Archivio per febbraio 2010

Smog Blocco Traffico – Danni al comparto turistico, alberghiero e della ristorazione. Illegittimità Azione dimostrativa Sindaci – Assoedilizia

febbraio 27, 2010

Dopo gli odierni dati sulle rilevazioni dell’inquinamento, che attestano il calo delle polveri sottili al di sotto della soglia di attenzione e le dichiarazioni cautelarmente diffuse nei giorni scorsi da alcuni sindaci che parlavano, con riferimento al blocco del traffico di domani, di “segnale di forte sensibilizzazione” e di “segnale dei sindaci contro l’immobilismo delle altre istituzioni” il presidente di Assoedilizia e dell’Associazione nazionale Amici dei Grandi Alberghi, Achille Colombo Clerici commenta:

 “Con sempre maggior evidenza il programmato blocco si presenta come una protesta, una azione dimostrativa , nella speranza che possa avere un qualche effetto ‘pedagogico’ verso i cittadini.

Ma la restrizione di un diritto dei cittadini, quale è quello alla libera circolazione automobilistica, non può esser ordinata da un Sindaco che in presenza di una ragione di ordine superiore, ad esempio per rimediare ad un comprovato stato di emergenza al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico.

E non per altri fini: diversamente si da’ luogo ad un eccesso di potere per sviamento ,che causa una illegittimità dell’atto.

Cosa diremmo se ai sindaci venisse in mente di ordinare il ‘coprifuoco’ nelle vie per insegnare ai cittadini che non si buttano le cartacce per strada?

Il blocco domenicale, comunque causerà danni a tutto il settore turistico, alberghiero e della ristorazione con una riduzione della attività che in questo momento di crisi economica proprio non ci vorrebbe.”

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Problema casa – Milano – PGT Piano Governo del Territorio – Cedolare secca affitti – Convegno Sunia 26 febbraio 2010 – Assoedilizia informa

febbraio 26, 2010

Sintesi della relazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, al Convegno SUNIA di Milano del 26 febbraio 2010

 A)  Il fabbisogno di abitazioni popolari ed il PGT in itinere

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A fronte di un fabbisogno di abitazioni popolari, arretrato ed insorgente, di circa 20mila unità a medio tempo,  il P.G.T. che il Comune il Milano si accinge a varare non dispone significativamente, né l’individuazione di zone, né la previsione di interventi di ERP (Edilizia residenziale pubblica) da realizzarsi a totale carico dell’ente pubblico.

Affida la soluzione del problema ad un meccanismo operativo privato/pubblico (Edilizia sociale) che, per stessa ammissione degli operatori del settore, responsabili degli enti attuatori, è in grado di soddisfare non più del 20% del fabbisogno.

Con ciò, dunque, il P.G.T. Si discosta dall’impostazione classica e ordinamentale della produzione edilizia che si articolava in tre canali istituzionali di produzione di abitazioni; in relazione al fabbisogno verificato ed accertato.

1)      l’edilizia sovvenzionata (a totale carico dell’ente pubblico) destinata a coprire il bisogno dei meno abbienti. Mediante affitti a canone sociale ed automatismi normativi (bandi pubblici di concorso) regolanti il meccanismo di assegnazione, in grado di permettere di superare ogni eventuale distorsione legata alla scelte operate dal mercato libero.

2)      l’edilizia convenzionata-agevolata attuata dalle imprese e dalle cooperative; destinata a coprire il fabbisogno espresso dai ceti intermedi.

3)      l’edilizia libera che risponde alla domanda del mercato.

Peraltro, l’housing sociale si colloca all’interno della disciplina della convenzionata-agevolata con una precisa e specifica finalizzazione, che non premette di dare risposte adeguate al bisogno abitativo dei ceti più deboli.

 B)  L’offerta abitativa privata

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B1)      Sussiste, a Milano e nell’hinterland una rilevante offerta di case di nuova costruzione o ristrutturate,  ultimate o in fase di ultimazione (possiamo stimare il dato nell’ordine di 10.000 unità), che sono in attesa di esser vendute o affittate.

Con l’entrata in vigore del PGT potrebbe trasformarsi in abitazioni, in tempi relativamente brevi, buona parte dei quasi 900.mila mq. di uffici attualmente inutilizzati.

B2)      In città si presenta anche con una certa rilevanza il fenomeno degli alloggi lasciati liberi dal precedente inquilino ed attualmente in attesa di esser nuovamente locati .

Riteniamo dunque che la combinazione tra loro dei due fattori, (cui si aggiungerà l’ulteriore produzione edilizia derivante dai grandi progetti in fase di avanzata attuazione) potrà avere un effetto di sensibile calmieramento del livello sia dei canoni di locazione di mercato per il canale libero, sia del prezzo di acquisto degli alloggi.

La disponibilità sul mercato di abitazioni in attesa di utilizzo, non appartiene alla libera e deliberata scelta dei proprietari, bensì ad una serie di concause,fra cui la crisi economica in atto e la contestuale perdita di attrattività della città.

I proprietari, peraltro, continuano a subire l’onere e l’aggravio di imposte e di spese.

