Archivio per settembre 2010

PGT – Piano governo territorio – Milano – Avvio della fase procedimentale delle osservazioni al PGT

settembre 21, 2010

Assoedilizia, invitata nella persona del suo Presidente Achille Colombo Clerici, ha partecipato all’incontro promosso dall’Assessorato all’Urbanistica di Milano.

Dopo l’adozione, da parte del Consiglio comunale, del piano di governo della città, l’Assessore Masseroli ha invitato la cittadinanza all’avvio di una delle più importanti occasioni di coinvolgimento della cittadinanza su questo fondamentale atto amministrativo: la formulazione, la presentazione e la discussione delle osservazioni al PGT stesso.

Intervenendo il Sindaco Moratti ha lodato il lavoro della Giunta e del Consiglio in questo campo, auspicando che lo strumento delle osservazioni venga colto come positivo momento di dibattito e non diventi occasione di ostruzionismo.

L’Assessore Masseroli ha ricordato le linee guida del PGT e fra tutte quella della flessibilità del nuovo “piano regolatore” cittadino e la sua struttura particolarmente atta a venire incontro ad esigenze pubbliche e private di pianificazione territoriale.

Ha, inoltre, posto in luce che l’applicazione del principio della perequazione potrà portare grandi benefici, in termini di nuove iniziative imprenditoriali e sociali sul territorio, consentendo l’ampliamento di servizi pubblici, il soddisfacimento della domanda dei costruttori, la realizzazione di microiniziative anche nel settore non profit, la razionalizzazione del verde pubblico.

Dopo avere dato indicazioni sulla presentazioni delle osservazioni egli ha risposto ad alcune domande del folto del pubblico, fra cui spiccavano le presenze dell’on. Costante Portatadino, di numerosi Assessori – fra cui l’ing. GianniVerga – e consiglieri comunali come Carmelo Gambitta, Fabrizio De Pasquale e  Manfredi Palmeri presidente del Consiglio comunale.

Quest’ultimo ha preso la parola, lodando il lavoro del Consiglio comunale che si è svolto in 54 sedute, ed ha portato a sostanziali modifiche concordate, con la Giunta , portando all’introduzione di decine di emendamenti condivisi con l’opposizione.

Fra le perplessità emerse in sala quella della mancanza di un momento di comunicazione dettagliata sui contenuti del PGT e della istituzione dell’Agenzia degli scambi dei diritti perequativi.

Sul punto l’Assessore Masseroli ha rassicurato in merito all’approvazione di una delibera nelle prossime settimane.

Fai Il pieno di Cultura con FEIN – 24-25-26 settembre 2010

settembre 21, 2010

Fai Il pieno di Cultura con FEIN

 Nei giorni 24, 25 e 26 settembre 2010  si tiene la terza edizione di “Fai il pieno di cultura”, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Cultura di Regione Lombardia, in collaborazione con le Province e con tutti gli istituti culturali lombardi. La Fondazione Europea Il Nibbio il 24 e il 25 (ore 10.30/17.30) sarà presente presso la sede del Comune di Arosio (via Grandi invalidi 1), dove verranno esposti e spiegati i plastici di Arosio realizzati dagli studenti universitari di Architettura II – Politecnico di Milano. I lavori sono già stati presentati nell’ambito dell’Universitè d’Etè 2010 ed ora vengono nuovamente promossi all’attenzione della popolazione e degli enti locali per una ricaduta sul territorio: una ulteriore serata di approfondimento è stata fissata per il 30 settembre alle 20.30 presso la biblioteca di Arosio.

Quest’anno il programma complessivo di fai il pieno d cultura per tutta la Lombardia sarà disponibile on line, su un sito dedicato: http://www.failpienodicultura.it, promosso e diffuso anche attraverso i siti http://www.cultura.regione.lombardia.it, http://www.lombardiaspettacolo.com e i siti istituzionali delle Province, sia attraverso portali informativi e community.

Proprietà Edilizia – Presentazione di Assoedilizia

settembre 21, 2010

L’Associazione Milanese della Proprietà Edilizia-Assoedilizia, è in Italia la più antica (costituita nel 1894), la più rappresentativa e la più radicata nel territorio fra le organizzazioni dei proprietari di casa.

Nel 1916, con altre associazioni della proprietà edilizia, ha fondato Confedilizia.

Coordina la Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia, FEDERLOMBARDA EDILIZIA, presente in tutti i capoluoghi di provincia e nelle città principali con 26 tra associazioni locali e delegazioni.

Solo a Milano Assoedilizia conta 9.500 associati tra cui 1.200 investitori istituzionali nell’immobile – banche, compagnie di assicurazione, enti, società immobiliari – e 2.700 amministratori di condominio.

Rappresenta oltre 100.000 famiglie.

Nel Direttivo risultano alcuni dei nomi più rappresentativi dell’alta borghesia e del patriziato lombardi.

E’ presieduta dall’avv. Achille Colombo Clerici, che è anche vicepresidente di Confedilizia.

Assiste il piccolo proprietario, come la grande società immobiliare, nei settori legislativo e giurisprudenziale, condominiale, sindacale, fiscale, assicurativo, catastale, tecnico-edilizio, urbanistico, patrimoniale e di diritto societario; offre consulenza sulle norme di sicurezza, sulle misure antinquinamento, sugli impianti elettrici e termici-riscaldamento, di allarme e antiintrusione.

Assoedilizia interviene inoltre sui temi che riguardano  l’attuazione di una efficiente politica della casa; la protezione e la tutela dell’ambiente (attraverso il Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio), il decoro della città, lo sviluppo delle infrastrutture, la sicurezza nella casa ed opera in stretto contatto e collaborazione con Governo, Regione, Comuni, Province, enti, organizzazioni, istituzioni private e pubbliche anche attraverso convegni, conferenze-stampa, studi e ricerche, interventi legislativi, comunicati stampa, rubriche radiotelevisive.

