Archivio per maggio 2009

Evasione fiscale sui canoni di locazione

maggio 31, 2009

Dichiarazione del presidente Assoedilzia Achille Colombo Clerici al Corriere della Sera:

“Per eliminare l’evasione fiscale sui canoni di locazione Assoedilizia ha suggerito di istituire legislativamente l’obbligo di pagamento dei canoni stessi in banca o presso gli sportelli postali, nei paesi in cui manchino agenzie bancarie: a pena di nullità del pagamento.
L’ente che riscuote dovrebbe costituirsi quale sostituto di imposta ed effettuare una ritenuta del 20 % del reddito immobiliare a titolo di imposta, da versare direttamente all’erario.

Questo sistema permetterebbe nel medesimo tempo di ridurre gli oneri fiscali gravanti sulla locazione attraverso la cedolare secca del 20% per tutti i soggetti locatori e per tutti i contratti.

La tassazione separata dei redditi immobiliari realizzerebbe una vera equità fiscale perché :

– da un lato equiparerebbe i redditi immobiliare a quelli mobiliari (azioni, bond, gestioni patrimoniali), dando slancio agli investimenti in locazione, soprattutto abitativa, della quale il nostro Paese ha impellente bisogno.

– in secondo luogo eliminerebbe quella odiosa discriminazione per la quale chi affitta una casa finisce per pagare maggiori imposte anche sui redditi derivanti dal proprio lavoro, autonomo o dipendente che sia.”

www.assoedilizia.com

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Associazione Amici del “Centro Dino Ferrari”

maggio 29, 2009

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che già in passato non aveva mancato di manifestare il proprio apprezzamento alle manifestazioni in favore del “Centro Dino Ferrari”, ha voluto fare, in occasione dell’edizione “2009 Charity Event”, una speciale medaglia quale segno concreto della vicinanza con cui segue l’attività dell’Associazione Amici del “Centro Dino Ferrari” e ne condivide lo spirito.

Il “centro Dino Ferrari” alle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010 con Coni e Casa Italia
Le ragioni di una partnership
Ricerca e sport con un unico obiettivo: migliorare la qualità della vita
Con la partecipazione dell’Associazione Amici del “Centro Dino Ferrari” a Casa Italia in occasione dei XXI Giochi Olimpici invernali di Vancouver 2010, il “ponte” Milano-Canada che è stato lanciato in occasione dell’accordo tra il “Centro Dino Ferrari”- Università degli Studi di Milano e la University of British Columbia di Vancouver trova un avamposto concreto e importante.
Ma anche una collocazione ideale che si lega strettamente alla missione che Italia Team, il progetto di cui Casa Italia fa parte, condivide con gli Amici del “Centro Dino Ferrari”: migliorare la qualità della vita delle persone. Un grande traguardo che, nel primo caso, viene perseguito attraverso la promozione dello sport, i suoi valori e il suo alto potenziale educativo, nel secondo, attraverso la ricerca clinica e scientifica. Un gioco di squadra che a Casa Italia Vancouver vale oro.

Gli amici del “Centro Dino Ferrari” a Casa Italia a Vancouver: una partecipazione che vale oro

Un grande spazio vetrina e un ricco contenitore non solo di sport, ma anche di cultura, enogastronomia, musica, moda, economia: a partire dai Giochi di Pechino 2008, Casa Italia è diventato il punto di comunicazione e di convergenza di tutto ciò che fa eccellenza italiana agli occhi del mondo. Sede del CONI e delle Federazioni, dal 1984 Casa Italia è il quartier generale della rappresentativa italiana in occasione degli appuntamenti olimpici e il punto di riferimento per atleti, ospiti e giornalisti. Con Italia Team, Casa Italia ha introdotto importanti novità: un rinnovato concept architettonico, un fitto palinsesto di eventi, un’ampia visibilità mediatica, l’apertura al pubblico esterno e alle aziende partner. Coerentemente con la filosofia ispiratrice dei Giochi canadesi, il progetto architettonico di Casa Italia a Vancouver risponderà alle più recenti linee guida in tema di sostenibilità ambientale.

Italia team un modo nuovo di fare sponsoring
Affiancarsi alla Squadra Olimpica italiana e diventare ambasciatori sul palcoscenico internazionale dei valori più puri dello sport e dell’eccellenza italiana. Questo è Italia Team, il progetto di sponsoring che il Coni rivolge ad aziende e istituzioni per il triennio 2008-2010. Il programma comprende i tre grandi appuntamenti globali del periodo: i Giochi Olimpici di Pechino 2008, i Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009, i Giochi Olimpici invernali di Vancouver 2010. Ma anche una ricca piattaforma di azioni di marketing e di comunicazione tra le quali Casa Italia. Italia Team è gestito dalla società statunitense Octagon in partnership con il gruppo italiano Assist e con la società monegasca Podium.

Elenco Soci Amici del Centro Dino Ferrari

Pierluca Acerbi
Rosanna Acunzo
Ettore Agosti
Luigi Agrati
Rosario Alessandrello
Mariella Aragnetti Bellardi
Matteo Arpe
Arturo Artom
Giorgio Babanicas
Alessandro Bandini
Rita Battanta
Benedetta Bergamo
Paolo Berlusconi
Silvio Berlusconi
Annamaria Bernardini De Pace
Paola Bianchi
Amedeo Biraghi
Emilio Borra
Carlo Borromeo
Ezio Bortolussi
Giaele Bosio
Roberto Bossi
Michelangelo Botti
Luciano Bruzzi
Daniel Bryner
Gianmaria Buccellati
Guido Buratti
Elisabetta Caltagirone
Michele Canepa
Nicolò Cardi
Renato Cardi
Veronica Cardin Gallanti
Emilio Casco
Enrico Catelli
Francesca Catelli
Michele Catelli
Gabriella Cattani Manera
Lionel Ceresi
Rossana Cerlini
Carla Chiusano
Francesco Cirrincione
Eugenio Cividini
Carlo Clavarino
Paolo Clerici
Achille Lineo Colombo Clerici
Cecilia Colussi Rossi
Manuela Consensi Dini
Luca Cordero di Montezemolo
Rita Costi
Cesare Cusan
Matteo Cusan
Paolo De Luca
Alessandra De Marco
Ivan De Masi
Paride De Masi
Emanuela Desiderati
Claudio Dini
Giuliana Dompé
Sergio Dompé
Stefano Durelli
Renato Farina
Vittorio Feltri
Floriana Ferrari
Ottavio Ferrari
Piero Ferrari
Francesco Festorazzi
Luisella Fornaroli
Luisa Frigerio
Andrea Gallanti
Marina Garghetti Olper
Lorenza Garghetti Sanchioli
Carlo Gasperoni
Antonio Gavazzeni
Claudia Gian Ferrari
Giovanni Giani
Nicola Giol
Rossella Giorgetti
Paola Gradi
Silvia Grassi Damiani
Emanuela Gresti
Maria Nives Iannaccone
Andrea Invernizzi
Dora Invernizzi
Marco Invernizzi
Patricia Invernizzi
Minjung Kim Invernizzi
Luciana Lucchi Bossi
Maurizio Maffeis
Rosella Mangeruca
Sergio Mantegazza
Dani Maré
Paola Marzotto
Marina Mazzoleni
Daniela Minafra
Sofia Mondelli
Maria Grazia Monzino
Angelo Moratti
Carmen Moretti De Rosa
Laura Morino Teso
Saverio Moschillo
Umberto Occhipinti
Camillo Olivetti
Wilhelm Pabisch
Bruno Panigadi
Gianluca Papetti
Marco Pasetti
Antonello Passera
Paola Pelucchi
Nicoletta Pensotti
Daria Pesce
Anna Piccolo Brunelli
Fausto Pigini
Germana Polli
Marco Pollice
Sergio Pontoni
Massimo Ponzellini
Anna Porta
Isabella Pratesi
Gino Camillo Puliti
Titti Quaggia
Paolo Quattrocchi
Fanny Rattazzi
Gianna Ratti
Simonetta Ravizza
Giovanni Recordati
Hillary Recordati
Alessandro Rosso
Alberto Rusconi
Stefania Sabbadini Broggini
Antonella Salvatori Brusati
Elio Scarpini
Roberta Scavia Brusò
Giorgio Schön
Giuseppe Scorza
Vincenzo Silani
Elena Spagnol
Carla Spagnoli
Nicoletta Spagnoli
Claudio Stefanati
Giancarlo Sterza
Elisabetta Sturmann Zocchi
Rossella Taffa
Silvia Tagliaferri
Lidia Toresani Panigada
Ettore Tosi
Maurizio Traglio
Bruno Tronchetti Provera
Cristina Tronchetti Provera
Beatrice Trussardi
Marialuisa Trussardi
Francesca Valerio Invernizzi
Luca Vanoli
Clara Varoli Walter
Maria Alberta Viviani
Tiziana Volpes
Giampietro Zané

