QN Quotidiano Nazionale – Il Giorno 18.11.2017 Prepariamoci alla crisi (Achille Colombo Clerici) – Rubrica Casa Città Società

Pubblicato novembre 21, 2017 di instat
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Predire il futuro non è cosa di noi umani. Ma riflettere su elementi in nostro possesso e trarne previsioni, questo sì lo possiamo fare.

A fronte delle molte risultanze positive ampiamente pubblicizzate – dalla ripresa economica nel mondo e in Italia, compreso il Sud, al risveglio dell’Africa, alla risalita delle Borse, all’aumento dei posti di lavoro e della fiducia in generale – forti punti di criticità sono relativamente poco noti.

Ne citiamo alcuni. L’ impreparazione dell’Europa – nella quale permangono forti differenze tra i 27 Paesi (escludendo la Gran Bretagna in uscita) non solo in termini di competitività, ma anche di solidità democratica e amministrativa – ad affrontare la prossima inevitabile crisi finanziaria ed economica; la situazione geopolitica in ebollizione legata, anche, alla stupefacente crescita cinese; il populismo; il cambiamento epocale causato dalla digitalizzazione.

L’ Europa ha gestito male la più grave recessione del dopoguerra preferendo il rigore contabile, che ha favorito soprattutto la Germania, alla politica espansiva attuata parzialmente, e in ritardo, dalla Bce i cui strumenti però non potranno più essere utilizzati a causa di un complesso rapporto con i tassi di interesse. Ciò ha impoverito il ceto medio e il piccolo imprenditore senza intaccare peraltro lo strapotere di grande finanza e grande impresa.  Una palese macroingiustizia che ha generato il fenomeno del nazionalpopulismo il quale continua a far proseliti a scapito delle democrazie liberali delle quali denuncia la grave malattia. Si aggiunga la rivoluzione digitale che distruggerà posti di lavoro prima di crearne di nuovi.

Aria di crisi, dunque. Una crisi che ci arriva aliunde. Ma i tempi quali saranno? Le precondizioni ci sono tutte: liberalizzazioni, boom dei crediti, crescita degli asset finanziari, borse al di sopra del Pil, aumento dell’indebitamento pubblico e privato, allentamento dei controlli sulla speculazione, classi politiche di basso livello.

La tensione in Medio Oriente è stata innalzata al calor bianco, mentre l’espansionismo economico cinese mina la supremazia degli americani nell’area asiatica e nel mondo. Gli Usa non gradiscono.

 

 

 

 

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EMA non a Milano – Delusione e amarezza in Assoedilizia

Pubblicato novembre 21, 2017 di instat
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A s s o e d i l i z i a

 

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Delusione e amarezza per la mancata assegnazione dell’Ema a Milano: una scelta che fotografa la debolezza dell’Italia in questa Unione Europea di egoismi ed i distorcenti meccanismi che permettono il gioco a nostro danno.

Non si sarebbe dovuti arrivare al ballottaggio.

La città ha tutte le qualità e le caratteristiche per ottenere l’assegnazione e l’Italia vanta grandi crediti verso l’Europa: per il contributo finanziario al bilancio europeo, e perché, a parte le due agenzie, in Italia non ha sede alcun organismo o istituzione dell’Unione Europea (Parlamento, Commissione, Banca Centrale, Tribunale, Corte).

Ci sarebbe quindi una ragione storica per vantare, sul piano politico, diritti nell’attribuzione di qualche istituzione; ma il meccanismo del voto segreto ed addirittura l’assurdità del sorteggio non permettono alcuna valutazione politica.

Questo è quanto si può dire con amarezza in una Italia che è stata promotrice di questa Unione.”

Rigenerazione Urbana, Convegno a Milano della Fondazione Fiorentino Sullo, sulla “Sostituzione edilizia” – Nella sede di Assoedilizia 17 11 2017 – Cronaca

Pubblicato novembre 20, 2017 di instat
Categorie: Assoedilizia informa

A s s o e d i l i z i a
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Convegno della Fondazione Fiorentino Sullo in Assoedilizia Milano

IL MOTORE DELLA RIGENERAZIONE URBANA: IL CONSENSO DEI CONDOMINI Occorrono forti incentivi

“Un’occasione per rilanciare la competitività delle nostre città e un volano per l’economia, in grado di limitare il consumo di suolo. La rigenerazione urbana è un tema di preminente interesse generale per tutto il Paese. Urge lo sforzo di mettere a punto una normativa per agevolare il processo”.

