Archivio per marzo 2011

Il Manifesto: articolo in data 27 marzo 2011 – Assoedilizia

marzo 28, 2011

Con riferimento all’articolo di oggi de “Il Manifesto” a firma Saverio Ferrari dal titolo “La  nobiltà nera si scalda. In campo con la Moratti” Assoedilizia,  attraverso il suo presidente avv. Achille Colombo Clerici, precisa:

“Storicamente Assoedilizia, la più antica associazione territoriale dei proprietari  immobiliari d’Italia, non ha mai preso posizione a sostegno di candidati a  qualsivoglia carica politica, e quindi anche nel caso riferito dal Manifesto.

Assoedilizia è da sempre schierata a favore di meritocrazia,  correttezza, professionalità da qualunque parte politica esse vengano rappresentate”.

Assoedilizia – Il presidente avv. Achille Colombo Clerici
www.assoedilizia.com

Condominio Riforma – Prime note a cura dell’avv. Cesare Rosselli Assoedilizia

marzo 28, 2011

La riforma del condominio come approvata dal Senato riguardata dal punto di vista delle norme che incidono direttamente sulla proprietà esclusiva sita in uno stabile in condomino.

Norme rilevanti e prime note di commento
(i numeri degli articoli e dei commi si riferiscono al testo come approvato, le sottolineature evidenziano i punti “critici”)

 1117-quater. Tutela delle destinazioni d’uso
In caso di attività contrarie alle destinazioni d’uso delle parti comuni o delle unità immobiliari di proprietà individuale, ogni condomino ed ogni conduttore può chiedere all’amministratore di intervenire mediante diffida e, in caso di mancata cessazione delle violazioni nonostante la diffida, chiedere all’amministratore di convocare l’assemblea, inserendo all’ordine del giorno la richiesta di tutela della destinazione d’uso.
L’amministratore è tenuto a convocare senza indugio l’assemblea. Decorso il termine di trenta giorni dalla richiesta senza che sia stata convocata l’assemblea, è ammesso il ricorso all’autorità giudiziaria che provvede in via di urgenza.
Nel caso in cui accerti la violazione della destinazione d’uso delle parti comuni o delle unità immobiliari di proprietà individuale, l’autorità giudiziaria ordina la cessazione dell’attività e la rimessione delle cose in pristino e, salvo il risarcimento del danno, può condannare il responsabile al pagamento di una ulteriore somma di denaro in favore del condominio da determinare tenendo conto della gravità della violazione e dei benefìci ricavati.

NOTA: la novità è il fatto che si considerino le destinazioni d’uso delle singole unità come un bene da tutelare; che anche un solo conduttore può chiedere all’amministratore di intervenire mettendo in moto un meccanismo che può portare ad un’inibitoria e che sia prevista una sorta di “multa” oltre al ripristino ed al danno.

 1122. Opere su parti di proprietà o uso individuale
Nell’unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti comuni di cui si sia riservata la proprietà o l’uso individuale, ciascun condomino non può eseguire opere o modifiche ovvero variare la destinazione d’uso indicata dal titolo, benché consentite dalle norme di edilizia, se ne derivi danno alle parti comuni o individuali o notevole diminuzione di godimento o valore di esse, ovvero pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio.
In ogni caso è data preventiva notizia all’amministratore che ne riferisce all’assemblea.
In mancanza di dettagliate informazioni sul contenuto specifico e sulle modalità di esecuzione, l’amministratore può, previa diffida, rivolgersi all’autorità giudiziaria che provvede in via d’urgenza ai sensi dell’articolo 1171. (*)

NOTA: ancora una limitazione al cambio d’uso anche quando ammesso dalle norme edilizie. E’ vero che il limite opera nel caso di danno – e va bene – ma anche nel caso di diminuzione di godimento o di valore. Basti pensare ai negozi che diventano bar per comprendere la rilevanza di simili norme.

