Archivio per ottobre 2009

“Don Colmegna lancia gli Stati Generali sull`immigrazione” – articolo pubblicato su Il Corriere della Sera il 30.10.2009

ottobre 30, 2009

Solidarietà. Tre giorni di proposte alle istituzioni: “Niente buonismo ma accoglienza”

Don Colmegna lancia gli Stati Generali sull`immigrazione
E parte un blog per una “Milano sicura”

Un sito Internet per mettere insieme sicurezza e solidarietà.
Tre-giorni-tre di dibattiti, tipo “Stati Generali” sul tema. E naturalmente – ma per la prima volta a Milano – un blog. Per raccogliere quante più idee, proposte, esperienze, magari anche perplessità, paure e critiche possibili, da parte di chiunque voglia intervenire su un argomento-chiave oggi ovunque ma a Milano più che mai: immigrazione ma anche giustizia sociale, sicurezza ma anche accoglienza, legalità ma anche diritti umani. È questa l`idea di “Milano si-cura” ovvero “Dialoghi di riconciliazione”, lanciata ieri dalla Casa della Carità di don Virginio Colmegna ma già accolta da decine di enti e associazioni che vanno dalle Acli all`Assoedilizia, da Sant`Egidio alla Cgil, da Assolombarda alla Compagnia delle Opere. L`intento – spiega don Colmegna – è quello di chiamare a raccolta una “piazza virtuale” che grazie al blog già aperto sul sito ww.milanosi-cura.it possa “mettere in piedi la basi per un dialogo con istituzioni e associazioni di volontariato, città degli affari e dello sviluppo urbanistico”, in tema di “legalità, diritti, welfare, economia, povertà, cultura, sicurezza, privato sociale”. Il tutto sarà infine presentato alla città e discusso, tra il 19 e il 21 novembre, in una serie di dibattiti pubblici che si chiuderanno – questa  almeno è l`ambizione del progetto – con una rete di proposte concrete alle istituzioni locali. “Non all`insegna della polemica e dello scontro – insiste don Colmegna – come troppe volte avviene quando si toccano questi temi, ma in cerca di una collaborazione tra tutti per affrontare e risolvere i problemi”.
Un confronto con altre grandi città italiane ed europee, oggetto del volume Costruire cittadinanza curato dal sociologo Maurizio Ambrosini col contributo di Unidea-Unicredit Foundation  e presentato sempre ieri, testimonierebbe “che questa collaborazione se si vuole non solo è possibile ma garantisce infine, se i soggetti deboli vengono resi protagonisti del proprio reinserimento, risultati molto più validi rispetto a quelli del puro assistenzialismo”.
E don Colmegna ripete per la millesima volta: “La solidarietà non c`entra niente col buonismo. È legalità e giustizia insieme, a vantaggio di tutti”. Ripercorre esempi su cui raramente si accendono i riflettori, eppure non meno reali di altri. Per esempio il caso dei rom sgomberati a suo tempo da via San Dionigi, che allora lavoravano in nero nel trasporto-bancali: oggi grazie al percorso studiato coi volontari che li hanno seguiti sono una cooperativa regolare, che dà lavoro a il di loro con altrettanti contratti a tempo indeterminato.
Paolo Foschini

Corriere 30.10.09

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Assoedilizia informa – Dieci giovani progettisti d’impresa premiati al Politecnico di Milano

ottobre 29, 2009

DIECI GIOVANI PROGETTISTI D’IMPRESA PREMIATI AL POLITECNICO DI MILANO

Alla finale della VII edizione di Start Cup proposti anche due progetti per l’edilizia apprezzati da Assoedilizia, invitata all’evento. Ancora una generazione per formare una cultura imprenditoriale competitiva.

