Osservatorio Forum Smart City – Presentazione alla SDA Bocconi – “La prossima città” volume di studi sul tema – Febbraio 2018 – Assoedilizia informa

Pubblicato febbraio 23, 2018 di instat
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Presentato all’Università SDA Bocconi di Milano il volume “La prossima città”

UN THINK TANK PER IL RILANCIO DELL’IMMOBILIARE IN ITALIA – OSSERVATORIO FORUM SMART CITY

Nasce nell’aula 302 dell’Università Bocconi di Milano il progetto che avrà quale obiettivo quello di far ripartire il settore immobiliare italiano – attraverso una diffusa operazione di rigenerazione urbana – l’unico della nostra economia che non si è ancora ripreso dopo la Grande Crisi del 2008.

Prende le mosse dal neo-costituito Osservatorio smart city presentato da Giuseppe Franco Ferrari e da Edoardo Croci direttore dell’ IEFE-Istituto  di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente dell’ Università Bocconi.

Il progetto, cui pensa Assoedilizia, è nato dall’idea di collegare, sulla tematica del rinnovamento delle città, il mondo accademico della Bocconi, del Politecnico, dell’Università Statale e dell’Università Cattolica, ai mondi degli operatori tecnici e della finanza, della politica e dei pubblici amministratori, dei grandi proprietari e degli investitori diffusi.

Ha anche il suo “codice” che titola “La prossima città. Le smart cities tra sostenibilità e innovazione” (Mimesis Edizioni), curato dal prof. Giuseppe Franco Ferrari, Dipartimento di Studi Giuridici che, in più di 828 pagine tratta dell’evoluzione della città e delle forme di riqualificazione. Vi hanno contribuito 43 studiosi ed esperti.

Oggi metà degli abitanti del pianeta vive in città e si stima che nei prossimi 10 anni questa quota raggiungerà il 75% della popolazione mondiale; tale percentuale è già stata raggiunta in Europa, dove vi sono ben 468 città con almeno 100.000 abitanti. Le città occupano solo il 2% della superficie mondiale ma consumano i tre quarti delle risorse; allo stesso tempo le prime 25 città del pianeta producono metà della ricchezza dell’umanità. Le aree urbane europee consumano il 70% dell’energia dell’intera Europa, che genera il 75% delle emissioni di gas serra. Globalmente stiamo consumando in 282 giorni le risorse che il pianeta produce in 365. La soluzione di questi problemi richiede l’adozione di un “nuovo modello di città”, di comunità locale, di fruizione della città e dei suoi servizi, che sappia coniugare innovazione, efficienza, sostenibilità, inclusione e sviluppo.

Una tale trasformazione epocale ha conseguenze di enorme portata, in particolare in Italia. Che così riassume Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, il quale parte da dati statistici.

L’Italia è uno dei pochissimi Paesi europei la cui economia non ha ancora recuperato, in termini di Pil, le perdite accumulato dal 2008: mancano ancora 5,7    punti nonostante produzione, export, occupazione, consumi, servizi e quant’altro mostrino tutti il segno più. E l’Italia è destinata a rimanere fanalino di coda anche nel 2018. Perché questo gap?

Perché il settore immobiliare è fermo.
Per farlo ripartire va impostata una imponente operazione, materiale e culturale insieme, che potremmo definire processo di “rigenerazione urbana” – il cui principio è, in estrema sintesi, rendere più efficienti e vivibili le città, attraverso il rinnovamento tecnologico, il riuso o la sostituzione edilizia, l’efficientamento energetico, ma anche affrontando al tempo stesso, in modo razionale, il problema abitativo – occasione per rilanciare la competitività delle nostre città, volano per l’economia e per la qualità della vita.

La rigenerazione urbana deve consentire risparmio del suolo e tutela dell’ambiente.

Non solo. Giustamente ci si preoccupa del recupero delle periferie nelle quali insicurezza, povertà, disuguaglianza, immigrazione, stanno generando tensioni sociali dagli esiti imprevedibili. Non sono sufficienti, se pure lodevoli, alcuni piani di intervento sostenuti dal governo e dalle amministrazioni locali.

Occorrerà un pacchetto di norme speciali, contenente misure di forte incentivazione economico-fiscale, per far sì che, dalla politica degli interventi episodici, si passi a quella del processo di sistema.
Un processo che miri a coinvolgere in questa operazione di enorme rilevanza, non solo economica, ma culturale e sociale (anche per affrontare in modo strategico e lungimirante il problema abitativo), il risparmio diffuso, quello posseduto dalle famiglie italiane, che costituisce una enorme riserva di risorse finanziarie a disposizione.

