Archivio per novembre 2009

Assoedilizia informa: Incontro del Corpo Consolare con gli esponenti di Milano e lombardi

novembre 24, 2009

Colombo Clerici, Assoedilizia: “La città vive da protagonista la scena economica italiana e internazionale”. I numeri degli stranieri e delle imprese da loro costituite. 

 Il Corpo Consolare della Lombardia  ha incontrato  questo pomeriggio presso l’Hotel “Seven Stars” in Galleria Vittorio Emanuele, gli esponenti del mondo politico, economico, sociale della città. 

Gli onori di casa vengono fatti dal Decano Ambasciatore Gustavo Moreno e dal Vice Decano Console Patrizia Signorini.
Vengono conferiti riconoscimenti, tra gli altri, al governatore lombardo Roberto Formigoni, al sindaco di Milano Letizia Moratti, al presidente della provincia di Milano Guido Podestà.

Presenti il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli, di Assolombarda Alberto Meomartini, di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, il prefetto ed il questore di Milano Gianvalerio Lombardi e Vincenzo Indolfi, il procuratore Generale presso la Corte d’Appello Manlio Minale, i comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza generali Carlo Gualdi e Mario Forchetti, Francesco Saverio Borrelli.

 “Milano – ha dichiarato Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia  – vive da protagonista la scena economica italiana e internazionale.
Questo pomeriggio, in occasione del tradizionale incontro col Corpo Consolare, dà risalto alla vocazione all’internazionalità della città di Milano, testimoniata dall’elevata presenza di rappresentanze consolari  estere (oltre 100 Paesi rappresentati) che sono le più numerose al mondo, dopo quelle di New York, per una città non capitale e di vasta schiera di rappresentanze commerciali, camere di commercio,  centri ed istituti di cultura e di studio ( da quello svizzero a quello francese, a quello germanico), scuole estere.  

Perché Milano,imprenditoriale e produttiva, è una vera e propria metropoli multietnica, luogo di scambio di culture e di costumi diversi, autentico fattore propulsivo dello sviluppo, proprio come avviene per New York.
Senza tale apporto, ogni civiltà, ogni economia, ogni futuro si inaridisce”.

Alla fine del 2008 risultavano ufficialmente presenti a Milano oltre 181.000 cittadini stranieri: tra le prime comunità, per numero, i filippini (29.000), gli egiziani (23.500), i cinesi (oltre 15.000).

Secondo dati che si riferiscono al 2007, ventimila sono i posti di lavoro creati dalle imprese con titolare extracomunitario, di cui 3.800 per i milanesi.
Mentre volano le imprese etniche a Milano e provincia, oltre 17.000, il 14,1% su tutte le ditte individuali dell’area milanese, +3,2% nel 2007.
Le principali nazionalità sono l’egiziana (4.344 imprese), la cinese (2.675) e la marocchina (1.438). Tra le imprese comunitarie, invece, il record spetta alle imprese rumene (1.514 su 2.729: oltre la metà). Se consideriamo la variazione rispetto all’ anno precedente, il record spetta proprio ai rumeni (+40,1% nel numero di imprese), seguiti dagli albanesi (+20,4%) e dai cittadini dell’Ecuador (+13,7%).

www.assoedilizia.com

Assoedilizia informa: “Le incertezze della certificazione energetica”, Milano 23.11.2009

novembre 23, 2009

LE INCERTEZZE DELLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA

  Milano, lunedì 23 Novembre 2009 – ore 14.00 18.00 Sala Orlando – Unione Commercio – Corso Venezia 47/49

 Professionisti tecnici, imprese di costruzione, proprietari d’immobili, amministratori condominiali, agenti immobiliari, installatori d’impianti, in poche parole tutta la “filiera” immobiliare, utenti finali compresi, si incontrano per evidenziare le criticità presenti nella “certificazione energetica” in Lombardia e chiedere la revisione della legislazione regionale in materia.
Assoedilizia è rappresentata dal perito industriale Mauro Canesi.

 A margine del convegno il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:
“Una seria querelle quella che oppone la Regione Lombardia ad un esercito di contribuenti-proprietari immobiliari, sulla questione delle certificazioni energetiche.

