Archivio per gennaio 2010

Accertamenti catastali microzone Milano – Sentenza della commissione tributaria di Milano annulla riclassamenti ed accertamenti di nuove rendite

gennaio 25, 2010

La Commissione Tributaria Provinciale di Milano accoglie il ricorso di un contribuente avverso un accertamento di nuove rendite catastali, relativo all’operazione di revisione catastale condotta da Comune di Milano ed Agenzia del Territorio in quattro microzone della città, ed annulla il riclassamento e l’accertamento catastale.  

Accolti i motivi giuridici generali di illegittimità a suo tempo individuati da Assoedilizia ed in particolare:

 – violazione di norme generali dell’ordinamento amministrativo, dello statuto del Comune di Milano, di norme costituzionali.

 – illegittimità del procedimento amministrativo complesso, per incompetenza dei funzionari comunali ad assumere la decisione “politica” di ricorrere alla revisione prevista dalla legge.

 – illegittimità, per disparità di trattamento fiscale (violazione degli artt. 3 e 53 della Costituzione) derivante dal sistema della individuazione delle microzone: potrebbe avvenire (cosi dice la sentenza) che una “reggia”, classificata A2, inserita in zona non interessata dalla revisione, sia esente da ogni rivalutazione, mentre una abitazione semplicemente di buona qualità, ricadente in una zona interessata, possa addirittura passare da A2 ad A1 (ndr. venendo in tal modo assoggettata persino all’obbligo di pagare l’ICI, pur essendo prima casa).  

 – illegittimità della determinazione del Direttore della Agenzia del territorio, per incompetenza nella definizione delle modalità per l’applicazione della legge (determinazione della cosiddetta soglia di scostamento al 35%).

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Siamo soddisfatti perché constatiamo che anche in campo tributario si possono vedere rispettati i principi di legittimità, di equità e di giustizia.

Si tratta di una decisione molto approfondita ed articolata che poggia su un esame completo di tutti i complessi aspetti giuridici della questione.

Un precedente giurisprudenziale del quale non si potrà non tener conto anche in sede di altre pronunce sulle stessa questione e che conforta chi ancora è convinto che anche le questioni giuridiche più ardue, magari per la loro novità, trovino giudici pronti ad affrontarle.

Assoedilizia ricorda che sulla questione è pendente un ricorso al TAR avverso la deliberazione del Consiglio Comunale di Milano di individuazione delle microzone e avverso le determinazioni della Agenzia del territorio; e che, appena possibile, verrà proposto, se del caso, ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Assoedilizia riserva a questo tema una attenzione ed un impegno prioritari; anche perché la vicenda milanese, antesignana a livello nazionale, si inquadra in una previsione di legge (seguita peraltro da alcune altre città, fra le quali Bari, Ferrara, Spoleto, Orvieto, Casale Monferrato, Mirandola, Cervia, Castellaneta, Spello, Ravarino) che non si vorrebbe fosse ripresa da analoghi nuovi provvedimenti.” 

Assoedilizia segnala che il procedimento di riclassamento per microzone, nel suo processo di attuazione nel tempo, presenta ulteriori ragioni di iniquità perché:

– la sua attuazione per tranches, con accertamenti notificati, alcuni entro la fine del 2008 ed altri entro la fine del 2009, comporta una ulteriore disparità di trattamento perché, sulla base dei primi, si cominceranno a pagare maggiori imposte dal 2009, mentre per gli altri dal 2010.

– a questa revisione catastale, interessante parte del territorio comunale, non potrà seguire, sulla base della disposizione di legge che ha originato il procedimento, una analoga revisione in altre zone; perché la sussistenza del presupposto per l’applicazione della legge istitutiva è già stata verificata storicamente ad una determinata data, da parte della Agenzia del Territorio e non è possibile ritornare sulla decisione. 
Sicché, o si è proceduto per tutte le zone per le quali si è riscontrata la sussistenza del presupposto, ed allora l’operazione è esaurita. O se ne è lasciata indietro qualcuna, sulla base di una discrezionalità che non esiste nella legge; ed allora la illegittimità discende da questo motivo.

