“Startup e co-working” Forum a Milano QN Il Giorno – Istituto Europa Asia IEA informa

Pubblicato giugno 22, 2018 di instat
Categorie: Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Forum a Milano su startup e co-working

FINANZIAMENTI E IGNORANZA NEMICI DELL’INNOVAZIONE

Finanziamenti scarsi ma anche – e forse soprattutto – ignoranza e diffidenza rendono problematico lo sviluppo e la collaborazione con le pmi delle start-up italiane. Se si considera che metà dei nostri imprenditori non ritiene fondamentale un adeguato utilizzo di internet, si capisce come l’Italia sia all’ultimo posto tra i grandi Paesi europei pur essendo seconda, dopo la Germania, per capacità manifatturiera.

E’ emerso nel viaggio del mondo dell’innovazione organizzato da QN, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, Il Telegrafo e QN Economia e Lavoro, in collaborazione con Tim, ai Frigoriferi Milanesi.

Nei lavori introdotti da Sandro Neri direttore de Il Giorno e coordinati da Davide Nitrosi, responsabile Economia & Lavoro di QN, è risultato che sono 83 al giorno le nuove imprese che vengono registrate a Milano.

Sono 7.000 le startup nate nel capoluogo lombardo nei primi 3 mesi nel 2018 sulle 113.000 secondo la Camera di Commercio di Milano.

Anche nel co-working Milano fa la sua parte con 20 centri su 150 in tutto il Paese.

A Milano, inoltre, stanno nascendo progetti per riqualificare aree periferiche della città con la presenza e l’impegno delle comunità di startupper, come hanno ricordato l’assessore durante l’incontro “L’innovazione tecnologica nei distretti italiani” Stefano Bolognini, assessore alle politiche sociali, abitative e disabilità della Regione Lombardia, e Lorenzo Lipparini, assessore alla partecipazione, cittadinanza attiva e open data di Milano.

Negli ultimi anni almeno tre nuovi spazi di co-working sono stati aperti ogni giorno e la media del numero dei co​-​workers è cresciuta al ritmo di duecento ogni 24 ore.

Le startup, in particolare, vedono in questi uffici non tradizionali il terreno più fertile per far sviluppare velocemente il proprio business. Si stima che le nuove professioni e i freelance diventeranno il 50% della forza lavoro europea nel 2020, le persone avranno semplicemente bisogno di persone, di co​-​worker, che possano partecipare a far crescere altre aziende, sia nel breve periodo che nel medio-lungo termine

Il viaggio parte dalla dorsale dell’innovazione che si snoda da Milano, Bologna, Roma, Napoli fino a Catania.

Sono le città degli hub di Tim. Hub dove startup e aziende innovative possono toccare con mano come la tecnologia possa rivoluzionare un’attività afferma Attilio Somma, innovation vice president di Tim.

Negli hub le startup possono lavorare con tecnologie innovative prima del debutto sul mercato. È il caso delle connessioni ultraveloci 5G.

“Stimolare la crescita di quartieri digitali nelle città è una chiave importante sulla quale in passato abbiamo lavorato poco – spiega Paolo Barberis, co-founder di Nana Bianca -. Le persone nei quartieri hanno capito che si devono attivare da sole grazie alle potenzialità del digitale, senza aspettare interventi dall’alto”.

L’ innovazione in Italia, però, segue anche tendenze diverse a quelle degli altri Paesi: «Siamo andati a vedere quante fossero le startup che avevano criteri di innovazione, al di là del registro delle imprese innovative che ne conta 9.328 – spiega Valerio Momoni, marketing, product & business development director di Cerved – Abbiamo censito 14.000 imprese con una fortissima concentrazione su Milano, con oltre 2.300 imprese. Da segnalare, poi, la dorsale adriatica e le zone di Trento e Trieste, piccole Silicon Valley. In Italia non c’è un problema di idee ma di finanziamento.”

Forte l’impatto di PoliHub, incubatore del Politecnico di Milano. Ha raccolto 1.200 idee imprenditoriali: 113 sono diventate aziende. “Queste aziende nel 2017 hanno fatturato 30 milioni e hanno raccolto il 10% degli investimenti raccolti in tutta Italia dalle giovani imprese. In tutto, inoltre, sono stati impiegati 150 collaboratori”, spiega Claudia Pingue, direttore generale di PoliHub.

Importante, e in un certo senso complementare l’attività di Speed Mi Up dell’Università Bocconi, presidente Alvise Biffi: mentre il Poli è finalizzato sull’innovazione, la Bocconi punta sulla gestione. Un bel connubio.

