Archivio per ottobre 2009

Infrastrutture grandi progetti scarse risorse – Benito Sicchiero

ottobre 20, 2009

Al 39° Incontro di Studi Ce.S.E.T., co-patrocinato da Assoedilizia,  svoltosi all’Università degli Studi di Milano,  l’analisi sulle grandi  opere ha portato a risultati sconcertanti. Da Colombo Clerici appello ad un’urbanistica che migliori la qualità della vita.

 Benito Sicchiero

Prima di fare investimenti in azienda, ogni normale imprenditore  calcola costi e benefici. La politica, spesso, no. E per fortuna. Non  si può amministrare un Comune o un Paese esclusivamente sul metro del  profitto. Però è indispensabile per un buon governo valutare la  convenienza degli investimenti e la loro sostenibilità ambientale,  nonché i vincoli giuridici che condizionano le diverse iniziative.

C’è un ente allo scopo. E’ il Ce.S.E.T.-Centro studi di estimo e di  economia territoriale che ogni anno riunisce i propri associati per  fare il punto sulla situazione nazionale.

Questa volta il Ce.S.E.T. ha organizzato il 39° Incontro a Milano,  all’Università Statale, co-patrocinatori Assoedilizia e Regione  Lombardia. Due giorni fitti di relazioni, tenute in prevalenza da esperti provenienti da diverse università (a Milano, per la prima  volta, riunite Statale, Politecnico, Bocconi e Cattolica) ma anche da  rappresentanti della società imprenditoriale. Assenti, quasi del tutto, i pubblici amministratori cui, in sostanza, l’Incontro era  rivolto.

Sconcertanti alcune conclusioni degli esperti. Secondo le relazioni  del Prof. Andrea Boitani e del Prof. Marco Guido Ponti, a disposizione  dell’Anas (strade e autostrade) ci sarebbero meno della metà dei 29 miliardi di investimenti previsti dal 2007 al 2011 mentre per le  Ferrovie  (Alta Velocità, Alta Capacità e rete convenzionale) le  risorse da reperire sarebbero del 50%; il Ponte sullo Stretto che verrà inaugurato il 23 dicembre è privo non solo della copertura  finanziaria ma anche del progetto esecutivo; i rapporti costi-benefici  della linea ferroviaria Alta Capacità Torino-Lione (quella delle proteste in Val di Susa per intenderci) e dell’autostrada del Tirreno,  a causa di alcuni “errori” negli studi di valutazione sono diventati  “fortemente positivi” invece che “fortemente negativi”, come sarebbero in realtà.

I lavori sono iniziati con i saluti dell’organizzatore Prof. Mario  Polelli, del Prorettore della Statale Prof. Dario Casati, del  Presidente Ce.S.E.T. Prof. Augusto Marinelli, Rettore dell’Università degli Studi di Firenze e dell’Assessore per la Pianificazione del  Territorio della Provincia di Milano Ing. Fabio Altitonante. Quindi  due Sessioni mattutine: la prima, chairman il Prof. Luigi Costato dell’Università di Ferrara, ha trattato il quadro finanziario degli  investimenti (Prof. Andrea Boitani), il quadro delle infrastrutture  urbane (prof. Lanfranco Senn), la valutazione nell’ambito delle  espropriazioni per pubblica utilità (Prof. Mario Polelli); nel  pomeriggio la seconda sessione, chairman il Prof. Giuseppe Stellin,  Università degli Studi di Padova, ha affrontato i temi: la valutazione delle infrastrutture extraurbane (Prof. Marco Guido Ponti), le  infrastrutture nel processo di sviluppo delle aree metropolitane  (Prof. Giulio Mondini), la definizione delle aree strategiche e della governance delle Infrastrutture (Prof. Enrico Cicciotti). Hanno  concluso i lavori della prima giornata le Sessioni parallele  coordinate dai Professori Enrico Marone, Paolo Rosato, Luigi Costato.

Dedicata quasi per intero al grosso problema delle infrastrutture in  Lombardia la Tavola Rotonda coordinata dal Prof. Umberto Bertelè,  Presidente della Business School of the Politecnico di Milano, alla  quale hanno partecipato il Presidente di Assoedilizia Avv. Achille  Colombo Clerici, il Dott. Francesco Bettoni, Presidente Bre.Be.Mi., il  Prof. Giampio Bracchi, Presidente della Milano-Serravalle, il Prof.  Angelo Torricelli, Preside della Facoltà di Architettura del  Politecnico di Milano, il Dott. Fabrizio Galeotti, Direttore generale  del Touring Club Italiano, l’Ing. Emanuele Gianmaria Fusi, Presidente  Ancis e l’Avv. Maurizio De Tilla, Presidente di Oua.

La Lombardia, che detiene il 50% dell’interscambio totale del Nord- Italia, nel confronto con le 132 principali regioni dei 5 paesi più  importanti d’Europa, si colloca al 71° posto per dotazione ferroviaria ed al 91° per quella stradale. Nell’Italia stessa, la nostra Regione  si situa al 14° posto nel rapporto Km/abitanti, quanto a rete  stradale e ferroviaria.

