Archivio per marzo 2010

“Uscire dalla crisi attraverso il federalismo” – Articolo pubblicato su La Padania il 23 marzo 2010

marzo 23, 2010

USCIRE DALLA CRISI ATTRAVERSO IL FEDERALISMO

Un piano tutto nuovo per abitare in Lombardia
L`intervento del candidato vice governatore Gibelli ad Assoedilizia

NICOLA LEONI
Una politica edilizia basata sullo sviluppo sostenibile e, soprattutto, improntata al Federalismo che responsabilizza e che dà la possibilità alla Regione di sfruttare completamente a proprio vantaggio – e a quello dei cittadini – le risorse disponibili. È quanto ha promesso ieri Andrea Gibelli, presidente della Commissione Attività produttive della Camera nonché candidato vice-governatore della Lombardia, intervenuto
presso l`Assoedilizia di Milano nel dibattito sul tema “Abitare in Lombardia: prospettive e programmi per la prossima legislatura regionale”, presentato dal presidente Achille Colombo Clerici.
«Prima della crisi economica – ha esordito Gibelli – il modello di sviluppo lombardo, basato sulla piccola e media impresa veniva considerato superato e si guardava alle economie finanziarie ritenute più dinamiche, come quella dell`Irlanda o della Spagna. Poi, con la crisi, si è visto che fine hanno fatto, mentre si è dimostrato quanto il nostro modello sia invece solido, tanto che la Lombardia è fra le prime quattro regioni europee quanto a valore economico e, se considerata come fosse uno Stato a sé stante sarebbe al ventinovesimo posto nel mondo».
Un importante passo per la valorizzazione delle economie reali è il decreto Scajola, che utilizza uno strumento selettivo per il sostegno di investimenti produttivi e orientato al rafforzamento della competitività del sistema industriale, valorizzando le eccellenze di sviluppo. Prima, invece, la gran parte degli investimenti andavano alle aree cosiddette ex obiettivo 2, e quindi disperse per aree geografiche senza che questo portasse poi a un reale sviluppo.
Per quanto riguarda lo sviluppo dell`edilizia in Lombardia, secondo Gibelli, il primo nodo da sciogliere è quello del recupero di certe aree urbane ora degradate, e ha fatto l`esempio di via Padova a Milano. Il deputato leghista ha dato molta colpa di ciò alla liberalizzazione del commercio contenuta nell`ormai famigerata direttiva Bolkestein: l`apertura indiscriminata di esercizi commerciali di basso valore fa deprezzare anche il valore degli immobili in cui questi sono inseriti. La promessa di Gibelli è che la Regione Lombardia agisca in deroga alla direttiva europea, creando gli strumenti per uno sviluppo armonico e controllato sulle attività commerciali. Un altro incentivo agli investimenti dovrà essere la sburocratizzazione, eliminando tutti quelli che ora possono costituire un ostacolo difficile da sormontare per chi voglia investire. Altro tema su cui il vice-governatore in pectore si è soffermato è l`Expo: «Non deve essere un`iniziativa-spot. Alle vecchie esposizioni del secolo scorso la gente interessata era obbligata a esserci presente, mentre adesso basta un clic al computer per avere tutte le informazioni. La promozione della Regione deve avvenire prima, durante e dopo l`Expo stessa». Altro punto che potrà diventare un pilastro della ripresa economica è il recupero del patrimonio dell`edilizia popolare. Inoltre, secondo Gibelli, andranno fatti investimenti sul “marketing territoriale”: «Vendiamo male le cose che abbiamo. La Francia, ad esempio, offre meno di noi, ma si sa vendere molto bene».

Ombretta Fumagalli Carulli, Enrico Marcora. Incontro con Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

marzo 23, 2010

Case a prezzi calmierati per le giovani coppie e per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, le idee di Marcora.

Milano 23 marzo 2010

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, invitato dalla ex senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, ha incontrato il capogruppo dell’UDC in Provincia di Milano Enrico Marcora sui temi della casa.

Durante l’incontro il dott. Marcora ha  sottolineato l’importanza di guardare alla costituzione italiana come punto di riferimento fondamentale per la città di Milano.  

Un desiderio legittimo, quello della casa, per vivere con serenità e poter progettare il futuro.

Una nuova edilizia sociale deve proporre affitti a prezzi calmierati e case a prezzi convenzionati per aiutare i giovani, i nuovi nuclei familiari e gli appartenenti alle Forze dell’Ordine che spesso vivono l’annoso problema del disagio abitativo.