Assoedilizia pubblica la rivista trimestrale “LA PROPRIETA’ EDILIZIA” con contenuti di attualità e scientifici nelle materie di competenza.

Assoedilizia ha patrocinato la nascita dell’associazione AMICI DI MILANO che raccoglie una buona rappresentanza del milieu aristocratico-borghese, culturale, professionale e imprenditoriale.

Tra le iniziative di Amici di Milano, il “Premio internazionale-Targa d’argento del Presidente della Repubblica” per i giovani milanesi emergenti, giunto alla sua decima edizione.

www.assoedilizia.com

 

Settimana della Mobilità Sostenibile – Progetto E-moving A2A – 22 Settembre 2010 Largo Richini Milano

settembre 21, 2010

 A2A

INFORMAZIONI PER LA STAMPA

 A2A per la mobilità sostenibile. Mercoledì 22 settembre appuntamento e-moving

 Carissimi,

 dal 16 al 22 settembre si svolgerà la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, appuntamento promosso dall’Unione Europea sin dal 2002 che ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini all’utilizzo dei mezzi di trasporto più ecologici.

 Per l’occasione A2A, che ha scelto da tempo di perseguire la via dello sviluppo sostenibile, ha organizzato, mercoledì 22 Settembre  dalle ore 11.30 alle 13.00 circa presso l’Università Statale in Largo Richini (MI) una tappa del progetto  e-moving, per presentare ai giovani l’infrastruttura di ricarica e offrire la possibilità di provare un’auto elettrica.

 e-moving è un progetto ambizioso per la mobilità elettrica che A2A ha avviato insieme ai Comuni di Milano e Brescia.

 Milano e Brescia saranno i primi comuni italiani ad avviare la realizzazione di una completa e strutturata rete di circa 270 punti di ricarica (200 nel capoluogo lombardo e 70 a Brescia) installati da A2A a supporto della mobilità elettrica. È  il primo passo, nella creazione di una struttura capillare di ricarica.

Obiettivo del progetto è sostenere la mobilità elettrica, approntando l’infrastruttura in modo da rendere attrezzate le città servite da A2A per la sperimentazione dei veicoli elettrici.

 L’appuntamento sarà anche l’occasione per provare il scooter elettrico OXYGEN, il veicolo di DUCATI ENERGIA e lo scooter elettrico a quattro ruote di BIRO’.

 Per saperne di più sul progetto e-moving consulta il sito www.a2a.eu

Contatti:
Comunicazione e Relazioni Esterne – Media Relations
Tel. 02 7720.3093-3517 – ufficiostampa@a2a.eu

Condominio e cultura dell’abitare. Relazione del Presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici al Convegno Arel-Osmi 20 settembre 2010

settembre 20, 2010

Alcuni spunti di riflessione riguardanti gli aspetti sociali ed economici, prodromici rispetto a quelli giuridici.

 Perché il diritto è lo strumento per dar  forma ad istituti socio-economici.

 *       *      *

Il condominio sul piano sociale è una sorta di “sofisticazione”; introdotto nel nostro ordinamento nemmeno cento anni fa è proprio di una società moderna ed evoluta .

Infatti, come struttura sociale e come istituto giuridico volto ad organizzare  la convivenza urbana, esso nasce in concomitanza dei grandi processi di inurbamento che iniziano a far tempo dal primo decennio del Novecento.

È uno fra i più influenti strumenti di formazione culturale e di organizzazione sociale, soprattutto nelle città: ed è coevo, nel nostro paese, allo svilupparsi delle società di mutuo soccorso, ma soprattutto dell’edilizia residenziale pubblica (la cosiddetta edilizia popolare), e delle cooperative edilizie.

L’istituto del condominio, fondato sui principi della condivisione e della partecipazione, suppone dunque  l’esistenza di una cultura dell’abitare insieme, nella sua massima espressione.

Sono già delicati infatti i rapporti di buon vicinato tra proprietari  esclusivi della abitazione; quando ogni soggetto trova delineati i confini della propria sfera di appartenenza.

Figuriamoci quando nel medesimo tempo ci sono ambiti di appartenenza esclusivi e ambiti di appartenenza comuni con altri soggetti .

Cultura dell’abitare significa rispetto di sé e dell’altro: senso del limite nella propria libertà di agire, che deve incontrare la libertà altrui.

Senso della cosa comune e coscienza delle sue regole: che vanno puntualmente rispettate.

 *      *       *

Ma c’è un aspetto economico sul quale vale la pena di soffermarsi un poco ed è rappresentato dall’incidenza sul mercato immobiliare.

Il mercato immobiliare non è determinato dall’andamento  della quota di investimenti fissi (cioè degli investimenti in immobili destinati all’uso diretto da parte del proprietario); bensì dipende dall’andamento di quella parte di investimenti “a reddito” che sono sensibili al grado di remuneratività, dato dalla redditività generale da un lato e dal carico di oneri ed imposte, dall’altro.

In regime di equilibrio del mercato immobiliare in Italia la quota di “flottante” (derivante dal turn over funzionale – abitativo, terziario e commerciale – e dal turn over economico) si è sempre aggirata, negli ultimi anni, attorno al 2-3%  del valore dello stock immobiliare nazionale. Da poco più di due anni è scesa, a causa della crisi, di circa il 25% . 

Siamo scesi da oltre 800 mila transazioni annue alle attuali 600/630 mila; per un valore di circa 110 MLD contro i precedenti 140.

Il mercato immobiliare, per dare un’idea, presenta quindi un dinamismo di 250 volte inferiore a quello della Borsa Valori.