La realizzazione di importanti infrastrutture – quali Pedemontana,  Brebemi, Teem, Tibre (Tirreno-Brennero) avviata o in procinto di  esserlo – è destinata a ridurre od eliminare il gap. Ma quali conseguenze la nuova rete autostradale avrà sul territorio e sui suoi  abitanti sia in termini economici che di vivibilità? Entrano infatti  in gioco – come ha rilevato Colombo Clerici –  una serie di fattori qualificanti che non si riconducono esclusivamente a plusvalori  economici: si parla addirittura (vedi Commissione Sarkozy) di  “felicità interna lorda” per valutare il grado di soddisfacimento di questa esigenza da parte dei cittadini.

Tali infrastrutture stradali porteranno nei prossimi anni ad  investimenti di oltre 10 miliardi di euro, dei quali in media il 15%  riguarderà gli espropri. Le imprese interessate dai lavori saranno  oltre mille e porteranno nel prossimo quinquennio ad un aumento  occupazionale di oltre 100.000 addetti nei diversi settori.

Ci sarà un ingente impatto sul territorio lombardo, sia dal punto di  vista ambientale che socio-economico; centinaia saranno i chilometri  di strade che attraverseranno e modificheranno i terreni regionali e  si stima che in tale ambito verranno abbattuti circa 4.000 fabbricati,  con una consistente riduzione di suolo agricolo a favore del processo  di urbanizzazione.

Peraltro la nuova tendenza sarà quella di individuare attorno al  sistema autostradale nuove opportunità di poli di sviluppo,  soprattutto in corrispondenza dei caselli di uscita, attraverso intese tra operatori e comuni, anche mediante forme finanziarie nuove quali  il project financing.

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Innovazione tecnologica nella rete ferroviaria. Ricerca, industria ed economia a confronto

ottobre 20, 2009

Innovazione tecnologica nella rete ferroviaria. Ricerca, industria ed economia a confronto

Lunedì 26 ottobre 2009, ore 10.00
Politecnico di Milano – Aula S01, Piazza L. Da Vinci 32

L’ammodernamento dei trasporti è un tema quanto mai centrale per il nostro Paese: dal punto di vista infrastrutturale, economico, ingegneristico e di rispetto ambientale. Il Politecnico di Milano e la Fondazione Politecnico di Milano, in collaborazione con alcune delle principali realtà produttive del settore ferroviario, hanno avviato un centro di ricerca congiunto università-impresa per affrontarne i temi di maggiore rilievo. L’impegno si concentra sullo studio di soluzioni all’avanguardia e sull’applicazione della tecnologia in ambiti di frontiera, quali la progettazione di un nuovo treno italiano ad alta velocità, con caratteristiche e prestazioni adeguate alle esigenze delle attrezzature presenti sul territorio, degli operatori e delle aziende di settore e, non ultimo, degli utilizzatori finali. Sono molte le componenti che animano un progetto ambizioso e che meritano una valutazione attenta e critica ad alto livello. E’ questa l’occasione per presentare e discutere i risultati del primo anno di attività del JRC, Joint Research Center del nostro ateneo con importanti esponenti del mondo produttivo, dei servizi e della pubblica amministrazione.

L’evento è organizzato e promosso dal Politecnico di Milano e dalla Fondazione Politecnico di Milano.

PROGRAMMA:

ore 10.00
REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI

ore 10.30
APRONO I LAVORI

Giulio Ballio
Rettore, Politecnico di Milano

Giampio Bracchi
Presidente, Fondazione Politecnico di Milano

Roberto Castelli
Vice Ministro, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

ore 11.00
COORDINA

Giorgio Diana
Dipartimento di Meccanica, Politecnico di Milano
Vice Presidente, Fondazione Politecnico di Milano

Intervengono:

Ricerca e impresa: il Joint Research Center del Politecnico di Milano
Giovanni Azzone
Prorettore, Politecnico di Milano

Le attività del JRC trasporti. Un anno di esperienza
Salvatore Bianconi
Amministratore Delegato, Ansaldo Breda
Michele Elia
Amministratore Delegato, RFI – Rete Ferroviaria Italiana

L’alta velocità in Italia e i suoi riflessi sull’economia del paese
Mauro Moretti
Amministratore Delegato, Ferrovie dello Stato

ore 12.30
CHIUDE I LAVORI

Altero Matteoli
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Il convegno è gratuito e aperto al pubblico.
Si prega di confermare l’adesione compilando l’apposito form di registrazione.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:
Fondazione Politecnico di Milano
e-mail: eventi@fondazionepolitecnico.it 
Tel. 02.2399.9133

 Innovazione tecnologica rete ferroviaria

Assoedilizia informa: Istituto uomo e Ambiente- Società Umanitaria Via San Barnaba 48 Milano martedì 20 ottobre 2009 ore 18 e segg. Salone degli affreschi – Tavola rotonda “Costruire bellezza”

ottobre 20, 2009

Istituto uomo e Ambiente- Società Umanitaria Via San Barnaba 48 Milano martedì 20 ottobre 2009 ore 18 e segg. Salone degli affreschi

TAVOLA ROTONDA

“Costruire Bellezza”

 Organizzata dall’Istituto Uomo e Ambiente, della Società Umanitaria,  che celebra il Venticinquesimo Anniversario della propria fondazione.

