AMBIENTE

Ma Colombo Clerici. “Esiste una generazione di architetti capace di esprimere la cultura del nostro Paese?”

Benito Sicchiero

 “All’inizio degli anni 2000 deve mutare radicalmente il modo di concepire l’urbanistica in rapporto al territorio e all’ambiente. Abbiamo a che fare con un territorio ampiamente antropizzato e qualsiasi intervento di trasformazione e di sviluppo dello stesso deve fare i conti con l’esigenza, da un lato, di non sprecare risorse territoriali e ambientali e, dall’altro, con l’esigenza di realizzare la migliore funzionalità in rapporto al bisogno di benessere dei cittadini. Entrano in gioco una serie di fattori qualificanti che non si riconducono esclusivamente a plusvalori economici: si parla addirittura di “felicità interna lorda” per valutare il grado di soddisfacimento di questa esigenza da parte dei cittadini. Si deve dunque passare da una urbanistica estetica, edonistica, utilitaristica, ad una urbanistica etico-funzionale, laddove il termine etico implica una particolare attenzione alla qualità del vivere nella città e nel territorio”.

E’, in sintesi, l’intervento del presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici alla tavola rotonda “Costruire bellezza” organizzata all’Umanitaria di Milano – assieme a una mostra con scritte, fotografie, disegni, progetti e acquarelli – in occasione del 25° anniversario dell’Istituto Uomo e Ambiente fondato e diretto dall’arch. Maurizio Spada.

Ricco il panel dei relatori: oltre a Colombo Clerici, Giulia Maria Crespi, presidente Fai; Giorgio Galli, politologo; Fulvio Scaparro, psicologo e presidente Associazione Gea; Giangiacomo Schiavi, vicedirettore del Corriere della Sera; Marco Frey, Consiglio di amministrazione della Fondazione Cariplo. Tutti d’accordo nel ritenere necessario un cambio di rotta sulla maniera di costruire, e di occupare, il territorio come avviene da 300 anni in coincidenza con lo sviluppo che, se ci ha portato all’attuale stato di benessere, non può continuare a moltiplicarsi all’infinito.

Anche per non rendere la nostra esistenza comoda e infernale nel contempo. Perché ne scaturiscono tensioni, incertezze, paure del “diverso”. E non si può contribuire alla bellezza dell’ambiente e quindi alla migliore qualità di vita se si è in preda di sentimenti negativi.

Insegnare quindi fin nelle scuole comportamenti virtuosi, che sono contagiosi, e fonte non trascurabile di inversione di tendenza del brutto e del degrado delle città. Un esempio per tutti, Pittsburgh, già capitale americana dell’acciaio, dello smog, dello squallore che, dopo la crisi del settore, si sta trasformando in una città della cultura, del verde, dei servizi ad opera di architetti e di urbanisti di valore.

E in Italia? Colombo Clerici: “Ma per rispondere all’esigenza della qualità del vivere nella città si pone una questione rilevante. Se esista una generazione di architetti italiani in grado di esprimere una cultura architettonica e socio-urbanistica propria del nostro Paese. Se non esiste, bisogna chiedersi se sia  la conseguenza della debolezza della nostra politica e conseguentemente della politica culturale delle amministrazioni centrale e locali. Il problema è molto serio soprattutto perchè, a seguito del processo di concentrazione della capacità di operare a livello edilizio-urbanistico nelle mani di grossi gruppi, che trovano senz’altro molto comodo rivolgersi al grande nome straniero in grado di far superare ogni diatriba domestica, gli architetti italiani saranno sempre più ridotti a progettare sottotetti, villette e ristrutturazioni di appartamenti”. Lasciando spazio, secondo l’arch. Guglielmo Mozzoni, ai grattacieli “storti” di CityLife che non ha esitato a  definire “delinquenziali”.

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Comunicato stampa Assoedilizia: “Ecopass e la proposta Assoedilizia”

Posted Ottobre 22, 2009 by instat
Categories: Comunicati stampa

Milano, 22 ottobre 2009 – A ventidue mesi dall’entrata in vigore di Ecopass possiamo fare un primo consuntivo: riduzione sensibile del traffico nell’area protetta, scarsissimo effetto nell’area circostante non vincolata.
 
Inoltre, a fronte di un ingentissimo investimento per l’installazione degli impianti di monitoraggio, si registra uno scarsissimo introito che non permette alcuna operazione mirata alla soluzione del problema traffico-inquinamento.
 
“E’ pur vero – rileva Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia – che il provvedimento ha contenuto il traffico nell’area Ecopass (-14,4% secondo l’amministrazione comunale, – 6,8% nell’intera città), ha convinto parecchi ad acquistare auto meno inquinanti, e soprattutto ha abbassato, sia pure di  poco, l’inquinamento dell’aria.
Ma Ecopass ha mostrato i suoi limiti, da noi previsti.
Inoltre, doveva fornire risorse per potenziare e migliorare il servizio dei trasporti pubblici: quali, considerato che il puro costo di installazione dell’ Ecopass è ben lontano dall’esser ammortizzato?”.
 