Sicché, avremo la conseguenza aberrante che per due immobili vicini, che hanno avuto nel tempo due incrementi di valore eguali, per l’uno è intervenuta la revisione (con aumento dei valori catastali e maggiori tasse), per l’altro questa revisione non interverrà mai più: per il semplice e puro fatto che essi ricadono in differenti e distinte zone, sulla base di una apodittica ripartizione comunale.

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Assicurazione Edifici per calamità naturali – Convegno AIDA – Commento Assoedilizia

gennaio 24, 2010

Al Convegno AIDA-Associazione Internazionale di Diritto delle Assicurazione riproposta la “Polizza sociale” contro le calamità naturali

Colombo Clerici, Assoedilizia, esprime forti perplessità.
Potrebbe servire allo Stato per meno impegnarsi sull’ambiente.  La casa paga già allo Stato imposte generali ed oltre 167 milioni di euro per soli contributi specifici ambientali

 Benito Sicchiero

Le catastrofi naturali – terremoti, frane, alluvioni, incendi, crolli  – causano ogni anno in Italia molti morti e feriti e molti milioni di danni: indispensabile quindi una maggiore prevenzione. Ma, una volta che il disastro è successo, bisogna almeno ridurre le conseguenze del danno economico che pesa sul superstite e sullo Stato. Come? Con una assicurazione: che deve essere “sociale”, frutto cioè di una collaborazione tra Stato e compagnie di assicurazione. In sintesi: polizza obbligatoria, modulata secondo il rischio più o meno forte nelle diverse aree del  Paese, detraibile dalle imposte, possibilità per le compagnie di competere tra loro per contenerne il costo .Se ne parla da anni ma niente è stato deciso.  A pungolare il governo ci ha pensato il convegno “Forme di collaborazione tra Stato e Compagnie di assicurazione in materia di regolamentazione dei danni conseguenti a calamità naturali” organizzato a Milano da Aida-Associazione internazionale di diritto delle assicurazioni, sezione lombarda. Tre le sessioni: Le esperienze nella regolamentazione dei rischi catastrofali, Aspetti tecnico-assicurativi, Valutazione della regolamentazioni esistenti in tema di rischi catastrofali e proposte di soluzione per il nostro Paese; concluse da una tavola rotonda dal tema “Contraddizioni tra le leggi esistenti e le necessità operative in caso di catastrofi naturali”.

I relatori, italiani e stranieri, sono intervenuti con ricchezza di dati e profondità di conoscenze. Si sono apprese quindi, ad esempio, le tipologie di rischio in Europa e in Italia, la percentuale di assicurati in Italia (contro il terremoto circa l’1%) e nel mondo (10%, per citare, in California); la classifica dei rischi naturali in Italia (al primo posto alluvioni e frane a conferma di un territorio fragile e devastato.

Con una precisazione: ogni euro investito in prevenzione fa risparmiare 4 euro in danni e 3,5 euro in soccorsi). E molto altro.
Il convegno ha inteso dimostrare, inoltre, che le compagnie di assicurazione hanno la competenza, la conoscenza, l’esperienza per offrire allo Stato un valido supporto. Il Presidente di ASSOEDILIZIA avv. Achille Colombo Clerici:  “ C’è un punto pregiudiziale da chiarire. Tutte le nuove proposte, che prevedono oneri a carico degli immobili, con facoltà di rivalersi su altri o sullo Stato, nascono in tal modo, ma, strada facendo,rimangono irrevocabilmente a carico integrale degli immobili e dei loro proprietari. Così successe con l’ICI che, nella originaria previsione, doveva esser accollata per metà agli inquilini, effettivi fruitori dei servizi comunale. Poi, sappiamo com’è andata a finire. Cosi succederebbe con questa polizza obbligatoria il cui costo si prevede, in questa sede teorica, come detraibile. C’è comunque una sostanziale differenza  concettuale e nessuna analogia tra la copertura assicurativa obbligatoria, a carico degli immobili, in caso di catastrofi naturali e l’assicurazione obbligatoria d Lo Stato peraltro percepisce dagli immobili, per questo compito, imposte erariali generali e, in determinate zone, contributi specifici per 167.226.200 euro ( attraverso i consorzi di bonifica).
Imporre dunque una assicurazione obbligatoria in modo generalizzato,   equivarrebbe ad applicare una doppia tassazione, per il medesimo scopo.
Anzi l’introduzione di una assicurazione obbligatoria a carico dei danneggiati potrebbe paradossalmente essere controproducente: perché lo Stato, sollevato dall’obbligo degli indennizzi, potrebbe sottrarsi  di fatto gradualmente al suo compito istituzionale di investire nella sicurezza del territorio.
 E così si chiuderebbe, una volta per tutte, con l’ennesimo errore,  il cerchio della salvaguardia del bel Paese”.