Due occasioni per Pavia

maggio 29, 2009

Nella splendida Villa Botta Adorno di Torre d’Isola (Pavia) l’Associazione della Proprietà Edilizia-Confedilizia della Provincia di Pavia e il Comitato Interprofessionale Edile per la Provincia di Pavia hanno organizzato martedì 26 maggio scorso un convegno per dibattere sul Piano di Governo del Territorio-PGT in fase di elaborazione ed Expo 2015: eventi che, come è stato sottolineato fin dal titolo “Due occasioni per Pavia”, rappresentano il futuro della città e del suo territorio.
Operatori economici, professionisti, associazioni imprenditoriali, cittadini e i candidati sindaci alla imminente consultazione elettorale per il nuovo Sindaco di Pavia che hanno riempito il salone della Villa, sono stati chiamati a confrontarsi dal Presidente dell’APE ing. Massimo Lardera che ha moderato i lavori cui sono giunti i saluti del presidente dell’Amministrazione provinciale e del commissario straordinario del Comune Laura Bianchi.

E’ toccato all’avv. Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia, vicepresidente di Confedilizia e presidente della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia, nello svolgere il saluto introduttivo, inquadrare la realtà sociale, economica e culturale del territorio in un’ottica di un auspicabile e possibile sviluppo. Ecco il testo.
Veramente due grandi occasioni, per la città di Pavia, rappresentate dalla redazione del Piano di Governo del Territorio e dalla prospettiva dell’Expo 2015.
Due occasioni, due opportunità che devono agire in parallelo.
La prima permette di mettere a fuoco il ruolo della città. Come città storica, città d’arte, città del sapere, della scienza e della tecnologia, ma anche città al centro di una provincia dalla profonda tradizione agricola: in grado di coniugare i valori agricoli a quelli ambientali e turistici. Con un forte radicamento culturale al territorio.
L’altra, come vetrina internazionale volta alla promozione del territorio, consente l’innesto della realtà pavese in un contesto sinergico di valenza regionale, in vista di quella sfida internazionale che l’intero polo territoriale gravitante su Expo, sarà chiamato a giocare, in termini di concorrenzialità e di competitività.
E certamente il territorio pavese conquisterà uno spazio ed una funzione complementari di grande rilievo: solo che riesca a cogliere la giusta logica e ad assumere le opportune scelte.
E d’altronde, il P.G.T., come strumento di pianificazione urbanistica estremamente flessibile, permetterà quel continuo adeguamento e aggiornamento delle scelte e degli obiettivi, che costituiscono la base di un processo decisionale efficace al fine del conseguimento del risultato.
L’altr’anno a Cernobbio, nel corso del meeting dell’economia tenuto dallo studio Ambrosetti, nell’ambito della sessione dal titolo “La città motore di crescita”, il business-guru Johnas Riddesträle appuntava la sua attenzione sul fatto che le città, per vincere la competizione internazionale che hanno di fronte, debbano essere i fattori di sogno, poli di immagine e di attrattività.
E per essere vincenti, non debbono tanto essere migliori, quanto, viceversa, diverse.
E’ la diversità, dunque, (che spicca ad esempio nel caso delle città storiche, delle città d’arte che non soffrono di alcuna concorrenza), la componente vincente.
Diversità, sirena del mondo esclamava il poeta.
Pavia può giocare appieno questa carta.
Se prendiamo in esame le componenti su cui basa la città, riscontriamo eccellenze in ogni ambito.
Considerando la comunità, vediamo che la società pavese si basa sui principi della tradizione solidaristica tipicamente lombarda (lavoro-operosità-religiosità ,intesa non tanto e non solo come fede, ma come coscienza dei valori – famiglia), ma con innesti della cultura piemontese, tradizionalista e riservata.
Quanto all’ambiente, abbiamo un classico esempio del dualismo evocato dalla teoria di John Ruskin tra natura allo stato brado e natura coltivata, costruita dall’uomo; che si fa dapprima paesaggio, poi paese ed infine città.
Questa zona presenta infatti un territorio, una natura costruita, plasmata dall’uomo come vero e proprio giardino agricolo immerso nella storia.
Quanto all’aspetto della cultura, in città e nella provincia, si trovano opere artistico-storico-monumentali legate all’antichità della vita sul territorio ed una realtà di prim’ordine nei domini della medicina, delle scienze, della tecnologia, delle lettere e delle arti; come attesta l’avvocato Carlo Goldoni, che qui trascorse alcuni anni della sua giovinezza ospite del Collegio Ghislieri, nelle sue stupende pagine dei “Memoires”.
Una vera città universitaria (con ben 15 Collegi universitari cui si accede selettivamente mediante concorsi), dotata di eccellenze artistico-culturali, storico-artistiche ed ambientali che debbono portare a configurare una identità forte della città e del territorio pavese a livello internazionale.
Identità che non deve costituire un fattore di antagonismo,di contrapposizione e di separazione con la realtà milanese (come spesse volte è avvenuto nella storia); ma deve essere piuttosto un elemento di integrazione e di coesione sinergica.
Si sente dire, con sempre maggior frequenza, che l’Expo 2015 non deve esaurire i suoi effetti alla chiusura dei battenti del semestre espositivo (quel fatidico 31 ottobre 2015), che le opere strutturali realizzate non debbono rimanere come cattedrali nel deserto, inutilizzate e sterili.
Ebbene, io continuo a pensare che ci sono le condizioni perchè ciò non avvenga.
Per ottenere questo risultato occorre una risposta di sistema da parte del bacino territoriale che gravita su Expo.
Gli ambiti pavese, milanese, varesino-comasco, e brianteo sono in grado di fare sistema in un preciso settore economico, quello del turismo: nel quale sussistono enormi potenzialità ancora inespresse, e dove non si è ancora sviluppata quella piena sinergia che è condizione ineludibile per il comune,complessivo risultato.
Un grande polo turistico di eccellenza mondiale nel cuore della pianura padana.
La necessaria sfida che porrà l’Expo sarà dunque quella della grande area del milanese, all’interno del più ampio contesto padano, che dovrà affermarsi quale polo turistico di prima categoria a livello planetario.
Questa sfida si vincerà solo sul piano della cultura, radicando al territorio una forte immagine culturale: in tal modo, la vasta regione milanese-pavese-lombarda può diventare in campo turistico una regione-hub di prima grandezza a livello planetario.
Qualche giorno fa, nel corso di una cena in casa di comuni amici, ne discutevo con il prof. Roberto Schmid, per tanti anni Rettore dell’Ateneo pavese ed attualmente presidente del Comitato scientifico di Expo 2015.
E si pensava, proprio perchè la finalità di Expo è quella di promuovere il territorio, ad un progetto di eventi (coinvolgendo anche i castelli, di cui è ricca la provincia) e di investimenti anche in campo agricolo-tecnologico, in grado di dare slancio non solo al turismo, ma all’intera economia pavese.
Ed il binomio tecnologia-agricoltura potrebbe essere la chiave di volta di un meccanismo economico virtuoso, estremamente efficace nei campi dell’energia, dell’alimentazione, dell’ambiente.
Proprio una settimana fa si è tenuto a Mezzana Bigli un meeting internazionale su questo tema. Ma poi occorrerebbe anche la fiducia di privati che investissero in attrezzature alberghiere; perchè la città soffre di una scarsa ricettività alberghiera.
Per il rilancio di questo territorio in campo turistico, penso ad esempio ad alcune idee che dovrebbero esser prese in considerazione.
Le storiche vie d’acqua, punto di forza di una suggestiva attrazione turistica di questi luoghi. la cui percorribilità può esser riconseguita con opere abbastanza semplici: sostituendo ad esempio i ponti a raso, con ponti che permettano il transito delle imbarcazioni.
Penso ad una sinergia con il Genovesato che può esser propiziata dal potenziamento della linea ferroviaria Pavia-Genova, realizzando il Terzo Valico, e dal quadruplicamento della tratta ferroviaria Como-Milano per collegarsi al sistema di attraversamento delle Alpi Alp-Transit.
Quanto al ruolo dei proprietari, del mondo dei risparmiatori dell’edilizia, va considerato che essi non rappresentano di certo un gruppo, una classe, un ceto sociale, ma costituiscono una parte, una categoria sociale trasversale alla società stessa (composta da professionisti, commercianti, imprenditori, industriali, artigiani, funzionari).
Essi seguono, assecondano, favoriscono ed in un certo senso orientano i processi urbani, in quanto concorrono in modo rilevante alla formazione della cultura (connotano l’orientamento culturale della città) dominante del proprio tempo ed a determinare i caratteri della città e del suo territorio.
Essi, inoltre, hanno assolto ad un altro compito sul piano sociale, in particolare in campo ambientale, soprattutto in questo momento storico.
La casa, l’immobile (nel quale i proprietari hanno investito, ma in cui anche vivono) infatti, resta uno dei pochi fattori territorializzanti nella vita moderna: in altri termini produce un radicamento terraneo, (così definito da Massimo Cacciari nella sua monografia “La città”) cioè un attaccamento al territorio.
L’interesse dei cittadini alla prosperità del territorio in un’epoca in cui stiamo assistendo a tutta una serie di fenomeni deterritorializzanti (quali i processi di ristrutturazione – innovazione tecnologica – terziarizzazione – finanziarizzazione – internazionalizzazione) e di delocalizzazione di attività e funzioni con abbandono del territorio, la casa continua a mantenere la sua funzione di presidio del territorio e di fattore di tutela ambientale.
P.G.T. ed Expo 2015 non possono dunque non trovare nella proprietà edilizia di Pavia un interlocutore interessato, collaborativo e propositivo, dal punto di vista, non solo edilizio, ma anche e soprattutto culturale e morale.

