Archivio per gennaio 2010

Svizzera – Incontro con Ambasciatore Bernardino Regazzoni – Assoedilizia informa

gennaio 23, 2010

Il presidente di Assoedilizia e dell’ Associazione Amici di Milano Achille Colombo Clerici ha incontrato il nuovo Ambasciatore della Confederazione Elvetica presso il Governo Italiano, Bernardino Regazzoni, insediato dal 1 gennaio 2010, in visita a Milano. 

Nell’esprimere all’Ambasciatore, in uno con il benvenuto in Italia, le più vive felicitazioni per l’alto mandato di rappresentanza culturale, sociale, politica, racchiuso nell’incarico diplomatico affidatogli dal suo Governo, Colombo Clerici ha detto: “Auspico che le relazioni tra i nostri Paesi si rafforzino sempre più, all’insegna di una collaborazione reciproca, improntata ai più nobili valori della nostra comune cultura.
La Svizzera è , nel sentimento degli italiani, un Paese storicamente considerato amico e prezioso per il nostro progresso in campo civile, politico, culturale e scientifico, economico.
Il cammino che abbiamo da compiere è un cammino tracciato dalla storia.
Lavorare insieme per il progresso comune, l’obiettivo che ci sta davanti.”

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St. Moritz aperte le celebrazioni del centenario della Ferrovia del Bernina, Patrimonio dell’UNESCO

gennaio 23, 2010

Molte le iniziative in programma. Colombo Clerici, Assoedilizia: “Nel cuore delle Alpi anticipato lo spirito dell’Europa unita”

Benito Sicchiero

Quando il treno spartineve a vapore classe 1910, unico al mondo, ha infranto il muro di neve e ghiaccio approntato su un binario di servizio della stazione di St. Moritz, un lungo applauso si è levato dal pubblico e dai giornalisti, incentivati da una generosa distribuzione di vin brulè e di castagne. È stato l’evento-simbolo che ha aperto le cerimonie previste nel 2010 per ricordare i cento anni della linea del Bernina, un capolavoro dell’ingegneria ferroviaria che unisce Tirano (441 m s.l.m.) a St. Moritz (1775 m) dopo aver toccato i 2253 m. all’Ospizio Bernina. Dai ghiacciai alle palme. E’ la ferrovia più alta delle Alpi, conta, in soli 62 km, 13 gallerie e tunnel e 52 ponti.

Ma quello che ha fatto diventare la ferrovia del Bernina patrimonio mondiale dell’Unesco, oltre al valore tecnologico, è anche lo straordinario paesaggio che attraversa: un paesaggio che cambia radicalmente ogni stagione raggiungendo in ottobre – chi l’avrebbe detto considerato che i luoghi sono meta prevalentemente di un turismo invernale di alto livello proveniente da tutto il mondo – , con giornate ancora tiepide e i boschi che mostrano tutti i colori della tavolozza, il massimo fascino. 

Il Centenario, già presentato a Milano dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e da autorità dei Grigioni, è stato illustrato all’hotel Carlton del capoluogo grigionese da numerose autorità svizzere e italiane. Tra queste Hans-Jurg Spillmann, presidente della Ferrovia Retica-RhB, il prefetto di Sondrio Erminia Rosa Cesari, Massimo Sartorio presidente della Provincia di Sondrio, Ariane Ehrat, ceo Engadine St. Moritz, Hansjorg Trachsel, rappresentante del governo grigionese, Hans Hatz e Alois Vinzens della Banca dei Grigioni, Gerhard Greiter della Siemes, Mario Cotelli cda del Credito Valtellinese, Felix Keller dell’Academia Engiadina di Samedan, Silvio Briccola ed Enrico Bernasconi delle Ferrovie Retiche. Non di soli aspetti tecnici e paesaggistici si è parlato: la linea del Bernina che fa parte delle Ferrovie Retiche, 384 chilometri totali,  ha trasportato nel 2008 700.000 passeggeri ed ha un bilancio di 100 milioni di franchi.

