Archivio per marzo 2010

Articolo del Prof. Mario Polelli, Ordinario di Estimo Rurale Università degli Studi di Milano e membro della Commissione Censuaria Centrale

marzo 31, 2010

Per capire l’importanza della sentenza che ha accolto in linea di principio, ma in modo significativo il ricorso presentato dalla Confedilizia al TAR del Lazio, nei confronti del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM del 14 giugno 2007), occorre inquadrare tale sentenza alla luce dell’iter normativo che da tempo tenta di trasferire le procedure e le attività catastali verso gli enti locali.
La problematica rientra quindi nel processo di decentramento del catasto iniziato con la legge 59 del 15 marzo 1997, detta Bassanini, che aveva lo scopo di semplificare le procedure amministrative tra cui anche una materia così complessa e articolata come quella catastale. La legge aveva l’obiettivo di ottimizzare il sistema informativo e la fiscalità immobiliare, creando un meccanismo organizzativo attraverso il quale si assicurava che le risorse umane, tecnologiche e infrastrutturali fossero opportunamente pianificate e programmate a livello locale.
In tale contesto l’Agenzia del Territorio costituisce l’organismo tecnico che, oltre a custodire la banca dati centrale e periferica (livello regionale e provinciale), svolge un ruolo di controllo e di indirizzo a livello locale.
Con il decreto del 31 marzo 1998, n. 112, sono state definite le funzioni da attribuire allo Stato e ai comuni in materia di catasto. Più in particolare ai comuni è stato riconosciuto il ruolo di conservazione, utilizzazione ed aggiornamento dei dati catastali, la revisione degli estimi e del classamento e infine la rilevazione dei consorzi di bonifica e degli oneri consortili gravanti sugli immobili.
Allo Stato rimanevano le funzioni di predisporre lo studio e lo sviluppo di linee guida metodologiche e innovative per la classificazione censuaria, l’esecuzione di rilievi e aggiornamenti catastali e la determinazione dei redditi catastali.
Allo Stato inoltre veniva attribuito il controllo delle informazioni e il coordinamento per la gestione delle informazioni catastali.
In apparenza risultavano sufficientemente chiare le competenze dello Stato e quelle degli enti locali anche attraverso una sperimentazione sul territorio nazionale attuata dall’Agenzia del Territorio in alcuni comuni campione.
Successivamente la legge 296 del 27 dicembre 2006 ha ulteriormente modificato alcuni principi del decentramento. In particolare l’art. 66 prevede tra le funzioni conferite agli enti locali quali la conservazione, utilizzazione e aggiornamento degli atti, quelle relative al catasto terreni e al catasto edilizio urbano, nonché la partecipazione al processo di determinazione degli estimi catastali, fermo restando quanto previsto a carico dello Stato, dall’art. 65 del predetto decreto in materia di gestione unitaria e certificata della base dei dati catastali e dei flussi di aggiornamento delle informazioni e del coordinamento operativo.
L’art. 1, commi 194-200 della legge 296/2006 prevedeva l’emanazione di uno o più decreti del presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze adottata previa intesa tra l’Agenzia del Territorio e l’ANCI.
Proprio in questo contesto è stato inquadrato il protocollo d’intesa tra l’Agenzia del Territorio e l’ANCi siglato il 4 giugno 2007 e recepito appunto dal DPCM del 14 giugno 2007. Con la suddetta norma si spostava ulteriormente l’attribuzione delle funzioni catastali verso gli enti locali, riconoscendo loro di fatto una gestione diretta autonoma del catasto sia sotto forma individuale che associativa (unioni di comuni, Comunità montane e altre forme associative).
All’Agenzia del Territorio veniva attribuito un ruolo di garanzia e dei processi di aggiornamento della banca dati catastale, nonché il miglioramento della qualità dell’informazione più altre funzioni piuttosto generiche.
Appare del tutto evidente che senza precise direttive e supporto di infrastrutture adeguate e di personale opportunamente aggiornato, gli enti locali non sono in grado di gestire autonomamente il sistema catastale così come previsto dal decreto del 2007. Il tentativo, attraverso il protocollo di supplire a tali carenze individuando precisi criteri e modalità appare il punto debole dell’accordo tra Agenzia del Territorio e ANCI.
Occorre quindi ripensare ad un sistema di controllo statale diverso attraverso linee guida, così come suggerito dalla sentenza del TAR, che in stretta collaborazione con l’Agenzia del Territorio consentano agli enti locali, che hanno le strutture idonee, di gestire le operazioni catastali sotto forma individuale e per i piccoli comuni in forma associativa.
Tali linee guida non possono che essere modulate e organizzate dalla Commissione Censuaria Centrale, di nomina del Ministro delle Finanze, unica struttura che ha tradizione e titoli per svolgere questo compito.
Tale Commissione è di nuovo operativa a partire proprio dall’inizio di marzo 2010, in quanto ripristinata, dopo oltre un anno e mezzo di blocco e riattivata nel recente decreto “mille proroghe”.