Riprendendo i lavori, Lardera e il presidente degli Architetti pavesi Marco Bosi hanno sottolineato come la possibilità di recepire gli stimoli provenienti da una così importante manifestazione internazionale attraverso uno strumento urbanistico che, per sua natura giuridica, prevede un’ampia partecipazione di tutte le forze economiche e sociali della città, deve essere utilizzata nel modo migliore.

E’ seguito l’intervento di Piero Mossi, presidente della Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Pavia, incentrato sulla costituzione di un tavolo di lavoro assieme a Comuni e Provincia onde sottoporre progetti da realizzare in occasione di Expo. Tra questi l’aumento della capacità ricettiva del territorio (cui sono interessate, tra le altre, società spagnole e francesi) e di ristorazione a costi contenuti. In previsione anche una serie di eventi che vedono, al primo posto, temi di sviluppo alimentare (non dimentichiamo che il primo obiettivo di Expo è combattere la fame nel mondo) quali la coltivazione del riso e la rivalutazione di prodotti tipi del territorio, manifestazioni d’arte a Pavia e a Vigevano, la nuova facoltà universitaria di Enologia.
Iniziative che potranno dispiegarsi al meglio grazie al Piano di Governo del Territorio – come ha sottolineato l’avv. Bruno Bianchi, presidente della Fondazione “de Jure Publico” – che, illustrando la nuova cultura giuridica alla base della normativa, ha messo in rilievo la “rivoluzione” del PGT rispetto alle precedenti forme di governo del territorio. Che si può riassumere così: dall’imposizione del decisore alla partecipazione della collettività. Rispondendo al meglio alla domanda: si governa meglio per autorità o per consenso?, e chiudendo con una nota di cronaca: sugli oltre 1000 Comuni lombardi soltanto una settantina hanno finora adottato il nuovo strumento.

Di grande interesse infine le autopresentazioni dei candidati Sindaco e dei rispettivi programmi: Andrea Albergati, Irene Campari, Alessandro Cattaneo, Paolo Ferloni hanno fornito elementi per il dibattito pubblico: differenti le visioni, ma un unico obiettivo, il benessere di Pavia e del suo territorio.

18 giugno 2009 – Presentazione edizione 2009-2010 Master REM “Real Estate Management. Sviluppo e redditività immobiliare: verso la gestione attiva”.

maggio 28, 2009

Il 18 giugno verrà presentata l’edizione 2009-2010 del Master REM “Real Estate Management. Sviluppo e redditività immobiliare: verso la gestione attiva”.
All’interno dell’evento si terrà una Tavola Rotonda dal titolo “Le aziende incontrano gli studenti”, con la finalità di stimolare un incontro tra gli studenti del Politecnico e le aziende.

Giovedì 18 giugno 2009 alle ore 15.00 presso l’Aula Rogers del Politecnico di Milano – via Amperè,2.

