Archivio per gennaio 2011

Fondazione Ugo La Malfa – Lezione dell’Ambasciatore Anatoly Adamishin “La Russia e l’Europa” a Montecitorio Roma – Assoedilizia

gennaio 24, 2011

Il Presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha partecipato alla quarta Lezione Felice Ippolito, organizzata dalla Fondazione Ugo La Malfa e tenutasi nella sala del Mappamondo a Montecitorio in Roma.

 Presenti alcuni familiari del professor Felice Ippolito.

Ha introdotto la conferenza il prof. Paolo Savona presidente della Fondazione, mentre l’On. Giorgio La Malfa, dopo un  interessante dibattito,  ha concluso i lavori .

Ralatore l’Ambasciatore Anatoly Adamishin, di origine ucraina, ambasciatore di Russia in Italia dal 1990 al 1992 ed in Gran Bretagna dal 1994 al 1998, il quale, in perfetto italiano, e con grande verve oratoria ha cercato di dare risposta al quesito: possono Russia ed UE diventare partners strategici?

La Russia, nel suo attuale modello, presenta il passaggio dal socialismo al capitalismo sovietico.

I russi in questi anni hanno conquistato tre fondamentali libertà: quella di guadagnare soldi, quella di pregare Dio e la libertà di andare all’estero.

La Russia può prestare agli europei il modo di pensare in grande.

Nella grande barca dell’economia globale 50 milioni di persone usano internet.

Tuttavia l’economia sovietica, basata prevalentemente sulla produzione di materie prime, è cresciuta molto meno che negli altri paesi del BRIC.

Nel 1998 le economie di Russia, India e Cina si equivalevano.
Nel 2008 l’economia cinese aveva una dimensione di tre volte quella russa e quella indiana di una volta e mezza.

Russia ed Europa dovrebbero muovere politicamente per una alleanza che porti alla modernizzazione; attraverso un maggior coordinamento di UE, Nato e Russia.
Adamishin ha parlato al proposito di obiettivo rappresentato da uno spazio omogeneo di sicurezza.
Né le rispettive culture e religioni dovrebbero essere di ostacolo: tra il cattolicesimo e la religione ortodossa le divergenze non sembrano fatali.

E’ questa la via per realizzare la sinergia utile al reciproco rafforzamento e sviluppo.

Eventi di No’hma – I cinque sensi + 1 Il tatto

gennaio 20, 2011

Lo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro

Invita

26 e 27 gennaio 2011 ore 21.00

I CINQUE SENSI+1
IL TATTO

E’ la volta del senso del tatto, senso fisico per eccellenza.
Come potremmo, se fosse perduto, accedere a quella reciprocità che sta alla base del sé?

con:

Salvatore Veca 

musiche dal vivo:
ORI Quintet

danze:
2Touch

idea e regia:
Charlie Owens

ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti è consigliabile prenotare tramite telefono o via mail

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro
Via Andrea Orcagna 2, Milano
0245485085/ 0226688369
mail nohma@nohma.it

 in allegato la locandina

GP d’Italia anche a Roma. Lettera di Ecclestone ad Alemanno. Colombo Clerici: è ora che della questione si facciano carico direttamente il Sindaco di Milano ed i presidenti della Provincia e della Regione

gennaio 14, 2011

A s s o e d i l i z i a
Associazione Amici di Milano

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e della Associazione Amici di Milano, Achille Colombo Clerici:

“La lettera nella quale il patron Ecclestone, di fronte al diniego, manifestato dai piloti, di istituire un secondo Gran Premio d’Italia, ipotizza la possibilità di alternare il GP di Monza con quello di Roma, tradisce una situazione che temevamo fortemente: la pressione della Capitale per avere un suo Gran Premio d’ Italia, in concorrenza con quello storico italiano.
Altro che iniziativa di rincalzo.

La proposta di alternanza dunque ha il sapore di un invito a metterci d’accordo in casa nostra.

L’Italia non ha bisogno di siffatte contrapposizioni.

Ed allora, chi pensa di portare il Gran Premio d’Italia anche a Roma male interpreta il ruolo di “Roma Capitale”.

Il suo compito, infatti, non è quello di fagocitare quanto di meglio le altre città italiane sono riuscite a creare;  in virtù del maggior peso socio-politico e delle disponibilità finanziarie pubbliche, provviste da una legislazione speciale ed a carico dei contribuenti italiani.