 Mario Polelli
Ordinario di Estimo Rurale Università degli Studi di Milano e membro della Commissione Censuaria Centrale

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Giorgio Rumi – Perché la Storia – Fondazione Cariplo – Associazione Amici di Milano – Colombo Clerici

marzo 30, 2010

Presentazione degli scritti di Giorgio Rumi pubblicati postumi ” Perché la storia”.
Colombo Clerici:  “Milano e la Lombardia gli debbono ammirazione e riconoscenza”

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Il presidente di Assoedilizia e della Associazione AMICI DI MILANO Achille Colombo Clerici, invitato dalla famiglia Rumi, ha presenziato alla presentazione della raccolta di scritti di Giorgio Rumi “Perché la storia”; organizzata dalla Fondazione Cariplo e dalla Università degli Studi di Milano a quattro anni dalla prematura scomparsa dell’illustre storico, avvenuta nel 2006.

Il Cardinale Dionigi Tettamanzi, presiedendo all’evento, ha tracciato un profilo dell’uomo,  come cattolico, come appassionato lombardo, come studioso profondo delle nostre radici culturali e storiche.

Rumi, nei suoi approfondimenti storiografici, ha testimoniato in particolare delle vicende episcopali dei cardinali che si sono succeduti nel Novecento alla guida della Diocesi Ambrosiana: Tosi, Ferrari, Ratti, Schuster, Montini, Colombo, Martini.

Uno storico “guelfo”,Giorgio Rumi, come l’ha definito nel suo intervento Sergio Romano; per il quale, “differentemente  da Ricasoli e dagli storici  cattolico-liberali, esisteva una “cittadinanza italiana” preesistente all’unificazione”.

Rumi era dotato “di un’ironia capace si smantellare l’ortodossia delle affermazioni di moda.
Ne’ scettico, né relativista: diffidava tuttavia delle verità assolute.”

Ma i suoi giudizi, anche sulle questioni di attualità, per la profondità e l’arguzia, apportavano sempre un quid pluris alla riflessione.

Giuseppe Guzzetti presidente della Fondazione Cariplo ed Enrico Decleva Rettore della Università degli studi di Milano  hanno fatto gli onori di casa.

Interventi di Piero Bassetti,Giuseppe Galasso,Lorenzo Ornaghi, Andrea Riccardi, Grado Giovanni Merlo.

Colombo Clerici ha detto: “Fiero della sua origine e della sua cultura lombarda l’amico Giorgio ne fu il più acuto e fedele maestro e cantore; e seppe ispirare  intere generazioni ai suoi valori . 
Fu tra i più convinti ed appassionati sostenitori della Associazione ‘Amici di Milano’; dettandone le finalità e condividendone l’azione, ne sottoscrisse tra i primi la costituzione. 
Milano e la Lombardia e tutti gli AMICI gli debbono ammirazione e riconoscenza.”

La Redazione

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“Comuni rinnovabili 2010” – Ing. Ezio Rendina

marzo 29, 2010

Sono ben 6.993 i Comuni italiani dove è installato almeno un impianto di produzione energetica da fonti rinnovabili. Erano 5.580 lo scorso anno, 3.190 nel 2008. Le fonti pulite che fino a dieci anni fa interessavano, con il grande idroelettrico e la geotermia le aree più interne e comunque una porzione limitata del territorio italiano, oggi sono presenti nell’86% dei Comuni. E per quanto riguarda la diffusione, sono 6.801 i Comuni del solare, 297 quelli dell’eolico, 799 quelli del mini idroelettrico e 181 quelli della geotermia. Le biomasse si trovano invece in 788 municipi dei quali 286 utilizzano biomasse di origine organica animale o vegetale. Ecco, in sintesi, il quadro dell’Italia sostenibile, rilevato dal rapporto ‘Comuni Rinnovabili  2010’ di Legambiente, realizzato in collaborazione con GSE e Sorgenia

Ma quanto fatto non è sufficiente: leggendo le prime previsioni fatte dalla Commissione Europea, sul raggiungimento del target europeo del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020, si scopre che l’Italia ha previsto un deficit piuttosto alto, garantendo il raggiungimento del 16% di uso di energia da fonti rinnovabili contro il 17% imposto dalla Direttiva. L’Italia, quindi, sarà costretta a importare dall’estero energia da fonte rinnovabile pari a circa 1,2 Mtep. Tutto questo mentre altri nostri “vicini di casa”, come Germania, Grecia e Spagna supereranno il proprio obiettivo.