REM – REAL ESTATE MANAGEMENT
Sviluppo e redditività immobiliare: verso la gestione attiva
Master di 1° livello – 60 crediti formativi
POLITECNICO DI MILANO
Ottobre 2009 – ottobre 2010

Sbocchi occupazionali
L’individuazione delle prospettive di sbocco occupazionale verrà avviata durante l’attività d’aula, comparando le caratteristiche e le inclinazioni dei candidati con le necessità espresse dalle aziende e le dinamiche del mercato.
In termini del tutto generali gli sbocchi occupazionali possono essere ricondotti alle seguenti aree di attività:
– gestione di edifici/patrimoni immobiliari;
– consulenza (valutazione immobiliare, due diligence, analisi degli edifici, ecc.);
– pianificazione e gestione di operazioni di sviluppo immobiliare;
– gestione di investimenti immobiliari;
– processi di valorizzazione immobiliare;
– processi di acquisizione e dismissione immobiliare.
Nella fase finale del Master, che precede l’inserimento dei corsisti nelle aziende per l’attività di stage, i candidati avranno la possibilità di sostenere colloqui mirati con alcune aziende partner.
Modalità di partecipazione
L’ammissione al Master avviene presentando specifica domanda di ammissione indirizzataa: c.a. Prof. Oliviero Tronconi, Politecnico di Milano, Dipartimento BEST, Via Durando 38/a, 20158 Milano.
Il modulo di ammissione al master è disponibile sul sito http://www.gestitec.polimi.it. La domanda di ammissione dovrà essere accompagnata da curriculum vitae, titolo di studio con votazione conseguita ed elenco dei singoli esami di profitto con relative votazioni.
Costo complessivo del corso
Il Corso ha un costo complessivo di 10.000 Euro onnicomprensivo di tasse dovute al Politecnico di Milano ed alla Regione
Lombardia.
Saranno assegnate, a giudizio insindacabile del Comitato Scientifico del Corso, delle borse di studio di importo variabile sulla
base del punteggio di selezione e del reddito economico.
Nel costo è compreso il materiale didattico e di supporto (dispense delle lezioni e testi) e la consultazione di una biblioteca specializzata.
Modalità di pagamento
Versamento mediante accredito sul c/c n.1840X18 – CAB 01620 – ABI 05696 – Banca Popolare di Sondrio, Agenzia 21, Via
Bonardi, 4 – 20133 Milano, Dipartimento BEST – Politecnico di Milano
Prima tranche di 5.000 € (entro la data di inizio delle lezioni)
Seconda tranche di 5.000 € (entro il 9 dicembre 2009)
Laboratorio Gesti.Tec
Il Master REM è organizzato dal Laboratorio Gesti.Tec. Il Laboratorio istituito nell’ambito del Dipartimento BEST (Scienza e
Tecnologie dell’Ambiente Costruito) del Politecnico di Milano, nasce con l’obiettivo di approfondire i processi, le metodologie
e le tecnologie che riguardano la molteplicità delle attività che caratterizzano la gestione immobiliare.
Ad esso afferiscono docenti universitari, ricercatori, dottorati e cultori della materia che svolgono e promuovono attività di ricerca, consulenza e formazione nell’ambito dei processi di programmazione, progettazione e produzione edilizia, con particolare riferimento alle tecnologie per l’innovazione.
Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS)
Il Master REM è il primo Corso in Italia ad essere stato accreditato presso la Royal Institution of Chartered Surveyors (anno
2000).
La RICS è una delle più prestigiose e riconosciute organizzazioni professionali impegnate nei settori delle costruzioni/immobiliare.
E’ presente in 120 Paesi e comprende 120.000 professionisti associati, suddivisi in 16 faculties: Antiques & Fine Arts,
Building Surveying, Commercial Property, Construction, Dispute Resolution, Environment, Facilities Management, Geomatics,
Management Consultancy, Minerals & Waste Mgmt, Planning & Development, Plant & Machinery, Project Management,
Residential Property, Rural Valuation.
Una volta conseguito il Diploma di Master e dopo due anni di esperienza lavorativa presso un’azienda accreditata, i candidati
potranno sostenere l’esame per l’ammissione alla RICS (APC, Assestment of Professional Competence) ed ottenere il titolo
di Chartered Surveyor.
Il Chartered Surveyor è una figura riconosciuta dal mercato a livello internazionale, in particolare in virtù del codice deontologico
espresso dalla RICS e delle consolidate prassi per l’esercizio delle diverse attività professionali.
E-mail: ricsitalia@rics.org Sito internet: http://www.joinricsineurope.eu
Per informazioni rivolgersi a:
Politecnico di Milano, Laboratorio Gesti.Tec, via Durando 38/a, 20158 Milano. Tel: 02/2399.5896-5963 –Tel/fax: 02/2399.5897, dalle ore 9.30 alle ore 17.30
E-mail: lab.gestitec@polimi.it Sito internet: http://www.gestitec.polimi.it
Il placement del Master REM è superiore al 90%.

PROGRAMMA DIDATTICO
In questi ultimi anni i grandi proprietari immobiliari pubblici (Enti Previdenziali, Enti Territoriali, Ministeri, Pubbliche
Amministrazioni) e privati (Property Company, Fondi di investimento immobiliare di diritto italiano e straniero, Fondi Pensione, Investitori professionali) hanno avviato un processo di innovazione gestionale del proprio patrimonio, con l’obiettivo di incrementarne la qualità e la redditività: da qui l’esigenza di nuove figure professionali di elevato livello cui il Master REM offre una risposta, di alto standing, ormai consolidata nel tempo.
La partecipazione al Master rappresenta un’opportunità per acquisire un know how manageriale e tecnico interdisciplinare che non è agevole costruire con le sole esperienze di lavoro. Questo obiettivo viene perseguito attraverso modalità formative che comprendono l’approfondimento delle principali metodiche e strumentazioni che caratterizzano le operazioni immobiliari a livello internazionale, unitamente alla disamina degli aspetti più operativi e concreti che caratterizzano le più importanti attività immobiliari.
OBIETTIVI FORMATIVI
Il Master si propone di formare figure professionali specializzate nel campo delle strategie immobiliari e della gestione integrata di patrimoni immobiliari, in un contesto contraddistinto dall’incremento costante della domanda di qualità reddituale e funzionale degli edifici.
ATTIVITA’ DIDATTICA
Il Master sarà tenuto da docenti del Politecnico di Milano esperti del comparto e da qualificati esponenti delle principali imprese operanti nel mercato immobiliare italiano e internazionale, prime fra tutte le aziende sponsor del Corso. Le attività esercitative (Learning by Doing) consisteranno in casi studio reali e saranno direttamente proposte e supervisionate dai rappresentanti delle stesse aziende sponsor.
È altresì prevista una giornata dedicata alla RICS ed alcune visite presso complessi immobiliari di particolare interesse e/o presso siti/cantieri interessati da operazioni di sviluppo innovative.
DURATA COMPLESSIVA DEL CORSO
Il Master ha una durata complessiva di 1.500 ore così suddivise:
– 350 ore di lezioni ex cathedra,
– 150 ore di esercitazione pratica (Learning by Doing),
– 800 ore di stage in azienda,
– 200 ore di studio individuale ed esercitativo.
ORARIO DELLE LEZIONI
Lezioni ex cathedra ed esercitazioni pratiche: da ottobre 2009 a febbraio 2010 con orario 14.00 – 19.00, dal lunedì al venerdì.
Stage in azienda: aprile 2010 – settembre 2010
Esame finale : ottobre 2010
SEDE DELLE LEZIONI
Politecnico di Milano, Laboratorio Gesti.Tec, via Durando 38/A, 20158 Milano, Aula master A.