  Intervengono:

Amos Nannini Presidente della Società Umanitaria
Achille Colombo Clerici Presidente Assoedilizia
Marco Frey Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cariplo
Giulia Maria Crespi. Presidente FAI
Giangiacomo Schiavi Vice Direttore Corriere della Sera
Giorgio Galli Politologo
Fulvio Scaparro Psicologo – Presidente Associazione Gea 

A Milano alla Società Umanitaria dal 20 al 27 Ottobre in occasione dei 25 anni dell’Istituto Uomo e Ambiente, diretto e fondato dall’architetto Maurizio Spada, si svolgerà un evento celebrativo che ne riassumerà l’attività svolta dal suo nascere ad oggi: da scuola di pensiero ecologico a laboratorio di progettazione.

Tema della giornata di inaugurazione che si terrà il 20 Ottobre nel Salone degli Affreschi alle ore 18,00:  “Costruire bellezza”.

Verranno trattati, durante una tavola rotonda, gli argomenti che nel tempo lo hanno reso leader nell’ambito dell’ecologia applicata alla città e alla casa.

A testimoniare gli interventi svolti a partire dal 1984, anno della sua nascita, una mostra nel superbo quattrocentesco chiostro dei Glicini dove verrà allestito un giardino con esempi di pareti verticali eseguite dalla ditta Antologia.

Attraverso scritte, fotografie, disegni, progetti e acquarelli naturalistici di Maurizio Spada, si potranno ripercorrere i momenti in cui l’Istituto si è fatto portavoce di una nuova cultura e della ricerca di un pensiero olistico.

La casa, la natura e il paesaggio diventano il centro degli argomenti trattati per ristabilire gli equilibri persi e per riportare l’uomo a ritrovare una diversa etica dell’abitare e del costruire.

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Assoedilizia informa: Abitanti dei chiostri – I 25 anni dell’Istituto Uomo e Ambiente

ottobre 20, 2009

Dal 20 ottobre al 27 ottobre 2009
Chiostro dei Glicini – dalle 10.00 alle 19.00
Ingresso da via S. Barnaba, 48

 I 25 anni dell’Istituto Uomo e Ambiente
Costruire bellezza

 Mostra che celebra il Venticinquesimo Anniversario della nascita dell’attività di Istituto Uomo e Ambiente

 Inaugurazione
Martedì 20 ottobre 2009 ore 18.00
Salone degli Affreschi

 Intervengono

Amos Nannini Presidente della Società Umanitaria
Achille Colombo Clerici Presidente Assoedilizia
Marco Frey Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cariplo
Giulia Maria Crespi Presidente FAI
Giangiacomo Schiavi Vice Direttore Corriere della Sera
Giorgio Galli Politologo
Fulvio Scaparro Psicologo – Presidente Associazione Gea

A Milano alla Società Umanitaria dal 20 al 27 Ottobre in occasione dei 25 anni dell’Istituto Uomo e Ambiente, diretto e fondato dall’architetto Maurizio Spada, si svolgerà un evento celebrativo che ne riassumerà l’attività svolta dal suo nascere ad oggi: da scuola di pensiero ecologico a laboratorio di progettazione. Tema della giornata di inaugurazione che si terrà il 20 Ottobre nel Salone degli Affreschi alle ore 18,00: “Costruire bellezza”. Verranno trattati, durante una tavola rotonda, gli argomenti che nel tempo lo hanno reso leader nell’ambito dell’ecologia applicata alla città e alla casa. A testimoniare gli interventi svolti a partire dal 1984, anno della sua nascita, una mostra nel superbo quattrocentesco chiostro dei Glicini dove verrà allestito un giardino con esempi di pareti verticali eseguite dalla ditta Antologia. Attraverso scritte, fotografie, disegni, progetti e acquarelli naturalistici di Maurizio Spada, si potranno ripercorrere i momenti in cui l’Istituto si è fatto portavoce di una nuova cultura e della ricerca di un pensiero olistico. La casa, la natura e il paesaggio diventano il centro degli argomenti trattati per ristabilire gli equilibri persi e per riportare l’uomo a ritrovare una diversa etica dell’abitare e del costruire. La bellezza, coadiuvata da uno stretto rapporto con l’ecologia, torna ad avere la centralità nel vivere quotidiano.