Una base quindi estremamente ristretta (presidiata, tra l’altro, dall’alto livello di proprietà diffusa di immobili abitativi presente nel nostro Paese: il 71% delle famiglie occupa la propria abitazione a titolo di proprietà) estremamente ristretta, si diceva, ed in quanto tale suscettibile di provocare sensibili oscillazioni al suo minimo variare.

Incidentalmente vorrei dire, come ho recentemente sostenuto, nel corso dell’ultimo workshop Ambrosetti a Cernobbio, che è comunque  grave errore quello di credere che, poiché il 71% delle abitazioni appartiene stabilmente alle famiglie italiane, né sussistono problemi di tenuta del sistema dei mutui-casa, ci si possa ritenere al riparo dal rischio di bruschi cedimenti dei valori immobiliari, quando si adottano politiche fiscali punitive dell’investimento immobiliare privato come sta avvenendo da troppo tempo nel nostro Paese.

Proprio per questo il condominio in Italia rappresenta una realtà economica assai popolare (stimiamo che i condomini siano circa700-800 mila) cui è legato un effetto economico importante nei riflessi del mercato.

Esso infatti, costituendo il tessuto connettivo della proprietà immobiliare diffusa, ha storicamente rappresentato un fattore di radicamento degli abitanti alla casa e quindi di stabilizzazione del rapporto del proprietario con la propria abitazione.

Ma, mentre dunque è presidio della solidità del risparmio investito nel mercato immobiliare abitativo,  esso è, al tempo stesso, fattore di irrigidimento del rapporto abitante-città.  

Il che porta a due conseguenze negative.

A) Anzitutto ad una forma di investimento economico improntato ad una spiccata staticità.

In generale si registra un maggior dinamismo del rapporto conduttore/immobile rispetto al rapporto proprietario/immobile, senz’altro meno dinamico. Ed il condominio, fra tutti i diversi soggetti appartenenti al fronte dei proprietari, è il soggetto meno reattivo dinnanzi alle esigenze di rinnovamento del patrimonio edilizio.

B) Ma porta anche ad un marcato immobilismo, se non ad una resistenza, sul piano del rinnovamento urbano. 

Quindi minor grado di interventi manutentivi, di adeguamento, di rinnovamento degli immobili; e minore sensibilità o interesse agli interventi di riqualificazione edilizio-urbanistici della città .

Quanto alle norme della green economy applicate al settore immobiliare, esse per ora si limitano a  lambire il condominio ed i condomini.

Ma fra breve si spingeranno dentro queste realtà, perché non è pensabile che una parte cosi cospicua dell’intero stock di abitazioni ne possa rimanere esclusa.

 *      *      *

Sul piano della soggettività giuridica il condominio è un ibrido.
Manca di una personalità giuridica autonoma; ed inoltre l’amministratore non ne è  organo, ma è  mandatario dei condomini.

Non c’è quindi autonomia di azione da parte dell’amministratore, anche se recenti pronunce giurisprudenziali tendano a riconoscergli una sempre maggior capacità di agire .

Mentre sussiste una solidarietà attiva (ad esempio  impugnazione delle sentenze) e passiva (pagamento dei debiti condominiali) per i condomini.

Si tratta di risolvere al fondo questo problema.

Senza certamente arrivare alla formula di tipo anglosassone, che preveda la titolarità della proprietà delle parti comuni in capo al condominio.

Piuttosto, si potrebbe pensare  ad una forma di personalità giuridica (ma è questione sulla quale occorre ancora riflettere) per assicurare l’autonomia all’amministratore, separando la sfera di responsabilità di quest’ultimo da quella dei condomini.

 *       *       *

Ma anche nei rapporti tra proprietari condomini sussistono smagliature normative tra le quali è facile che si possano far strada situazioni di ingiustificato privilegio a favore di taluni, nei confronti di altri.

Uno dei problemi cui ha voluto por mano la Cassazione con una recente sentenza non propriamente perfetta è quello della modificazione e dell’adeguamento delle tabelle millesimali.

 *       *       *

In conclusione i piani in cui l’istituto del condominio mostra i suoi limiti, alla prova del tempo, in questo pressocché secolo di vigenza, sono sostanzialmente tre:

– Quello della sua amministrazione e gestione;

– Quello della sua idoneità a prestarsi a secondare le esigenze di rinnovamento delle città e degli edifici, particolarmente avvertite di questi tempi;

– Quello della sua attitudine a favorire situazioni di equilibrio dei diritti e dei doveri fra i diversi partecipanti; titolari peraltro di diritti soggettivi pieni da coordinarsi con i diritti condominiali.

 Evitare sperequazioni ed asimmetrie il compito della riforma. 

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Condominio – Convegno AREL/OSMI 20 settembre 2010 – Palazzo Giureconsulti Camera Commercio Milano – Assoedilizia informa comunicato stampa

settembre 20, 2010

Convegno a Milano a Palazzo Giureconsulti

IL CONDOMINIO HA QUASI UN SECOLO: COSA E’ CAMBIATO, COSA BISOGNA FARE  

Milano, 20 settembre 2010

– Il condominio ha quasi un secolo di vita: emanazione di una società moderna ed evoluta, volta ad organizzare la convivenza urbana in concomitanza dei grandi processi di inurbamento dei primi decenni del Novecento, si è evoluto con la società di cui è espressione, con importanti novità in questi ultimi anni.  

E’ la premessa della relazione del Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici che ha aperto i lavori del Convegno “La Normativa per il condominio” organizzato da Arel-Osmi svoltosi oggi a Milano (Palazzo dei Giureconsulti) con la partecipazione di esperti e di rappresentanti degli utenti.

I condomini sono diffusi ovunque e interessano decine di milioni di cittadini.

E, oltre a regolamentare delicati rapporti di buon vicinato e di condivisione di un bene comune – le parti condominiali dell’edificio residenziale – rappresentano una realtà economica assai popolare cui è legato un effetto importante nei riflessi dell’intero mercato immobiliare.

