Archivio per aprile 2010

Fotografie dell’incontro “PGT di MILANO. Il territorio per i cittadini”, Assoedilizia – Milano, 24 febbraio 2010

aprile 23, 2010

“Milano e gli alberi di Piano. Si fanno avanti gli sponsor” – articolo pubblicato su Il Corriere della Sera il 23.4.2010

aprile 23, 2010



“Il divorzio di Milano dagli alberi di Piano” ; “Io, Abbado, il verde e un’idea per la città. Il sogno è finito. Peccato” – articoli pubblicati su Il Corriere della Sera il 22.4.2010

aprile 23, 2010

Gli alberi a Milano, richiesti dal maestro Abbado. Il progetto Renzo Piano. Colombo Clerici commenta

aprile 22, 2010

Progetto dell’architetto Renzo Piano per la piantumazione nella città di Milano degli alberi richiesti dal maestro Abbado.

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Il Comune: progetto costoso, trovino loro gli sponsor. (Corriere della Sera) 

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici: 

“Una decisione di buon senso quella del Comune di Milano di fermare, prescindendo da ogni valutazione estetico-funzionale e di fattibilità, il progetto Piano degli alberi in città richiesti dal maestro Abbado.

E qualcuno andrà a spiegare al grande artista che, quando una famiglia vive momenti di ristrettezza economica, deve pensare, prima che agli abbellimenti della casa, a sbarcare il lunario.

Cosi è anche per la nostra società che sta attraversando una seria crisi economica.

La vicenda dovrebbe essere di esempio a molte amministrazioni pubbliche che continuano a frinire come spensierate cicale, mentre occorrerebbe pensare ad una austerità amministrativa imposta dai tempi che viviamo.”

Un problema urbanistico. Abbado, Piano, Moratti – Ing. Vittore Ceretti

aprile 22, 2010

Premetto che ho visto dirigere Abbado in tutto il mondo, così come ho visitato le architetture di Piano, e quindi non solo conosco ma apprezzo le loro eccezionali professionalità.
Quando Abbado fece la sua curiosa proposta di ritornare a dirigere alla Scala contro l’impegno a mettere a dimora 90.000 alberi, restai allibito!
Perché 90.000 e non 80.000 oppure 100.000?
Pensavo che una richiesta numericamente così precisa fosse accompagnata da una suddivisione in conifere, latifoglie e dei relativi dati botanici.
Quando poi vidi Piano, accompagnato da un gruppo di persone, ispezionare alcuni luoghi storici nella città progettati nell’800 e consolidati nella vita della nostra città ebbi la sensazione della superficiale accettazione di una singolare richiesta che gioca sul generico ambientalismo mediatico.
Ho sempre amato la natura e non ho mai abitato se non in case che prospettassero sul verde, curo e coltivo personalmente il mio giardino e nelle città che ho visitato in tutto il mondo la mia attenzione è stata rivolta anche agli spazi a verde. I mini raffinati giardini Zen, i giardini pubblici, i parchi di Vancouver, Kyoto, Berlino, Sidney non evidenziano storie e culture diverse?
Purtroppo quando le città sviluppano disordinatamente densità edilizie abnormi tendono a farsi perdonare coprendo i sottosuoli realizzati nelle aree libere con ipocrite invenzioni di giardini pensili o costellando i grattacieli con artificiose balconate fiorite.
Non c’è niente di più triste che vedere alberi che soffrono perché non possono sviluppare il loro naturale apparato radicolare o peggio constatare che alcune vasche sono riempite con arbusti e fiori di plastica.
Le città moderne hanno esigenze precise di infrastrutture e sottoservizi che sono il risultato di una ricerca di efficienza per rispondere alle esigenze dell’uomo moderno.
È possibile vivere senza acquedotti, fognature, energia elettrica, linee telefoniche, reti informatiche? Le città più importanti non hanno anche linee o addirittura reti di trasporto sotterranee?
I danni creati e in continuo divenire, a causa di alberature poste in maniera dissennata senza pensare a queste reti sotterranee che permettono ad una città di vivere, si possono constatare in numerose vie e viali di Milano.
Cordoni stradali e marciapiedi dissestati, reti fognarie e bocche di lupo invase dalle radici di alberi che cercano di vivere penetrando dovunque per cercare quello che l’imprevidenza dell’uomo ha loro tolto.
Se poi dovessimo ritenere esatte le informazioni della stampa, che anticipa la messa a dimora nelle zone del centro storico di carpini, la mia meraviglia troverebbe conferma.
Il carpino è l’albero che rilascia il suo fogliame più a lungo e crea quindi problemi prolungati di nettezza urbana.
A mio avviso la proposta, che ritengo interessante anche se insolita, va rimeditata consultando anche vari esperti sui costi gestionali del verde nelle aree urbane.
Il territorio sul quale le richieste di Abbado, espresse nella soluzione di Piano, appartiene alla città di tutti noi e quindi il Sindaco della città ha l’obbligo di richiedere a coloro che gestiscono i servizi (MM, ATM, AMSA, Telecom, parchi e giardini ecc.) che s’esprimano in maniera responsabile e non servile alle proposte che, se anche arrivano da personaggi illustri, addirittura mitici nel loro campo, sono contrastanti in termini reali con l’assetto urbanistico delle preesistenze.
Non era meglio pensare di inquadrare la richiesta di Abbado in una strategia urbanistica prevedendo in determinati quartieri in via di formazione spazi idonei per accogliere tutto il verde richiesto dal Maestro?
Se volessimo tradurre in euro il problema scopriremmo che, in base a un costo medio per alberi di alto fusto di medio sviluppo messi a dimora pari a € 200, la richiesta di Abbado sarebbe di 18 milioni di euro escluse le operazioni relative alla formazione prati, tappeti filtranti, viali, recinzioni, reti di irrigazione e se volessimo tradurre la richiesta in base alla superficie media per albero necessaria dei parchi urbani sarebbero necessari circa 20.000.000 mq e cioè 200 ettari.
La vicenda sta suscitando fondati interrogativi e mi chiedo se l’iniziativa, intesa a soddisfare il maestro Abbado, non sia un cortese, ma per la città gravemente oneroso, ossequio ad un grande direttore di orchestra.
Tutta l’organizzazione che ha risvolti urbanistici e finanziari di rilievo è stata inquadrata in una regolare delibera?