Benito Sicchiero

 Quanto è difficile, per i giovani, fare impresa in Italia? (non, ad esempio, aprire una pizzeria o un outlet, ma proprio un’impresa dotata di tecnologia, piccola o grande). E’ molto difficile. Sia perché esistono pochi “incubatori”, cioè strutture di ricerca universitarie in grado di tradurre un’invenzione o un brevetto, in produzione; sia perché, una volta che questo avvenga, non si trovano risorse per la produzione stessa, la distribuzione, l’internazionalizzazione; sia, soprattutto, per motivi culturali.  I due terzi dei laureati provengono da famiglie prive di questo titolo di studio. I giovani che hanno conquistato il “pezzo di carta” non possono certo aver acquistato dalla famiglia di modesto censo anche quel mix di conoscenza, relazioni, spirito imprenditoriale fondamentali per presentarsi con speranza di successo nel mondo del terziario avanzato. In prevalenza saranno solo buoni esecutori. Il cambiamento avverrà con la prossima generazione, con i figli dei laureati di oggi, anche se si presentano già segnali positivi da parte di quel 20% di giovani che hanno fatto, sia pure solo attraverso l’Erasmus, esperienza all’estero.

E’ una delle più interessanti considerazioni – proposta dal rettore Giulio Ballio – emerse alla finale della VII edizione della Start Cup Milano Lombardia al Politecnico di Milano, appuntamento annuale che individua e valorizza i migliori progetti d’impresa altamenti innovativi, promosso da sei università lombarde – Politecnico di Milano,  Cattolica, Bocconi, Statale, Milano-Bicocca, Iulm – e dal Centro Promozione Start-Up Usi-Supsi di Lugano. Partner strategico, per sostenere e incoraggiare la giovane imprenditoria, la società Vodafone. La Start Cup Milano Lombardia è coordinata dall’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano e dalla Fondazione Politecnico di Milano e si svolge con il supporto di Comune di Milano, Provincia di Lecco, Camera di Commercio di Lecco, Univerlecco, Camera di Commercio di Como, Univercomo, British Consulate-General Milano e UK Trade & Investment, Accenture, BSI SA – Private Banking Svizzera, IBM.

Dalla protezione delle api alla distribuzione di gelati in macchinette tipo distributori di caffè; dal libro elettronico all’antenna wireless unidirezionale; dal rombo del motore preferito con accompagnamento di tachimetro da ammirare sul proprio telefonino a un nuovo spettrometro; dalla termoregolazione dei caschi delle moto alla “guida” al punto vendita del consumatore; fino a due progetti per la domotica e per la sicurezza nei cantieri edili; progetti questi nei confronti dei quali Assoedilizia, invitata a Start Cup, ha espresso il proprio interessamento. Una decina di progetti imprenditoriali spiegati dai giovani inventori nel tassativo tempo di tre minuti, che una giuria di esperti ha selezionato assegnando premi in denaro (10.000, 7.000 e 5.000 euro) con la possibilità di chiedere l’accesso ad uno degli incubatori delle università organizzatrici. Sono stati conferiti anche sette premi speciali: quattro premi locali, ai progetti che si sono distinti nell’area milanese, in quella lecchese, in quella comasca e nel Canton Ticino; il Premio Speciale Accenture; il Premio Speciale IBM e il Premio Speciale “Bright Future Ideas Award”, conferito dal Consolato Generale britannico a Milano al progetto con maggiore propensione internazionale. I primi cinque classificati parteciperanno, inoltre,  al Premio Nazionale per l’Innovazione, la finalissima delle diciannove Start Cup locali che si svolgerà a Perugia il 3 e 4 dicembre.

I premi sono stati consegnati da Alessandro Spada, consigliere della Camera di commercio di Milano; Vico Valassi, presidente della Camera di commercio di Lecco; Giorgio Carcano, presidente di ComoNext; Eugenio Brianti, direttore generale Bsi-Private bank svizzera; Giovanni Casi, recruiting director Accenture; Danielle Allen, head of Inward investment, UK trade & investment di Milano; Guido Guerlotti, vicepresidente Ibm Italia; mentre Alessandra Saita, responsabile Relazioni istituzionali locali nord-ovest di Vodafone Italia e Laura Grasso, responsabile Employer branding di Vodafone Italia, hanno annunciato il premio per l’edizione nazionale.