“Ma – ha proseguito Colombo Clerici – mentre è presidio della solidità del risparmio investito nel residenziale, esso è al tempo stesso fattore di irrigidimento del rapporto abitante-città. Si tratta di un  investimento economico improntato ad una spiccata staticità cui consegue  marcato immobilismo, se non resistenza sul piano di rinnovamento urbano”

– Basti pensare alle difficoltà per far approvare all’assemblea di condominio, ad esempio, il rifacimento delle facciate.

Se passi sono stati fatti per adeguare la normativa che regolamenta il condominio alle mutate esigenze della società le questioni aperte sul tema del condominio sono, secondo Colombo Clerici:

– quella della sua amministrazione e gestione (occorre riflettere se ad esso ad esso vada riconosciuta una personalità giuridica autonoma);

– quella della sua idoneità a prestarsi a secondare le esigenze di rinnovamento delle città e degli edifici;

– quella di favorire situazioni di equilibrio dei diritti e dei doveri tra i diversi partecipanti, evitando sperequazioni ed asimmetrie.

I lavori sono stati aperti da Barbara Polito, Presidente Arel-Associazione real estate ladies;

moderatore Beatrice Zanolini, Segretario Fimaa Milano.

Relatori avv. Cesare Rosselli, Consigliere Assoedilizia; avv. Marina Figini, Consulente e Docente Fimaa Milano; avv. Lia Campione, Clifford chance; avv. Marco Maria Donzelli, Presidente nazionale Codacons.

Intervento del giornalista del Sole 24-Ore Saverio Fossati.  

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Sentenza Consiglio di Stato – Provvedimento di occupazione d’urgenza per la realizzazione di una piazza – Commento dell’ Avv. Giovanni Battista Gramatica, Presidente Sez. Ligure Associazione Dimore Storiche Italiane

settembre 20, 2010
“REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente

DECISIONE
Sul ricorso numero di registro generale 8648 del 2005, proposto da:
D.M.E. e D.M.P.F., rappresentati e difesi dagli avvocati Alessandro Marotta e Lucio Marotta, con domicilio eletto presso Gian Marco Grez in Roma, corso Vittorio Emanuele II, 18

contro
Ministero per i beni e le attività culturali in persona del Ministro in carica
Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici artistici storici di Salerno in persona del soprntendente in carica, rappresentati e difesi dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Comune di Laureana Cilento, non costituitosi in giudizio;
per la riforma
della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – SEZ. STACCATA DI SALERNO SEZIONE I n. 00258/2005, resa tra le parti, concernente PROVVEDIMENTO DI OCCUPAZIONE D’URGENZA PER LA REALIZZAZIONE DI UNA PIAZZA.
Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio e la successiva memoria dell’Amministrazione dei beni culturali e ambientali;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 25 maggio 2010 il consigliere Roberta Vigotti e uditi per le parti l’avvocato avvocati Giovanni Leone per delega dell’avvocato Marotta e l’avvocato dello Stato Barbieri;

 
P.Q.M.

il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sesta sezione, definitivamente pronunciando sull’appello in epigrafe indicato, lo respinge e, per l’effetto, conferma con motivazione in parte diversa la sentenza impugnata.
Condanna gli appellanti a rifondere all’Amministrazione erariale le spese del grado, nella misura di 3.000 (tremila) euro; nulla per il resto.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa.

 