In un crescendo di partecipazione, si sono sgranate le iniziative: inaugurazione della mostra Unesco alla stazione di St. Moritz con foto, documentari e modellini, proiezioni di immagini della Linea Albula e della Linea Bernina. Trasferimento con il Trenino rosso per l’inaugurazione del Museo del ghiaccio a Diavolezza: due igloo creati con 3000 mc di ghiaccio e neve, all’interno concerto di corni d’Alpe, foto e filmati. Lungo il percorso fuochi d’artificio e proprio a Diavolezza discesa in teleferica di una gigantesca riproduzione della moneta coniata per l’evento.  Escursione con il famoso trenino alla fermata Alp Grum, sosta nell’accogliente baita-ristorante con vista mozzafiato sulla Val Poschiavo e, a St Mortiz, conclusione in bellezza con gita nei boschi su slitta trainata da cavalli. Non male, se si aggiunge che, contrariamente alla previsioni, c’è stata la sorpresa di un tempo magnifico.

Nell’anno del centenario ogni stagione verrà scandita da una festa. Tirano 8-9 maggio: inaugurazione della Porta Bernina, del sentiero Unesco Tirano-Thusis (120 km); festa cittadina ed inaugurazione di mostre ed esposizioni “storia e cultura” tra Tirano, Valposchiavo ed Engadina. Poschiavo-Brusio 18-20 giugno: festa dei 100 anni all’interno del viadotto di Brusio con torta di compleanno, fuoco, luce e musica; messa in scena del viadotto elicoidale, inaugurazione della torretta meteorologica presso il Lago Bianco; apertura delle attrazioni all’Ospizio Bernina, Alp Grum; inaugurazione della scultura  galleggiante sul Lago Bianco, opera di Daniele Ligari. Pontresina 18-19 settembre: Festa popolare con camminata d’incontro Svizzera-Italia; seminario Unesco con vari responsabili dei siti; attrazioni sulla cima Unesco della Ferrovia retica.

Il commento più appropriato ci sembra quello di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, da sempre sostenitore delle ferrovie transalpine: “Con la Linea del Bernina, audace, per i tempi, sistema di comunicazione, il nord-est della Lombardia e i Grigioni, divisi da lingue, religioni e costumi, si sono fusi in una sola realtà culturale: precorrendo, nel cuore delle Alpi, lo spirito dell’Europa unita” 

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Certificazione energetica degli edifici. Tribunale di Varese dichiara incostituzionale l’obbligo, nel caso di procedure esecutive

gennaio 21, 2010

Certificazione energetica degli edifici. Tribunale di Varese dichiara incostituzionale l’obbligo, nelle procedure esecutiva. Assoedilizia e Federlombarda Edilizia ne chiedono alla Regione Lombardia la soppressione in generale.

Assoedilizia informa che il Tribunale di Varese ha ritenuto incostituzionale la Deliberazione con la quale la Giunta della Regione Lombardia ha istituito l’obbligo di allegare al decreto di trasferimento di immobili nelle procedure esecutive l’attestato di certificazione energetica; disponendo la disapplicazione della relativa prescrizione amministrativa nel caso specifico.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“La decisione contiene il riconoscimento implicito di alcuni principi generali: il giudice ordinario accerta la illegittimità, anche sul piano costituzionale, dell’atto amministrativo e, non potendolo caducare erga omnes, cioè annullare, lo disapplica direttamente al caso deciso.   

La sentenza ha poi, nel merito, chiaramente riconosciuto l’ onerosità dell’obbligo di certificazione, dato il serio dispendio economico e le lungaggini della pratica tecnica che esso comporta; nonché la sua illegittimità, nel caso specifico, per violazione della Costituzione Italiana.

Essa rappresenta una pronuncia importante sul piano dei principi, ed apre la via ad una serie di decisioni del giudice di merito che potranno minare l’ operazione certificazione, condotta dalla nostra Regione al di fuori della “copertura”, sul piano dei principi, della legge nazionale.”   

L’obbligo, secondo la Regione Lombardia, sussiste anche per gli interventi edilizi e, dal luglio di quest’anno, anche per  i contratti di locazione stipulati ex novo o rinnovati: sono previste inoltre, anche se la legge nazionale nulla dispone, pesanti sanzioni pecuniarie.

Questo indirizzo comporta dunque un notevole aggravio di oneri e di costi per gli immobili, in un momento in cui il settore andrebbe alleggerito di carichi in grado di comprimerne la competitività economica.