In. Vittore Ceretti

Colombo Svevo Maria Paola. Cordoglio di Assoedilizia

aprile 22, 2010

Colombo Clerici partecipa al lutto per la scomparsa dell’Onorevole Maria Paola Colombo Svevo.

 Maria Paola Colombo Svevo: fedeltà alla vocazione alla politica.

Assoedilizia, nella persona del Presidente Achille Colombo Clerici,  partecipa al lutto per la scomparsa dell’on. Maria Paola Colombo Svevo, che si è spenta il 20 aprile scorso.

Poco nota al grande pubblico è stata, però una delle figure chiave del cattolicesimo politico ambrosiano, e di quello impegnato nel sociale, grazie ad un’invidiabile capacità tecnica e ad una volontà di ferro nel perseguire i suoi obbiettivi.

Formata nel ricco ambiente oratoriano e associativo del dopoguerra milanese, originaria di Rho, si spostò bene presto a Monza. Dopo la sua esperienza politica nella DC maturò l’impegno nell’amministrazione locale.
Si mise in luce come consigliere, ma soprattutto come Assessore ai Servizi Sociali negli anni ’70.

Con la Presidenza Guzzetti alla Regione Lombardia è Assessore ai Servizi e licenzierà la legge regionale sui servizi sanitari ed assistenziali, considerata da molti come la base dell’attuale sistema socio-sanitario italiano.

Al termine di questa esperienza siederà in Senato nel 1983, anche qui occupandosi di legislazione sanitaria e assistenziale.

Con la fine della DC, passò nel PPI di Martinazzoli e fu eletta deputata europea alle elezioni del 1994, nelle liste del PPI, specializzandosi in politiche sociali europee.

 A Bruxelles è stata vicepresidente della Commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni.

Negli ultimi anni era attiva nelle Fondazioni di Comunità, per poi essere  nominata nel 2005 Commissario della Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione CARIPLO e nel 2009 consigliere di Amministrazione dell’IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico.

Le esequie di ieri nella parrocchia di S. Gerardo a Monza, sono state  concelebrate de mons. Cresseri, delegato dal Card. Tettamanzi, e da Don Gino Rigoldi; che ne ha ricordato l’impegno per gli ultimi e i più sfortunati, e il suo straordinario sforzo come Commissario della Fondazione CARIPLO.

Don Gino ha commentato che con la sua scomparsa si è “perso un capitale sociale importante per il nostro mondo”.

Molto commovente l’orazione funebre del Presidente Guzzetti, che ha ricordato il suo impegno di donna vocata alla politica, capace di conciliare la sua faticosa attività istituzionale con la cura di una famiglia numerosa di ben quattro figli, che è sempre venuta prima di ogni altro pensiero.