Svolgimento del processo e motivi della decisione

I signori E. e P.D.M. chiedono la riforma della sentenza con la quale il Tar della Campania ha respinto il ricorso proposto avverso il provvedimento di occupazione d’urgenza in data 22 maggio 2003, teso alla realizzazione di una piazza pubblica sul giardino antistante il palazzo storico del quale sono proprietari. Avverso tale provvedimento (che ha fatto seguito ad un primo decreto, successivamente revocato) i ricorrenti hanno svolto in primo grado una serie di censure, tutte respinte dal Tar (che ha anche dichiarato la carenza di legittimazione passiva del Ministero intimato) e riproposte in questo secondo grado del giudizio.
In particolare, deducono gli appellanti l’erroneità della sentenza laddove:
ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva del Ministero per i beni e le attività culturali, senza considerare che il ricorso era stato notificato al Ministero quale cointeressato e ha disposto la condanna dei ricorrenti in suo favore;
non ha ravvisato l’incompetenza del Comune a provvedere sulla espropriazione di parte attinente al palazzo anzidetto, vincolato dal Ministero per i beni ambientali e culturali con decreto del 19 ottobre 1983 e, quindi, sottoposto al potere espropriativo del solo Ministero;
ha respinto la censura di incompetenza della Giunta comunale ad approvare il progetto preliminare, a favore del Consiglio;
ha respinto i motivi relativi alla carenza di motivazione di tutti gli atti della reiterata procedura espropriativa e circa l’indifferibilità e urgenza del lavori e, conseguentemente, la censura concernente la mancanza di una valida dichiarazione di pubblica utilità, viziante il decreto di occupazione d’urgenza;
non ha ritenuto la violazione dell’art. 7 legge n. 2359 del 1865 per la mancata previa effettuazione di indagini geognostiche nel sottosuolo dell’area esproprianda.
L’appello deve essere respinto.
Correttamente è stata estromessa l’Amministrazione erariale, che non doveva essere chiamata in giudizio, in quanto nessun atto impugnato era stato adottato da essa.. Tale capo della sentenza va quindi confermato.
Non può innanzitutto condividersi la pretesa dei ricorrenti, sostanzialmente avallata dal Tar, secondo cui l’imposizione del vincolo ad un bene immobile da parte del Ministero dei beni culturali e ambientali (nella specie, a mezzo del decreto del 19 ottobre 1983 avente ad oggetto il palazzo Del Mercato), varrebbe a sottrarlo all’ordinario potere espropriativo dell’Amministrazione comunale, per essere demandata unicamente al Ministero la valutazione dell’esistenza di preminenti ragioni di pubblica utilità.
Deve invece riconoscersi che gli artt. 91 e seguenti d.lgs. n. 490 del 1999 attribuiscono al Ministero poteri incidenti sulla proprietà privata per ragioni inerenti alla funzione alla quale il Ministero stesso è deputato, ossia per ragioni di tutela e/o di valorizzazione del bene vincolato, nei confronti del quale l’ente comunale conserva tuttavia gli ordinari poteri espropriativi, dovendo unicamente acquisire il nulla osta della Soprintendenza prima del loro concreto esercizio (nulla osta, nella specie, intervenuto con nota del 28 dicembre 2000).
La sentenza impugnata motiva il rigetto della censura, già svolta in primo grado, confutando l’esistenza stessa di un vincolo storico artistico sull’area esproprianda, posto che il decreto ministeriale avrebbe ad oggetto solo il palazzo, e non il giardino: ma si tratta di considerazione ultronea, dato che, come si è detto, la presenza del vincolo non costituisce, comunque, ostacolo all’esplicazione dei poteri espropriativi del Comune.
La sentenza impugnata merita invece conferma nella parte in cui ha respinto la censura relativa alla pretesa incompetenza della Giunta municipale, a favore del Consiglio, all’approvazione del progetto preliminare dell’opera pubblica.
Come ha rilevato la giurisprudenza (cfr. per tutte Consiglio di Stato, sez, IV, n. 3067 del 2001), ai sensi dell’art. 42 comma 2 lett. b) d.lgs. n. 267 del 2000 la Giunta municipale ha competenza generale e residuale, e quindi le appartiene il potere di approvazione del progetto preliminare di un’opera pubblica, salvo che questo comporti una variante allo strumento urbanistico, nel qual caso la competenza appartiene al Consiglio. Poiché, nel caso di specie, l’approvazione del progetto non ha comportato variante al piano urbanistico, la censura esaminata non è fondata.
Parimenti infondato è il preteso vizio di carenza di motivazione, posto che l’annullamento, in sede di autotutela, delle precedenti deliberazioni di approvazione del progetto dell’opera pubblica non può ritenersi in alcun modo influente sull’onere di motivazione degli atti del procedimento reiterato, i quali devono trovare in sè stessi, e nella propria causa tipica, il fondamento di legittimità.
Quanto poi a quest’ultimo profilo, non sussiste la pretesa carenza di motivazione in ordine alla urgenza e indifferibilità dell’intervento, dal momento che l’approvazione valida quale dichiarazione di pubblica utilità è intervenuta a soli sei mesi dalla revoca della precedente e dopo che i relativi lavori erano stati inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune.
Infine, la sentenza impugnata merita conferma anche laddove respinge la doglianza relativa alla mancata previa effettuazione dei rilevi geognostici, rilievi che, per loro stessa natura, non possono che seguire alla materiale occupazione dell’area da esaminare.
In conclusione, l’appello deve essere respinto.
Le spese del grado seguono, come di regola, la soccombenza e si liquidano in dispositivo in relazione al rapporto fra appellanti e Ministero, nulla per quanto concerne il Comune di Laureana Cilento non costituitosi in questo grado del giudizio.”

La sentenza sopra riportata della VI Sezione del Consiglio di Stato  che confermava la sentenza del T.A.R. della Campania, ha aperto un largo ed interessante dibattito.
Il fatto oggetto del processo amministrativo può essere riassunto brevemente.
Il Sindaco del Comune di Laureana Cilento aveva occupato con urgenza e per pubblica utilità un giardino antistante ad un palazzo storico vincolato, per farne una piazza pubblica.
I proprietari del palazzo storico sono ricorsi al T.A.R. della Campania e poi in appello al Consiglio di Stato, ma le loro doglianze non sono state accolte.
La prima considerazione che deve farsi è che la sentenza del Consiglio di Stato non motiva quali siano state le ragioni di tutela e di valorizzazione del bene vincolato per cui è stato soppresso il giardino.
In effetti l’art. 95 e seguenti del D.L.vo 42/2004 consente al Ministero di autorizzare i Comuni e le Regioni ad espropriare dei beni vincolati “quando l’espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi”.
Con queste parole il legislatore ha inteso dire che è possibile espropriare un museo privato o un archivio privato per consentire un maggiore accesso al pubblico o una migliore conservazione, o altro.
Nel caso in esame invece l’esproprio è stato motivato dalla necessità di farne una piazza (probabilmente un parcheggio), ma non per migliorare e per meglio tutelare il palazzo storico salernitano.
Pertanto il provvedimento del Comune di Laureana Cilento pare viziato da illegittimità e da eccesso di potere.

 Avv. Giovanni Battista Gramatica
Presidente Sez. Ligure
Associazione Dimore Storiche Italiane

Teresa Pomodoro. “Frammenti” – Spazio Teatro No’hma – Kengiro Azuma – Arnoldo Mosca Mondadori editore – Assoedilizia informa – Colombo Clerici

settembre 20, 2010

Lo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro presenta a Bologna alla Biblioteca dell’Archiginnasio, sala dello Stabat Mater, il volume “Frammenti”.

Achille Colombo Clerici: “Con il trascorrere del tempo ci si rende conto sempre più di quanto Teresa fosse precorritrice di nuove forme espressive e di pensiero, mai letterarie o studiate e di maniera, ma profondamente radicate nella vita che ci circonda.”