1122-bis. Interventi urgenti a tutela della sicurezza negli edifici
Nelle parti comuni e nelle unità immobiliari di proprietà individuale non possono essere realizzati o mantenuti impianti od opere che non rispettino la normativa sulla sicurezza degli edifici. Il mancato rispetto di detta normativa si considera situazione di pericolo immanente per l’integrità delle parti comuni e delle unità immobiliari di proprietà individuale, nonché per l’integrità fisica delle persone che stabilmente occupano il condominio o che abitualmente vi accedono.
L’amministratore, su richiesta anche di un solo condomino o conduttore, nel caso in cui sussista il ragionevole sospetto che difettino le condizioni di sicurezza di cui al primo comma, accede alle parti comuni dell’edificio ovvero richiede l’accesso alle parti di proprietà o uso individuale al condomino o al conduttore delle stesse.
La semplice esibizione della documentazione amministrativa relativa all’osservanza delle normative di sicurezza non è di ostacolo all’accesso.
 L’amministratore esegue l’accesso alle parti comuni con un tecnico nominato d’accordo con il richiedente ed esegue l’accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale con un tecnico nominato di comune accordo tra il richiedente e l’interpellato. Il tecnico nominato, al termine dell’accesso, consegna una sintetica relazione al richiedente ed all’amministratore, il quale la tiene a disposizione di chiunque vi abbia interesse.
A seguito dell’accesso, qualora risulti la situazione di pericolo di cui al primo comma, l’amministratore convoca senza indugio l’assemblea per gli opportuni provvedimenti, salvo il ricorso di chiunque vi abbia interesse al tribunale per gli opportuni provvedimenti anche cautelari.
Nel caso in cui l’interpellato non consenta l’accesso o non si raggiunga l’accordo sulla nomina del tecnico, previa, ove possibile, convocazione dell’assemblea, possono essere richiesti al tribunale gli opportuni provvedimenti anche in via di urgenza. Il tribunale, valutata ogni circostanza e previo accertamento delle condizioni dei luoghi, può, anche in via provvisoria, porre le spese a carico di chi abbia immotivatamente negato il proprio consenso all’accesso.
Le spese delle operazioni di cui al presente articolo, qualora i sospetti si rivelino manifestamente infondati, sono a carico di chi ha richiesto l’intervento all’amministratore. In tal caso, se vi è stato accesso a proprietà individuali, il medesimo richiedente è tenuto, oltre che al risarcimento del danno, a versare al proprietario che ha subìto l’accesso un’indennità di ammontare pari al 50 per cento della quota condominiale ordinaria dovuta dallo stesso proprietario in base all’ultimo rendiconto approvato dall’assemblea. 

NOTA è imbarazzante anche un commento sommario: la proprietà individuale è soggetta a ispezione anche per impulso di un conduttore sia pure ai fini della sicurezza, l’assemblea può deliberare in materia ed evidentemente vuol dire che può deliberare anche su questioni attinenti la proprietà esclusiva. Il meccanismo  è poi complesso e di nessuna concreta utilità la previsione finale

 1122-ter. Impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva
Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.
Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L’assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui all’articolo 1136, quinto comma, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio. L’assemblea, con la medesima maggioranza, può altresì subordinare l’esecuzione alla prestazione, da parte dell’interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali.
L’accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario per la progettazione e per l’esecuzione delle opere. In caso di impedimento all’accesso o di richiesta di garanzia eccessivamente onerosa, l’autorità giudiziaria provvede anche in via di urgenza.
L’interessato ed i suoi aventi causa sopportano le spese di ripristino delle cose altrui o comuni nel caso di sopravvenuta impossibilità di uso dell’impianto ed anche nel caso di rimozione. 