E si risolve in una penalizzazione proprio di quei beni che, anche per le loro caratteristiche di vetustà e di qualità edilizia, appartengono alle fasce meno abbienti della popolazione, che andrebbero incentivate e non costrette a sacrifici economici.

Inoltre, allo stato, la normativa in esame non comporta alcun beneficio sul piano del contenimento energetico: questo è attualmente solo teorico.

 Mentre concretamente, nell’immediato, si ha un aggravio di costi che si tradurrà in un fattore frenante l’economia del settore. Una misura dunque esattamente di senso inverso a quella che si renderebbe necessaria in questa congiuntura economica negativa.

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 La Regione Toscana ha peraltro recentemente abrogato con la legge n.71/09, la precedente legge n.39/05 istitutiva (con relative sanzioni pecuniarie in caso di violazione) dell’obbligo di allegazione dell’attestato di certificazione  energetica degli edifici agli atti di trasferimento di immobili; nonché dell’obbligo di consegna all’inquilino della documentazione stessa in caso di stipula di contratti di locazione.

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Assoedilizia e Federlombarda Edilizia, alla luce di questi fatti nuovi e delle ragioni esposte, chiederà formalmente alla Regione Lombardia la soppressione dell’obbligo : ricordando il dovere della Pubblica amministrazione di auto-annullare gli atti amministrativi in caso di illegittimità degli stessi e di revocarli in caso di inopportunità e di abrogare le leggi regionali sempre illegittime e inopportune.

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Piano Governo territorio PGT Milano. Forum a Palazzo Reale 20 gennaio 2010

gennaio 21, 2010

Al forum sul Piano di Governo del Territorio di Milano organizzato da Verdi e Lista Civica

COLOMBO CLERICI: ALL’ENTE PUBBLICO IL CONTROLLO DEL MECCANISMO DELLA PEREQUAZIONE

 Benito Sicchiero

Sul PGT-Piano di Governo del Territorio di Milano, lo strumento di pianificazione-regolazione  destinato a disegnare il volto della città fino al 2030,  si sono sfiorati – non confrontati – esponenti  dell’imprenditoria e della tutela ambientale e il “padre” del PGT, l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli.

Occasione, il forum promosso dai consiglieri comunali Enrico Fedreghini (Gruppo Verdi) e Carlo Montalbetti (Lista Milano Civica).
 Relatori, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, Claudio De Albertis (Assimpredil), Salvatore Crapanzano (Coordinamento Comitati Milanesi), Damiano De Simine (Legambiente), Costanza Pratesi (Ufficio Studi Fai), Mario Sartori (Rete Civica di Milano).

Presenti, tra gli altri, Pierluigi Roccatagliata, Alberico Belgiojoso, Riccardo Pellegatta, Luca Beltrami Gadola, Jacopo Gardella, Bernardo Negri da Oleggio.

Non sono facili i primi passi del PGT che dovrebbe entrare in vigore tra circa un anno: rinvii della discussione in Consiglio comunale, 1400 emendamenti circa, 200 dei quali della stessa maggioranza, ed osservazioni preannunciate dai cittadini rivelano mal di pancia ad ogni livello.
Ci sono i carboni ardenti del tunnel sotterraneo che dovrebbe collegare Expo e Linate attraversando Milano e il destino del Parco Sud che, pur destinato a fornire le volumetrie per costruire altrove, non è al sicuro da insediamenti.

Ma sembra che la stessa modalità attuativa della filosofia del Piano, improntata non più ad una rigida pianificazione, ma ad una flessibilità capace di rispondere, adeguandosi di volta in volta alle esigente mutevoli della città, desti qualche perplessità: perché, per evitare possibili abusi, il Piano deve essere gestito con decisione, con strategia, da un Comune forte.

Ai molti interrogativi Colombo Clerici ha aggiunto i suoi: pur apprezzando l’impostazione generale e il lavoro scientifico svolto, si è chiesto – ed ha chiesto – come, ad esempio, il PGT si concili con il Piano Casa del governo e quali possano essere le conseguenze di una sovrapposizione e di un’eventuale contraddizione tra i due strumenti. 

