“Edilizia, più offerta meno domanda. Guadagna il Fisco” Articolo su QN Il Giorno del 11 settembre 2021

Pubblicato settembre 16, 2021 di instat
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“Edilizia, più offerta meno domanda. Guadagna il Fisco” Articolo su QN IL GIORNO del 11 settembre 2021
di Achille Colombo clerici

Con un successo superiore alle aspettative, ha appena chiuso i battenti il Salone del Mobile di Milano dopo 18 mesi di blocco dovuto alla pandemia.  E’ un forte segnale di ripresa della città e del Paese, non soltanto da un punto di vista economico, ma – soprattutto – culturale, di creatività, di coraggio di impresa, come ha affermato, all’inaugurazione, il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Un messaggio che valica i confini nazionali riproponendo all’estero l’attrattività della città motore d’Italia.

Ce n’era, ce n’è bisogno.  Le ricadute della pandemia sul comparto immobiliare sono lungi dall’essere smaltite. Se è vero che si è riscoperta la centralità della casa e la necessità di investire nel luogo in cui si abita è altrettanto vero che in una buona percentuale – secondo alcune analisi, dal 15 al 30 per cento – l’alloggio, a causa dello smart working, è diventato anche luogo di lavoro.  Ne soffre il comparto degli uffici e dei negozi. Nelle grandi città europee, nell’ultimo trimestre del 2020, le transazioni per uffici sono risultate inferiori del 60 per cento, rispetto ad un anno prima e anche per l’altro grande comparto – i negozi – la discesa è stata del 40 per cento. Milano non fa eccezione.

Per quanto riguarda il residenziale, dal semicentro e dalle periferie aumenta il deflusso verso le città dell’ex hinterland. Inoltre la ripresa edilizia, dovuta in buona parte a operazioni impostate ante pandemia, sta immettendo sul mercato un numero crescente di alloggi: ma all’aumento dell’offerta non corrisponde un aumento della domanda.

Inoltre: il boom del superbonus per l’efficientamento energetico degli edifici mostra il rovescio della medaglia: i prezzi dei materiali e delle attrezzature legati all’edilizia sono aumentati a dismisura (per citare, l’acciaio per il cemento armato +243%) tanto che per un cappotto termico si sono registrati incrementi dei prezzi del 60% a mq.

C’è chi ne gode. Ad esempio il Fisco. Il gettito del mercato immobiliare (assieme all’Iva) traina la ripresa delle entrate tributarie: l’imposta di registro complessivamente ha generato entrate per oltre 3 miliardi di euro (+43,9%), tasse e imposte ipotecarie hanno di poco superato un miliardo di euro (+36,6%) e i diritti catastali e di scritturato si sono attestati a 430 milioni di euro (+36,9%).

Con buona pace dell’Ocse che ancora pochi giorni or sono ha sollecitato il Governo italiano a implementare il prelievo fiscale del comparto immobiliare.

Consolato Generale d’Italia a Lugano – Cerimonia di commiato del Console Massoni per avvicendamento

Pubblicato settembre 14, 2021 di instat
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CONSOLATO GENERALE D’ITALIA A LUGANO
Il saluto del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

IL CONSOLE D’ITALIA A LUGANO MAURO MASSONI SI E’ ACCOMIATATO DALLA CITTA’. GLI SUCCEDE GABRIELE MEUCCI 

Il Console Generale d’Italia a Lugano Min. Plen. Amb.Mauro Massoni e la Signora Olga Massoni, in occasione della loro partenza da Lugano, hanno incontrato, all’Hotel Splendide, i rappresentanti della municipalità e del Governo elvetico, autorità nazionali e cantonali svizzere, nonché alcuni esponenti della comunità svizzera ed italiana di Lugano. Tra questi il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. “Ringrazio il Console Massoni per gli anni di proficua collaborazione nei rapporti tra Italia e Svizzera che hanno presto cementato una autentica amicizia – ha detto – e sono certo che ciò continuerà anche con il suo successore Console Generale Gabriele Meucci”.