La VII edizione di Start Cup si è aperta con i saluti di Giulio Ballio, Rettore del Politecnico, che ha confermato l’impegno di aiutare l’imprenditoria giovanile la quale produce molte idee, con molta volontà, ma che non è aiutata dal sistema. Giampio Bracchi, presidente della Fondazione, ha ricordato la simbiosi tra Politecnico e città: molte delle imprese della Milano industriale dell’800-900 sono state fondate da laureati dell’università provenienti anche da altre regioni. Ma oggi, del 30% di laureati che giungono al Politecnico da fuori Lombardia, più di un terzo si “delocalizza” all’estero. 

L’Italia si basa su molte piccole imprese, 4 milioni circa, ma di basso contenuto tecnologico; e anche laddove l’alta tecnologia si esprime, essa è a livelli inferiori a quella dei Paesi concorrenti. Per sviluppare tecnologia occorre ricerca, quindi finanziamento pubblico: che non c’è. Anzi, l’apposito fondo governativo ha dirottato risorse verso obiettivi impropri, ad esempio Alitalia. Ancora dati. Il nostro Paese conta una quindicina di incubatori (il Politecnico ne ha aperto uno pure in California per aiutare gli italiani che là operano) ma le risorse arrivano prevalentemente da enti locali (fondazioni, banche, Regioni). Non c’è insomma una politica per la ricerca degna di un Paese moderno.

Giuseppe Serazzi, delegato per l’Acceleratore d’impresa del Poli, ha tracciato la storia della struttura che dalla costituzione, nel 2004, ha “sfornato” 280 business plan; il 20% degli autori sono donne. Ma ancora troppo alta resta l’età media italiana (34 anni) a fronte, ad esempio, dei 23-24 anni degli inglesi.

E’ seguita quindi la fase della presentazione e della premiazione dei progetti durante la quale Anna Gervasoni di Autostrade per l’Italia e Mauro del Rio, fondatore e presidente della Buongiorno, coordinati dal giornalista economico Oscar Giannino, hanno analizzato alcuni problemi dell’imprenditore-tipo nazionale: non vuole rischiare per il timore di perdere il controllo dell’azienda; diffida dell’estero; ha obiettivi limitati, accontentandosi di fatturati di pochi milioni euro annui, il reddito cioè di due o tre avviate pizzerie. Una imprenditoria anomala rispetto a quella degli altri Paesi. Ma, d’altronde, non è una anomalia tutta, o quasi, l’Italia?

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Assoedilizia Informa : Cronaca del Convegno Tecnologia e Ferrovie- Fondazione Politecnico di Milano 26 ottobre 2009

ottobre 27, 2009

SICUREZZA, LE FERROVIE ITALIANE AL VERTICE CONTINENTALE

Al convegno svoltosi al Politecnico di Milano con gli interventi del ministro Mattioli e del viceministro Castelli, sottolineato il ruolo della ricerca universitaria. Moretti: “Italia ancora ferma alla cultura del tondino e del cemento”

Benito Sicchiero

Il pendolare ferroviario che gela d’inverno, arrostisce d’estate e, in ogni stagione, patisce ritardi e sporcizia, probabilmente non lo sa, ma le ferrovie italiane sono, per tecnologia, al vertice d’Europa. Come hanno confermato esperti, gestori e politici intervenuti al convegno “Innovazione tecnologica nella rete ferroviaria. Ricerca, industria ed economia a confronto” organizzato da Fondazione e Politecnico di Milano.

