Il Politecnico in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici

Pubblicato gennaio 22, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.
Esposto nella vetrina della Libreria Hoepli a Milano                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla del Politecnico:

Dal governo delle acque al primo computer Milano è sempre stata, in un certo senso, Politecnico-dipendente. Città dinamica sul piano dello sviluppo economico ha cadenzato il suo passo sul ritmo impresso da questo Ateneo, che ha storicamente esercitato un particolare, importante influsso sul suo sviluppo tecnologico-industriale, ma anche sulla organizzazione della vita della città e della comunità nei suoi aspetti funzionali, nel campo dell’ambiente e del territorio, dell’assetto urbano.
Il rettore Adriano De Maio, predecessore di Giovanni Azzone, e successore di Emilio Massa, racconta: «Il Politecnico di Milano, nato nel 1863, è stata la seconda università in Lombardia, superato in anzianità solo dalla storica Università di Pavia, da cui fra l’altro trasse molti fra i primi professori e con cui ha sempre avuto una stretta e feconda collaborazione fino a ricambiare il favore contribuendo a dare origine alla facoltà di ingegneria in Pavia negli anni Settanta.
«Ha rappresentato un caso abbastanza anomalo nella storia universitaria italiana in quanto è nato principalmente “dalla città” e “per la città”, o meglio, per tutto il territorio lombardo.
«Secondo il Ministero dell’epoca, non doveva nascere come centro di ricerca e di alta formazione, ma soltanto come prosecuzione e completamento degli istituti tecnici inferiori. Al contrario la comunità milanese e lombarda lo volle come Istituto Tecnico Superiore, appoggiandosi soprattutto sulle volontà espresse dall’amministrazione locale (Comune e Provincia) e, ancora più significativamente, in seguito al dibattito pluriennale nato e sviluppato all’interno della rivista “Il Politecnico”, in cui Carlo Cattaneo giocò un ruolo rilevante, presso la Società di Incoraggiamento Arti e Mestieri (con l’illuminata saggezza di Mylius), all’interno della Camera di Commercio, con la forte partecipazione della nascente imprenditoria e con il fondamentale contributo scientifico e didattico di valenti professori dell’Università di Pavia, a partire da Francesco Brioschi, diventato naturalmente il primo Direttore dell’Istituto (il titolo di Rettore poté aversi solo dopo la Seconda guerra mondiale, quando il Politecnico diventò Università a pieno titolo).

Foto:
Giovanni Azzone e Achille Colombo Clerici

Gianfelice Rocca e Giorgio Squinzi

Nella vetrina della Libreria Hoepli a Milano il libro di Achille Colombo Clerici “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal

Pubblicato gennaio 21, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.

Nella vetrina della Libreria Hoepli a Milano             

Anticipiamo uno stralcio del libro contenente la prefazione:

Questo libro è come un caleidoscopio di fatti, personaggi che si raccontano, idee; ma è anche, e soprattutto, un grande zibaldone di cose che si accavallano, talvolta in modo disordinato e forse pedante, come lo è d’altronde la nostra vita, quando vogliamo raccoglierla in un libro di emozioni e di ricordi, facendo un po’ di cronaca dei nostri giorni. I nostri nipoti, se lo vorranno sfogliare, vi troveranno qualcosa del mondo dei propri nonni. Questo lo spirito del libro. Sicché le interviste e le dichiarazioni sono datate e possono apparire talvolta superate dagli eventi. Ma l’intento del libro non è quello di riportare i fatti, quanto piuttosto quello di rappresentare i temi, individuali e collettivi, del nostro tempo. Il lettore vorrà dunque considerare che non si tratta di un instant book, ma di un’opera il cui lavoro è durato qualche anno e non è destinato alla lettura del momento.
Qualcuno dirà: caspita, che fatica, potevi anche risparmiartela. Credetemi, è stato viceversa un grande divertimento.

