Archivio per aprile 2009

Assoedilizia riceve e pubblica: Mostra “Ibridazioni e identità – Transiti e rimandi tra i linguaggi della scultura e dell’architettura”

aprile 10, 2009

ibridazioni-e-identita

Invito scaricabile da www.assoedilizia.com

Comunicato stampa Assoedilizia: 100 progetti per la ricostruzione dell’Abruzzo- Idea del Premier Berlusconi

aprile 9, 2009

Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici intervistato da Radio 105 Classica alle ore 18 dell’ 8 aprile 2009:

“L’idea del Premier Berlusconi di affidare alle Province italiane il compito di coordinare 100 progetti per la ricostruzione dell’Abruzzo è una scommessa che può rivelarsi vincente.

Le Province pur dotate di assessorati al territorio pienamente qualificati e di uffici tecnici altamente specializzati, anche nella gestione diretta (manutenzioni e ristrutturazioni comprese) del patrimonio edilizio, hanno, in materia urbanistica ed edilizia, competenze normative ed operative ridotte: quindi rappresentano una grandissima potenzialità ove le si impegni in una azione di coordinamento di progetti di interventi pubblici e pubblico/privati, finanziati e controllati dallo Stato, sotto la regia della Regione Abruzzo.

Chissà che veramente non sia questo un modo nuovo di operare, in grado di innescare, di fronte ad una sciagura nazionale, una grande e solidale cooperazione di tutto il Paese.”

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Comunicato stampa Assoedilizia: Rafforzare il turismo domestico. La ricostruzione dell’Abruzzo occasione per costruire un polo turistico modello. Italiani, guardiamo alle bellezze del nostro Paese.

aprile 8, 2009

Dichiarazione del presidente, di Assoedilizia e della Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi, Achille Colombo Clerici:

“Per le vacanze pasquali e per il ponte del prossimo Primo Maggio si prevede il “tutto esaurito” nel turismo esotico da parte dei nostri connazionali.

Qualche segno di debolezza nella tenuta del turismo domestico.

Occorre, dunque, rafforzare la capacità attrattiva, in questo campo, del nostro Paese, soprattutto agli occhi degli italiani che alimentano oltre il60 % del bilancio nazionale del settore.

E la ricostruzione post-terremoto dell’Abruzzo deve trasformarsi nell’occasione perché una rinnovata fratellanza degli italiani faccia di questa terra della poesia il modello di un polo turistico moderno, funzionale, ma al tempo stesso fortemente legato alla cultura, ai valori artistici, paesaggistici ed alle tradizioni del luogo; in grado di esercitare, per la sua diversità, un forte e incontrastato richiamo dei flussi turistici, anche nazionali.”

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Comunicato stampa Assoedilizia: Nel piano casa governativo, nuove norme edilizio-urbanistiche per la ricostruzione del dopo terremoto

aprile 7, 2009

Assoedilizia suggerisce:

“In caso di crollo di edifici a seguito di calamità naturali, sarebbe opportuno che lo Stato, nell’ambito della sua competenza legislativa in tema di principi fondamentali dell’ordinamento amministrativo-urbanistico, stabilisse i seguenti criteri normativi:

– riconoscimento della legittimità dei volumi edilizi preesistenti; indipendentemente dalla prova della regolarità amministrativo-urbanistico-edilizia.
Fissando all’uopo un limite quantitativo e/o tipologico alla sanabilità degli eventuali abusi edilizi e beninteso fatti salvi le prescrizioni e le previsioni urbanistiche nonché tutti i vincoli e segnatamente quelli di inedificabilità e/o ambientali e storico-monumentali e culturali.

– estensibilità della disciplina di premialità volumetrica (prevista dal piano casa per le demolizioni e ricostruzioni -35 %) anche all’interno dei centri storici. Sempre nei limiti del rispetto delle leggi regionali, nonché degli strumenti urbanistici, delle normative comunali e di ogni vincolo.”

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Comunicato stampa Assoedilizia: Intervento di Colombo Clerici alla Tavola Rotonda “Emergenza casa e alloggi sfitti” – Le sette buone ragioni per incrementare le case in locazione

aprile 6, 2009

Milano, 6 aprile 2008 – Intervenendo all’odierna Tavola Rotonda “Emergenza casa e alloggi sfitti: risolvere il paradosso dell’abitare” organizzata dall’Assessorato al Piano casa metropolitano della Provincia di Milano, il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici ha affermato: “L’Italia in Europa è il paese che ha meno case in affitto. Siamo al livello dei paesi economicamente meno evoluti: la Turchia, l’Irlanda. E siamo superati dalla Spagna.