Oggi più che mai l`urbanistica deve rispondere all`etica di Achille Colombo Clerici – Articolo pubblicato su Il Giorno il 18 ottobre 2009

ottobre 19, 2009

L`INTERVENTO
Oggi più che mai l`urbanistica deve rispondere all`etica

di ACHILLE COLOMBO CLERICI*

All’inizio degli anni 2000 deve mutare radicalmente il modo di concepire l`urbanistica in rapporto al territorio e all`ambiente. Mutamento particolarmente importante per Milano e la Lombardia alla vigilia di Expo 2015 che prevede la realizzazione di importanti infrastrutture urbane ed extraurbane.
Oggi abbiamo a che fare con un territorio ampiamente antropizzato e qualsiasi  intervento di trasformazione e di sviluppo dello stesso deve fare i conti con l`esigenza da un lato di non sprecare risorse territoriali e ambientali e dall`altro con l`esigenza di realizzare la migliore funzionalità in rapporto al bisogno di benessere dei cittadini.
Si deve dunque passare da una urbanistica estetica, edonistica, utilitaristica, ad una urbanistica etico-funzionale, laddove il termine etico implica una particolare attenzione alla qualità del vivere nella città e nel territorio da parte dell`uomo.
Entrano in gioco una serie di fattori qualificanti che non si riconducono esclusivamente a plusvalori economici: si parla addirittura di “felicità interna lorda” per valutare il grado di soddisfacimento di questa esigenza da parte dei cittadini.
Per esemplificare si può ricorrere ad una batteria di indicatori; quelli stessi indicati dalla Commissione di Sarkozy per la valutazione dell`indice di felicità interna lorda.
Essi sono 7 dimensioni verticali fondamentali rappresentate da variabili non economiche cioè non quantificabili in termini monetari e tali da venir contabilizzate nel PIL: – Ambiente-Salute-Capacità di conoscere – Condizioni di lavoro Condizioni personali materiali (casa – disponibilità economiche – acqua) – Rete di Relazioni interpersonali – Vita democratica del Paese.
Due le dimensioni orizzontali: – Equità Sostenibilità nel tempo.
Per ottenere una classifica a livello italiano ed internazionale dell`attrattività e della competitività delle città si deve, in particolare, colmare un vuoto presente nelle varie classifiche da più parti redatte sulla qualità delle città. Ma per rispondere a questa esigenza, si pone una questione rilevante. Se esista una generazione di architetti italiani in grado di esprimere una cultura architettonica e socio-urbanistica propria del nostro Paese. Se non esiste, bisogna chiedersi se la mancata formazione di una generazione di architetti, in grado di interpretare lo spirito dei tempi trasfondendo nell`architettura i valori e la cultura della nostra società, pur nel contesto del più generale fenomeno della globalizzazione, sia la conseguenza della debolezza della nostra politica e conseguentemente della politica culturale delle amministrazioni centrale e locali.
Il problema è molto serio soprattutto perché, a seguito del processo di concentrazione della capacità di operare a livello edilizio-urbanistico nelle mani di grossi gruppi, che trovano senz`altro molto comodo rivolgersi al grande nome straniero in grado di far superare ogni diatriba domestica, gli architetti italiani saranno sempre più ridotti a progettare sottotetti, villette e ristrutturazioni di appartamenti.

 *Presidente di Assoedilizia

Il Giorno 18.10

In Lombardia al via il testo unico sull’edilizia – Ezio Rendina

ottobre 19, 2009

Quanto approvato dalle Regioni nel filone del Piano Casa, con l’intento di procedere allo sblocco dell’edilizia, produrrebbe un cambiamento che contrasta in alcuni casi con gli orientamenti della giurisprudenza, che si è sempre espressa in maniera rigida sulla semplificazione dei titoli abilitativi inerenti a ristrutturazioni e manutenzioni straordinarie.

Finora infatti la Corte di Cassazione si è pronunciata a sfavore del cambiamento di destinazione d’uso tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico. È il caso della sentenza 3707 del 29 settembre scorso, con cui la Corte ha stabilito che nell’ambito delle stesse categorie possono aversi mutamenti di fatto, ma non diversi regimi urbanistico-contributivi, vista la sostanziale equivalenza del carico urbanistico derivante da costruzioni nell’ambito della medesima categoria.
 
La sentenza esaminata riguarda i lavori per la trasformazione di una cantina in superficie abitabile, collegata a un’altra abitazione e suddivisa in quattro vani con servizi e ripostiglio, effettuata senza titolo autorizzativo. La Corte ha rilevato un cambiamento di destinazione d’uso penalmente rilevante perché avvenuto tra categorie non omogenee dal punto di vista urbanistico, con conseguente mutamento degli standard e del carico urbanistico. È stato così confermato l’orientamento del Consiglio di Stato, che nella sentenza 583/2001 ha difeso il principio secondo il quale la destinazione di un immobile non dipende dall’uso che il soggetto ne fa in concreto, ma da quanto dichiarato nel titolo abilitativo assentito.
 
La Corte ha precisato quindi che lo strumento urbanistico rappresenta l’atto di destinazione generica e trova attuazione nel titolo che abilita a costruire, quale atto di destinazione specifica che vincola il titolare. La giurisprudenza distingue tra destinazione d’uso urbanistico, riferita alle categorie specificate dalla legge, e destinazione d’uso edilizio, riferita al singolo edificio ed alle sue capacità funzionali.
 
