Archivio per maggio 2009

30 maggio ore 17 – Inaugurazione mostra Josine Dupont- Genova, Satura

maggio 25, 2009

SATURA associazione culturale centro per la promozione e la diffusione delle arti
piazza Stella 5/1, 16123 Genova tel/fax: 010.246.82.84 // 010.66.29.17 cell. 338.291.62.43
e-mail: info@satura.it http:// http://www.satura.it

COMUNICATO STAMPA

Sabato 30 Maggio 2009 ore 17:00
sala maggiore – inaugurazione

JOSINE DUPONT

mostra personale
a cura di Raimondi Sirotti

aperta fino al 17 giugno 2009
dal martedì al sabato ore 16:00 – 19:00
chiuso lunedì e festivo

Genova, SATURA Associazione Culturale

Già nel 2006 ebbi modo di scrivere come per Josine Dupont vi fosse, pur di fronte ad una chiara pittura di paesaggio, “il rifiuto della definizione descritta” portando il suo lavoro verso una visione personale e quindi “diversa”, fatta di una serie di tocchi lievi e veloci, una pittura, quindi, dove il nitido si sfocava, liberandosi poeticamente dai contorni rigidi e definiti. Tutto questo a vantaggio del crearsi di atmosfere non solo ambientali, ma maturate nel mondo dell’emozione. Nel suo più recente lavoro si sente, viva, un’ulteriore presa di distanza dal “descritto”, quasi vi fosse in Josine una sorta di insoddisfazione nei confronti di una mimesi che non soddisfa più il suo desiderio di uscire allo scoperto con macchie e gesti. E qui, ovviamente, avviene il mutarsi inevitabile di una tecnica pittorica che si avvicina, ora, ad una pratica gestuale, fatta però di macchie mai abbandonate a se stesse, ma sempre riconducibili all’identificazione dell’immagine. Un’immagine che continua ad esplorare il mondo della figura come ricerca, con una carica di umanità sempre presente nel lavoro di Josine Dupont.
Ora, poi, questa esplorazione ha iniziato una nuova avventura, portata a scavare con grande curiosità in alcuni dipinti del passato utilizzando la stessa procedura pittorica attuata sulla figura dal vero. Ne risultano soluzioni di grande interesse, che comunicano con un linguaggio vivo ed attuale e permettono, anzi inducono, a riappropriarsi dell’immagine originaria con una nuova forma di lettura.

Incontro sul tema “Clima. Vera emergenza o nessuna emergenza?”

maggio 22, 2009

Assoedilizia e Brioschi Editore, con il patrocinio di INSTAT –
Istituto Nazionale di Studio e di Tutela dell’Ambiente e del
Territorio, organizzano un Incontro sul tema “Clima. Vera emergenza o nessuna emergenza?” Martedì 9 giugno ore 18,00 nella Sala Conferenze di Assoedilizia, I° piano di via Meravigli 3, Milano.

Verranno presentati due volumi che trattano tesi contrapposte. Secondo lord Nicholas Stern, economista inglese autore del celebre rapporto Stern e autore del libro “Clima, è vera emergenza”, si impone un radicale mutamento dello stile di vita per evitare che la crescita incontrollata dell’attività industriale porti il mondo al riscaldamento globale con esiti catastrofici. Ribatte il connazionale Nigel Lawson, anche lui lord, già segretario di Stato e autore di “Nessuna emergenza clima”: l’intervento dell’uomo influisce ben poco sull’innalzamento della temperatura che sarà comunque di misura molto limitata.

Introdotti dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e dall’editore Francesco Brioschi due studiosi autorevoli – Giuseppe Orombelli, Università Milano Bicocca e Pippo Ranci, Università Cattolica – analizzeranno senza preconcetti ideologici le opposte tesi. Queste, in sintesi, le rispettive opinioni.