Esprimendo timori per una non escludibile gestione monopolistica del  meccanismo della perequazione che andrebbe controllato dall’ente pubblico anche attraverso una struttura ad hoc (la cosiddetta borsa delle volumetrie) in grado di assicurare trasparenza e certezza dei diritti anche ai più deboli.

Con il rilievo che i criteri di libertà cui si ispira il Piano dovrebbero rispondere a logiche economiche e non finanziarie.

Da parte di altri oratori si è rilevato che anche la “densificazione” della città, che dovrebbe tradursi in un aumento della popolazione dagli attuali 1.300.000 abitanti a quasi 1.700.000 non potrà avvenire se non si metterà in atto una politica complessiva di contenimento di costi (Milano è la città più cara d’Italia).

Nel suo saluto, Masseroli ha ribadito il valore innovativo del PGT che dovrebbe assicurare lo sviluppo urbanistico di Milano dopo che il precedente strumento (il PRG) ha rivelato fondamentali carenze.

E, rivolto all’opposizione, ha detto “Confrontiamoci sulle cose concrete senza pregiudiziali ideologiche”.

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Prostituzione: Regolamenti di condominio e contratti di locazione – Apposito patto e clausola risolutiva espressa per escluderla. Intervista resa a Libero; 18 gennaio 2010

gennaio 18, 2010

La prostituzione, via dalle strade: e dunque nelle case. 

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici: 

“ Se così è, c’è da chiedersi se l’esercizio libero ed autonomo della prostituzione, non riconducibile ad alcuna forma di organizzazione o di sfruttamento (poiché presumiamo che in tal caso si ritenga attività illecita) sia da considerarsi lecito. 

Sorge, in questa ipotesi, il problema di escluderlo per chi, condominio o proprietario che loca, non intendesse permettere l’insediamento in un fabbricato di tale attività.

Confedilizia ha suggerito di inserire nel regolamento condominiale una apposita clausola, da approvarsi all’unanimità da parte di una assemblea totalitaria.

Aggiungiamo, sull’altro aspetto, che nei nuovi contratti di locazione occorre inserire, da subito, un patto che ponga il “divieto di esercizio della prostituzione in qualsiasi forma, nonché di attività connesse”, pena la risoluzione del contratto per inadempimento ai sensi dell’art 1456 del Codice Civile.” 

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Gigi Speroni, in Memoria – Cordoglio di Assoedilizia

gennaio 18, 2010

I FUNERALI DI GIGI SPERONI, SCRITTORE E MAESTRO DI GIORNALISMO

Commossa partecipazione di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, e di Benito Sicchiero, segretario dei Giornalisti pensionati di Lombardia

Si sono svolti questa mattina nella chiesa parrocchiale di Ghirla (Varese) i funerali del giornalista e scrittore Gigi Speroni, figura storica del giornalismo milanese, scomparso dopo una breve malattia. Aveva 80 anni. Molti a rendergli l’ultimo saluto, molti i messaggi di condoglianze alla moglie Mirella e al figlio Matteo, redattore del Corriere della Sera. Tra questi il messaggio del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici che ha ricordato commosso lunghi anni di amicizia e collaborazione. Si unisce Benito Sicchiero, segretario del Gruppo Giornalisti Pensionati della Lombardia di cui Speroni era componente nel direttivo: “Abbiamo perso – ha detto – non solo un collega esempio di giornalismo a giovani e meno giovani per capacità e rispetto delle regole deontologiche, ma soprattutto un uomo onesto, coerente con i propri principi. Resterà sempre un punto di riferimento per tutti noi, cittadini e giornalisti insieme”. 

Speroni nel 1952 era entrato nella redazione de La Notte diretta da Nino Nutrizio, per passare, poi, come inviato speciale, alla Domenica del Corriere e al Corriere della Sera. È stato direttore dei programmi Rizzoli Tv, capo ufficio stampa della Rizzoli Libri, direttore dei servizi giornalistici e delle relazioni esterne di EuroTv, coautore con Enzo Tortora (Portobello e Giallo per Rai 2), consulente della Televisione della Svizzera Italiana.