NOTA: di fatto si prevede una specie di servitù sula proprietà esclusiva a favore degli utenti si servizi telematici

 67. Ogni condomino può intervenire all’assemblea anche a mezzo di rappresentante, munito di delega scritta. Se i condomini sono più di venti, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale.
Qualora un’unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari interessati; in mancanza provvede per sorteggio il presidente.
Nei casi di cui all’articolo 1117-bis del codice, quando i partecipanti sono complessivamente più di sessanta, ciascun condominio deve designare, con la maggioranza di cui all’articolo 1136, quinto comma, del codice, il proprio rappresentante all’assemblea per la gestione delle parti comuni a più condominii e per la nomina dell’amministratore. In mancanza, ciascun partecipante può chiedere che l’autorità giudiziaria nomini il rappresentante del proprio condominio. Qualora alcuni dei condominii interessati non abbiano nominato il proprio rappresentante, l’autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di uno solo dei rappresentanti già nominati, previa diffida a provvedervi entro un congruo termine. La diffida ed il ricorso all’autorità giudiziaria sono notificati al condominio cui si riferiscono in persona dell’amministratore o, in mancanza, a tutti i condomini.
Ogni limite o condizione al potere di rappresentanza si considera non apposto. Il rappresentante risponde con le regole del mandato e comunica tempestivamente all’amministratore di ciascun condominio l’ordine del giorno e le decisioni assunte dall’assemblea dei rappresentanti dei condominii. L’amministratore riferisce in assemblea.
All’amministratore non possono essere conferite deleghe per la partecipazione all’assemblea.
Salvo patto contrario, gli usufruttuari e, in loro vece ove sussistano, i conduttori esercitano il diritto di voto nelle deliberazioni che attengono all’ordinaria amministrazione e al godimento delle cose e dei servizi comuni. Essi sono direttamente obbligati a concorrere nelle relative spese in solido con i proprietari.
Nelle altre deliberazioni, il diritto di voto spetta ai proprietari, salvi i casi in cui l’usufruttario intenda avvalersi del diritto di cui all’articolo 1006 del codice ovvero si tratti di lavori od opere ai sensi degli articoli 985 e 986 del codice. In tutti questi casi l’avviso di convocazione deve essere comunicato sia all’usufruttuario sia al nudo proprietario. 

NOTA: non si capisce se in conduttori votano al posto degli usufruttuari o in genere al posto dei condomini. Quest’ultima pare la lettura corretta. Almeno è ammesso il patto contrario. LA solidarietà nel pagamento delle spese può esser utile al condomino ma non pare significativa per il locatore-proprietario

2643. Atti soggetti a trascrizione
Si devono rendere pubblici col mezzo della trascrizione:
1) i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili;
2) i contratti che costituiscono, trasferiscono o modificano il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di superficie, i diritti del concedente e dell’enfiteuta;
3) i contratti che costituiscono la comunione dei diritti menzionati nei numeri precedenti;
4) i contratti che costituiscono o modificano servitù prediali, il diritto di uso sopra beni immobili, il diritto di abitazione;
5) gli atti tra vivi di rinunzia ai diritti menzionati nei numeri precedenti;
6) i provvedimenti con i quali nell’esecuzione forzata si trasferiscono la proprietà di beni immobili o altri diritti reali immobiliari, eccettuato il caso di vendita seguita nel processo di liberazione degli immobili dalle ipoteche a favore del terzo acquirente;
7) gli atti e le sentenze di affrancazione del fondo enfiteutico;
8) i contratti di locazione di beni immobili che hanno durata superiore a nove anni;
9) gli atti e le sentenze da cui risulta liberazione o cessione di pigioni o di fitti non ancora scaduti, per un termine maggiore di tre anni;
10) i contratti di società  e di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari, quando la durata della società o dell’associazione eccede i nove anni o è indeterminata;
11) gli atti di costituzione dei consorzi che hanno l’effetto indicato dal numero precedente;
12) i contratti di anticresi;
13) le transazioni che hanno per oggetto controversie sui diritti menzionati nei numeri precedenti;
14) le sentenze che operano la costituzione, il trasferimento o la modificazione di uno dei diritti menzionati nei numeri precedenti.
14-bis) gli atti, incluse le deliberazioni di cui all’articolo 1117-ter, e le sentenze che hanno per oggetto modificazioni della proprietà ovvero determinazioni o modificazioni delle destinazioni d’uso dei beni che si trovano nell’edificio.

NOTA: le modifiche alle destinazioni d’uso vanno trascritte!