Orombelli – Il clima è soggetto a continui cambiamenti di diversa ampiezza e scala temporale. Da oltre un secolo il clima terrestre mostra una tendenza al riscaldamento, interrotta da ripetute oscillazioni della durata di pochi anni – pochi decenni. Nell’ultimo trentennio il riscaldamento climatico si è accentuato e la temperatura media annua globale è aumentata di quasi mezzo grado °C: nove degli ultimi 10 anni (1999-2008), sono stati i più caldi dal 1850. L’aumento della temperatura non è stato uniforme, ma variabile regionalmente, in generale più accentuato nelle aree continentali e minore in quelle oceaniche. Nell’ultimo trentennio cambiamenti si sono prodotti anche nel ciclo idrologico, con un aumento del vapor d’acqua atmosferico e variazioni nella distribuzione spaziale e stagionale delle precipitazioni. La concentrazione di alcuni gas con effetto serra è
aumentata: in particolare CO2 e metano, immessi in atmosfera dalle attività umane, hanno raggiunto valori non mai posseduti nell’ultimo milione di anni. Anche il particolato atmosferico è aumentato, con effetti climatici contrastanti. In conseguenza del riscaldamento climatico l’estensione del manto nevoso, i ghiacci marini artici ed i ghiacciai montani si vanno contraendo. Vi è generale consenso, tra i ricercatori del settore, che le modificazioni prodotte dall’uomo, sommandosi alle cause naturali, siano in parte responsabili del cambiamento climatico in atto. Poiché le simulazioni mediante modelli, malgrado la loro incertezza, configurano per il futuro un ulteriore riscaldamento globale, se le immissioni umane in atmosfera continueranno e si accresceranno, è urgente riorientare la politica energetica e, più in generale, il modello di vita (dalla casa, alla mobilità, all’uso del territorio) verso forme più responsabili ed attente agli equilibri della natura.

Ranci – La domanda che ormai (finalmente) molti si pongono è se vi sia veramente un problema di riscaldamento globale. Siamo bombardati da evidenze e ragionamenti contrastanti, turbati da affermazioni apodittiche di segno opposto.

L’editore Brioschi ha pubblicato simultaneamente i due libri facilitando il confronto e i formarsi di opinioni probabilmente sempre diverse, ma ragionevolmente fondate. Conferma così una linea editoriale di diffusione di idee complesse con testi chiari e leggibili e di contributo ad abbattere le barriere ideologiche.

Stern e Lawson possono essere letti in parallelo, immaginando un dialogo.

Stern afferma: pur se ci sono evidenze contrastanti a livello locale e oscillazioni di breve periodo, la tendenza di medio periodo della temperatura media terrestre è chiaramente al rialzo.

Lawson dice che l’evidenza è ancora incerta.

Stern chiarisce il gioco tra flussi e concentrazione: l’aumento della temperatura deriva dalla concentrazione di gas di serra nell’atmosfera; la concentrazione cresce se c’è un saldo positivo tra il flusso di emissioni e il flusso degli assorbimenti; l’attività umana ha alterato il saldo rendendolo fortemente e crescentemente positivo; quando la concentrazione sarà così elevata da provocare effetti devastanti sarà troppo tardi per reagire modificando i flussi fino a stabilizzare o far decrescere il livello di concentrazione.
Quindi è urgente muoversi ora.

Lawson dice che la prevenzione costa troppo, costa meno aspettare il danno e provvedere ai necessari adattamenti.

Stern mostra che costa meno cominciare ad agire subito.

C’è anche un aspetto etico: i danni colpiranno prevalentemente e duramente popolazioni povere, che non avranno contribuito a determinarli.

La tempistica è decisiva. Ad esempio, si possono ridurre le emissioni migliorando la qualità degli edifici e per contro accrescere gli assorbimenti arrestando la deforestazione: operazioni che richiedono anni, durante i quali il flusso netto potrebbe solo ridursi gradualmente ma la concentrazione certo continuerebbe a salire.

Non c’è tempo da perdere né per le operazioni di prevenzione auspicate da Stern né per predisporre quelle previste da Lawson perché non c’è ormai dubbio che la prevenzione sarà tardiva e parziale e un adattamento sarà comunque necessario.

