Assoedilizia riceve dall’Ing. Federico Falck l’articolo che viene pubblicato

Parlare di riscaldamento del pianeta può sembrare paradossale mentre stiamo vivendo giorni di freddo intensissimo.

L’aumento della concentrazione della C02 nell’atmosfera è però un dato reale e che questo trend di crescita si è intensificato negli anni dall’inizio dell’età dell’industrializzazione è un altro fatto, che l’anidride carbonica sia un gas serra è incontrovertibile.

I trend climatici in discesa e in salita sono sempre esistiti nella storia della Terra ma il trend di riscaldamento degli ultimi 20 anni è molto più rapido di tutte le variazioni climatiche avvenute nei secoli.

Vorrei attirare l’attenzione poi su quanto sta accadendo tra Ucraina- Russia ed Europa.

La sicurezza energetica è alla base dell’indipendenza economica e politica di ogni nazione.

La dipendenza troppo forte dalle importazioni dall’estero, soprattutto da paesi non democratici come sono la maggioranza dei paesi produttori di combustibili fossili, o la mancata diversificazione delle fonti energetiche, come è il caso dell’Italia con la dipendenza altissima dal gas, sono rischi troppo pesanti per qualunque paese e in particolare per l’Italia che in passato ha fatto scelte non lungimiranti, come l’abbandono del nucleare e le forti resistenze all’utilizzo del carbone. Per non parlare delle forti resistenze che trovano anche le energie rinnovabili.

Da tutto ciò discendono 5 linee guida:

– i cambiamenti climatici e ambientali e una maggiore attenzione del pubblico sta attirando interesse e investimenti nelle tecnologie rinnovabili.

– i protocolli e gli accordi inrternazionali sul clima obbligano le nazioni ad agire e a rispondere ai timori ambientali:

Gli obbiettivi e i meccanismi contenuti in questi documenti promuovono lo sviluppo di sistemi energetici a basso impatto ambientale;

– sicurezza energetica in relazione all’approvvigionamento, le energie rinnovabili (vento, solare, waste to energy, biomasse) usano esclusivamente fonti indigene;

– la riduzione dei costi d’investimento e i miglioramenti nell’efficienza e nelle rese delle energie rinnovabili le rendono sempre più competitive a livello industriale;

– il risultato dei punti precedenti spinge i governi di tutto il mondo a sviluppare, a mettere in atto politiche e programmi d’incentivazione per promuoverle.

Fatta questa premessa generale parliamo dell’energia solare, settore che si sta sviluppando rapidamente in termini di riduzione di costi di produzione dei pannelli, quindi d’investimento.

Settore nel quale si sta investendo in ricerca per migliorare l’efficienza dei sistemi di generazione (essi sono di differenti tipi: fotovoltaico a pannelli di silicio mono, policristallino e a film sottile, con supporto fisso, mono asse, a doppio asse e con lente a concentrazione) e per aumentare il numero di ore produttive con sistemi di specchi a concentrazione su liquidi che possano immagazzinare calore e poi cederlo a una caldaia per generare vapore per una turbina a vapore.

Questi ultimi sistemi, che permettono impianti con grosse potenre, sono ancora in via di sperimentazione per ridurre l’ingombro degli impianti a livello di occupazione di terreno e per trovare liquidi efficienti e compatibili con l’ambiente.

Il solare sta percorrendo lo stesso cammino di ricerca e sperimentazione, già percorso dall’eolico on shore (il più diffuso attualmente tra le energie rinnovabili), che dal punto di vista tecnologico è arrivato alla maturità.

Per arrivare a essere un’industria matura, però, ha bisogno di grossi investimenti in ricerca per arrivare in breve allo sviluppo di impianti di grandi dimensioni (dal MW in su) da parte di operatori industriali, mentre si assiste a investimenti spezzettati a uso domestico.

Vorrei terminare dicendo che l’Italia, forte nel manifatturiero, ha nel solare una grande opportunità di creare una filiera industriale “virtuosa”, cioè dalla produzione dei sistemi di generazione all’installazione nel proprio territorio di sistemi produttivi di dimensioni industriali (sopra il MW) sopratttutto nelle regioni meridionali, più assolate, della penisola.

Danimarca, Germania e Spagna, avendo capito in anticipo l’importanza prospettica dell’eolico ed essendo paesi ventosi, sono riusciti a creare tale filiera nell’eolico ed esportano nel mondo le loro tecnologie sotto forma d’impianti.

Hanno attuato una lungimirante politica industriale con il risultato di essere forti in un manifatturiero che può resistere alle delocalizzazioni.


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