Assoedilizia ripropone quindi un semplice – e pochissimo costoso, forse qui sta il punto – provvedimento: estensione della zona protetta  a tutto il territorio comunale e del vincolo a tutti i mezzi circolanti e dietro  pagamento di un bollino di costo modesto, da applicare sul parabrezza, del tipo in uso su alcune autostrade europee.
Le risorse finanziarie ricavate andrebbero vincolate ad investimenti nella sostituzione del parco pubblico   delle macchine, laddove obsolete, e nel potenziamento dei mezzi del trasporto pubblico. 
  
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Sintesi dell’intervento del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici alla Tavola Rotonda “Costruire Bellezza” – 20.10.2009

Posted Ottobre 21, 2009 by instat
Categories: Articoli, Comunicati stampa

Tavola rotonda sul tema ” Costruire Bellezza”- Società Umanitaria Milano 20 ottobre 2009
Sintesi dell’intervento del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Si può filosofare fin che si vuole sul concetto di città, di etica e di estetica nell’urbanistica, di qualità del vivere e di bellezza della città.
È paradossale, ma basta una norma di natura fiscale a cambiare tutto il corso di una cultura: quando, nei tempi andati, il fisco colpiva il fronte delle case, si costruivano solo budelli; quando colpiva il sedime le case crescevano in altezza; quando, come nell’Italia del Dopoguerra si è colpita la qualità edilizia si sono costruite solo case brutte.

Da allora ad oggi, nel nostro Paese, una  miope legislazione fiscale ha penalizzato sistematicamente il prodotto edilizio di qualità, escludendo da ogni agevolazione fiscale gli immobili di pregio: prima, fra tutte, la famosa legge Tupini che prevedeva l’esenzione venticinquennale dall’imposta sui redditi dei fabbricati per le costruzioni destinate alla locazione, a patto che fossero di mediocre, se non scadente qualità.

Si è arrivati al punto di escludere dai benefici di legge gli immobili realizzati con materiali pregiati o lavorati in modo pregiato; condannando una tradizione artigianale di qualità, fatta di marmisti, decoratori, falegnami, stuccatori, tappezzieri che hanno visto progressivamente scemare il proprio lavoro.”

RICERCA ASSOEDILIZIA – IL DECADIMENTO QUALITATIVO DELLE CITTA’ ITALIANE

Andamento del quadro delle risultanze catastali (Agenzia del Territorio) relative allo stock abitativo del Paese, raffronto tra 1987 e 2007

Si evidenzia una progressiva dequalificazione del patrimonio abitativo del Paese,  sia pure tenendo conto dell’operazione di aggiornamento dei dati compiuti dal Catasto in anni in cui l’arretrato era assai rilevante (5-6 milioni di posizioni).

Riscontriamo: una predominanza di edilizia economica, il cui dato cresce quasi di tre volte (più 284%) ed una edilizia civile che raddoppia il dato (più 210%); un calo del 24,5% degli alloggi signorili dovuto alla mancanza di incremento ed ai processi di dismissione con contestuale frazionamento. Fenomeno che interessa anche le ville che rimangono quasi stazionarie, mentre i villini aumentano di quattro volte.
Il dato dei castelli e dei palazzi monumentali segue il trend dell’aggiornamento catastale.
La diminuzione delle unità ultrapopolari, indica il recupero edilizio del patrimonio particolarmente degradato.

             
 

A1

A2

A3

A4

A5

 
STOCK ABITATIVO SIGNORILE

CIVILE

ECONOMICO

POPOLARE

ULTRAPOPOL.

 
             
1987

47.310

4.979.992

3.926.193

4.953.375

2.067.239

 
2007

35.680

10.480.934

11.178.254

5.688.269

1.174.479

 
             
             
             
 

A6

A7

A8

A9

A11

 
STOCK ABITATIVO

RURALE

VILLINI

VILLE

CASTELLI/

ABIT. TIPICHE

 
       

PALAZZI

   
1987

1.470.172

479.172

25.200

1.171

14.963

 
2007

892.253

1.926.653

34.227

2.404

15.568

 
             
             
             
             
             
Ricerca Assoedilizia su dati del Catasto-Agenzia del Territoriowww.assoedilizia.com

Infrastrutture grandi progetti scarse risorse – Benito Sicchiero

Posted Ottobre 20, 2009 by instat
Categories: Articoli

Al 39° Incontro di Studi Ce.S.E.T., co-patrocinato da Assoedilizia,  svoltosi all’Università degli Studi di Milano,  l’analisi sulle grandi  opere ha portato a risultati sconcertanti. Da Colombo Clerici appello ad un’urbanistica che migliori la qualità della vita.