Colombo Clerici e la professoressa Fumagalli Carulli hanno evidenziato l’importanza dell’abitare come fattore fondante il vivere civile.

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“Ripensare il ruolo del proprietario” – Francesco Cappa

marzo 23, 2010

La terra tra produzione ed ambiente
 RIPENSARE IL RUOLO DEL PROPRIETARIO

 di FRANCESCO CAPPA*

Il fatto che la proprietà della terra oltreché essere fonte di diritti, possa (o addirittura debba) anche essere fonte di doveri, è diventato ormai quasi un principio acquisito nella cultura politica e giornalistica. A queste conclusioni si è arrivati da quando è prevalsa nella giurisprudenza che crea il cosiddetto “diritto vivente”, la tesi che nel nostro ordinamento viga un principio generale che vieta “l’abuso del diritto”. Principio che, nato nell’ambito del diritto tributario, si va estendendo appunto ad ogni ambito del diritto; quindi anche al diritto civile e qui in particolare al diritto di proprietà.
E questo diventa specialmente significativo nella proprietà della terra, perché la terra è il luogo dove si colloca “l’ambiente”, questa ormai specie di mostro sacro (si fa per dire), che quindi dall’uso che si fa della terra può essere in modo positivo o negativo coinvolto.
Data la pressione che sul nostro territorio fa il numero crescente della popolazione di uomini e di animali (ormai, nella follia animalista, quasi assimilati ai primi) io credo che in effetti non sia errato porre l’attenzione al “come” il diritto di proprietà venga esercitato, specialmente, appunto, quello sulla terra.
Non bisognerebbe però dimenticare che questo fa sì che il proprietario si veda o si vedrà costretto a dover attentamente coniugare lo sfruttamento agricolo dei suoli, con la conservazione della biodiversità di fauna e flora che negli stessi suoli vivono e che si dice sempre di più che “occorre” si conservino per la tutela dell’ambiente stesso che costituisce il loro complesso.
Tutto questo, come dicevo può essere, forse è, giusto.
Ma non si può neppure dimenticare che questo pesante impegno conservativo è sicuramente penalizzante sul bilancio agricolo e quindi deprime il godimento della proprietà della terra come fonte di redditività pur essendo dovuto non nell’interesse del singolo proprietario, ma nell’interesse dell’intera collettività.
Come in altri paesi è già avvenuto, bisognerebbe che anche in Italia si riconosca che se si deve vietare l’abuso del diritto, e cioè usufruire dei propri beni in modo prevalentemente egoistico senza considerare le conseguenze verso la collettività, occorre però, per conservare alla fruizione del bene proprio una corretta valenza economica e non violare il principio costituzionale della libertà d’impresa, decidersi a riconoscere che simili costi non possono e non devono essere sopportati solo dal singolo, ma dalla collettività che da questi costi sarebbe beneficiata.
Quando, ad esempio, nel nostro Paese, e con molta facilità, si pensa alla creazione di zone parco, ambienti protetti, riserve naturali ecc, si vincolano, e quindi si penalizzano, e proprio per fini di protezione ambientale, singoli proprietari; ed i vincoli si estendono sovente in maniera tale da rendere antieconomica la fruizione del bene posseduto, specialmente, appunto, se questo bene è la terra quando la sua destinazione economica è la produttività, tanto auspicata, degli alimenti.
Ad esempio il recente studio della Regione Lombardia e della Provincia di Pavia sulla “Zona di protezione speciale Risaie della Lomellina”, programma di creare un parco il cui regolamento è pieno di norme protettive (400 pagine) per gli animali e le piante, dimenticando completamente gli abitanti umani della zona, come fossero essi degli intrusi in un ambiente che invece è per loro: cioè non è che l’uomo debba essere per l’ambiente, ma è l’ambiente con tutto ciò che lo caratterizza che dev’essere per l’uomo.
Ma, all’estremo, se si vuole arrivare al contrario, o quasi il contrario, ripeto, non si può non pensare al compenso che la collettività deve a chi, proprietario di terra, viene onerato di pesi che a lui come singolo sono estranei.
È quello che qui in Italia, sinora, non si pensa mai anche se il diritto di proprietà è pur sempre un diritto assoluto costituzionalmente protetto.
Ecco che poi succede che vediamo le classifiche, appunto per esempio quello della Heritage Foundation (citata a Gorizia dal Presidente di Confedilizia), che mostrano che l’Italia è al livello della Giordania e preceduta dal Qatar nella difesa del diritto di proprietà; e su un indice totale di 100 arriva appena a 55!
Se dunque diamo di noi all’estero una simile deprimente valutazione, sarebbe proprio ora che si ripensasse il ruolo del proprietario nella terra in chiave, oltreché di fruitore del suo bene ex art. 42 della Costituzione, anche di fornitore del servizio conservativo dell’ambiente; e quindi compensandolo adeguatamente proprio perché sta operando nell’interesse dell’intera collettività.