Differimento del termine per il deposito del Certificato di idoneità statica dell’edificio al 29 luglio 2021. Immobili in Comune di Milano

Pubblicato gennaio 21, 2021 di instat
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Differimento del termine (16 febbraio 2021) per il deposito del Certificato di idoneità statica dell’edificio al 29 luglio 2021. Immobili in Comune di Milano

Assoedilizia comunica che, con DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE ATTO N. DD 241 in data 20/01/2021 del DIRETTORE  dell’Area Sportello Unico per l’Edilizia, del Comune di Milano i termini per la presentazione del Certificato di Idoneità Statica, di cui all’art. 11 comma 6 del Regolamento Edilizio e all’art. 52 comma 12 del Piano delle Regole del PDR (Piano delle Regole) del Piano di Governo del Territorio (PGT) e alla determinazione dirigenziale n. 6063/2020, sono stati differiti al 29 luglio 2021 in allineamento con le proroghe di cui al Decreto legge n. 2 del 14 gennaio 2021 e alle eventuali ulteriori successive proroghe dello stato di emergenza.

Premio Amici di Milano e Giuseppina Bruti Liberati in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – Libro di Achille Colombo Clerici

Pubblicato gennaio 21, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla del Premio Amici di Milano e di Giuseppina Bruti Liberati:

All’Università degli Studi di Milano, nella Facoltà di Scienze Politiche, durante l’Anno Accademico 2005/2006, con la relatrice professoressa Ada Gigli Marchetti, Giulia Pietersen ha svolto la tesi di laurea sul tema “Professione Passione, premio Amici di Milano”. «Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare – esordisce con una citazione – l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è il privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono» (Primo Levi, La chiave a stella, Einaudi, Torino).
I non molti che conoscono il senso di compiutezza e armonia personale che proviene da una professione appassionante sono tra i fortunati della terra. La fortuna non elargisce a tutti questa forma di appagamento, e forse neppure la possibilità di ambirvi e di dedicare alla sua ricerca gli anni della giovinezza. Ma anche tra chi ha le aspirazioni e i talenti, non tutti arrivano a poter trovare in un’attività lavorativa la fonte, sia del sostentamento materiale, sia della propria soddisfazione personale.
È difficile per i giovani delle nostre generazioni persino individuare le proprie autentiche aspirazioni, immersi come siamo in una matassa di immagini e modelli spesso fuori portata. Quando gli obiettivi sono chiari, non tutti, ancora, riescono ad affrontare le difficoltà, la fatica, gli oneri e i dubbi contenuti in un percorso di studi e professionale.
Determinazione, curiosità, entusiasmo e passione sono gli ingredienti cui fanno ripetutamente riferimento coloro che “ce l’hanno fatta”. Quelli, cioè, tra i giovani professionisti che, pur non considerandosi arrivati, hanno già raggiunto successi tangibili.
Un grosso ostacolo che si oppone all’iniziativa dei giovani alla ricerca del proprio sbocco professionale è la precarietà degli impieghi, tipica del mercato del lavoro di oggi. Il bisogno di sicurezza economica e stabilità
personale entra in conflitto diretto con gli ideali e i sogni che richiedono illimitata tenacia e pazienza. Non sempre la passione può prevalere. Quando, però, professione e passione si coniugano, il professionista impegnato e valido diventa un bene prezioso per tutta la società. Lavora e produce con creatività, offre un esempio di valore e di successo, spinge l’intera collettività verso il miglioramento e il progresso. La società diventa allora lo specchio e la conferma del successo dei singoli, lo incoraggia, e ne beneficia.
La città di Milano è un luogo vocato alla produzione e al progresso, che tradizionalmente offre le sue migliori risorse al successo economico illuminato da una cultura coraggiosa e innovativa. Collettivamente, trae la sua linfa vitale dall’impegno e dalla bravura dei membri della sua società.
Passione, determinazione e lavoro trovano riconoscimento e compenso.
Il premio Amici di Milano per i giovani, onorato della Targa d’Argento del presidente della Repubblica Italiana e da quella del presidente della Regione Lombardia, è un incentivo per chi sta mettendo passione e impegno al servizio di una professione, un aiuto a superare le barriere nella strada verso il successo, un riconoscimento al merito, e un modo per arricchire la società civile di risorse attive e preziose.
Grandi personaggi, riconosciuti tali per merito e onore dalla società intera, maestri ciascuno nel proprio campo, premiano giovani e appassionati futuri maestri…