Dopo il saluto protocollare del Consigliere di Stato Norman Gobbi, l’Ambasciatore d’Italia Silvio Mignano, amico di famiglia del Console Massoni, ne ha ricordato i tratti salienti della carriera e le preclari doti di figura diplomatica esperta e prudente, ma al tempo stesso aperta ad esperienze di rinnovamento e di progresso.
Presenti, tra gli altri, il Prefetto di Como Andrea Polichetti ed il Questore Giuseppe De Angelis, il past president della Associazione Carlo Cattaneo, Paolo Grandi, e Remigio Ratti.

Fortemente sentito il saluto di commiato del Ministro Mauro Massoni, che ha intrecciato i toni ufficiali, con le note della amicalità e dei sentimenti familiari.

Infine Mauro Massoni è stato simpaticamente insignito, dal presidente della Association Suisse des sommeliers professionnels del titolo di “Sommelier d’honneur”

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Nato a Roma e laureato in Scienze, Massoni ha percorso con successo le tappe della carriera diplomatica. Tra gli incarichi,  Console a Rio de Janeiro,  Primo segretario a L’Avana,  Capo Segreteria della Dir. Gen. Paesi Americhe,  Consigliere commerciale ad Atene,  .Capo Ufficio della Dir. Gen. Cooperazione Sviluppo,  Ambasciatore a Nairobi, accreditato, con credenziali di Ambasciatore, anche a Port Victoria (Isole Seychelles) e, con titolo e rango di Ambasciatore, presso l’U.N.E.P. (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e presso l’H.A.B.I.T.A.T. (Programma delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani). Ministro Plenipotenziario,  è stato nominato Console Generale di prima classe a Lugano il 3 settembre 2018. E’ Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica,

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Il nuovo Console Generale d’Italia a Lugano, Gabriele Meucci, si insedierà a Lugano il 1° ottobre. Già Ambasciatore d’Italia in Slovacchia, milanese, classe 1963, è in diplomazia dal 1991, dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 1988 all’Università di Milano e studi all’ISPI e all’Università di Bologna.

In precedenza, ha ricevuto diversi incarichi all’estero: Console d’Italia a Spalato, primo segretario commerciale a Ottawa (Canada), consigliere commerciale all’Ambasciata a Tirana (Albania), Console generale in Montenegro, dove è stato successivamente incaricato d’affari e Ambasciatore, primo consigliere d’Ambasciata a Berlino e capo della Missione Eulex in Kosovo, un contingente dell’UE di 2000 civili per aiutare il paese nella fase di creazione di uno Stato di diritto.

Chi è Gabriele Meucci, il nuovo Console generale d’Italia a Lugano.

Giunge a Lugano da Bratislava il Console d’Italia Gabriele Meucci, in precedenza Ambasciatore d’Italia in Slovacchia.

Gabriele Meucci, milanese, classe 1963, è in diplomazia dal 1991, dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 1988 all’Università di Milano e studi all’ISPI e all’Università di Bologna.

In precedenza, ha ricevuto diversi incarichi all’estero: è stato Ambasciatore in Slovacchia, Console d’Italia a Spalato (Croazia, 1995-1999), primo segretario commerciale a Ottawa (Canada, 1999-2001), consigliere commerciale all’Ambasciata a Tirana (Albania, 2001-2003), Console generale in Montenegro (2006), dove è stato successivamente incaricato d’affari (2007-2008) e Ambasciatore (2008-2009), primo consigliere d’Ambasciata a Berlino (2009-2013) e infine capo della Missione Eulex in Kosovo (2014-2016), un contingente dell’UE di 2000 civili per aiutare il paese nella fase di creazione di uno Stato di diritto.