MODULI DIDATTICI
START UP – Workshop: presentazione delle aziende Sponsor del Corso
MODULO 1 – Evoluzione e trasformazione degli edifici nella società terziaria
MODULO 2 – Economia di base
MODULO 3 – Economia immobiliare
MODULO 4 – La gestione economico-finanziaria: Asset Management
MODULO 5 – Sistemi per la conoscenza degli immobili/stima dei beni immobiliari
MODULO 6 – Facility Management: competenze operative
LEARNING BY DOING 1 – Risposta ad un bando di gara per l’affidamento di servizi di Facility Management
MODULO 7 – Gestione delle attività terziarizzate e contrattualistica/Global Service
MODULO 8 – Le operazioni di manutenzione/riqualificazione di edifici/patrimoni immobiliari
MODULO 9 – Il Property Management
LEARNING BY DOING 2 – Risposta ad un bando di gara per l’affidamento di servizi di Property Management
MODULO 10 – La progettazione e il controllo ambientale e del fattore umano (sicurezza)
MODULO 11 – Le nuove tecnologie CIB per la gestione degli edifici
LEARNING BY DOING 3 – Progetto di valorizzazione di un portafoglio immobiliare: come incrementare la redditività
MODULO 12 – Criteri e metodi per la valutazione degli immobili
MODULO 13 – Metodologie di analisi e di ricerca
LEARNING BY DOING 4 – Valutazione economica di un complesso immobiliare
MODULO 14 – Pianificazione, sviluppo e gestione immobiliare
MODULO 15 – Nuovi strumenti urbanistici e ricadute tecnico economiche nelle operazioni di sviluppo-riqualificazione immobiliare
MODULO 16 – Analisi di alcuni comparti del settore immobiliare
MODULO 17 – Metodi e tecniche di Project Management applicate al comparto immobiliare e del Project Financing
MODULO 18 – Il Marketing territoriale
LEARNING BY DOING 5 – Pianificazione di un’operazione di sviluppo immobiliare
MODULO 19 – La finanziarizzazione immobiliare: Portfolio Management
MODULO 20 – Il Private Banking
MODULO 21 – Organizzazione e gestione delle risorse
MODULO 22 – Nozioni di base di inglese tecnico
MODULO 23 – Tecniche di comunicazione
MODULO 24 – I sistemi informativi per la gestione di edifici/patrimoni immobiliari
MODULO 25 – Lo scenario internazionale della gestione immobiliare
MODULO 26 – STAGE
LO STAGE
Progettato sulla base delle personali inclinazioni dei corsisti e dalle reali necessità espresse dalle aziende partner del master. L’assegnazione avverrà a seguito di colloqui mirati con le aziende sponsor.
Durante questa esperienza ogni corsista avrà modo di confrontarsi con problematiche aziendali per le quali risulta necessario individuare soluzioni concrete e realizzabili in tempi definiti.

TRA I DOCENTI DEL CORSO

– Giosuè Addamiano – Addamiano Real Estate
– Gastone Ave – Pioneer Investments
– Claudio Bassani – Banca Esperia
– Stefano Bellintani – Politecnico di Milano
– Roberto Busso – Ecomag Reag
– Luciano Capaldo – Rics
– Alida Catella – Coima
– Manfredi Catella – Hines
– Andrea Ciaramella – Politecnico di Milano
– Michele Cibrario – BNL Fondi Immobiliari
– Leo Civelli – Reag
– Gianpaolo Corsini – Pirelli Real Estate Management
– Giuliano Dall’O’ – Politecnico di Milano
– Marco De Rossi – NH Hotels
– Valentina Delli Santi – Studio Delli Santi – DS&P Studio Legale Associato
– Jean Mark Deshaires – Icade
– Romolo Ferrario – ReFactor
– Giovanni Frangi – Elyo
– Lara Gadda – MIP Politecnico di Milano
– Erica Santangelo – MIP Politecnico di Milano
– Tania Garuti – K2Real
– Adelio Giacomini – First Atlantic Real Estate
– Silvia Giudici – Sillor
– Antonio Ive – Politecnico di Milano
– Alberto Lunghini – Reddy’s Group
– Paola G. Lunghini – Economia Immobiliare
– Luciano Manfredi – Generali Properties
– Luigi Marchesini – Galotti S.p.A.
– Mimmi Marchetti – Sodexho
– Laura Mauri – CB Richard Ellis Professional Services
– Alexandra Mogilatova – Exitone
– Marzia Morena – Politecnico di Milano
– Giovanni Oggioni – Comune di Milano
– Andrea Oliva – Datasoftware
– Ingrid Paoletti – Politecnico di Milano
– Patrick Parkinson – Jones Lang Lasalle
– Piero Piccardi – World Trade Centers Association
– Barbara Pisani – BNL Fondi Immobiliari
– Alberto Pizzigoni – Openplan
– Giuseppe Rago – BNP Paribas Real Estate
– Roberto Rimoldi – Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.
– Carlo Romagnoli – Arcotecnica Real Estate s.r.l. – WT Partnership
– Marco Salvini – AIG Lincoln
– Paolo Sangiotta – Aedes
– Rosemarie Serrato – Studio Delli Santi – DS&P Studio Legale Associato
– Terenzio Somasca – Gruppo Norman
– Amos Sormani – DTZ
– Roberto Talotta – EC Harris
– Oliviero Tronconi – Politecnico di Milano
– Maurizio Turbini – Pirelli Real Estate Management
– Gianni Utica – Politecnico di Milano
– Chiara Vaghi – Siram
– Edoardo Viganò – Rics

“Energia efficiente per edifici e impianti” – 16 giugno 2009, ore 9.00, Politecnico di Milano – Aula S01

maggio 27, 2009

16 giugno 2009, ore 9.00, Politecnico di Milano – Aula S01
P.za Leonardo da Vinci 32 – Milano
“ENERGIA EFFICIENTE PER EDIFICI E IMPIANTI”
Certezze, incertezze e criticità di un percorso difficile

Con il recepimento della Direttiva 2002/91, il quadro legislativo e normativo nazionale impone standard di qualità energetica elevati sia per gli edifici di nuova costruzione, sia per quelli soggetti a ristrutturazioni importanti.
La certificazione energetica ha spinto il settore delle costruzioni verso interventi ad alte prestazioni energetiche, con livelli di qualità spesso ben superiori rispetto quelli minimi previsti dalla Direttiva. In tale ottica, la qualità energetica è passata ad essere non più solo un requisito da rispettare ma un valore aggiunto sempre più apprezzato, anche alla luce di un contesto economico che vede da tempo l’energia come elemento di criticità. L’evoluzione del modo di costruire – che ha generato una vera rivoluzione negli studi di progettazione e soprattutto nei cantieri – si scontra però con elementi di incertezza e alcune criticità di ostacolo al percorso verso l’efficienza energetica: ad esempio, il quadro legislativo e normativo ancora incompleto, i dubbi che ancora rimangono sul ruolo del certificatore energetico in un contesto nazionale in cui le Regioni si muovono in modo indipendente e, per finire, l’utilità stessa della certificazione energetica, che, secondo le modifiche del dlgs 192, non dovrà più essere allegata all’atto di compravendita.
Alla luce di tale scenario, le tecnologie impiantistiche assumono un ruolo da protagoniste nell’offrire soluzioni innovative efficienti e nel contribuire – di fatto – alla qualità energetica.
Obiettivo del convegno, nel corso del quale saranno presentate anche tutte le novità del nuovo progetto Next Energy, non è solo quello di fornire a progettisti, architetti, ingegneri, contractor, distribuzione edile, un aggiornamento puntuale sullo stato dell’arte ma soprattutto quello animare un dibattito allargato a tutti gli attori – tecnici e non – che si trovano ad affrontare i temi dell’efficienza energetica in edilizia.
“In base al Regolamento per la Formazione Continua, la partecipazione al convegno dà diritto a 4 (quattro) crediti formativi (delibera n. 883 del 20/04/09 del C.D. del Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati delle Province di Milano e Lodi)”.

