Archivio per agosto 2009

Comunicato stampa Assoedilizia: Nuova rilevazione CESCAT-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia: Controesodo di fine agosto. Da lunedì in città il 95% della popolazione

agosto 29, 2009

Rientrano 300.000 romani, 250.000 milanesi, 170.000 torinesi,110.000 genovesi, 100.000 napoletani  
Con gli stranieri in viaggio ed i pendolari, oltre 13 milioni  di persone in movimento. 
I rientri a Bologna, Firenze e nelle principali città lombarde: Brescia, Monza, Bergamo, Como, Varese 
 – Potenziati treni e trasporti pubblici
 – Riaprono i negozi e i mercati diretti di prodotti alimentari, ma non tutte le aziende.
  Tra Piemonte e Lombardia 100.000 posti di lavoro a rischio – Colombo Clerici:  “Perché in agosto sempre più gente rimane  in città ”  

Roma/Milano, 29 agosto 2009 –  Controesodo di fine agosto dalle vacanze; tra oggi sabato 29  e domani domenica, anche se alcuni rientreranno il lunedì  (in alcune città molti esercizi commerciali riaprono il lunedì pomeriggio).

Secondo la nuova rilevazione del CESCAT-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia, nelle città italiane sarà presente il 95% degli abitanti; la restante parte prolungherà le vacanze fino alla vigilia della riapertura delle scuole.

 Rientrano 300.000 romani, 250.000 milanesi, 170.000 torinesi,110.000 genovesi, 100.000 napoletani, 70.000 bolognesi, 50.000 fiorentini, 35.000 bresciani, 25.000 monzesi e 20.000 bergamaschi, 15.000 comaschi e varesini.

Al traffico del rientro si sommerà quello dei turisti del sabato e della domenica e quello degli stranieri in transito per la coincidenza della rotazione del turno quindicinale di vacanza.

Per un totale di oltre 13 milioni  di persone in viaggio.

Sulle autostrade tuttavia non si prevedono situazioni di emergenza se non nel caso, che non è possibile prevedere, di gravi incidenti stradali.

 Parecchi vacanzieri infatti hanno diluito il rientro durante la settimana.

 Da lunedì 31 agosto quindi attività (quasi) a pieno ritmo:  potenziati, ad esempio, dopo la pausa di agosto i convogli ferroviari e i trasporti pubblici a Roma,  Milano, Torino e nelle altre grandi e piccole città, riaprono tutti i negozi e pure i mercati diretti di prodotti alimentari.

 Timori invece per la riapertura di parecchie aziende: si teme, in Lombardia e Piemonte, per 100.000 posti di lavoro.

 Il numero di partenze e presenze è stato sostanzialmente uguale a quello degli anni scorsi – anzi, in qualche località turistica si sono registrati segni positivi – anche se sono diminuiti i giorni di permanenza, confermando una tendenza iniziata lo scorso anno quando le vacanze brevi hanno superato, per la prima volta, le vacanze medie e lunghe: nel 2009, fino a 3 notti oltre il 51%, oltre 7 notti il 42%, oltre 22 notti 7%. Aumentato pure il pendolarismo (oltre 200.000 romani, 100.000 milanesi). In netto calo invece il giro d’affari, meno 15-18%.

 Più gente in città, quindi, nel mese di agosto. Il fenomeno ha diverse concause: difficoltà economiche, in qualche caso, scaglionamento delle ferie in altri periodi dell’anno, ma anche altri motivi che spiega il Presidente dell’AIAGA-Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi e di Assoedilizia-Cescat   avv. Achille Colombo Clerici:

 “Le vacanze agostane, tipicamente latine perché collocate nella tradizione delle antiche festività contadine che sancivano la fine dei lavori agricoli dell’anno (Feriae Augusti), sono diventate, soprattutto a cominciare dal secondo dopoguerra ed in concomitanza con l’esplosione dell’uso dell’automobile, il prevalente costume italico di “fare le ferie” per due fondamentali motivi: perché le città in quella stagione erano diventate vieppiù infuocate ed invivibili ( con conseguente svuotamento di attività, funzioni e servizi) anche a causa di una tipologia costruttiva edilizia che non metteva al riparo gli abitanti dalla calura estiva e  perché l’atmosfera che si respira d’agosto è quella tipica delle feste e quindi maggiormente induce ad abbandonare lavoro, occupazioni e casa.