 I lavori, coordinati da Roberto Pontremoli e Giorgio Sacerdoti, hanno visto gli interventi di Luigi Molinari, Fabio Maniori, Diana Cerini, Marco Frigessi di Rattalma, Anselm Smolka, Serge Troeber, Felice Penco, Roberto Manzato, Bernardo de Bernardinis, Adolfo Bertani, Massimo Antonarelli, Mario Polelli, Nicolò Zanon di Valgiurata, Maurizio de Tilla, Giovanni Rolando, Pietro Antonio de Paola.

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Accertamenti catastali – Microzone Milano sentenza Commissione Tributaria – Illegittimità – Articoli su Sole 24 Ore, Repubblica, Giornale

gennaio 24, 2010

Revisione catastale per microzone attuata a Milano e nelle seguenti città:  Bari, Ferrara, Spoleto, Orvieto, Casale Monferrato, Mirandola, Cervia, Castellaneta, Spello, Ravarino.

 Importante sentenza della Commissione tributaria di Milano

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In data odierna , 24 gennaio 2010 i quotidiani – Sole 24 Ore – Repubblica – Il Giornale hanno riferito la notizia comunicata da Assoedilizia relativa alla sentenza con la quale la Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha dato ragione al contribuente annullando gli accertamenti di nuove rendite catastali e di riclassamenti.

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La decisione contiene il riconoscimento implicito di alcuni principi generali: il giudice ordinario o tributario accerta la illegittimità, anche sul piano costituzionale, dell’atto amministrativo e, non potendolo caducare erga omnes, cioè annullare, lo disapplica direttamente al caso deciso.   

Accolti i motivi giuridici generali di illegittimità del Procedimento complesso di revisione catastale attuato dal Comune di Milano e dalla Agenzia del Territorio, a suo tempo individuati da Assoedilizia ed in particolare:

– violazione di norme generali dell’ordinamento amministrativo, dello statuto del Comune di Milano, di norme costituzionali.

– illegittimità del procedimento amministrativo complesso, per incompetenza dei funzionari comunali ad assumere la decisione “politica” di ricorrere alla revisione prevista dalla legge.

– illegittimità, per disparità di trattamento fiscale (violazione degli artt. 3 e 53 della Costituzione) derivante dal sistema della individuazione delle microzone: potrebbe avvenire (cosi dice la sentenza) che una “reggia” , classificata A2, inserita in zona non interessata dalla revisione, sia esente da ogni rivalutazione, mentre una abitazione semplicemente di buona qualità, ricadente in una zona interessata, possa addirittura passare da A2 ad A1 (ndr. venendo in tal modo assoggettata persino all’obbligo di pagare l’ICI, pur essendo prima casa).  

– illegittimità della determinazione del Direttore della Agenzia del territorio, per incompetenza nella definizione delle modalità per l’applicazione della legge (determinazione della cosiddetta soglia di scostamento al 35%).

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Svizzera – Incontro con Ambasciatore Bernardino Regazzoni – Assoedilizia informa

gennaio 23, 2010

Il presidente di Assoedilizia e dell’ Associazione Amici di Milano Achille Colombo Clerici ha incontrato il nuovo Ambasciatore della Confederazione Elvetica presso il Governo Italiano, Bernardino Regazzoni, insediato dal 1 gennaio 2010, in visita a Milano. 

Nell’esprimere all’Ambasciatore, in uno con il benvenuto in Italia, le più vive felicitazioni per l’alto mandato di rappresentanza culturale, sociale, politica, racchiuso nell’incarico diplomatico affidatogli dal suo Governo, Colombo Clerici ha detto: “Auspico che le relazioni tra i nostri Paesi si rafforzino sempre più, all’insegna di una collaborazione reciproca, improntata ai più nobili valori della nostra comune cultura.
La Svizzera è , nel sentimento degli italiani, un Paese storicamente considerato amico e prezioso per il nostro progresso in campo civile, politico, culturale e scientifico, economico.
Il cammino che abbiamo da compiere è un cammino tracciato dalla storia.
Lavorare insieme per il progresso comune, l’obiettivo che ci sta davanti.”