 * Avvocato e Presidente della Proprietà Fondiaria di Milano e Lodi

Andrea Gibelli. Incontro in Assoedilizia

marzo 23, 2010

Incontro a Milano, in Assoedilizia, con l’On. Andrea Gibelli, presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.

Presente il presidente Achille Colombo Clerici, il vice presidente Bernardo Negri da Oleggio, la Associazione della proprietà Edilizia di Lodi, con il presidente Mario D’Angelo alla testa della deputazione.

All’ordine del giorno i temi del rilancio dell’economia lombarda: il  ruolo della nostra Regione come guida e motore del Paese e la sua competitività nell’ambito internazionale;  Expo 2015 e la sua funzione; il federalismo istituzionale e fiscale.

L’On.le Gibelli ha affermato che la Lombardia, secondo le rilevazioni più recenti, rappresenta la 29ma economia del mondo. Quarta fra le 257 regioni d’Europa, e seconda dell’ Unione, come dimensione in campo manifatturiero.

Il contributo che essa è chiamata ad offrire al Paese in termini finanziario/fiscali deve essere conferito in un fondo di solidarietà che renda, agli occhi dei contribuenti, trasparente la misura di tale contribuzione.

Ha poi sottolineato come il federalismo fiscale non possa realizzarsi, se non ottenendo una diminuzione del carico fiscale: ed in nessun caso esso dovrà tradursi in un aumento delle imposte locali, senza una parallela ed equivalente riduzione delle imposte erariali.

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Mario Mantovani, Tiziana Maiolo, Antonella Maiolo: incontro con il presidente di Assoedilizia Colombo Clerici

marzo 22, 2010

Incontro del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il Senatore Mario Mantovani, Sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, l’On. Tiziana Maiolo e la Consigliera e Sottosegretario di Giunta della Regione Lombardia Antonella Maiolo per discutere del tema: “Il problema casa ed il piano casa in Regione Lombardia”.

Sono emerse interessanti prospettive di attivare i canali istituzionali previsti dal nostro ordinamento, per dare adeguata risposta ad accertate e verificate esigenze abitative  nei diversi ambiti socio-economici nei quali si articola il fabbisogno di casa.

L’edilizia residenziale pubblica, interamente sovvenzionata dall’ente pubblico, per la fascia di utenza rappresentata dai meno abbienti.

L’edilizia convenzionata-agevolata (social housing) per rispondere al fabbisogno espresso dalla fascia intermedia della popolazione, in grado di accedere alla casa a costi agevolati.

E l’edilizia libera: bisognosa anch’essa di incentivi, in termini agevolativi, di natura fiscale, procedurale/operativa e finanziaria.

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È entrato in vigore il 18/3 il Decreto Legislativo 22/2010 sullo sfruttamento delle risorse geotermiche, così come previsto dalla Legge 99/2009 – Ing. Ezio Rendina

marzo 22, 2010

La norma, voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, dichiara di pubblico interesse e pubblica utilità l’utilizzo delle fonti energetiche geotermiche sul territorio nazionale.
 
A livello nazionale vengono considerate utili e interessanti gli impianti che erogano una potenza pari ad almeno 20 MW termici, alla temperatura convenzionale dei reflui di 15°C, con riferimento anche alle risorse geotermiche rinvenute in mare.
 
In ambito locale, invece, sono considerate utili le risorse geotermiche a media e bassa entalpia, per la realizzazione di impianti con potenza inferiore ai 20 MW.
 
Per la gestione delle risorse saranno nominate autorità competenti. Le funzioni amministrative spetteranno alle Regioni o ad Enti da loro delegati. Il Ministero dello Sviluppo economico o dell’Ambiente si occuperanno del controllo delle attività della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche.
 