Foto:
Giuseppina Bruti Liberati e Achille Colombo Clerici con un gruppo di premiate

Giuseppe Guarino e l’Europa del Fiscal Compact in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici

Pubblicato gennaio 20, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Giuseppe Guarino e dell’Europa del Fiscal Compact:

Il campo delle cento pertiche L’altr’anno l’illustre giurista Giuseppe Guarino, già ministro del governo italiano nell’1987 e nel 92/93, denunciava la illegittimità del Fiscal Compact nei termini rigidi in cui lo stesso è previsto.
Cioè del patto di stabilità contenuto, in seguito a una serie di recepimenti – di trattato in trattato – in quello finale del 1-2 marzo del 2012, sottoscritto dal ministro dell’Economia ad interim Mario Monti, il cosiddetto Fiscal Compact.
L’illegittimità deriverebbe dal fatto che il principio generale contenuto nel trattato di Maastricht istitutivo dell’Unione nel 1992 (che prevedeva una certa flessibilità ove fosse necessaria in funzione della crescita economica) sarebbe stato irrigidito da una norma di valore regolamentare, neppure ratificata dal Parlamento italiano: senza che quella norma lo potesse fare.
Voglio ricordare che quel trattato fu sottoscritto dall’Italia, rappresentata da Giulio Andreotti, Primo ministro, da Emilio Colombo e da Guido Carli, il 7 febbraio del 1992, dieci giorni prima che scoppiasse Tangentopoli, e che venne approvato dalla Camera dei Deputati italiana il 29 ottobre dello stesso anno nell’indifferenza totale del mondo politico, che evidentemente aveva altri problemi ai quali por mente.
In particolare, sulla base di quel Trattato, per quanto concerne il vincolo europeo al limite di indebitamento del 60% del Pil e all’aumento del deficit a non oltre il 3% del Pil, l’Italia sarebbe tenuta al rispetto non in termini assoluti, ma solo se non si dimostri incompatibile con esigenze eccezionali e temporanee di crescita economica che potrebbero giustificarne una deroga.
Le esigenze eccezionali sussisterebbero in ragione del fatto che la crisi economica che stiamo attraversando ne sostanzia i presupposti.
A causa di questo vincolo inteso in senso assoluto, che appunto impedisce la crescita, in quanto limita le possibilità di investimenti strutturali, l’Italia, costretta ad aumentare in modo spropositato i carichi fiscali, rischia di precipitare in una spirale depressiva.

Guarino ha scritto anche un libro, per illustrare la sua tesi, per invitare quanto meno i nostri governanti a farsi illustrare da Bruxelles in forza di quale disposizione scatterebbe la rigidità; tanto per rendersi conto del problema.
Nessuno gli ha risposto, nessuno l’ha smentito, nessuno si è presa la briga di chiarire; al di qua e al di là dei patrii confini. La sua è rimasta vox clamantis in deserto.
Nel frattempo, in una confusione di competenze – si tratta, nel caso del Fiscal Compact 2012, di una normativa che discende da un trattato e quindi non appartiene all’ordinamento dell’Unione, tanto che se ne prevede il recepimento in quest’ultimo –, di dichiarazioni di intenti da parte dei vari Stati membri, con il Parlamento europeo contrario, che non può tuttavia pronunciarsi in merito, regna la più assoluta incertezza sul se e sul quando circa la sua applicazione, la cui violazione potrebbe comportare serie conseguenze, per lo scattare delle clausole di salvaguardia e delle sanzioni.
Nel frattempo, in ottemperanza a quanto prescritto dai patti del trattato, il 17 aprile del 2012 è stata approvata in Italia una legge costituzionale che prevede il pareggio di bilancio nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea. Ma il 10 maggio del 2017 la Camera dei Deputati ha approvato una mozione nella quale, tra l’altro, si impegna il governo a opporsi alla incorporazione del Fiscal Compact nell’ordinamento giuridico della UE entro il primo semestre del 2019, come previsto. Ci sentiamo «tra color che son sospesi».
Viene in mente, al proposito, l’analisi sulle cause della decadenza del Regno di Napoli, fatta da Benedetto Croce che attribuisce alla classe avvocatesca e alla burocrazia, dilatata a dismisura nel Seicento in quella città, la maggior responsabilità nell’aver creato una perniciosa confusione di linguaggi, di cause, di distinguo, di arzigogoli giuridici.
Anche oggi siamo in una situazione di fumosità irreale degna del miglior Kafka.

