Convegno “Un mare di Svizzera ” IV Edizione a Lugano, nel salone del LAC – 24 novembre 2021

Pubblicato novembre 26, 2021 di instat
Categorie: Uncategorized

A Lugano quarta edizione di “Un Mare di Svizzera”
LA CONFEDERAZIONE LANCIA IL SECONDO GOTTARDO E NASCE SWISSRAILVOLUTION
GENOVA RISPONDE CON 2,3 MILIARDI DI EURO DI LAVORI – Nell’ambito del PROGETTO GEMINA

La Svizzera preme sull’acceleratore delle infrastrutture di trasporto e del comparto logistico. Da un lato, con l’avvio dei lavori per la costruzione di un secondo tunnel autostradale sotto il Gottardo che consentirà in prima istanza di effettuare i lavori di manutenzione dell’attuale traforo, quindi contribuirà in modo determinante allo smaltimento del traffico di mezzi pesanti sull’asse nord-sud, decongestionando in particolare le autostrade del Canton Ticino.

In parallelo, per il primo dicembre prossimo, è stata confermata la nascita di SwissRailvolution, un’associazione che traguarda la definizione di alcuni progetti ferroviari strategici, primo fra tutti quello relativo alla prosecuzione di AlpTransit verso sud con la realizzazione della tratta veloce Lugano-Chiasso e il congiungimento alla rete italiana (quadruplicamento linee della Brianza, Milano-Tortona e Terzo Valico).

Dal convegno “Un Mare di Svizzera”, organizzato da ASTAG (Associazione svizzera dell’autotrasporto) e giunto a Lugano alla quarta edizione con la partecipazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, sono scaturite indicazioni clamorose in termini di tempi di percorrenza. Con il completamento a sud delle linee AlpTransit, Lugano si troverebbe a circa mezz’ora di treno da Milano (già oggi Lugano è a un’ora e 40 da Zurigo) e fra Lugano e Genova il tempo di percorrenza di un treno veloce (con il Terzo Valico completato) scenderà al di sotto di un’ora e mezza. Archiviato il GEMITO, Genova guarda al Nord delle Alpi con il progetto GEMINA (Genova, Milano, Nord delle Alpi).

Ma i porti liguri come rispondono? Secondo Paolo Emilio Signorini, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale, 2,3 miliardi di euro di investimento concentrati in particolare sulla nuova diga di cui si attende l’apertura del cantiere entro il primo trimestre dell’anno prossimo, 29 progetti infrastrutturali e uno sforzo massiccio anche sulla digitalizzazione saranno la chiave di volta per invertire un trend consolidato che vede puntualmente anche le merci svizzere prendere la strada del Nord Europa.

Un importante fattore di cambiamento, tutto da valutare, potrà essere determinato dalla transizione energetica e dalla necessità di abbattere le emissioni, con interrogativi che si concentreranno su quelle cinque giornate in più di navigazione che saranno necessarie per raggiungere i porti del Nord Europa.

Discussione focalizzata anche sul tema dei noli container e del terremoto che sta sconvolgendo il mercato logistico dove è in corso una rivalutazione globale del rapporto fra operatori, ma anche fra logistica e produzione con coni d’ombra sulla disponibilità di materie prime, sul reshoring di attività industriali e sulla scarsità di materie prime.

E da ASTAG è venuta una conferma: Un Mare di Svizzera 5 andrà in cantiere per il 2022 già a partire da gennaio.

Di notevole livello il panel degli invitati dei due Paesi. I saluti sono stati porti da   

•  Filippo Lombardi: Presidente Comitato Promotore Un Mare di Svizzera

•  Michele Foletti: Sindaco di Lugano

•  Marco Bucci: Sindaco di Genova

•  Giovanni Toti: Presidente Regione Liguria

•  Nicola Guscetti: Membro della Direzione generale BancaStato

•  André Kirchhofer: Vice Direttore ASTAG

•  Marco Romano: Consigliere nazionale, Commissione dei Trasporti e delle Telecomunicazioni

•  SESSIONE 1 – Round table: Il nuovo Ticino, terra di mezzo

•  Chairman Fabio Regazzi: Presidente Unione Svizzera Arti e Mestieri (USAM)

•  Gabriele Corte: Direttore generale Banca del Ceresio

•  Roberto Klaus: Direzione Scuola Manageriale della Cc Ti

•  Mirco Moser: Capo della Sezione mobilità Dipartimento Territorio Canton Ticino

•  Oliviero Pesenti: Presidente AITI

•  Vincenzo Romeo: CEO Nova Marine Carriers. 11.15 – Keynote Speeches – Proiezione Sud 


•  Chairman Avv. Adriano A. Sala: Presidente ASTAG Sezione Ticino

•  Remigio Ratti: Prof. dr, Associazione ProGottardo, ferrovia d’Europa. Come completare Alptransit, verso nord e verso sud