 *       *       *

Il libro “Frammenti” raccoglie alcuni scritti di Teresa Pomodoro, grande protagonista della cultura italiana ed internazionale e dà conto della sua esemplare e straordinaria ricerca umana ed artistica.
Il suo “metateatro”, laboratorio unico di incontro, tra pensiero e sentimento, ha creato in tutte le espressioni artistiche fuse nella rappresentazione, dalla prosa alla musica, dalle immagini alla danza, testimonianza viva di bellezza, eleganza e dignità, ponendo al centro del tutto l’uomo e le sue fragilità.
Il libro proposto dallo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro e dall’editore Arnoldo Mosca Mondadori ha caratteristiche tutt’affatto particolari: i frammenti scritti da Teresa sono accompagnati da un’opera originale, unica per ogni volume, di Kengiro Azuma, da una partitura inedita in tre parti di Giorgio Gaslini a lei dedicata e da una poesia sempre dedicata a Teresa di Charlie Owens, continuatore del profetico messaggio di Teresa nel teatro e nella programmazione attuale, di cui è ideatore e regista.
Il risultato dell’opera “Frammenti” è un affresco attuale e sorprendente che restituisce al lettore il concetto libero e inviolabile di bellezza e umanità attraverso l’armonia corale delle arti in esso rappresentate.

Associazione Carlo Cattaneo – Programma corso 2011 Ticino 2040

settembre 13, 2010

A S S O C I A Z I O N E
 Carlo Cattaneo

  QUALE TICINO NEL 2040

 Coordinamento di Fabrizio Viscontini

 Corso di 6 serate          mercoledì 19 gennaio 2011
                                             mercoledì 26 gennaio 2011
                                             mercoledì   2 febbraio 2011
                                             mercoledì   9 febbraio 2011
                                             mercoledì 16 febbario 2011
                                             martedì     22 febbraio 2011                 

 Orario                          dalle ore 18.00 alle 20.00

 Luogo                          Palazzo dei Congressi di Lugano

 Parcheggi                     Autosilo Piazza Castello
                                    Presso Palazzo dei Congressi             

   

QUALE TICINO NEL 2040 

19.1.2011        La sfida demografica e le sue ripercussioni  anche sulla popolazione della terza età, sulle assicurazioni sociali e sui costi della salute

Dania Suchov-Poretti, Gli aspetti demografici
Stefano Motta,    L’importanza crescente delle persone della terza età e il loro ruolo nella società 
Carlo Marazza, Le ripercussioni dell’evoluzione demografica sulle assicurazioni 

26.1.2011                La sfida energetica 

Silvio Seno, Quali saranno le risorse energetiche disponibili?
Angelo Bernasconi, Il futuro ruolo dell’energia elettrica 
Marco Piffaretti, L’auto del futuro
Giovanni Bernasconi, Il recente Piano energetico cantonale 

2.2.2011          Le trasformazioni urbanistiche del territorio con la nuova rete di vie di comunicazione ferroviaria e la tutela dell’ambiente 
Remigio Ratti, Introduzione al tema 
Enrico Sassi, Come sarà il Ticino urbanistico di domani? 
Rico Maggi, Quale mobilità internazionale e regionale determinerà la nuova rete ferroviaria?

 
9.2.2011          Il Ticino economico stretto tra Nord e Sud 

Sergio Rossi e Giovanni Baroni-Adesi, Una visione di come potrebbe evolvere il mondo dell’economia
Imprenditore da designare, L’imprenditore ticinese del futuro, quali caratteristiche e quali sfide

 
16.2.2011                La formazione, la ricerca e l’innovazione nel Ticino del 2040

Mauro Dell’Ambrogio, Il futuro universitario e della ricerca in Svizzera e il ruolo del Ticino
Piero Martinoli, Come evolveranno l’USI e la SUPSI
Marco Baggiolini, Il futuro della ricerca e dell’innovazione nel Cantone 
Giampaolo Cereghetti, I cambiamenti nella scuola secondaria: uno sguardo sul ciclo di maturità 

 
22.2.2011        La politica svizzera, ticinese e la società del futuro 

Oscar Mazzoleni e Ivan Rickenbacher, Quali altri scossoni subirà la politica svizzera e come potrebbe mutare il panorama politico ticinese? 
Franco Zambelloni, Il futuro dei giovani nella società di domani 


Presentazione
 

L’Associazione Carlo Cattaneo propone un ottavo ciclo di conferenze dedicato al futuro del Cantone. Dopo essersi soffermata negli anni precedenti sul nostro passato, vuole proporre degli scenari su come potrebbe diventare il Ticino negli anni 40 di questo secolo, prendendo in considerazione gli aspetti demografici, energetici, urbanistici, economici, sociali e culturali.

Il progetto è sicuramente ambizioso, perché – parafrasando lo storico Jean François Bergier – dall’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, con la fine della Guerra fredda e del mondo bipolare, la storia si è “rimessa in moto” e i cambiamenti negli ultimi due decenni sono diventati repentini, si pensi alla globalizzazione dei mercati e all’emergenza di nuove aree di sviluppo a livello mondiale.
Si cercherà comunque di delineare quale potrebbe essere il futuro demografico del Cantone e quali le ricadute sulla popolazione anziana, sulle assicurazioni sociali e sui costi della salute. Una sfida maggiore sarà sicuramente quella energetica, perché in generale le riserve di combustibili fossili sono in via di esaurimento e occorrerà quindi pensare al minor spreco delle risorse esistenti e al maggiore utilizzo di quelle alternative. Saremo quindi confrontati con questo cambiamento e con la necessità di attuare uno sviluppo sostenibile. Dal punto di vista dell’organizzazione del territorio, la realizzazione dell’Alptransit e delle nuove linee di accesso e di diverse altre a livello regionale comporterà profondi mutamenti. Il Cantone Ticino sarà ubicato a metà strada fra la Svizzera economicamente sviluppata e l’Italia del Nord, che probabilmente continuerà a essere la “locomotiva” della Penisola. In questo contesto, si vogliono ipotizzare scenari inerenti al mercato del lavoro, al ruolo dello Stato, alla fiscalità.
Anche in futuro la formazione, la ricerca e l’innovazione avranno un ruolo centrale per lo sviluppo economico. Quale sarà la politica universitaria svizzera e che cosa succederà nel Cantone? È ipotizzabile un ulteriore ampliamento dell’offerta accademica e la creazione di nuovi centri di ricerca? Quale sarà il futuro della formazione secondaria?
Le possibili evoluzioni della politica svizzera, di quella ticinese e della società saranno pure indagate, partendo dalle attuali premesse legate ai valori e ai comportamenti dei giovani, a cui sarà affidato il futuro del Ticino. 