Le interpretazioni restrittive della giurisprudenza fino a questo momento hanno investito anche la Dia. Lo scorso marzo, con la sentenza 9894, la Cassazione ha stabilito la possibilità di modificare la destinazione d’uso di un immobile attraverso la realizzazione di opere e interventi realizzati sulla base di una semplice Dia, ma solo nel caso in cui la nuova destinazione rientra tra quelle funzionalmente omogenee e compatibili dal punto di vista urbanistico. Anche in questa pronuncia, sulla base del Dpr 380/2001, la Corte ha precisato che la destinazione di un immobile si identifica con l’uso previsto dal titolo abilitativo. Se i lavori implicano un mutamento tra categorie funzionalmente autonome è necessario il permesso di costruire, richiesto anche per gli interventi nei centri storici che provocano un mutamento di destinazione tra categorie omogenee. La Dia è invece sufficiente per tutti gli altri casi. 

Non hanno finora beneficiato di incentivi neanche le ristrutturazioni. Lo scorso gennaio la Cassazione con la sentenza 8847/2009 ha stabilito la necessità del permesso di costruire e il pagamento del contributo di costruzione per gli interventi di manutenzione che portano alla creazione di un organismo edilizio diverso. La pronuncia ha toccato anche la classificazione delle opere abusive, tra le quali rientrano non solo le costruzioni realizzate separatamente dal corpo principale, ma qualunque struttura individuabile e suscettibile di uso indipendente.

Competenze legislative: Per l’operatività delle semplificazioni si attendono i termini entro i quali i Comuni, con apposite delibere, convalideranno le leggi regionali, prevedendo limiti o estensioni alle disposizioni. Situazione che, come lamentano gli operatori del settore costruzioni, comporterà una situazione eterogenea sul territorio. D’altra parte, però, la Cassazione, con la sentenza 3455 dello scorso dicembre, ha confermato il potere delle singole Regioni di stabilire per quali interventi sia sufficiente la Dia. La Corte tuttavia esclude da questa potestà i centri storici e i lavori che modificano la sagoma e il volume degli edifici. Limite superato dalle leggi regionali, che incentrano il rilancio dell’economia proprio sulla liberalizzazione degli aumenti volumetrici e che in qualche caso inseriscono i centri storici tra le aree soggette agli interventi.

Nella maggior parte dei casi i termini a disposizione dei Comuni per apportare modifiche al Piano Casa della Regione di cui fanno parte scadranno entro la fine di ottobre. A partire da queste date sarà delineato con più precisione il quadro normativo cui fare riferimento per la presentazione delle istanze.

 A regolare l’edilizia residenziale pubblica in Lombardia non sarà più un ventaglio di leggi, ma il Testo unico approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente, Roberto Formigoni, di concerto con l’assessore alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti.  Un provvedimento che abroga 27 leggi regionali, 14 delle quali non utilizzate da tempo, e 20 norme inserite in testi a contenuto generale, che quindi non riguardano esclusivamente la materia casa, riunendole in 6 titoli e 53 articoli.

In particolare, nel primo titolo sono elencate le competenze regionali e nel secondo specificate le funzioni di Comuni e Aler. 

Il terzo titolo, dedicato alla gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, comprende le norme sulle assegnazioni, regola i canoni di affitto e disciplina la partecipazione degli inquilini alla gestione degli immobili. 

Il quarto si occupa della valorizzazione del patrimonio indicando le norme da rispettare, come ad esempio quelle per la vendita dell’alloggio all’inquilino che lo abita, mentre il quinto è dedicato alle misure di sostegno diretto alla famiglia, Fondi per il sostegno affitti e per la locazione temporanea.

Nel sesto e ultimo titolo sono elencate le norme finali e riassunte sia quelle abrogate che quelle di salvaguardia.

Il Testo unico deve essere sottoposto ad approvazione del consiglio regionale prima di essere definitivamente convertito in legge.

Convegno all’Ambrosianeum Milano, in data 17 ottobre 2009 – Movimento Cristiano Lavoratori dialogo e ancora dialogo – Benito Sicchiero

ottobre 19, 2009

Convegno all’Ambrosianeum Milano, in data 17 ottobre 2009

 MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI: DIALOGO E ANCORA DIALOGO

Affrontati i grandi temi della società metropolitana: immigrazione, povertà,  lavoro. La posizione di Assoedilizia sul problema della casa

 Benito Sicchiero

 Dialogo. E ancora dialogo. Non per, semplicemente, proporre all’interlocutore la propria tesi, ovvero mettersi uno di fronte all’altro e decidere chi ha ragione. Ma per chiamarsi reciprocamente in causa, affrontare assieme quelle responsabilità che invitano ad andare verso il bene comune.

E’ la filosofia che ispira il Movimento cristiano lavoratori-Mcl di Milano riunitosi a congresso dal titolo “Primato del lavoro,  partecipazione, responsabilità” in vista dell’assise nazionale che si svolgerà dall’11 al 13 dicembre a Roma.