Produzione, ambiente, energia: l’agricoltura torna protagonista dell’economia mondiale

maggio 22, 2009

Incontro a Mezzana Bigli (Pavia) organizzato da Friend of the Contryside-meta e dall’Associazione Italiana delle Aziende Familiari
Milleduecento ettari circa di terra fertilissima e redditizia a cavallo delle province di Alessandria e di Pavia lungo il bellissimo Po, il fascino della pianura agricola e delle sue voci a poche decine di chilometri di autostrada dal rombo e dalla vita della metropoli. Che volere, che fare di più?
Ebbene, in questo periodo che vede l’attenzione concentrata sull’edificare quale mezzo per uscire dalla recessione, in questo angolo di Padania si è sviluppata una quantità stupefacente di attività che non solo si integrano perfettamente ma che offrono soluzioni le quali abbinano qualità della vita e sviluppo: agriturismo e agroindustria, pescicoltura, iniziative per il tempo libero, persino manifestazioni culturali (anche se tutto l’insieme è, in realtà, cultura). Mantenendo la funzione originaria che è quella di fornire beni alimentari di alta qualità.
L’Azienda agricola Federico Radice Fossati a Mezzana Bigli (Pavia) è stata insieme cornice e luogo ideali per l’incontro “La terra e i nuovi investimenti tra produzione, ambiente ed energia” organizzato da FCS META-Friends of the Contryside, l’organizzazione europea della proprietà rurale e da AIDAF-Associazione Italiana delle Aziende Familiari, che rappresenta il settore gestito a livello familiare. E’ stato un successo senza ombre, come ha confermato il sole di una magnifica giornata di avanzata primavera, con una partecipazione superiore alle previsioni. Tra i presenti, Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia; Bernardo Negri da Oleggio, vice presidente di Assoedilizia; Ugo Dozzio Cagnoni, presidente della Federazione Nazionale Proprietà Fondiaria e consigliere di Assoedilizia; Camillo Paveri Fontana, presidente dell’ Associazione Dimore Storiche Lombardia; Giuseppe Barbiano di Belgiojoso, consigliere di Assoedilizia; Paolo Jacini, consigliere di Assoedilizia; Mario Cicogna Mozzoni, consigliere di Assoedilizia; Ferruccio Ferragamo; Luigi Della Beffa; Annibale Brivio Sforza; Mario Polelli, ordinario di Estimo all’Università degli Studi di Milano.
L’iniziativa, realizzata con il supporto della Commissione Europea – DG Ambiente, nasce dalla considerazione che la terra oggi è tornata ad assumere un ruolo centrale anche alla luce delle nuove opzioni che vengono assegnate al mondo rurale.
Il settore primario rafforza la sua funzione di produzione di beni alimentari per quanto riguarda la sicurezza alimentare, sia in termini di produzioni di qualità legate al territorio, sia per l’esigenza di soddisfare il bisogno di milioni di persone sottoalimentate.
Nel contempo problematiche emergenti della nostra società come i cambiamenti climatici, l’approvvigionamento energetico, l’assetto idrogeologico, l’ambiente e il paesaggio, possono trovare nella terra risposte adeguate. Si prospetta dunque un quadro futuro dove i temi della produzione alimentare, della tutela dell’ ambiente e dell’ efficienza energetica devono essere affrontati con realismo e rigore scientifico per uno sviluppo sostenibile del nostro pianeta.
Di questi argomenti hanno parlato in una tavola rotonda, moderata da Francesco Brioschi Professore Ordinario di Economia e Finanza al Politecnico di Milano (“nel dopoguerra il mondo ha visto 4 o 5 crisi energetiche, tutte superate”) autorevoli relatori italiani ed europei con l’obiettivo di leggere il presente per delineare i possibili scenari futuri.