 Sicché le nostre città si sono via via staccate dal costume delle altre città europee, dove vige l’usanza di diluire le vacanze in tutti i tre mesi estivi; svuotandosi sempre più in questo periodo.

Oggi, la tecnica costruttiva (isolamento termico, diffusione del condizionamento d’aria e maggiore possibilita’ di isolamento acustico), rende la casa ed i luoghi di lavoro più accoglienti di quelli esistenti negli anni del boom.

 E d’altra parte gli usi europei tendono ad informare sempre più  il comportamento dei nostri concittadini. Quindi le città gradatamente, in questi ultimi anni, hanno cominciato progressivamente ad esser più  popolate  nel mese d’agosto”.

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Comunicato stampa Assoedilizia: Botteghe, negozi storici. Milano: incostituzionali i vincoli di destinazione d’uso nel P.G.T. senza adeguati indennizzi ai proprietari degli immobili

agosto 29, 2009

Dal Corriere della Sera del 27 agosto 2009:
“Il Comune di Milano sta verificando se c’è  la possibilità di inserire nel P.G.T. (Piano di Governo del Territorio) vincoli di destinazione d’uso per gli edifici che ospitano le botteghe storiche.
Perché altro tipo di vincoli non ha funzionato: come quello della Sovrintendenza sugli arredi.”
 
Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Per affrontare compiutamente e con qualche probabilità di buon esito il problema dei negozi storici occorre avere presenti i termini della questione: interessi in gioco e dinamiche in grado di generare il fenomeno.

Gli interessi sono di tre ordini:

– A) quello collettivo-pubblico al mantenimento nella città di attività commerciali affascinanti e qualificanti sul piano culturale e storico.

Chi non ricorda i casi emblematici della nostra Milano? Il vecchio carbonaio in Via s. Maurilio, la bottega di cordami e granaglie in piazza S. Stefano.
E le mercerie oggi pressoché scomparse.

– B) quello degli esercenti le attività; che si trovano di fronte al dilemma di accettare “buonuscite” milionarie in euro (non previste da alcuna legge, ma che sono di prassi diffusissima nel settore) e di andarsene piantando baracca e burattini ovvero di tirare a campare continuando attività spesse volte antieconomiche.

– C) quello dei proprietari locatori dell’immobile che non devono e non possono subire vincoli autoritativi preordinati al mantenimento di attività che, se non sono convenienti per chi già le esercita, non si capisce come possano risultare tali per chi eventualmente subentra nella loro gestione.
 
In vero, non c’è attività commerciale diseconomica che possa esser mantenuta in vita “per decreto”.

Il problema della sopravvivenza dei negozi storici, nasce soprattutto  dal distorcente fenomeno delle “buonuscite”; cioè quei versamenti plurimilionari che intervengono o per compensare il commerciante che lascia liberi locali particolarmente appetiti sul piano dell’immagine o dell’indirizzo “griffato”; ovvero  all’atto della cessione del contratto di locazione insieme all’azienda o al ramo d’azienda e che incidono pesantissimamente, per anni ed anni, come una vera “ipoteca”, sulla gestione economica dell’azienda stessa cessionaria che prosegue nell’attività.

Un vero e proprio doppio dell’ affitto.

Altro che affitti commerciali cari!

Meccanismo di buonuscita al quale peraltro il proprietario locatore è completamente estraneo.