Un lavoro complesso, quello che l’Osservatorio smart city si impegna a condurre. Come hanno illustrato, tra gli altri, gli interventi di Giuseppe Franco Ferrari, Pier Giuseppe Biandrino, direttore Legal e Corporate Affairs Edison; Stefano Boeri, Stefano Boeri Architetti; Gualtiero Tamburini, Quorum Sgr Gruppo Sorgente; Mario Nova,  direttore generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Regione Lombardia; Piero Pellizzaro,  chief resilience officer Comune di Milano; Paolo Testa, capo Ufficio Studi Associazione Nazionale Comuni Italiani ANCI.

Foto
Marco Ottaviani, Prorettore per la Ricerca Università Bocconi, Achille Colombo Clerici, Giuseppe Franco Ferrari

Stefano Boeri e Achille Colombo Clerici

Edoardo Croci e Achille Colombo Clerici

 

 

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Paolo Gentiloni. Il Premier a Milano – Conferimento del “Premio Annuale ISPI” – IEA informa

Pubblicato febbraio 23, 2018 di instat
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Giornata milanese del Presidente del Consiglio
A PAOLO GENTILONI IL PREMIO ISPI 2018

Bene ha fatto il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, questa volta nel ruolo di presidente emerito di ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, nel presentare Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio, a ricordarne il casato e l’educazione (è l’erede di una famiglia patrizia) in un’epoca nella quale la volgarità e la prepotenza sono diventati anche in politica status symbol, oltre a sottolinearne la valenza di statista.

A Paolo Gentiloni è stato conferito il Premio annuale dell’ISPI, destinato a personalità che hanno contribuito a rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo. La cerimonia, in sale stracolme di rappresentanti delle istituzioni e di personalità del mondo culturale, economico e politico, tra le quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici –  è stata aperta dal Presidente dell’ISPI Giampiero Massolo e da Giorgio Napolitano, primo vincitore del premio nel 2013, che ha ricordato anche la figura dell’ambasciatore Boris Biancheri, cui il premio è dedicato. Nelle precedenti edizioni il premio era stato assegnato a Enrico Letta (2014), Federica Mogherini (2015), Filippo Grandi (2016) ed Emma Bonino (2017).

“Paolo Gentiloni – ha aggiunto Napolitano – è divenuto punto essenziale di riferimento per il futuro prossimo e non solo nel breve periodo della governabilità e della stabilità politica dell’Italia conquistando una limpida e motivata fiducia tra gli italiani e nelle relazioni internazionali: ed ha coerentemente concentrato sull’Europa le sue energie. Tra i pregi del premier, secondo Napolitano, “un’attitudine all’ascolto e al dialogo” e uno “spirito di ricerca senza preclusioni”. Un fuoriclasse nel panorama non luminoso della nostra politica.

La lectio magistralis di Gentiloni si è soffermata sulla politica estera italiana del 2017 e sulle priorità per il 2018, sottolineando il ruolo del nostro paese come “broker” e “catalizzatore” del dialogo nel contesto internazionale, emerso anche attraverso appuntamenti di particolare rilievo, come le celebrazioni per il 60° Anniversario dei Trattati di Roma, la Presidenza del G7 e, non ultimi, i Mediterranean Dialogues organizzati dal Ministero degli Affari Esteri e dall’ISPI. Il Mediterraneo è infatti secondo Gentiloni al centro dei nostri interessi. “Facendo uno sforzo diplomatico e intellettuale sul Mediterraneo lavoriamo per tessere una rete di maggiore dialogo e stabilità nella regione… Proprio perché siamo gelosi, entusiasti della nostra identità e delle nostre radici nazionali, vogliamo proiettarle in un mondo fatto di libero commercio, di dialogo, di pace e di stabilità internazionali.”

Foto:
Paolo Gentiloni, Giorgio Gori e Achille Colombo Clerici

 

QN IL GIORNO del 22 febbraio 2018 pag. 16 “L’Europa e il diritto negato” di Achille Colombo Clerici

Pubblicato febbraio 22, 2018 di instat
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In questa Unione Europea ci sono stati membri di serie A e stati membri di serie B. Sarebbe una burletta, se non fosse cosa tragica.

Consideriamo la tutela in sede penale.

Ricorriamo ad un esempio sommario. La Chiesa Cattolica, con il suo stato, possiede una sovranità territoriale e gode, per le sedi dislocate in territori esteri, della extraterritorialità. Ciò significa, in linea di principio, che si applica la giurisdizione penale canonica. C’è uno stato.

Nell’ordinamento di quello stato c’è un diritto penale, e ci sono tribunali penali propri.

Nell’ Unione Europea non c’è nulla di tutto ciò. Né sovranità territoriale, né extraterritorialità; eccezion fatta per l’immunità relativa ai fatti e alle opinioni espresse dagli esponenti nell’esercizio delle proprie funzioni.