Foto:

Achille Colombo Clerici, Mauro Massoni, Silvio Mignano, Paolo Grandi

Giuseppe De Angelis, Andrea Polichetti e Consorte, Achille Colombo Clerici, Paolo Grandi

Mauro Massoni e Achille Colombo Clerici

Incontro Assoedilizia con il Consigliere comunale di Milano Fabrizio De Pasquale di Forza Italia

Pubblicato settembre 13, 2021 di instat
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In occasione delle prossime elezioni amministrative di Milano 
ACHILLE COLOMBO CLERICI INCONTRA IL CONSIGLIERE CAPOGRUPPO DI FI AL COMUNE DI MILANO FABRIZIO DE PASQUALE

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha incontrato il Consigliere Capogruppo di FI al Consiglio Comunale di Milano Fabrizio De Pasquale in occasione delle prossime elezioni amministrative.   

Nel corso di un amichevole e franco colloquio, sono stati affrontati numerosi temi riguardanti la città, in particolare il rilancio post-pandemia e la casa, sotto i diversi profili, sociale, economico, fiscale,

Colombo Clerici ha sottolineato come ci siano alcuni segnali di ripresa – come dimostra il successo superiore alle aspettative del Salone del mobile – ma che ancora ci sia molta strada da fare. La Città abbisogna della collaborazione di tutti gli attori metropolitani, dalle imprese agli artigiani, dai professionisti agli esercenti agli operatori turistici affinché, anche attraverso adeguati incentivi, come capitale economica e finanziaria del Paese, mantenga il ruolo che da sempre le è riconosciuto, di protagonista continentale.  

E’ perciò fondamentale che la futura amministrazione comunale sia in grado di elaborare una strategia che vada ben oltre le scadenze elettorali delineando il ruolo della Grande Milano fino agli anni ’30 ed oltre.

La città deve essere al servizio dei cittadini. In quest’ottica prevale la qualità dell’abitare. Le conseguenze della pandemia nel settore della casa sono lungi dall’essere concluse, come dimostra l’allontanamento verso l’ex hinterland di migliaia di milanesi. Le cause sono numerose e complesse.  Ai prossimi futuri governanti spetta il compito, non facile, di trovare le soluzioni.  

Cerimonia di commiato del Console Generale d’Italia a Lugano Min. Amb. Mauro Massoni – Photo gallery

Pubblicato settembre 13, 2021 di instat
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Il Presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il Console Mauro Massoni, l’Amb. Silvio Mignano e il Dott. Paolo Grandi
con il Prefetto di Como Andrea Polichetti e la consorte, il Questore di Como Giuseppe De Angelis e il Dott. Paolo Grandi
con il Console Mauro Massoni
con Sig.ra Rosso e Paolo Grandi
con Paolo Grandi

Patto Milano per la scuola per garantire la sicurezza sui mezzi pubblici – Presentato dalla Prefettura di Milano

Pubblicato settembre 8, 2021 di instat
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Obblighi e raccomandazioni perché la pandemia è ancora ben presente. L’impegno di Assoedilizia

PATTO MILANO PER LA SCUOLA PER GARANTIRE LA SICUREZZA SUI MEZZI PUBBLICI

Lunedì 13 settembre riaprono le scuole, riproponendo il problema di viaggiare in sicurezza sui mezzi pubblici. Che quest’anno si presenta sotto buoni auspici. L’hanno ribadito il prefetto di Milano Renato Saccone e il sindaco Giuseppe Sala in occasione della riproposizione del “Patto Milano per la Scuola” basandosi su scelte così riassumibili: orari differenziati per scuole e attività; maggior numero di mezzi pubblici e più serrati controlli per il rispetto delle norme (mascherine innanzitutto). Perché se i vaccini costituiscono la più importante barriera contro la diffusione del Covid-19, è anche vero che pure i vaccinati non sono sicuri al cento per cento. Infine tutti i partecipanti – istituzioni, imprese, associazioni, ordini professionali, sindacati e quant’altro – devono impegnarsi a diffondere il più possibile il messaggio ancora relativamente poco noto alla popolazione.

