Assoedilizia informa: Il ritorno del presepio, soprattutto nelle case

Milano, Natale 2009 –

Nel 2007 da una ricerca di Assoedilizia era emerso  il forte calo del presepio rispetto all’albero, come simbolo natalizio: uno a cinque.

Nonostante statuite, capanne, pastori e re magi siano quasi spariti dai banconi dei grandi magazzini (ma resistono in molti negozi) nelle case, presso le famiglie e in qualche istituzione pubblica, sia pure con il sospetto di influenze politiche, c’è una ripresa di interesse per il presepe, magari in miniatura, e per il suo valore simbolico: “Non abbiamo mai venduto tante statuine come quest’anno” affermano i negozianti.

È bastato che, a seguito di malaccorte polemiche, si tornasse a parlare del presepio,  per creare una sorta di “chiamata”.

Molti si sono affrettati, con acquisti anche minimi — un mulino a vento in terracotta, una pastora con un agnellino — a difendere una tradizione che va ben al di là del contingente: una tradizione che da quasi mille anni raccoglie intorno a sé grandi e piccoli, credenti e non credenti, una tradizione che vuole essere anche una risposta al consumismo dissacrante. 

Come confermano i pellegrinaggi sempre più frequenti a Gerusalemme ed a Betlemme dove il souvenir religioso dominante è rappresentato proprio dalla grotta-capanna del presepio. 

A Milano, in molte parrocchie i fedeli collaborano attivamente all’allestimento di presepi che, in alcune chiese, di anno in anno vengono rinnovati con impegno, fantasia e senso artistico.

Segnaliamo tra i più meritevoli di menzione e di esser visitati  i presepi di San Simpliciano, Sant’Alessandro, S.Marco, quelli tradizionali di S. Satiro e di S. Vincenzo de’ Paoli, San Babila, S. Ambrogio, Santa Maria delle Grazie, San Vittore.

Riportiamo le parole con le quali il teologo mons. Giuseppe Angelini presenta il presepio di S. Sempliciano, parole che si adattano ad ogni presepe allestito, sia nelle basiliche più pompose, sia nelle chiesette più semplici: “Fin dall’inizio parve che si volesse nascondere. Nacque non a Gerusalemme, la grande città, ma nella campagna, vicino a Betlemme. Non fu subito manifesto a tutti, e neppure a molti, ma a pochissimi.Essi non arrivarono alla capanna in folla, ma per una strada singolare, chiamati uno per uno. Fino ad oggi è possibile giungere fino a Lui soltanto percorrendo una via singolare.  La via di ciascuno è diversa da quella di ogni altro.  E chi cammina per la via diritta e comoda, percorsa da tutti, non lo incontra.”

www.assoedilizia.com

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