Essa non è, né uno stato, né una federazione di stati: anzi, guai a parlarne.

Di conseguenza, il territorio dove insistono le sedi istituzionali, le agenzie europee, gli uffici decentrati, ricade sotto la giurisdizione penale dello stato che li ospita. Cioè è territorio francese, belga, lussemburghese, olandese, tedesco.

Si tratta di un assurdo dalle gravissime conseguenze discriminatorie.

Per un fatto penale – ad esempio un’azione o una omissione dolosa nella formazione di un dossier – commesso in sede ai danni dell’Italia da un rappresentante o da un funzionario europeo  (a condizione che lo stesso non metta piede in Italia) la giurisdizione penale è quella del luogo ove trovasi la sede stessa, anche ai semplici fini indagatori.  E sappiamo che queste sedi sono tutte in paesi stranieri. Non una in Italia: tranne due striminzite agenzie e qualche ufficio di rappresentanza.

Solo se parte della condotta o dell’evento si è svolta in Italia, c’è una qualche possibilità di attivarsi da parte del giudice penale del nostro Paese.

Che succede poi se il fatto fosse commesso all’estero da un funzionario di nazionalità inglese ?

Ci rivolgiamo ai magistrati di sua Maestà la Regina Elisabetta?

Che mi si dice? I duemila funzionari inglesi stanno naturalizzandosi belgi per mantenere il posto?

Ma, suvvia, questo è  un altro discorso.

Antonio Chen Guang al Conservatorio di Milano, nel concerto organizzato dalla “Società dei Concerti” – Orchestra di Stoccarda diretta da Christian Arming – IEA informa

Pubblicato febbraio 22, 2018 di instat
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Straordinario successo del concerto organizzato dalla Società dei Concerti di Milano, con Antonio Chen Guang.

Pubblico straripante ed entusiasta, ieri sera nella sala Verdi del Conservatorio di Milano per il concerto, organizzato dalla Società dei Concerti, nel quale il pianista  Antonio Chen Guang ha eseguito, con grande maestria, il Concerto di Ludwig van Beethoven n. 5 “Imperatore”,  accompagnato dall’Orchestra Sinfonica di Stoccarda, diretta da Christian Arming.

Nel corso della serata è stata eseguita, con grande successo, anche la quarta sinfonia di Franz Schubert.

Foto
da sin. Roberta Bernasconi Brenna, Achille Colombo Clerici, presidente dell’Istituto Europa Asia, Antonio Chen Guang, Enrica Ciccarelli Mormone, presidente della Società  dei Concerti, i signori Chen, genitori del pianista

Antonio Chen Guang con Achille Colombo Clerici

Qn Il Giorno del 17 febbraio 2018 “Debito pubblico da ridurre” di Achille Colombo Clerici

Pubblicato febbraio 19, 2018 di instat
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Il contatore del debito pubblico italiano elaborato dall’Istituto Bruno Leoni stima alle ore 12 di lunedì 29 gennaio 2018 un ammontare di 2.267 miliardi di euro in lieve decrescita rispetto ai 2.275 mld di fine 2017; ma che ha ripreso ad aumentare al ritmo di circa 2.000 euro al secondo. Un debito che è del 132% rispetto al Pil: ai primissimi posti nel mondo e secondo in Europa dopo la Grecia e prima del Belgio che presenta un debito pubblico del 106,5% del Pil.

Ciò significa un debito di 35.000 euro per ogni italiano e per il quale si spendono oltre 66 miliardi di interessi (dato 2016), l’equivalente di tre robuste manovre correttive.

Gli interessi sul debito, nel 1980 pari a 9 mld di euro-equivalenti, sono balzati negli anni “da bere” ad oltre  115 mld (1996) per scendere nel 2004 all’incirca all’attuale livello, nonostante il debito pubblico abbia continuato a galoppare, crescendo dal 1997 ad oggi di oltre mille miliardi.  Il “miracolo” si spiega con la riduzione degli interessi dovuta al rafforzamento della nostra economia prima della Grande Recessione e poi all’intervento della BCE (quantitative easing).

Anche USA e Giappone hanno un debito pubblico elevatissimo, rispettivamente di 18.250 e 10.550 mld di dollari; ma, a differenza del nostro Paese, mantengono la sovranità monetaria.

Il tema del debito pubblico, assieme a quello dell’evasione fiscale, è pressoché assente dalla campagna elettorale e andrebbe affrontato con drastiche misure: quali la cessione del patrimonio dello Stato; un taglio della spesa pubblica; un attacco all’ evasione, in primis quello dell’Iva, anche contenendo la massa di denaro liquido in circolazione stimata in 160 mld; la ristrutturazione del debito attraverso una adesione volontaria dei contribuenti con il premio di minori imposte.