Il Patto opera in continuità con le indicazioni già condivise il 29 dicembre scorso basate su uno studio del Politecnico di Milano, e si propone di riorganizzare gli spostamenti nella fascia oraria mattutina per garantire la ripartenza in piena sicurezza delle attività scolastiche e non solo, tenendo conto del limite di capienza del trasporto pubblico locale all’80%.

Nel dettaglio, per quanto riguarda la programmazione oraria delle lezioni delle scuole secondarie di secondo grado, il 70% degli studenti entrerà in classe entro le ore 8, il restante 30% dopo le ore 9:30. Per i centri di formazione professionale, le lezioni avranno inizio per la totalità della popolazione scolastica entro le ore 8:00, con attenzione da parte dei singoli istituti ad adottare le misure necessarie ad evitare assembramenti. Le università sono invitate a organizzare le lezioni in presenza a partire dalle ore 10.

Le attività commerciali non alimentari al dettaglio (abbigliamento, calzature, profumerie ed erboristerie, casalinghi, ottici etc.) apriranno dopo le 10:15: l’indicazione vale sia per gli esercizi di vicinato, sia per le attività presenti nei mercati coperti, centri commerciali e strutture ad essi assimilabili. Questa limitazione oraria non si applicherà a edicole, tabacchi, librerie, cartolerie, farmacie e parafarmacie.

Per parrucchieri, centri estetici e per tutte le attività afferenti ai servizi per la persona, l’apertura avverrà dopo le ore 9:30. 
 
Gli uffici aperti al pubblico delle pubbliche amministrazioni riceveranno dalle ore 9:30, possibilmente previo appuntamento, salvi gli appuntamenti già fissati. Per quanto riguarda il Comune di Milano, gli uffici dei servizi funebri, dell’Anagrafe e dello Stato civile, considerati essenziali, manterranno l’apertura alle ore 8:30.

Per le aziende private che erogano servizi al pubblico (tra cui quelle operanti nell’ambito dei servizi bancari, finanziari e assicurativi) si raccomanda di aprire dopo le ore 9:30 previo appuntamento. Studi di professionisti e consulenti sono chiamati a ricevere i clienti su appuntamento a partire dalle 10.

Per le attività produttive di tipo manifatturiero l’apertura è anticipata entro le ore 8:00.  

Il Patto intende promuovere, sia nel settore pubblico sia presso le aziende, l’uso ottimale dello “smart working” nell’organizzazione del lavoro

Commenta il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Condivido l’iniziativa, ma ritengo che essa sia ancora relativamente poco nota ai milanesi.  Assoedilizia, invitata dalla Prefettura di Milano insieme ad altre istituzioni cittadine, si impegna dunque alla sua diffusione sia tra i propri associati, sia attraverso i propri mezzi di comunicazione.”

Foto: Il Prefetto di Milano Renato Saccone con il pres. di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Incontro Riformista di Milano – settembre 2021 – Dalla riforma della giustizia alla crisi afgana

Pubblicato settembre 7, 2021 di instat
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All’Incontro Riformista di Milano tanti i temi di attualità
DALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ALLA CRISI AFGANA

di Benito Sicchiero

Le Associazioni LibertàEguale MilanoLombardia, Associazione Democratici Per Milano, Circoli Dossetti promuovono gli Incontri Riformisti. Il più recente presso la Sala Conferenze ACLI di via Bernardino Luini 5 a Milano, ha visto affrontare temi di grande attualità in diverse sessioni. Eccone i temi e relativi relatori.  

Prima Sessione: LO SVILUPPO SOSTENIBILE NEI PROGRAMMI ELETTORALI PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI MILANO E DEI COMUNI LOMBARDI: sono intervenuti Arianna Censi (Vicesindaca Città Metropolitana, Consigliera PD Comune di Milano) e Filippo Barberis (Capogruppo PD in Consiglio Comunale a Milano) Coordina: Lorenzo Gaiani (Segreteria Regionale PD Lombardia).