Senza un adeguato sistema di incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e all’utilizzo di energia verde per il riscaldamento residenziale e industriale, sarà davvero difficile per l’Italia raggiungere gli obiettivi del 2020, cioè il traguardo del 17% di produzione di energia rinnovabile. Attualmente, l’energia rinnovabile copre appena il 7% dei consumi energetici totali italiani.

Anche se la CE non interferisce con le scelte di ciascuno Stato membro nella migliore e più efficiente composizione del ‘mix energetico’ volendo perseguire questa indicazione, ovvero l’incentivazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili, che potrebbe tradursi con l’obbligo di installazione sui nuovi edifici e semplificazione amministrativa, con l’obiettivo nel lungo termine di installare 1 mq per abitante; tutto ciò potrebbe contribuire al raggiungimento degli obiettivi e portare a un risparmio, nel 2020, di circa 3,6 Mtep con un indotto occupazionale pari ad almeno 400.000 addetti.
 
A fronte di tali cifre l’incentivo è necessario poiché i costi di produzione di un kWh termico sono decisamente inferiori a quelli per la produzione di un kWh elettrico; a tal proposito esiste una  proposta dei deputati Abrignani, Cassinelli e Orsini, depositata giovedì scorso, sostituisce quasi interamente l’articolo 17 prevedendo la collaborazione con Autorità per l’energia elettrica e il gas e lo scambio di dati e progetti comuni tra paesi membri e terzi.

Tale proposta contiene maggiore diffusione delle energie rinnovabili. Possibile con la semplificazione delle procedure di autorizzazione necessarie per la costruzione degli impianti alimentati da fonti alternative. Idea confluita nell’emendamento al ddl Comunitaria 2009 proposto dal Pdl.

Il punto forte è costituito dalla semplificazione dei procedimenti autorizzativi per la costruzione e l’esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili e delle necessarie infrastrutture di rete.
 
L’utilizzo delle energie pulite deve inoltre essere protagonista in sede di progettazione, costruzione e ristrutturazione di aree residenziali, industriali o commerciali, nella pianificazione delle infrastrutture urbane e dei sistemi di trasporto.
 
Per questo diventa necessario definire le certificazioni, le tecniche e le specifiche apparecchiature da impiegare, così come la cooperazione tra autorità locali, regionali e nazionali e sistemi di verifica sulla sostenibilità di biocarburanti e bioliquidi.
 
Incentivati anche gli scambi transfrontalieri, utili al mantenimento di prezzi competitivi, e la rimozione degli ostacoli normativi per l’aggregazione di più imprese di distribuzione di energia elettrica, tutelando sempre le dinamiche concorrenziali.
 
L’Autorità per l’energia elettrica e il gas e quella garante della concorrenza e del mercato dovrebbero quindi collaborare stipulando protocolli di intesa per lo scambio di informazioni in grado di bypassare il segreto di ufficio.
 
All’Autorità per l’energia elettrica e il gas, inoltre, dovrebbe essere riconosciuta una maggiore quantità di risorse destinate al potenziamento dell’organico.
 
In fase di discussione la proposta emendativa è stata giudicata parzialmente ammissibile. Resta in piedi l’impegno per la sostenibilità, da analizzare nelle prossime sedute.

Pubblicato il documento che raccoglie tutta la normativa sulla produzione elettrica – Ing. Ezio Rendina

marzo 29, 2010

L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha messo a punto e reso pubblico il Testo unico ricognitivo della produzione elettrica, raccogliendo in un unico documento tutte le norme di regolazione sulla produzione, comprendendo le principali modifiche del quadro normativo e regolatorio degli ultimi mesi.
Il nuovo Testo, che aggiorna e completa una versione pubblicata in passato, contiene anche tutte le principali disposizioni adottate dall’Autorità per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e la cogenerazione ad alto rendimento. Si vuole così fornire un agile e completo strumento di consultazione e lavoro per quanti operano nel settore, rendendo disponibile una guida esplicativa ed aggiornata dell’attuale contesto di mercato per tutte le varie tecnologie di generazione.