Foto:
Maurizio Gasparri,  Giuseppe Guarino, Corrado Sforza Fogliani, Giorgio Spaziani Testa, Achille Colombo Clerici

Museo della Scienza e della Tecnica diretto da Fiorenzo Galli in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici

Pubblicato gennaio 20, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal, Libro di Achille Colombo Clerici Ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla del Museo della Scienza e della Tecnica diretto da Fiorenzo Galli:

…supponendo che potessi fare tendenza per i dirigenti del futuro», dice Fiorenzo Galli.
Galli è il direttore del museo da quasi vent’anni, dal 2001 per essere precisi, e ci guida in un racconto delle tante anime di questo polo espositivo, che è anche impresa aperta alla città, laboratorio didattico, e percorso attraverso le opere di un Leonardo da Vinci ingegnere, come il fondatore, oltreché autore di un ben noto affresco a pochi passi da qui.
«L’ultima cosa che abbiamo fatto è stata la restaurazione completa dei chiostri» dice Galli, mentre guarda dalla finestra i portici dove passeggiavano i monaci benedettini e in seguito quelli olivetani. «Manca ancora l’illuminazione dei giardini e poi il colpo d’occhio sarà spettacolare. Poco prima della chiusura, abbiamo invece installato il Vega. Vega significa “vettore europeo di generazione avanzata” ed è quell’oggetto bianco e alto trenta metri che vedi svettare nella piazza. È un lanciatore sviluppato dall’italiana Avio per l’ESA, l’Agenzia spaziale europea. Il Vega trasporta in orbita satelliti che fotografano il pianeta e utili per i più diversi monitoraggi. Quello che abbiamo noi è un modello in scala uno a uno.

Foto:
Fiorenzo Galli con Achille Colombo Clerici

Museo della Scienza Milano. Sala del Cenacolo

Caccia alla volpe e Stefano De Mazzeri in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – Libro di Achille Colombo Clerici

Pubblicato gennaio 19, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Stefano De Mazzeri e di caccia alla volpe:

Non c’è nulla come la continuità della caccia a cavallo, cioè il rito ancor vivo della caccia alla volpe, che possa esprimere il legame delle famiglie storiche con la tradizione, in particolare con la campagna e i suoi ritmi ancestrali, con i valori della natura legati a un mondo culturale. Stefano Alberti De Mazzeri, vicepresidente della Società Milanese della Caccia a Cavallo, ne racconta la genesi e gli sviluppi attuali, in un salotto ovattato del Circolo dell’Unione.
«La Società Milanese della Caccia a Cavallo nasce nel 1882 per iniziativa del conte Felice Scheibler. Quella romana è precedente. Risale al 1842 e si deve all’iniziativa inglese. Le mogli degli aristocratici romani – spaventate dalla pericolosità di questo sport – si sono opposte e hanno chiesto al papa di intervenire. Il papa ha emesso una bolla per vietare la caccia alla volpe, ma successivamente l’ha ritirata. Il cavallo è uno sport pericoloso.»
Nei romanzi inglesi, per esempio Un pugno di polvere di Evelyn Waugh, l’incidente, più o meno fatale, accade sempre durante la caccia alla volpe…
«Le compagnie assicurative – non a caso, ma per statistica – mettono il cavallo ai primi posti tra le attività sportive per indice di pericolosità. Da cavallo si cade. Io stesso sono caduto molte volte e alcune volte mi sono fatto male seriamente. La caccia alla volpe comporta rischi. Quella vera si pratica ormai solo in Irlanda. Quando ho partecipato, finendo in mezzo ai rovi di robinia, sono arrivato segnato visibilmente. Se non hai addosso qualche segno di sofferenza vuol dire che non te la sei goduta, non hai partecipato fino in fondo. In Italia si pratica la caccia alla volpe simulata, senza volpe.»