Seconda Sessione: L’ATTUAZIONE DEL PNRR TRA REGIA DEL GOVERNO E RESPONSABILITÀ DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI E REGIONALI.  Sono intervenuti: Antonio Misiani (Responsabile Economia e Finanze Segreteria Nazionale PD), Franco Mirabelli (Vicepresidente dei Senatori PD) e Carlo Borghetti (Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia), coordinati da Chiara Braga (Responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture Segreteria Nazionale PD).

Terza Sessione: IL RAPPORTO TRA STATI UNITI D’AMERICA E L’UNIONE EUROPEA: VERSO UN NUOVO MULTILATERALISMO? Sono intervenuti: Piero Fassino (Presidente Commissione Esteri Camera dei Deputati), Patrizia Toia (Parlamentare Europea PD) e Andrea Carati (Università degli Studi di Milano) coordinati da Paolo Segatti (Università degli Studi di Milano).  Nel corso dei lavori hanno preso la parola i Segretari Regionale e Metropolitano Milanese del PD, Vinicio Peluffo e Silvia Roggiani.

La sintesi dell’intervento di Mirabelli: “Oltre a quella sulla prescrizione, che assorbe quasi totalmente l’attenzione dei media, stiamo facendo due riforme importanti che sono in dirittura di arrivo: la riforma del processo penale e la riforma della giustizia civile. Stiamo anche facendo la riforma del CSM. Inoltre, dovremo fare anche la riforma del diritto tributario perché rientra tra quelle da fare. Ridurre tutto, quindi, ad una discussione ideologica sulla prescrizione, tralasciando ciò di cui ha bisogno il Paese rispetto alle riforme sulla giustizia è poco. È utile ricordare che tra i diversi blocchi allo sviluppo che il Paese subisce da molto tempo c’è sicuramente il tema della giustizia, il funzionamento della giustizia, i tempi della giustizia, l’enormità degli arretrati che sono nei corridoi di tanti tribunali. Tutto questo non solo mette in discussione un diritto fondamentale dei cittadini ad avere una giustizia oltre che giusta anche in tempi corretti e rapidi ma sicuramente costituisce uno dei più grandi elementi che disincentiva la capacità attrattiva del Paese rispetto agli investimenti dall’estero e rende più difficile e più problematico investire in Italia. Credo, quindi, che abbia fatto bene la Commissione sul PNRR a condizionare una parte importante dei soldi al fatto che si facciano queste riforme. Credo che il Governo stia facendo bene sul PNRR, a partire dalla riforma della giustizia penale e civile. Dobbiamo sapere che siamo di fronte ad un obbligo, che paradossalmente ci aiuta.”

Toia sulla crisi afgana e il ruolo UE: “Quando scoppiò la pandemia l’Unione Europea si è dimostrata dapprima incerta poi ha dimostrato, nel giro di poche settimane, una capacità di reazione che ha stupito il mondo. Penso che di fronte alla crisi afgana, come ha efficacemente illustrato Fassino nella sua analisi politica, anche in questo caso – lo testimonia, tra l’altro, l’incontro Draghi-Macron – saprà riposizionarsi in tema di difesa, sicurezza, interessi legittimi, oltreché come avviene da sempre per la tutela dei valori liberali e dei diritti umani. L’Afghanistan d’altronde ha soltanto accelerato un dibattito interno alla UE già avviato da tempo: di maggiore autonomia, tenendo presente, beninteso, i tradizionali, consolidati rapporti con Usa e Nato”.  

Foto:

Achille Colombo Clerici con Patrizia Toia

con Enrico Letta

con Arianna Censi
con Franco Mirabelli

Photo gallery Assoedilizia – Forum Ambrosetti Cernobbio 2021 The European House

Pubblicato settembre 6, 2021 di instat
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Il Presidente con la consorte Giovanna Colombo Clerici e la Dott.ssa Livia Pomodoro
con il rappresentante della Commissione Europea Dott. Massimo Gaudina e il Principe Cesare Castelbarco Albani
con la consorte Giovanna Colombo Clerici e il delegato dell’Ordine di Malta Niccolò D’Aquino di Caramanico
con l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan Stefano Pontecorvo
con la Ministra Luciana Lamorgese
con il Ministro Giancarlo Giorgetti
con l’On. Giorgia Meloni
con l’On. Giorgia Meloni
con il Sen. Matteo Salvini
con la Ministra Maristella Gelmini
con Enrico Letta
con Renato Brunetta
con Giuseppe Conte
con Paolo Gentiloni