•  Guido Biaggio: Vice Direttore Ufficio Federale delle Strade 
Il Gottardo autostradale bis 11.45  

SESSIONE 2 – Anteprima Genova 5.0

•  Chairman Paolo Emilio Signorini: Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Decolla il programma delle grandi opere portuali e di connessione logistica

•  Gilberto Danesi: Presidente PSA Italia

•  Gian Enzo Duci: Vice-presidente Conftrasporto

•  Riccardo Fuochi: Presidente Propeller Club Port of Milan

SESSIONE 3 – Round table: Logistica, il terremoto

•  Chairman Paolo Vismara: Vice-presidente ASTAG Sezione Ticino

•  Angelo Betto: Membro del Comitato Direttivo Spedlogswiss sez. Ticino – Consigliere Nazionale di Federlogistica

•  Stefano Messina: Presidente Assarmatori

•  Umberto Ruggerone: Presidente Assologistica

•  Alessandro Santi: Presidente Federagenti  13.10 – Le conclusioni

•  Raffaella Paita: Presidente IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) 


•  Stefan Engler: Consiglio degli Stati, Commissione dei Trasporti e delle Telecomunicazioni (to be confirmed) 


•  Monika Schmutz Kirgöz: Ambasciatrice di Svizzera in Italia.

•  Hanno moderato i lavori Simone Gallotti (Secolo XIX – Genova); Alessandro Chiara (RSI – Lugano)

Foto:
Giovanni Toti con Achille Colombo Clerici (foto di archivio)

La sala dei convegni del LAC a Lugano

Seminario alla Bocconi di Milano su semplificazioni, PNRR, transizione ecologica, rigenerazione urbana promosso da Fondazione Enti Locali e Upel provinciale di Milano

Pubblicato novembre 25, 2021 di instat
Categorie: Assoedilizia informa

COLOMBO CLERICI: MODERNIZZAZIONE, MA SENZA COAZIONI

 di Benito Sicchiero

“All’Europa che ci chiede una ristrutturazione profonda di 100 milioni di metri quadrati di edificato, l’Italia risponde con la bozza di legge, predisposta dal MIMS e presentata alla XIII Commissione del Senato, sulla rigenerazione urbana. Il testo, invece di innescare una risposta di sistema, in grado di smuovere, incentivandoli, centinaia di migliaia di interventi spontanei, realizzati con il risparmio privato dei diretti proprietari, pretende di pilotare in modo dirigistico una serie di interventi privilegiati (attraverso la forma della negoziazione urbanistica propiziata da fondi e sgr) che saranno gestiti da soggetti privilegiati, fra cui le società pubbliche, le cooperative, le imprese, i consorzi unitari di piccoli proprietari. Un dirigismo che non tutela i diritti delle minoranze (come peso urbanistico nei piani e come peso economico in generale), arrivando a concepire l’esproprio dei non aderenti al piano al fine di realizzare quel risanamento degli edifici che, già introdotto dalla legge 865/71, era stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale”.

E’ quanto affermato dal Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici intervenendo all’Università Bocconi di Milano al seminario “Sinergie pubblico privato, transizione ecologica e rigenerazione urbana. Le risposte del PNRR alle esigenze della crescita sostenibile” organizzato daUpel Milano e Fondazione Enti Locali  con il contributo scientifico dell’Università Bocconi nell’ambito di un ciclo di incontri  di aggiornamento sui contratti pubblici. Il seminario è stato moderato da Miriam Allena, Avvocato del Foro di Milano, Professore di diritto amministrativo presso l’Università Bocconi di Milano. Dirige il comitato esecutivo dell’Observatory on PubliProcurement and Sustainability dell’Università Bocconi. Relatori, oltre il citato Colombo Clerici: Giuseppe Andrea Primerano, Avvocato del Foro di Roma. Ricercatore presso l’Università degli studi di Bari; Pierluigi MantiniAvvocato e Professore presso il Politecnico di Milano. Svolge il ruolo di consigliere giuridico della Struttura Commissariale per la ricostruzione dell’Italia centrale e presso il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti; Piero PelizzaroChief Resilience Officer, Direttore del Progetto Città Resilienti del Comune di Milano; Submember of the European Board of the Resilent Cities Network. Esperto nello sviluppo di strategie di resilienza.

Se le risorse da investire sono, caso eccezionale, consistenti – 2,8 miliardi di euro grazie al PNRR – ciò che sembra essere carente sono le competenze per gestirli al meglio. Certo, la rigenerazione urbana per la prima volta viene progettata in un quadro olistico che non si limita a interventi sul costruito, ma la inserisce in una prospettiva di integrazione e sostenibilità nella quale i pur legittimi interessi dei privati non prevalgono sugli interessi collettivi. Caso emblematico la difficoltà di accedere ad alloggi – alloggi sociali accanto all’ERP – a prezzi calmierati da parte di una larga fascia di popolazione dei grandi centri urbani con una frammentarietà di interventi che ha portato, quali conseguenze, insicurezza e delusione.