Gli affitti commerciali, è bene ricordarlo, sono protetti da meccanismi legislativi volti ad impedirne il rincaro alla scadenza contrattuale.  In sede di rinnovo del contratto, (dopo dodici anni di vigenza) i canoni possono sì essere aumentati; ma, se l’esercente non accetta, il proprietario gli deve un anno e mezzo del canone pattuito a titolo di indennità di avviamento.
 
Mentre l’offerta della “buonuscita” (peraltro soggetta ad un trattamento fiscale vantaggioso, per non dire dei casi di versamenti “ufficiosi”) a chi esercita un’attività commerciale, laboriosa e soggetta ad oneri amministrativi e tributari gravosi, da parte di operatori che spesso mirano ad acquisire punti commerciali strategici (“indirizzi griffati”) ai fini di un ritorno di immagine che surroghi la credibilità e la attrattività storica tanto premianti in certi settori; l’offerta di buonuscita dunque è in grado di minare qualsiasi resistenza e qualsiasi ragione affettiva di chi gestisce antiche attività, pur ricche di fascino e di tradizioni.        

E’ dunque sul meccanismo distorcente delle “buonuscite” che occorre incidere in prima istanza per impedire cessazioni di attività e trasformazioni di beni aziendali commerciali (anche aventi valore di beni culturali).         

Venendo poi al vincolo sull’immobile quale bene culturale (che il Comune di Milano vorrebbe introdurre con il P.G.T.) per mantenere l’attività, o eventualmente sull’insegna, sugli arredi del negozio e quant’altro, debbo dire che questa misura, come ha sancito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 94 del 2003 non può essere applicata tout court, perché si tradurrebbe in un vincolo espropriativo, non accompagnato da un adeguato indennizzo.
 Il che non è consentito nel nostro ordinamento giuridico; nel quale vige dunque il principio secondo cui, se il raggiungimento dell’interesse pubblico comporta il sacrificio di un diritto soggettivo di un privato, quest’ultimo va indennizzato.   

Il vincolo può esser conseguente solo al consenso del proprietario.

 In tal senso si è orientata la legge della Regione Lazio che ha altresì previsto un finanziamento regionale per chi richieda l’apposizione del vincolo stesso.”

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Comunicato stampa Assoedilizia: Capri. La Grotta Azzurra inquinata. Aiaga ed Assoedilizia sconcertate ed indignate

agosto 26, 2009

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia, presidente dell’ AIAGA Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi, Achille Colombo Clerici: 

“Questo fatto colpisce profondamente, uno dei luoghi simbolo del nostro turismo e l’immagine dell’Italia come luogo di bellezze naturalistiche e paesaggistiche incontaminate; e dà l’idea di un Paese, di un Meridione in preda ad interessi oscuri ed incontrollabili. 

Il danno che  deriva all’immagine turistica d’Italia è incalcolabile.

Ci auguriamo che in tempi strettissimi si possa far luce sull’episodio e che per il futuro si intensifichi la vigilanza affinché fatti di questo genere non abbiano a ripetersi.”

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Comunicato stampa Assoedilizia: Graffiti vandalici e processo per direttissima

agosto 25, 2009

Con riferimento al fermo, come riportato dalle agenzie di stampa, ed alla denuncia, in data odierna, da parte delle forze dell’ordine, dei tre writers che hanno insozzato le carrozze delle FNM, il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici dichiara: 

 “Con l’entrata in vigore delle nuove norme penali sul reato di imbrattamento di edifici e di mezzi di trasporto,per il quale sussiste la procedibiltà d’ufficio ed un aggravamento delle sanzioni, risulta più agevole e più severa la condanna di questi vandali.

Ci auguriamo che la magistratura ordinaria, in simili casi, ove ricorrano le condizioni, dia corso a processi per direttissima affinché la condanna penale intervenga in tempo reale anche ai fini della sua esemplarietà.”