Lo ha affermato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, nella cui sede ha ospitato il convegno “Rottamare, riqualificare, rinascere: il respiro delle città” sulla riqualificazione urbana, a cura della Fondazione Fiorentino Sullo presieduta dall’on. Gianfranco Rotondi.  La Fondazione lavora, da tempo, ad un progetto legislativo già presentato a Roma e a Napoli, secondo il quale sarà possibile demolire e ricostruire edifici, realizzati negli anni ’50 e ’60, che necessitano di un adeguamento strutturale, prevedendo, a tal fine, incentivi di volumetria e riduzione totale degli oneri accessori.
Silvio Sarno, presidente del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione ha svolto la relazione introduttiva, cui sono seguiti (in ordine alfabetico) gli interventi di Giuseppe Arconzo, ordinario di Diritto costituzionale nell’Università Statale di Milano; Maria Agostina Cabiddu, Ordinario di Diritto amministrativo nel Politecnico di Milano; Sergio Crippa, presidente di Federbeton; Pier Luigi Mantini, vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa; Andrea Mosca, notaio estensore del Progetto di Legge; Armando Zambrano, presidente nazione dell’Ordine degli Ingegneri. I lavori, coordinati dall’avvocato amministrativista Rossella Verderosa, sono stati conclusi dall’on. Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture. Presente un folto pubblico di esponenti del mondo accademico, politico, economico.

“Le nostre città – ha proseguito Colombo Clerici – devono adeguarsi agli standard europei, per poter vincere la sfida della competitività. Due sono i piani di intervento: la capacità di rispondere alle esigenze del vivere moderno. E, appunto, la riqualificazione urbana. Inoltre, con la riduzione degli investimenti in strutture e infrastrutture, sono interventi che rivitalizzano il comparto delle costruzioni, rappresentando un volano per la crescita economica generale.

Ma i vantaggi non sono solo economici: “La rigenerazione urbana consente risparmio del suolo e tutela dell’ambiente. Se la tendenza è quella di una crescita dell’inurbamento, bisognerà puntare all’utilizzo pieno del patrimonio edilizio esistente e alla densificazione del tessuto urbano. Le città dovranno anche crescere in altezza, superando i vecchi pregiudizi dell’urbanistica, legati alla rigidità dei rapporti insediativi. Bisogna andare oltre il tabù della conservazione dell’esistente e occorre pensare ad un pacchetto di misure.

“Partiamo da una considerazione: i condomini – 1.200.000 quelli ufficialmente censiti in Italia – sono la realtà più diffusa nelle aree in cui sarebbe più necessaria la rigenerazione ma sono anche i soggetti più resistenti e indifferenti alle esigenze di rinnovamento. Non è facile mettere d’accordo le famiglie proprietarie. Servono fortissimi incentivi economici, per motivare i residenti e indurli al consenso in caso di sostituzione edilizia, ossia di demolizione e ricostruzione degli edifici. Sì anche a premialità in termini volumetrici e a proposte di detassazione. Milano potrebbe essere, ancora una volta, città-test. Grazie al suo proverbiale dinamismo, ha conosciuto negli ultimi anni un processo di forte rinnovamento e recupero ed è messa meglio di altre città italiane per qualità urbana. Bisognerebbe intervenire sulle aree periferiche, dove sorgono gli stabili del Dopoguerra, oggi di aspetto fatiscente, realizzati con materiali all’insegna del risparmio.”
A Sarno – che ha ricordato Claudio De Albertis, recentemente scomparso, a fianco della Fondazione su questo progetto sin dal suo sorgere – il compito di illustrare, in sintesi, il ddl; rilevando come la micidiale burocrazia rappresenti un forte ostacolo al rinnovamento che una proliferazione di leggi urbanistiche tenta di attuare. Questi i vantaggi rilevanti del progetto: risparmio nel consumo di suolo; sicurezza, considerato che 7 milioni di edifici dove risiedono 30 milioni di italiani sono stati realizzati prima dell’adozione di norme antisismiche; risparmio energetico che vede l’Italia, con un consumo pari a 500 kw per metro quadrato, lontana dalla media europea di 360 kw e lontanissima dai Paesi virtuosi con 250 kw.
Se, come ha detto Cabiddu, la città oltre ad essere funzionale deve avere una propria identità, perplessità sorgono con la realizzazione di grattacieli belli fin che si vuole ma possono essere realizzati ovunque, da Milano Porta Nuova a Dubai a Singapore: tutt’altra cosa la Torre Velasca, che di Milano perpetua l’anima e la cultura.
Mantini: “E’ in atto in tutto il mondo una concentrazione di gente nelle città, luoghi di opportunità, di creatività, di sviluppo. Milano si offre al Paese come modello di politica urbanistica: molto è stato fatto e i nuovi progetti – dagli scali ferroviari alle caserme, al recupero delle periferie, all’area post-Expo – consentiranno di realizzare una delle più competitive città europee”.  Purtroppo l’eccesso di normative – basti pensare agli 8.100 regolamenti edilizi, uno per Comune –  rendono indispensabile una reale semplificazione normativa e amministrativa. E su questo aspetto Zambrano ha puntato critiche severe ricordando come la normativa urbanistica sia sostanzialmente ferma al 1942 in quanto le nuove misure non decollano: secondo un’indagine svolta presso 5.000 ingegneri, ad esempio, il cosiddetto sismabonus si presenta irta di difficoltà applicative.
In sintesi, se i buoni propositi abbondano, e sono più che apprezzabili, la loro traduzione nella realtà è di là da venire. La doccia fredda è venuta da Del Basso De Caro il quale, riprendendo argomenti già esposti nei precedenti interventi, ha ricordato come la Costituzione, tutelando la proprietà privata, garantisca che soltanto l’unanimità dei condòmini consenta di procedere all’escomio dell’alloggio da parte dell’occupante l’immobile,  sia pure in via temporanea, in attesa che lo stesso venga ricostruito in maniera più moderna e sicura.
Occorrono forti incentivi e un cambiamento di cultura assieme, perché questo avvenga. Il governo fa quel che può: ha finanziato con 2.100 milioni progetti per il recupero delle periferie, altri finanziamenti sono allo studio, sismabonus, eliobonus e quant’altro prevedono deducibilità fino all’85%. Ma per quanto riguarda il codice degli appalti si sono dovute apportare oltre 500 modifiche. La soluzione ipotetica per avere città migliori e più belle passa inevitabilmente attraverso premialità e incentivazioni che lo Stato non è in grado di assicurare. Un esempio per tutti: il recupero di Bagnoli si è fermato perché gli operatori economici hanno ritenuto di non avere un adeguato profitto.