Conciliare gli interessi dei privati con la coesione sociale sembra aver trovato risposta nel ‘modello Milano’: sono stati finanziati progetti per quasi 400 milioni di euro che spaziano dalla riqualificazione di quartieri (Niguarda e San Siro) a nuovi mezzi pubblici di trasporto alla costruzione-ristrutturazione di scuole. Gli obiettivi del Comune come punto di partenza in relazione agli strumenti pianificatori e strategici, prevedono, tra l’altro, una riduzione del 4% di consumo del suolo; 20 nuovi parchi; 3.250.000mq di nuove aree agricole; 45% di riduzione delle emissioni di co2; contenimento dell’incremento della temperatura a 2°; 68 km di aumento della rete metropolitana e metrotramviaria.

Transizione ecologica e rigenerazione urbana è la più grande sfida che governo centrale, governi locali, Comuni, pubblico e privato si accingono ad affrontare, non sempre con unità di intenti, per modernizzare il Paese con interventi idrogeologici, con la “cura” di punti, viadotti, messa in sicurezza degli edifici in un quadro di conflitti di competenze che rende indispensabile utilizzare le norme sulla semplificazione. “E se – ha concluso Colombo Clerici – le grandi città sono meglio dotate di strumenti atti ad affrontare la sfida, va ricordato che i due terzi della popolazione italiana, cioè circa 40 milioni di persone, vivono in nuclei urbani che contano da poche decine a 60.000 abitanti.”

Foto: Achille Colombo Clerici, Miriam Allena, Giuseppe Andrea Primerano,  Pierluigi Mantini

“La ripresa poggia sul mattone” Articolo su QN Il Giorno del 20 novembre 2021 – Di Achille Colombo Clerici

Pubblicato novembre 24, 2021 di instat
Categorie: Articoli

Ricchezza immobiliare e ricchezza economica del Paese. Secondo il rapporto di Gualtiero Tamburini presentato a Roma, le due realtà sono strettamente interdipendenti: se la prima cala, la seconda ne risente, come dimostra il periodo 2011-2020 durante il quale abbiamo assistito ad un progressivo regresso dell’economia domestica rispetto a quella dei principali Paesi UE, colpiti pure essi da turbolenze finanziarie (Grande Crisi del 2008) e sanitarie (Covid-19).

 Lo spiegano le cifre. A fronte di una produzione diretta complessiva di 424,121 miliardi di euro nel 2020, le due branche Costruzioni-Immobiliare hanno generato assieme, nell’economia, un impatto diretto e indiretto complessivo di 708,936 miliardi di produzione, ai quali si possono aggiungere altri 211,083 miliardi di indotto, per un ammontare finale di produzione di 920 miliardi. Esso costituisce il 30,2% del valore di tutta la produzione italiana ai prezzi base; analoga percentuale di impatto delle due branche assieme la possiamo osservare anche con riferimento alle altre variabili misurate, ovvero: occupazione con il 29,7% (7,3 milioni di unità), valore aggiunto con il 30% e PIL con il 27,09%. Se la crescita del Pil italiano nel corrente anno raggiungerà il 6,1%, superando le più ottimistiche previsioni, lo si deve in gran parte ad immobiliare e costruzioni (assieme ad esportazioni e produzione industriale).

Ma proprio l’immobiliare sta pagando un duro scotto dovuto al calo dei prezzi delle abitazioni. Mentre nel decennio 2010-2019 i prezzi delle abitazioni dell’Europa a 27 Paesi si sono incrementati di quasi 20 punti percentuali, in Italia sono scesi di altrettanto. Secondo i dati forniti, la perdita di ricchezza nominale dello stock abitativo delle famiglie italiane è stata di 634 miliardi di euro, la perdita reale di ben 1.137 (espressi in mld di euro 2020).  

E’ quindi evidente che compito della politica è rilanciare l’investimento immobiliare e in particolare quello delle famiglie dato che, storicamente, i tre quarti degli investimenti in costruzioni sono effettuati da privati, la maggioranza dei quali riconducibile direttamente all’ambito delle famiglie. Fornendo ad esse quella iniezione di fiducia che le convinca ad impiegare almeno in parte l’ingente quantità di risparmi (a giugno 2021, 1.131 miliardi, 64 miliardi in più rispetto a giugno 2020) parcheggiati nei conti correnti delle banche, senza interessi ed erosi dall’inflazione che ha ricominciato a manifestarsi.  