 Il coordinatore dell’Ufficio studi di diritto penale di Assoedilizia avv.Niccolo’ Bertolini così sintetizza, in generale, i termini della questione:

“Quando il soggetto autore di reato viene tratto in arresto in flagranza di reato, il Pubblico Ministero può presentarlo, entro le successive quarantotto ore, direttamente al Giudice del dibattimento perché si proceda alla convalida dell’arresto ed al successivo giudizio di merito: si tratta del procedimento per direttissima.

Tale rito speciale può essere utilizzato anche nel caso della c.d. “quasi flagranza”: tale circostanza ricorre quando il soggetto non viene sorpreso nell’atto di commettere un reato, ma quando, subito dopo la commissione di un reato, egli è inseguito dalla Polizia Giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone, ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia evidente che lo stesso abbia commesso il reato immediatamente prima.”

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Comunicato stampa Assoedilizia: L’andamento della stagione turistica 2009. Reggono sostanzialmente partenze e presenze (-2,3%), in netto calo il fatturato

agosto 22, 2009

Colombo Clerici (Associazione Italiana Amici Grandi Alberghi): “In tempi di crisi e di posti di lavoro a rischio si impongono incentivi pubblici”

 Roma/Milano 22 agosto 2009 – Con l’80% degli italiani che entro lunedì saranno rientrati dalle vacanze il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia, in collaborazione con l’Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi, anticipa l’andamento della stagione turistica estiva 2009 che non verrà sostanzialmente modificato dall’attività del settore in settembre. In sostanza, si è evitato il crollo temuto durante i primi mesi dell’anno e si è confermata la tenuta (”solo” un meno 2,3%) almeno nel numero di partenze e presenze – con punte di eccellenza in Sicilia, Emilia-Romagna e Puglia e nella Liguria del Levante, ad esempio -, se non nel fatturato, che cala del 15%. “Ma – afferma il Presidente di Amici dei Grandi Alberghi avv. Achille Colombo Clerici – in tempi di crisi e di posti di lavoro a rischio; e se l’Italia vuole mantenere o migliorare la propria posizione internazionale scesa dal 1970 ad oggi dal primo al quinto posto nella classifica mondiale, occorre un deciso cambiamento di strategia, a cominciare da incentivi pubblici, come hanno già fatto i governi di Francia, Spagna, Grecia, Croazia e di altri Paesi. Seguono l’integrazione della politica per il turismo con quelle dei trasporti, dei beni culturali e dell’ambiente: nonché un coordinamento unico che superi la frammentazione di competenze tra Regioni e una miriade di strutture di promozione locale”.

L’estate 2009 è stata caratterizzata dal mantenimento di una tendenza in atto da anni: aumento delle vacanze brevi (fino a 3 notti, 49%) che già dallo scorso anno hanno percentualmente superato le vacanze lunghe oltre 7 notti (44%) mentre quelle molto lunghe (oltre 22 notti) sono state il 7%. I vacanzieri sono stati ospiti di parenti e amici  per il 33%, di alberghi (29%), di altre strutture (campeggi, agriturismo ecc., 14%), in seconde case di proprietà (13%), in camere e abitazioni d’affitto (11%). Per spostarsi oltre i due terzi (69%) hanno utilizzato l’auto, il 17% l’aereo, il 14% il treno.

Le mete. Il mare per il 64%, la montagna 15%, città d’arte 12% (tra queste Firenze soffre della “concorrenza” di Roma mentre Venezia perde qualche punto), laghi, campagna, terme 9% (in flessione). Preferite le coste tradizionali – Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Veneto – cui si aggiunge prepotentemente la Puglia con incrementi anche di oltre il doppio, rispetto allo scorso anno, in talune località -; in flessione la Campania e le isole del Golfo, resistono Sicilia e Sardegna. Per la Lombardia, discorso a parte: si colloca ai primi posti della classifica su base annua ma per il turismo d’affari, che pure ha ceduto oltre il 10%, pur mantenendo inalterata l’attrattività per quanto riguarda alcune zone dei Laghi e dei monti.