Ha pubblicato una ventina di libri, soprattutto con Rusconi. Ha vinto il “Premio Lunigiana” (con Il Duca degli Abruzzi) e due volte i “Libro dell’estate”, (con Amedeo d’Aosta, l’eroe dell’Amba Alagi e Fiorello La Guardia). Nel 2003 ha pubblicato per Scheiwiller La contessa Lara e per Bompiani I Savoia scomodi, la saga degli Aosta. Sempre con Bompiani sono usciti, nel 2005, una riedizione di Umberto II e Mussolini deve morire: la storia di quando, a Milano, nel dicembre 1944, Giovanni Pesce tentò di attentare alla vita del duce.

Per sei anni ha diretto l’Istituto Carlo De Martino per la formazione al giornalismo, che ha lasciato – non per sua volontà – nel febbraio 2005: troncare il contatto con i giovani l’aveva colpito profondamente.

Il 7 dicembre 2004, aveva ricevuto l’ Ambrogino d’oro di Benemerenza civica, il più noto e prestigioso riconoscimento del Comune di Milano. 

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Aumento produzione energia elettrica da fonti rinnovabili – Ing. Ezio Rendina

gennaio 18, 2010

Nel 2009 in Italia è aumentata la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, con un incremento del 13% rispetto al 2008. Si è così passati da 58,16 TWh registrati a fine 2008 a circa 66 TWh stimati a fine 2009. Ad oggi, l’energia prodotta da fonti rinnovabili copre un quinto del fabbisogno nazionale.

È quanto emerge dalle prime stime di fine anno, elaborate del Dipartimento Energia del Ministero dello Sviluppo Economico, intersecando i risultati dell’attività di dispacciamento di Terna e quella di qualifica degli impianti per l’incentivazione fatta dal GSE-Gestore Servizi Energetici.
 
“Il nostro obiettivo – ha affermato il Ministro Claudio Scajola in una nota – è di produrre un quarto dell’elettricità con le fonti rinnovabili e per arrivarci, ancora per alcuni anni, sarà necessario prevedere forme di sostegno al settore per compensare i maggiori costi di queste fonti e attrarre nuovi specifici investimenti. Ma è anche necessario – ha aggiunto il Ministro – raggiungere una maggior efficienza con investimenti in ricerca e tecnologia”.
 
L’accelerazione maggiore tra le fonti rinnovabili – spiega il Ministero – si registra nella produzione di energia solare da impianti fotovoltaici, che da un anno all’altro è passata da 193 GWh a circa 1.000 GWh del 2009, con un incremento di oltre il 400%. Rilevante pure il dato di produzione del settore eolico, che è passato da 4.861 GWh del 2008 a circa 6.600 GWh dell’anno scorso, con un aumento del 35%. Altrettanto indicativo il dato relativo alla produzione degli impianti alimentati da biomasse: dai 5.966 GWh del 2008 si è arrivati ad una stima di circa 6.500 GWh del 2009, con un incremento del 10%. Contribuisce, infine, in maniera significativa e continuativa l’apporto degli impianti idroelettrici che, grazie alle opere di rifacimento delle infrastrutture esistenti e alla ottima idraulicità registrata lo scorso anno, hanno registrato un aumento della produzione del 13%, da 41.623 GWh a circa 47.000 GWh. Grazie a tali incrementi, la produzione da fonti rinnovabili ha pertanto coperto nel 2009 circa il 20% del consumo interno lordo di energia elettrica del nostro Paese, rispetto al 16,5% del 2008, dato che sconta la flessione dei consumi registrata nel corso dell’anno.
 
“Si tratta di risultati molto significativi – ha concluso il Ministro Claudio Scajola – che confermano l’efficacia del sistema di incentivi pubblici creato nel nostro Paese per tutte le fonti rinnovabili, reso ancora più conveniente per i piccoli impianti dal decreto varato dal Governo a dicembre 2008. Tali risultati andranno confermati nel corso dei prossimi anni attraverso altri interventi per rendere più stabile ed efficiente il quadro complessivo di sostegno e per semplificare i processi di autorizzazione e connessione alle reti elettriche degli impianti.”
 
In tal senso, alcuni congrui interventi sono già stati previsti dalla Legge Sviluppo e vedranno i loro frutti già nel corso del 2010. Nei primi mesi di quest’anno, inoltre, un ulteriore contributo sarà dato dall’emanazione di una serie di provvedimenti, già messi in cantiere a fine 2009, come il nuovo “conto energia” per il fotovoltaico e le linee guida nazionali per l’autorizzazione degli impianti da fonti rinnovabili.
 