Critiche alla riforma catastale approntata dal “Fisco italiano” dietro la pressione europea – ASSOEDILIZIA al 47° Forum The European House – Ambrosetti di Villa d’Este a Cernobbio

Pubblicato settembre 3, 2021 di instat
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Al Forum Ambrosetti di Cernobbio il trattamento fiscale degli immobili
COLOMBO CLERICI: RIFORMA DEL CATASTO, UN SALASSO PER GLI IMMOBILI?

Alla 47^ edizione del Forum The European House – Ambrosetti di Villa d’Este a Cernobbio, aperto oggi, il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha sollevato il tema del trattamento fiscale degli immobili in Italia.  In particolare della riforma del catasto.

Tutto nasce da una delle “Raccomandazioni Paese” (Country Recommendations) che la Commissione Europea invia periodicamente ai Paesi membri U.E.; all’Italia raccomanda appunto la “riforma dei valori catastali non aggiornati” e “la revisione delle agevolazioni fiscali”.  A sua volta, l’atto di indirizzo 2021-2023, inviato dal MEF alle Agenzie Fiscali, raccomanda di “presidiare la qualità e la completezza delle banche dati catastali”, con un “costante aggiornamento dell’Anagrafe immobiliare integrata”. Il timore è che dietro al proposito di riforma si nasconda, senza mai pronunciarlo, un aumento della “patrimoniale” sugli immobili.

L’U.E. continua a ritenere che gli immobili nel nostro Paese forniscano un gettito che, in rapporto al Pil, è inferiore a quello medio europeo e quindi insiste acriticamente per l’aumento delle relative imposte, in primis riformando il catasto.

E’ bene dunque che l’U.E. sappia alcune cose che mostra di ignorare sulla fiscalità immobiliare italiana, e si renda conto di quanto sia miope e dannosa per la nostra economia la riforma catastale che il Fisco italiano ha in mente.

A parte il fatto che l’assunto dell’U.E. non risponde neppure al vero, in quanto nel computo delle imposte che concorrono a formare il gettito in esame rientrano, per molti Paesi, tasse che sono escluse dal computo del gettito italiano, occorre dire che nel ragionamento c’è un irrimediabile errore di fondo.

Non si tratta infatti di raffrontare, come fa l’Unione, il gettito fiscale al Pil, bensì di verificare l’entità del carico fiscale che grava su quegli immobili che pagano le imposte.

Va da sé che, se questi immobili sono una esigua minoranza rispetto al totale, il gettito sarà basso, ma l’incidenza fiscale elevatissima.

Ed allora, semmai, non è questione di aumentare ancora le imposte che gravano sul comparto immobiliare (perché in tal modo si finirebbe a strozzarlo), bensì di rivedere l’intera politica della casa e del settore immobiliare del nostro Paese. Se c’è una distorsione nel sistema (l’Italia è molto al di sotto della media dei Paesi Europei più avanzati, quanto ad abitazioni in locazione) la via da percorrere non è quella di accentuarne gli effetti, ma quella di eliminare la distorsione stessa.

Il fatto è che da noi ben il 60,5% dei fabbricati residenziali, non solo non paga l’Imu, ma non concorre nemmeno a pagare l’Irpef, l’Irpeg, l’Imposta di registro, né dà luogo al virtuoso meccanismo economico/fiscale derivante dal turn over abitativo.

Una precisa scelta politica è stata fatta, collegata a precipue ragioni ideologiche: penalizzare la locazione privata e favorire l’abitazione in proprietà. Ora l’80% delle famiglie occupa le case a titolo di proprietà. Su queste, niente prelievo fiscale e niente indotto economico, producente a sua volta gettito tributario.

