Archivio per gennaio 2009

Decreto anticrisi. Microprogetti di arredo urbano. Cambia il principio: Silenzio rifiuto.

gennaio 19, 2009

 Dichiarazioni del presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

 “Assoedilizia aveva suggerito al Governo una riflessione sull’introduzione, prevista all’art. 23 del D.L. anticrisi, del silenzio-assenso sulle proposte di microprogetti di arredo urbano o di interesse locale operati dalla società civile nello spirito della sussidiarietà.

 

Molto opportunamente il testo licenziato dalla Camera dei Deputati ha introdotto il criterio del silenzio rifiuto: in linea con i  principi generali dell’ Ordinamento amministrativo.

 

La norma, cosi come concepita, è quanto mai provvida e foriera di esiti favorevoli, sul piano della sussidiarietà e della collaborazione dei privati, della società civile, al miglioramento della qualità estetica e della funzionalità delle città.

 

Assoedilizia apprezza la ponderatezza e la lungimiranza con le quali il Governo ha saputo affrontare una questione, connotata da un marcato tecnicismo giuridico, che non poteva venir affidata a risposte giuridiche improntate a mera suggestione.”

www.assoedilizia.com

Sicurezza gas

gennaio 12, 2009

 

Nell’arco di poche settimane l’esplosione di una palazzina a Latina, poi a Grottaferrata, S. Giminiano, S.Colombano, Gorle. Domenica l’esplosione di una palazzina a Bari. Troppi episodi che dimostrano la pericolosità del gas (metano in particolare) lasciato alla mercè degli utenti a causa di una normativa lacunosa   ed equivoca.

 

La cronologia di questi eventi – gravi e meno gravi – è  quasi un bollettino di guerra e le esplosioni non fanno quasi più notizia.

 

Ma è possibile che ciò continui ad avvenire,  negli anni Duemila ed in un Paese “civile” qual è il nostro?

 

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:

 

“C’è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas. Si dispone che i fornelli delle cucine non possano essere venduti, se non sono dotati del dispositivo della valvola termostatica, che impedisce la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della fiamma; e poi si permette che in milioni di case continuino ad usarsi vecchi fornelli che ne sono privi.

Non viene prescritta l’installazione  obbligatoria, all’interno delle abitazioni, di apparecchiature che interrompano automaticamente l’erogazione del gas, o diano l’allarme, in caso di perdite dell’impianto.

Gli apparecchi domestici ( cucine,forni) andrebbero “blindati” ad evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa ( ad esempio per tentativi di suicidio o per minacciare e compiere ritorsioni ).

Il tutto sotto la responsabilità degli enti erogatori che dovrebbero, in presenza di difetti, interrompere immediatamente la fornitura del gas.”  

 

Sui nostri suggerimenti tecnici concorda anche il C.I.G. Comitato Italiano Gas.

 

Ma anche il gpl in bombole denuncia problemi di sicurezza. Infatti: nel 2007 19 milioni di famiglie hanno utilizzato gas metano, 7.700mila gpl. Gli incidenti: 160 quelli causati da metano (170 nel 2006), 152 da gpl  (127 bel 2006).

 

Metano e gpl sono gli unici “esplosivi” che la legge permette di introdurre nelle nostre case, senza peraltro tutelare a sufficienza i cittadini.

 

Per contenere se non eliminare il fenomeno Assoedilizia, oltre alle misure di sicurezza suesposte, propone che venga incentivato l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso:

– agevolazioni per chi opera la trasformazione da alimentazione a gas ad elettricità simili a quelle per il contenimento energetico (contributi delle amministrazioni locali all’installazione e detrazione del 55% delle spese in più anni dall’Irpef);

– obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi denuncia problemi psichici;

– per i meno abbienti, tariffe elettriche agevolate, incrementando quanto già previsto oggi dalla legge.” 

 

www.assoedilizia.com

 

Campagna pro-Malpensa

gennaio 8, 2009

 

Campagna  pro-Malpensa: Assoedilizia aderisce all’azione della Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Milano.

 

Il trasporto aereo al servizio dell’interesse del Paese e non il Paese al servizio degli interessi del vettore aereo.

 

Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici:

 

“Non debbono essere solo le ragioni economiche a ispirare la gestione dei servizi di interesse collettivo; soprattutto di quelli che si esplicano attraverso un radicamento al territorio e che presuppongono investimenti infrastrutturali di base ai fini della loro migliore funzionalità (fra i quali certamente rientra il servizio di trasporto aereo).

Purtroppo le ragioni dell’interesse privato non sempre vanno a braccetto con quelle dell’interesse pubblico.

E dobbiamo constatare che la Compagnia CAI (e la vicenda di Malpensa sta a dimostrarlo) sembra non sfuggire a questa regola.

È una riflessione che a questo punto si impone: perché oggi tocca alle linee aeree, domani toccherà a quelle ferroviarie e di autolinee e via di questo passo.