 

Foto:

Umberto Del Basso De Caro, Gianfranco Rotondi, Achille Colombo Clerici

Armando Zambrano, Achille Colombo Clerici, Alberico Barbiano di Belgiojoso

Gianfranco Rotondi, Rossella Verderosa, Pierluigi Mantini, Achille Colombo Clerici

 

 

 

 

Workshop IL PGT criticità e prospettive per il futuro della città – Comune di Legnano 22 Novembre 2017 – Assoedilizia informa

Pubblicato novembre 20, 2017 di instat
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La locandina del Convegno:

Workshop Pgt Legnano

“Immobiliare: valori di mercato e fattori condizionanti” Dichiarazione del Presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Pubblicato novembre 20, 2017 di instat
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“I fattori immateriali (non consistenti in condizioni di degrado o di insufficienza di qualità intrinseche dell’edificio) di deprezzamento degli immobili urbani possono essere di due tipi: fattori esogeni o esterni e fattori endogeni, legati cioè alle condizioni interne di vita dell’immobile.

I primi sono da collegarsi a situazioni di particolare disagio ambientale:
– il congestionamento e l’inquinamento da traffico, atmosferico, acustico
– la movida notturna, le chiassate, le fiere ed i mercati periodici
– la presenza di campi nomadi
– la presenza nelle vie di attività criminose o di meretricio, spesso organizzate dal racket
– lo stato di sporcizia, i graffiti vandalici, il disdoro urbano.

I fattori endogeni:

Va premesso che nella città dei giorni nostri il condominio è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze non solo di rinnovamento del tessuto urbano e di sostituzione edilizia, ma soprattutto di adeguamento tecnologico anche ai fini della sicurezza e del risparmio energetico.

Il condominio, dunque, nelle periferie popolari – dove il livello economico dei partecipanti è medio basso – è fortemente a rischio di degrado: un po’ come avviene nelle città americane dove basta peraltro un condomino sgradito a determinare la dequalificazione e l’abbandono dell’intero fabbricato.

Oggi il condominio è particolarmente a rischio a causa della difficoltà di disciplinare la presenza e/o l’accoglimento o il divieto di attività che rechino fastidio ai compartecipanti: quali ad esempio la prostituzione, la criminalità, o attività rumorose o che implichino emissioni di odori e fumi, ovvero un viavai eccessivo.

La prostituzione, in particolare, via dalle strade; ma dove andrà?

Questi fattori di svilimento del valore d’uso dell’immobile, tradotti in termini di mercato, possono incidere negativamente fino al 10-15 % del prezzo.”

 

“Rigenerare le nostre città: un vero volano per l’economia” intervista ad Achille Colombo Clerici – Il Giorno del 17 nov. 2017 Economia

Pubblicato novembre 20, 2017 di instat
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“Un’occasione per rilanciare la competitività delle nostre città e un volano per l’economia, in grado di limitare il consumo di suolo. La rigenerazione urbana è un tema di rilevanza generale per tutto il Paese. Urge lo sforzo di mettere a punto una normativa per agevolare il processo”.

