Legacoop Assemblea Nazionale – Roma 18 maggio 2010 – Assoedilizia presenzia

Assemblea Nazionale delle Cooperative di costruzione – Legacoop – Roma

Assoedilizia, invitata nella persona del Presidente Achille  Colombo Clerici, ha partecipato con un suo rappresentante all’Assemblea Annuale delle Cooperative di Costruzione aderenti all’ Associazione nazionale Cooperative Lavoro di Legacoop, svoltasi a Roma il 18 maggio 2010.

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Giuseppe Bonino, responsabile nazionale di LegaCoop nel settore costruzioni  ha introdotto la partecipatissima assise, riferendo i numeri della Ancpl nel settore delle costruzioni: con 37.000 addetti ed un volume di affari di oltre 13 miliardi di euro, questa realtà rappresenta un complesso economico chiave del Paese.

“Delle nostre 252 cooperative e 6 consorzi, ben 10 fanno parte delle prime 100 imprese  di costruzione italiane”.

Il Presidente di ANCPL Carlo Zini ha, poi, esposto un’articolata relazione in cui ha messo in luce che, nonostante il settore delle costruzioni sia fondamentale per il Paese, esso non viene adeguatamente sostenuto dalle Istituzioni; e ciò “nonostante   gli impegni assunti un anno fa dal Governo alla grande manifestazione degli “stati Generali delle Costruzioni” .

Infatti si rilevano nel 2009 un calo di oltre 137.000 posti di lavoro sul 2008 e il fallimento di 2000 aziende.  “E la situazione si  aggrava di giorno in giorno anche se le nostre cooperative hanno salvaguardato occupazione e investimenti” ha aggiunto Zini ventilando la perdita di oltre 30.000 posti di lavoro nel 2010.

Il Presidente ha quindi sottolineato l’impegno del Ministero delle Infrastrutture, ricordando i recenti provvedimenti del CIPE che dovrebbero liberare risorse per le grandi opere; ma ha pure rimarcato la contraddittoria stretta del Ministero dell’Economia sulle amministrazioni locali che non possono, in base la patto di stabilità, provvedere a stanziare fondi sulle piccole opere, fondamentali per il settore. 

Zini ha poi evidenziato che le opere pubbliche debbono essere rilanciate con il project financing e attraverso il parternariato pubblico privato (anche grazie al ruolo della Cassa Depositi e Prestiti), ma che al contempo il settore non può fermarsi di fronte alle complicazioni di una legislazione sugli appalti che merita di esser riformata.

Ha poi anche ricordato l’assoluta necessità di una riforma, per il settore, della Cassa Integrazione ordinaria, che andrebbe equiparata a quella degli altri comparti economici, come pure della “della disciplina dell’Iva delle cessione delle abitazioni, superando il limite dei 4 anni per l’applicazione della stessa imposta”, ad evitare l’aumento dei costi di produzione delle imprese che in quei 4 anni non riescono a vendere gli immobili.

Ma ha anche fatto presente che, pur essendo uniforme in Europa  la disciplina normativa, le grandi opere infrastrutturali in Italia vengono realizzate in 10 anni contro una media di 7 anni negli altri Stati del nostro continente, per problemi endemici legati ad una errata cultura della Pubblica Amministrazione.

E’ intervenuto, quindi, il segretario del PD Bersani, che ha criticato il Governo sulla incapacità di porre in essere misure anciclicliche. Ha stigmatizzato i ritardi nei pagamenti da parte delle Amministrazioni Pubbliche, che rappresentano un modo per “truccare i conti”. Ha aggiunto che il Governo non può permettersi di definire l’opposizione il partito della spesa: “non siamo arruffapopolo” ha commentato.
Ed  ha offerto la sponda alla collaborazione con il Governo  proponendo anche un maggiore coinvolgimento dell’opposizione in un progetto di salvaguardia serio del settore, con la massima disponibilità sua e del responsabile nazionale del PD nel campo delle infrastrutture e dell’ urbanistica, Mauri.