Il ruolo di Roma Capitale è viceversa quello di aiutare e favorire la crescita delle altre città, come rappresentante e responsabile dei loro interessi e come garante delle loro prerogative e dei loro valori: come un fratello maggiore deve fare per proteggere i minori.
Ogni diverso atteggiamento è inaccettabile ed antinazionale.

Lo svolgimento del G.P. d’Italia a Monza, secondo la storica tradizione, è fattore di tale rilevanza nell’ambito delle iniziative a corredo di Expo 2015 e nella prospettiva dell’impulso che questa manifestazione potrà dare in futuro alla Regione Lombardia, da richiedere ormai che della questione si facciano carico direttamente, oltre al Sindaco di Monza con le autorità locali,  anche il Sindaco di Milano, nonché il Presidente della Provincia di Milano ed il Governatore stesso della Regione.”

www.assoedilizia.com

 

I dieci anni che cambieranno Milano – dati aggiornati al 2010 – Massimo Gargiulo

gennaio 12, 2011

I dieci anni che cambieranno Milano

La crescita del numero di stranieri che, soprattutto a partire dagli ultimi 20 anni, hanno scelto o sceglieranno di risiedere nella nostra città è destinata a modificare radicalmente il volto politico e sociale di Milano nel giro dei prossimi dieci anni.
A fronte di una popolazione residente che nel 1990 era di 1.432.184 persone, Milano contava “soltanto” 39.729 stranieri, pari al 2,8% degli abitanti della città.
A fine 2010, secondo i dati forniti recentemente dal Settore Statistica del Comune, i residenti ufficiali in città sono scesi a 1.310.384 e di questi ben 217.902, pari al 16,6% – cioè 1 su 6 residenti ufficiali – sono stranieri.
Se poi consideriamo che l’Indice di vecchiaia (che indica il rapporto tra gli ultra 65enni e i minori di anni 14) degli italiani residenti in città è arrivato nel 2009 a 238,5, mentre quello degli stranieri è soltanto di 12,1 (tanto è vero che più di 1 minore su 5 minori residenti in città è straniero: di questi circa il 95% tra quelli di età 0-5 e circa il 65% di quelli di età 6-13 anni è nato in Italia), comprendiamo facilmente quali cambiamenti questi fattori demografici, unitamente al proseguimento dei flussi di immigrazione, ha già determinato e determinerà ancora di più nei prossimi anni per la popolazione milanese.
La conseguenza di tutto ciò è che, secondo il Settore Statistica del Comune, i residenti ufficiali a Milano sono destinati, sulla base di un’ipotesi media, a scendere nel 2020 a 1.292.220 e di questi ben 314.539, cioè 1 su 4 residenti ufficiali, saranno stranieri (per poi salire a poco meno di 1 su 3 nel 2028).
Nel 2015, l’anno dell’Expo, l’Indice di vecchiaia degli italiani residenti a Milano salirà a 258 (per salire nel 2028 fino a 361,9), mentre quello degli stranieri salirà soltanto a 13,2 (per arrivare a 42,2 nel 2028). Questo comporterà che l’Indice di carico sociale anziani (che indica il rapporto tra gli ultra 65enni e la popolazione in età 15-64 anni) degli Italiani residenti a Milano, attualmente a 46, salirà nel 2015 a 50,4 (per arrivare nel 2028 a 54,1), mentre lo stesso indice, che è attualmente 2,7 per gli stranieri, arriverà nel 2015 a 3,3 (per salire a 10,6 nel 2028).
Fenomeni analoghi si registrano in molte altre città italiane ed europee e ovunque si cerca con molta fatica e con molte difficoltà, rese più difficili dalla crisi economica che investe il nostro continente, di dare soluzione al problemi economici e sociali che una cosi forte presenza di stranieri comportano in materia di integrazione, diritti civili, scuola, casa, lavoro, sanità e servizi sociali.
A Milano e nell’intera area metropolitana milanese questo fenomeno risulta particolarmente rilevante, ma la ricerca delle soluzioni su come gestirlo non sembra in cima alle priorità del dibattito politico e dei programmi dei partiti in questa vigilia di campagna elettorale. Eppure i nuovi livelli di competitività economica e di benessere dei milanesi, presenti e futuri, passeranno inevitabilmente dalla capacità del comune di Milano e dell’area metropolitana milanese di farsi carico dei problemi dei loro abitanti stranieri, che sono o diventeranno in gran parte cittadini a tutti gli effetti.