Stefano Simontacchi sul podio dell’Avvocato dell’Anno di Mag LegalCommunity

Pubblicato novembre 24, 2021 di instat
Categorie: Assoedilizia informa

Le felicitazioni del presidente Colombo Clerici e del direttivo dell’Associazione dei proprietari immobiliari

SIMONTACCHI, CONSIGLIERE DI ASSOEDILIZIA, SUL PODIO DEGLI “AVVOCATI DELL’ANNO” DI MAG -LEGALCOMMUNITY 

Dopo anni di primato assoluto il prof. Stefano Simontacchi, consigliere di Assoedilizia, ha conquistato il secondo posto, definito come fuoriclasse, nella speciale classifica dall’edizione 2021 de “L’Avvocato dell’Anno”, in cui Mag e Legalcommunity raccontano i protagonisti del mercato dei servizi legali d’affari. Si felicitano per l’ennesima affermazione il presidente Achille Colombo Clerici e il direttivo dell’Associazione dei proprietari immobiliari.

A Simontacchi fanno compagnia Filippo Troisi (Legance), primo posto e Francesco Tedeschini (Chiomenti), terzo. Sono stati scelti tra 50 professionisti che si sono messi in luce, oltre che in virtù della reputazione professionale e della capacità di generare business, per l’attitudine alla gestione, la forza delle relazioni, l’apertura all’innovazione, l’attenzione verso la comunicazione e l’apertura internazionale.

L’enciclopedia Treccani online ha dedicato a Simontacchi una voce. È il professionista che più di tutti ha influito sul nuovo corso dello studio BonelliErede consolidandone il processo di istituzionalizzazione, indirizzando la sua internazionalizzazione verso mercati emergenti ad alto potenziale (Africa e Medio Oriente), spingendolo verso l’integrazione della tecnologia e lo sviluppo di una linea di business alternativa affidata a un progetto ad hoc (beLab).

Lo scorso mese di maggio l’assemblea dei soci dello studio lo ha confermato nel ruolo di presidente. Durante la sua gestione, BonelliErede è stata riconosciuta, per tre anni di fila, quale unica law firm italiana nel Mainland Europe Law Firm Brand Index di Thomson Reuters. Nell’ultimo anno ha contribuito al lancio di Sinergia Venture Fund. Numerose le cariche sociali che Simontacchi riveste: è presidente della Fondazione Buzzi e fa (o ha fatto) parte dei consigli di amministrazione di Rcs MediaGroup, Prada, ISPI, Cordusio Sim, Fattorie Osella, Assoedilizia e Istituto Leone XIII.

Foto: Stefano Simontacchi con Lina Sotis e Achille Colombo Clerici

E’ la finanza a dettare la linea politica. Articolo su QN Il Giorno del 13 novembre 2021 – di Achille Colombo Clerici

Pubblicato novembre 18, 2021 di instat
Categorie: Articoli

I poteri forti finanziari vengono allo scoperto. Non si accontentano più di indirizzare la politica da dietro le quinte, come è avvenuto negli ultimi anni, ma tendono a venire alla ribalta gestendo essi stessi l’azione politica. Cosa sta avvenendo?

Con un pronunciamento pubblicato il 19 agosto 2019, l’associazione, che raggruppa gli amministratori delegati delle più importanti società degli Stati Uniti ha inteso «ridefinire gli scopi» della società per azioni. I nuovi cavalieri del terzo millennio, riuniti nella Business Roundtable sono passati dallo shareholderism, teorizzato da Milton Friedman nel 1970, allo stakeholderism: cioè dal perseguimento degli interessi degli azionisti, al perseguimento degli interessi dei referenti sociali. Lo statement della Business Roundtable, si è posto come la codificazione di un processo in corso che, come ricorda Andrea Perrone ordinario di Diritto Commerciale alla Cattolica sulla Rivista Studi Cattolici, si evidenzia con alcuni segnali.

Nel 2018 la British Academy aveva avviato un progetto dedicato a The Future of Corporation1; nell’ottobre del 2019 Leo Strine, già Chief Justice della Delaware Supreme Court, la più importante autorità giudiziaria statunitense in materia societaria, aveva pubblicato un «manifesto» sul capitalismo sostenibile (Strine 2019); in tempi ancora più recenti, la Commissione Europea (2020) ha promosso un’approfondita riflessione, prodromica a una proposta di direttiva, sui doveri degli amministratori nella prospettiva di una corporate governance sostenibile.

Cosa sta avvenendo? I poteri forti, cioè i potentati finanziari che condizionano la vita dei governi, ormai sono consapevoli di doversi sostituire ai politici, nella funzione di tenere in equilibrio l’assetto sociale. Sicché ora surrogano il potere politico, ormai latitante in questo ruolo, candidandosi, in modo dichiarato pur in assenza di una legittimazione rappresentativa, a svolgere un ruolo di garante della coesione sociale.

