Archivio per marzo 2009

Tavola rotonda “Dire, fare, abitare a Milano” 6 aprile 2009 Circolo della Stampa

marzo 31, 2009

Provincia di Milano
Assessorato al Piano casa metropolitano
tavola rotonda
6 aprile 2009 h. 9:30 – 13:00
Circolo della Stampa – Sala Montanelli
Corso Venezia, 16 Milano

Dire, fare, abitare a Milano
Risposte concrete e immediate al bisogno abitativo, dagli affitti al piano
casa metropolitano.

Introduce:
Matteo Mauri, Assessore al Piano casa metropolitano, Provincia di Milano
Intervengono:
Luciano Caffini, Presidente Ancab-Legacoop
Carlo Cerami, CdA Fondazione Housing Sociale
Stefano Chiappelli, Segretario SUNIA Milano
Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia
Claudio De Albertis, Presidente Assimpredil Ance
Lorenzo Guerini, Presidente ANCI Lombardia, Sindaco di Lodi
Antonio Intiglietta, Presidente Compagnia dell’Abitare
Alessandro Maggioni, Presidente Confcooperative – Federabitazione Lombardia
Carlo Masseroli, Assessore allo Sviluppo del Territorio, Comune di Milano
Massimo Nardi, Segretario UPPI Milano
Maria Pia Redaelli, Direttore Generale Settore Casa, Regione Lombardia
Leo Spinelli, Segretario SICET Milano
Concludono:
Angelo Alessandri, Presidente VIII Commissione Camera dei Deputati
Filippo Penati, Presidente Provincia di Milano

Un’iniziativa della Provincia di Milano per promuovere un confronto con le istituzioni, gli
amministratori locali, gli attori sociali sulle politiche necessarie per far ripartire il
mercato della casa e rispondere all’emergenza abitativa, sempre più acuta e diffusa
nell’area milanese.

tavola-rotonda1

Comunicato stampa Assoedilizia: Oltre 1000 immobili soggetti ad esproprio. La preoccupazione dei proprietari nell’incertezza della loro sorte.

marzo 27, 2009

La Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia presieduta dall’avv. Achille Colombo Clerici e l’Assoedilizia, per la provincia di Milano, nell’ambito del dibattito apertosi in vista di Expo 2015, rendono noto che, in relazione alla realizzazione delle nuove infrastrutture lombarde, in fase di approntamento, nel cronogramma predisposto da CAL (Concessione Autostrade Lombarde) sono ormai in dirittura d’arrivo, la Bre.Be.Mi. e la T.E.M. (Tangenziale Est esterna di Milano).

La Bre.Be.Mi. nel tratto Milano-Brescia ha posto vincoli preordinati all’esproprio, ha attivato la procedura di dichiarazione di pubblica utilità e si accinge a definire l’indennità provvisoria di risarcimento conseguente all’espropriazione per pubblica utilità dell’opera.
In questa fase la Bre.Be.Mi. ha predisposto un protocollo d’intesa che dovrebbe essere sottoscritto dalle associazioni di categoria rappresentative dei proprietari dei terreni e dei fabbricati.

In particolare per i fabbricati, nella realizzazione di Bre.Be.Mi. e T.E.M., saranno espropriati migliaia di immobili con criteri che la lettura dei documenti preliminari consente di poter definire, fin da ora, lontani dai reali valori di mercato, sia per i fabbricati concretamente espropriati, sia per quelli danneggiati direttamente dalle opere o indirettamente per effetto del rumore, delle vibrazioni e delle polveri.

Si stima che per la realizzazione della Bre.Be.Mi. saranno oltre 1000 gli immobili interessati dalla costruzione dell’opera.

Questa situazione è fonte di seria preoccupazione da parte dei proprietari dei fabbricati; che vivono nell’incertezza per quello che potrà accadere.
Infatti il tracciato della Bre.Be.Mi. è stato definito sulla carta, senza tenere conto della reale situazione di fatto, nè tantomeno tenendo presente un inventario delle effettive condizioni e delle tipologie dei fabbricati.