Presenti molti volti noti della politica: si sono notati gli assessori milanesi Moioli e Verga, il Presidente della Fondazione Cariplo Guzzetti, l’europarlamentare Patrizia Toia, i consiglieri regionali Prina e Borghetti, l’on. Maria Pia Garavaglia, il sen. Ambrogio Colombo.

 

Locazioni commerciali – Negozi spariti a Milano – Colombo Clerici intervistato dal Corriere della Sera

aprile 20, 2010

Intervista rilasciata al Corriere della Sera da Achille Colombo Clerici e riportata sulla edizione del 20 aprile 2010, nell’articolo:

 “Milano. La crisi del commercio: “spariti” 400 negozi in un anno”

Qualcuno sostiene: “La responsabilità di questa situazione è della crisi, ma anche dei proprietari dei negozi che strozzano i loro inquilini con affitti che non tengono conto della situazione attuale del mercato”

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Questi i fattori che incidono sulla misura dei canoni richiesti in sede di negoziazione per il rinnovo o la nuova locazione:

– La durata del rapporto contrattuale di 12 anni che impedisce l’aderenza del canone all’andamento dei cicli economici.

– L’indennità per avviamento commerciale nella misura di 18 mensilità del canone vigente, cioè  del 25% dei canoni percepiti negli ultimi 6 anni; indennità dovuta dal locatore in caso di mancato rinnovo.
Questa indennità, così elevata, tende a  “scaricarsi” sul canoni contrattuali.

– Non va trascurato il fatto che, in caso di subentro ad un precedente esercente, il commerciante paga a quest’ultimo delle buonuscite assai elevate, che, se spalmate in un arco di tempo, costituiscono un vero doppione dell’affitto.

 *          *          *

Non si può immaginare una normativa legata a cicli economici con regole diverse ed opposte a seconda dell’andamento dell’economia.

Occorrerebbe dunque maggiore flessibilità prevedendo o una durata inferiore dei contratti;  o la facoltà di modificazione/aggiornamento dei canoni ad esempio ogni 3-4 anni.”

www.assoedilizia.com

“L’Uomo della Sacra Sindone” – Terracotta policroma di Ernesto Ornati (1983)

aprile 16, 2010

 VENERDI’ 16 APRILE 2010
alle ore 18, nella Sala 23 della Pinacoteca Ambrosiana, lo scultore M° Ernesto Ornati presenterà la sua opera:
“L’Uomo della Sacra Sindone” (1983).

Interverranno Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana e Mons. Marco Navoni, Direttore della Pinacoteca.
L’opera, donata dall’artista alla Pinacoteca Ambrosiana, sarà poi esposta nella Sala 19 della Pinacoteca fino al giorno 23 maggio p.v., in coincidenza con l’esposizione della Sacra Sindone a Torino.

Salone Internazionale del Mobile Milano – 49^ edizione – Colombo Clerici Assoedilizia: Incentivi fiscali per la qualità nell’artigianato

aprile 14, 2010

A margine della inaugurazione del Salone Internazionale del Mobile di Milano il presidente di Assoedilizia e dell’Associazione Nazionale Amici dei Grandi Alberghi Achille Colombo Clerici  ha dichiarato:

“L’iniziativa si iscrive in un quadro di eccellenze nazionali  conosciute ed apprezzate nel mondo intero e di capacità di farle valere.

Il comparto del mobile di qualità e del relativo design, basato sull’inventiva e sul senso artistico ed estetico e sulla perizia nel realizzare il prodotto, ha pari dignità ed importanza commerciale rispetto a quello della moda  e rappresenta ormai una importantissima realtà economico-sociale di tutta la zona del milanese e dell’ area briantea e comasca, ma anche di importanti poli di produzione nell’intera la Lombardia e nel Veneto.

Esso coinvolge tutta una serie di attività artigianali di pregio che riguardano le finiture e l’arredo della casa ed in questa accezione meriterebbe maggior attenzione e considerazione da parte del legislatore tributario.

Infatti la legislazione fiscale, escludendo dai benefici fiscali le cosiddette case di lusso, mette in difficoltà una eletta schiera di artigiani specializzati in lavorazioni pregiate.”

Questi alcuni dei criteri dettati dalla legge che caratterizzano le case signorili di lusso.