Foto
Sandro Neri con Achille Colombo Clerici e Patrizia Signorini vice Decano del Corpo Consolare Milano e Lombardia

 

 

 

Annunci

Giuseppe Vigorelli – Convegno alla Università Cattolica di Milano in sua Memoria “Il mestiere del banchiere” – Istituto Europa Asia informa

Pubblicato giugno 22, 2018 di instat
Categorie: Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Convegno all’Università Cattolica in memoria di Giuseppe Vigorelli
IL (DIFFICILE) MESTIERE DEL BANCHIERE

“Temo le conseguenze dell’arrivo dell’anarcocapitalismo d’Oltreoceano e d’Oltremanica e la sua rapacità che ha provocato fino ad oggi ben 11 crisi bancarie molte delle quali controllate prima che esplodessero. Il difficile “mestiere del banchiere” deve saper coniugare la necessità di competere nella società del libero mercato, e quindi fare profitti, con etica e principi sociali. Innovazione e nuove tecnologie non vanno sottovalutate per le conseguenze che hanno sulla macchina del credito, ma vanno utilizzate per affinare nuovi sistemi di sostegno alle famiglie e alle imprese”.

Così Antonio Patuelli, presidente di ABI-Associazione Bancaria Italiana, intervenendo al convegno in memoria di Giuseppe Vigorelli “Il mestiere del banchiere”, organizzato all’Università Cattolica di Milano da Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e Università Cattolica del Sacro Cuore cui hanno partecipato
–  Vittorio Conti, vicepresidente vicario ASSBB-Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa;
– Carlo Salvatori, presidente Banca Lazard; –  Victor Massiah, consigliere delegato Ubi Banca e presidente ASSBB;
–  Ennio Doris, presidente Banca Mediolanum.

Patuelli, a margine del convegno, ha aggiunto: “L’Italia dovrebbe spingere per una codificazione unitaria del sistema bancario europeo. Oggi l’unione bancaria può essere più solida con regole uguali non solo di vigilanza, ma anche in materia di normativa di base. E di questo si devono occupare le istituzioni, ovvero i rappresentanti italiani alla Commissione e al Parlamento europei e quelli del nostro Parlamento e del nostro Governo.”

Sfatate, dai relatori, alcune convinzioni comuni presso l’opinione pubblica: per citare, che siano troppe le banche in Italia. Sono 110, la Francia ne conta 600, la Germania 1600; e che si sia speso troppo per salvare le banche in difficoltà: 11 miliardi di euro contro i 250 miliardi denaro pubblico impiegati dalla Germania con il medesimo obiettivo e i 160 miliardi della Francia.

L’ASSBB, costituita nel 1973 è un’associazione senza finalità di lucro tra banche e intermediari finanziari che opera in collaborazione con le facoltà economiche dell’Università Cattolica con il fine di promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale dei quadri e del management delle banche aderenti. Tra le più qualificanti iniziative, l’organizzazione di seminari sul tema Uomo e denaro, un ciclo di conferenze sui rapporti tra etica ed economia. L’obiettivo è di presentare ad un pubblico misto di uomini di banca, professori e studenti una serie di riflessioni sulle connessioni tra l’interesse egoistico che sostiene le economie di mercato e le ragioni etiche costitutive delle società del mondo occidentale. Attualmente vi aderiscono 53 banche e intermediari finanziari, cui si affiancano altri operatori non bancari, quali associazioni di settore. Ad essi si aggiungono 20 società in qualità di “Amici dell’Associazione”.

Fondatore dell’ente con un gruppo di docenti della Cattolica è stato il banchiere umanista Giuseppe Vigorelli alla cui memoria è stato intitolato il convegno. Così lo ricordano Carlo Salvatori e Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: figura storica dell’industria bancaria italiana e protagonista di un lungo sodalizio con l’Università Cattolica proseguito per quasi 70 anni. Approdato alla Banca per il Commercio Serico, che diventerà Banca Commercio e Industria, la trasforma in uno dei principali gruppi bancari italiani. Anima dell’UCID-Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, è stato uno dei frequentatori più assidui dei Forum Ambrosetti.

“Beppo”, Ambrogino d’Oro del Comune di Milano come cofondatore dell’ Associazione Amici di Milano – lo ricorda affettuosamente  Colombo Clerici – era tra i più antichi frequentatori del Forum Ambrosetti di Cernobbio e la domenica prima di ogni Natale, non mancava mai, aiutato dalla moglie Roberta, di invitare a casa gli amici,  molti appartenenti al mondo della Finanza e della Economia, per una cena  augurale durante la quale ci arricchiva  con la sua profonda cultura, la saggezza e soprattutto rafforzando in noi quei principi di umanità e di solidarietà che devono essere alla base dell’operato di ciascuno.