 La regione è  all’avanguadia in campo nazionale, in quanto ha munito la norma che impone la certificazione in caso di vendita e dall’anno venturo addirittura in caso di contratto di locazione, di pesantissime sanzioni pecuniarie. Ed è forte dell’appoggio incondizionato di oltre 6.000 tecnici certificatori accreditati, che non vedono l’ora di aver lavoro da svolgere. 

Ma non si rende conto di star facendo, su questa questione, una fuga in avanti che potrebbe esporla al rischio di una figura donchisciottesca. 

Mentre nel G2 (e Copenhagen ne darà la prova) i Paesi più forti  USA e Cina stanno facendo capire al mondo ed all’Europa, in particolare, che l’impegno per il contenimento delle emissioni di gas serra, è una bella cosa, ma prima vengono le esigenze dell’economia, soprattutto in questi tempi di crisi.

E mentre alcuni paesi europei hanno “concordato” tetti di emissione più ragionevoli di quelli che l’Italia ha supinamente accettato; e mentre ancora in Europa ed in Italia alcuni settori, come quello industriale, stanno ottenendo un doveroso “rallentamento” degli impegni di risparmio energetico.

Per gli immobili si continua imperterriti con la logica messa a fuoco prima dello scoppio della crisi economica, come se nulla fosse accaduto: imponendo pesantissimi oneri individuali alle famiglie.

Uno di questi appunto è rappresentato dalla certificazione energetica: ma poi ci sono anche tutte le opere di adeguamento alle normative di virtuosità energetica.  

Quel che è grave è che, a fronte di un pressoché nullo  effetto benefico ambientale a livello globale,  si pretenda di assoggettare ad un regime di rigorose normative di virtuosità energetica, del quale le certificazione sono la base, non solo le nuove costruzioni edilizie (il che sarebbe pur ragionevole in una visione politica prospettica), ma tutto il patrimonio edificato.

 Ed a marce forzate: come sta accadendo appunto in Lombardia.

Né vale trincerarsi dietro le normative nazionali ed europee: la solerzia dimostrata dalla nostra regione in questo campo (imponendo norme più rigorose di ogni altra regione italiana ) è degna di miglior causa.”

 www.assoedilizia.com

 

Convegno di Studi: La ricerca di un’Italia “altra”, Lodovico Belgiojoso architetto (1909-2004) – 1 dicembre 2009

novembre 23, 2009

La ricerca di un’Italia “altra”
Lodovico Belgiojoso architetto
(1909-2004)

Convegno di studi nell’anniversario della nascita

Politecnico di Milano, 1 dicembre 2009
Aula Rogers Politecnico di Milano, Via Bonardi, 3, 20133 Milano

Comitato d’Onore
Letizia Moratti, Sindaco di Milano
Giulio Ballio, Rettore del Politecnico di Milano
Pier Carlo Palermo, Preside della Facoltà di Architettura e Società, Politecnico di Milano
Amerigo Restucci, Rettore dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, IUAV
Alberto Artioli, Soprintendente per i Beni Architettonici e il Paesaggio
Roberto Cecchi, Direttore Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del MiBAC
Achille Lineo Colombo Clerici, Presidente dell’Associazione Milanese della Proprietà Edilizia
Claudio De Albertis, Presidente di Assimpredil ANCE
Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Presidente della Fondazione Museo del Design
Gianfranco Maris, Presidente dell’Associazione Nazionale Ex-Deportati
Giovanna Mazzocchi, Presidente dell’Editoriale Domus
Davide Rampello, Presidente della Triennale di Milano
Daniela Volpi, Presidente dell’Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano

Comitato scientifico
Matilde Baffa
Alberico Barbiano di Belgiojoso
Guya Bertelli
Valerio Di Battista
Augusto Rossari
Silvano Tintori
 
Cura della mostra e della documentazione
Guya Bertelli
Alessandra Cattanei
Leyla Ciagà
Marco Ghilotti
 
Video e filmati
Federico Brunetti

 Si prega di confermare la partecipazione a:
Servizio Comunicazione
Tel. 02 2399 2008
Fax 02 2399 2542
e-mail: infopoint@polimi.it