Veniamo all’immediata attualità. A Glasgow, una settimana fa, 450 istituzioni finanziarie (rappresentanti 130 mila miliardi di asset, cioè più o meno due volte il PIL globale) riunite nel Gfanz (Glasgow Finance Alliance net zero) si sono dichiarate pronte ad investire i 100mila MLD di dollari necessari al net zero emissions 2050.

E la politica come reagisce? La politica si limita a rivendicare a parole il ruolo che sta perdendo, di governo della società e di garanzia dei diritti dei cittadini. Le leggi oggi tendono a diventare dei proclami con diffusi preamboli che si sprecano, a mo’ di dichiarazioni d’intenti, nel sottolineare finalità etiche e politiche sempre più generali, astratte e generiche.

La società, nell’immobilità e nell’immutabilità esteriori, vive un cambiamento totale interiore. Il ribaltamento del principio gattopardiano che oggi si declina con “nulla cambi, purché tutto cambi”.

Se pensiamo ad un ideale gerarchia di poteri possiamo ritenere che fino al passaggio del millennio (20 anni fa) l’ordine fosse: politica, burocrazia, finanza. Oggi il primato è appannaggio della finanza internazionale, cui seguono burocrazia e politica.

INVITO Convegno ASSOEDILIZIA “La riforma del catasto” – 29.11.2021 phygital

Pubblicato novembre 17, 2021 di instat
Categorie: Assoedilizia informa, Eventi/inviti

CONVEGNO
Phygital

IN COLLABORAZIONE CON LETTERA 150

LA RIFORMA DEL CATASTO

Sala convegni Assoedilizia, via Meravigli 3 e su ZOOM
29 novembre 2021

Ore 15

Relatori
– Avv. Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia
– Prof.ssa Marilisa D’Amico, Prorettrice dell’Università degli Studi di Milano, Ordinario di Diritto Costituzionale
– Prof. Giuseppe Valditara, Professore Ordinario Università di Torino, coordinatore di Lettera 150
– Prof.ssa Sara Valaguzza, Ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università degli Studi di Milano
– Prof. Claudio Zucchelli, Presidente Onorario Aggiunto Consiglio di Stato
– Prof. Francesco Manfredi, Ordinario di Economia Aziendale presso l’Università LUM di Bari
– Avv. Cesare Rosselli, Segretario Generale di Assoedilizia

Moderatore

Dott. Sandro Neri, Direttore di QN Il Giorno

Partecipazione gratuita CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA fino a esaurimento posti disponibili. La prenotazione per la partecipazione di presenza e su ZOOM può essere effettuata tramite la scheda allegata.
Per l’accesso in sala è obbligatorio il Green Pass

Il 75° anniversario della costituzione della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria

Pubblicato novembre 15, 2021 di instat
Categorie: Uncategorized

L’AFFASCINANTE STORIA DELL’AGRICOLTURA NEI SECOLI, LA SFIDA DEL FUTURO

 “E’ il bancomat dello Stato” lamentano i proprietari di casa quando si abbatte sul loro alloggio l’ennesima stangata fiscale (40 miliardi di euro ogni anno) per rimpinguare le sempre esauste casse pubbliche. Ma – si apprende al convegno organizzato a Milano dalla Proprietà Fondiaria per celebrare il suo 75° anniversario – il vezzo ha lontani precedenti, addirittura medievali.

A quei tempi il bene più importante era costituito dalla terra: tanto che i signorotti feudali e la chiesa attraverso le abbazie erano alla costante ricerca di contadini, cui venivano offerti terre, mucche ed altri benefit, perché, con il lavoro, rendessero più redditizi i loro possedimenti.  Però, quando avevano bisogno di soldi, ad esempio per foraggiare guerre, edificare palazzi, castelli, chiese, opere pubbliche, grandinavano tasse. La terra era il bancomat pubblico di allora.

L’agricoltura ha reso possibile la nascita della civiltà. Quando l’uomo si trasformò, da nomade cacciatore e raccoglitore di alimenti che trovava in natura, in agricoltore, cioè custode di cibo, si garantì un’esistenza stabile e programmata, consentendogli di realizzare nuclei urbani, di scoprire la scrittura, l’arte e quant’altro. La civiltà, appunto. Si susseguirono passaggi epocali: per citare, grandi proprietà legate agli ospedali tra cui la Cà Granda di Milano, la riforma fondiaria del dopoguerra che diffuse la microproprietà con le note conseguenze nefaste, le trasformazioni economiche e sociali. Nel dopoguerra l’agricoltura impiegava il 45% della forza-lavoro, oggi è il 3%.  

Ai giorni nostri nel mondo ci sono 570 milioni di agricoltori, ma la quasi totalità, 500 milioni, sono autoconsumatori.  L’Italia è diventata importatrice di alimenti, così come l’Unione Europea, e ciò induce a forti preoccupazioni sulla mancanza di autonomia, crisi energetiche e Covid insegnano.  Le grandi imprese agricole associate alla Proprietà Fondiaria, hanno davanti gravosi compiti, tra i quali rispondere adeguatamente ai competitor dei Paesi del Centro-Nord Europa, dove le aziende agricole sono di ben altre dimensioni.  Di ciò le forze politiche devono tener conto.