E come si riesce a fare la caccia alla volpe senza la componente principale e cioè la volpe?
«La volpe è sostituita dalla strusa. È una traccia olfattiva di urina di volpe che viene usata per individuare un percorso.»

Perché si è eliminata la volpe? Per motivi ambientalistici?
«Non solo. Gli spazi delle campagne lombarde non sono aperti come in quella anglosassone e non permettono di inseguire un animale, che è imprevedibile.
Anni fa le cacce avvenivano anche in Brianza, a Capiago, a Caidate, a Montesolaro. Ora avvengono soprattutto a sud di Milano, in Lomellina. Per esempio a Breme, da Giuseppe e Fulvia Visconti. A Scaldasole dagli Strada, a Mezzana Bigli da Federico Radice Fossati, a Candia dai Bergamasco. A nord si è edificato troppo. Le brughiere, che una volta erano lo sfondo delle cavalcate di caccia ora sono interrotte da strade, centri commerciali, edifici. La sede della nostra associazione è a Vergiate. Qui abbiamo il canile per le mute, la club-house e un parco di sei ettari.»

Che tipo di cane si usa nella caccia alla volpe?
«Nella caccia alla volpe si usano cani che sono…

Foto:
Stefano Alberti De Mazzeri con Achille Colombo Clerici, Franco e Anna Rocco alla Società Storica Lombarda

Marta Brivio Sforza in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici

Pubblicato gennaio 19, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

 Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Marta Brivio Sforza:

Qui si trova la chiesa che è una parrocchia barnabitica in stile barocco spagnolo, lUniversità degli studi con la facoltà di lingue, la casa di Gianni Barbiano di Belgiojoso, una cartoleria da libro Cuore, una banca delle Generali nellinterno di un cortile, due ristoranti dantan, un vecchissimo negozio di ferramenta, i gradini dove siedono studenti e mendicanti, un paio di caffè con i tavoli allaperto e, di fronte a SantAlessandro, il Palazzo di Annibale Brivio Sforza.

«Ho sempre vissuto a Roma – racconta la moglie Marta Brivio Sforza in una sala del palazzo – e noto una grande differenza tra le due città… Se pensiamo alle donazioni che i privati cittadini a Milano hanno dato alla città, anche in forma anonima, per la cultura o la solidarietà. Milano è una città timida, riservata, se confrontata con Roma, con Venezia, che sono città eclatanti. Arrivando qui mi sono ambientata e sono subito stata attiva nell’ambito…

Foto:
Marta e Annibale Brivio Sforza con Achille Colombo Clerici

Luca Beltrami Gadola in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici

Pubblicato gennaio 19, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Luca Beltrami Gadola:
Dove sta andando Milano?
«Dove sta andando Milano è difficilissimo dirlo. – risponde di getto Luca Beltrami Gadola –. Quello che si può dire è che ha sofferto moltissimo della crisi. Soprattutto in termini di occupazione e quindi consumi. I segnali più forti sono stati le chiusure di moltissimi negozi anche in vie commercialmente importanti del centro. Via Mazzini, i dintorni di piazza del Duomo…
Ho letto che anche il quadrilatero d’oro perde colpi, anche il consumo dell’extralusso comincia a calare. I ricchi ci sono sempre però potrebbero avere delle resipiscenze di tipo morale a far vedere che spendono e spandono.
Un’ondata di calvinismo di ritorno. In Paesi come la Svizzera o la Germania queste ostentazioni che si sono viste qui non ci sono mai state. Devo dire che Milano, nonostante tutto, per merito di Manfredi Catella, ha cambiato volto e buttato molto il cuore oltre l’ostacolo. Non parliamo di City Life, un investimento scriteriato che sta a dimostrare come nel mondo dell’edilizia la capacità di capire il mercato sia mancata totalmente. I segnali c’erano già tutti. Sono cose che dicevo già quattro anni fa. Quando l’economia rallenta perché gli effetti si vedano sull’edilizia occorre tempo. Bisognerebbe che l’edilizia si liberasse della componente finanziaria che l’ha travolta negli ultimi tempi e che cominciasse a fare i conti con un vero mercato.»