Foto:
– Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello e Giampio Bracchi

– Colombo Clerici con Giorgio Basile

– Achille Colombo Clerici con Mario Boselli

– Colombo Clerici con Antonio Patuelli

 

 

 

Luciano Fontana dir. Corriere della Sera: “Un Paese senza leader” Libro – Presentazione-Cena a Palazzo Cusani Comando Militare Esercito Lombardia – IEA informa

Pubblicato giugno 18, 2018 di instat
Categorie: Istituto Europa Asia

Informa

 

A cena con il direttore del Corriere della Sera a Palazzo Cusani di Milano
Luciano Fontana e il suo ultimo libro “Un Paese senza leader”

Scritto dopo le elezioni e prima del governo Conte il libro “Un Paese senza leader”, editore Longanesi, risponde alla domanda che molti si pongono: come si è arrivati all’attuale situazione politica del dopo elezioni?

Tra partiti che si sgretolano, gruppi politici allo sbando e leader che nel giro di pochi mesi compiono un’inarrestabile ascesa e una rovinosa caduta, nei venticinque anni della Seconda Repubblica gli italiani hanno vissuto il crollo di tutti i tradizionali fronti politici.

Dal suo osservatorio privilegiato di direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana coglie le tensioni generate da queste dinamiche e, con l’aiuto delle irriverenti vignette di Giannelli, traccia una panoramica dell’attuale politica italiana: gli errori della sinistra e la scissione del PD; la temporanea caduta di Berlusconi, la sua incerta rinascita e le nuove spinte del Centrodestra; l’irrompere sulla scena dei nuovi esponenti del M5S e la svolta nazionalista della Lega Nord.

In un’analisi a tutto campo, e con retroscena e ritratti dei protagonisti che ha conosciuto “da vicino” (da Berlusconi a Renzi, da Salvini a Grillo e Di Maio, da D’Alema a Veltroni e Prodi), Fontana si chiede se sia possibile ricostruire una classe dirigente all’altezza della situazione.

E soprattutto se ci sia oggi un leader che sappia eliminare odi e rivalità per mettersi davvero al servizio del nostro Paese e per formare un nuovo governo finalmente solido e duraturo.

Alla radice c’è per Fontana prima di tutto il sistema elettorale: ”Penso che, alla fine, un sistema maggioritario a doppio turno, che ha dato buona prova fino ad oggi nell’elezione diretta dei sindaci, fosse il migliore”; e spesso in queste pagine aleggia la figura di Macron, che con un sistema simile è stato eletto, e che nel sistema italiano, per ora, come spiega bene l’autore, non può che rimanere una semplice aspirazione.

Dopo i saluti del padrone di casa col. Emanuele Carozzi è toccato a Ruben Razzante, docente di Diritto dell’ informazione nell’Università Cattolica di Milano, coordinare i lavori che hanno visto gli interventi degli invitati e dei numerosi giornalisti, tra i quali Sandro Neri direttore de Il Giorno. Accompagnamento musicale a cura di Sonia Vettorato.

 

“Un mercato a più livelli” – Assoedilizia – QN Il Giorno pag. 26 – 16.06.2018 di Achille Colombo Clerici

Pubblicato giugno 18, 2018 di instat
Categorie: Assoedilizia informa

“Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle”.

Argomento vastissimo e generale, affrontato in un recente dibattito tenutosi in Assoedilizia.

C’ è dentro tutta la nostra cultura, il costume, la storia e la tradizione, la sociologia, l’economia, la politica.

Significa parlare anche di mercato o di mercati immobiliari.

A Cernobbio, al Forum Ambrosetti nel 2016, in un intervento-stampa, ho avanzato un giudizio provocatorio e ironico: il mercato immobiliare è finito.

Tutti gli indicatori davano segnali in questo senso. Dimezzamento del numero delle transazioni immobiliari rispetto ai dati pre crisi – drastica riduzione del volume di affari – dilatazione dei tempi delle trattative.

Ancor oggi siamo in presenza di un leggero aumento del numero delle compravendite, ma assistiamo ad una, sia pur lieve, riduzione dei valori. Cioè aumenta la domanda, ma calano i prezzi.
Se i prezzi aumentano, anche di poco, la domanda non segue l’offerta.

Come si fa a parlare di mercato immobiliare in queste condizioni?