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St. Moritz aperte le celebrazioni del centenario della Ferrovia del Bernina, Patrimonio dell’UNESCO

gennaio 23, 2010

Molte le iniziative in programma. Colombo Clerici, Assoedilizia: “Nel cuore delle Alpi anticipato lo spirito dell’Europa unita”

Benito Sicchiero

Quando il treno spartineve a vapore classe 1910, unico al mondo, ha infranto il muro di neve e ghiaccio approntato su un binario di servizio della stazione di St. Moritz, un lungo applauso si è levato dal pubblico e dai giornalisti, incentivati da una generosa distribuzione di vin brulè e di castagne. È stato l’evento-simbolo che ha aperto le cerimonie previste nel 2010 per ricordare i cento anni della linea del Bernina, un capolavoro dell’ingegneria ferroviaria che unisce Tirano (441 m s.l.m.) a St. Moritz (1775 m) dopo aver toccato i 2253 m. all’Ospizio Bernina. Dai ghiacciai alle palme. E’ la ferrovia più alta delle Alpi, conta, in soli 62 km, 13 gallerie e tunnel e 52 ponti.

Ma quello che ha fatto diventare la ferrovia del Bernina patrimonio mondiale dell’Unesco, oltre al valore tecnologico, è anche lo straordinario paesaggio che attraversa: un paesaggio che cambia radicalmente ogni stagione raggiungendo in ottobre – chi l’avrebbe detto considerato che i luoghi sono meta prevalentemente di un turismo invernale di alto livello proveniente da tutto il mondo – , con giornate ancora tiepide e i boschi che mostrano tutti i colori della tavolozza, il massimo fascino. 

Il Centenario, già presentato a Milano dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e da autorità dei Grigioni, è stato illustrato all’hotel Carlton del capoluogo grigionese da numerose autorità svizzere e italiane. Tra queste Hans-Jurg Spillmann, presidente della Ferrovia Retica-RhB, il prefetto di Sondrio Erminia Rosa Cesari, Massimo Sartorio presidente della Provincia di Sondrio, Ariane Ehrat, ceo Engadine St. Moritz, Hansjorg Trachsel, rappresentante del governo grigionese, Hans Hatz e Alois Vinzens della Banca dei Grigioni, Gerhard Greiter della Siemes, Mario Cotelli cda del Credito Valtellinese, Felix Keller dell’Academia Engiadina di Samedan, Silvio Briccola ed Enrico Bernasconi delle Ferrovie Retiche. Non di soli aspetti tecnici e paesaggistici si è parlato: la linea del Bernina che fa parte delle Ferrovie Retiche, 384 chilometri totali,  ha trasportato nel 2008 700.000 passeggeri ed ha un bilancio di 100 milioni di franchi.

In un crescendo di partecipazione, si sono sgranate le iniziative: inaugurazione della mostra Unesco alla stazione di St. Moritz con foto, documentari e modellini, proiezioni di immagini della Linea Albula e della Linea Bernina. Trasferimento con il Trenino rosso per l’inaugurazione del Museo del ghiaccio a Diavolezza: due igloo creati con 3000 mc di ghiaccio e neve, all’interno concerto di corni d’Alpe, foto e filmati. Lungo il percorso fuochi d’artificio e proprio a Diavolezza discesa in teleferica di una gigantesca riproduzione della moneta coniata per l’evento.  Escursione con il famoso trenino alla fermata Alp Grum, sosta nell’accogliente baita-ristorante con vista mozzafiato sulla Val Poschiavo e, a St Mortiz, conclusione in bellezza con gita nei boschi su slitta trainata da cavalli. Non male, se si aggiunge che, contrariamente alla previsioni, c’è stata la sorpresa di un tempo magnifico.