Ad affermarlo è Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, nella cui sede si terrà oggi un convegno sulla riqualificazione urbana, a cura della fondazione Fiorentino Sullo.

“Le nostre città devono adeguarsi agli standard europei, per poter vincere la sfida della competitività. Due sono i piani di intervento: la capacità di rispondere alle esigenze del vivere moderno. E, appunto, la riqualificazione urbana”.

Avvocato Colombo Clerici, qual è la valenza economica dei progetti di recupero del patrimonio immobiliare esistente?
“In un momento di stagnazione economica, con la riduzione degli investimenti in strutture e infrastrutture, sono interventi che rivitalizzano il comparto delle costruzioni, rappresentando un volano per la crescita economica generale”.

Non si rischiano speculazioni edilizie?
“La rigenerazione urbana consente risparmio del suolo e tutela dell’ambiente. Se la tendenza è quella di una crescita dell’inurbamento, bisognerà puntare all’utilizzo pieno del patrimonio edilizio esistente e alla densificazione del tessuto urbano. Le città dovranno anche crescere in altezza”.

Come?
“Superando i vecchi pregiudizi dell urbanistica, legati alla rigidità dei rapporti insediativi. Bisogna andare oltre il tabù della conservazione dell’esistente e occorre pensare ad un pacchetto di misure”.

Quali?
“Partiamo da una considerazione: i condomini sono la realtà più diffusa nelle aree in cui sarebbe più necessaria la rigenerazione ma sono anche i soggetti più resistenti e indifferenti alle esigenze di rinnovamento. Non è facile mettere d’accordo le famiglie proprietarie. Servono fortissimi incentivi economici, per motivare i residenti e indurli al consenso in caso di sostituzione edilizia, ossia di demolizione e ricostruzione degli edifici. Sì anche a premialità in termini volumetrici e a proposte di detassazione”.

Milano è una città “rigenerata”?
“Grazie al suo proverbiale dinamismo, ha conosciuto negli ultimi anni un processo di forte rinnovamento e recupero ed è messa meglio di altre città italiane per qualità urbana. Bisognerebbe intervenire sulle aree periferiche, dove sorgono gli stabili del Dopoguerra, oggi di aspetto fatiscente, realizzati con materiali all’insegna del risparmio”.

 

Umberto Ambrosoli alla Bocconi – SOCIETÀ CIVILE, ECONOMIA E RISCHIO CRIMINALITÀ Giornata della Virtù Civile Associazione Giorgio Ambrosoli – IEA informa

Pubblicato novembre 15, 2017 di instat
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Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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Giornata della Virtù Civile organizzata dall’Associazione Giorgio Ambrosoli

SOCIETA’ CIVILE, ECONOMIA E RISCHIO CRIMINALITA’

Giornata della Virtù Civile all’Università Bocconi di Milano. Giovedì 23 novembre  alle ore 17, nell’Aula Magna di via Gobbi 5 si svolge, aperta al pubblico, la Lezione Giorgio Ambrosoli

SOCIETÀ CIVILE, ECONOMIA E RISCHIO CRIMINALITÀ

Saluto introduttivo
GIANMARIO VERONA Rettore Università Bocconi

Introduzione
UMBERTO AMBROSOLI Associazione Giorgio Ambrosoli
DONATO MASCIANDARO
BAFFI CAREFIN Università Bocconi

Intervengono
FERRUCCIO DE BORTOLI Giornalista
MARIO MONTI Presidente Università Bocconi

Durante l’incontro verrà assegnata la settima borsa di studio triennale intitolata all’ Associazione Civile Giorgio Ambrosoli”

L’ Associazione Civile Giorgio Ambrosoli – non collegata ad alcun partito politico – è stata fondata nel 2011 su iniziativa di un gruppo di cittadini milanesi impegnati nella vita sociale e culturale della città, con l’intento di mettere in luce la necessità dell’impegno personale di tutti per lo sviluppo di una convivenza sociale giusta, libera e fondata sui principi della Costituzione italiana. Dal 2011 il progetto dell’Associazione si è ampliato per coinvolgere in varie forme studenti di tutti gli ordini scolastici. È nata così la Giornata della Virtù Civile, una giornata indirizzata a far capire ai più giovani e alla cittadinanza come lo sviluppo della coscienza civile è un valore che migliora la vita di ciascuno in tutti gli ambiti.

PER INFORMAZIONI
BAFFI CAREFIN Centre for Applied Research on International Markets, Banking, Finance, and Regulation tel. 02 5836.5306/5907/5908 bafficarefin@unibocconi.it

Foto:
Umberto Ambrosoli con Achille Colombo Clerici pres. IEA
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