L’esperienza dello Studio BBPR è articolata e complessa non soltanto nel campo delle pratiche specifiche del mestiere dell’architetto, ma anche di quelle riguardanti l’insegnamento e l’elaborazione culturale: la presenza internazionale dei suoi partner è inoltre rara in Italia negli anni centrali del secolo scorso.
La giornata di studi, che dedichiamo a Belgiojoso, non si propone di separarlo dalla vita del sodalizio, ma di dare risalto al suo contributo “personale” in seno alla produzionecomplessiva dello Studio con Gianluigi Banfi, Enrico Peressuttie Ernesto N. Rogers.
Due sono i temi da mettere in evidenza.
Il primo riguarda l’impegno civile e politico di Belgiojoso, volto alla ricerca di un’Italia “altra” dove l’esistenza si scontra con le dubbie verità del Paese tradizionalista e lassista: lo coinvolge nella Resistenza, a cui fa seguito la deportazione in Germania, riversandosi nell’opera grafica e letteraria.
Il secondo attiene alle differenze, intrinseche nelle forti personalità dei quattro architetti, tre dopo la scomparsa di Banfi, che trasformano lo Studio in un laboratorio culturale di grande attualità.
In margine al Convegno sarà allestita una mostra riferita in particolare a Lodovico Belgiojoso e ai temi che verranno trattati. 

 1 dicembre 2009 Aula Rogers 01|12|09
Programma

9.30
Apertura dei lavori e Chairman: Pier Carlo PalermoLa ricerca urbanistica: dalla città al territorio
Intervengono:
Silvano Tintori, Giuliana Ricci, Alberico B. Belgiojoso

L’architettura e il confronto con la storia
Intervengono:
Matilde Baffa, Sergio Crotti, Marco Dezzi Bardeschi

Dibattito
Coordinamento: Guya Bertelli

Rinfresco

14.30
Chairman: Cesare Stevan

Il museo come narrazione: tra rinnovamento e memoria
Intervengono:
Serena Maffioletti, Aldo Castellano, Gianfranco Maris

La questione della tecnica e il rapporto con l’industria
Intervengono:
Valerio Di Battista, Maurizio Vogliazzo, Giampiero Bosoni

Coffee break

L’insegnamento, gli scritti, la poesia
Intervengono:
Augusto Rossari, Aurelio Cortesi, Fabrizio Schiaffonati, Donatella Bisutti

Dibattito

Chiusura dei lavori: Giulio Ballio

Camera di Commercio Italo-Russa: Convegno “Come uscire dalla crisi” 23 Novembre 2009

novembre 23, 2009

Incontro con gli operatori italiani organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Russa

 LA RUSSIA DEL DOPO CRISI: MENO IMPORTAZIONE PIU’ PRODUZIONE

 Benito Sicchiero

Anche la Russia, dove operano numerose aziende italiane, soffre la crisi: come uscirne nel migliore dei modi ed, anzi, prepararsi alla ripresa?

La Camera di Commercio Italo-Russa ha fornito suggerimenti e risposte organizzando un incontro con associazioni di imprenditori e ed industriali dal taglio eminentemente  pratico. Presente anche Assoedilizia, invitata nella persona del suo presidente Achille  Colombo Clerici.

La Russia uscirà dalla crisi con profonde trasformazioni: meno importazioni e più produzione locale.

E’ fondamentale quindi per l’imprenditore italiano attrezzarsi per produrre in quel Paese, sotto il controllo di un familiare o di persona di grande fiducia; mantenendo però la progettazione e il cuore operativo in Italia.
Se l’azienda non funziona al meglio, prima di addebitarne la responsabilità all’esterno, si rende indispensabile un check-up per individuare le carenze: organizzazione, prodotto, mercato, soci. Ad esempio, grandi aziende come Polaroid ed Agfa Color sono fallite per l’incapacità di  modificare la produzione che non aveva più mercato.

Poi ci sono le cause esterne: ad esempio, gli orafi sono in crisi perché il prezzo dell’oro è quadruplicato e gli operatori non sono in grado di trasferire il rincaro della materia prima sul prodotto finito.
E talvolta, pur individuato lo spazio per un nuovo prodotto,  non è possibile reperire le risorse a causa della stretta creditizia.