 Benito Sicchiero

Prima di fare investimenti in azienda, ogni normale imprenditore  calcola costi e benefici. La politica, spesso, no. E per fortuna. Non  si può amministrare un Comune o un Paese esclusivamente sul metro del  profitto. Però è indispensabile per un buon governo valutare la  convenienza degli investimenti e la loro sostenibilità ambientale,  nonché i vincoli giuridici che condizionano le diverse iniziative.

C’è un ente allo scopo. E’ il Ce.S.E.T.-Centro studi di estimo e di  economia territoriale che ogni anno riunisce i propri associati per  fare il punto sulla situazione nazionale.

Questa volta il Ce.S.E.T. ha organizzato il 39° Incontro a Milano,  all’Università Statale, co-patrocinatori Assoedilizia e Regione  Lombardia. Due giorni fitti di relazioni, tenute in prevalenza da esperti provenienti da diverse università (a Milano, per la prima  volta, riunite Statale, Politecnico, Bocconi e Cattolica) ma anche da  rappresentanti della società imprenditoriale. Assenti, quasi del tutto, i pubblici amministratori cui, in sostanza, l’Incontro era  rivolto.

Sconcertanti alcune conclusioni degli esperti. Secondo le relazioni  del Prof. Andrea Boitani e del Prof. Marco Guido Ponti, a disposizione  dell’Anas (strade e autostrade) ci sarebbero meno della metà dei 29 miliardi di investimenti previsti dal 2007 al 2011 mentre per le  Ferrovie  (Alta Velocità, Alta Capacità e rete convenzionale) le  risorse da reperire sarebbero del 50%; il Ponte sullo Stretto che verrà inaugurato il 23 dicembre è privo non solo della copertura  finanziaria ma anche del progetto esecutivo; i rapporti costi-benefici  della linea ferroviaria Alta Capacità Torino-Lione (quella delle proteste in Val di Susa per intenderci) e dell’autostrada del Tirreno,  a causa di alcuni “errori” negli studi di valutazione sono diventati  “fortemente positivi” invece che “fortemente negativi”, come sarebbero in realtà.

I lavori sono iniziati con i saluti dell’organizzatore Prof. Mario  Polelli, del Prorettore della Statale Prof. Dario Casati, del  Presidente Ce.S.E.T. Prof. Augusto Marinelli, Rettore dell’Università degli Studi di Firenze e dell’Assessore per la Pianificazione del  Territorio della Provincia di Milano Ing. Fabio Altitonante. Quindi  due Sessioni mattutine: la prima, chairman il Prof. Luigi Costato dell’Università di Ferrara, ha trattato il quadro finanziario degli  investimenti (Prof. Andrea Boitani), il quadro delle infrastrutture  urbane (prof. Lanfranco Senn), la valutazione nell’ambito delle  espropriazioni per pubblica utilità (Prof. Mario Polelli); nel  pomeriggio la seconda sessione, chairman il Prof. Giuseppe Stellin,  Università degli Studi di Padova, ha affrontato i temi: la valutazione delle infrastrutture extraurbane (Prof. Marco Guido Ponti), le  infrastrutture nel processo di sviluppo delle aree metropolitane  (Prof. Giulio Mondini), la definizione delle aree strategiche e della governance delle Infrastrutture (Prof. Enrico Cicciotti). Hanno  concluso i lavori della prima giornata le Sessioni parallele  coordinate dai Professori Enrico Marone, Paolo Rosato, Luigi Costato.

Dedicata quasi per intero al grosso problema delle infrastrutture in  Lombardia la Tavola Rotonda coordinata dal Prof. Umberto Bertelè,  Presidente della Business School of the Politecnico di Milano, alla  quale hanno partecipato il Presidente di Assoedilizia Avv. Achille  Colombo Clerici, il Dott. Francesco Bettoni, Presidente Bre.Be.Mi., il  Prof. Giampio Bracchi, Presidente della Milano-Serravalle, il Prof.  Angelo Torricelli, Preside della Facoltà di Architettura del  Politecnico di Milano, il Dott. Fabrizio Galeotti, Direttore generale  del Touring Club Italiano, l’Ing. Emanuele Gianmaria Fusi, Presidente  Ancis e l’Avv. Maurizio De Tilla, Presidente di Oua.

La Lombardia, che detiene il 50% dell’interscambio totale del Nord- Italia, nel confronto con le 132 principali regioni dei 5 paesi più  importanti d’Europa, si colloca al 71° posto per dotazione ferroviaria ed al 91° per quella stradale. Nell’Italia stessa, la nostra Regione  si situa al 14° posto nel rapporto Km/abitanti, quanto a rete  stradale e ferroviaria.