Nell’anno del centenario ogni stagione verrà scandita da una festa. Tirano 8-9 maggio: inaugurazione della Porta Bernina, del sentiero Unesco Tirano-Thusis (120 km); festa cittadina ed inaugurazione di mostre ed esposizioni “storia e cultura” tra Tirano, Valposchiavo ed Engadina. Poschiavo-Brusio 18-20 giugno: festa dei 100 anni all’interno del viadotto di Brusio con torta di compleanno, fuoco, luce e musica; messa in scena del viadotto elicoidale, inaugurazione della torretta meteorologica presso il Lago Bianco; apertura delle attrazioni all’Ospizio Bernina, Alp Grum; inaugurazione della scultura  galleggiante sul Lago Bianco, opera di Daniele Ligari. Pontresina 18-19 settembre: Festa popolare con camminata d’incontro Svizzera-Italia; seminario Unesco con vari responsabili dei siti; attrazioni sulla cima Unesco della Ferrovia retica.

Il commento più appropriato ci sembra quello di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, da sempre sostenitore delle ferrovie transalpine: “Con la Linea del Bernina, audace, per i tempi, sistema di comunicazione, il nord-est della Lombardia e i Grigioni, divisi da lingue, religioni e costumi, si sono fusi in una sola realtà culturale: precorrendo, nel cuore delle Alpi, lo spirito dell’Europa unita” 

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Certificazione energetica degli edifici. Tribunale di Varese dichiara incostituzionale l’obbligo, nel caso di procedure esecutive

gennaio 21, 2010

Certificazione energetica degli edifici. Tribunale di Varese dichiara incostituzionale l’obbligo, nelle procedure esecutiva. Assoedilizia e Federlombarda Edilizia ne chiedono alla Regione Lombardia la soppressione in generale.

Assoedilizia informa che il Tribunale di Varese ha ritenuto incostituzionale la Deliberazione con la quale la Giunta della Regione Lombardia ha istituito l’obbligo di allegare al decreto di trasferimento di immobili nelle procedure esecutive l’attestato di certificazione energetica; disponendo la disapplicazione della relativa prescrizione amministrativa nel caso specifico.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“La decisione contiene il riconoscimento implicito di alcuni principi generali: il giudice ordinario accerta la illegittimità, anche sul piano costituzionale, dell’atto amministrativo e, non potendolo caducare erga omnes, cioè annullare, lo disapplica direttamente al caso deciso.   

La sentenza ha poi, nel merito, chiaramente riconosciuto l’ onerosità dell’obbligo di certificazione, dato il serio dispendio economico e le lungaggini della pratica tecnica che esso comporta; nonché la sua illegittimità, nel caso specifico, per violazione della Costituzione Italiana.

Essa rappresenta una pronuncia importante sul piano dei principi, ed apre la via ad una serie di decisioni del giudice di merito che potranno minare l’ operazione certificazione, condotta dalla nostra Regione al di fuori della “copertura”, sul piano dei principi, della legge nazionale.”   

L’obbligo, secondo la Regione Lombardia, sussiste anche per gli interventi edilizi e, dal luglio di quest’anno, anche per  i contratti di locazione stipulati ex novo o rinnovati: sono previste inoltre, anche se la legge nazionale nulla dispone, pesanti sanzioni pecuniarie.

Questo indirizzo comporta dunque un notevole aggravio di oneri e di costi per gli immobili, in un momento in cui il settore andrebbe alleggerito di carichi in grado di comprimerne la competitività economica.

E si risolve in una penalizzazione proprio di quei beni che, anche per le loro caratteristiche di vetustà e di qualità edilizia, appartengono alle fasce meno abbienti della popolazione, che andrebbero incentivate e non costrette a sacrifici economici.

Inoltre, allo stato, la normativa in esame non comporta alcun beneficio sul piano del contenimento energetico: questo è attualmente solo teorico.

 Mentre concretamente, nell’immediato, si ha un aggravio di costi che si tradurrà in un fattore frenante l’economia del settore. Una misura dunque esattamente di senso inverso a quella che si renderebbe necessaria in questa congiuntura economica negativa.

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 La Regione Toscana ha peraltro recentemente abrogato con la legge n.71/09, la precedente legge n.39/05 istitutiva (con relative sanzioni pecuniarie in caso di violazione) dell’obbligo di allegazione dell’attestato di certificazione  energetica degli edifici agli atti di trasferimento di immobili; nonché dell’obbligo di consegna all’inquilino della documentazione stessa in caso di stipula di contratti di locazione.