Massimo Gargiulo

 

Cedolare secca affitti – Sanzione per omessa registrazione – Criticità – Assoedilizia Colombo Clerici al Governo: sanzione va subordinata alla evasione fiscale sostanziale

gennaio 12, 2011

Nel corso del consiglio direttivo di FEDERLOMBARDA EDILIZIA tenutosi ieri sera si è rilevato che l’ottavo comma dell’art. 2 dello schema di decreto legislativo in materia di Federalismo fiscale municipale, in fase di approvazione da parte del Governo, prevede semplicisticamente pesanti sanzioni (consistenti in un mutamento gravemente peggiorativo del contenuto  del contratto) per i contratti di locazione abitativi non regolarmente registrati nei termini di legge.

Per il passato è  prevista una sanatoria a condizione che gli stessi siano stati regolarizzati entro la data del 31 dic. 2010.

A parte la questione relativa a questo termine di “sanatoria” che andrebbe aggiornato, visto che l’approvazione della norma non è ancora intervenuta, si presentano alcune criticità:

– dalla formulazione del testo sembra ricavarsi che per il futuro a far scattare la pesante conseguenza sanzionatoria basti un semplice ritardo nella registrazione del contratto (e il ravvedimento operoso?).

– inoltre, poiché non sussiste una  necessaria corrispondenza tra omessa registrazione ed evasione fiscale, potrà benissimo darsi che possano scattare le conseguenze sul piano sanzionatorio anche di fronte al pieno assolvimento dell’obbligo fiscale sostanziale da parte del locatore, il quale sia incorso in una omissione di registrazione, ancorché causata da disguido o errore.

In altri termini l’omessa registrazione del contratto può rappresentare la spia dell’evasione tributaria, ma non ne è di certo la prova.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Chiediamo che il Governo, nel varare il decreto legislativo, non solo precisi meglio, al fine di evitare equivoci interpretativi, quando scatta la misura sanzionatoria prevista all’ottavo comma dell’art.2 in questione, ma subordini l’applicazione della sanzione stessa, non solo all’omessa registrazione del contratto, ma altresì al mancato pagamento delle imposte sui redditi, che costituisce l’evasione fiscale sostanziale cui deve riferirsi la sanzione.”

www.assoedilizia.com

 

Case abbandonate, diroccate, inutilizzate. Achille Colombo Clerici al TG5 edizione della sera 4 gennaio 2010

gennaio 4, 2011

 

Dichiarazione di Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia, di Federlombarda Edilizia e vice presidente di Confedilizia al TG5, per l’ edizione della sera, 4 gennaio 2010

 

“Sono oltre 2 milioni le case (unità edilizie) diroccate e inutilizzate, prevalentemente ubicate nelle campagne (ma molte si trovano nei centri urbani ): casolari, casupole, baite, ville rustiche, antiche magioni, palazzi, casali, rocche, cascinali.

 

Iscritte al catasto terreni o al catasto fabbricati ovvero abusive o non iscritte ai catasti.

 

Non infrequenti gli immobili del demanio civile e militare.

 

Per favorire il recupero di questi immobili (che possono essere urbani o extra urbani) occorre agevolarne un utilizzo più consono alle esigenze del vivere moderno, e rendere l’intervento edilizio conveniente dal punto di vista economico.

 

Due le misure che si rendono opportune: la liberalizzazione delle destinazioni d’uso ed adeguate possibilità di ampliamento (aumento volumetrico) principio in parte accolto dal cosiddetto piano casa.

 

Potrebbero  poi prevedersi  incentivi finanziari, quali ad esempio l’abbattimento del costo dei mutui, attraverso il meccanismo dei crediti d’imposta.”

 

www.assoedilizia.com

 

 

Dalla Palma Sisto, Omaggio di Achille Colombo Clerici – In memoriam

gennaio 3, 2011

In memoria di Sisto Dalla Palma, mancato ieri alla vita.

Un uomo di profonda cultura, di integrità e quasi rudezza morale, di straordinaria vivacità e vigore intellettuali, di incrollabile entusiasmo nella vita.

Ma soprattutto amante dell’ arte in tutte le forme ed espressioni: un esteta del pensiero.