Da ultimo, entro la fine del 2010 con il recepimento della Direttiva europea 2009/28/CE, attuativa del pacchetto 3×20 “energia-clima”, potrà essere completato il quadro necessario per il raggiungimento dei target europei e simultaneamente data attuazione agli obiettivi fissati dal programma di Governo al fine di ottenere, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità ambientale, un migliore mix energetico per il Paese.

Piano governo territorio – PGT Milano Osservazione Assoedilizia Sole 24 Ore

gennaio 18, 2010

Posizione di Assoedilizia riportata dal Sole 24 Ore del 18 gennaio 2009 pag.8

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici: 

“Ritengo si debba porre il problema di come si combinino la logica e le norme del Piano di governo del territorio, all’esame del Consiglio comunale di Milano, con quelle del cosiddetto piano-casa disciplinato dalla legge 13 del 2009 della Regione Lombardia, integrato dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 44 del 14 ottobre 2009 Prot. Gen. 773872.

Se il piano di governo dovesse entrare in vigore (come auspichiamo) entro 18 mesi dal 16 ottobre 2009, potrebbe accadere che gli interventi edilizi di “sostituzione” degli immobili, assentiti entro questo termine, fossero realizzati anche con incremento volumetrico, prescindendo dalla acquisizione perequativa, ed in deroga al vincolo di mantenimento delle destinazioni funzionali, nel frattempo soppresse dal PGT?
– E, poi, gli incentivi edificatori previsti dal PGT si sommerebbero con quelli ammessi dalla legge 13/2009 della legge Regione Lombardia ?

 Occorrerà dunque, in tale ipotesi, che il Comune detti una disciplina transitoria per regolare la sovrapposizione dei due strumenti normativo-pianificatori. 

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Non possiamo poi esimerci dall’osservare, in termini meramente problematici, come oggi si stia adottando un piano nel quale risulta mancante ogni valutazione degli effetti che la legge 13/2009 della Regione Lombardia potrà produrre, all’interno del tessuto urbano della città, in conseguenza di tutti gli interventi edilizi, previsti dalla legge stessa.

Tali interventi, in quanto ammessi in deroga allo strumento urbanistico vigente sfuggono al controllo comunale, producendo dunque effetti, né prevedibili, né governabili.

In altri termini, nella valutazione amministrativa che presiede alle scelte del piano ci stiamo basando su una situazione di fatto che non sappiamo minimamente quale potrà presentarsi alla scadenza di operatività della legge 13 citata.

In conclusione penso che questi aspetti meritino una riflessione particolare per tutti i riflessi, anche eventualmente in termini di legittimità generale  dell’atto amministrativo, che potrebbero proiettarsi sul piano di governo in itinere.”

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Ascensori – Decreto Ministro Sviluppo Economico. Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici + SCHEDA tecnico giornalistica

gennaio 18, 2010

Colombo Clerici: “Una misura dettata dall’intento di creare occasioni di lavoro per alcune categorie di operatori, più che dalla preoccupazione di intervenire sul piano della sicurezza.
Una manovra anticiclica,dunque, per far lavorare le imprese? Ma nella crisi economica si dibattono non solo le imprese, ma anche i bilanci delle famiglie.”

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 Entrato in vigore il 1 settembre, il Decreto del Ministero dello sviluppo economico 23 luglio 2009 in materia di sicurezza degli ascensori.
Il provvedimento dispone – con diverse scadenze in relazione alla data di installazione dei singoli impianti – una verifica straordinaria, “finalizzata alla realizzazione di un’analisi delle situazioni di rischio”, su tutti gli ascensori installati e messi in esercizio prima del 1999, disponendo inoltre la realizzazione dei “conseguenti interventi di adeguamento”, anche in questo caso con scadenze legate alla data di costruzione degli ascensori.
Assoedilizia-Confedilizia ha assunto una posizione critica sul provvedimento in parola, motivata dal fatto che lo stesso impone ai proprietari di casa ingenti spese proprio in un momento di crisi economica che attanaglia da mesi le famiglie italiane. E ciò, prevedendo in capo a condòmini e proprietari di casa gravosi adempimenti “non previsti da alcuna normativa cogente dell’Unione europea”.
E d’altronde, anche  le cosiddette “norme” UNI, cui si rifà lo stesso decreto non hanno contenuti prescrittivi cogenti, avendo solo una portata scientifica ai fini della uniformazione .