PROGRAMMA PRELIMINARE
Chairman: Prof. Arch. Giuliano Dall’O’ – Presidente Comitato Scientifico Next Energy 2010
09:00 Registrazione partecipanti
09:30 MCE 2010 Next Energy: dal “Percorso Efficienza & Innovazione” a “Verso la classe A 2010”
10:00 Edifici certificati ma con regole diverse
10:20 La certificazione energetica, quando serve l’allegazione
10:40 Innovazione e Tecnologie impiantistiche per i nuovi edifici
11.00 Certificazione in Regione Lombardia, bilancio di un’esperienza
11:20 Sgravi fiscali e incentivi, nuove regole per l’accesso
11:40 Tecnologie impiantistiche per la valorizzazione energetica dell’esistente
12:00 Un percorso legalmente “responsabile” della qualità energetica
12:30 Verso il completamento delle norme tecniche
13:00 Dibattito
13:30 Buffet
2^ Convention Nazionale SACERT Ore 14.00 – 18.00

L’iscrizione al Convegno è gratuita. Per iscriverti clicca qui
Zona Ecopass. Consulta la pagina informativa sul portale del Comune di Milano >>

“A Milano serve una svolta Creiamo l’ Expo dei cittadini” – articolo di Marco Vitale pubblicato sul Corriere della Sera il 25.5.09

maggio 26, 2009

«A Milano serve una svolta Creiamo l’ Expo dei cittadini»
L’ economista Vitale: il cardinale ha ragione, la città diventi esempio per il Paese

Spesso mi capita di parlare di Milano con amici e conoscenti di città del profondo Sud. Mi parlano delle tristezze, della violenza, della corruzione, della mancanza di professionalità, della iperpoliticizzazione dominanti nelle loro città. Poi aggiungono: certo che per voi a Milano è diverso ed è più facile vivere. Quando cerco di spiegare loro che da noi a Milano non è più molto diverso e che non è per niente facile vivere, colgo nei loro occhi un grande smarrimento, una enorme tristezza. Sembra che vogliano dire: ma se anche Milano viene meno come punto di riferimento, come testimonianza del buon vivere civile, che cosa ci resta? Dove riporre i nostri sogni, dove radicare la nostra speranza? Questo episodio mi è capitato tante volte, fino al punto che che ho imparato a non replicare più e a dire «sì, certo, a Milano è diverso», per lasciare indisturbato il loro sogno e magari sognare con loro una Milano che non c’ è più. Ma è sparita o si è solo inabissata come un fiume carsico? A questo mi fanno pensare le importanti parole del cardinale Tettamanzi nell’ intervista al Corriere e le sue domande evocano quella che anche Bonvesin de la Riva si pose nel 1288: «Ma se i milanesi possiedono veramente tutte le doti che tu esalti, come mai la loro virtù non vale a reprimere tante malvagità? Rispondo: perché spesso i malvagi hanno forze e poteri; perché spesso i figli delle tenebre nelle loro malvagie imprese sono più attivi e scaltri che non i figli della luce nelle loro opere buone…». Il bisogno di onestà Il Cardinale ha lanciato un monito fondamentale: Milano ha delle responsabilità di fronte al Paese; dunque noi tutti abbiamo delle responsabilità verso la città, il territorio e il Paese. Ma da dove incominciare? «Essere stati è condizione dell’ essere» dice Braudel. E allora incominciamo pure dalla storia di Milano, perché chi conosce la sua storia e, attraverso essa, i suoi caratteri più profondi, non può non amarla. Perché Milano, e noi con essa, ha bisogno soprattutto di amore. C’ è però una domanda centrale alla quale si deve dare una risposta: che cosa ostacola la riemersione della forza trainante di Milano? La città conserva potenti fasci di luce: come può non riprendere il ruolo che le compete una città in grado di attrarre tante intelligenze in ogni campo della società? Bisogna cambiare il terreno di gioco. Bisogna uscire dal recinto che ferisce l’ onestà e la professionalità. Bisogna far emergere le qualità migliori e lavorare per conservarle. E poi si deve essere vigili, per proteggerle dai «figli delle tenebre» indicati da Bonvesin. Senza confrontarci sul loro terreno di gioco, perché qui gli spiriti delle tenebre sono invincibili. Le cose da fare E allora, davanti al crollo di tante aspettative degli ultimi anni, cominciamo con un primo sommario elenco delle cose da fare. Milano ha un disperato bisogno di discutere della gestione del suo territorio metropolitano in una prospettiva strategica, in modo competente, onesto e non inquinato da interessi specifici. Avviamo un Forum cittadino, dove la città possa dibattere ciò, con onestà e competenza. Milano chiede che si parli seriamente dei contenuti dell’ Expo 2015: è piena di altissime competenze in materia. Ma finora si è parlato solo di stipendi, di metri quadrati degli uffici, di costosissime consulenze. E allora promuoviamo un gruppo di lavoro, articolato in varie sezioni, che dia voce alle migliori competenze cittadine. La città ha un enorme bisogno di un consiglio comunale dove sopravviva quel poco che resta della misera vita democratica cittadina. Ma per i «figli delle tenebre» il Consiglio comunale è un luogo ormai privo di qualsiasi sostanza e interesse, un luogo da irridere se non da offendere. E allora organizziamo una Consulta cittadina dove si dibattano pubblicamente i temi che dovrebbero essere oggetto di dibattito nel Consiglio comunale; insomma un Consiglio comunale pro-forma. Una nuova rappresentanza Bisogna dare voce a una rappresentanza nuova, a chi si sente escluso dalle trasformazioni della città. Milano invecchia, ma i giovani ci sono. Ci sono nel potente sistema universitario. E ci sono nei licei. Sono un capitale sociale importante: è giusto mettere i giovani al centro di un progetto che riguarda il futuro. Ed allora proponiamo alle autorità scolastiche di promuovere incontri nei licei per dibattere con i giovani quei temi della contemporaneità, della vita civica e di Milano, che i professori da soli non riescono a svolgere. Sarebbe un grande aiuto per la scuola e per noi. Moltiplichiamo gli incontri con i testimoni di coraggio, di onestà e professionalità, ed il clima cittadino nei rapporti tra scuola e città, tra anziani e giovani, cambierà in meglio, rapidamente. C’ è una riflessione, poi, che va fatta: troppo spesso gli immigrati non rispettano la città. Ma chi insegna loro a rispettarla? Chi spiega loro un po’ di storia e di struttura della città? Si può rispettare ciò che non si conosce? Milano ha sempre metabolizzato le diversità, trasformandole in un punto di forza. Ma era una città sicura di sé: deve tornare ad esserlo. Il rischio del razzismo È necessaria un’ azione di spietato, personalizzato monitoraggio sulle cose che non vanno, sui problemi concreti che non si risolvono mai. Anche questa è politica, perché quando i problemi non si risolvono mai, con l’ uso competente della scienza e della tecnica, l’ ambiente cittadino si incattivisce, la convivenza diventa più difficile, si diventa ostili l’ un l’ altro, si diventa razzisti. Milano risente da troppo tempo di un clima di sfiducia. Questo ci fa soffrire. Ma questa sofferenza oggi può diventare la nostra speranza. E un grande giornale può svolgere un ruolo importante, rispondendo così all’ appello del Cardinale. Milano deve ritrovare un nuovo civismo, rafforzare quello che già esiste e darsi obiettivi ambiziosi. Tutto ciò va inquadrato in una cornice concettuale solida: a noi non manca. Basta ricollegarci ai nostri veri grandi economisti, che non sono quelli che hanno studiato ad Harvard, ma quelli che si chiamano Pietro Verri, Cesare Beccaria, Pompeo Neri, Giandomenico Romagnosi, Carlo Cattaneo, quelli che hanno accompagnato Milano nel suo decollo e nel suo sviluppo, che hanno posto le basi della Milano contemporanea. Verri analizza e commenta la grande prosperità e forza di Milano prima del XVI secolo; poi analizza e commenta il grave declino che Milano subì nei 172 anni di dominazione spagnola. Nell’ analizzare le ragioni dell’ antica prosperità, Verri indica, accanto a ragioni legate alla posizione strategica per i grandi commerci, la certezza del diritto («la sicurezza dei beni fondata su buone e chiare leggi») e il rispetto della città verso le attività imprenditoriali (che allora si chiamavano: i commerci). E poi aggiunge due ragioni che rinviene negli antichi statuti di Milano del 1480. La prima è il divieto alle corporazioni di ergersi a corpi chiusi e separati, avvantaggiati o protetti da leggi e regolamenti. Tutto ciò per difendere la professionalità, il saper fare, rispetto all’ essere affiliati a qualche setta; dell’ essere in sostanza cittadini individualmente, e non per appartenenza a qualche partito o corporazione o cosca. La seconda, in una approssimata e semplificata traduzione, è la difesa della libertà di intraprendere «ogni mestiere, arte, professione o qualunque altra attività che non sia contraria alla legge municipale». La vera anima della città Come diverso sarà il periodo successivo del dominio spagnolo, fatto di corporazioni, di chiusure, di autorizzazioni, di divieti, di manomorte e di conseguente declino. Solo quando «l’ umile» Milano dell’ illuminismo avviò la stagione delle riforme, si tornò a vedere l’ anima vera della città. La Milano moderna di Cattaneo, la Milano contemporanea o, meglio, i suoi caratteri di città aperta, attiva, tollerante, capace di assorbire e metabolizzare persone e contributi provenienti da ogni dove, nasce lì, da quella grande stagione. Dove poggiano le radici più profonde di questa caratteristica di fondo che attraversa i secoli e scompare nei periodi bui e di oscurantismo, che certamente non mancano, per riemerge poi come un fiume carsico, è difficile dire. Per essere città aperta non è sufficiente giacere distesa nella grande pianura e ricevere chiunque arriva e da qualunque parte arrivi. È necessario accogliere chi arriva e, a poco a poco, integrarlo. Per far questo sono necessari un modello, una cultura, una identità, qualcosa da dire e la capacità di dare, ma anche di prendere. Milano in questo è sempre stata grande: da Leonardo da Vinci a Verdi, da Toscanini a Torelli Viollier, da Quasimodo a Montanelli, da Ambrogio a Montini. Nessuno di questi grandi uomini che hanno fatto grande Milano, era nato qui. Milano è diventata per loro (e per migliaia di altri) una seconda patria. L’ orgoglio di appartenenza non è una nostalgia da reduci: serve a riconoscersi in un luogo che non è solo un accumulo di mattoni. Da qui dobbiamo ricominciare, per trasformare l’ allarme Milano nella speranza Milano.
marco.vitale@vitalenovello.it