Italiani all’estero, calo del 5% circa. Mete preferite Francia, Spagna, Croazia, Grecia. Stranieri in Italia: alla diminuzione di Giapponesi, americani, russi, inglesi e dei cittadini dei Paesi dell’Est Europa con percentuali che vanno dall’11 al 20%, si contrappongono gli arrivi di austriaci e tedeschi (più 17%).

 Ma il turismo è un fenomeno complesso e, come un cristallo dalle mille facce, presenta mille dati diversi. Il più rilevante è che ad un aumento o a un mantenimento delle presenze non corrisponde necessariamente un aumento od un mantenimento del giro d’affari che calano, mediamente, del 15-18% rispetto al 2008 (viaggio, vitto, alloggio, divertimenti, spesa pro capite da 860 a 725 euro). Ne risentono particolarmente gli alberghi, nonostante abbiano abbassato le tariffe anche del 30%, e i tour operator. Migliaia i posti di lavoro a rischio (7% del totale) dopo il boom di assunzioni degli anni scorsi (oltre 150.000 unità in più rispetto al 2006).

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Lancio agenzia Omnimilano: Alberghi, estate meglio dei primi 6 mesi. Crolla turismo affari

agosto 22, 2009

(OMNIMILANO) Milano, 22 ago – La crisi economica danneggia il turismo a Milano, ma non in maniera eccessiva, almeno durante la stagione estiva. I colpi maggiori, infatti, li ha inflitti il turismo d’affari nei primi sei mesi dell’anno, come spiega Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Associazione Italiana Amici Grandi Alberghi. “Ad agosto ci sono stati più negozi aperti e un’attività culturale superiore a quella degli anni precedenti, anche se siamo ancora lontani dai ferragosto delle città europee. Le presenze legate al turismo culturale in estate tengono, e questo è un trend che continua da un po’, ma certamente non bastano a recuperare il calo causato dal turismo d’affari, che a Milano è quello prevalente e che da inizio anno ha visto una tendenza alla diminuzione delle presenze dell’8-10%, nonostante gli alberghi abbiano fatto sconti che, per i 5 stelle, arrivavano anche al 30% e per i 3 e 4 stelle si aggiravano intorno al 10-20%”.
“Siamo ancora in attesa dei dati finali per capire come sono andate le cose, ma la sensazione è che ci sia stata una flessione delle presenze, sicuramente inferiore a quella dei primi 6 mesi dell’anno, ma sostenuta da una diminuzione dei prezzi”, dice anche Alberto Sangregorio, presidente dell’Associazione Albergatori Milano. “Anche nella settimana di ferragosto non sembra ci fosse molta gente in giro. Questo non significa che i turisti stranieri disdegnino Milano, ma c’è una minor predisposizione alla spesa a livello globale e tendono a prevalere soggiorni in città più concentrati”.
La conferma che le cose non stiano andando malissimo, almeno in questi mesi estivi, arriva anche dall’ostello di Milano “Piero Rotta”. “In estate l’ostello lavora abbastanza bene, soprattutto con turisti giovani tra i 18 e i 28 anni che provengono da tutto il mondo”, spiegano gli operatori. “Un calo delle presenze c’è stato anche se, tenendo conto di quello che è il periodo, anche questa stagione sta andando bene. In questi giorni, per esempio, abbiamo circa 220 persone, che per noi vuol dire essere al completo”.