 Relatori

 Dania Suchov-Poretti
Ha studiato scienze economiche alle Università di Zurigo e Friborgo, dove si è diplomata. È attualmente direttrice dell’Ufficio di statistica del cantone Ticino (Ustat), ente responsabile della diffusione dei dati inerenti gli scenari di evoluzione futura della popolazione cantonale, e membro dei principali organismi intercantonali attivi nel settore della statistica pubblica.

Stefano Motta
Ha frequentato l’Università di Friborgo, dove nel 1993 ha conseguito la Licenza in lavoro sociale e il Diploma di assistente sociale. Nell’ambito professionale ha avuto esperienze nel settore della disabilità e dal 2005 è attivo quale segretario generale dell’Associazione Ticinese Terza Età ATTE.

Carlo Marazza
Di formazione giurista e avvocato. Alle dipendenze dello Stato dal 1987. Prima come capo del centro di legislazione e documentazione. Dal 1990 è Direttore dell’Istituto delle assicurazioni sociali. È stato ed è attivo in molti gruppi di lavoro e commissioni federali e cantonali.

Silvio Seno
Silvio Seno è Direttore dell’Istituto Scienze della Terra della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana ed è Ordinario di Geologia strutturale all’Università di Pavia. La sua attività di ricerca ha avuto come tema principale lo studio del comportamento meccanico delle rocce sottoposte a deformazione. È autore di oltre 100 pubblicazioni ed è referee di alcune importanti riviste scientifiche internazionali.

Angelo Bernasconi
Ha studiato fisica presso la Scuola Politecnica Federale di Zurigo, dove nel 1991 ha conseguito il dottorato. Dal 2003 si occupa di ricerca sui temi dell’utilizzo razione dell’energia e della sua produzione da fonti rinnovabili presso la Scuola Universitaria professionale svizzera italiana (SUPSI). Ha fatto parte anche del gruppo di lavoro del Consiglio di Stato incaricato di allestire il Piano energetico cantonale.

Marco Piffaretti
Frequenta l’Istituto d’arte applicata e Design di Torino (ottenendo il diploma di architetto di carrozzeria nel 1985) e successivamente si specializza in Car-Design presso l’ Art Center College of Design, a Montreux. Nel 1987 costituisce la ditta individuale di design Protoscar, che nel 1992 viene trasformata in SA, con la nuova sede a Rovio.

Giovanni Bernasconi
Ingegnere elettrotecnico ETHZ, attualmente dirige presso il Dipartimento del territorio la SPAAS (Sezione protezione aria, acqua e suolo). Ha sviluppato il progetto OASI (Osservatorio ambientale della Svizzera italiana) e ha coordinato l’elaborazione del Piano energetico cantonale (PEC).

Remigio Ratti
Economista, studi a Friburgo, Trieste e Leeds. Professore titolare all’università di Friburgo e docente di economia all’USI e all’EPFL. È stato direttore dell’Istituto di Ricerche Economiche, della RTSI, nonché consigliere nazionale. È autore di numerose pubblicazioni.

Enrico Sassi
Svolge attività didattica e professionale. È redattore della rivista “archi”; già docente di “Progetto Urbano” presso Accademia di architettura; coordinatore dell’i.CUP – institute for the Contemporary Urban Project, Accademia di architettura di Mendrisio; è titolare di uno studio di progettazione a Lugano.

Rico Maggi
È professore di microeconomia, economia industriale, economia internazionale e regionale, ed economics of leisure and mobility alla facoltà di economia urbana all’Accademia di Architettura a Mendrisio e docente di economia dei trasporti all’Università Zurigo. Dirige l’Istituto di ricerche economiche (IRE).

Sergio Rossi
È professore ordinario e titolare della Cattedra di macroeconomia ed economia monetaria all’Università di Friburgo (Svizzera). I suoi interessi di ricerca sono rivolti all’analisi macroeconomica, in particolare le questioni monetarie nazionali e internazionali. È autore o curatore di una decina di libri presso prestigiose case editrici anglosassoni e ha pubblicato numerosi articoli su riviste scientifiche.

Giovanni Barone-Adesi
È professore di finanza alla Università della Svizzera italiana e membro dello Swiss Finance Institute. In passato è stato membro delle facoltà di diverse università americane e europee. Ha sviluppato modelli per valutare titoli e gestire rischi comunemente in uso nell’industria finanziaria. E’ stato consulente o amministratore di diverse istituzioni finanziarie.

Mauro Dell’Ambrogio
È segretario di stato per l’educazione e la ricerca. In Ticino è stato pretore, comandante della polizia cantonale, segretario generale del dipartimento educazione, capo progetto per la creazione dell’USI, direttore di un gruppo di cliniche private, direttore della SUPSI, sindaco di Giubiasco, deputato al Gran Consiglio e presidente dell’AET.

Piero Martinoli
È presidente dell’USI. Ha studiato fisica al Politecnico Federale di Zurigo dove ha ottenuto il dottorato e la libera docenza. Dopo un soggiorno di ricerca negli USA, ha ottenuto la cattedra di fisica sperimentale all’Università di Neuchâtel dove ha svolto un’attività di ricerca di notevole impatto sui superconduttori. È stato presidente della Divisione “Matematica, scienze naturali e dell’ingegnere” del Fondo Nazionale.  