Ne discutiamo qui tra addetti ai lavori che ormai hanno sentito quasi tutto in argomento.
Vorrei perciò semplicemente ricordare 7 buone ragioni perché si debba ritenere che in Italia occorre incrementare il numero degli alloggi offerti in locazione.

1) Anzitutto, primo effetto positivo sarebbe automaticamente quello di un calmieramento dei prezzi; non solo della locazione, ma anche della compravendita, perché anche in questo campo la domanda viene alleggerita di una pressione impropria.
Disporre di una minor offerta abitativa in locazione significa (per via del fenomeno di mercato conseguente alla rarefazione dell’offerta), tener alto il livello dei prezzi del prodotto. E viceversa.

2) Secondo effetto positivo: una maggior disponibilità di alloggi per coloro che non riescono o non intendono, per vari motivi, acquistarli.

Troveranno casa a prezzi contenuti anche gli anziani, le giovani coppie, i managers ed i dirigenti e tutti coloro che per motivi di carriera debbono spostare continuamente la dimora.

3) Una maggiore flessibilità del rapporto cittadino/abitazione (cioè una maggior mobilità abitativa) ; che meglio permette di secondare i processi di trasformazione socio-economica in atto a livello, non solo nazionale, ma globale.
Il radicamento degli italiani alla casa di proprietà è un serio ostacolo ai processi di ristrutturazione e di riconversione economico-sociali, così necessari alla competitività internazionale del nostro Paese.

Altro effetto benefico sta in una riduzione del fenomeno della marginalizzazione della residenza e quindi del pendolarismo.

4) Mobilitare nell’edilizia in locazione investimenti di risorse finanziarie, alla ricerca di collocazioni economicamente interessanti, attualmente in possesso non solo delle famiglie (persone fisiche), ma anche delle persone giuridiche (società di gestione immobiliare, fondi di investimento, enti).

5) Dar luogo, per via del maggior dinamismo del rapporto conduttore/immobile rispetto al rapporto proprietario/immobile (senz’altro più statico: anzi improntato ad uno spiccato immobilismo; non parliamo del condominio che, fra tutti, è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze di rinnovamento urbano) ad un sostanziale incremento degli interventi di manutenzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio: con evidenti ricadute vantaggiose a favore di costruttori, professionisti, impiantisti, ed installatori. Il che non guasta in questo periodo di crisi.

Il “turn over” delle case in locazione implica un costante adeguamento del patrimonio edilizio.

Insomma, rispetto alla situazione della casa in proprietà, se siamo in presenza di una locazione economicamente conveniente (altrimenti c’è il degrado, come avveniva con l’equo canone) la manutenzione degli immobili e la loro riqualificazione sul piano edilizio/urbanistico ne guadagnano indubbiamente.

Oggi abbiamo il problema della riqualificazione energetica e le possibilità di recupero offerte dal piano casa: settori nei quali i locatori, ed in particolare le società immobiliari, possono giocare un ruolo veramente importante.

Purtroppo una legislazione fiscale miope ed ottusa continua a punire, nel settore degli interventi di riqualificazione degli edifici, particolarmente le società di gestione immobiliare soprattutto se locano alloggi, le quali sono peraltro i soggetti dotati di maggiori disponibilità, anche finanziarie, per interventi di tal genere.

6) Dulcis in fundo: incassare più imposte, non solo in termini di imposta di registro, ma anche come ICI, IRPEF ed IRPEG.

Consideriamo che queste ultime danno luogo ad un gettito che è di 7 miliardi e mezzo, poco meno di quello dell’ICI.

E che, a furia di costringere, con difficoltà di mercato e con privilegi fiscali, gli italiani a comprar casa, e poi riconoscendo agli stessi per l’abitazione principale in proprietà una esenzione generalizzata da tutte le imposte, a pagar l’ICI e le imposte dirette fra poco, per il residenziale, non ci sarà più nessuno.

7) Non discriminare poi, sul piano delle agevolazioni tributarie, tra locazione convenzionata e locazione libera permette di perseguire una efficace politica di riqualificazione estetico-edilizia delle città.”

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Tavola rotonda “Dire, fare, abitare a Milano” 6 aprile 2009

aprile 3, 2009

Provincia di Milano
Assessore al piano casa metropolitano

Tavola rotonda: “Dire fare, abitare a Milano”
lunedì 6 aprile 2009 – 9,30-13,30
Circolo della Stampa
Sala Montanelli
Corso Venezia 16, Milano