Un aiuto viene dagli strumenti di finanziamento pubblici messi a disposizione dai governi centrale e locali: spesso però il piccolo e medio imprenditore ha bisogno di esperti che lo guidino nel complesso iter burocratico. E non solo.

Purtroppo la cultura industriale non è il suo forte, e, in un  quadro di complessità crescente e di sempre maggiore esposizione alla concorrenza, può avere bisogno di una vera e propria “formazione”.

Gli strumenti pubblici hanno nomi e definizioni note: legge 394, legge  100, Fondo di garanzia, Fondi strutturati: contribuiscono con risorse dirette (a fondo perduto o a tasso agevolato) per le più diverse fasi dell’attività aziendale: dagli studi di fattibilità al credito verso l’export alla promozione all’innovazione di prodotto.
Di sicuro bisogna sapersi muovere per cogliere tutte le opportunità.

I relatori. Ing. Michele Brustia, Segretario generale della CcIR, chairman; ing. Luigi Iperti, vicepresidente CcIR e presidente CC  Italia-Uzbekistan “Introduzione alla giornata”; dott. Riccardo Federico Rocca, Reset Finanza e Risorse “Il check up aziendale per individuare la patologia”; dott. Maurizio Bonalumi, presidente Gruppo  Eurocrea “Gli strumenti finanziari per superare la crisi”; dott. Alessio Foletti, Direttore territoriale BNL-BNP Paribas “Il ruolo della banca nell’agevolare la ripresa”; dott. Giovanni Bianchi, Reset  Finanza e Risorse “Gli istituti giuridici a supporto della convalescenza”; avv. Fabio Polettini, Reset Finanza e Risorse “I segni distintivi dell’impresa nella crisi aziendale”.

Convegno sul tema dell’integrazione Cinese in Italia – Assoedilizia – Istituto Italo cinese Milano 19 novembre 2009

novembre 23, 2009

Nella sede di Assoedilizia a Milano convegno organizzato dall’Istituto Italo Cinese Vittorino Colombo

 LA COMUNICAZIONE STRUMENTO PER  INTEGRARE LA REALTA’ CINESE IN ITALIA

 Benito Sicchiero

In cinese la parola pensiero si scrive con due ideogrammi: cuore e testa. Perché esso è il frutto di razionalità e di emotività.
 Basta questo per comprendere quanto profonda sia quella cultura di cui  conosciamo poco o nulla. Ed è vero il contrario.

Allora come si può parlare di integrazione se non si conosce l’“altro”, se prevalgono i pregiudizi e gli stereotipi, se si vuole imporre la cultura nostra, se non si costruiscono ponti di conoscenza reciproca a cominciare da  corsi di insegnamento della lingua?

Eppure ce n’è bisogno. La realtà cinese a Milano come in Italia è troppo importante sia numericamente – oltre 15.000 a Milano, la terza comunità dopo quella filippina ed egiziana, oltre 200.000 in Italia – sia per incidenza nel tessuto economico come i casi di Prato e di Como insegnano.
Ed è in rapida trasformazione. Nel 2004  le attività commerciali cinesi (distribuzione) hanno superato quelle produttive; gli studenti cinesi nelle nostre università sono passati da circa 600 in tutta Italia nel 2004 ad oltre 2000 solo a Milano; i nuovi migranti (patrioti globali si autodefiniscono) sono imprenditori e professionisti.

La politica nazionale e locale tenta di governare il fenomeno con scarsa conoscenza e con leggi e normative “a posteriori”, cioè trattando le sue conseguenze, non le origini. 

E’ la conclusione del convegno “La comunità cinese di fronte alle sfide dell’integrazione” organizzato a Milano dall’Istituto italo-cinese Vittorino Colombo con l’alto patronato del Consolato generale della Repubblica Popolare di Cina e la collaborazione di Assoedilizia  che lo ha ospitato nelle sue sale. Tra i molti partecipanti, una folta rappresentanza cinese.