Comunicato stampa Alptransit – Completamento dello scavo della seconda galleria del San Gottardo

marzo 28, 2011

Cedolare secca affitti

marzo 24, 2011

Per ogni approfondimento relativo alla cedolare, consultare la documentazione presente al seguente indirizzo:  http://www.confedilizia.it/FedFisc.htm

 

Legalità – Convegno “Vedo, sento… parlo? Legnano tra mafie e legalità'” Organizzato dal Decanato. – Assoedilizia informa

marzo 24, 2011

IL DEGRADO CIVILE E CULTURALE FAVORISCE IL DIFFONDERSI DELLA MAFIA

La ricca Lombardia cantiere del fenomeno. Colombo Clerici: “Siamo come la rana nella pentola riscaldata a fuoco lento: se non ci accorgiamo in tempo moriremo bolliti”

Benito Sicchiero

Non illudiamoci: i sempre più numerosi arresti di mafiosi ad opera di magistrati e di forze dell’ordine non vogliono dire che la mafia sia alla fine. Anzi. Vuol dire che è sempre più diffusa anche in territori, come la Lombardia, che fino a non molti anni fa sembravano immune da un fenomeno circoscritto alle regioni del Sud.

La mafia cresce grazie alla sempre più diffusa illegalità, alla sottocultura, agli affari ed alla finanza senza etica, all’assenza di informazione, all’egoismo.

Per combatterla efficacemente occorre un profondo cambiamento culturale, di durata generazionale, che si può avviare dalle scuole.

E proprio una scuola, il Liceo G. Galilei di Legnano dà l’esempio con l’iniziativa “Vedo, sento… parlo?”. 

Avviata da un prete – caso forse unico in Lombardia – monsignor Carlo Galli, parroco di San Magno e decano delle parrocchie legnanesi che i mafiosi calabresi, i Mammoliti, li ha avuti quali vicini di casa quando era a Baggio, quartiere della periferia milanese.

Tre serate – due delle quali già svolte, l’ultima è fissata il 28 marzo prossimo –  con l’auditorium strapieno: 3-400 persone che equivalgono, rapportando il numero degli abitanti, a 8-10.000 presenze in una città come Milano.

Dopo il saluto dell’amministrazione comunale portato dal vicesindaco Gianbattista Fratus, si sono alternati Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e di Federlombarda; Nando Dalla Chiesa, professore di sociologia della criminalità organizzata all’Università Statale di Milano e autore di “La convergenza tra mafia e politica”;

Modesto Verderio, esponente della Lega Nord, moderati dal giornalista Francesco Chiavarini.

Il sindacalista Alessandro De Lisi ha annunciato l’iniziativa San Francesco, primo centro antimafia europeo che inizierà in maggio l’attività in una villa di Cermenate confiscata alla mafia. 

Colombo Clerici ha espresso il timore che nella coscienza civile del Paese si stia affievolendo il senso di legalità: un fenomeno che trae origine, sia dall’evasione fiscale, sia dal lassismo delle pubbliche amministrazioni, sia dall’inerzia della burocrazia che si limita ad applicare leggi e normative anche se palesemente inadeguate, senza denunciarne l’inadeguatezza.

Tutto ciò porta il cittadino a convivere con l’illegalità: “Siamo come la rana – è l’apologo di moda – che viene messa in una pentola d’acqua fredda sotto la quale viene acceso un fuoco: non avvertirà l’acqua che si riscalda e morirà bollita”.

Per evitare che questo avvenga non è sufficiente tagliare i tentacoli della mafia sul territorio: occorre colpire i cervelli. 

Il governatore della Banca d’Italia Draghi ha affermato che il collocamento dei capitali illeciti delle mafie è favorito dal fenomeno della globalizzazione dell’economia e della finanza.

Per arrivarci, concorda Nando Dalla Chiesa, bisogna togliere l’acqua  nella quale gli squali nuotano cominciando con il mutare la mentalità della gente, dei giovani innanzitutto, gli elettori di domani: “La mafia è il principale nemico della democrazia e tradisce la Patria. Il politico che per non nuocere al proprio partito la subisce quando non l’appoggia ne è complice.

L’egoismo di chi si limita a fare gli affari propri, o del proprio gruppo, produce omertà; la solidarietà è nemica dell’omertà”.