La globalizzazione ha portato alla omologazione dei mercati nei campi produttivi e finanziari; in campo immobiliare ha condotto, se possiamo dire, alla segmentazione del mercato in differenti mercati, o meglio circuiti commerciali. Corredati, ciascuno, di regimi fiscali differenziati e di operatori distinti. Il cosiddetto relativismo fiscale tanto vituperato.

Condizione essenziale perché si possa parlare di mercato immobiliare è che sussista un equilibrio tra domanda potenziale ed offerta potenziale.

Oggigiorno siamo in presenza di una offerta reale che è contenuta, perché molti proprietari che vorrebbero vendere sono trattenuti dal farlo a cause di condizioni economiche inaccettabili.
Se vendessero, svenderebbero. Fino a quando potranno resistere?
Il problema è che c’è stata una rarefazione della domanda, causata da condizioni fiscali, gestionali, amministrative, manutentive eccessivamente onerose, per tutto il settore immobiliare ed anche da una sfiducia diffusa sulla “tenuta” del valore immobiliare nel tempo, conseguenza della perdurante crisi economica e della assenza di una assennata politica della casa.

Ma poi quanti immobili delle vecchia generazione sono effettivamente vendibili con tutte le norme e i cavilli insorti in questi anni?

In conclusione: “sic stantibus rebus” assisteremo ad una progressiva tendenza alla formazione di più circuiti commerciali, con sensibili dislivelli di valore, a seconda delle aree geografiche, ma anche delle aree economiche e sociali e ad una progressiva selettività della domanda.

Le differenziazioni potranno concernere: la localizzazioni dei beni a seconda che si tratti di città più o meno dinamiche dal punto di vista socio-economico e resto del Paese.

Distinzioni anche sulla base della tipologia fra immobili che potremmo definire “griffati” (per prestigio e funzionalità) e immobili ordinari, in mano al risparmio familiare diffuso.

Inoltre: dato il diverso impatto che l’ordinamento italiano ha nei confronti dell’investitore straniero rispetto a quello italiano, si potrà verificare una accentuazione della tendenza alla esteroproprietà degli immobili italiani di una certa qualità.

 

Banca Italia Bankitalia Rapporto Economia della Lombardia 2018 – giugno 2018 – IEA informa

Pubblicato giugno 15, 2018 di instat
Categorie: Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Banca d’Italia, il Rapporto 2018 sull’economia della Lombardia

SPLENDE IL SOLE MA ALL’ORIZZONTE SI PROFILA UNA NUBE OSCURA

“Il sole splende sull’economia della Lombardia anche se all’orizzonte si profila una nube oscura”; cosi’, parafrasando Christine Lagarde, già direttore del FMI, ha esordito Giuseppe Sopranzetti, Direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, presentando in Assolombarda l’annuale Rapporto ad una folta rappresentanza del mondo imprenditoriale e finanziario, tra cui il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici. Ospite d’onore il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese.

All’importante appuntamento, aperto da Renato Carli, Presidente del Gruppo Tecnico Credito e Finanza di Assolombarda, sono intervenuti inoltre Paola Rossi e  Massimiliano Rigon, Banca d’Italia – Sede di Milano, Divisione Analisi e ricerca economica territoriale; Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda;  Ferruccio De Bortoli, Presidente della Casa editrice Longanesi; Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana. I lavori sono stati conclusi da Salvatore Rossi, Direttore Generale della Banca d’Italia.

Nel 2017 l’espansione dell’economia della Lombardia si è consolidata e rafforzata rispetto agli anni precedenti. Il PIL sarebbe aumentato dell’1,7 cento, secondo le stime di Prometeia. L’attività è cresciuta in tutti i principali settori produttivi, favorita da un forte incremento delle esportazioni di beni, dall’espansione degli investimenti delle imprese e dei consumi delle famiglie, da condizioni di finanziamento distese. Il miglioramento del mercato del lavoro ha contribuito ad accrescere il reddito disponibile delle famiglie, che dal 2014 hanno beneficiato anche di un aumento della ricchezza. Nonostante la buona performance registrata nel 2017, i dati preliminari sul PIL segnalano che la Regione non ha ancora recuperato il divario accumulato negli anni precedenti con le principali regioni della UE alla stessa simili per struttura economica e produttiva.
L’espansione dell’attività dell’industria e dei servizi è proseguita nel primo trimestre del 2018 e, nei programmi delle imprese, l’accumulazione di capitale dovrebbe consolidarsi in corso d’anno.