– scala principale: a) con pareti rivestite di materiali pregiati per un’altezza superiore a cm. 170 di media; b) con pareti rivestite di materiali lavorati in modo pregiato;

– pavimenti: eseguiti per una superficie complessiva superiore al 50% (cinquanta    per cento) della superficie utile totale dell’appartamento: a) in materiale pregiato; b) con materiali lavorati in modo pregiato;

– soffitti: se a cassettoni decorati oppure decorati con stucchi tirati sul posto o dipinti a mano, escluse le piccole sagome di distacco fra pareti e soffitti;

“Marmisti, ceramisti e piastrellisti, decoratori ,stuccatori e pittori,falegnami e mobilieri, tappezzieri ( esperti nelle tradizionali lavorazioni artigianali di pregio ) – ha aggiunto Colombo Clerici – sono stati sacrificati da una legislazione miope che considera di lusso, e quindi esclusi da qualsiasi beneficio fiscale, le case corredate, anche in parte (per pavimenti, pareti ed infissi, portoni, boiseries) di materiali pregiati o lavorati in modo pregiato.
Poi ci si meraviglia perché diventa sempre più raro l’artigiano che conserva le antiche tecniche di lavorazione di qualità.

Credo che una diversa ottica fiscale potrebbe produrre, soprattutto in questi tempi di congiuntura economica negativa, una ripresa di interesse per lavori artigianali di alto livello qualitativo che diversamente risultano troppo impegnativi dal punto di vista personale e nel contempo scarsamente remunerativi, per un problema di competitività dei prezzi.” 

www.assoedilizia.com

Convegno ACG DEL 27/11/09 – “Il San Gottardo c’è” – Sintesi dell’intervento dell’Ing. Vittore Ceretti

aprile 13, 2010

Alla sala convegno dell’Aeroporto della Malpensa si è tenuto il 27 novembre 2009 un convegno che ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle più importanti infrastrutture ed enti responsabili del territorio delle regioni Lombardia, Piemonte, Liguria e Canton Ticino.

Il problema che vede coinvolto Alptransit (Lotschberg, Sempione, Gottardo) richiede la più ampia informativa. Per questo riportiamo qui la sintesi dell’intervento dell’Ing. Vittore Ceretti (Presidente onorario Alta Capacità del Gottardo).

* * *

I Convegni, sono momenti di verifica, di confronto e di crescita non solo per la conoscenza delle problematiche, ma anche per raccogliere idee e sfide per scelte concretamente realizzabili in tempi certi il più possibile rapidi.

Nel recente Convegno del 19 novembre 2009 a Roma, sul trasporto ferroviario delle merci, si è fortemente sottolineato la necessità di adeguarsi per tempo alle esigenze del mercato internazionale e ai vari scenari, in continua mutazione, in tutti i campi. Le strategie riguardanti i trasporti, in funzione delle economie emergenti e fluttuanti in tutto il mondo, impongono una continua verifica dei progetti onde evitare che alla loro realizzazione, e ancor prima, ormai inutili.

La grave crisi finanziaria avviatasi sul finire del 2007 ed evidenziatasi nella sua gravità nelle settimane del Convegno dell’anno scorso s’è ripercossa nell’economia reale per tutto il 2009 e non risulta per nulla superata.

L’Europa esprimeva ed esprime un territorio antropomorfizzato e consolidato da due millenni.

Gli interventi dell’800 erano rivolti a migliorare e ottimizzare la sua funzionalità e avevano dimostrato prima con la costruzione delle strade transalpine poi con i tunnel ferroviari , infine con il potenziamento dei porti che l’Europa era il continente guida.

Il XX secolo aveva visto spostarsi la leader ship nell’America del Nord e oggi restiamo sgomenti nel constatare quanto sta accadendo in maniera vertiginosa nei paesi asiatici del Pacifico in particolare in Cina.
Negli anni 70 un famoso libro “Le Pacifique nouveau centre du monde” (edito da Ministero del Commercio estero francese) aveva richiamato l’attenzione sulla trasformazione in atto in tale grande area ma non aveva previsto le ripercussioni con il resto del “vecchio” e “nuovo” mondo.
Oggi dobbiamo constatare che lo scenario asiatico, avendo travolto molte previsioni, impone severe riflessioni sui sistemi infrastrutturali europei e quindi in primo luogo sul corridoio dei due mari.

