Cedolare secca – Assoedilizia riceve e pubblica

Spett.le Associazione,

sono un proprietario immobiliare che non comprende (oppure lo capisce pensando male) perché la misura impositiva della cedolare secca non si estenda anche agli immobili commerciali dal momento che, atteso l’attuale regime di fiscalità progressiva, accade quanto segue:
– spesso una parte del canone locatizio viene richiesto una tantum all’inizio del periodo locatizio con grave pregiudizio per gli esercenti commerciali in ordine a difficoltà di reperire risorse finanziarie senza correlativi ricavi di gestione;
– spesso viene richiesta, ad integrazione dei canoni “bianchi”, una “buona entrata” aggiuntiva ai canoni da regolare contratto di locazione.
Come anzidetto, pensando male, i nostri governanti non si fidano del fatto che coloro i quali locano in nero, in parte o totalmente, non si persuaderebbero a pagare un’imposta del 20%.
Io a tale ipotesi risponderei che una tale misura, tra le persone più di buon senso, spingerebbe a regolarizzare le proprie posizioni (ben sapendo che una parte – credo minimale, continuerebbe ad evadere ovvero eludere il fisco) con la conseguenza, non da poco conto, di consentire a coloro i quali esercitano un’attività commerciale di non subire esborsi eccessivi e, talvolta antieconomici per la propria attività operativa.
Per tali motivi Vi chiederei, laddove fosse nella Vostra disponibilità, una banca dati di:

 – numero di immobili commerciali in Italia;
– del numero di immobili di cui al punto precedente, numero di immobili commerciali attualmente locati in Italia;
– presumibile numero di immobili locati in nero;
– eventuali altri dati afferenti il mercato degli immobili commerciali.

Ciò allo scopo di rendermi conto, attraverso elaborazioni contabili che sono in grado di sviluppare, la bontà delle asserzioni fatte ed inviate ad un Senatore della Repubblica (che vi allego qui sotto).

In attesa di un Vs. gradito riscontro porgo cordiali saluti.

 A. D. G. 

Egr. Senatore,
non ho ben capito perché la misura istitutiva della cedolare secca riguardi i soli immobili ad uso abitativo e non si estenda anche agli immobili commerciali.
Non crede che l’estensione della norma ai negozi potrebbe contribuire a:
– far emergere il “nero”;
– aumentare la massa critica dei proprietari attratti dall’agevolazione e quindi delle basi imponibili e quindi dei gettiti relativi, al netto della decurtazione fiscale;
far pagare ai locatori delle imposte eque sui redditi da fabbricati;
– creare un meccanismo virtuoso attraverso cui si stimoli l’investimento immobiliare;
– sostenere gli esercizi commerciali che, con un’imposizione equa nei confronti dei locatori, potrebbero ottenere l’opportunità di svolgere la propria attività:
– presso immobili concessi in locazione;
– presso immobili concessi in locazione a canoni più calmierati.
Non riesco a capire il mancato ambito di applicabilità di tale imposizione nei confronti dei proprietari di immobili commerciali.
In tale ambito, quando dalla Conferenza Stato-Regioni il provvedimento giungerà nei due rami del Parlamento, sarà possibile proporre degli emendamenti, tra cui quello da me auspicato?
In ogni caso, in attesa di un Suo cortese riscontro, porgo distinti saluti.

 A.D.G.

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