Che cosa intendi per finanziarizzazione delledilizia?
«C’è stato un periodo in cui le banche finanziavano personaggi che non dovevano assolutamente essere finanziati. L’intreccio tra mondo della finanza meno serio e consigli di amministrazione delle banche è diventato furibondo. A un certo punto questa gente ha iniziato a crollare. Allora il problema diventava trovare di volta in volta un cavaliere bianco pronto a salvare le operazioni immobiliari. Il cavaliere bianco andava in comune e diceva: “Mi faccio carico dell’operazione, però dovete darmi in cambio cubatura in più”. Il comune, che attraverso gli oneri di urbanizzazione finanzia molte delle sue spese, diceva di sì. Il risultato qual è stato? Si sono tenute artificiosamente in piedi molte operazioni e a un certo punto si è capito che non potevano stare in piedi.»

Abbiamo compreso il giudizio su City Life, ma sulloperazione di Porta Nuova? Anche qui si è verificato uno scollamento? Un errore di analisi?
«La gente è uscita dalla città perché i comuni fuori Milano offrivano una qualità di vita migliore. Perché l’asilo è più vicino, c’è più verde e così via.
Però continuava a lavorare a Milano e questo pendolarismo costava caro.
Tempo, denaro, fatica fisica eccetera. Allora Masseroli – ricordo – ha detto: “Facciamo tornare a Milano quelli che se sono andati”. Chi aveva comprato casa fuori avrebbe dovuto vendere per tornare a Milano e quel mercato era zero…

Foto:
Dibattiti alla Festa dell’Unità di Milano: Franco Mirabelli, Luca Beltrami Gadola, Achille Colombo Clerici

Cesare Romiti, Michele Saponara, Nicolò Zanon in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici

Pubblicato gennaio 18, 2021 di instat
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“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Cesare Romiti, Michele Saponara, Nicolò Zanon:

Tecnicamente, una chiesa scismatica, che noi frequentavamo in mancanza di meglio, elevando anzi un grato pensiero al politico democristiano. Colombo aveva fondato nei primi anni Settanta, quando la Cina era molto chiusa ai rapporti con l’esterno, l’Istituto Italo-cinese per gli scambi economici e culturali, una istituzione grazie alla quale, nel gelo politico-diplomatico, le relazioni fra Italia e Cina avevano potuto fiorire (Pionieri Italiani in Cina di Gilberto Perego ed Antonio Airò, Edizioni Il Portolano, Genova). In visita a Pechino dopo la morte di Mao, il senatore Colombo aveva ottenuto che la cattedrale fosse riaperta al culto dalla chiesa patriottica, per credenti che magari nel segreto dell’animo si sentono cattolici pieni, legati alla Santa Sede, non scismatici.
E tu, Achille, quale presidente dell’Istituto Europa-Asia, costituito dopo il passaggio alla presidenza dell’originario istituto fondato dal senatore Vittorino Colombo (in cui avevi avuti come predecessori nel tempo Cesare Romiti, amministratore delegato di Fiat, e i parlamentari Dante Orsenigo, Vincenzo Larussa e Michele Saponara, quest’ultimo anche presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano…

Foto:
Cesare Romiti e Achille Colombo Clerici alla Pontificia Università Antonianum di Roma

Da sin. Niccolò Zanon, Michele Saponara, Achille Colombo Clerici, Valerio Onida