Qualche cenno di cronaca. Cerimonia svoltasi nella sede della Camera di Commercio di Milano, in via Meravigli. I lavori sono stati aperti da Giuseppe Visconti, Presidente d’Onore della Federazione e sono stati   moderati da Antonio Oliva, Direttore della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria, del cui Consiglio Direttivo è componente Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia. Dopo il collegamento con l’assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi, Visconti ha consegnato il premio “Gestione virtuosa della proprietà agricola: la donna dell’anno”, istituito in occasione di questa ricorrenza, a Margherita Giordani Feltrinelli di Gargnano.

Sono seguite quattro relazioni che hanno analizzato gli aspetti storici, giuridici, economici ed organizzativi, nell’ottica di illustrare il ruolo svolto dalla Proprietà Fondiaria e di delineare le prospettive future nell’ambito della valorizzazione del patrimonio fondiario, della competitività dell’impresa agricola e dello sviluppo delle aree rurali.

Relatori e temi: Adelaide Ricci, medievista: “Dal medioevo all’età moderna: le trasformazioni della proprietà agricola”; Luigi Costato, giurista: “L’evoluzione giuridica dell’affittanza agraria: dal regime di proroga legale alla libera contrattazione”; Dario Casati, economista agrario: “Dall’Europa del Piano Marshall a quella del Next Generation EU, quale futuro per l’agricoltura”; Claudio Biscaretti di Ruffia, Presidente della Federazione Nazionale: “La Proprietà Fondiaria, tra passato e presente, guarda al futuro in un mondo che cambia”. In chiusura, gli interventi di gli interventi programmati di Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura e di Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia.

Foto: Margherita Giordani Feltrinelli di Gargnano con Achille Colombo Clerici e Claudio Biscaretti di Ruffia

Il premio Eccellenze d’Impresa 2021 a Palazzo Mezzanotte Borsa Italiana in Milano

Pubblicato novembre 15, 2021 di instat
Categorie: Istituto Europa Asia

Il premio Eccellenze d’Impresa 2021  (VIII edizione) a Zucchetti
PANDEMIA: OBIETTIVO ALTO DELLA FINANZA, RIDURRE LE ACCRESCIUTE DISUGUAGLIANZE

ISTITUTO EUROPA ASIA EUROPASIA informa

di Benito Sicchiero

Zucchetti, azienda leader di soluzioni software, è il vincitore assoluto dell’ottava edizione del Premio Eccellenze d’Impresa, l’iniziativa promossa da GEA-Consulenti di Direzione, dalla rivista di management Harvard Business Review Italia e dalla società di gestione del risparmio Arca Fondi SGR, con il patrocinio di Borsa Italiana.

La Giuria del premio, composta da Gabriele Galateri di Genola, presidente di Assicurazioni Generali, Patrizia Grieco, presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, Luisa Todini, presidente e partner Green Arrow Capital SGR, Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison e Raffaele Jerusalmi, già amministratore delegato di Borsa Italiana, ha assegnato anche i premi delle quattro categorie: Olon per Sostenibilità; Mutti per Internazionalizzazione; Wiit per Rising Star. Zucchetti, oltre che il premio assoluto, si è aggiudicato anche il riconoscimento per la categoria Innovazione e Tecnologia. L’azienda è leader di soluzioni software con il 15% del fatturato generato all’estero in più di 50 Paesi.     

La cerimonia, svoltasi nel Palazzo Mezzanotte sede della Borsa Italiana a Milano, è stata aperta da Enrico Sassoon presidente Eccellenze d’Impresa, presenti esponenti del mondo della finanza e dell’imprenditoria tra i quali  il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia Cina, ed ha consentito di fare il punto sulla realtà e le prospettive della piccola e media impresa italiana in una nuova realtà sociale e imprenditoriale che la pandemia ha  profondamente modificato anche se, va detto, non ha stravolto in quanto ha accelerato cambiamenti già in atto.

Per Gianmario Verona, rettore dell’Università Bocconi, pandemia, PNRR, ecologia che impatta sull’economia, rappresentano un momento storico straordinario, che si verifica una volta ogni cento anni alla pari delle rivoluzioni industriali: l’800 fu il secolo del vapore, il ‘900 quello dell’elettricità e della produzione di massa, il 2000 è quello dell’energia digitale.

Ciò ha prodotto risultati straordinari, non prevedibili e quindi non programmabili, con conseguenze positive e negative: la tecnologia da un lato è riuscita a produrre un vaccino in 8 mesi in luogo dei 10 anni sinora impiegati, dall’altro ha esasperato le disuguaglianze e la povertà nel mondo: il tutto nella consapevolezza delle conseguenze del cambiamento climatico. Il Covid19 ha fatto capire che la salute è un bene pubblico.