Verderio ha testimoniato la denuncia da lui fatta quale pubblico amministratore che nel 2009 ha portato all’arresto di una quarantina di appartenenti alla ‘ndrangheta.

Alla tre giorni legnanese sono intervenuti o interverranno

Mario Portanova, giornalista autore di “Mafia a Milano”;
Fabio Bernardi, capo della Squadra Mobile di Bologna;
don Luigi Ciotti, presidente di Libera;
Alberto Nobili, procuratore aggiunto del Tribunale di Milano.

Moderatori i giornalisti Andrea Accorsi e Saverio Clementi.

 

CEDAC Centro ascolto culturale Walter Tobagi Incontro del 31 marzo 2011- Medio Oriente e Nord Africa – Assoedilizia

marzo 23, 2011

CENTRO D’AZIONE CULTURALE
Walter Tobagi
ANNO 32° (2010-2011)

 GIOVEDI’ 31 MARZO 2011 – ORE 21

 Medio Oriente e Nord Africa
I regimi post-coloniali al tramonto

 prof. Riccardo Redaelli
Professore associato di ‘Storia delle civiltà e delle culture politiche’
Docente di ‘Geopolitica’ e di ‘Cultura e civiltà del Medio Oriente’ Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Così vicini, così lontani.
I paesi della sponda africana del Mediterraneo stanno vivendo un passaggio drammatico, che tocca anche il quadro Medio Orientale e che interroga l’intero Occidente. Occorre immedesimarsi nella loro cultura, per capire come e perché paesi arabi tanto diversi fra loro si siano ribellati, l’uno dopo l’altro, ai regimi politici post-coloniali.

Sala S.Pio X
Parrocchia S.Maria del Rosario
Via Solari, 22 – Milano
Tram: 14    Bus: 50 – 68
MM2 (S.Agostino)

Per informazioni:
rivolgersi in Parrocchia negli orari della Segreteria
aperta i giorni feriali dalle 10.00 alle 12.00.
Tel. 02-4234109

Riccardo Redaelli è professore associato di ‘Storia delle civiltà e delle culture politiche’ e docente di ‘Geopolitica’  e di ‘Cultura e civiltà del Medio Oriente’ presso la Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano.
E’ altresì:
Associate Senior Fellow del Landau Network-Centro Volta di Como (LNCV);
Direttore scientifico del Centro studi internazionale di Geopolitica (Cestingeo) di Valenza Po;
Responsabile scientifico del Progetto del Ministero degli Affari esteri italiano per l’assistenza all’Iraq: “Engaging Iraq’s Science and Technology Community Priorities: Redirection and Retraining of Iraqi Scholars and Scientists“;
Editorialista del quotidiano Avvenire;
Docente nei master MIRM (Master in International Relations Management) e MACIS (Master in cooperazione internazionale e sviluppo) dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI);
Socio fondatore di Asia Maior;
Membro del comitato di direzione e scientifico della Rivista Storia Urbana;
Associate Researcher dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano;
Membro del consiglio Scientifico del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO), di Milano.

Verde in città – Intervento di Achille Colombo Clerici al convegno Società Umanitaria Milano – sintesi – Assoedilizia informa

marzo 23, 2011

Sintesi dell’intervento del presidente Achille Colombo Clerici al convegno odierno sul tema “Verde in città”

“VERDE FATTORE DI QUALIFICAZIONE DELLA VITA URBANA”

Sussiste una profonda connessione  tra i valori naturali e culturali  dell’ambiente urbano, naturale e paesaggistico che sia, ed i valori legati alla città ed alla casa, in termini non solo di valenza architettonica o artistico-monumentale, ma anche  storica ed ideale perché legata a funzioni urbane, come avviene nel caso del verde definito sociale. In altri termini una connessione tra il verde urbano e la funzionalità della città.

E soprattutto in un’epoca come la nostra, caratterizzata da una vasta tendenza alla delocalizzazione di attività e funzioni, si pone la necessità di fattori di forte radicamento terraneo, quale appunto il valore ambientale-culturale, nel quale si ricomprende il verde urbano.

