IMU o Service Tax legata agli immobili per finanziare i servizi comunali – Tutti i difetti dell’ICI, senza risolvere i nodi del problema. Occasione per aggravare carico fiscale su immobili

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici:

“Il Governo sbaglia  pensando di istituire una imposta a carico degli immobili e con esclusione della prima casa,  per finanziare i servizi comunali.

Già una volta, quasi vent’anni fa, si partì con l’obiettivo di coinvolgere gli utenti nel finanziamento dei servizi erogati dai comuni e si finì per istituire l’ICI, che peraltro è una patrimoniale vera e propria a carico solo di alcuni immobili.

Una imposta immobiliare unica per i servizi comunali significa semplicemente  dilatare la portata dell’ICI, con il suo meccanismo distorcente: è una impostazione iniqua e pretestuosa.  Sarà l’occasione per aggravare il carico fiscale sugli immobili.  

Il vero problema irrisolto è quello di chiamare “city users” e pendolari a pagare i servizi comunali goduti; servizi che oggi vengono pagati viceversa solo dai residenti e dai proprietari degli immobili siti nel territorio cittadino.”

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 Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ritiene utile rievocare la genesi dell’ICI.

“Questa imposta fu istituita all’inizio degli anni Novanta, dopo che per lungo tempo si era discusso della istituzione di un’imposta a carico degli utenti per il finanziamento dei servizi comunali.

Poi si fece largo l’idea dell’ICI, come imposta comunale sugli immobili; da porre a carico, in caso di locazione, per metà degli inquilini e per metà dei proprietari.

Alle fine la soluzione adottata fu quella ineluttabile, come sappiamo tutti: a carico dei soli proprietari.

L’ICI quindi non era stata concepita come una patrimoniale ordinaria, quale oggi si presenta; ma chiaramente come imposta per il finanziamento dei servizi comunali, e quindi tendenzialmente a carico degli utenti degli stessi.

Ma all’interno della questione generale, c’è da risolvere, una volta per tutte, il problema dei servizi comunali goduti dai “city users” e dai pendolari; servizi che vengono pagati dai residenti e dai proprietari degli immobili siti nel territorio cittadino.

Per città come Milano il problema è veramente cruciale perché qui il pendolarismo (800.000 pendolari quotidiani a fronte di 1.300.000 abitanti) a differenza ad esempio di quanto avviene a Roma, è un pendolarismo  extra moenia, cioè da comuni limitrofi, del tutto autonomi sul piano amministrativo e fiscale: un fenomeno quindi che produce costi non compensati.

Risponde dunque ad equità che i servizi comunali siano pagati da tutti coloro che effettivamente li consumano, indipendentemente dal possesso di un immobile, sia esso prima o seconda casa.

Mentre, legare il finanziamento dei servizi comunali agli immobili, riproponendo il meccanismo distorcente dell’ICI, è del tutto iniquo e pretestuoso.

Per questi motivi Assoedilizia ha sempre ritenuto fosse opportuno pensare ad una imposta comunale di tipo personale, legata all’esercizio dell’attività lavorativa nel comune; imposta detraibile da quelle erariali.”

www.assoedilizia.com

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