Quanto alla invocata riforma del catasto va detto che cambiare il metodo di valutazione catastale degli immobili, introducendo criteri che porteranno ad un innalzamento dei valori imponibili e lasciando di fatto inalterato il sistema delle aliquote, che è calibrato sugli attuali più bassi valori, è operazione iniqua, insensata e dannosa.

Questo perché non si può pensare di introdurre tout court la riforma e vedere poi che effetto fa per decidere in merito ad una ipotetica revisione, in altri termini, all’abbassamento delle aliquote.

E’ la questione della sperequazione: si dice che oggi il problema è far pagare di più chi paga di meno rispetto ad altri. Domani, attuata la riforma, il problema sarà far pagare di meno tutti coloro che pagheranno in modo spropositato. Non è né equo, né sensato.

La “garanzia” della cosiddetta invarianza, infatti, che, si badi bene, è invarianza del gettito e non del prelievo a carico dei contribuenti, è molto relativa. Anzi inattuabile, stante l’impossibilità di una verifica da parte del contribuente, a causa della presenza di tre variabili incrementative affidate alla mera e insindacabile valutazione comunale: la nuova produzione edilizia, la riqualificazione edilizia, il recupero della evasione fiscale. La scelta comunale dunque rimarrà meramente discrezionale e insindacabile. Quanto all’eventuale intervento legislativo di revisione delle aliquote: ve lo immaginate? Campa cavallo…

C’è dunque il rischio che per una infinità di casi si dia luogo ad un ulteriore innalzamento di valori, già elevati, cui non faccia seguito una pur necessaria corrispettiva diminuzione delle aliquote.

Occorre spiegarlo bene all’ U.E. (che richiede a gran voce la riforma del nostro catasto, senza averne né compresa, né bene valutata la portata) ed a tutte le istituzioni (internazionali e nazionali…ma chi informa l’U.E. distorcendone la visione) che ne recepiscono il pensiero facendosene pedissequamente portatrici.

Forum Ambrosetti di Cernobbio, The European House 2021 – Assoedilizia affronta i temi della fiscalità immobiliare e della riforma catastale

Pubblicato settembre 1, 2021 di instat
Categorie: Assoedilizia informa

La “Fiscalità immobiliare” al Forum Ambrosetti di Cernobbio
COLOMBO CLERICI: RIFORMA DEL CATASTO, MIOPE E DANNOSA 

In occasione della 47^ edizione del Forum The European House – Ambrosetti di Villa d’Este di Cernobbio, 3-5 settembre, il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici affronta un tema di grande attualità: la fiscalità immobiliare in Italia e la riforma del Catasto.

 “L’U.E. – afferma Colombo Clerici – continua a sostenere che gli immobili nel nostro Paese forniscano un gettito che, in rapporto al Pil, è inferiore a quello medio europeo e quindi insiste acriticamente per l’aumento delle relative imposte, in primis riformando il catasto, ignorando quanto sia miope e rischiosa per la nostra economia la riforma catastale che ha in mente il Fisco italiano.” E prosegue:

“Non si tratta di aumentare ancora le imposte (poiché in Italia gli immobili sono più tassati che negli altri Paesi europei) bensì di rivedere semmai l’intera politica della casa e del settore immobiliare dove ben il 60,5% dei fabbricati residenziali non solo non paga l’Imu, ma non concorre nemmeno a pagare l’Irpef, l’Irpeg, l’Imposta di registro, né dà luogo a quel virtuoso meccanismo economico/fiscale derivante dal turn over abitativo.

Una precisa scelta politica è stata fatta, collegata a precipue ragioni ideologiche: penalizzare la locazione privata e favorire l’abitazione in proprietà. Ora l’80% delle famiglie abita in case in proprietà. Su queste, niente prelievo fiscale e niente indotto producente a sua volta imposte. Il gettito fiscale considerato dall’Europa è solo quello prodotto dalla parte rimanente dello stock immobiliare.

