Immobili pubblici e debito pubblico dello Stato e degli enti locali – Colombo Clerici – Dichiarazioni in sede di intervista al Corriere della Sera pubblicata in data 26/2/2011

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia. Dichiarazioni in sede di intervista al Corriere della Sera pubblicata in data 26 febbraio 2011

“Il debito pubblico dello Stato e degli enti locali e parapubblici costituisce una pesante palla al piede dell’intero sistema economico italiano.

Tutti gli enti pubblici, ai diversi livelli, presentano da un lato situazioni debitorie; ma dall’altro sono proprietari di un ingente patrimonio immobiliare a reddito.

Se la gestione di questi immobili fosse improntata  a criteri economici, in altri termini producesse un reddito significativo, si potrebbe pensare di destinare questo patrimonio al ripianamento dei rispettivi debiti pubblici.

E non necessariamente attraverso le procedure tradizionali di dismissione che conosciamo; cioè trasferendo la titolarità del diritto di proprietà a terzi, occupanti o meno dell’immobile.

Si può studiare un sistema di titoli immobiliari pubblici, da affiancare ai titoli del debito pubblico e destinati a sostituirsi gradatamente a questi, in modo tale da alleggerire il loro peso.

Il ricavato dal collocamento di questi titoli potrebbe esser destinato direttamente al ripianamento dei debiti dei rispettivi enti pubblici.

La condizione imprescindibile per realizzare un siffatto progetto risiede dunque nella economicità della gestione, che generi una redditività dell’investimento tale da consentire la remunerazione degli investitori.

Quindi gestione economica e non sociale degli immobili.

Per razionalizzare l’operazione occorre eliminare la polverizzazione degli enti gestori, centralizzando la gestione stessa; cosa che ha fatto la Chiesa già da una ventina d’anni.

Con questa riforma infatti, è stata trasferita ad appositi enti istituiti presso ogni diocesi, gli istituti diocesani per il sostentamento del clero, la proprietà di tutti gli immobili a reddito appartenenti agli enti periferici, benefici e chiese parrocchiali, lasciando intestati a questi solo gli immobili direttamente destinati all’esercizio dell’attività di religione e di culto.

In tal modo si possono realizzare le tre condizioni necessarie per il miglior risultato: la professionalità, la spersonalizzazione e la trasparenza della gestione, attraverso la pubblicazione ordinaria in internet di tutti i  dati (resa possibile da apposita normativa) in modo da permettere  un controllo unitario .

La standardizzazione delle procedure gestionali dovrebbe necessariamente passare attraverso una fase di intimazione generalizzata di disdetta per finita locazione, non preordinata necessariamente all’escomio dell’inquilino, ma volta a consentire la libertà delle trattative per una rinegoziazione dei rapporti.”

www.assoedilizia.com

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