I lavori sono stati aperti dal Presidente onorario di AIDAF Mario Boselli – che ha sottolineato i valori della continuità familiare – e da Giuseppe Visconti, Presidente di FCS-META, secondo il quale il problema dei consumi alimentari e del loro continuo incremento per rispondere alla domanda di una popolazione sempre più vasta e bisognosa di cibo di maggior qualità, generi una costante incertezza con balzi paurosi dei prezzi di mercato. E’ indispensabile trovare un punto di equilibrio tra razionalità, scientificità e ricerca.
Dario Casati, Prorettore Vicario dell’Università degli Studi di Milano ha parlato sul tema “La terra tra produzione, ambiente ed energia: un’analisi economica”. Riferendosi alla recente vistosa altalena dei prezzi agricoli ha assicurato che la crisi è superata; ed anche se i fondi destinati dall’Europa all’agricoltura sono destinati a ridursi sempre più, il settore primario è in grado di trovare da solo grazie ad altre attività (agriturismo, agroindustria, associazione tra imprese) la possibilità di sopravvivere almeno discretamente.
Il Direttore Generale aggiunto alla DG Politica regionale della Commissione Europea, Michele Pasca-Raymondo, trattando delle relazioni tra attività agricola e sviluppo sostenibile del territorio, ha rilevato che al calo programmato dei contributi PAC corrisponde un incremento dei contributi per le pmi che possono trovare, proprio sui terreni agricoli, la possibilità di espandersi. Come avviene, ad esempio, nei dintorni di Ginevra con la localizzazione di attività imprenditoriali nelle cascine andate in disuso.
Robert Flies, Consigliere della DG Ambiente della Commissione Europea – tema “Integrazione degli interessi ambientali nella gestione della terra” – ha rilevato il falso problema dell’antagonismo tra sviluppo economico e protezione dell’ambiente. In realtà le due esigenze possono benissimo convivere, anzi integrarsi attraverso ecosistemi protetti non contro l’uomo ma con l’uomo.
Alessandro Ortis, Presidente dell’ Autorità per l’energia elettrica e il gas si è soffermato sulle questioni energetiche per quanto riguarda i consumi e le fonti alternative, riassumendo in sette punti la leva per uscire dalla recessione. Inoltre si è soffermato sul noto obiettivo UE cosiddetto 20-20-20 (entro il 2020 riduzione del 20% dell’anidride carbonica principale causa del riscaldamento terrestre e obiettivo del 20% delle energie rinnovabili) specificando che un problema globale come il clima esige una soluzione globale (non, ad esempio, solo continentale).
Romano De Vivo, della Syngenta, ha parlato di “Scienza e tecnologia in agricoltura” . Con l’aumento previsto nei prossimi decenni del 50% di consumo alimentare, e con la possibilità di aumentare non di molto la superficie attuale destinata all’agricoltura (1,5 miliardi ettari), la soluzione va trovata nel maggior rendimento della superficie disponibile con le nuove tecnologie. Che hanno consentito, ogm compresi, di triplicare in 50 anni la produzione di frumento e di quasi raddoppiare quella di mais.
Federico Radice Fossati, imprenditore agricolo, ha illustrato ciò che ha realizzato nella sua azienda dal punto di vista agricolo, ambientale ed energetico: che traduce nel concreto i temi dibattuti nell’incontro di Mezzana Bigli. E’ seguita la visita all’azienda e all’impianto Oxem di biodiesel recentemente inaugurato. Con una produzione di 200.000 tonnellate/anno di olio di colza è il più grande stabilimento in Italia e uno dei primi nel mondo. La colza viene coltivata prevalentemente in Romania e in Burkina Faso, e l’olio ottenuto trattato nello stabilimento Oxem e convogliato con un oleodotto nella vicina raffineria Eni di Sannazzaro dove viene miscelato nella proporzione indicata dalle normative comunitarie (5%) all’idrocarburo minerale per ottenere un gasolio “pulito”. Industria e agricoltura alleate per una migliore qualità della vita.