Marco Baggiolini
Professore emerito dell’Università di Berna, immunologo di fama mondiale, è Presidente dell’Università della Svizzera italiana dal 1996. È fra gli immunologi più citati al mondo e il ricercatore più citato nel campo delle chemiochine. La sua attività di ricercatore è stata premiata con numerosi riconoscimenti scientifici, fra altri il premio della Society for Leukocyte Biology, negli Stati Uniti , il Premio Emil von Behring, la Medaglia Robert Koch.

Giampaolo Cereghetti
Si è laureato in Lettere all’Università di Ginevra nel 1978. Dal 1979 è docente di lingua e letteratura italiane al Liceo canzonale di Lugano 1, che dirige dall’anno scolastico 1986/87. Svolge da tempo la funzione di esperto agli esami federali di maturità; dal 2005 rappresenta il Cantone Ticino nella Commissione svizzera di maturità.

Oscar Mazzoleni
È responsabile dell’Osservatorio della vita politica del Cantone Ticino e docente all’Università di Losanna. Ha insegnato alla Supsi, all’Università di Ginevra, all’Università della Sorbona e all’Istituto di studi politici di Parigi. Ha pubblicato numerose ricerche sulla politica ticinese e svizzera.

Ivan Rickenbacher
Dopo il dottorato in scienze dell’educazione all’Università di Zurigo, è stato direttore della Scuola magistrale del Canton Svitto e in seguito segretario generale della CVP svizzera. Docente in diverse scuole universitarie e professionali, è professore onorario all’Università di Berna. È presidente del Consiglio di fondazione MAS, della scuola di Giornalismo di Lucerna.

Franco Zambelloni
È stato dapprima assistente ordinario di Storia della filosofia all’Università di Pavia, poi docente di Pedagogia e Filosofia alla Scuola Magistrale di Lugano e di Filosofia al Liceo di Mendrisio. Nelle sue pubblicazioni si è occupato di filosofia, pedagogia e storia del Ticino.

Accordo Comune di Milano Agenzia delle Entrate – Lotta all’evasione fiscale. Assoedilizia Colombo Clerici

settembre 10, 2010

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Un accordo importante, quello siglato dall’assessore al Bilancio del Comune di Milano Giacomo Beretta e dal direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Carlo Palumbo.

Un protocollo d’intesa  sulla compartecipazione degli enti locali alla lotta all’evasione fiscale, che consentirà al Comune di incassare il 33% delle somme recuperate dall’erario.

Il protocollo d’intesa siglato rappresenta un accordo quadro. All’Agenzia delle Entrate dovranno pervenire da parte del Comune segnalazioni “qualificate”; che contengano cioè elementi probatori immediatamente utilizzabili ai fini dell’accertamento fiscale.

I settori d’intervento riguardano il commercio, le professioni, l’urbanistica, la proprietà edilizia, le residenze fittizie all’estero, la disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva.

Un primo settore di intervento: si punterà innanzitutto sul contrasto agli affitti in nero.

La polizia municipale, inoltre, potrà segnalare alla direzione regionale eventuali situazioni sintomatiche di evasione fiscale riguardanti le proprietà edilizie e il patrimonio immobiliare di particolari categorie di contribuenti.

La collaborazione non è limitata al controllo delle locazioni, ma comprende anche interventi specifici per smascherare le residenze fittizie all’estero, il commercio abusivo, e il possesso di particolari beni, indicatori di capacità contributiva superiore a quella dichiarata.

Potranno seguire ulteriori accordi per regolare le modalità di intervento in altri settori di interesse o competenza degli uffici comunali.”

L’articolo 1, comma 1, del decreto legge 203/2005 ha attribuito ai Comuni una quota di partecipazione al gettito dell’accertamento fiscale pari al 30% (portata al 33%; si sta pensa di elevare tale quota al 50%) delle somme riscosse a titolo definitivo relative ai tributi statali.

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 3 dicembre 2007 ha disciplinato le modalità di applicazione delle norme sulla “compartecipazione” al contrasto all’evasione fiscale.

I Comuni concorrono all’attività di accertamento fiscale nell’ambito dell’ordinario contesto operativo di svolgimento delle proprie attività istituzionali, fornendo informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell’accertamento dei tributi erariali, diretti e indiretti.

Il provvedimento demanda la gestione dei rapporti di collaborazione a livello locale ad appositi protocolli d’intesa che possono essere definiti dalle direzioni regionali dell’Agenzia con i Comuni interessati, volti alla definizione di programmi locali di contrasto e recupero dell’evasione.

Le informazioni che perverranno all’Agenzia delle Entrate consisteranno in segnalazioni qualificate, intendendosi per tali le posizioni soggettive in relazione alle quali sono rilevati e segnalati atti, fatti e negozi che evidenziano direttamente comportamenti evasivi ed elusivi.

Il provvedimento indica gli ambiti di intervento rilevanti per le attività istituzionali dei Comuni e per quelle di controllo fiscale dell’Agenzia:

* commercio e professioni
* urbanistica e territorio
* proprietà edilizie e patrimonio immobiliare
* residenze fittizie all’estero
* disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva.

Il decreto legge 112/2008 dà un forte impulso alla partecipazione dei Comuni all’accertamento fiscale, chiamando le Amministrazioni locali ai controlli, in particolare, sulle residenze fittizie all’estero.

I Comuni, entro i sei mesi successivi alla richiesta di iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero, confermeranno all’ufficio delle Entrate competente per l’ultimo domicilio fiscale che il richiedente ha effettivamente cessato la residenza nel territorio nazionale.
Per il triennio successivo alla richiesta di iscrizione all’Aire, l’effettività della cessazione della residenza nel territorio nazionale è sottoposta a vigilanza da parte dei Comuni e dell’Agenzia delle Entrate.

www.assoedilizia.com