Al proposito, si sottolinea che già dapprima e quindi indipendentemente dal decreto che impone nuovi oneri, gli ascensori sono soggetti ad un controllo manutentivo ogni semestre nonché ad una verifica strutturale ogni due anni.

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 Scheda Assoedilizia: curiosità di interesse giornalistico.

Cenni storici – Il primo ascensore storicamente datato  200 dc, Colosseo, per trasporto sull’arena di gladiatori, animali etc. Quasi nulla l’evoluzione tecnologica fino all’utilizzo del vapore e poi dell’energia elettrica. Più importante innovazione il freno di sicurezza (1854). Nel 1895 compaiono le scale mobili (“ascensore inclinato”). In Italia 870.000 ascensori, record mondiale (Usa 700.000, Cina 610.000, totale Europa 3.300.000) soprattutto perché poche case unifamiliari, ma anche per pigrizia. Fanno 100 mln corse al giorno utilizzate da ca 40 mln di utenti/giorno.

Il 35% in attività da oltre 30 anni. Ogni anno 15-18.000 nuovi impianti. Velocità 0,6-1 m/secondo (Usa 3-4 m/secondo). Giro d’affari annuo delle aziende del settore (prime in Europa) 6 mld euro (Europa 28 mld).
In Lombardia (stime Assoedilizia)  180.000 ascensori;  a Milano città  65.000;  nelle province di Milano e di Monza Brianza (capoluogo compreso)  25.000. 

In Italia interessati al check-up straordinario ca 700.000 (quelli installati prima del giugno 1999) considerato che 150.000-170.000 sono stati installati dal ’99 in poi. 

Possiamo stimare che interessati al check-up:
in Lombardia 145.000,
a Milano città oltre 50.000 ascensori, nelle province di Milano e di Monza Brianza 20.000.

Per ogni ascensore la spesa viene calcolata da Assoedilizia in 8-15.000 euro secondo la vetustà dell’impianto. Quindi, spesa da sostenere per le famiglie in un arco di 5 anni:
–  Da un minimo di 5 mld e 600 mln di euro a un massimo di 10 mld e 500 mln di euro in Italia.
–  Minimo 1 mld e 160 mln di euro massimo 2mld e 175 mln di euro in Lombardia
–  Minimo 400 mln massimo 750 mln di euro a Milano
–  Minimo 160 massimo 300 mln di euro provincia di Milano e Monza e Brianza

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Russia-Italia Camera di Commercio. 45mo Anniversario – Assoedilizia informa, in spirito collaborativo

gennaio 15, 2010

Documentati in occasione del 45° della Camera di Commercio Italo-Russa presieduta da Rosario Alessandrello

IN PIENO SVILUPPO I RAPPORTI TRA ITALIA E RUSSIA

L’interscambio, in un anno, è aumentato del 46%. Ma non c’è solo industria. Grande rilievo hanno anche i rapporti culturali. Colombo Clerici (Assoedilizia) sottolinea “l’apporto dei restauratori  italiani – i più qualificati al mondo – al recupero dell’immenso patrimonio russo di edifici, chiese, monumenti; mentre anche la tecnologia edilizia italiana è attivamente presente in quel Paese.”

 Benito Sicchiero

Erano gli anni in cui capitalismo e comunismo si fronteggiavano al riparo di un  nugolo di missili armati con testate atomiche. Ma già, di qua e di là della cortina di ferro,  alcuni uomini lungimiranti e di buona volontà dialogavano per il benessere comune: nell’aprile 1964 venne costituita, su proposta del presidente dell’Urss A.N. Kossigyn e con l’impegno di Vittorio Valletta (Fiat) e di Franco Marinotti (Snia Viascosa) la Camera di Commercio Italo-Sovietica che nei mesi scorsi,  con il nuovo nome – adeguato alla mutata realtà geopolitica – di Camera di Commercio Italo-Russa, ha compiuto i 45 anni. Oggi è guidata dall’ing. Rosario Alessandrello e conta più di 200 soci italiani e russi.