Le imprese

Nell’industria la produzione, in espansione dal 2013, ha significativamente accelerato nel 2017 e l’aumento si è diffuso a tutte le categorie dimensionali d’azienda e a quasi tutti i settori. I più intensi incrementi dell’attività registrati dalle aziende di dimensioni maggiori negli ultimi anni si sono associati ad aumenti di produttività. La capacità produttiva utilizzata è aumentata e le imprese hanno accresciuto l’accumulazione di capitale, usufruendo anche delle agevolazioni fiscali previste per gli investimenti in nuove tecnologie digitali. Nelle costruzioni il fatturato ha iniziato a mostrare variazioni positive, accompagnate da un miglioramento del mercato immobiliare. Nel terziario è proseguita, rafforzandosi, la fase espansiva, particolarmente marcata nei servizi alle imprese. È cresciuto il numero delle start up innovative e gli indicatori di attività innovativa delle imprese sono migliorati. Le esportazioni di beni sono aumentate a tassi elevati e hanno iniziato a recuperare quote sul commercio mondiale.
È proseguito il miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie delle imprese. L’incremento della redditività, che ha interessato tutti i settori di attività economica, ha contribuito alla crescita della capacità di autofinanziamento e all’ulteriore riduzione della leva finanziaria. I prestiti bancari sono moderatamente cresciuti, ma presentano andamenti ancora differenziati: sono aumentati i finanziamenti alle imprese della manifattura e dei servizi, a quelle medio-grandi e a quelle finanziariamente più solide. La domanda di credito si è mantenuta stabile, beneficiando del miglioramento del quadro congiunturale e della ripresa degli investimenti. Le condizioni di accesso al credito sono rimaste nel complesso distese, sebbene le politiche di offerta restino improntate alla cautela, come evidenziato anche dalle politiche di pricing. È aumentata la diversificazione delle fonti di finanziamento, con un maggior ricorso al mercato obbligazionario.

Il mercato del lavoro

Nel 2017 il miglioramento dell’attività economica ha favorito il proseguimento dell’espansione del numero degli occupati e delle ore lavorate. I nuovi rapporti di lavoro attivati, al netto delle cessazioni, sono stati prevalentemente a termine. Il tasso di disoccupazione è diminuito sensibilmente rispetto al 2016, contestualmente a un lieve aumento del tasso di attività. Le imprese della regione hanno utilizzato personale altamente qualificato in misura superiore rispetto alla media italiana; le aree urbane sono state un polo di attrazione di persone laureate provenienti da altre regioni del Paese.

Le famiglie

Il miglioramento del mercato del lavoro ha favorito l’espansione del reddito disponibile e dei consumi delle famiglie nel 2016 e, secondo dati preliminari, nel 2017. La soddisfazione complessiva dei cittadini lombardi sulle condizioni di vita ha recuperato, in concomitanza con un marcato miglioramento delle valutazioni in merito alle proprie risorse economiche.
Il credito alle famiglie ha continuato a espandersi. Il basso livello dei tassi di interesse e l’offerta di contratti innovativi e maggiormente flessibili, in un quadro di miglioramento del mercato immobiliare, hanno sospinto le erogazioni di nuovi prestiti per l’acquisto di abitazioni, che si sono mantenute su livelli elevati. Le scelte di allocazione delle risorse finanziarie delle famiglie hanno privilegiato i titoli azionari e gli strumenti del risparmio gestito.

Il mercato del credito

Le banche hanno proseguito la riorganizzazione della rete territoriale e dei canali distributivi al fine di recuperare efficienza. A fronte dell’ulteriore calo del numero degli sportelli, si è rafforzata la diffusione dei canali innovativi di contatto tra le banche e la clientela. Alla fine dell’anno passato la quasi totalità degli intermediari offriva i propri servizi anche attraverso piattaforme digitali. Negli anni più recenti, si è significativamente ampliata la disponibilità di strumenti dedicati ai micro-pagamenti o ai trasferimenti di denaro con modalità peer to peer.
La qualità del credito erogato alla clientela lombarda è migliorata. L’incidenza dei nuovi prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti si è riportata sui valori pre-crisi. Pur rimanendo elevato, si è ridotto l’ammontare delle posizioni problematiche sul totale dei finanziamenti, grazie anche all’intensificarsi delle operazioni di dismissione dei prestiti in sofferenza dai bilanci bancari e alla crescita delle rettifiche di valore, che nell’anno passato ammontavano a quasi la metà dei crediti deteriorati e a oltre il sessanta per cento di quelli in sofferenza.