La Federazione Lombarda e Assoedilizia, che istituzionalmente si pongono a tutela dei proprietari di immobili, (come è accaduto recentemente per la revisione degli estimi catastali), ritengono che non si sia proceduto in modo corretto a valutare e definire la reale entità dell’indennizzo comportato dalle opere realizzande e che non si sia tenuto conto nel modo dovuto del grave danno che sarà arrecato ai fabbricati nelle province di Milano, Bergamo e Brescia, attraversate e interessate dalla nuova autostrada.
Chiedono di esser chiamate al tavolo delle trattative per la stesura del protocollo di intesa al fine di intervenire per apportare al documento i correttivi che si ritengono opportuni in ordine alla tutela dei proprietari di immobili; e di poter fornire un contributo alla reale valutazione dei beni soggetti alla espropriazione.

www.assoedilizia.com

Assoedilizia: Tavola rotonda “Il piano casa del Governo” – 20 aprile 2009

marzo 26, 2009

Tavola Rotonda

IL PIANO CASA DEL GOVERNO

Lunedì 20 aprile ore 17,15 Sala Conferenze di Assoedilizia, primo piano di via Meravigli 3, Milano

Intervengono

Avv. Achille COLOMBO CLERICI, Presidente di Assoedilizia

Sen. Mario MANTOVANI, Sottosegretario alle Infrastrutture e all’Edilizia abitativa

Dott. Luigi ARBORIO MELLA, Giunta Esecutiva di Assoedilizia

Ing. Gianni VERGA, Assessore alla Casa del Comune di Milano

Dott. Fabrizio DE PASQUALE, Presidente della Commissione Arredo Urbano del Comune di Milano

Prof. Giampio BRACCHI, Presidente della Fondazione Politecnico

Dott. Michele CIBRARIO, Amm.re Delegato Fondi Immobiliari Bnl-Paribas

Prof. Arch. Alberico BARBIANO di BELGIOJOSO, Ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Milano

Prof. Arch. Paolo CAPUTO, Ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Milano

Dott. Luca SQUERI, Membro del Comitato Direttivo della Camera di Commercio di Milano

Coordina
Giornalista Saverio FOSSATI de Il Sole 24 Ore

Segreteria: Assoedilizia tel. 0288559202 email segreteria@assoedilizia.mi.it
Comunicazione: Ediemme tel 3487118649 email ediemmesas@fastwebnet.it

http://www.assoedilizia.com

Comunicato stampa Assoedilizia – Piano casa del Governo: le misure accessorie suggerite da Assoedilizia

marzo 23, 2009


– Mutui a tasso zero per gli interventi di ampliamento e di recupero edilizio compiuti dalle famiglie;

– decorso, del termine annuale per la DIA, dal trasferimento di proprietà, in caso di acquisto.

  

*         *         *

 

 Il Piano-casa del Governo, senza adeguate misure finanziarie e fiscali di sostegno agli interventi delle famiglie, rischia di trasformarsi esclusivamente nell’occasione per grandi operazioni di riconversione di strutture edilizie, oggi funzionalmente antieconomiche.

 

Queste, dunque, le misure accessorie suggerite dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici a corredo del piano che sarà varato dal Governo in campo edilizio-urbanistico e della casa.

 

Mutui a tasso zero (attraverso il meccanismo del credito di imposta-detrazione fiscale degli interessi del mutuo) per tutti gli interventi di ampliamento e di recupero di unità abitative degradate, promossi dalle famiglie  in forza delle norme del  piano casa.

 

Inoltre Assoedilizia rileva che, per la miglior efficacia del piano casa a livello economico-operativo, e nel contempo per un più  vasto recupero del patrimonio di immobili disabitati, degradati, abbandonati, diroccati (dove è molto probabile che non siano gli attuali proprietari gli interessati ad intervenire e dove peraltro ai terzi risulta spesso arduo risalire alla proprietà per le trattative del caso) sarebbe opportuno che, in caso di trasferimento di proprietà entro un anno dalla conversione del decreto in legge, il termine annuale, di ammissibilità dell’ intervento, per il nuovo proprietario abbia a decorrere dalla data del trasferimento stesso.

   

www.assoedilizia.com

 

Comunicato stampa Assoedilizia: in Italia oltre 2 milioni le case disabitate perché diroccate e abbandonate

marzo 23, 2009

 
Il Piano Casa del Governo potrebbe renderne economicamente vantaggioso il recupero

 Occorre però aumentare il termine per intervenire, oltre l’anno previsto. Questo termine infatti  va bene solo quando il proprietario è direttamente interessato ad operare.