In tal senso l’istituzione, con legge 27 ottobre 1993 n. 428, del Fondo di ammortamento dei titoli di Stato destinato a incamerare le entrate dalle vendite/dismissioni dirette o altre di carattere straordinario, quali le licenze per le frequenze della telefonia mobile.

Se tutti i ricavati delle privatizzazioni fossero stati impiegati per riacquistare Bot e Cct, il debito pubblico sarebbe stato contenuto in una qualche misura. Anche se ciò non è avvenuto come era auspicabile, dal 1995 al 2016 sono stati acquistati, attraverso il Fondo, titoli pubblici per oltre 44 miliardi: mentre il totale delle entrate nel 2016 è stato di poco superiore a 2,1 mld, di cui quasi 900 mln da privatizzazioni.

Ferruccio De Bortoli si chiede: perché non promuovere ulteriormente le donazioni, che beneficiano fiscalmente del 19% di detrazione Irpef Ires come avviene per ogni altro tipo di liberalità?

 

Laura Molteni incontra Achille Colombo Clerici Assoedilizia – IEA informa

Pubblicato febbraio 16, 2018 di instat
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COLOMBO CLERICI INCONTRA LAURA MOLTENI

Il presidente di Assoedilizia e della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia avv. Achille Colombo Clerici ha incontrato l’on. Laura Molteni, candidata alla Camera dei Deputati in quota Lega per la coalizione di centrodestra nel collegio uninominale Milano 2.

Colombo Clerici e Molteni hanno avuto uno scambio di vedute sui problemi generali della città e del Paese, con particolare riferimento alla situazione economica italiana ed internazionale ed alle problematiche legate al risparmio investito nell’ immobiliare in Italia.

Molteni, già deputata nella XVI^ legislatura, con oltre il 90% di presenze e numerosi progetti di legge, oggi è vicepresidente e consigliere comunale di Milano.
Così si presenta: “Ho sempre difeso gli interessi del nostro Paese, i diritti e la dignità dei cittadini; combattuto per una giustizia sociale vera; promosso efficaci azioni a favore di imprese.” Suoi impegni salute, legalità, sicurezza, lavoro, giovani, famiglia.

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Laura Molteni con Achille Colombo Clerici

Bocconi IEFE Convegno “La prossima città. Le smart cities tra sostenibilità e innovazione” – Presentazione Osservatorio Smart city 22 Febbr. 2018 – IEA informa

Pubblicato febbraio 16, 2018 di instat
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Convegno il 22 febbraio ore 11 all’Università Bocconi di Milano

LA PROSSIMA CITTÀ. LE SMART CITIES TRA SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE

Saluto di apertura, MARCO OTTAVIANI, Prorettore per la Ricerca Università Bocconi.

Presentazione
GIUSEPPE FRANCO FERRARI Dipartimento di Studi Giuridici Angelo Sraffa, Università Bocconi

Intervengono
– ANDREA BAIRATI MBF srl Business Consulting
–  MARCO BELLO Studio legale Bello
– STEFANO CIANCHI  Civicum
– FRANCESCO COLELLI  IEFE Università Bocconi
– ACHILLE COLOMBO CLERICI Assoedilizia
– EDOARDO CORSETTI  RSE Ricerca Sistema Energetico
– SIMONE FRANZÒ  Politecnico di Milano
– GIUSEPPE GATTI Engie
– GIANLUCA GREA  Avvocato
– SALVO LO NARDO  Architetto
– VALERIO LUBELLO  Università Bocconi
– BENEDETTA LUCCHITTA  IEFE Università Bocconi
– GIUSEPPE MARINONI  Architetto
– MAURO MAZZA  Università degli Studi di Bergamo
– GIORGIO PEDRAZZI  Università degli Studi di Brescia
– EZIO RENDINA  Ingegnere
– GIANNI SAVIO Planet Idea
– GUALTIERO TAMBURINI  Quorum SGR, Gruppo Sorgente

Presentazione dell’Osservatorio Smart City
– EDOARDO CROCI IEFE Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente, Università Bocconi e
– GIUSEPPE FRANCO FERRARI Dipartimento di Studi Giuridici Angelo Sraffa, Università Bocconi

Intervengono
– PIER GIUSEPPE BIANDRINO  Direttore Legal e Corporate Affairs Edison
– STEFANO BOERI Stefano Boeri Architetti
– MARIO NOVA Direttore generale Direzione generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Regione Lombardia
– PIERO PELIZZARO Chief Resilience Officer Comune di Milano
– PAOLO TESTA Capo Ufficio Studi Associazione Nazionale Comuni Italiani ANCI

Per informazioni: Università Bocconi IEFE email iefe@unibocconi.it