Così era Sisto Dalla Palma, attuale presidente del Centro di Ricerca Teatrale; già docente all’Università Cattolica di storia del teatro, direttore della Biennale di Venezia, presidente del Piccolo Teatro.

Qualche anno addietro avevo invitato Sisto a promuovere con altri figure di spicco della cultura e delle scienze, l’ Instat, Istituto Nazionale di studio e di tutela dell’ambiente e del territorio, ed egli aveva aderito con entusiasmo.

Ci conoscevamo da oltre mezzo secolo, dai tempi del mio liceo classico all’Istituto Zaccaria di Milano.

Allora Sisto  insegnava a noi: e da lui imparammo ad amare, come fossero familiari, le figure della letteratura italiana.

I compagni oggi si stringono nel ricordo  del loro professore:  non ci sono più Giampaolo Longa, Nicola De Feo, Lorenzo Bellorini, Gianluca Tondani, Giorgio Tanzi,che ci hanno prematuramente lasciati, ma che rimangono sempre nel nostro cuore.

Le nostre classi di allora sono tutte compatte anche con i compagni che son mancati.

Ci sono Paolo Moneta, Giovanni Puerari, Andrea Piccioli, Paolo Marazzi, Claudio Buzzi, Giorgio Valli, Paolo Rossi, Paolo Barbero, Carlo Giacomini, Luigi Chierichetti, Paolo Carbone, Marco Gastel, Albert Chantre, Achille Mauri, Vittorio Fadigati, Paolo Ghirardi, Franco Brusoni, Ettore Accenti; ci sono anche i “maggiori”, quelli dell’altra classe, Muni Gastel, Federico Guasti, Franco Nava. 

Da tutti noi un caro abbraccio, amico Sisto.

Patrimoniale imposta improponibile – Assoedilizia – Federlombarda Edilizia

gennaio 3, 2011

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia, vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici sull’ipotesi di una imposta patrimoniale straordinaria che possa colpire gli immobili:

“Quello immobiliare è l’unico campo in cui sussistono trasparenza della consistenza patrimoniale ai fini fiscali  (il patrimonio immobiliare a regime è costantemente monitorato) ed una imposta patrimoniale ordinaria.

– Allo Stato il contribuente dichiara, non solo in sede catastale, ma anche in sede fiscale quali immobili possiede ed il loro valore.

– Ed esiste già una patrimoniale ordinaria sugli immobili in due forme:
a) come ICI
b) come reddito minimo accertabile di cui al comma 341 della 313/2004 di Tremonti (parametro minimo di congruità).

Non solo, ma la tassazione degli immobili contiene automatismi in grado di assicurare un costante adeguamento dei valori catastali all’incremento che si produce nel tempo.

Per cui, quello immobiliare è l’unico campo in cui si attua, anche in assenza di nuove disposizioni legislative, una progressione continua nel prelievo fiscale, perché continuamente si rivaluta la base imponibile.

Sicché una patrimoniale straordinaria sul patrimonio immobiliare, quando già esiste una patrimoniale ordinaria, equivale ad un raddoppio della medesima imposta; assolutamente inammissibile sul piano della equità e della opportunità, soprattutto perché (essendo l’immobile un bene dalla funzionalità unitaria e non suddivisibile e quindi non prestandosi lo stesso ad essere venduto mattone per mattone per pagare le tasse) si innescherebbe una catena di dismissioni e di svendite con effetti disastrosi sulla nostra economia.

Forse chi parla oggi di patrimoniale non si rende conto che, con la sua istituzione, si dovrebbe  finire inesorabilmente a colpire i risparmi investiti nei titoli del debito pubblico, nei depositi bancari, nel risparmio gestito, nei possessi aziendali.

Non solo, ma quell’imposta dovrebbe incidere anche  tutti i beni mobili, artistici, di pregio e di valore posseduti dalle persone fisiche: senza il monitoraggio dei quali si vanifica peraltro qualsiasi verifica sull’andamento della consistenza dei patrimoni; né le presunzioni di legge fanno giustizia della reale situazione patrimoniale dei contribuenti.

Quali effetti, in questo momento di crisi economica, potrebbero prodursi a seguito di una siffatta riforma sono facilmente intuibili.

Parlare dunque di patrimoniale significa indulgere ad atteggiamenti populistici ed illusori, senza tener conto che allo stato la pressione fiscale reale nel nostro paese è già al più alto livello in Europa.”

www.assoedilizia.com