La realizzazione di importanti infrastrutture – quali Pedemontana,  Brebemi, Teem, Tibre (Tirreno-Brennero) avviata o in procinto di  esserlo – è destinata a ridurre od eliminare il gap. Ma quali conseguenze la nuova rete autostradale avrà sul territorio e sui suoi  abitanti sia in termini economici che di vivibilità? Entrano infatti  in gioco – come ha rilevato Colombo Clerici -  una serie di fattori qualificanti che non si riconducono esclusivamente a plusvalori  economici: si parla addirittura (vedi Commissione Sarkozy) di  “felicità interna lorda” per valutare il grado di soddisfacimento di questa esigenza da parte dei cittadini.

Tali infrastrutture stradali porteranno nei prossimi anni ad  investimenti di oltre 10 miliardi di euro, dei quali in media il 15%  riguarderà gli espropri. Le imprese interessate dai lavori saranno  oltre mille e porteranno nel prossimo quinquennio ad un aumento  occupazionale di oltre 100.000 addetti nei diversi settori.

Ci sarà un ingente impatto sul territorio lombardo, sia dal punto di  vista ambientale che socio-economico; centinaia saranno i chilometri  di strade che attraverseranno e modificheranno i terreni regionali e  si stima che in tale ambito verranno abbattuti circa 4.000 fabbricati,  con una consistente riduzione di suolo agricolo a favore del processo  di urbanizzazione.

Peraltro la nuova tendenza sarà quella di individuare attorno al  sistema autostradale nuove opportunità di poli di sviluppo,  soprattutto in corrispondenza dei caselli di uscita, attraverso intese tra operatori e comuni, anche mediante forme finanziarie nuove quali  il project financing.

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Innovazione tecnologica nella rete ferroviaria. Ricerca, industria ed economia a confronto

Posted Ottobre 20, 2009 by instat
Categories: Eventi/inviti

Innovazione tecnologica nella rete ferroviaria. Ricerca, industria ed economia a confronto

Lunedì 26 ottobre 2009, ore 10.00
Politecnico di Milano – Aula S01, Piazza L. Da Vinci 32

L’ammodernamento dei trasporti è un tema quanto mai centrale per il nostro Paese: dal punto di vista infrastrutturale, economico, ingegneristico e di rispetto ambientale. Il Politecnico di Milano e la Fondazione Politecnico di Milano, in collaborazione con alcune delle principali realtà produttive del settore ferroviario, hanno avviato un centro di ricerca congiunto università-impresa per affrontarne i temi di maggiore rilievo. L’impegno si concentra sullo studio di soluzioni all’avanguardia e sull’applicazione della tecnologia in ambiti di frontiera, quali la progettazione di un nuovo treno italiano ad alta velocità, con caratteristiche e prestazioni adeguate alle esigenze delle attrezzature presenti sul territorio, degli operatori e delle aziende di settore e, non ultimo, degli utilizzatori finali. Sono molte le componenti che animano un progetto ambizioso e che meritano una valutazione attenta e critica ad alto livello. E’ questa l’occasione per presentare e discutere i risultati del primo anno di attività del JRC, Joint Research Center del nostro ateneo con importanti esponenti del mondo produttivo, dei servizi e della pubblica amministrazione.

L’evento è organizzato e promosso dal Politecnico di Milano e dalla Fondazione Politecnico di Milano.

PROGRAMMA:

ore 10.00
REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI

ore 10.30
APRONO I LAVORI

Giulio Ballio
Rettore, Politecnico di Milano

Giampio Bracchi
Presidente, Fondazione Politecnico di Milano

Roberto Castelli
Vice Ministro, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

ore 11.00
COORDINA

Giorgio Diana
Dipartimento di Meccanica, Politecnico di Milano
Vice Presidente, Fondazione Politecnico di Milano

Intervengono:

Ricerca e impresa: il Joint Research Center del Politecnico di Milano
Giovanni Azzone
Prorettore, Politecnico di Milano

Le attività del JRC trasporti. Un anno di esperienza
Salvatore Bianconi
Amministratore Delegato, Ansaldo Breda
Michele Elia
Amministratore Delegato, RFI – Rete Ferroviaria Italiana

L’alta velocità in Italia e i suoi riflessi sull’economia del paese
Mauro Moretti
Amministratore Delegato, Ferrovie dello Stato

ore 12.30
CHIUDE I LAVORI

Altero Matteoli
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Il convegno è gratuito e aperto al pubblico.
Si prega di confermare l’adesione compilando l’apposito form di registrazione.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:
Fondazione Politecnico di Milano
e-mail: eventi@fondazionepolitecnico.it 
Tel. 02.2399.9133

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