Una tradizione antica, questa, che, come ha ricordato Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ha i suoi punti di riferimento nella prima tratta tra Napoli e Portici (1839); nelle prime elettrificazioni (Milano-Monza, 1899 e Bologna San Felice, 1900) che si diffusero rapidamente più che in altri Paesi europei a causa della nostra endemica scarsità di carbone; nei gioielli ETR che oggi ci copiano; e, in tempi più recenti, nella sicurezza che pone l’Italia ai vertici continentali. Esempi, tutti, di alta tecnologia che ha, come obiettivo, la gestione dell’intero traffico da stazioni di controllo a terra. Certo, aggiunge Moretti, se questo è frutto della collaborazione di università quali il Politecnico con le ferrovie, il “mondo nuovo” nei trasporti che si prospetta, rappresentato da Alta Velocità e Alta Capacità, deve fare i conti con una cultura autodipendente e con la cronica scarsità delle risorse destinate agli investimenti e alla ricerca, risorse indispensabili per proiettare l’Italia, ancora ferma all’economia del tondino e del cemento, nella competizione con gli altri Paesi tecnologicamente più avanzati (“per auto e treno i Giapponesi sono più avanti di noi di 6 anni”).

Chi è chiamato a decidere in tal senso? Ma la politica, naturalmente. E proprio da due alti esponenti della politica – il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e Roberto Castelli, vice ministro dello stesso dipartimento – sono giunte assicurazioni in tal senso.

Istituzionale l’intervento di Matteoli, che ha concluso i lavori. Con una promessa: 2 miliardi per l’acquisto di materiale rotabile destinato ai pendolari di cui sopra che per la Lombardia, secondo Castelli, si concretizzeranno nell’acquisto di 60 nuovi convogli:  “Il piano per le infrastrutture messo a punto dal governo non è “faraonico né generico” e le opere previste sono “sostenibili finanziariamente”. Tra i punti che muovono la strategia dell’esecutivo nel campo delle infrastrutture, ha ricordato il titolare del ministero, ci sono da un lato “chiarezza programmatica” e “misurabile certezza delle risorse”, dall’altro “coerenza tra iniziativa programmatica e fase attuativa” e un “corretto rispetto dei tempi di attuazione dell’intero percorso programmatico”: questa, ha spiegato Matteoli, è “la nuova grammatica” per governo, Ferrovie dello Stato, mondo della produzione e della ricerca e innovazione. Il ministro ha messo in evidenza come il governo abbia già “prodotto due allegati al Dpef, che contengono un piano di infrastrutture preciso, e un quadro di interventi che nel 2009 ha permesso l’approvazione da parte del Cipe di opere per 14 miliardi di euro, che diventeranno 22 entro l’anno”. Quanto alle esigenze messe in campo per triennio 2009-2011, si tratta di un quadro “preciso e cadenzato”. “Quest’anno – ha detto Matteoli – stiamo garantendo un volano di 8 miliardi di risorse pubbliche, di cui il 56% per la rete ferroviaria”.   

In apertura del convegno Castelli, ricordando un recente congresso internazionale che ha visto la partecipazione di oltre 40 ministri dei trasporti di altrettanti Paesi tesi al rilancio della ferrovia (in trent’anni, in Europa, il suo utilizzo è calato di due terzi), ha lamentato carenza di risorse: “Per il 2010 ad Anas e Ferrovie è stato stanziato uno 0 tondo” ha precisato. E gli euro annunciati da Matteoli? Provengono da fondi pregressi del Cipe. “Purtroppo – ha aggiunto – le ferrovie hanno due gravi difetti: costano molto e sono “opere fredde” nel senso che i loro utili non ripagheranno mai gli investimenti”.

Tornando al cuore dei lavori – l’innovazione tecnologia applicata alle ferrovie – dopo il saluto del Rettore del Politecnico Giulio Ballio, Giampio Bracchi, presidente della Fondazione del Politecnico, ha illustrato attività e obiettivi della Fondazione,  riassumendone i positivi risultati: 180 progetti di collaborazione con 300 imprese e 150 tra università, centri di ricerca ecc. con investimenti in ricerca per 90 milioni. 

