Note su Stati Generali Expo 2015

Nel corso del  meeting dell’economia tenuto da Ambrosetti  a Cernobbio nel 2007 sul tema “La città motore di crescita”, il business-guru Johnas Riddesträle appuntava la sua attenzione sul fatto che le città, per vincere la competizione internazionale che hanno di fronte, debbano essere i fattori di sogno, poli di immagine e di attrattività.

 Per raggiungere tali obiettivi EXPO 2015 è, per Milano, occasione irripetibile.

 Essa – come tutti affermano a parole –  non deve esaurire i suoi effetti alla chiusura dei battenti del semestre espositivo (quel fatidico 31 ottobre 2015), che le opere strutturali realizzate non debbono rimanere come cattedrali nel deserto, inutilizzate e sterili.

Ma il problema non è solo quello di realizzare infrastrutture e gestire l’evento in sé dal punto di vista dei flussi turistici e di visitatori.

È soprattutto quello di propiziare e favorire investimenti privati in grado di raccogliere con continuità nel tempo le ricadute positive che,  sul piano economico, sociale e culturale si possano generare da questo evento.

 A differenza di quanto accaduto in occasione di altre Expo ( vedi Siviglia) nell’area lombarda siamo gia’ in presenza di un  collaudato “universo” di attivita’ e funzioni, che rispondono, a livello di sistema, alle sollecitazioni positive che possano derivare da questo evento : il quale deve avere, in principalità, il fine di promuovere il territorio.

 Molte sono infatti le eccellenze e le specificità di Milano per ospitare adeguatamente l’Expo 2015 (i poli sanitario, universitario culturale, scientifico-tecnologico e artistico e finanziario commerciale, i beni culturali, la moda ed il design, la tradizione enogastronomica ed i centri di scienza e di produzione alimentare, l’attrattività dell’ambiente storico-urbano e dei luoghi naturali milanesi e lombardi).

Si tratta dunque di perfezionare la capacità di risposta di questo sistema, cercando di individuare gli ambiti ed i settori da sviluppare e promuovere prioritariamente.

 Ma c’è di più. L’Expo 2015 è l’occasione storica per Milano di recuperare il ruolo ed il compito di capitale morale del Paese.

Quel ruolo anche e soprattutto di impegno civile e di responsabilità sociale e democratica conquistato lungo tutto il secolo scorso, ad iniziare dalla Esposizione internazionale del 1906.

  Un ruolo che, per la verità, non è mai venuto meno nel campo del lavoro e dell’economia, considerato peraltro che Milano e la Lombardia continuano ad essere il motore d’Italia (basti pensare al residuo fiscale pro capite che è di 3.200 euro moltiplicati per 10 milioni di abitanti) e rappresentano uno dei quattro motori d’Europa, come sono state definite le Regioni del Rhône-Alpes, della Catalogna, del Baden-Wuerttemberg e della Lombardia, appunto.

Un ruolo tuttavia che l’Italia non ci ha mai particolarmente aiutati a mantenere (anche nell’interesse dell’Italia stessa), visto che di tutti i grandi eventi internazionali che rafforzano la competitività realizzati nelle varie città italiane, negli ultimi vent’anni, non uno ha riguardato Milano, che non ha dunque beneficiato dei relativi investimenti.

 Molto dunque si deve ancora fare Milano, con la regione metropolitana di riferimento, per presentarsi adeguatamente al traguardo del 2015.

 Emblematici due temi: il settore della mobilità e dei trasporti; il settore della cultura e del turismo.

 Mobilità e trasporti – La Lombardia, che detiene il 50% dell’interscambio totale del Nord-Italia, nel confronto con le 132 principali regioni dei 5 paesi più importanti d’Europa, si colloca al 71° posto per dotazione ferroviaria ed al 91° per quella stradale.

 Nell’Italia stessa, la nostra Regione si situa al 14° posto nel rapporto Km / abitanti, quanto a rete stradale e ferroviaria”.

 In tale quadro, va tenuto presente il potenziamento del collegamento ferroviario con Lugano per consentire a Milano e alla Lombardia – e quindi all’intero Paese – di usufruire dei vantaggi del nuovo sistema di attraversamento alpino AlpTransit, che entrerà in funzione nel 2016.

 Cultura e turismo – Per ottenere risultati permanenti occorre una risposta di sistema da parte del bacino territoriale che gravita su Expo.

Gli ambiti pavese, milanese, varesino-comasco, e brianteo  sono in grado di fare sistema in un preciso settore economico, quello turistico-culturale: nel quale sussistono enormi potenzialità ancora inespresse, e dove non si è ancora sviluppata quella piena sinergia che è  condizione ineludibile per il comune, complessivo risultato.

 Assoedilizia si sta interessando da tempo per il varo di normative atte a favorire l’incremento della ricettività alberghiera – già ottimamente posizionata nella fascia alta – ma probabilmente carente per quanto riguarda la fascia media (alberghi a 2 e 3 stelle) per favorire il turismo di massa ed alimentare un grande polo turistico e culturale di eccellenza mondiale nel cuore della pianura padana.

  Questa sfida si vincerà solo sul piano della cultura, radicando al territorio una forte immagine culturale: in tal modo, la vasta regione milanese-pavese-lombarda può  diventare in campo turistico una regione-hub di prima grandezza a livello planetario. 

 Quale città presenteremo all’Expo 2015? Ai grandi progetti urbanistici strategici in via di attuazione, l’amministrazione comunale ha aggiunto proprio in questi giorni il Piano di Governo del Territorio.

 L’impulso alla vitalità di Milano che può derivare dall’Expo 2015 combinato con il P.G.T. può essere il volano per perseguire alcuni obiettivi molto importanti per la città ed il Territorio milanese.

Tra questi, un piano di sviluppo del comprensorio sulla base di poli e di direttrici condivise con la Provincia e con i Comuni dell’hinterland che permettano di portare a soluzione il grave problema della mobilità e dei trasporti dell’area e conseguentemente i problemi del pendolarismo; un sistema di interventi attraverso i quali il comprensorio milanese da centro di inquinamento, e di congestione, si trasformi gradatamente in polo virtuoso sul piano ambientale, ecologico ed energetico, modello per l’intero paese e catalizzatore di investimenti e di contribuzioni nazionali ( dal teleriscaldamento, alla doppia rete idrica, al miglioramento dello standard di risparmio energetico degli edifici, al concorso nella riduzione del debito per l’anidride carbonica): infine va completata una significativa dotazione pubblica di zone di pregio ambientale e paesaggistico (verde,  parchi, in tutta la cintura urbana) attraverso il meccanismo perequativo oculatamente gestito dal Comune in spirito di equità verso i portatori

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