Un’alta sfida attende il mondo della finanza – ha concluso Verona –. Oltre a puntare a legittimi profitti, deve impegnarsi a stimolare innovazione nei Paesi poveri affinché si riducano quelle disuguaglianze: una sfida olivettiana, la sfida del porpose.  

E’ stata quindi presentata la ricerca “Campioni d’Italia” effettuata in dieci anni a cura di GEA, Arca Fondi sgr, Harvard Business Review Italia riguardante circa 20.000 piccole e medie imprese che esaltano nel mondo il ruolo del nostro Paese. Ma che, ha sottolineato Luigi Consiglio, rivelano tradizionali insufficienze di finanziamento. Facendo un confronto con la competitor Germania, se le nostre Pmi potessero contare su risorse adeguate, la produttività crescerebbe del 26% e il Pil del 6%. E’ seguita la tavola rotonda “Strumenti finanziari, normativi e fiscali per consolidare la competizione delle imprese italiane”.

In apertura dei lavori calorosi saluti e ringraziamenti per l’attività svolta sono andati a Raffaele Jerusalmi che ha lasciato il ruolo di amministratore delegato di Borsa Italiana dopo il passaggio di questa al gruppo Euronext.

Foto:
Achille Colombo Clerici, Luigi Consiglio, Mario Boselli

La sala del Palazzo della Borsa di Milano

“Il treno tra storia, economia, arte e progresso” mostra parallela tra Chiasso e Napoli

Pubblicato novembre 9, 2021 di instat
Categorie: Uncategorized

Presentazione alla Società Svizzera di Milano della mostra al m.a.x. di Chiasso in sinergia con il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, Napoli-Portici.

IL TRENO, STRUMENTO DI PROGRESSO E ISPIRATORE DI ARTISTI

Benito Sicchiero

Il treno, legato ai ricordi d’infanzia, per i plus agés possente macchina sbuffante e sibilante, avvolto da nuvole di fumo e vapore, mantiene anche oggi un indiscusso fascino pur con l’alimentazione elettrica. E rimane, anzi si accentua, il suo ruolo nell’economia dei trasporti, si propone quale strumento ecologico, come dimostrano le reti ferroviarie europee in via di realizzazione.

Era inevitabile che affascinasse artisti di ogni epoca. Due fattori, economia ed arte e design, si sono fusi nella presentazione, avventa presso la Società Svizzera di Milano, di “Treni tra arte, grafica e design” cui sono intervenuti Sabrina Dallafior Matter , Console generale di Svizzera a Milan;  Gabriele Meucci, Console Generale d’Italia a Lugano;  Markus W. Wiget, Presidente della Società Svizzera di Milano;  Bruno Arrigoni,  Sindaco di Chiasso (CH);  Luigi Francesco Cantamessa (in collegamento),  Direttore Generale della Fondazione FS italiane, Consigliere del Ministro della Cultura;  Remigio Ratti,  Prof. emerito di Economia regionale e dei trasporti, Università di Friburgo;  , Nicoletta Ossanna Cavadini, Direttrice m.a.x. museo e Spazio Officina; moderatore  Walter G. Finkbohner,  Presidente Club Trans Europe Express (SBB Historic), Zurigo e Windisch. Tra i selezionati invitati esponenti della cultura e dell’economia italiani e svizzeri, tra cui il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, da decenni impegnato nel supportare il poderoso progetto AlpTransit, (20 miliardi di euro) incentrato sui trafori del San Gottardo e del Ceneri.

“Treni tra arte grafica e design” è la mostra (10 ottobre 2021-24 aprile 2022) – si legge nel comunicato del Centro Culturale  Chiasso – al m.a.x. museo che propone un’indagine e una riflessione sul tema dei trasporti con particolare riferimento alla realizzazione alla messa in esercizio della Galleria di base del Ceneri e al progetto cantonale“Cultura in movimento”.

Chiasso, in questo contesto, ha svolto e svolge un ruolo particolare. Città di confine, ha conosciuto un notevole sviluppo in stretta correlazione con la ferrovia, in linea con quanto è avvenuto nel resto d’Europa e in America, dove, già sul finire dell’Ottocento l’avvento e l’affermazione della “strada ferrata” ha contribuito alla crescita economica, sociale e anche culturale. Il trasporto ferroviario è progressivamente assurto a simbolo di spazio di confronto e di scambio per eccellenza. 