Cuore operativo della Fondazione il Joint Research Centre – che ha quali partner industriali alcune tra le principali grandi imprese che operano in Italia (dalla Abb a Bombardier a Siemes a Rete Ferroviaria Italiana, appunto) – spiegato dal prorettore Giovanni Azzone: dal 2004 ha messo al proprio attivo 391 brevetti e 203 invenzioni a favore di ogni settore di impresa, soprattutto la piccola e media, primeggiando tra le università italiane (ma solo 15° in Europa, 57° nel mondo). Salvatore Bianconi, amministratore delegato di Ansaldo Breda, ha affermato come la mancanza di risorse possa essere sostituita, almeno in parte, da innovazione e intelligenza; e Michele Elia, amministratore delegato di Rfi-Rete ferroviaria italiana, ha fatto il punto sull’attuale struttura: 17.200 km di rete (di cui più di 700 recenti), 2300 stazioni, 9200 km di elettrificazione. In primo piano la sicurezza per tornare ad essere primi in Europa.

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Universitè d’Etè 2010 – N.L. n.2

ottobre 27, 2009

27 ottobre 2009 

Carissimi amici,
è ormai iniziato il percorso dei tirocinanti presso la sede dell’Universitè d’Etè in Arosio per gli studenti della Facoltà di Scienze dei Beni e delle Attività Culturali, che fanno capo alla Prof.ssa Nicoletta Osanna Cavadini dell’Università degli Studi dell’Insubria in via Grandi Invalidi,1 (tel/fax 031.762842 oppure 031.762162 c/o FEIN).
Lo stage è aperto, come ci conferma la Proff.ssa Rita Micarelli che ha nell’Arch. Fabio Albani il suo referente, anche per gli studenti del Politecnico Milano Bovisa – Facoltà di Architettura.
I filoni delle loro ricerche si svilupperanno sia approntando un ampio censi-mento delle Ville storiche della Brianza, che operando una collaborazione con i Comuni dell’Alta Brianza, di cui al Protocollo d’Intesa, e che hanno già dato una dimostrazione pratica di come operare sul territorio avendo presentato, ad esempio, durante la VI edizione dell’Universitè d’Etè 2009, interessanti studi urbanistici sulla riqualificazione del centro erbese.
In questo contesto gli studenti universitari, che diventano gli attori principali dell’indagine conoscitiva del territorio, si organizzeranno in modo tale da garantire la sede dell’Universitè d’etè, aperta tutti i giorni della settimana (dal lunedì al venerdì ore 9.00-18.00).
Ancora una volta le idee proposte si stanno sviluppando nell’ambito della stessa equipe dell’Universitè d’Etè che non ha mai modificato la sua composizione per dimostrare che le parole rappresentano un importante punto di rife-rimento per la trasparenza di ogni iniziativa, anche in un periodo di crisi economica che attanaglia pure il mondo universitario e del volontariato nello specifico settore della formazione e informazione. Si prosegue, invero, con i contatti, pressoché giornalieri, con le istituzioni loca-li, nella costante ricerca di una condivisione operativa tra il privato e il pubblico.

Così vi è da segnalare che giovedì 12 novembre si terrà un incontro, ad Erba, tra i Comuni del Protocollo d’Intesa, base portante, unitamente alla FEIN, di ogni programma futuro. All’ordine del giorno anche la ricercare di un adeguato sponsor localmente interessato perchè l’immagine continui ad essere operativa sul territorio con indagini mirate a livello comunale.
In questo senso è auspicabile che si possano istituire dei master sia per le ri-cerche sulle Ville storiche della Brianza che sugli studi di riqualificazione ambientale dei singoli Comuni, mentre dovrà essere considerata anche l’espansione sul lato brianzolo del raggio verde MILU che già ingloba i due grandi Comuni del milanese e del Ticino in terra svizzera (N.B. il Dicastero del territorio di Lugano ha presentato il piano di visibilità del polo luganese -PVP- all’Esecutivo che ha fornito il via libera) .