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Assoedilizia e Federlombarda Edilizia, alla luce di questi fatti nuovi e delle ragioni esposte, chiederà formalmente alla Regione Lombardia la soppressione dell’obbligo : ricordando il dovere della Pubblica amministrazione di auto-annullare gli atti amministrativi in caso di illegittimità degli stessi e di revocarli in caso di inopportunità e di abrogare le leggi regionali sempre illegittime e inopportune.

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Piano Governo territorio PGT Milano. Forum a Palazzo Reale 20 gennaio 2010

gennaio 21, 2010

Al forum sul Piano di Governo del Territorio di Milano organizzato da Verdi e Lista Civica

COLOMBO CLERICI: ALL’ENTE PUBBLICO IL CONTROLLO DEL MECCANISMO DELLA PEREQUAZIONE

 Benito Sicchiero

Sul PGT-Piano di Governo del Territorio di Milano, lo strumento di pianificazione-regolazione  destinato a disegnare il volto della città fino al 2030,  si sono sfiorati – non confrontati – esponenti  dell’imprenditoria e della tutela ambientale e il “padre” del PGT, l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli.

Occasione, il forum promosso dai consiglieri comunali Enrico Fedreghini (Gruppo Verdi) e Carlo Montalbetti (Lista Milano Civica).
 Relatori, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, Claudio De Albertis (Assimpredil), Salvatore Crapanzano (Coordinamento Comitati Milanesi), Damiano De Simine (Legambiente), Costanza Pratesi (Ufficio Studi Fai), Mario Sartori (Rete Civica di Milano).

Presenti, tra gli altri, Pierluigi Roccatagliata, Alberico Belgiojoso, Riccardo Pellegatta, Luca Beltrami Gadola, Jacopo Gardella, Bernardo Negri da Oleggio.

Non sono facili i primi passi del PGT che dovrebbe entrare in vigore tra circa un anno: rinvii della discussione in Consiglio comunale, 1400 emendamenti circa, 200 dei quali della stessa maggioranza, ed osservazioni preannunciate dai cittadini rivelano mal di pancia ad ogni livello.
Ci sono i carboni ardenti del tunnel sotterraneo che dovrebbe collegare Expo e Linate attraversando Milano e il destino del Parco Sud che, pur destinato a fornire le volumetrie per costruire altrove, non è al sicuro da insediamenti.

Ma sembra che la stessa modalità attuativa della filosofia del Piano, improntata non più ad una rigida pianificazione, ma ad una flessibilità capace di rispondere, adeguandosi di volta in volta alle esigente mutevoli della città, desti qualche perplessità: perché, per evitare possibili abusi, il Piano deve essere gestito con decisione, con strategia, da un Comune forte.

Ai molti interrogativi Colombo Clerici ha aggiunto i suoi: pur apprezzando l’impostazione generale e il lavoro scientifico svolto, si è chiesto – ed ha chiesto – come, ad esempio, il PGT si concili con il Piano Casa del governo e quali possano essere le conseguenze di una sovrapposizione e di un’eventuale contraddizione tra i due strumenti. 

Esprimendo timori per una non escludibile gestione monopolistica del  meccanismo della perequazione che andrebbe controllato dall’ente pubblico anche attraverso una struttura ad hoc (la cosiddetta borsa delle volumetrie) in grado di assicurare trasparenza e certezza dei diritti anche ai più deboli.

Con il rilievo che i criteri di libertà cui si ispira il Piano dovrebbero rispondere a logiche economiche e non finanziarie.

Da parte di altri oratori si è rilevato che anche la “densificazione” della città, che dovrebbe tradursi in un aumento della popolazione dagli attuali 1.300.000 abitanti a quasi 1.700.000 non potrà avvenire se non si metterà in atto una politica complessiva di contenimento di costi (Milano è la città più cara d’Italia).

Nel suo saluto, Masseroli ha ribadito il valore innovativo del PGT che dovrebbe assicurare lo sviluppo urbanistico di Milano dopo che il precedente strumento (il PRG) ha rivelato fondamentali carenze.

E, rivolto all’opposizione, ha detto “Confrontiamoci sulle cose concrete senza pregiudiziali ideologiche”.

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