Tesi sostenuta da mons.  Giovanni Zappa, Moderator Curiae dell’Arcidiocesi di Milano e fatta propria da tutti gli intervenuti, a cominciare dal Vice Presidente nazionale Noè Ghidoni e dal presidente provinciale Paolo Viana che ha condotto i lavori.

Già al tavolo dei relatori si è assistito alla traduzione pratica del concetto: si sono susseguiti esponenti di sinistra e di destra (la senatrice Emanuela Baio Dossi e il presidente del Consiglio provinciale di Milano Bruno Dapei), sindacalisti della Cisl, rappresentanti della Compagnia delle Opere e del Forum Famiglie nonché del mondo della casa, proprietari e amministratori di condominio.

Ed è stato proprio il tema della casa uno dei punti rilevanti del dibattito.

Secondo la relazione del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, essendo l’Italia il Paese dell’Europa avanzata che subisce più di altri la gravità del problema a causa del ridotto numero di alloggi in affitto a canoni accessibili, occorre aumentarne la disponibilità anche agendo sulla leva fiscale, ad esempio adottando la cosiddetta “cedolare secca” del 20% (una tassazione più contenuta dell’attuale) per ogni tipo di contratto e non solo per i contratti agevolati – come vorrebbe il testo unificato, adottato dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Più case in locazione porterebbero automaticamente a un calmieramento dei prezzi.

Troverebbero più facilmente casa anziani, giovani coppie, studenti ma anche managers e dirigenti e tutti coloro che per motivi di carriera debbono spostare continuamente la dimora.

Categorie queste di grande rilevanza per la ripresa produttiva, e quindi del mondo del lavoro.

Bisogna inoltre mobilitare nell’edilizia in locazione investimenti di risorse finanziarie in possesso non solo delle famiglie (persone fisiche), ma anche delle persone giuridiche (società di gestione immobiliare, fondi di investimento, enti): con evidenti ricadute vantaggiose a favore di costruttori, professionisti, impiantisti, ed installatori. 

Dulcis in fundo: una politica della casa meno miope farebbe incassare più imposte, non solo in termini di imposta di registro,  ma anche come ICI, IRPEF ed IRPEG.  Infine non discriminare, sul piano delle agevolazioni tributarie, tra locazione convenzionata e locazione libera permetterebbe di perseguire una efficace politica di riqualificazione estetico-edilizia delle città.

Le politiche per l’immigrazione saranno uno dei temi portanti al Congresso nazionale:  Ghidoni infatti ha lanciato la proposta di rendere responsabili anche le Regioni nella definizione dei flussi. 

“Per noi è fondamentale ribadire il principio dell’ equilibrio – ha affermato Ghidoni – per questo abbiamo apprezzato la proposta di Errani e di Formigoni di rendere le Regioni corresponsabili nella gestione dei flussi”.

Lavoro, altro tema scottante. Paolo Viana ha sottolineato l’impegno del Movimento in una società dove l’impatto della crisi economica è molto forte, in cui molti lavoratori  devono salire sui tetti e sulle gru per difendere i propri diritti.  Aggiungendo:  “La maggior parte dei precari non sa né dove, né come discutere di piattaforme”.

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Expo: nuovo corso ed utili indicazioni – Marcello Menni

ottobre 19, 2009

Il giorno 8 di ottobre presso il Consiglio Regionale lombardo si è svolto un piccolo, ma interessante, convegno “Expo: qualità e territorio. Scenari ed Opportunità per gli enti locali”. Un’ottantina di persone, fra cui alcuni Consiglieri Regionali,  il Presidente del Consiglio De Capitani, che ha portato un saluto, ha assistito ad una decina di interventi con a tema l’Expo 2015.

 Se l’organizzatrice l’on. Coppo Gavazzi, ha posto l’accento sulle grande ricchezze agricole e le potenzialità turistiche della Lombardia, l’ing. Alli, da sempre stretto collaboratore del Presidente Formigoni e oggi parte della Società di Gestione Expo 2015 SpA, ha sottolineato che l’Expo’ non potrà dare risorse agli enti locali, ma ha altresì fatto presente che gli impatti positivi da parte di enti pubblici attivi ci saranno. Ha invitato soprattutto i comuni a proporre iniziative.

La società dell’Expo è disponibile a valutare e incoraggiare progetti validi, pur non potendo sostenerli economicamente.

 Ha poi riassunto l’impegno finanziario: 1 miliardo per l’organizzazione, 1,5 miliardi per  le opere connesse, 11 miliardi opere pubbliche connesse, 12 miliardi infine su infrastrutture lombarde.

Il prof. Secchi, altro consigliere di Expo 20125 SpA ha sottolineato che nel master plan presentato da poche settimane il tema che è stato maggiormente delineato è quello della sostenibilità. Sostenibilità anche ambientale e abitativa, con evidente riferimento all’Expo’ di Shanghai, ma anche economica e demografica al posto di tematiche puramente alimentari.

 Ciò consentirà, a parere del prof. Secchi, un maggiore sviluppo anche turistico.