La frase Tettamanzi e la speranza Milano può e deve ritrovare la sua vocazione di capitale morale … Io dico che c’ è una speranza Milano che può contagiare il Paese intero. Ma questa speranza perché non ha visibilità? Perché non fa notizia? «Adottati» Leonardo Leonardo da Vinci nacque a Vinci nel 1452 e a Milano si trasferì nel 1482, dove trascorse il periodo più lungo della sua vita, quasi 20 anni Giuseppe Verdi Nato nel 1813 in provincia di Parma, il celebre compositore trascorse gli ultimi anni della sua vita a Milano, dove morì nel 1901 Arturo Toscanini Nato a Parma nel 1867 Toscanini diventò direttore del Teatro alla Scala di Milano nel 1898 dove rimase fino al 1908 per poi tornare negli anni Venti Papa Paolo VI Giovanni Battista Montini, prima di essere nominato Papa nel 1963 fu arcivescovo di Milano dal 1° novembre 1954 Indro Montanelli Fiorentino di origine, Indro Montanelli, classe 1909, trascorse gran parte della vita a Milano, dove si spense nel 2001 I temi Expo finora si è parlato solo di stipendi e di metri quadrati per uffici Consiglio Serve una Consulta cittadina dove dibattere pubblicamente Il futuro Milano discuta la gestione dei nuovi progetti
Vitale Marco

Relazione introduttiva del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, al Convegno Confedilizia Pavia in data 26 maggio 2009

maggio 26, 2009

Veramente due grandi occasioni, per la città di Pavia.
Rappresentate dalla redazione del Piano di Governo del Territorio e dalla prospettiva dell’Expo 2015.

Due occasioni, due opportunità che devono agire in parallelo.

La prima permette di mettere a fuoco il ruolo della città. Come città storica, città d’arte, città del sapere, della scienza e della tecnologia, ma anche città al centro di una provincia dalla profonda tradizione agricola:in grado di coniugare i valori agricoli a quelli ambientali e turistici. Con un forte radicamento culturale al territorio.

L’altra, come vetrina internazionale volta alla promozione del territorio, consente l’innesto della realtà pavese in un contesto sinergico di valenza regionale, in vista di quella sfida internazionale che l’intero polo territoriale gravitante su Expo, sarà chiamato a giocare, in termini di concorrenzialità e di competitività.

E certamente il territorio pavese conquisterà uno spazio ed una funzione complementari di grande rilievo: solo che riesca a cogliere la giusta logica e ad assumere le opportune scelte.

E d’altronde, il P.G.T., come strumento di pianificazione urbanistica estremamente flessibile, permetterà quel continuo adeguamento e aggiornamento delle scelte e degli obiettivi, che costituiscono la base di un processo decisionale efficace al fine del conseguimento del risultato.

L’altr’anno a Cernobbio, nel corso del meeting dell’economia tenuto dallo studio Ambrosetti, nell’ambito della sessione dal titolo “La città motore di crescita”, il business guru Johnas Riddesträle appuntava la sua attenzione sul fatto che le città, per vincere la competizione internazionale che hanno di fronte, debbano essere i fattori di sogno, poli di immagine e di attrattività.

E per essere vincenti, non debbono tanto essere migliori, quanto, viceversa, diverse.

E’ la diversità, dunque, (che spicca ad esempio nel caso delle città storiche, delle città d’arte che non soffrono di alcuna concorrenza), la componente vincente.
Diversità, sirena del mondo esclamava il poeta.

Pavia può giocare appieno questa carta.

Se prendiamo in esame le componenti su cui basa la città, riscontriamo eccellenze in ogni ambito.

Considerando la comunità, vediamo che la società pavese si basa sui principi della tradizione solidaristica tipicamente lombarda (lavoro-operosità; religiosità, intesa non tanto e non solo come fede, ma come coscienza dei valori; famiglia), ma con innesti della cultura piemontese, tradizionalista, riservata e conservatrice.

Quanto all’ambiente, abbiamo un classico esempio del dualismo evocato dalla teoria di John Ruskin tra natura allo stato brado e natura coltivata, costruita dall’uomo; che si fa dapprima paesaggio, poi paese ed infine città.

Questa zona presenta infatti un territorio,una natura costruita, plasmata dall’uomo come vero e proprio giardino agricolo immerso nella storia.

Quanto all’aspetto della cultura, in città e nella provincia, si trovano opere artistico-storico-monumentali legate all’antichità della vita sul territorio ed una realtà di prim’ordine nei domini della medicina, delle scienze,della tecnologia, delle lettere e delle arti;come attesta l’avvocato Carlo Goldoni,che qui trascorse alcuni anni della sua giovinezza,ospite del Collegio Ghislieri, nelle sue stupende pagine dei “Memoires”.