Dopo l’apertura dei lavori del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, mons. Gianni Zappa, moderator curiae dell’Arcidiocesi milanese ha portato il saluto del cardinale Tettamanzi ed ha ricordato come il processo di integrazione si basi su un lungo e paziente processo di comunicazione e di dialogo. Comunicazione che è assolutamente inadeguata se è vero, come è vero, che sulle pagine dei giornali, nei servizi televisivi, la comunità cinese è conosciuta soltanto per i fatti di via Sarpi o per il numero delle parrucchiere che fanno concorrenza alle colleghe milanesi: “E’ più facile chiudersi che dialogare, che incontrare l’‘altro’ su un piano di pari dignità”ha detto Zappa. Ed ha portato ad esempio l’oratorio della parrocchia della Santissima Trinità dove l’integrazione è un fatto reale.

Ottimista su questo futuro di integrazione il Console generale Zhang Limin che ha sottolineato le positive caratteristiche della comunità  cinese basate su laboriosità, serietà, propensione al risparmio, spiegando i motivi della presunta chiusura dei connazionali alla società circostante: essa è dovuta all’ignoranza della lingua che gli immigrati degli anni ’90, provenienti da regioni povere della Cina,  non hanno potuto apprendere impegnati com’erano nel lavoro.
Ma le cose stanno cambiando con l’arrivo dei “nuovi cinesi”, figli di famiglie benestanti, più acculturati e aperti alle nuove società, italiana ed europee.

Carlo Moro, presidente vicario dell’Istituto Italia Cina Vittorino Colombo, ha ricordato la funzione, tuttora importante, dell’Istituto, frutto della felice intuizione  del grande uomo politico che 40 anni fa istituì il primo ponte culturale tra i due Paesi.

Dalle relazioni successive, moderate da Agostino Giovagnoli dell’Università Cattolica di Milano, è emerso il quadro della presenza cinese a Milano. Elisa Giunipero, Comunità di Sant’Egidio: i primi cinesi sono giunti in via Canonica da Parigi alla fine degli anni ’20. 
Oggi, a differenza di altre comunità, sono costituiti prevalentemente da famiglie con figli; ed anche se agli occhi occidentali sembrano costituire una classe omogenea, sono diversi per status economico,  sociale e culturale nonché per provenienza da Province differenti tra loro anche nella lingua.
E ancora: il nuovo migrante è “globale” nel senso che oggi opera in Italia, domani, indifferentemente, in Germania o in Sudamerica sempre alla ricerca di nuove opportunità.

Mentre i  vecchi immigrati raggiungevano un Paese per rimanerci, oggi puntano a rientrare in Cina. E’ indispensabile quindi che i decisori, nazionali e locali, aggiornino le loro conoscenze altrimenti prepareranno “ricette” per realtà superate. Come conferma l’imprenditore Angelo Ou, nato a Milano da immigrati di prima generazione, che, ricco di episodi sulla vita della comunità milanese, accusa la politica italiana di legiferare sull’emergenza e non sul day by day.

Giovanni Pesce, Comitato esecutivo di Assiom  ha trattato il rapporto  tra comunità cinese e il sistema bancario italiano. In precedenza Luca Ratti della Banca Profilo e Alfredo Agustoni ricercatore della Fondazione Ismu hanno presentato due volumetti bilingui: la “Guida legale per lavorare e vivere in Italia” redatta dallo Studio Picozzi Morigi di Roma, sponsor Banca Profilo (ad esempio, come conservare i cibi nei ristoranti); e “Abitare in Lombardia”, promosso dalla Regione e realizzato con la Fondazione Ismu, in collaborazione con Assoedilizia, attraverso  il Progetto Radici (ad esempio, come comprare casa).

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Assoedilizia informa: Virgo Fidelis – Celebrazione della Ricorrenza dei Carabinieri a Milano nella Chiesa di Sant’Angelo dei Padri Francescani – 21 novembre 2009

novembre 23, 2009

CELEBRAZIONI PER LA “VIRGO FIDELIS” DEI CARABINIERI

I carabinieri di Milano, alla presenza del generale Carlo Gualdi, comandante interregionale “Pastrengo”, e del generale Marco Scursatone, comandante regionale, hanno celebrato oggi la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma, nel sessantottesimo anniversario della battaglia di Culqualber e della Giornata dell’Orfano.

Appuntamento alle 9.30 alla caserma “Montebello” di via Vincenzo Monti per la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti.