www.energiaedambiente.wordpress.com

International convention “Internationalisation and innovation for teaching – 8 giugno 2009 Politecnico di Milano

maggio 22, 2009

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Incontro: Clima. Vera emergenza o nessuna emergenza? – 9 giugno 2009 ore 18 – Assoedilizia

maggio 20, 2009

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www.assoedilizia.com

Evento: Brianza on the Move

maggio 20, 2009

Luogo e data di svolgimento: Piazza Cambiaghi, Monza; lunedì 18 e martedì 19 maggio 2009

Riconoscendo al tema della mobilità e delle reti infrastrutturali un ruolo prioritario per lo sviluppo del territorio della Brianza nelle sue diverse espressioni, sociale, economica-imprenditoriale, turistica la Camera di commercio di Monza e Brianza ha deciso di promuovere l’evento “Brianza on the move. Gli stati generali sulla mobilità nella nuova Provincia.”
Il progetto si propone di analizzare la situazione attuale in Brianza dei settori del turismo, della viabilità, delle infrastrutture, dei trasporti, dell’immobiliare, mettendone a fuoco le esigenze per promuoverne lo sviluppo.
L’evento si svolgerà in due giornate, lunedì 18 e martedì 19 maggio, a partire dalla ore 9.00 articolandosi in due conferenze istituzionali, con invitati i rappresentanti della Regione, della Provincia, dei Comuni e della Camera di commercio, e in alcuni workshop tematici pomeridiani con interventi slot che cercheranno di affrontare tutti gli aspetti di una problematica così complessa.
Parteciperanno tra gli altri
NORBERTO ACHILLE presidente Ferrovie Nord Milano
DARIO ALLEVI vicesindaco di Monza
PIERO BASSETTI presidente dell’associazione Globus et Locus
FRANCESCO BETTONI presidente BRE.BE.MI
GIUSEPPE BONOMI presidente SEA
MICHELA VITTORIA BRAMBILLA Ministro del Turismo
PAOLO BRAMBILLA sindaco di Vimercate
ROBERTO CASTELLI Sottosegretario alle infrastrutture
RAFFAELE CATTANEO assessore Trasporti e Infrastrutture Regione Lombardia
PAOLO GARGANTINI assessore attività produttive Comune di Monza
ANNA GERVASONI direttore generale di Aifi
VALENTINO GIAMBELLI consigliere Camera di commercio di Monza e Brianza e vice presidente Assimpredil Lombardia
MAURIZIO LUPI Vicepresidente Camera dei Deputati
MARCO MARIANI sindaco Comune di Monza
PIERLUIGI PARAGONE Vicedirettore Libero
GIGI PONTI assessore attuazione provincia Monza e Brianza Provincia
MARCO PONTI professore ordinario Politecnico
CARLO SANGALLI presidente della Camera di commercio di Milano
ELISABETTA SOGLIO giornalista Corriere della Sera
FABIO TERRAGNI presidente di Autostrada Pedemontana
CARLO EDOARDO VALLI presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza e Associazione Industriali Monza e Brianza
CLAUDIO VIGANO’ Presidente della Sias Autodromo Nazionale Monza
MASSIMO ZANELLO assessore alle culture, identità, autonomie della Lombardia

La partecipazione è gratuita.
Per maggiori informazioni e per confermare le vostra adesione potete contattare i numeri di telefono 039.2807471 – 039.2807511 oppure potete confermare la vostra adesione tramite l’indirizzo mail eventi@mb.camcom.it
PRIVACY
Informativa ai sensi dell’art. 13 del DLGS 196/03
Si informa che i dati personali forniti a questa Camera saranno oggetto di trattamento manuale o a mezzo di sistemi informatici nel pieno rispetto delle norme indicate nel dlgs 196/03, per attività di studio, ricerca, ed elaborazione statistiche). Il conferimento è facoltativo. I dati verranno trattati in forma anonima e solo in tale forma saranno diffusi agli organi di stampa e sul sito della Camera di commercio di Monza e Brianza. I diritti che potranno essere esercitati in merito all’aggiornamento, alla modifica e alla cancellazione dei dati, sono quelli di cui all’art. 7 del dlgs 196/03. Titolare dei dati è la Camera di Commercio di Monza e Brianza – piazza Cambiaghi 9 – 20052 Monza.

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Convegno “Progettare l’edificio tecnologico” 22 maggio ore 9,30

maggio 19, 2009

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“L’Orticola che passione” di Antonio Piva

maggio 19, 2009

Anche quest’anno non potevo mancare a una visita ai giardini di via Palestro che si trasformano per qualche giorno per la festa della primavera, dei fiori e delle occasioni di rinnovare o integrare terrazzi e balconi. L’anno passato avevo notato le segali inconfondibili della decadenza della manifestazione cui i milanesi si sono affezionati ed ero rimasto deluso dalle stesse persone che sostengono l’iniziativa e che avevano concesso al degrado di dar prova della sua forza entrata pure nella roccaforte del bon ton, della tradizione che si rispetta e si ama e di quell’ambiente riservato ed elegante che resiste a tutto senza darlo a vedere.