Attenzione alla città dunque soprattutto sotto il profilo etico/funzionale: nel senso della qualità del vivere che la città offre.

Comunità (socialità, sicurezza, partecipazione), ambiente (funzionalità infrastrutturale,verde, salute), cultura (opportunità) sono i piani sui quali si deve esplicare il complesso delle offerte che connotano tale qualità: e dunque sono i fattori sui quali si basa la vera identità, cioè il valore della città e di ciò che essa contiene. 

Ed il verde rimane un fattore forte di qualificazione del vivere oltre che uno strumento di espressione della cultura.

Per il suo carattere etico- funzionale  all’interno della città il verde urbano deve appartenere al suo tempo: dev’essere cioè abitato, vissuto, goduto dai cittadini più che ammirato e celebrato.”

www.assoedilizia.com

Barbara Bianchi Bonomi , sen. Mario Mantovani – Incontro con il presidente di Assoedilizia Colombo Clerici

marzo 22, 2011

Il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha incontrato ieri il consigliere comunale di Milano Barbara Bianchi Bonomi ed il sen. Mario Mantovani, per un scambio di vedute sui problemi della città .

Approfondita ed ampia la gamma delle tematiche esaminate, con un  confronto delle rispettive opinioni sullo “stato di salute” della città e sulle sue prospettive di progresso.

Toccati molti temi – dalla sicurezza all’economia, alla casa ed al settore immobiliare, dalla cultura all’Expo 2015, dalle prospettive del Piano casa disciplinato dalla legge lombarda a quelle del PGT del Comune di Milano.

Comunicazione Assoedilizia
www.assoedilizia.com

Mediazione conciliazione – Il rapporto con il procedimento monitorio – Dichiarazione al Sole 24 Ore Colombo Clerici intervista pubblicata il 22 marzo 2011

marzo 22, 2011

Dichiarazione al Sole 24 Ore di Achille Colombo Clerici in sede di intervista pubblicata in data 22 marzo 2011:

“Con l’introduzione della mediazione una bella moratoria per tutto il mondo dei morosi: ed il rischio che in questo campo si abbia un notevole incremento dei contenzioso giudiziario.

C’è il rischio di un effetto controproducente (cioè di un aumento del contenzioso) in tutta una serie di casi legati alla morosità del debitore (ad esempio nei contratti di locazione, di assicurazione, bancari).

La discriminante sostanziale ai fini della obbligatorietà della mediazione è rappresentata dalla natura del credito: se si tratta di un credito certo, liquido ed esigibile (basato su un titolo valido ed efficace, scaduto, quantificabile e quantificato), anche nelle materie assoggettate alla mediazione obbligatoria è possibile ricorrere direttamente all’azione giudiziaria mediante il procedimento monitorio (decreto ingiuntivo).

Pensiamo al recupero dei canoni scaduti  da parte del locatore, o al risarcimento del danno patito dal conduttore nel corso del contratto, a causa ad esempio di infiltrazioni di acqua. 

Nel primo caso siamo in presenza di credito certo, liquido ed esigibile; nel secondo no.

 E’ dunque ipotizzabile che il mondo della morosità, oggi preoccupantemente in crescita, possa avere interesse a proporre opposizione (l’opposizione trasforma il procedimento monitorio in procedimento di cognizione ordinaria e fa scattare l’obbligo della mediazione) anche a fronte dei decreti ingiuntivi, per conquistare una moratoria  di un bel semestre ( termini di legge e tempi tecnici connessi).

Altro interesse ad incrementare il contenzioso a fini defatigatori può derivare dalla interpretazione della legge stessa sulla mediazione.

Occorre tener presente che il mancato esperimento della mediazione comporta l’improcedibilità della causa avanti la magistratura.

E l’improcedibilità significa che la causa viene messa nel nulla con una pronunzia di mero carattere processuale. Quindi un vizio della procedura di mediazione tale da far ritenere che la stessa non sia stata svolta può avere l’effetto di costringere il creditore a ricominciare la procedura.”

Mediazione conciliazione – Istruzioni del Ministero della Giustizia

marzo 22, 2011