Nel prossimo Comitato scientifico della UdE, che si terrà a breve data, si esamineranno nel dettaglio il susseguirsi dei vari contatti di questo intenso lavoro svolto e intraprendere le conseguenti decisioni per identificare le linee guida future. Si sono mantenuti continui contatti con la direttrice della CEP – Maguelonne Dejant Pons -con la quale si è prospettata la stesura del tema della VII ed. UdE che verterebbe sulla sensibilizzazione, educazione e la nuova struttura della città periurbana di fronte alla tutela della ruralità fino al 2015 (sensibisation – éducation et la nouvelle structure de la ville périurbaine vis-à-vis de la savau-gurde de la ruralitè d’ici en 2015).
L’argomento è avvincente e ogni vostra osservazione potrà essere utile per l’organizzazione dell’edizione 2010 per la quale le giornate prescelte sono quelle del 25-26-27 agosto nell’ambito della II settimana sul Paesaggio europeo realizzata con le manifestazione degli eventi culturali e la realizzazione di menù tipici locali.
Infine si ricordano i seguenti altri appuntamenti:
• giovedì 19 novembre, presso il Palazzo delle Stelline Milano – c.rso Magenta 59, è indetto dal Comune di Milano, un incontro sulle pro-spettive operative di MI-LU.
• venerdì 27 novembre, presso il Comune di Arosio, alle ore 21.00 vi sarà la presentazione dell’appendice all’ecomuseo del distretto dei laghi e dei monti briantei con ulteriori incontri conoscitivi sulle iniziative in at-to. Non esitate a contattarci e ad inviare liberamente le vostre proposte costrut-tive sul migliorare le nostre iniziative.
Con i più cordiali saluti
FEIN Wildlife technician (Dott.ssa Paola Magnani)

Progetto 100 Cascine per l’Expo 2015 – Progetto di riqualificazione e messa a sistema delle cascine lombarde – accoglienza per Expo 2015

ottobre 27, 2009

Per la prima volta le cascine della pianura padana si riuniscono per reagire al degrado e cogliere l’opportunità dell’Expo. 

Il 17 novembre 2009 alla Cascina Erbatici di Mezzana Bigli (PV), dalle ore 10 alle 13, si terrà la prima Convention del “Progetto 100 Cascine”, che raccoglierà tutti coloro che hanno ad oggi già aderito, insieme ai quelli che vorranno partecipare all’iniziativa. 
In data 31 marzo 2008 la Città di Milano è stata scelta come sede dell’Expo 2015 con il tema ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’.
L’evento dell’Expo si presenta come occasione unica per recuperare il patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico e rurale per la valorizzazione congiunta del territorio, delle risorse e delle competenze, con evidenti effetti sull’indotto.  
In vista del 2015 ci sarà la necessità di rispondere ad una esigenza di ospitalità qualificata e di lungo periodo rivolta sia alle delegazioni che ai singoli visitatori.
In risposta a questo evento mondiale il 16 luglio 2009 é stato costituito a Milano, con atto notarile, il Comitato Promotore per la realizzazione del “Progetto 100 Cascine” per L’Expo, presieduto dal Prof. Roberto Ruozi, (Presidente Touring Club Italiano). 
Il Comitato ha lo scopo di: 
– identificare 100 progetti di recupero di cascine e del paesaggio rurale;
– promuovere e proporre l’individuazione e l’attivazione delle linee di finanziamento a fini attuativi;
– collaborare con i proprietari per organizzare il recupero, la messa a norma e l’utilizzo degli edifici rurali in ottica di multifunzionalità, un ‘sapiente’ mix di agricoltura, natura, tempo libero, svago, turismo, energia.
Il Progetto che intende sottolineare il carattere sovra-locale dell’Expo, includendo e coinvolgendo cascine oltre i confini del milanese, non si concluderà con Expo, ma continuerà in prospettiva di un turismo nuovo ed intelligente in grado di valorizzare e rivitalizzare la realtà agricola ed il patrimonio rurale, quale garanzia di una maggior sicurezza e un miglior presidio del territorio.
L’occasione sarà la piattaforma di lancio del Progetto
… il conto alla rovescia e’ già iniziato…