La finanza pubblica

Nel triennio 2014-16 si è ridotta la spesa corrente delle Amministrazioni locali lombarde; l’introduzione dal 2016 del principio del pareggio di bilancio ha contribuito solo parzialmente a sostenere la spesa per investimenti, ancora scesa in Regione e nelle Province, a fronte di un debole aumento nei Comuni. È proseguito il calo del debito delle Amministrazioni locali lombarde, che ha un’incidenza sul PIL inferiore alla media italiana.

Tutto bene, o quasi? Cifre e dati dicono di sì. E la nube lagardiana? E’ la fiducia, o meglio, il possibile venir meno della stessa. Sopranzetti ricorda la ripresa del 2010-2011 che venne bruscamente meno quando, a metà dello stesso anno, si esaurì il carburante della fiducia che l’aveva sostenuta.

Foto
Giuseppe Sopranzetti con Achille Colombo Clerici pres. IEA

 

 

 

Premio GEA, HBR Italia ed Arca Fondi SGR con il patrocinio di Borsa Italiana. “Attrattività Finanziaria 2018” Eccellenze d’Impresa – Palazzo Mezzanotte, della Borsa Milano – IEA informa

Pubblicato giugno 14, 2018 di instat
Categorie: Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Eccellenze d’Impresa. A Technogym e Furla il “Premio Attrattività Finanziaria 2018”
ECONOMIA ITALIANA BENE ANCHE NEL 2018, I GOVERNI NON INFLUISCONO

Sole sull’economia italiana – dal turismo all’export all’occupazione – anche nel 2018 nonostante i timori espressi da qualcuno su possibili effetti negativi del governo M5S-Lega.

Anche in Italia, come succede del resto ovunque (eccezione fatta per la Cina), sono i mercati e non la politica a decidere.

E’ l’opinione prevalente degli esperti convenuti a Milano, a Palazzo Mezzanotte, alla prima edizione del Premio Attrattività Finanziaria nell’ambito del percorso di Eccellenze d’Impresa, il programma permanente per la celebrazione del valore e delle eccellenze della piccola media impresa italiana promosso da GEA-Consulenti di Direzione, HBR Italia ed Arca Fondi SGR con il patrocinio di Borsa Italiana. Esperti che hanno lanciato il messaggio: delle 200.000 aziende italiane solo 250 sono quotate perché finora molti imprenditori hanno cercato nelle banche le fonti di finanziamento. E’ necessario che, per crescere e poter competere in un mondo globalizzato, questi imprenditori si rivolgano al “capitale di rischio”.  Tra gli operatori economici invitati Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia.

Sul podio sono salite Technogym (tra le aziende quotate) e Furla (tra le aziende non quotate). Il riconoscimento ha premiato la loro capacità di attrarre risparmio privato a supporto della crescita insieme alla loro eccellenza nella trasparenza ed indipendenza di gestione e nella governance. Menzioni speciali sono state – inoltre – conferite, per le aziende quotate, ad Avio e F.I.L.A. mentre, per le aziende non quotate, ad Irca e Zucchetti.

A decretare gli importanti riconoscimenti, una giuria composta da Alberto Borgia, Presidente di AIAF, Innocenzo Cipolletta, Presidente di AIFI, Marco Fortis, Vice Presidente di Fondazione Edison, Federico Ghizzoni, Presidente di Rothschild, Raffaele Jerusalmi, CEO di Borsa Italiana, Emma Marcegaglia, Presidente di ENI ed Elena Zambon, Presidente di Zambon Spa.

Gli stessi membri della giuria, con la sola assenza di Elena Zambon, hanno inoltre animato – nell’ambito della cerimonia di premiazione presso Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana –  la tavola rotonda dal titolo “L’eccellenza finanziaria tra governance e trasparenza”, dove si è affrontato il tema della tutela delle aziende e della loro spinta alla crescita attraverso l’apertura del capitale al risparmio di terzi, leva necessaria per lo sviluppo dell’imprenditoria nazionale.

“Siamo particolarmente orgogliosi – con questa prima edizione del Premio Attrattività Finanziaria – di aver donato nuova linfa alla piccola rivoluzione di pensiero che intendiamo portare avanti con il progetto Eccellenze d’Impresa, intendendolo soprattutto come momento di sensibilizzazione sulle potenzialità del tessuto imprenditoriale italiano, fatto di realtà di assoluta eccellenza spesso ancora troppo poco valorizzate”,  ha sottolineato Luigi Consiglio, Presidente di GEA-Consulenti di Direzione.