Sicché si deve parlare non di sfitto voluto, ma semmai di incapienza del mercato: il che non può dar luogo a misure dissuasive di carattere penalizzante.

Si deve pensare piuttosto ad incentivi, e misure premiali, soprattutto fiscali. Primi fra tutti la cosiddetta cedolare secca: la tassazione separata dei redditi immobiliari, mediante il meccanismo della ritenuta a titolo di imposta.

Una misura peraltro che avrebbe una valenza anticiclica in grado di produrre un notevole  aumento del gettito fiscale (non solo per l’emersione del nero, ma  per il passaggio dell’immobile dal regime dell’esenzione fiscale a quello della tassazione); nonché un innalzamento del P.I.L. dell’intero Paese, per l’indotto in termini di opere edilizie legate al dinamismo del rapporto locativo.

A tal fine è opportuno che questa forma di tassazione sia prevista per tutte le forme di locazione e non solo per i contratti agevolati disciplinati dalla legge 431/99.

B3) Il canale concordato-agevolato dei contratti di locazione.

Stiamo lavorando per la revisione degli accordi originari che hanno dato scarso esito e ci auguriamo che questo lavoro sfoci presto in un risultato negoziale concreto in grado di permettere l’operatività di questo importante tassello del sistema di interventi previsto dall’ordinamento.

Per dare risposta, oltre che alla fascia intermedia dell’utenza, anche a settori deboli della domanda: anziani, pensionati, giovani coppie, studenti.

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Problema casa -Milano – Locazione abitativa – Cedolare secca – Convegno Sunia – Assoedilizia informa

febbraio 25, 2010

“Teoremi maltrattati” – Articolo del Prof. Carlo Andrea Bollino pubblicato su “Nuova Energia” n.1/2010

febbraio 25, 2010

Sabato 13 marzo: “Paura e cura” Convegno Souq – Casa della carità

febbraio 25, 2010

Segnaliamo sabato 13 marzoPaura e cura”, una giornata di studio sulla salute promossa dal Souq, Centro studi sofferenza urbana della fondazione Casa della carità.

 Il programma della giornata:

 –          dalle 9 alle 13 seminario “Luoghi della paura-mondi della cura”, aula magna UniCredit, in via Tommaso Grossi 10, Milano.
Intervengono don Virginio Colmegna, presidente Casa della carità; Adolfo Ceretti, ordinario di criminologia, Università degli Studi Milano-Bicocca; Benedetto Saraceno, Università di Ginevra; Barbara D’Avanzo, Unità di Epidemiologia e Psichiatria Sociale, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano; Silvia Landra, direttore Souq e responsabile area Salute mentale, Casa della carità.

 –          dalle 15 alle 16 workshop paralleli, Casa della carità, via Brambilla 10, Milano.
– Là, dove vivono: incontrare e curare in strada conduce Laura Arduini, responsabile area Salute mentale Casa della carità.
– Dall’incontro alla cura: attivare percorsi per la salute fisica e mentale di persone senza dimora, conduce Gaia Jacchetti, medico infettivologo Casa della carità.
Dallo sradicamento all’affiliazione: una risposta residenziale alla salute mentale, conduce Silvia Landra, direttore Souq e responsabile area Salute mentale, Casa della carità.

 –          alle 18 secondo appuntamento del ciclo Benefica confusione: Casa della carità dialoga con don Luigi Ciotti. 

–          alle 20.45, concerto della Banda del Villaggio solidale.

 In allegato la locandina con i dettagli dell’iniziativa.

L’obbligo di rinnovabili nei nuovi edifici slitta a gennaio 2011 – Ing. Ezio Rendina

febbraio 23, 2010

I Comuni avranno un altro anno di tempo per inserire nei propri regolamenti edilizi l’obbligo di dotare le unità abitative e gli edifici industriali di nuova costruzione di impianti di energia da fonti rinnovabili in grado di garantire una produzione di almeno 1 kW.

Il ddl di conversione del DL 194/2009 Milleproroghe approvato dal Senato sposta, infatti, dal 1° gennaio 2010 al 1° gennaio 2011 la scadenza entro la quale, ai fini del rilascio del permesso di costruire, i regolamenti edilizi dovranno imporre, per i nuovi edifici, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

La norma è stata introdotta dalla Finanziaria 2008, che ne fissava la scadenza per i Comuni al 1° gennaio 2009;  successivamente, la L. 14/2009, di conversione del DL 207/2008 “Milleproroghe” l’ha differita al 1° gennaio 2010.
 
La norma modifica l’articolo 4, comma 1-bis, del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) prevedendo che nei regolamenti edilizi, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, sia prevista l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW.

Ora, probabilmente perché i Comuni tardano a mettersi in regola, la scadenza è stata ulteriormente prorogata al 1° gennaio 2011.