Tra gli obiettivi del decreto c’è la garanzia di un regime concorrenziale per l’utilizzo delle risorse geotermiche ad alta temperatura, così come la semplificazione delle regole per il rilascio delle autorizzazioni nel settore della geotermia a bassa e media temperatura.
 
Attualmente in Italia il 10% delle energie rinnovabili prodotte deriva dallo sfruttamento del calore del sottosuolo, ma si stima che con l’approvazione del decreto sarà possibile produrre fino al 25% di energia pulita da fonti geotermiche. Secondo il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola l’energia geotermica verrà utilizzata non solo per la produzione di elettricità, ma anche per il riscaldamento. La geotermia in Italia è infatti seconda solo all’idroelettrico e consentirà di raggiungere più facilmente l’obiettivo del 25% di energia prodotta da fonti pulite.

Pierferdinando Casini, Pasquale Salvatore, Gianni Verga – Incontro con il presidente di Assoedilizia Colombo Clerici sui temi dell’economia, del sociale e delle riforme istituzionali

marzo 22, 2010

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha partecipato ad un incontro con l’On.le Pierferdinando Casini, il dott. Pasquale Salvatore e l’Assessore Gianni Verga per discutere dei temi della crisi, del rilancio dell’economia, dei problemi sociali e delle periferie urbane, del ruolo culturale, sociale ed economico della nostra Regione.

È emerso un quadro di preoccupazione, ma anche di fiducia nella possibilità, in tempi abbastanza rapidi, di una ripresa del Paese a condizione che si possa contare su una convergenza di azioni ,  in un costante dialogo, costruttivo e  solidale, tra le diverse  parti sociali, politiche ed economiche.                                              

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Maurizio Bernardo, Massimo Buscemi, Achille Colombo Clerici – Convegno CONIA – Abitare in Lombardia

marzo 19, 2010

PIANO CASA IN LOMBARDIA

 Incontro-dibattito
Organizzato da CONIA Confederazione nazionale Inquilini Associati

Lo sviluppo di una moderna politica abitativa deve investire una molteplicità di azioni ,  in un costante dialogo,  aperto e  solidale, tra le diverse  parti sociali.                                      

Incontro/dibattito presso la  sede CONIA in Milano, Viale  Monza, 137,  sul tema “PIANO CASA  IN LOMBARDIA”.

  Interventi:
 –  On.le Maurizio Bernardo, componente  VI Commissione (Finanze);
 –  Avv.to Achille Colombo Clerici , Presidente Assoedilizia;
 –  Dottor MASSIMO BUSCEMI , Assessore Regione Lombardia;   
 –  Dottor Tiziano Maramotti, Presidente CONIA

Stefano Maullu e Fabio Altitonante, Assessori rispettivamente in Regione Lombardia ed in Provincia di Milano, incontrano il presidente di Assoedilizia Colombo Clerici – Tema: la via per uscire dalla crisi economica

marzo 19, 2010

Nel corso di un incontro organizzato in sede privata il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, invitato unitamente ad altri imprenditori lombardi, ha incontrato gli Assessori regionale e provinciale, Stefano Maullu e Fabio Altitonante.

Tema affrontato: “La via di uscita dalla crisi economica e le prospettive di rilancio della economia italiana e dei territori milanese e lombardo”.

In questo quadro, all’ordine del giorno le potenzialità di Expo 2015 ed i temi della competitività internazionale nonché l’impegno che privati ed enti pubblici debbono assumere in vista dell’evento, il piano casa della Regione Lombardia e la promozione dell’attività edilizia, i piani di governo del territorio che i Comuni lombardi debbono approvare entro il 31 marzo del 2011 con le questioni collaterali inerenti al progresso del territorio ed alla tutela ambientale, il problema-casa a Milano e nelle aree urbane ad alta tensione abitativa della nostra Regione con le tematiche della interculturalità, l’attuazione della riforma del federalismo con le questioni della solidarietà e della sussidiarietà nonché dell’equità fiscale, i problemi della sicurezza della città e dell’abitare.

Notevole l’interesse del dibattito ed il livello degli interventi.

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Certificazione energetica edifici – Regione Lombardia – Richiesta da Federlombarda Edilizia e da Assoedilizia la soppressione dell’obbligo di allegazione del certificato in caso di locazione

marzo 18, 2010

Federlombarda edilizia richiede ufficialmente alla Regione Lombardia la modifica dell’art. 9 della D.G.R. 22.12.2008 n. 8/8745 riguardante la certificazione energetica degli edifici, chiedendo la soppressione dell’obbligo di allegazione della certificazione ai contratti di locazione.