 Per informazioni:
Comitato Progetto 100 Cascine per l’Expo 2015
www.100cascine.it  
mail:  info@100cascine.it
Tel
. 02 5510086 cell. 335 6064982
Per raggiungere Cascina Erbatici di Mezzana Bigli PV:
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=mezzana+bigli+PV&sll=41.442726,12.392578&sspn=42.035138,95.756836&ie=UTF8&hq=&hnear=Mezzana+Bigli+Pavia,+Lombardia&ll=45.061397,8.847599&spn=0.055049,0.219727&t=h&z=13

News certificazione energetica degli edifici – Ing. Ezio Rendina

ottobre 26, 2009

Entreranno in vigore lunedì 26 ottobre, in Lombardia, la nuova procedura di calcolo per la certificazione energetica degli edifici, definita dall’Allegato tecnico della DDG n. 5796 dell’11 giugno 2009.

Fino a tale data verranno accettati, all’atto di chiusura di una pratica di certificazione nel catasto energetico, esclusivamente i file .cnd prodotti con il software CENED, sviluppato in collaborazione con ITC-CNR, conformemente al Decreto n. 15833 del 13 dicembre 2007, e attualmente in uso. Allo scoccare della mezzanotte del 25 ottobre 2009 saranno accettati, all’atto della chiusura della pratica di certificazione, esclusivamente i file .XML prodotti secondo le specifiche dell’Organismo di accreditamento.

Cronaca Beatificazione di don Carlo Gnocchi – Milano 25 ottobre 2009

ottobre 26, 2009

Piazza del Duomo a Milano, stamani gremita , con oltre 50 mila persone, per la cerimonia di proclamazione, da parte dell’arcivescovo Angelo Amato, in rappresentanza di Sua Santità Papa Benedetto XVI,  di don Carlo Gnocchi Beato; fedeli da tutta Italia, religiosi e religiose, scouts, mutilatini ed invalidi, docenti e allievi dell’Istituto Gonzaga di Milano dei Fratelli delle Scuole Cristiane, del quale il sacerdote beatificato fu direttore spirituale. 

I corpi dei veterani degli Alpini con 15 mila presenti  e qualche reduce dalla Russia, compagno dell’allora cappellano don Carlo, a far da cornice.

Il cardinal Tettamanzi, di fronte all’urna contenente le spoglie mortali del sacerdote fondatore della Pro Juventute, oggi Fondazione don Carlo Gnocchi, onlus che opera nel campo sanitario ed assistenziale con più di 10 mila dipendenti, sotto la presidenza di mons. Angelo Bazzari, dice di colui che riteneva la più grande tristezza della vita il non possedere la santità, dote dalla quale si sentiva molto lontano : “ti ho sempre chiamato don Carlo, da oggi ti chiamo San Carlo” ed aggiunge “ha cercato il volto di Cristo in ogni uomo”.

Presenti le massime autorità, il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta delegato del Governo italiano, il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio, l’onorevole Mario Mantovani,il  governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il Sindaco di Milano Moratti, il Questore Vincenzo Indolfi, il presidente della Banca Intesa Giovanni Bazoli, e della Fabbrica del Duomo Angelo Caloia, con il presidente della Assoedilizia Colombo Clerici ed il rettore della Università Cattolica Lorenzo Ornaghi, accademici pontifici tra cui Ombretta Fumagalli Carulli ed esponenti della Milano storica come Giancarlo Melzi d’Eril, Leone Corradi dell’Acqua e Benigno Morlin Visconti.