Gabbie fiscali e fiscal drag. Gabbie, non solo ai fini del redditometro, ma anche a fini correttivi a livello regionale della uniformità di tassazione del reddito delle famiglie. Assoedilizia

La manovra finanziaria che il Governo si appresta a varare, contempla una diversificazione nella presunzione di reddito, a seconda delle differenti Regioni, ai fini del redditometro.

Un professionista milanese si presume che debba avere una capacità di spesa maggiore dell’omologo napoletano o lucano.
Si parlato a tal proposito di “gabbie fiscali”.

Ma il Governo deve correggere anche le distorsioni derivanti da una fiscalità nazionale uniforme nella tassazione del reddito delle famiglie.
Occorrono coefficienti correttivi a livello regionale.

 Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici: 

“Assoedilizia ha parlato da tempo e per prima di gabbie fiscali, ma in senso differente.

Secondo i rilievi del Centro Studi Cittadino e Fisco di Assoedilizia, presentati nel corso di un convegno organizzato nell’anno 2008  da Università degli Studi di Milano e da Assoedilizia sul tema “Il federalismo fiscale”, risulta che in alcune aree del Paese la vita è più cara e quindi occorre guadagnare di più,per mantenere al reddito la medesima capacità di acquisto ed in altri termini per consentire alle famiglie il medesimo livello di vita, rispetto a quanto avviene in altre aree.

Si rileva d’altra parte che la Lombardia ad esempio ha i redditipiù alti d’Italia.

Ma ciò comporta, nel pagamento delle imposte sul reddito, l’applicazione di aliquote marginali maggiori; perché il nostro sistema tributario è informato al principio della progressività delle aliquote, per scaglioni di reddito.
Senza alcun meccanismo correttivo (coefficienti correttivi applicati al reddito imponibile), legato alle differenti situazioni locali, che impedisca effetti di “fiscal drag”, cioè di prelievo fiscale progressivamente più oneroso in virtù  del semplice innalzamento del livello del reddito nominale; si produrrebbe una doppia penalizzazione.
La vita costa di più e, sul maggior reddito nominale, non reale,  si pagano imposte con aliquote più elevate.  

Il Governo deve correggere le distorsioni di una fiscalità nazionale uniforme nella tassazione del reddito delle famiglie.

È opportuno quindi che la riforma in senso federalistico della fiscalità tenga conto di questo effetto distorto

E poiché l’IRPEF è un’imposta erariale che appartiene alla autonomia impositiva dello Stato, quest’ultimo  deve provvedere alla relativa riforma, senza attendere la previa attribuzione alle regioni di imposte proprie.”           

www.assoedilizia.com

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