Dichiarazione del presidente di Federlombarda Edilizia, di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

 “Il provvedimento regionale istitutivo dell’obbligo di certificazione in caso di stipula o rinnovo dei contratti di locazione, che dovrebbe applicarsi dal 1 luglio di quest’anno, è disposto in palese violazione della Costituzione perché travalica i limiti della competenza regionale  regolamentare in materia. E non possiamo esimerci dal dovere di attivarci per la sua revoca.”

Questi i motivi dell’istanza che sarà  formalizzata in Regione:

“L’attestazione di certificazione energetica degli edifici trova la sua definizione all’art. 7 della Direttiva CE 2002/91 il quale prevede che tale documentazione sia messa a disposizione del futuro acquirente o del locatario

Il D.lgs. 192/05, integrato e modificato dal D.lgs. 29.12.2006 n. 311, prevede all’art. 6 comma 4 l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica in caso di conclusione o di rinnovo di contratti di locazione di interi immobili o di singole unità immobiliari già dotati di certificazione energetica.

Il D.G.R. 22.12.2008 n. 8/8745 prevede all’art. 9 lettera g) come soggetti all’obbligo dell’attestato di certificazione energetica a decorrere dal 1.07.2010, tutti i contratti di locazione nuovi o rinnovati.

La direttiva CE non introduce un obbligo generale di  certificazione di tutti gli edifici ed  è finalizzata al miglioramento del rendimento energetico  degli edifici :  in funzione di ciò introduce l’obbligo di certificazione in relazione a particolari eventi rilevanti agli effetti di un possibile miglioramento del rendimento energetico degli edifici.

 E’ coerente con questa ratio legis, la disposizione contenuta nel comma  4 dell’art. 6 che prevede la messa a disposizione o la consegna dell’attestato di certificazione energetica, nel caso di locazione di interi immobili o di singole unità immobiliari già dotati di attestati.

Viceversa la Regione Lombardia,  ha travalicato l’ambito assegnatole dal 5° comma dell’art. 117 Cost., disponendo con la D.G.R. 22.12.2008 n. 8/8745 all’art. 9 lett. g ),  che l’attestato di certificazione energetica sia allegato al nuovo contratto o al contratto rinnovato anche se l’immobile non risultasse in precedenza dotato di certificazione e anche in caso di locazione di singoli appartamenti senza distinguere se si tratti di appartamenti situati in edificio di unica proprietà.

Sotto il profilo dell’opportunità legislativa si osserva che questo aggravamento colpisce immotivatamente i rapporti di locazione  con una misura carica di conseguenze negative per il mercato delle locazioni, già vessato dalla imposizione fiscale e dal crescente costo dei servizi.

Non è difficile prevedere un aumento della conflittualità tra locatore e inquilino con effetti sui carichi giudiziari dovuti all’aumento della litigiosità.

Ma seri dubbi riguardano anche la legittimità del provvedimento dato il suo carattere di regolamento attuativo.

La Regione Toscana, che aveva adottato una disciplina similare ha abrogato con la L. 71/09 la precedente legge 39/05 istitutiva dell’obbligo di allegazione dell’attestato di certificazione energetica degli edifici agli atti di trasferimento di immobili, nonché dell’obbligo di consegna all’inquilino della documentazione stessa in caso di stipula di contratti di locazione.

Il Tribunale di Varese ha rilevato la incostituzionalità del comma 4 della citata delibera di Giunta Regionale della Lombardia disapplicando il provvedimento amministrativo, con riguardo all’obbligo di allegazione della suddetta certificazione ai provvedimenti giudiziali portanti trasferimenti immobiliari resi nell’ambito di procedure esecutive individuali e di vendite conseguenti a procedure concorsuali.

Riteniamo che vi siano ragioni sufficienti per rivedere il provvedimento sopra commentato.

Per  queste ragioni la Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia come sopra rappresentata, sottolineando l’urgenza dell’intervento sulla norma che entrerebbe in vigore il 1°luglio 2010 ha chiesto la revoca o l’abrogazione dell’art. 9 comma 2 lett. g della D.G.R. n. 8/8745 del 22.12.2008.”

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