Avetrana – Delitti delle villette monofamiliari – Assoedilizia

Riflessione di Assoedilizia su un fenomeno che vede l’Italia al primo posto in Europa

DELITTI FAMILIARI NELLE VILLETTE MONOFAMILIARI

Colombo Clerici: “Da Avetrana a Garlasco le tragedie sembrano alimentate dalla piena corrispondenza/identificazione della famiglia stessa con la casa”.

 Benito Sicchiero

L’Italia ha il triste record in Europa dei delitti in famiglia; da noi ce n’è  uno ogni due giorni.

Secondo l’ultimo rapporto Eures-Ansa, nel 2008 ben 171 omicidi su 601 (il 28% del totale) sono avvenuti nel contesto domestico.

È più di quanto uccidano mafia, camorra e ‘ndrangheta insieme.

Il Nord è in testa alla classifica, con 70 vittime donne, pari al 47.6 per cento delle 147 uccise nel 2008 in Italia (44 nel Sud e 33 al Centro).

Disaggregando i dati a livello regionale, è la Lombardia a detenere il triste record dei femminicidi (il 70 per cento consumato in famiglia): 26 le vittime, il 18 per cento del totale (seguono Toscana e Puglia).

Rileggendo le notizie di cronaca si scopre un singolare denominatore comune: la maggior parte dei delitti vengono commessi in villette unifamiliari o a schiera delle nostre periferie residenziali.

Luoghi che dovrebbero contenere un concentrato di benessere e di privilegio sociale  e che sono invece diventati luoghi difesi da recinti, spesso sorvegliati giorno e notte da telecamere a circuito chiuso con cani a presidiare giardini ben curati.

In unità immobiliari singole sono avvenuti quasi sempre i delitti familiari più efferati che hanno occupato, per mesi, i mezzi di comunicazione. 

Novi Ligure, Erika di 16 anni e Omar di 17, fidanzati, uccidono la madre e il fratellino di lei.
Cogne, all’interno di una villetta sperduta tra le valli, Anna Maria Franzoni uccide suo figlio di soli 3 anni, Samuele Lorenzi.

Garlasco, nel Pavese, dove Chiara Poggi, una ragazza di 26 anni, viene trovata uccisa nella propria abitazione, unico imputato il fidanzato Alberto Stasi, assolto alla fine del processo.

Perugia: una studentessa inglese –  Meredith Kercher – viene ritrovata senza vita e con la gola tagliata nella sua camera da letto, sempre in una villetta singola.
Per il suo omicidio vanno in carcere la sua amica americana e coinquilina Amanda Knox, l’allora fidanzato di lei Raffaele Sollecito e Rudy Guede.

Avetrana (Taranto), la quindicenne Sarah Scazzi strangolata – secondo l’accusa, le indagini sono in corso – dallo zio Michele Misseri nel garage della villetta di quest’ultimo aiutato dalla figlia (e cugina della vittima) Sabrina.

Ma ci sono anche altri delitti meno pubblicizzati, cosiddetti da “cronaca locale”.

Solo per citare: Pieve di Curtarolo, nel Padovano, dove Monica, 35 anni, uccide a coltellate il figlio Alessandro di neppure 3 anni; Udine, zona di Molin Nuovo, Noemi Deslizzi uccide a coltellate il figlio Alessandro di 7 anni e ferisce la figlia di 9.
Nel Varesotto un pensionato di 68 anni, Gaetano Panato, uccide, colpendola con un coltello la moglie di 66 anni, Irma Zambarigo.
La coppia, sposata da 43 anni, non aveva figli. La loro era la vita normale di una coppia definita da tutti cordiale, che nessuno ha mai visto litigare. 

E’ il caso domandarsi come mai la casa, e in particolare la casa unifamiliare, sia il luogo in cui si sfogano frustrazioni di ogni tipo.  Probabilmente la casa singola può “autorizzare” persone poco equilibrate a commettere atti che il “controllo” del condominio (“se fai rumore il vicino di sente”) non  permette.
Ed è forse anche l’isolamento logistico, il ridursi del contatto con il prossimo, una delle cause.

E ancora: la villetta unifamiliare è simbolo di un benessere che psicologicamente il beneficiario non è in grado di accettare.

La riflessione del presidente di Assoedilizia, l’associazione dei proprietari immobiliari: “Le villette monofamiliari (non gli appartamenti in condominio) sono le case nelle quali si realizza il dominio  dell’abitante sul luogo e, in tal modo si realizza, la piena corrispondenza /identificazione della famiglia stessa con la casa, con il luogo dell’abitare.

I citati delitti delle villette monofamiliari  presentano i caratteri dei delitti arcaici – legati   sentimenti primordiali – profondamente maturati nello spirito, nella atmosfera  della famiglia.”

www.assoedilizia.com

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