E per andare in treno da Milano a Venezia si dovrà passare per Zurigo e Salisburgo.

Ci sentiremo dire, anzi qualche amministratore pubblico lo va già dicendo, che è un non senso mantenere in vita certe tratte di autolinee assolutamente deficitarie (quelle ad esempio che collegano i paesini di montagna): gli utenti possono benissimo prendere il taxi ed addebitarne il costo al Comune.

Magari, possiamo pensare, previa presentazione di domanda in “carta bollata” al Comune…   

Ma via, fornire un servizio pubblico non è come produrre panettoni e non può seguirne le logiche puramente economiche, tanto per stare in tema natalizio.

Questa ottica  può portare  molto lontano, e creare disfunzioni serie nel mondo moderno.

Lo vede chiunque che trascurare e sacrificare l’aeroporto di Malpensa, una struttura creata per essere un hub al servizio del bacino di utenza largamente più importante d’Italia, dove peraltro esiste la maggior concentrazione dell’apparato produttivo ed economico del Paese, non solo è un non senso, ma è altresì contrario agli interessi italiani.

Senza contare le ragioni, sulle quali ci siamo già soffermati, riguardanti la sconvenienza, sul piano dello sviluppo del nostro settore turistico, di una alleanza con un vettore appartenente ad una Nazione direttamente competitrice con l’Italia in questo campo.

Siamo convinti che i migliori interpreti degli interessi della collettività radicati al territorio siano e debbano essere gli enti territoriali: Comuni, Province e Regioni.

Così, nella vicenda Malpensa, riteniamo si debba dare piena adesione alla azione, di sostegno al nostro aeroporto, condotta dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano.”

   

 www.assoedilizia.com

 

Ricorre in questi giorni il sessantesimo anniversario di un episodio da ricordare come esempio di solidarietà, nel campo della casa

gennaio 7, 2009

 

Dichiarazioni del presidente Achille Colombo Clerici al Corriere della Sera

   

“Correva l’anno 1949. Milano aveva allora, grosso modo, la popolazione odierna, ma era appena uscita da una guerra che l’aveva dilaniata con i bombardamenti che avevano distrutto più di tremila edifici.

A quell’epoca disponeva di un edificato residenziale appena superiore alla metà dell’attuale, e stava fronteggiando una immigrazione che l’avrebbe portata, nel giro di trent’anni ad aumentare la propria popolazione di oltre 500 mila unità.

Quel primo di gennaio del’49 il Cardinale Idelfonso Schuster aveva davanti agli occhi l’immagine di tre morti per assideramento, il giorno di Natale; ne avevano parlato a lungo tutti i giornali.

L’uno senza fissa dimora –  scriveva nella sua omelia di Capodanno – l’altro trovato morto per assideramento nel suo abbaino, il terzo in un angolo di un edificio sinistrato. Sono le conseguenze tragiche e dolorose della mancanza di abitazioni in città e fuori. Non ci sono case! E’ impossibile fabbricarne per la situazione finanziaria, per il costo del materiale, per il costo della manodopera.

Il Presule osò allora muovere un appello alle forze sociali ed economiche della Diocesi per il varo di un progetto straordinario, volto alla realizzazione di case per quanti ne fossero privi.

La città accolse con slancio l’invito. Si costituì l’opera Domus Ambrosiana, (presieduta dapprima dall’Ing. Franco Ratti, nipote di Papa Pio XI, ed in seguito dal Senatore Luigi Davide Grassi, allora presidente di Assoedilizia), che nel giro di pochi anni realizzò in periferia tre moderni quartieri costituiti da tredici fabbricati dove trovarono dignitosa sistemazione 239 nuclei familiari ad affitti addirittura inferiori a quelli praticati dall’Istituto case popolari. L’iniziativa dell’Arcivescovo, di avanguardia per quei tempi, fu di grande stimolo morale per quanti avevano la responsabilità di gestire il problema abitativo nella nostra città e nel nostro Paese.

Il mondo della politica fu sensibilizzato al problema, da quell’appello: ne scaturirono i due più importanti provvedimenti per la casa di tutto il secondo Dopoguerra: il piano Fanfani (del 28 febbraio ’49) per l’edilizia sociale

e la legge Tupini ( del 2 luglio dello stesso anno) che prevedeva l’esenzione venticinquennale dall’imposta sui redditi dei fabbricati per coloro che avessero investito in case da dare in locazione.

Entrambi permisero di affrontare i gravi problemi abitativi dell’epoca: il primo favorendo la costruzione di 300 mila abitazioni di edilizia residenziale pubblica, l’altro secondando l’offerta,negli anni , di 10 milioni di alloggi, più o meno il 40 % dello stock abitativo nazionale: il doppio dell’attuale proporzione.”

 

 Achille Colombo Clerici

 

www.assoedilizia.com