Il nuovo Documento ha finalità puramente ricognitive ed il suo obiettivo principale è quello di soddisfare le esigenze di carattere conoscitivo ed esplicativo più volte rappresentate dai numerosi soggetti interessati all’attività produttiva di energia elettrica. La  raccolta è organizzata per filoni di attività riguardanti le principali fasi della produzione elettrica: dalle connessioni alle reti, all’accesso al mercato elettrico; ciascuna sezione è preceduta da una serie di note esplicative che rimandano poi alle relative e specifiche disposizioni regolatorie attualmente vigenti.

Il “Testo unico ricognitivo della produzione elettrica” è disponibile sul sito dell’Autorità nella sua versione aggiornata ed integrata. Fino al 30 aprile 2010, sarà disponibile anche una versione in cui sono evidenziate le principali modifiche rispetto al Testo precedente, in modo da agevolare ulteriormente il lettore nel confronto del nuovo aggiornamento con la documentazione precedente.

Palazzo Grimaldi della Meridiana – Colombo Clerici ospite di Davide Viziano – Genova – Assoedilizia

marzo 26, 2010

Oggi, il Presidente di Assoedilizia e dell’Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi Achille Colombo Clerici è stato ospite a Genova dell’ingegner Davide Viziano, esponente di Ance Liguria, in occasione della presentazione del restauro di Palazzo Grimaldi della Meridiana(sito in Salita San Francesco) realizzato da una società del Gruppo Viziano.

Colombo Clerici ha sottolineato che “si tratta di  un’ operazione di recupero all’antico splendore di un palazzo-monumento cinquecentesco, dichiarato  peraltro nel 2007 patrimonio dell’Umanità dall’Unesco come appartenente alle ‘strade nuove ed al sistema dei palazzi dei rolli’, in grado di porsi come fattore, per l’immagine in sé e per il rilevante valore culturale rappresentato, di un forte rilancio dell’attrattività turistica di tutta la città di Genova.”

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Rapporto Workshop Urban-SMS del 12 novembre 2009

marzo 26, 2010

Cliccare sul link per scaricare il Rapporto in pdf

Urban-SMS_Rapporto_ws_12nov09

Cristiana Muscardini – Anastasia Palli – Incontro con Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

marzo 25, 2010

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha incontrato l’Onorevole Cristiana Muscardini, membro del Parlamento Europeo e Anastasia Palli per discutere del tema: “La ripresa dell’economia lombarda”.     

Nel corso dell’incontro la dott. Anastasia Palli ha sostenuto che “per superare la crisi economica occorrono riforme strutturali e regole di mercato più chiare e applicate. Intanto molto può essere fatto dalla Regione Lombardia avviando politiche mirate alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla salvaguardia delle imprese a rischio.
L’applicazione obbligatoria, nel settore pubblico, delle nuove tecnologie per risparmio energetico e sgravi d’incentivi per i privati che vi si adeguano rappresenterebbero un grande volano all’apertura e al consolidamento di nuove attività. Pensiamo ai nuovi parametri per l’edilizia richiesti dall’Europa, all’applicazione negli uffici di sistemi a basso consumo.
Tra i provvedimenti urgenti vi è la necessità di un piano trasporti adeguato alle esigenze dei pendolari e ai tempi di percorrenza delle merci: la Lombardia sta soffrendo, occorre intervenire con urgenza.
Dobbiamo sostenere, sia a livello nazionale che regionale, la necessità di nuovi accordi affinché i proprietari di casa con un sistema ridotto di tassazione abbiano maggior vantaggio e disponibilità ad affittare i loro immobili.
Sostegno al lavoro significa che la Regione dovrà predisporre finanziamenti ad hoc, in accordo con le associazioni di categoria, e con il sostegno delle PMI, dell’artigianato e del commercio per aiutare il superamento delle difficoltà contingenti e pianificare, in accordo con l’effettiva richiesta, corsi di studio che dalla scuola transitino fino al luogo di lavoro per dare ai giovani esperienze pratiche e migliori opportunità .
Non dobbiamo inoltre dimenticare che i corsi di aggiornamento professionale rivolti a chi ha perso lavoro devono essere formulati sulla base di attività che sono richieste altrimenti diventano nuove fabbriche di  disoccupati.
La Lombardia deve difendere la qualità, le proprie eccellenze nei vari settori a partire dall’agricoltura, anche per tutelare i consumatori.”

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