E’ pericoloso a mio avviso esaminare il problema “Alptransit” non prendendo in considerazione quanto sta avvenendo nei collegamenti del globo.
I collegamenti tra il nuovo centro del mondo con il vecchio continente e con le Americhe avvengono, per ragioni legate alla configurazione dei continenti, con quattro vettori diversi:
– via mare
– via ferro
– via pipeline
– via aerea
ognuno ha la sua caratterizzazione ma una serie di dati e avvenimenti ci portano a richiamare l’attenzione in particolare sui porti dei traffici merci marittimi che sono i cordoni ombelicali del “corridoio dei due mari”, infrastruttura complessa che costituisce la spina dorsale dell’Europa.

L’interscambio di merci che caratterizza l’interscambio dell’economia globale mondiale è presto rappresentato dai dati qui elencati.
Ovviamente i dati del 2008-2009, per la nota congiuntura finanziaria ed economica, sono suscettibili di non trascurabili oscillazioni.

TRASPORTO NAVALE – LOGISTICA 2008 (mln.-tonn.)
Shanghai (Cina) 443
Singapore (Singapore) 423
Rotterdam (Olanda) 376
Ningbo (Cina) 272
Tianijn (Cina) 245
Guangzhou (Cina) 242
Hong Kong (Cina) 230
Busan (Corea del Sud) 217
Sout Louisiana (Stati Uniti) 192
Houston (Stati Uniti) 192

TRAFFICO PORTI MEDITERRANEO 2008 (mln.-tue.)
Valencia 3.600
Algeciras 3.300
Barcellona 2.600
Genova 1.750
Las Palmas 1.350
Marsiglia 850
Bilbao 550
Napoli 500

TRAFFICO MERCI PORTI ITALIANI 2008 (mln.-tonn.)
Genova 54
Trieste 48
Taranto 43
Gioia Tauro 34
Cagliari 34
Livorno 34
Venezia 30
Augusta 30
Ravenna 26
Napoli 19
La Spezia 18 

Faccio notare che il solo porto di Rotterdam ha un traffico annuale pari a quello dell’intero sistema portuale italiano.
I dati sono impressionanti.
Va tenuto presente che i due canali che interconnettono i 3 oceani, Pacifico, Atlantico e Indiano, sono tecnicamente caratterizzati da agibilità diverse.
S’intravede, visti i mutamenti climatici, anche il passaggio attraverso il mare Artico.

Panama 77 Km (con chiuse)
differenza quota oceani mt 40
in corso raddoppio (presunta fine lavori 2015)
Suez 163 km (senza chiuse)
calo del traffico di circa il 20% nel 2008 e 2009 causa crisi economia globale.
E’ previsto tuttavia nei prossimi anni un incremento per traffico India verso Europa e Nord America.

Transiti marittimi
Kiel 56.964
Suez 18.193
Panama 14.011

Previsione aumento traffico marittimo movimentazione container 2004-2015
Estremo oriente 90%
Americhe 91%
Europea 88%

Si ha la precisa sensazione che da ruotismo motore siamo diventati ruotismo indotto.

Dobbiamo prendere coscienza di quanto sta accadendo nello scenario dell’economia globale.
Solo dando rapidamente delle risposte concrete potremo vivere da protagonisti attivi e non assistere allo spettacolo di decadenza del mondo occidentale.

Alla concretezza della Confederazione Elvetica che ha saputo superare difficoltà tecniche e politiche, noi pur essendo dotati di tecnici e di imprese che operano in tutto il mondo, vediamo il nostro mondo politico cedere, per ipocrisia, a pressioni di minoranze o di corporazioni che impediscono e ostacolano numerose infrastrutture di pubblica utilità.

Recentemente vi sono stati sullo scenario italiano vari avvenimenti degni di particolare rilievo sui quali hanno relazionato in questo Convegno vari oratori :
–  protocollo d’intesa tra le 3 regioni dell’11 novembre 2009 a Genova
–   forum internazionale per lo sviluppo del trasporto ferroviario tenutosi il 19 novembre 2009. a Roma
–   tra Genova e Tianjin nel giugno 2009 siglato accordo alleanza portuale

Alla luce delle più recenti notizie, in vista dei nostri sistematici convegni, il ns. comitato ritiene che si debba proseguire ad operare su tre direttrici parallele così come è avvenuto negli ultimi tempi:
–  concretizzare soluzioni ferroviarie al servizio del sistema portuale genovese e del retro porto e piattaforme intermodali logistiche;
–  coinvolgere sempre più tutte quelle istituzioni che possono costituire un fatto corale per creare quel consenso fondamentale per concretizzare i programmi;
–   promuovere accordi tra le grandi istituzioni per coinvolgere risorse per l’attuazione dei progetti finalizzati a permettere la piena funzionalità del corridoio dei due mari.