Quest’anno lo spazio dedicato alla manifestazione si è esteso e dava l’impressione di aver ricuperato un nuovo vigore. L’affollamento del pubblico attorno alle rose, alle idrangee, alle piante officinali e a ogni meraviglia che sprigiona la più piccola genziana e il fragile stelo del prezzemolo che, trovato lì, assume una nobiltà diversa, stava a indicare che la passione per le piante non si è spenta e che, se l’occasione c’è, i milanesi si attivano e partecipano con passione. Se la qualità c’è, il passa parola è immediato e anche la domenica successiva all’apertura riservata ai molti associati, presentava presenze molto articolate. Intere famiglie giovani, vecchi signori e signore dall’incedere lento e attento, manifestavano un interesse che era bello da cogliere come fosse un fiore di questa città. Tra le piante qualche gazebo con arredi vecchi da giardino o leccornie di cui è impossibile mettere in dubbio la perfezione della preparazione.

Il giardino rende schiavi molti di noi che, avendo ridotto per economia la collaborazione dei giardinieri, è molto attento alle proposte che possono ridurre la fatica della manutenzione senza perdita del piacere della contemplazione. La pianta sana e robusta è alla base della ricerca come pure, dopo anni di siccità, quella che non soffre se non piove quasi tutti i giorni, perché in alcune zone lombarde sono vietati gli impianti d’irrigazione e la pianta si deve accontentare di quello che passa la natura e di quello che puoi dare tu nei fine settimana.

Non vi è un vero percorso da fare tra le offerte ma, qualche volta calpestando un po’ di prato, ne raggiungi un0 nuovo che propone alla tua attenzione “un viaggio alla scoperta delle origini della musica e degli strumenti musicali”. Il responsabile della proposta è un giovane, Daniele Delfino, con cui scambio alcune riflessioni sui materiali che espone: conchiglie, noci, selci, sassi, flauti, sonagli, fischietti, piume, canne e alcune ossa che, mi dice, riproducono strumenti di suono dell’uomo della preistoria. M’invita a un piccolo concerto cui partecipo per poter ascoltare i suoni degli oggetti sonori. In breve tempo sono circondato da bambini, genitori, nonni e si crea “un approccio spontaneo artistico e creativo con il suono.” I destinatari di questo progetto sono gli alunni delle scuole materne, elementari e medie che potranno comprendere cosa nasconda la natura fragile e indifesa ma forte di quella poesia di cui è sempre ispiratrice.

A poca distanza fa bella mostra di sé un bestiario che proviene dallo Zimbabwe. Gli animali sono realizzati con materiali di riciclo: lattine, bulloni, tubi di ferro, fili di ferro, di tutto. Anche in questo settore regna un anomalo minimalismo civilissimo e poetico che ci dice come dal nulla si possa fare moltissimo. In poco tempo il bestiario esposto si assottiglia perché pochi resistono alla tentazione di portare a casa una rana o un uccellino che costano anche molto poco. E’ una bella mattina tiepida: mi siedo un attimo e penso che per l’anno venturo gli organizzatori potranno portare alcune migliorie: sostituire la rete di recinzione degli spazi destinati alla manifestazione con qualcosa di più decoroso, prevedere un percorso agevole e chiedere agli espositori di lasciarsi coordinare da qualcuno che dia maggior ordine agli spazi. Pochissime cose che equivalgono a portare il nodo della cravatta aderente al colletto.

da www.arcipelagomilano.org

Ente Case Genovesato del Levante: Incontro “Liguria da riscoprire” – 21 maggio ore 18,30

maggio 19, 2009

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Assoedilizia riceve dall’Ing. Federico Falck l’articolo che viene pubblicato

maggio 19, 2009

Parlare di riscaldamento del pianeta può sembrare paradossale mentre stiamo vivendo giorni di freddo intensissimo.

L’aumento della concentrazione della C02 nell’atmosfera è però un dato reale e che questo trend di crescita si è intensificato negli anni dall’inizio dell’età dell’industrializzazione è un altro fatto, che l’anidride carbonica sia un gas serra è incontrovertibile.