Alle ore 11 si è celebrata una messa nella chiesa di Sant’Angelo dei Frati Francescani, nell’omonima piazza, mentre nella caserma “Ugolini” di via della Moscova si sono consegnati i riconoscimenti agli orfani ed alle vedove dei militari caduti nell’adempimento del dovere.

Ampia la partecipazione della città, da sempre stretta attorno ai “suoi” militi ed ai valori di abnegazione, fedeltà al dovere, vicinanza a chi ha bisogno, che essi rappresentano: tra le personalità,il sottosegretario Mario Mantovani,il senatore Giampiero Cantoni, il vice Sindaco di Milano Riccardo De Corato, il nuovo Procuratore Generale Manlio Minale, i generali Nello Barale e Mario Forchetti, il Questore Vincenzo Indolfi, in rappresentanza del Corpo Consolare Patrizia Signorini, Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia, mons. Mario Salvadeo e Guglielmo Guidobono Cavalchini dell’Ordine di Malta, Salvatore Messina Direttore della Banca d’Italia, Francesco Saverio Borrelli, Gaetano Galeone e Ferruccio Ferradini, Rosario Alessandrello presidente dei Cavalieri del Lavoro lombardi, Pierfrancesco Gamba,Guglielmo Masto.

Il titolo “Virgo Fidelis” che esprime il significato della vita di Maria e della Sua missione, non ha mai avuto una risonanza universale e un culto particolare nella Chiesa.

Nella liturgia infatti non esiste una speciale festa. Il merito maggiore della diffusione e dell’affermazione del culto alla “Vergine Fedele” è dei carabinieri , che ne invocano la protezione nella loro preghiera.

Nell’Arma il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per iniziativa di mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, ordinario militare d’Italia, e di P. Apolloni S.J., cappellano militare capo.
Lo stesso comandante generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, patrona dei carabinieri.
La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma che ha per motto: “Nei secoli fedele”.
L’8 dicembre 1949 Pio XII, accogliendo l’istanza di mons. Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber; battaglia nella quale l’eroismo, fino alla morte, di un manipolo di 210  carabinieri ed indigeni, valse all’Arma  la seconda medaglia d’oro al valor militare.

Questa battaglia, nelle parole del generale Gualdi, è il “simbolo del senso del dovere, della fedeltà fino all’estremo sacrificio: valori ideali che ispirano da sempre l’Arma”.

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Incontro: “Lombardia: le incertezze della certificazione energetica” – 23 novembre 2009

novembre 19, 2009

incontro

LOMBARDIA: LE INCERTEZZE DELLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA

 Milano, lunedì 23 novembre 2009 – ore 14.00 – 18.30
Sala Orlando – Unione Commercio – Corso Venezia 47/49

 organizzato da

Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori
Federazione dei Collegi dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Regione
Lombardia collegi aderenti Brescia, Como, Cremona, Mantova, Milano-Lodi, Pavia, Sondrio
ANACI – Associazione Nazionale Amministratori Condominiali ed Immobiliari
Assoedilizia – Associazione Milanese della Proprietà Edilizia
FIMAA Milano – Collegio Agenti d’Affari in Mediazione della Provincia di Milano dal 1945

 con l’adesione di

ANCE Lombardia – Associazione Regionale dei Costruttori Edili Lombardi 
ANTA – Associazione Nazionale Termotecnici ed Aerotecnici
ASSISTAL – Associazione Nazionale Costruttori di Impianti
CIR – Centro Italiano Riscaldamento
CNA – Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori
CNPI – Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati
CONFCOOPERATIVE – FEDERABITAZIONE LOMBARDIA

La partecipazione all’incontro è gratuita ed è aperta a tutti fino a esaurimento posti
Non è necessaria l’iscrizione

In allegato il programma dell’incontro e il modulo di adesione da compilare e consegnare il giorno dell’evento

 segreterie organizzative
Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori |T 02 29 00 21 74 | http://www.consultalombardia.archiworld.it
Federazione dei Collegi dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Regione Lombardia | T 02 89 40 84 44 | www.periti-industriali.milano.it

 

NB: il modulo di adesione è scaricabile al seguente link: http://www.periti-industriali.milano.it/home.html