 

In caso di trasferimento di proprietà entro un anno dall’entrata in vigore della legge, il termine annuale di intervento per il nuovo proprietario dovrebbe decorrere da questa data.

 

 

Milano, 21 marzo 2009 – In Italia sono oltre 2 milioni le case disabitate e inutilizzate perché abbandonate e diroccate. Sono prevalentemente ubicate nelle campagne,in zone boschive o montane (molte si trovano in posizioni panoramiche privilegiate): casolari, casupole, baite, ville rustiche, antiche magioni, casali, rocche, cascinali,masserie.

 

Iscritte al catasto terreni o al catasto fabbricati ovvero abusive, o ancora semplicemente non iscritte ai catasti.

Non infrequenti gli immobili del demanio civile e militare.

 

Spesso RISALIRE ALLA PROPRIETA’  è assai arduo.

 

La precisazione del CESCAT-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia si rende necessaria in quanto alcuni organi di comunicazione hanno frainteso il dato ritenendo che si riferisse ad abitazioni “non occupate”.

“In realtà – afferma il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici – tali edifici sono ben lontani dal rispettare i criteri di agibilità imposti dalla legge e quindi mai potrebbero essere locati”.

 

Assoedilizia, per prima, ha ritenuto opportuno segnalare il fenomeno per sollecitare Governo ed  amministrazioni locali a favorire il recupero anche parziale di questo patrimonio importante.

 

Uno dei suggerimenti proposti da Assoedilizia verteva proprio sull’incremento volumetrico che, in molti casi, è condizione indispensabile per la convenienza del recupero; ed in questo senso si è mosso il Piano Casa del Governo.

 

La tipologia edilizia presentata dai 2 milioni di case “fotografate” dalla ricerca Assoedilizia è quella cui più si attagliano le possibilità operative offerte dal Piano Casa governativo.

 

Ma, al fine di rendere concretamente realizzabili questi interventi, occorrerebbe, proprio perché c’è da supporre che nella maggior parte dei casi non si attivino i proprietari, prevedere che, in caso di trasferimento di proprietà entro un anno dall’entrata in vigore della legge, il termine annuale di intervento per il nuovo proprietario debba decorrere da questa data

 

www.assoedilizia.com

 

Comunicato stampa Assoedilizia – Il Piano antirumore del Comune: se ne riparlerà in autunno?

marzo 18, 2009


Milano, 18 marzo 2009  – Assoedilizia ha accolto con favore le novità annunciate in una recente intervista dall’Assessore comunale all’Ambiente Edoardo Croci per combattere l’inquinamento da rumore a Milano. Il primo passo consiste nel Piano di Azzonamento acustico che accoglie molte delle indicazioni avanzate a suo tempo da Assoedilizia attraverso il proprio Centro Studi Rumore e Vibrazioni coordinato dal  Prof. Ezio Rendina. Il Piano di Azzonamento prevede la suddivisione del territorio in zone in funzione della destinazione d’uso delle varie aree – residenziali, semindustriali, sensibili ospedali, scuole, ecc. – stabilendo poi, per ciascuna zona, i limiti delle emissioni sonore tollerabili.
Ad esso dovrà seguire il Piano di Risanamento con gli interventi “sul campo”. Si tratterà di adottare tutte le misure tecnologiche e normative affinché il totale del rumore prodotto dal traffico privato, dal traffico pubblico (tram compresi), dalle ferrovie,  dall’attività lavorativa e ludica venga contenuto entro i decibel previsti di giorno e di notte nelle 6 classi entro le quali verranno “inserite”, con il Piano di Azzonamento, le diverse aree della città.Tuttavia non mancano le preoccupazioni. Al ritardo già accumulato (il Piano doveva essere ultimato nel gennaio 2005) si aggiunge, per la sua approvazione in Consiglio Comunale, un iter piuttosto complesso.
Considerate le prossime elezioni e la pausa estiva, si teme che il discorso possa essere ripreso soltanto in autunno: un’altra estate calda, quindi, per le notti dei milanesi. Tocca a questi ultimi farsi carico del problema. Gran parte del  contenimento dell’inquinamento acustico dipende infatti dal senso civico dei cittadini che, con il loro comportamento, possono fare moltissimo per il miglioramento della vivibilità della città. Mentre, da parte della Pubblica Amministrazione, si impone un più attento presidio del territorio e dei suoi cittadini.
Precisando che il Piano di Azzonamento Acustico non incide sullo sviluppo urbanistico del territorio ma semplicemente contribuisce alla sua regolazione, Assoedilizia ricorda infine che le emissioni  sonore di strade, ferrovie ed aeroporti sono già regolate da leggi dello Stato, emanate dal 1997 al 2004, e che quindi non resta che farle applicare. 