Una vera città universitaria (con ben 15 Collegi universitari cui si accede selettivamente mediante concorsi), dotata di eccellenze artistico – culturale, storico-artistiche ed ambientali che debbono portare a configurare una identità forte della città e del territorio pavese a livello internazionale.

Identità che non deve costituire un fattore di antagonismo,di contrapposizione e di separazione con la realtà milanese (come spesse volte è avvenuto nella storia); ma deve essere piuttosto un elemento di integrazione e di coesione sinergica.

Si sente dire, con sempre maggior frequenza, che l’Expo 2015 non deve esaurire i suoi effetti alla chiusura dei battenti del semestre espositivo – che le opere strutturali realizzate non debbono rimanere come cattedrali nel deserto, inutilizzate e sterili.

Ebbene, io continuo a pensare che ci sono le condizioni perchè ciò non avvenga.

Per ottenere questo risultato occorre una risposta di sistema da parte del bacino territoriale che gravita su Expo.

Gli ambiti pavese, milanese, varesino-comasco, e brianteo sono in grado di fare sistema in un preciso settore economico – quello del turismo: nel quale sussistono enormi potenzialità ancora inespresse, e dove non si è ancora sviluppata quella piena sinergia che è condizione ineludibile per il comune, complessivo risultato.

Un grande polo turistico di eccellenza mondiale nel cuore della pianura padana.

La necessaria sfida che l’Expo porrà sarà dunque quella della grande area del milanese, all’interno del più ampio contesto padano, che dovrà affermarsi quale polo turistico di prima categoria a livello planetario.

Questa sfida si vincerà solo sul piano della cultura,radicando al territorio una forte immagine culturale:in tal modo,la vasta regione milanese-pavese- lombarda può diventare in campo turistico una regione-hub di prima grandezza a livello planetario.

Qualche giorno fa, nel corso di una cena in casa di comuni amici, ne discutevo con il prof. Roberto Schmid, per tanti anni Rettore dell’Ateneo pavese, ed attualmente presidente del Comitato scientifico di Expo 2015.

E si pensava, proprio perché la finalità di Expo è quella di promuovere il territorio, ad un progetto di eventi ( coinvolgendo anche i castelli, di cui è ricca la provincia) e di investimenti anche in campo agricolo-tecnologico, in grado di dare slancio non solo al turismo, ma all’intera economia pavese.

Ed il binomio tecnologia-agricoltura potrebbe essere la chiave di volta di un meccanismo economico virtuoso,estremamente efficace nei campi dell’energia, dell’alimentazione, dell’ambiente.

E proprio una settimana fa si è tenuto a Mezzana Bigli un meeting internazionale su questo tema.

Ma poi occorrerebbe anche la fiducia di privati che investissero in attrezzature alberghiere; perché la città soffre di una scarsa ricettività alberghiera.

Per il rilancio di questo territorio in campo turistico,penso ad esempio ad alcune idee che dovrebbero esser prese in considerazione.

Le storiche vie d’acqua,punto di forza di una suggestiva attrazione turistica di questi luoghi.
La cui percorribilità può esser riconseguita con opere abbastanza semplici: sostituendo ad esempio i ponti a raso, con ponti che permettano il transito dei barconi.

Penso ad una sinergia con il Genovesato che può esser propiziata dal potenziamento della linea ferroviaria Pavia-Genova,realizzando il Terzo Valico.

Quanto al ruolo dei proprietari, del mondo dei risparmiatori dell’edilizia, va considerato che essi non rappresentano di certo un gruppo, una classe, un ceto sociale, ma costituiscono una parte, una categoria sociale trasversale alla società stessa (composta da professionisti, commercianti, imprenditori, industriali, artigiani, funzionari).
Essi seguono, assecondano, favoriscono ed in un certo senso orientano i processi urbani, in quanto concorrono in modo rilevante alla formazione della cultura (connotano l’orientamento culturale della città) dominante del proprio tempo ed a determinare i caratteri della città e del suo territorio.

Ma di certo, la loro funzione sociale non si limita a questo aspetto. I proprietari ed i risparmiatori del settore edilizio, con i loro investimenti, hanno permesso il formarsi della città ed il costituirsi di quel mix funzionale che, ancor oggi, è il fiore all’occhiello delle nostre città italiane.

Senza il volano della locazione per l’abitazione e per le botteghe commerciali artigianali e spesse volte per molti edifici industriali, come avremmo potuto fronteggiare le emergenze abitativo/funzionali createsi nei due Dopoguerra, e come avremmo potuto permettere, nel nostro paese, quei processi di inurbamento che hanno condotto attraverso enormi migrazioni, a cambiare il volto delle nostre antiche città?

Pavia offre un modello esemplare, paradigmatico di questo ruolo della nostra categoria.

Perché qui i proprietari avvertirono tra i primi in Italia, la coscienza di quel ruolo di pubblico interesse, che la casa e l’investimento immobiliare erano chiamati a svolgere, nell’ambito non solo economico e culturale, ma anche sociale.

Nacquero allora le prime Associazioni della nostra categoria, non solo per difendere interessi corporativi, con un ruolo tipicamente sindacale, ma per esprimere una posizione sociale e culturale che potesse esser di utilità nella vita pubblica.

Nella storia sociale del nostro Paese esse segnarono il passaggio dall’Associazionismo filantropico, culturale o lusorio dell’epoca dei savants, e degli aristocratici, all’Associazionismo civile dell’epoca degli scienziati e del primitivo welfare in Germania: (le grandi riforme sociali di Bismarck alla fine dell’Ottocento) un associazionismo che aveva coscienza della funzione sociale anche sul piano culturale e in tale ottica diveniva gradatamente vivaio ove si formavano le nuove generazioni del personale politico nazionale.

Così, in molti casi, gli esponenti delle nostre Associazioni erano chiamati a responsabilità politiche e di governo, ai vari livelli, locali e nazionali.

Le associazioni della proprietà edilizia, fra le prime, diventarono dunque la base per la formazione e la selezione della classe dirigente economica e politica del Paese; cerniera tra il pubblico ed il privato, tra società e Stato.

Vorrei aggiungere che le nostre organizzazioni, (forse perché rappresentanti una categoria economica che concentra il proprio interesse in investimenti intimamente radicati sul territorio) non hanno mai perseguito interessi contrastanti con l’interesse del Paese.

Anzi, spesso, la Proprietà edilizia è stata caricata di oneri di socialità impropri (quasi delle forme di tassazione indiretta: vincoli, blocchi, espropri, equo canone).

Essa, inoltre, ha assolto ad un altro compito sul piano sociale, in particolare in campo ambientale, soprattutto in questo momento storico.

La casa, l’immobile, infatti, restano uno dei pochi fattori territorializzanti nella vita moderna: in altri termini producono un radicamento terraneo, (così definito da Massimo Cacciari nella sua monografia “La città”) cioè un attaccamento al territorio.

L’interesse dei cittadini alla prosperità del territorio in un’epoca in cui stiamo assistendo a tutta una serie di fenomeni deterritorializzanti (quali i processi di ristrutturazione – innovazione tecnologica – terziarizzazione – finanziarizzazione – internazionalizzazione) e di delocalizzazione di attività e funzioni con abbandono del territorio, la casa continua a mantenere la sua funzione di presidio del territorio e di fattore di tutela ambientale.

P.G.T. ed Expo 2015 non possono dunque non trovare nella proprietà edilizia di Pavia un interlocutore interessato, collaborativo e propositivo, dal punto di vista, non solo edilizio, ma anche e soprattutto culturale e morale.

www.assoedilizia.com