Archivio per agosto 2008

Primi incendi boschivi della stagione. Appello di Assoedilizia ad una rigorosa vigilanza, anche da parte della popolazione civile

agosto 14, 2008

In questi giorni cominciano a registrarsi i primi incendi boschivi della stagione estiva.

Assoedilizia che, con il Convegno nazionale del giugno scorso, organizzato in collaborazione con l’INSTAT (www.instat.wordpress.com) e la Regione Lombardia ha promosso una campagna contro tali crimini,che ogni anno devastano le nostre regioni mediterranee, lancia un appello alle popolazioni dei comuni ove esistono aree boscate affinché si adoperino perché si abbia il massimo rispetto delle normative di prudenza comportamentale diramate dalle autorità della Protezione civile (ad esempio quelle della Regione Liguria –  www.genova.metropolisinfo.it) e segnalino immediatamente ogni avvisaglia di incendio-fumo, movimenti e fatti sospetti – alla vigilanza urbana, o alla Guardia Forestale, o alle forze dell’ordine o della protezione civile.

 In molti comuni, peraltro, vigono in questa stagione divieti di accendere fuochi all’aperto: è necessario che a questa norma si dia rigorosa applicazione ed ogni cittadino si deve trasformare in “sentinella civile” a tal fine.

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Le carenze del settore turistico in Italia -COLOMBO CLERICI pres. Associaz Italiana Amici Grandi Alberghi e di Assoedilizia. Dichiarazioni a CANALE ITALIA TV

agosto 6, 2008

 

Dichiarazioni del presidente di Assoedilizia e dell’Associaz.Italiana Amici dei Grandi Alberghi, avv.Achille Colombo Clerici a CANALE ITALIA TV:

 

“33.000 Alberghi, 16.000 Agriturismi, il più ricco patrimonio culturale, artistico, storico-monumentale e museale che una nazione possa vantare nel mondo, con 80.000 fra chiese e castelli; paesaggi, panorami, luoghi ambientali fra i più belli di tutto il pianeta.

Questo l’asset del turismo nel nostro Paese.

Eppure il turismo in Italia, nonostante questa dotazione, non va di pari passo rispetto all’andamento che si riscontra nei paesi immediati competitori – quanto a competitività siamo al 31° posto a livello internazionale.

 

Il bilancio turistico (il volume d’affari) italiano, nella graduatoria internazionale, è arretrato al quinto posto dopo quello di Francia, USA, Spagna e Cina; il 13,3% del PIL arretrato rispetto a quello dei competitori esteri: ad esempio della Spagna con il 20%.

 

In difficoltà i settori del turismo balneare, lacustre, montano e termale che soffrono della difficoltà di adeguarsi (anche attraverso una riconversione funzionale) alla sfida della competitività internazionale.

In ripresa il turismo d’affari, soprattutto a Milano; ed in situazione di buona tenuta il turismo culturale, legato prevalentemente alle città d’arte, la cui attrattività (fondata sulla diversità) non patisce concorrenza.

 

Le carenze del settore

 

– Anzitutto un problema di “governance”.

 La regionalizzazione delle competenze in materia turistica porta a disperdere le energie.

 Le diverse regioni si muovono a livello internazionale (con ingenti investimenti e scarsi ritorni economici e di immagine) alla ricerca di una identità locale. Con ciò si perde di  vista l’esigenza  di rafforzare l’identità nazionale, puntando sull’appeal e sull’immagine dell’Italia.

Le uniche regioni che possano vantare una propria identità sulla quale far leva sono peraltro solo Sicilia, Toscana e Lombardia. Delle altre neppure il Lazio dispone di una propria identità, autonomamente da Roma, né il Veneto, autonomamente da Venezia.

 

– Disfunzioni  dell’amministrazione  centrale  e  di  quelle  locali  (es.mancanza di un portale internet del turismo Italiano).

Poca attenzione alle alleanze strategiche internazionali – Vedi caso Alitalia.

 

– Manca una adeguata e unitaria rappresentanza sindacale degli interessi degli operatori  turistici  in grado di dialogare ai vari livelli di governo, al fine di propiziare politiche condivise ed efficaci nel settore.

 

– Manca una chiara visione, da parte dei singoli operatori, dell’esigenza di rinnovarsi funzionalmente  per  andare incontro alle mutate esigenze dei flussi turistici che si muovono ormai in un mercato globalizzato.

 

– Manca un apparato statistico adeguato, in grado di permettere l’assunzione di decisioni consapevoli.

 

– Manca una particolare attenzione al mercato degli utenti nazionali. Il mercato domestico rappresenta oltre il 60% dell’intero settore.

 

– Esiste una carenza di una adeguata rete infrastrutturale, soprattutto al Nord dove, a livello nazionale, a fronte di pesi insediativi (abitanti) e gravitazionali (veicoli circolanti) dell’ordine del 16-17 %, abbiamo una dotazione ferroviaria del 9,5 % e stradale del 9 %.

 

La Lombardia, in questo rapporto,è addirittura al 14mo posto fra le regioni italiane e, a confronto con le 132 principali regioni dei 5 Paesi più importanti d’Europa, si colloca al 71 mo posto per dotazione ferroviaria ed al 91 mo per quella stradale.”

Il settore del Turismo sarà sempre maggiormente un segmento trainante della nostra economia

agosto 4, 2008

Il settore del Turismo sarà sempre maggiormente un segmento trainante della nostra economia. Oggi, rappresentando il 13,3% del PIL è sottodimensionato rispetto alle potenzialità espresse dal nostro Paese.

E deve crescere ulteriormente. Pensiamo che in Spagna rappresenta il 20% del PIL.

Oggi l’Italia, peraltro, è slittata dal quarto al quinto posto, nella classifica delle nazioni con i maggiori bilanci turistici: dopo Francia, Usa, Spagna superata anche dalla Cina.

C’è al fondo del problema dello sviluppo turistico italiano una disorganicità di fondo ed uno scoordinamento delle politiche nazionali e regionali (dopo il trasferimento della competenza alle regioni) di promozione del settore.

Ma anche una disattenzione alle alleanze strategiche a livello di grandi vettori aerei; alleanze che sono in grado di propiziare accordi turistici con i principali Tour operators a livello planetario, per l’implementazione del turismo di massa.

Mancano anche adeguati investimenti infrastrutturali (aeroporti hub – caso Malpensa –; linee ferroviarie ad alta velocità e capacità; autostrade e superstrade). Il nord è particolarmente penalizzato, in termini relativi (strutture – poli insediativi e funzionali).

E’ necessario uscire dalla logica politica dei veti generalizzati, che conduce solo ai disastri ambientali (vedi caso rifiuti Campania) ed a difficoltà di ogni genere nella tutela del Territorio e dell’ambiente (es. incendi boschivi).

Un territorio povero, quale si riduce ad essere quello sottodotato sul piano infrastrutturale, è difficilmente difendibile.

Occorre, nel campo della salvaguardia e della tutela dei valori ambientali praticare una saggia politica tesa a guardare allo sviluppo sostenibile: non solo a parole, ma anche nei fatti.