www.assoedilizia.com

Relazione del presidente Assoedilizia Avv. Achille Colombo Clerici alla Tavola rotonda INU-Quaderni dei Democratici “Politiche per l’edilizia e la qualità delle città” Politecnico di Milano 16 marzo 2009

marzo 17, 2009


IL LOW PROFILE ABITATIVO IN ITALIA

 Qualche spunto di riflessione: osservazioni e considerazioni.

 

AGEVOLAZIONI FISCALI DISCRIMINANTI

 

Non solo le leggi fiscali dichiaratamente penalizzanti, ma anche quelle agevolative, quando sono discriminanti, sulla base di  prevenzioni ideologiche, rischiano di produrre effetti distorti, non valutati e non voluti, incidendo negativamente sulla qualità urbana.

 

Norme edilizio-urbanistiche e fiscali.

Agevolazioni discriminanti e regimi fiscali differenziati che penalizzino le abitazioni signorili o la locazione libera portano ad una qualità urbana scadente.

 

      *        *        *

 

Le norme edilizio- urbanistiche, ma anche le leggi fiscali incidono sulla qualità urbana.

 

Le prime tendono a recepire le esigenze della vita della società, secondo la cultura dominante.

Quando la fiscalità entra nell’urbanistica, recependo spesso prevenzioni ideologiche,rischia di produrre spesso effetti distorti, non valutati e non voluti.

 

QUALITA’ URBANA SCADENTE.

 

Se ne vogliamo un esempio, guardiamo cosa è successo in Italia, dal secondo Dopoguerra in poi, quando una legislazione fiscale punitiva, combinata a norme edilizio-urbanistiche ingiustificatamente prevenute nei confronti delle case signorili e di lusso produsse le parti qualitativamente peggiori delle nostre città.

 

Mi riferisco alle agevolazioni per il reddito da fabbricati, sugli atti di trasferimento (normative decisamente discriminanti tra case di civile abitazione e case signorili); nonché ad esempio alle norme restrittive sulla computabilità a fini volumetrici di androni e scale.

In 25 anni (dal ’46 al ’71) abbiamo calcolato che si son costruiti ben 9,5 milioni di alloggi di qualità medio bassa su 10,2 milioni di abitazioni realizzate.

 

Secondo le risultanze catastali, complessivamente in tutte le città italiane capoluoghi di provincia, esistono solo 22.893 unità abitative classificate come A1 signorili, su un totale di oltre 28,5 milioni o di 31,5 milioni se stiamo sempre al Catasto.  

 

A parte la condanna di fatto delle migliori eccellenze artigianali del nostro Paese; che immancabilmente sono andate rarefacendosi.

 

DANNO ECONOMICO

 

Sul piano economico, hanno fatto  le spese di questa logica distorcente gli artigiani specializzati nel genere delle residenze di  qualità, quali ad esempio marmisti, ceramisti e piastrellisti, decoratori, stuccatori e pittori, falegnamerie e mobilifici, tappezzieri, che sono stati sacrificati da una legislazione miope che considera di lusso, e quindi esclusi da qualsiasi beneficio fiscale, le case corredate, anche in parte (per pavimenti, pareti ed infissi, portoni, boiseries) di materiali pregiati o lavorati in modo pregiato (così dice la legge in questione).

 

In tal modo alla fine si è perduta la parte migliore dell’artigianato, grande ricchezza del nostro paese.