Molti Comuni tuttavia, negli ultimi anni, lavorando nel solco delle normative nazionali e regionali, hanno adeguato i loro regolamenti edilizi introducendo l’installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici. In particolare, sono 406 su 557 i Comuni che presentano un Regolamento Edilizio che prevede l’obbligo, la promozione e/o incentivi per quanto riguarda l’uso di energie rinnovabili. Sono i dati che emergono dal rapporto “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali” curato da Legambiente e Cresme in collaborazione con Saie Energia.
 
Nelle esperienze analizzate dal Rapporto, si parla di solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, di fotovoltaico per l’energia elettrica, ma in 35 Comuni vengono citate, in maniera quasi sempre promozionale e di applicazione volontaria, le biomasse per uso domestico (caldaie con cippato e pellets). Si fa poi riferimento all’eolico in 28 Comuni ma senza obblighi, come per l’idroelettrico con 11 Comuni che promuovono l’uso di questa fonte di energia rinnovabile.
 
Dei 406 Comuni che considerano le fonti rinnovabili, 135 sono quelli in cui è stato recepito nel Regolamento Edilizio l’obbligo di installazione di 1 kW di fotovoltaico per unità abitativa, mentre per 103 Comuni vige l’obbligo di 0,2 kW di fotovoltaico per unità abitativa. I Comuni con l’obbligo di installazione del solare termico sono 253.

 

Limiti di trasmittanza termica. Pubblicato il decreto che modifica i valori da applicare nel 2010. Novità anche per gli impianti a biomasse – Ing. Ezio Rendina

febbraio 23, 2010

È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12 febbraio scorso, il Decreto 26 gennaio 2010 con cui il Ministero dello Sviluppo Economico aggiorna il DM 11 marzo 2008 in materia di riqualificazione energetica degli edifici. Saranno operativi dal 15 marzo 2010 i nuovi limiti di trasmittanza termica, necessari per accedere alle detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. 
 
Nuovi limiti per la trasmittanza termica
Ai fini della detrazione fiscale del 55%, i valori di trasmittanza termica delle strutture opache verticali, orizzontali e inclinate e delle chiusure apribili e assimilabili, che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati, devono rispettare i corrispondenti limiti massimi riportati in allegato B al decreto, in funzione delle zone climatiche di ubicazione dell’edificio.
 
Per le strutture opache verticali, i limiti scendono (es.: in zona climatica A, da 0,56 a 0, 54); per le coperture i valori si riducono nelle zone da A a D (es.: da 0,34 a 0,32) e restano uguali in zona E ed F.

Per i pavimenti i valori aumentano (es.: da 0,59 a 0,60 in zona A), mentre per le chiusure apribili e assimilabili, aumentano i valori relativi alle zone E ed F e scendono quelli relativi alle zone A e B.

Da notare che l’espressione “finestre comprensive di infissi” del DM 11 marzo 2008 è stata sostituita con “chiusure apribili e assimilabili” che, come spiega la nota alla tabella, comprende (oltre alle finestre vere e proprie) porte, finestre e vetrine anche non apribili.

Impianti a biomasse
Qualora l’intervento oggetto della detrazione fiscale del 55% includa la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti a biomasse combustibili, alle condizioni di cui al DM 11 marzo 2008, il nuovo DM 26 gennaio 2010 aggiunge:
– per i soli edifici ubicati nella zone climatiche C, D, E e F, i valori della trasmittanza (U) delle chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e vetrine anche se non apribili, comprensive degli infissi, considerando le parti trasparenti e/o opache che le compongono, che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati, devono rispettare i limiti massimi riportati nella tabella 4.a del Dlgs 192/2005, come previsto dall’art. 4, comma 4, lettera c), del Dpr 2 aprile 2009, n. 59;
– i soggetti che intendono detrarre le spese sostenute per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, devono dichiarare il rispetto dei requisiti in sede di trasmissione all’Enea della documentazione prevista all’art. 4 del DM 19 febbraio 2007 e successive modificazioni.

Inoltre, ai soli fini della detrazione del 55%, nel caso in cui la riqualificazione energetica includa la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti a biomasse combustibili, si assume una quota di energia fossile pari all’energia primaria realmente fornita all’impianto moltiplicata per il fattore 0,3.
 
Metodologie di calcolo
Per il calcolo del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale e della trasmittanza dell’involucro edilizio, il DM 11 marzo 2008 faceva riferimento all’allegato I del Dlgs 192/2005 (Regime transitorio per la prestazione energetica degli edifici).
 
Il DM 26 gennaio 2010 modifica questa norma e dispone che si utilizzino le metodologie di calcolo di cui all’art. 3, del Dpr 59/2009. Inoltre, viene precisato che l’uso dello schema di procedura semplificata per la determinazione dell’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale di cui all’allegato G al DM 7 aprile 2008 è equivalente allo schema riportato all’allegato 2 al DM 26 giugno 2009.
 
Entrata in vigore
Le disposizioni di cui al DM 26 gennaio 2010 si applicano a partire dal 30° giorno dalla loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi dal 15 marzo 2010 (poiché il 14 è domenica, il termine slitta al 15). Entro tale data l’Enea dovrà adeguare il sito internet attraverso il quale i soggetti che intendono avvalersi delle detrazioni del 55% trasmettono la documentazione.