I trend climatici in discesa e in salita sono sempre esistiti nella storia della Terra ma il trend di riscaldamento degli ultimi 20 anni è molto più rapido di tutte le variazioni climatiche avvenute nei secoli.

Vorrei attirare l’attenzione poi su quanto sta accadendo tra Ucraina- Russia ed Europa.

La sicurezza energetica è alla base dell’indipendenza economica e politica di ogni nazione.

La dipendenza troppo forte dalle importazioni dall’estero, soprattutto da paesi non democratici come sono la maggioranza dei paesi produttori di combustibili fossili, o la mancata diversificazione delle fonti energetiche, come è il caso dell’Italia con la dipendenza altissima dal gas, sono rischi troppo pesanti per qualunque paese e in particolare per l’Italia che in passato ha fatto scelte non lungimiranti, come l’abbandono del nucleare e le forti resistenze all’utilizzo del carbone. Per non parlare delle forti resistenze che trovano anche le energie rinnovabili.

Da tutto ciò discendono 5 linee guida:

– i cambiamenti climatici e ambientali e una maggiore attenzione del pubblico sta attirando interesse e investimenti nelle tecnologie rinnovabili.

– i protocolli e gli accordi inrternazionali sul clima obbligano le nazioni ad agire e a rispondere ai timori ambientali:

Gli obbiettivi e i meccanismi contenuti in questi documenti promuovono lo sviluppo di sistemi energetici a basso impatto ambientale;

– sicurezza energetica in relazione all’approvvigionamento, le energie rinnovabili (vento, solare, waste to energy, biomasse) usano esclusivamente fonti indigene;

– la riduzione dei costi d’investimento e i miglioramenti nell’efficienza e nelle rese delle energie rinnovabili le rendono sempre più competitive a livello industriale;

– il risultato dei punti precedenti spinge i governi di tutto il mondo a sviluppare, a mettere in atto politiche e programmi d’incentivazione per promuoverle.

Fatta questa premessa generale parliamo dell’energia solare, settore che si sta sviluppando rapidamente in termini di riduzione di costi di produzione dei pannelli, quindi d’investimento.

Settore nel quale si sta investendo in ricerca per migliorare l’efficienza dei sistemi di generazione (essi sono di differenti tipi: fotovoltaico a pannelli di silicio mono, policristallino e a film sottile, con supporto fisso, mono asse, a doppio asse e con lente a concentrazione) e per aumentare il numero di ore produttive con sistemi di specchi a concentrazione su liquidi che possano immagazzinare calore e poi cederlo a una caldaia per generare vapore per una turbina a vapore.

Questi ultimi sistemi, che permettono impianti con grosse potenre, sono ancora in via di sperimentazione per ridurre l’ingombro degli impianti a livello di occupazione di terreno e per trovare liquidi efficienti e compatibili con l’ambiente.

Il solare sta percorrendo lo stesso cammino di ricerca e sperimentazione, già percorso dall’eolico on shore (il più diffuso attualmente tra le energie rinnovabili), che dal punto di vista tecnologico è arrivato alla maturità.

Per arrivare a essere un’industria matura, però, ha bisogno di grossi investimenti in ricerca per arrivare in breve allo sviluppo di impianti di grandi dimensioni (dal MW in su) da parte di operatori industriali, mentre si assiste a investimenti spezzettati a uso domestico.

Vorrei terminare dicendo che l’Italia, forte nel manifatturiero, ha nel solare una grande opportunità di creare una filiera industriale “virtuosa”, cioè dalla produzione dei sistemi di generazione all’installazione nel proprio territorio di sistemi produttivi di dimensioni industriali (sopra il MW) sopratttutto nelle regioni meridionali, più assolate, della penisola.

Danimarca, Germania e Spagna, avendo capito in anticipo l’importanza prospettica dell’eolico ed essendo paesi ventosi, sono riusciti a creare tale filiera nell’eolico ed esportano nel mondo le loro tecnologie sotto forma d’impianti.

Hanno attuato una lungimirante politica industriale con il risultato di essere forti in un manifatturiero che può resistere alle delocalizzazioni.


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