 

PRODUZIONE EDILIZIA PER L’ACQUISTO E SFAVORE PER LA LOCAZIONE

 

Ma, nello stesso periodo abbiamo assistito ad un altro deleterio fenomeno: la politica abitativa seguita dai nostri governi  ha favorito indiscriminatamente l’acquisto della casa da parte degli italiani (che oggi sono in vetta alla classifica europea con ben il 73% di alloggi abitati a titolo di proprietà, mentre a titolo di locazione abita solo il 19% della popolazione, ed il restante 8% a titolo diverso – usufrutto, abitazione, comodato) a scapito della locazione.

 

 

DISMISSIONI E FRAZIONAMENTI

 

Tale politica ha prodotto il più ampio fenomeno di dismissioni  e di frazionamenti di palazzi in monoproprietà che si sia mai registrato, quanto meno a livello europeo.

 

Risultato: le nostre città consegnate ad una miriade di condominii (i soggetti meno reattivi di fronte alle esigenze di rinnovamanto e di riqualificazione urbana); condominii che alla fin fine “ingessano” irreversibilmente la parti meno qualificate delle nostre città, condannandole ad un progressivo degrado. 

 

 

QUARTIERI PERIFERICI POPOLARI

 

Ed il rischio maggiore lo corrono le periferie popolari dove è più facile che l’attenzione della amministrazione si allenti. Allora, il meccanismo perverso del processo a catena del “cattivo scaccia il buono” può portare a quella forma di degrado tipica delle zone periferiche delle città americane, dove basta un condomino sgradito per far entrare in crisi un intero quartiere.

 

Morale:  le agevolazioni fiscali non vanno a beneficio della qualità delle città quando sono discriminanti.  Perché vengono lette dal mercato in negativo e mai in positivo.

 

MEDESIMO REGIME FISCALE PER TUTTA L’EDILIZIA ABITATIVA

 

Se si vogliono evitare effetti distorti, l’edilizia abitativa, non esclusa quella in locazione (un tempo si costruivano case di grande qualità anche per l’affittanza: pensiamo agli immobili del periodo neoclassico ed eclettico con grandi atrii, rivestimenti marmorei, ampi alloggi la maggior parte dei quali destinati alla locazione) dovrebbe essere integralmente e non settorialmente compresa nelle agevolazioni. 

 

Nel quadro dunque delle misure per il rilancio dell’economia, attraverso la ripresa dell’edilizia, non può mancare la considerazione per la produzione edilizia destinata alla locazione, che va senz’altro incentivata.

 

TASSAZIONE SEPARATA DEI REDDITI DA LOCAZIONE

 

Oppurtuna dunque, come andiamo da tempo suggerendo, la tassazione separata dei redditi da locazione, attraverso il meccanismo della ritenuta a titolo di imposta (cedolare secca) con l’equiparazione di tali redditi a quelli da capitale.

 

Ma non si devono introdurre differenziazioni nei regimi fiscali, fra i diversi tipi di locazione; ad evitare che anche qui norme agevolative discriminanti inducano l’effetto perverso di una produzione edilizia di secondo livello.

E quindi, anche la locazione libera, oltre che quella concordata, è meritevole di essere sostenuta da agevolazioni fiscali e di essere assoggettata al trattamento dei redditi con la misura della ritenuta secca.

 

L’Ufficio studi di Assoedilizia ha calcolato che i mezzi finanziari per fronteggiare l’eventuale disavanzo, possono essere ritrovati nel maggior introito fiscale conseguente al recupero dell’evasione; ove si rendesse obbligatorio il pagamento dei canoni locativi in banca o presso gli sportelli postali. Costituendo gli stessi sostituti di imposta, terzi indifferenti ai fini del pagamento delle imposte medesime.

 

 

L’UTILE ECONOMICO DA’ IL MARGINE CHE PERMETTE DI REALIZZARE IL BELLO

 

L’auspicio è quello che la crisi economica (con il conseguente venir meno di una ricchezza facile, generata dalla logica della crescita ad oltranza, che ha nutrito la teoria del benessere a basso costo per tutti), crisi economica che necessariamente darà luogo alla riscrittura delle regole, serva almeno a costringere ciascuno a ragionare con i piedi per terra; abbandonando la prevenzione nei confronti dei margini economici dell’attività umana, anzi riconoscendone l’utilità sociale, anche nel produrre il bello a favore delle nostre città.

E facendo comprendere che la diversità, non il livellamento al basso, è la sirena del mondo (come diceva il poeta).

 

www.assoedilizia.com