Nome cambiato, ma immutati gli obiettivi, gli stessi fin dall’epoca zarista: la cooperazione tra i due Paesi. Gli imprenditori conoscono bene le responsabilità e le difficoltà alle quali si deve far fronte nell’avviare un’attività al di fuori del proprio Paese: si tratta di decisioni importanti per un’azienda, che richiedono una consulenza mirata ed un supporto specialistico spesso non facili le da reperire. 
“In tale ottica – scrivono i presidenti Vladimir Putin e Silvio Berlusconi – la Camera di Commercio ltalo-Russa rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per chiunque intenda accedere al mercato russo, e per gli operatori russi che vogliano investire in Italia. Grazie all’esperienza maturata in 45 anni di attività, i suoi membri e i suoi dirigenti assicurano un impegno fattivo per lo sviluppo della cooperazione economica e commerciale, quale corollario del nostro legame di amicizia sempre più stretto”.

Cooperazione che si può riassumere in alcuni dati: nel 2008 l’interscambio commerciale è stato di 52,8 mld di dollari con un aumento del 46% rispetto al 2007, aumento che ha fatto acquistare 7 punti nella graduatoria degli investitori italiani (dal 19° al 12° posto). Sono 500 le imprese italiane stabilmente insediate in Russia, 900 imprenditori, 15 istituti bancari e 39 tra associazioni ed enti. 
Le esportazioni russe verso l’Italia vedono predominare le materie prime (93% del totale); le importazioni dall’Italia riguardano prevalentemente macchinari, mezzi di trasporto, prodotti chimici, generi alimentari, prodotti tessili e metallici. Fiorisce la ricerca di vie innovative allo sviluppo che intende combinare le più recenti tecnologie russe e le esperienze italiane ad alto contenuto tecnologico: ne sono i più qualificanti esempi il progetto Superjet 100 tra Alenia (Finmeccanica) e Sukhoj, la joint-venture Vertolety Rossii AgustaWestland per gli elicotteri A119 e AW139 e l’accordo Gazprom-Eni per realizzare il gasdotto South Stream. E impegnati in importanti produzioni in Russia ci sono Fiat, Pirelli, Tecnimont, Indesit, Marazzi, Ferrero, Lucchini, Paolini e Bertoli, Erg. Renova, per citare.

La struttura del mercato russo si è modificata negli ultimi otto anni e, nonostante la recessione, i parametri fondamentali rimangono alti in qualsiasi condizione: la Russia è il più grande Paese d’Europa, ha un mercato enorme che può accogliere grandi quantità di merci ed un notevole potenziale, ancora non realizzato, di uomini e materie prime.

 Ma non è solo con gli affari che si può ritenere esaurito il rapporto tra due grandi Paesi di antica civiltà.
 C’è, ad esempio, il turismo: circa 400.000 sono stati nel 2008 i russi che hanno visitato l’Italia; vi è la dimensione spirituale, esaltata dalla recente cessione da parte del governo italiano alla Russia della Chiesa Ortodossa di Bari. 

“I restauratori italiani, i migliori al mondo – aggiunge il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici – contribuiscono al recupero dell’immenso patrimonio russo di palazzi, monumenti, chiese; mentre anche la tecnologia edilizia italiana, all’avanguardia nel mondo intero, è attivamente presente.”.
Vi è un intenso interscambio culturale – musica, canto, pittura, letteratura, – scientifico e sportivo, di cui parla esaustivamente il volumone bilingue “Italia-Russia, 45 anni di cooperazione” pubblicato dalla Camera di Commercio. Vi hanno scritto, tra gli altri, i già citati presidenti Putin e Berlusconi, i ministri dello Sviluppo Nabiullina e Scajola, il ministro dell’Industria Khristenko e dell’energia Shmatko, gli ambasciatori plenipotenziari Meshkov e Surdo, i presidenti delle Camere di Commercio  e di Unioncamere Primakov e Dardanello, i rappresentanti commerciali delle due comunità Shengelija, Titov e Strianese.