Partecipano: Filippo Penati, Matteo Mauri, Luciano Caffini, Carlo Cerami, Stefano Chiappelli, Achille Colombo Clerici, Claudio De Albertis, Lorenzo Guerini, Carlo Masseroli, Massimo Nardi, Maria Pia Redaelli, Leo Spinelli.
Un’iniziativa della Provincia di Milano per promuovere un confronto con le istituzioni, gli amministratori locali, gli attori sociali, sulle politiche necessarie per far ripartire il mercato della casa e rispondere all’emergenza abitativa, sempre più acuta e diffusa nell’area milanese. In particolare, l’accento è posto su due aspetti.
Rilanciare il mercato degli affitti. La questione casa non si risolve solo costruendo alloggi per la vendita, ma aumentando il numero di case in affitto disponibili, a partire da quelli esistenti.
Non solo nuove case, ma nuove politiche degli affitti, per superare i meccanismi della legge 431 per incoraggiare chi possiede un alloggio a non lasciarlo vuoto: ai proprietari di case sfitte occorre offrire più incentivi, minore rigidità temporale dei contratti per alcune categorie e le garanzie necessarie per tutelarsi dal rischio di morosità.
Una logica metropolitana. Non si può pensare di risolvere il problema della casa ragionando solo dentro gli stretti confini dei singoli municipi, le risposte devono essere trovate nell’area metropolitana. La Provincia di Milano presenta un Piano Casa metropolitano che individua, insieme ai Comuni, le aree su cui costruire nuovi insediamenti, in funzione non solo del bisogno abitativo ma anche e soprattutto delle prospettive di sviluppo dei distretti produttivi, delle infrastrutture e dei servizi sociali presenti sul territorio.

Info: Giorgio Tacconi
Addetto stampa Assessore Matteo Mauri
Tel 02.7740.2987 Cel 335 16 44 955

Comunicato stampa Assoedilizia: Intesa Governo-Regioni sul piano casa

aprile 3, 2009

Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici:
“Il piano casa, che si profila all’orizzonte, dopo l’intesa Governo-Regioni, si presenta all’insegna della massima prudenza nel rispetto, da parte del Governo stesso, delle attribuzioni di competenza legislativa, in via concorrente, alle Regioni. Ma anche all’insegna di uno sforzo statale di mettere in atto, a livello nazionale, un sistema di interventi edilizio-urbanistici dalla duplice valenza socio-economica: di attivare un volano di attività per l’industria edilizia e per l’indotto; e di recuperare ad una funzione economica e sociale, anche sotto il profilo della sua messa a regime sul piano fiscale, l’ingente patrimonio edilizio civile attualmente non utilizzato o sottoutilizzato di cui dispone il nostro Paese.

Resta aperta la questione relativa al permanere di una rigidità della griglia normativa riguardante le destinazioni funzionali, che blocca la gran parte dei processi di recupero possibili,nel settore degli usi diversi da quello residenziale.

Ci auguriamo che a livello di legislazioni regionali anche questo aspetto rientri nelle ipotesi di fattibilità, soprattutto laddove, come nel caso della città di Milano, sussiste una rilevante presenza di strutture terziario/amministrative ancora in perfetto stato di conservazione, ma che un prolungato inutilizzo consegnerebbe ad un futuro degrado.”

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Comunicato stampa Assoedilizia: Grande attenzione del mercato a chiese, cappelle, oratori, da riconvertire ad usi civili

aprile 2, 2009

Il CESCAT-Centro studi casa e territorio di Assoedilizia ha stimato che in Italia esistano circa 5.000 tra chiese e cappelle di proprietà privata o di enti ecclesiastici, suscettibili di trasformazione funzionale e di riuso a fini civili.

Molte, dopo la sconsacrazione, sono state adibite, con lunghe pratiche ed impegno, ad uso di abitazione o ad usi diversi (terziario-commerciali, artistici, espositivi, ricettivi).

Molte rimaste alla destinazione funzionale di culto, soffrono di una condizione di degrado per l’ingente costo comportato dalle spese manutentive. In tempi più recenti, si è registrata una accentuazione della ricerca di tali edifici, che, una volta sconsacrati, soprattutto se ubicati in contesti urbani o ambientali di pregio, possono essere utilmente e proficuamente conservati, previa una loro riconversione ad usi civili.

Per l’utilizzo ai fini abitativi e/o commerciali-terziari, secondo i principi del diritto urbanistico è necessaria una variante di piano urbanistico.

Ma, sulla base del testo del piano casa Berlusconi, nella sua provvisoria formulazione, era possibile una modifica di destinazione anche senza opere edilizie; ovviamente impregiudicata la tutela esercitata dagli enti preposti alla tutela di eventuali vincoli culturali-ambientali-artistico-storico-monumentali.

Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici: “In un periodo di squilibri abitativi, quale quello che stiamo vivendo oggi in Italia, tutto il patrimonio edilizio di un Paese deve essere messo in grado di venir utilizzato alla bisogna: non dimentichiamo che in alcune città del pianeta vengono abitati anche i cimiteri.”

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