La dott.ssa Mancini dell’Associazione Italo Cinese, ha posto l’accento sulle differenze con l’Expo di Shanghai, che ha coinvolto l’intero Paese e ha avuto strategie di marketing turistico molto efficaci.

Auspica che i problemi nella concessione di visti ai cittadini Cinesi siano presto risolti per fare affluire questo segmento turistico del futuro.

Comunicato stampa Assoedilizia “Infrastrutture grandi progetti scarse risorse”

ottobre 17, 2009

Al 39° Incontro di Studi Ce.S.E.T., co-patrocinato da Assoedilizia, che ha aperto i lavori all’Università degli Studi di Milano interessanti analisi sulle grandi opere. Domani conclusione con il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni

Milano, 16 ottobre 2009 – Interessante analisi del programma di grandi opere infrastrutturali programmate dallo Stato al  39° Incontro di Studi Ce.S.E.T co-sponsorizzato da Assoedilizia. L’Incontro si conclude domattina all’Università Statale di Milano con una tavola rotonda (cui partecipa il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici) aperta dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Secondo le relazioni del Prof. Andrea Boitani e del Prof. Marco Guido Ponti, a disposizione dell’Anas (strade e autostrade) ci sarebbero meno della metà dei 29 miliardi di investimenti previsti dal 2007 al 2011 mentre per le Ferrovie  (Alta Velocità, Alta Capacità e rete convenzionale) le risorse da reperire sarebbero del 50%; il Ponte sullo Stretto che verrà inaugurato il 23 dicembre è privo non solo della copertura finanziaria ma anche del progetto esecutivo; i rapporti costi-benefici della linea ferroviaria Alta Capacità Torino-Lione (quella delle proteste in Val di Susa per intenderci) e dell’autostrada del Tirreno, a causa di alcuni “errori” negli studi di valutazione sono diventati “fortemente positivi” invece che “fortemente negativi”.

Stamane i lavori sono iniziati con i saluti dell’organizzatore Prof. Mario Polelli, del Prorettore della Statale Prof. Casati, del Presidente Ce.S.E.T. Prof. Augusto Marinelli, Rettore dell’Università degli Studi di Firenze e dell’Assessore per la Pianificazione del Territorio della Provincia di Milano Ing. Fabio Altitonante. Quindi due Sessioni mattutine: la prima, chairman il Prof. Luigi Costato dell’Università di Ferrara, ha trattato il quadro finanziario degli investimenti (Prof. Andrea Boitani), il quadro delle infrastrutture urbane (prof. Lanfranco Senn), la valutazione nell’ambito delle espropriazioni per pubblica utilità (Prof. Mario Polelli); la seconda sessione, chairman il Prof. Giuseppe Stellin, Università degli Studi di Padova, ha affrontato i temi: la valutazione delle infrastrutture extraurbane (Prof. Marco Guida Ponti), le infrastrutture nel processo di sviluppo delle aree metropolitane (Prof. Giulio Mondini), la definizione delle aree strategiche e della governante delle Infrastrutture (Prof. Enrico Cicciotti). Hanno concluso, nel pomeriggio, le Sessioni parallele coordinate dai Professori Enrico Marone, Paolo Rosato, Luigi Costato.

La Lombardia, che detiene il 50% dell’interscambio totale del Nord-Italia, nel confronto con le 132 principali regioni dei 5 paesi più importanti d’Europa, si colloca al 71° posto per dotazione ferroviaria ed al 91° per quella stradale. Nell’Italia stessa, la nostra Regione si situa al 14° posto nel rapporto Km / abitanti, quanto a rete stradale e ferroviaria.  

La realizzazione di importanti infrastrutture – quali Pedemontana, Brebemi, Teem, Tibre (Tirreno-Brennero) avviata o in procinto di esserlo – è destinata a ridurre od eliminare il gap. Ma quali conseguenze la nuova rete autostradale avrà sul territorio e sui suoi abitanti sia in termini economici che di vivibilità? Entrano infatti in gioco una serie di fattori qualificanti che non si riconducono esclusivamente a plusvalori economici: si parla addirittura (vedi Commissione Sarkozy) di “felicità interna lorda” per valutare il grado di soddisfacimento di questa esigenza da parte dei cittadini.

 Tali infrastrutture stradali porteranno nei prossimi anni ad investimenti di oltre 10 miliardi di euro, dei quali in media il 15% riguarderà gli espropri. Le imprese interessate dai lavori saranno oltre mille e porteranno nel prossimo quinquennio ad un aumento occupazionale di oltre 100.000 addetti nei diversi settori.

Ci sarà un ingente impatto sul territorio lombardo, sia dal punto di vista ambientale che socio-economico; centinaia saranno i chilometri di strade che attraverseranno e modificheranno i terreni regionali e si stima che in tale ambito verranno abbattuti circa 4.000 fabbricati, con una consistente riduzione di suolo agricolo a favore del processo di urbanizzazione.

Peraltro la nuova tendenza sarà quella di individuare attorno al sistema autostradale nuove opportunità di poli di sviluppo, soprattutto in corrispondenza dei caselli di uscita, attraverso intese tra operatori e comuni, anche mediante forme finanziarie nuove quali il project financing.