Quanto alla invocata riforma del catasto va detto che cambiare il metodo di valutazione catastale degli immobili, introducendo criteri che porteranno ad un innalzamento dei valori imponibili e lasciando di fatto inalterato il sistema delle aliquote che è calibrato sugli attuali più bassi valori, è operazione iniqua, insensata e dannosa.

Occorre spiegarlo bene all’ U.E. (che richiede a gran voce la riforma del nostro catasto, senza averne né capito, né bene valutata la portata) ed a tutte le istituzioni (internazionali e nazionali… ma chi informa l’Europa?) che ne recepiscono il pensiero facendosene pedissequamente portatrici.”

La casa bancomat dello Stato – La riforma del catasto – Articolo su QN Il Giorno del 28 agosto 2021 di Achille Colombo Clerici

Pubblicato agosto 30, 2021 di instat
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La casa bancomat dello Stato.

La vicenda ebbe inizio nel 1992 quando il Governo di Giuliano Amato introdusse, con la “Finanziaria lacrime e sangue”, l’Isi, imposta straordinaria sugli immobili di natura patrimoniale. Ebbe a ripetersi anche nel 2011 quando, con lo spread ad oltre 500 punti e alla soglia dell’uscita dell’Italia dall’euro, venne reintrodotta l’Imu, la patrimoniale sulle abitazioni occupate a titolo di proprietà. L’Isi in quel lasso di tempo aveva cambiato nome: in Ici, poi in Imu e infine in Tasi.   In dieci anni le tasse sulla casa sono costate ai proprietari dai 400 ai 500 miliardi di euro.

Oggi, con il debito pubblico monstre pari a circa il 160% del Pil (record storico dall’Unità d’Italia) lo Stato è all’affannosa ricerca di risorse per colmare, almeno in parte, la voragine. Ma anziché rivolgere la propria attenzione all’evasione fiscale – circa 110 miliardi di euro ogni anno con l’Italia in cima alla lista mondiale dei Paesi dall’economia più sviluppata – ed alla crescita economica, che ovviamente si trascina dietro un costante incremento di risorse fiscali, lo Stato tira nuovamente fuori dal cilindro, anche per l’insistenza dell’Unione Europea, la riforma del Catasto. Che, realizzata nei termini che conosciamo, si risolverebbe in un disastro per la proprietà immobiliare.

 Il Catasto ha una lunga storia. Nacque con l’Unità d’Italia, ma con una differenza fondamentale rispetto ad oggi. Allora si trattava di un ‘catasto reddituale’, cioè basato sulla capacità dell’immobile di produrre reddito, e fondato sui criteri delle cosiddette rendite catastali che ne misuravano la funzionalità. Ma da più di vent’anni il Catasto misura, attraverso l’applicazione alle rendite di coefficienti moltiplicatori, il valore immobiliare. Si è trasformato in tal modo in un vero e proprio strumento di tassazione patrimoniale.

 Anni fa si avviò la riforma del Catasto, sempre su base patrimoniale (le rendite venivano sostituite dai valori di mercato per metro quadro): l’intento dichiarato quello di eliminare errori e sperequazioni.  La reazione dell’economia immobiliare fece capire quali negativi effetti il ‘nuovo’ Catasto avrebbe avuto da un punto di vista, sia economico, sia politico-elettorale.

Ora, una cosa è emendare errori ed evitare sperequazioni, ed altra è fare un salto nel buio con una riforma avventata dagli effetti irrevocabili potenzialmente nefasti per l’economia, quale sarebbe quella che ha in mente il Fisco italiano.

Si deve comunque riflettere sul fatto che il catasto basato sui valori di mercato privilegia la finalità fiscale nei suoi aspetti espropriativi, mentre quello reddituale premia la redditualità e quindi favorisce il rinnovamento strutturale e funzionale degli immobili.

Il catasto, dunque, come strumento di crescita e non di freno economico.