Il Ministro delle Infrastrutture Matteoli ha risposto con la disponibilità ad un confronto, mettendo però in luce che il suo sforzo di ottenere risorse pubbliche delle infrastrutture è massimo, ma si infrange sulle resistenze alla spesa da parte del Ministro dell’Economia.

Ha ricordato altresì che il Governo è impegnato in alcune grandi opere nel campo  delle infrastrutture ferroviarie ( terzo valico ligure, linea Treviglio–Brescia) ed autostradali; e si è impegnato altresì nell’ultimo Cipe per l’edilizia scolastica per quasi 300 milioni di euro.

Ha commentato che comunque non si deve essere troppo critici sui ritardi del nostro Governo in ambito infrastrutturale, ricordando che il Gottardo è in fase di realizzazione in un tempo imparagonabilmente più lungo rispetto ai nostri 10 anni.

Ha infine fatto presente che al momento esiste un tavolo per la riforma della normativa sugli appalti costituita presso Ministero.

Il Presidente dell’Ance Paolo Buzzetti ha posto in luce la necessità di un intervento massiccio delle pubbliche amministrazioni locali che debbono poter spendere: “Il settore privato non può assumersi gli oneri del dissesto della finanza pubblica  e non possiamo morire di cassa”.

Ha pure sottolineato la necessità di una riforma delle Cassa Integrazione per il settore perché in alcuni segmenti Inail e Inps ottengono dal settore delle costruzioni oltre il 2% degli introiti.

Ha infine evidenziato la farraginosità della disciplina degli appalti, che spinge all’assurda politica del ribasso ad ogni costo.

Walter Schiavella della CGIL ha lamentato il mancato coinvolgimento del Sindacato nel Tavolo di riforma del Ministero, ritenendo che nella valutazione degli appalti un lavoro sicuro e legale sia un elemento da non trascurare.

Mauro Moretti AD di FS ha sottolineato che le Ferrovie sono una delle piattaforme di appalto più importanti, ma che esse sono legate a finanziamenti pubblici che arrivano in maniera tutt’altro che diretta, anche se stanziati dal CIPE.  

Giovanni Castelucci Ad di Autostrade per l’Italia ha posto in luce che la sua società ha sempre mantenuto – anche senza stanziamenti pubblici – alto il livello degli investimenti, che possono considerarsi realizzati, rispetto a quelli previsti, per il 98%.

Ha pure criticato fortemente la legislazione sugli appalti, affermando che, per rispettare i tempi delle opere, molti dei lavori che potrebbero essere svolti sul mercato sono svolti in house e poi sub appaltati.

Sono pure intervenuti per l’Anas il Condirettore Generale Granati – che ha posto in luce il grande ruolo dell’ Ente rappresentato, ma ha lamentato i grandi vincoli ad esso imposti dalla finanza pubblica.

Mario Lupo, Presidente AGI, ha affermato che il ruolo del PPP e dei General Contractor è  un modello vincente a livello internazionale e che merita di essere maggiormente diffuso in Italia; e Oddi Baglioni, Presidente OICE,  ha sottolineato che i progetti debbono essere ben fatti, ma che le amministrazioni, obbligate  dalla nuova legge che ha sostituito la Merloni, a decidere in 45 giorni, non sono sempre in grado di farlo.

Per questo “occorre costituire centrali tecniche che sappiano valutare i progetti a servizio delle stazioni di appalto”, criticando al contempo il modello di Infrastrutture Lombarde.

Infine l’on. Violante, presidente del Think Tank ItaliaDecide, ha criticato le proposte di riforma del sistema degli appalti che sacrifichino la trasparenza e ha proposto di ritrovarsi con tutti i soggetti principali del settore, per stilare un grande documento dei problemi e delle priorità da sottoporre al Governo.

La redazione. Marcello Menni

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