“La capacità di attrazione del risparmio e la sua coerente trasparente gestione – al centro di questo riconoscimento – rappresentano caratteristiche imprescindibili per la crescita delle imprese, e valorizzarle con iniziative quali il Premio Attrattività Finanziaria di oggi può rappresentare un potente stimolo per il nostro sistema economico, oggi in una fase di cambiamento epocale nel pieno della quarta rivoluzione industriale”, ha aggiunto Enrico Sassoon di HBR Italia.

“Grazie alla nostra consolidata esperienza e conoscenza del settore delle PMI italiane – delle quali siamo investitori primari – siamo più che convinti che lo sviluppo del mercato dei capitali sia indispensabile per sostenere la crescita delle imprese nazionali sui mercati internazionali, ed è per questo motivo che siamo molto felici di poter promuovere un progetto come questo, per sensibilizzare e promuovere l’attrattività finanziaria e le eccellenze delle imprese italiane ” –ha concluso Ugo Loser, Amministratore Delegato di Arca Fondi SGR.

Dopo il debutto del progetto lo scorso 10 aprile – nell’ambito del Salone del Risparmio 2018 – e la tappa odierna, il programma di Eccellenze d’Impresa proseguirà il prossimo 15 ottobre, con la quinta edizione del “Premio Eccellenze d’Impresa”, momento conclusivo del laboratorio per il 2018.

Foto:
– Marco Fortis, Achille Colombo Clerici, Luigi Consiglio

– Achille Colombo Clerici e Marco Fortis

– Il palco con i relatori del Convegno

 

 

 

 

Le logiche dell’investimento immobiliare: come operano e come guidarle – Ciam Archxmi Aim – Terzo Seminario In Assoedilizia – 12 Giugno 2018

Pubblicato giugno 13, 2018 di instat
Categorie: Assoedilizia informa

A s s o e d i l i z i a

 

In Assoedilizia il terzo dei quattro seminari del ciclo Osservatorio Metropolitano

COME LE LOGICHE IMMOBILIARI INFLUISCONO SULLA CITTA’

Si è svolto in Assoedilizia a Milano il terzo di quattro Seminari del ciclo Osservatorio Metropolitano dal titolo “Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle”. E’ stato  organizzato dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI, l’Associazione Interessi Metropolitani  e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Milano e provincia.

Coordinatori, Gianni Verga ed Eugenio Radice Fossati,

Relatori Achille Colombo Clerici, Guido Iannoni Sebastianini, Giuseppe Abruzzese, Vincenzo Albanese.

Dopo l’apertura dei lavori di Verga che ha spiegato i motivi del seminario “gli operatori immobiliari influiscono certamente sullo sviluppo, la qualità della vita, la bellezza di una città”, l’intervento di Colombo Clerici:

“Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle.”

Argomento vastissimo e generale, affrontato in un recente dibattito tenutosi in Assoedilizia. C’ è dentro tutta la nostra cultura, il costume, la storia e la tradizione, la sociologia, l’economia, la politica.

Significa parlare di mercato o di mercati immobiliari.

A Cernobbio, al Forum  Ambrosetti nel 2016, in un intervento-stampa, ho avanzato un giudizio provocatorio e ironico: il mercato immobiliare è finito.

Tutti gli indicatori davano segnali in questo senso. Dimezzamento del numero delle transazioni immobiliari rispetto ai dati pre crisi – drastica riduzione del volume di affari – dilatazione dei tempi delle trattative.

Ancor oggi siamo in presenza di un leggero aumento del numero delle compravendite, ma assistiamo ad una, sia pur lieve, riduzione dei valori. Cioè aumenta la domanda, ma calano i prezzi. Se i prezzi aumentano, anche di poco, la domanda non segue l’offerta.

Come si fa a parlare di mercato immobiliare in queste condizioni?

La globalizzazione ha portato alla omologazione dei mercati nei campi produttivi e finanziari; in campo immobiliare ha condotto, se possiamo dire, alla segmentazione del mercato in differenti mercati, o meglio circuiti commerciali. Correlati, ciascuno, di regimi fiscali differenziati e di operatori distinti. Il cosiddetto relativismo fiscale tanto vituperato.

Condizione essenziale perché si possa parlare di mercato immobiliare è che sussista un equilibrio tra domanda potenziale ed offerta potenziale.

Oggigiorno siamo in presenza di una offerta reale che è contenuta, perché molti proprietari che vorrebbero vendere sono trattenuti dal farlo a cause di condizioni economiche inaccettabili.

Se vendessero, svenderebbero. Fino a quando potranno resistere?