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Comunicato stampa Assoedilizia “Sette buone ragioni per incrementare le case in locazione”

ottobre 17, 2009

Ma la cedolare secca applicata solo ai contratti concordati-agevolati (come previsto dal testo adottato dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati) non basta allo scopo.

 Milano, 17 ottobre 2009 – 

Intervenendo all’odierna Tavola Rotonda “Emergenza casa. Una società senza tetto?” organizzata, all’Ambrosianeum di Milano, da MCL Movimento Cristiano Lavoratori,in occasione del Congresso provinciale; il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici ha affermato:

 “ L’Italia in Europa è il Paese che ha meno case in affitto. Siamo al livello dei paesi economicamente meno evoluti: la Turchia, l’Irlanda. E siamo superati dalla Spagna.

 Ne discutiamo qui tra addetti ai lavori che ormai hanno sentito quasi tutto in argomento.

 Vorrei perciò semplicemente ricordare 7 buone ragioni perché si debba ritenere che in Italia occorre   incrementare il numero degli alloggi offerti in locazione.

 1) Anzitutto, primo effetto positivo sarebbe  automaticamente quello di un calmieramento dei prezzi; non solo della locazione,ma anche della compravendita, perché anche in questo campo la domanda viene alleggerita di una pressione impropria.

Disporre di una minor offerta abitativa in locazione significa (per via del fenomeno di mercato conseguente alla rarefazione dell’offerta), tener alto il livello dei prezzi del prodotto. E viceversa.

 2) Secondo effetto positivo: una maggior disponibilità di alloggi per coloro che non riescono o non intendono, per vari motivi, acquistarli.

  Troveranno casa a prezzi contenuti anche gli anziani, le giovani coppie, i managers ed i dirigenti e tutti coloro che per motivi di carriera debbon spostare continuamente la dimora.

 3) Una maggiore flessibilità del rapporto cittadino/abitazione (cioè una maggior mobilità abitativa); che meglio permette di secondare i processi di trasformazione socio-economica in atto a livello, non solo nazionale, ma globale.

 Il radicamento degli italiani alla casa di proprietà è un serio ostacolo ai processi di ristrutturazione e di riconversione economico-sociali, così necessari alla competitività internazionale del nostro Paese.   

 Altro effetto benefico sta in una riduzione del fenomeno della marginalizzazione della residenza e quindi del pendolarismo.

 4) Mobilitare nell’edilizia in locazione investimenti di risorse finanziarie, alla ricerca di collocazioni economicamente interessanti, attualmente in possesso non solo delle famiglie (persone fisiche), ma anche delle persone giuridiche (società di gestione immobiliare, fondi di investimento, enti).

 5) Dar luogo, per via del maggior dinamismo del rapporto conduttore/immobile rispetto al rapporto proprietario/immobile (senz’altro più statico: anzi improntato ad uno spiccato immobilismo;non parliamo del condominio che, fra tutti,è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze di rinnovamento urbano) ad un sostanziale incremento degli interventi di manutenzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio: con evidenti ricadute vantaggiose a favore di costruttori, professionisti, impiantisti, ed installatori. Il che non guasta in questo periodo di crisi.

 Il “turn over” delle case in locazione implica un costante adeguamento del patrimonio edilizio.

 Insomma, rispetto alla situazione della casa in proprietà, se siamo in presenza di una locazione economicamente conveniente ( altrimenti c’è il degrado, come avveniva con l’equo canone) la manutenzione degli immobili e la loro riqualificazione sul piano edilizio/urbanistico ne guadagnano indubbiamente.

 Oggi abbiamo il problema della riqualificazione energetica e le possibilità di recupero offerte dal piano casa: settori nei quali i locatori, ed in particolare le società immobiliari, possono giocare un ruolo veramente importante.

 Purtroppo una legislazione fiscale miope ed ottusa continua a punire, nel settore degli interventi di riqualificazione degli edifici, particolarmente le società di gestione immobiliare soprattutto se locano alloggi, le quali sono peraltro i soggetti dotati di maggiori disponibilità, anche finanziarie, per interventi di tal genere.

 6) Dulcis in fundo: incassare più imposte, non solo in termini di imposta di registro,  ma anche come ICI, IRPEF ed IRPEG.

 Consideriamo che queste ultime danno luogo ad un gettito che è di 7 miliardi e mezzo, poco meno di quello dell’ICI.

  E che, a furia di costringere, con difficoltà di mercato e con privilegi fiscali, gli italiani a comprar casa, e poi riconoscendo agli stessi per l’abitazione principale in proprietà una esenzione generalizzata da tutte le imposte, a pagar l’ICI e le imposte dirette fra poco, per il residenziale, non ci sarà più nessuno.

 7) Non discriminare poi, sul piano delle agevolazioni tributarie, tra locazione convenzionata e locazione libera permette di perseguire una efficace politica di riqualificazione estetico-edilizia delle città.” 

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