Proposte di legge in materia di governo del territorio e di pianificazione urbanistica. Camera dei Deputati.

 

COMUNICATO STAMPA ASSOEDILIZIA

 

Sono attualmente in itinere in Parlamento alcune proposte di legge in materia di pianificazione urbanistica. I relativi testi sono reperibili nel blog:  www.instat.wordpress.com 

 

Commento del presidente Achille Colombo Clerici:

 

“A)  P.d.L. Camera Deputati n.438/2008 Lupi-Stradella-Paroli

 

Apprezzabili la schematicità della impostazione e la stretta osservanza dei confini della competenza statale in materia di principi generali; senza  sconfinamenti in normazioni esecutive e di dettaglio di competenza regionale.

 

Art.9

L’adozione del sistema perequativo è prevista in via facoltativa per i Comuni.

La perequazione si attua mediante l’attribuzione di diritti edificatori alle proprietà immobiliari ricomprese in determinati ambiti territoriali. 

È previsto, quindi, che  i Comuni possano limitarne l’applicazione solo ad alcuni ambiti.

 

Ad evitare una eccessiva discrezionalità comunale, suscettibile di creare sperequazioni, sarebbe opportuno prevedere l’applicabilità del sistema perequativo a tutte le AREE DI ESPANSIONE del territorio comunale (all’esterno del centro edificato) soggette alla competenza pianificatoria del Comune; e non solo ad alcune di esse.

 

  *       *        *       

 

Sempre a proposito di perequazione, nulla si dice delle aree comprese nel centro edificato: sarebbe opportuno prevedere l’ ESCLUSIONE della estensibilità della PEREQUAZIONE stessa a questo ambito, ed, in particolare, agli edifici esistenti, ai c.d. interventi di RINNOVO URBANO (art.2), così alle riedificazioni a seguito di demolizioni, agli incrementi volumetrici, ad esempio le sopraelevazioni, agli interventi edificatori singoli in aree di completamento.

 

  *       *       *     

 

Art.8 comma 7

 

È opportuno, a proposito del “confronto concorrenziale”, disciplinato all’articolo in esame, prevedere forme di tutela dei soggetti portatori di interessi più deboli all’interno dell’ambito di intervento di  pianificazione urbanistica.

 

 

  *       *       *       

 

 

Occorre ESCLUDERE la competenza legislativa  regionale concorrente in tema di OBBLIGHI di fare, nonché di spese, pesi, sanzioni e oneri fiscali e parafiscali riguardanti IMMOBILI.

 

Le regioni, in virtù della competenza legislativa concorrente, loro attribuita in materia ad esempio di trasporti, turismo, ambiente-territorio, energia legiferano incidendo il diritto di proprietà in contrasto con quanto disposto dalle leggi nazionali.

 

Troppe sperequazioni derivano, in questo campo, dalla eccessiva autonomia che le diverse Regioni si sono acquisita in materia, travalicando chiaramente i confini della competenza concorrente.

 

Ad esempio, dopo l’abrogazione dell’obbligo di allegazione (della certificazione degli impianti) agli atti di disposizione di immobili-  compravendita, locazione – disposta  dalla legge statale, la Regione Lombardia insiste per tale obbligatorietà al riguardo delle certificazioni energetiche: accingendosi a legiferare per l’introduzione di pesanti sanzioni pecuniarie, in caso di inottemperanza.

 

 

B).  P.d.L. Camera Deputati n.329 /2008

Mariani,Bellanova, Boffa ed altri.

 

L’articolato dà l’idea di un “trattato” in materia urbanistica, con prescrizioni anche di dettaglio: norme codificate, codificande ed aspirazioni politico-ideal-culturali.

 

L’ impressione è rafforzata dalla mancata previsione di qualsivoglia abrogazione di disposizioni legislative attualmente in vigore; rinviandosi questo “passaggio” al meccanismo della delega al Governo per il riordino ed il coordinamento della legislazione vigente, alla luce anche delle leggi emanande da parte delle Regioni .

 

L’ impianto normativo in esame, dunque, si calerebbe,come una vera e propria “superfetazione”, su un sistema di norme (quello urbanistico) che di tutto ha bisogno, fuorché di un appesantimento legislativo.

 

 

C) D.d.L. Camera dei Deputati n.1794/2008 Mantini

 

La perequazione è il “metodo ordinario” della pianificazione operativa, ed è attuata attraverso l’attribuzione di diritti edificatori a tutte le proprietà immobiliari (non solo i suoli) ricomprese in ambiti di trasformazione urbanistica e con caratteristiche “territoriali” omogenee.

Essa rientra dunque in un meccanismo più stringente rispetto ad una semplice facoltà del comune in sede di governo-pianificazione del territorio.

 

L’omogeneità delle caratteristiche territoriali – relative a determinati ambiti – non è, da sé sola, condizione sufficiente a garantire la piena indifferenza di tutti i proprietari dei suoli di fronte alle scelte pianificatorie delle pubbliche amministrazioni.

Questo obiettivo si può raggiungere solo attraverso l’assoggettamento di tutte le aree comunali di espansione al regime perequativo.

 

Stesse considerazioni più sopra svolte a proposito dell’edificato.

 

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