Molti pittori – da Joseph Turner nel 1844 al futurista Fortunato Depero nel 1924 – hanno raffigurato la locomotiva come ilsimbolo della velocità e del progresso. Il manifesto, strumento pensato per veicolare l’informazione sulle nuove opportunità offerte dal trasporto ferroviario, sul finire del XIX secolo ha beneficiato dello sviluppo tecnico a stampa cromolitografica. Nella mostra attuale sono esposte opere di Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero e altri. Sono inoltre esposti manifesti storici originali, cartoline, dépliant, orari, menù, calendari, almanacchi, fotografie vintage, medaglie commemorative e oggetti di design creati per il treno. 

 Una sezione specifica della mostra, che si inserisce nella dodicesima Biennale dell’immagine Bi12, è dedicata a cartoline vintage e fotografie storiche di Chiasso, ospitata all’interno della stazione ferroviaria. Sulla terrazza del m.a.x. museo è visibile un particolare allestimento intitolato “Hominidi, Homini, Homo” curato da The Boga Foundation, che rappresenta in visione artistica i fruitori del treno. La mostra è curata da Oreste Orvitti e Nicoletta Ossanna Cavadini.

L’esposizione è in collaborazione con FFS Historic di Windisch, il Museum für Gestaltung di Zurigo, il Verkehrshaus di Lucerna, Swiss Railpark di Biasca, il MASI di Lugano, l’Istituto Svizzero di Roma, la Galleria Baumgartner di Mendrisio, e nasce in sinergia e come progetto integrato di mostra con il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, Napoli-Portici. Vanta prestigiosi prestiti da istituzioni pubbliche e da importanti collezionisti privati. In particolare si evidenzia: Alessandro Bellenda (Alassio) e Walter G. Finkbohner (Zurigo). L’esposizione si svolge con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Lugano.

Foto: Il console Generale d’Italia a Lugano Gabriele Meucci con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

“Noi, il pianeta il clima e i costi per la svolta” –  Articolo su QN Il Giorno del 6 novembre 2021 di Achille Colombo Clerici

Pubblicato novembre 8, 2021 di instat
Categorie: Articoli

C’è grande interesse in questi giorni per le riunioni internazionali sui temi del riscaldamento globale e dell’inquinamento. Due fenomeni che, secondo la scienza, sono strettamente connessi. Laddove gli scienziati appaiono divisi è su quanto l’azione dell’uomo influisca non tanto sull’inquinamento, va da sé, quanto sul clima. Secondo la maggioranza l’incidenza è pari al 50%, secondo altri è solo del 5%. Una differenza macroscopica che, effettuata la scelta, condiziona in maniera definitiva lo sviluppo economico e sociale di miliardi di persone. 

 Partiamo dagli elementi di cui siamo a conoscenza. L’uomo esercita un’influenza crescente sul clima e sulla temperatura terrestre con l’uso di combustibili fossili, la deforestazione, l’allevamento di bestiame, l’antropizzazione. Queste attività aggiungono enormi quantità di gas serra a quelle naturalmente presenti nell’atmosfera, alimentando l’effetto serra e il riscaldamento globale. Ma è altrettanto vero che il pianeta continua, da 5 milioni di anni, a vivere ampie variazioni climatiche. 

 Nel frattempo, ai giorni nostri, afferma Giacomo Properzj, raffinato scrittore e politico milanese, l’iniziativa volenterosa di molti Paesi e in particolare dell’Europa sui due fronti – riscaldamento e inquinamento – viene in parte frustrata dalla posizione assunta da tre potenze, Cina, India, Russia, che non accettano il limite del 2050 per le emissioni zero; ed altri Paesi dipendono in toto o in parte dai combustibili fossili per la loro economia; altri ancora (tra cui l’Italia) sono in notevole ritardo sulla tabella di marcia. Infine occorrono montagne di soldi: nel mondo per produrre il 10% di energia da fonti rinnovabili si sono spesi 3.800 miliardi di dollari. Per l’obbiettivo net zero emissions nel 2050 occorrono, secondo la Gfanz, 100mila miliardi di dollari, quasi 50 volte il Pil italiano.

Consideriamo poi che, sulla base dei dati del 2019, i Paesi con le maggiori emissioni di CO2 nel mondo sono, in miliardi di tonnellate: la Cina, con 10,1 – gli USA con 5,2 – l’Europa con 2,9 – l’India con 2,6. Mentre la Cina è il maggior consumatore di carbone, con il 52% a livello mondiale.

Quali i reali vantaggi delle politiche praticate? Un solo esempio. Prendiamo il caso del fotovoltaico domestico.  I pannelli bisogna produrli, inquinando, e vanno smaltiti; e questo è un’altra causa di costi collettivi e di inquinamento ambientale.  

L’aumento di temperatura, specie quando combinato con l’aumento della popolazione e delle relative richieste di risorse idriche ed energetiche, può comportare uno stress notevole per i sistemi sociali ed economici della nostra civiltà. Ma il pianeta e la vita sulla Terra non sono in pericolo. Sono passati attraverso catastrofi e cambiamenti ben maggiori di quanto osserviamo oggi.