Il problema è che c’è stata una rarefazione della domanda, causata da condizioni fiscali, gestionali, amministrative, manutentive eccessivamente onerose, per tutto il settore immobiliare ed anche da una sfiducia diffusa sulla “tenuta” del valore immobiliare nel tempo, conseguenza della perdurante crisi economica e della assenza di una assennata politica della casa.

Ma poi quanti immobili delle vecchia generazione sono effettivamente vendibili con tutte le norme e i cavilli insorti in questi anni?

In conclusione: ‘sic stantibus rebus’  assisteremo ad una progressiva tendenza alla formazione di più circuiti commerciali, con sensibili dislivelli di valore, a seconda delle aree geografiche, ma anche delle aree economiche e sociali e ad una progressiva selettività della domanda.

Le differenziazioni potranno concernere: la localizzazioni dei beni a seconda che si tratti di città più o meno dinamiche dal punto di vista socio-economico.

Resto del Paese.

Distinzioni anche sulla base della tipologia fra immobili che potremmo definire “griffati” (per prestigio e funzionalità) e immobili ordinari, in mano al risparmio familiare diffuso.

Inoltre: dato il diverso impatto che l’ordinamento italiano ha nei confronti dell’investitore straniero rispetto a quello italiano, si potrà verificare una accentuazione della tendenza alla esteroproprietà degli immobili italiani di una certa qualità.

Per Abruzzese “si registra un record di investitori stranieri nell’immobiliare a Milano e in Lombardia attratti dall’alta qualità della vita ma anche da normative regionali che, se pure non rivoluzionarie, costituiscono un forte incentivo agli investimenti: per citare, la spinta a rigenerare l’esistente per il blocco al consumo di nuovo suolo, l’abolizione della “zonizzazione” residenziale, produttiva, commerciale, la riduzione degli oneri di urbanizzazione. Purtroppo gli stranieri restano sconcertati dalle grandi differenze normative tra regioni e comuni diversi”. Iannoni Sebastianini si è soffermato sul ruolo delle assicurazioni e prevede l’arrivo di nuovi soggetti-investitori destinati a rimpiazzare, in un certo senso, i benefici finora portati dal quantitative easing, con un occhio sulla logistica (piccoli e medi centri commerciali soprattutto in provincia) mentre perde appeal il residenziale.

Albanese ha quantificato in 130 miliardi gli investimenti nell’immobiliare lo scorso anno, 90 dei quali proprio nel residenziale: Milano è capofila in Italia con 11 miliardi di investimenti, parte dei quali però del tipo “compra e vendi”. “Si tratta – ha detto – di far restare questi capitali in loco anche incentivando nicchie di investimento sempre più promettenti quali campus studenteschi, residenze per anziani, locazioni brevi.  Grava su tutto una certa difficoltà di assorbimento della nuova produzione condizionata dalle zone nelle quali viene realizzata: ad esempio, se entro la cerchia filoviaria della linea 90-91 si vende anche prima del completamento, oltre, il mercato è più difficile. Un mercato che dovrebbe rivolgersi – considerato che il settore lusso interessa non più del 5% degli acquirenti – alla fascia media con possibilità di spesa attorno ai 4.000 euro al mq.”

Numerosi e interessanti gli interventi al dibattito che ne è seguito: secondo Radice Fossati il tema proposto da Colombo Clerici andrebbe  ulteriormente sviluppato; Alberico Belgiojoso ha sostenuto che City Life resta un corpo estraneo nel tessuto urbanistico della città anche se ha avuto il merito di sviluppare attorno a sé iniziative immobiliari più aderenti al territorio; Lorenzo Greppi vede due rischi: il venir meno della cultura urbana del risparmio e la possibile uscita degli investitori italiani a causa dell’arrivo di quelli stranieri. Verga ha denunciato l’impreparazione del nostro sistema creditizio a sostenere grandi investimenti, creando per contro la pericolosa falla dei crediti inesigibili, e l’assurdità di normative che risalgono  ad oltre un secolo cui fa riferimento il Regolamento Edilizio. Ha concluso Colombo Clerici manifestando perplessità sull’eccessiva presenza di capitali stranieri nell’immobiliare: “Una volta c’erano i capitani d’industria che investivano sul territorio e ad esso erano ancorati. Oggi ci sono capitani di ventura.”

Nella foto da sin.:

– Gianni Verga, Giuseppe Abruzzese, Guido Iannoni Sebastianini, Achille Colombo Clerici, Eugenio Radice Fossati, Vincenzo Albanese. ( 2 foto )

– Guido Iannoni Sebastianini, Achille Colombo Clerici, Eugenio Radice Fossati