Milano sconta il fatto di non aver fatto valere per anni il proprio patrimonio artistico e culturale, pur essendo ai primi posti in Italia e, visto che il turismo prevalente è quello d’affari, oggi risentiamo della crisi in modo diretto”, spiega Colombo Clerici, indicando alcune delle strade percorribili perché Milano riesca a valorizzare una vocazione turistica ancora piuttosto debole. “Bisognerebbe, per prima cosa, far valere il nostro patrimonio artistico e culturale organizzando dei percorsi intorno alle offerte.
Andrebbe anche incentivata la ricettività degli alberghi di categoria medio-bassa. Noi abbiamo grandi alberghi a 4-5 stelle, ma bisogna puntare sui 2-3 stelle, che sono quelli che garantiscono i grandi flussi. E poi”, aggiunge, “servono accordi con i grandi tour operator internazionali. Qui un ruolo chiave dovrebbe giocarlo la compagnia aerea nazionale, che dovrebbe essere capace di propiziare accordi garantendo grandi flussi, ad esempio dai paesi orientali. Ma visto che purtroppo questo non accade, c’è bisogno di un lavoro di sinergia tra istituzioni milanesi e lombarde perché vadano in giro a conquistare i grandi flussi. Infine, c’è la grande chance dell’Expo, che dovremo sfruttare per promuovere il nostro territorio sul piano turistico in modo da garantire e stabilizzare per il futuro i flussi turistici”.
“Forse per il prossimo anno bisognerebbe prepararsi con più pubblicità”, dice anche Alberto Sangregorio dell’Associazione Albergatori Milano. “Ma bisogna capire che la programmazione turistica richiede tempi lunghi di almeno un anno, un anno e mezzo per raggiungere capillarmente tutti i target”, aggiunge. “Se poi si vuol far tutto in un paio di mesi, lo si può anche fare, ma il turismo è un prodotto che non si vende sul breve periodo. Per questo serve una pianificazione a lungo termine”.

Comunicato stampa Assoedilizia: Previsioni del CESCAT-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia – Controesodo: da lunedì città piene al 70-80%

agosto 21, 2009

Saranno 2.200.000 i romani, oltre 900.000 i milanesi, 650.000 i torinesi, quasi 300.000 i bolognesi e i fiorentini. I presenti nelle principali città lombarde (Brescia, Monza, Bergamo, Como, Varese)

Milano-Roma, 21 agosto 2009 – Primo massiccio controesodo dalle vacanze tra oggi venerdì 21 e lunedì 24 agosto, con la punta domani sabato 22: da lunedì pomeriggio (considerando che un certo numero di attività commerciali è chiuso la mattina) il CESCAT-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia prevede che saranno presenti 2.200.000 romani, oltre 900.000 milanesi, 650.000 torinesi, quasi 300.000 bolognesi e fiorentini con una percentuale sul totale della popolazione abituale che varia dal 70% all’80%. Per quanto riguarda le principali città lombarde: Brescia 145.000, Monza e Bergamo 90.000, Como e Varese 65.000. Con il prossimo week end del 29 e 30 agosto i presenti nelle città si aggireranno sul 95%.

Sulle autostrade non si prevedono situazioni di emergenza se non nel caso, che non è possibile calcolare, di gravi incidenti stradali. Parecchi vacanzieri infatti hanno diluito il rientro durante la settimana. Ecco comunque i punti dove sono quasi certi rallentamenti e code, oltre ovviamente ai caselli autostradali delle grandi città: Piacenza-bivio Autobrennero; Cassino-Roma; tratto marchigiano-abruzzese; Savona e Sestri-Genova-Milano; Savona-Torino; A26 dei Trafori; Brescia-Milano; Pisa-Firenze; Civitavecchia-Roma; Salerno-Caserta-Napoli; Chiasso-Lainate; alla dogana italo-svizzera e dai laghi; Tarvisio-Udine, dalla Slovenia e verso l’Austria; Belluno-Venezia; dalle località di montagna; traforo del Monte Bianco, in entrambe le direzioni; in concomitanza con gli orari dei traghetti dalla Sardegna, Corsica ed Elba, Sicilia.  

Al traffico del controesodo bisognerà aggiungere i numerosi pendolari della villeggiatura: oltre 200.000 romani, circa 100.000 milanesi.

La grande maggioranza rientra, ma un numero piuttosto consistente parte per la vacanza rafforzando una tendenza in atto ormai da parecchi anni. Il CESCAT calcola che dopo Ferragosto abbiano raggiunto o stiano raggiungendo le località turistiche circa 2 milioni di italiani.

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