Archivio per marzo 2011

Mostra “Enrico Peressutti. Fotografie Mediterranee”

marzo 21, 2011

Mostra foto Peressutti_Castello Sforzesco

Legalità – Convegno “vedo, sento… parlo? Legnano tra mafie e legalità” Organizzato da Decanato – Intervento di Colombo Clerici. 21 marzo 2011

marzo 21, 2011

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici intervenuto al dibattito promosso dalla Commissione socio-politica del Decanato di Legnano sul tema della legalità in Lombardia dal titolo “Vedo, sento… parlo? Legnano tra mafie e legalità”:

“La coscienza della legalità, presidio della democrazia e dell’ordinato vivere civile, comincia dalla scuola.
Va colmata una grave lacuna della nostra cultura.
E’ il primo passo per contrastare le mafie.

            *       *      *   

Ho il timore che si stia formando in modo strisciante nella coscienza civile un terreno fertile rappresentato da alcune precondizioni in grado di favorire la diffusione delle mafie nel nostro paese.

E’ una questione di costume, di cultura generale, di mentalità della cittadinanza.

Il contrasto alle mafie ed alla malavita passa attraverso il senso di legalità e di moralità che regna nella società.

E’ quindi fondamentale capire se il senso della legalità in Italia, nella nostra regione si stia rafforzando o si stia affievolendo.

– Oggi il cittadino ligio alle leggi si sente assediato dalla illegalità.

Non solo l’illegalità della malavita diffusa o organizzata sul territorio, ma anche quella dell’evasione fiscale, e quella dei governanti, amministratori pubblici e  politici, nonché la disinvoltura e lo strapotere, quando non è addirittura illegalità, delle stesse pubbliche amministrazioni.

Questa situazione crea condizioni di grande iniquità e di disparità nella società e porta ad un affievolimento di quel senso della legalità che costituisce il presidio della stessa democrazia.

E’ un mondo, quello della illegalità anche economica e della malavita, che compete in modo privilegiato, creando condizioni impari di concorrenzialità, con quanti faticano nell’esser ligi alle leggi  svolgendo il proprio lavoro e vivendo nella società, nella propria città e nella propria casa.

Ed allora può sorgere nella cittadinanza la tentazione di crearsi margini di illegalità compensativi (evasione fiscale), o di coalizzarsi per tutelarsi e difendersi reciprocamente, ovvero ancora di ricercare una protezione al di fuori dello Stato. 

La coscienza della legalità va costruita a cominciare dalla formazione scolastica.

I nostri giovani escono dalla scuola senza una sufficiente coscienza della legalità.”

 

“Gli avvocati e la mediazione civile”

marzo 21, 2011

La categoria forense sempre più favorevole al nuovo strumento

Gli avvocati e la mediazione civile 

Da guerra senza esclusione di colpi ad amore eterno? E’ questo che verrebbe da chiedersi osservando la tormentata storia che vede per protagonisti gli avvocati italiani e la mediazione civile di recente introduzione.
Di certo, all’inizio fu vera guerra. Mai e poi mai, si diceva, si sarebbe permesso a un istituto giuridico “anti-cause” di metter piede in Italia. Tante le iniziative per imporre questo punto di vista: manifestazioni di piazza, ricorsi al Tar, dichiarazioni al vetriolo da parte di alcuni rappresentanti di questa categoria.
Tutti, comunque, si sono dimostrati espedienti destinati a cadere presto nel vuoto. A un certo punto, infatti, sono iniziate le sempre più numerose “defezioni”, soprattutto da parte degli avvocati più giovani, ossia della quota più consistente di appartenenti alla categoria forense. Forse di fronte alla irremovibilità del Governo o forse come naturale conseguenza a una situazione che vede, nel nostro Paese, la stragrande maggioranza delle cause gestita soprattutto dagli avvocati più anziani.
Nel giro di pochi mesi, quelli che all’inizio apparivano soltanto dei tiepidi cenni di consenso alla mediazione civile si sono trasformati in una vera e propria presa di posizione in favore del nuovo istituto.
Oggi, a fronte di un “nocciolo duro” – sempre più piccolo – di professionisti e di Ordini provinciali che rimangono arroccati sulle proprie posizioni antiriformiste, basta guardarsi intorno per registrare il moltiplicarsi di iniziative professionali o semplicemente divulgative che vedono per promotori e protagonisti soprattutto gli avvocati. Convegni divulgativi, eventi sul tema, pubblicazioni sulla stampa specializzata. Anche sul web la maggior parte dei documenti e degli approfondimenti che riguardano la mediazione civile è opera di appartenenti alla categoria forense. In alcune regioni il consenso si è spinto addirittura oltre con la costituzione di comitati di professionisti che perseguono il dichiarato obiettivo di fare in modo che questo strumento possa essere interamente gestito esclusivamente dagli avvocati.
Da guerra sanguinosa ad amore incondizionato, dunque? Sembrerebbe proprio di si, e questo anche malgrado quello che, in questi giorni, appare come uno degli ultimi fuochi della originaria resistenza: l’astensione dalle udienze organizzata dai professionisti che si rifiutano categoricamente di avvicinarsi alla mediazione civile. Un evento annunciato da tempo, ma il cui risultato è sin da ora scontato, visto che da esso hanno già preso ufficialmente le distanze anche le Camere Penali.
Non a caso, sono in tanti a ritenere che quella che avrebbe dovuto rappresentare per la categoria forense una settimana di animate proteste potrebbe invece trasformarsi, col passare delle ore, in una occasione d’oro per rivendicare a gran voce il diritto a ricoprire, nell’ambito della mediazione civile, il vero ruolo da protagonista.

Marco Ruggiero

 

Programma/invito al Convegno Nazionale del 25 marzo “Mediazione civile: strumento giuridico e percorso di unione”, Torino

marzo 21, 2011

Como PGT – Convegno Associazione proprietà edilizia “PRG di Como dall’Unità d’Italia ad oggi”. – Colombo Clerici: Il ruolo della proprietà edilizia. Assoedilizia

marzo 16, 2011

Saluto del presidente della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia al Convegno in data 17 marzo 2011 organizzato dalla Associazione della Proprietà Edilizia di Como, sul tema “I piani regolatori della città di Como dall’Unità d’Italia ad oggi. E domani?”

Vorrei innanzitutto osservare come la storia del rapporto, nella realtà comasca, tra proprietà privata immobiliare e società, città, possa considerarsi un modello emblematico della valenza sociale e politica dell’intervento dei risparmiatori dell’edilizia nel processo di formazione della città, quale si è sviluppato nel nostro Paese.

I proprietari, i risparmiatori edilizi, che non rappresentano di certo un gruppo, una classe, un ceto sociale, ma costituiscono una parte, una categoria economico-sociale trasversale alla società stessa (composta da professionisti, commercianti, imprenditori, industriali, artigiani, funzionari) seguono, assecondano, favoriscono ed orientano i processi urbani, di sviluppo e di trasformazione, in quanto concorrono in modo rilevante alla formazione della cultura dominante dell’epoca ed a determinare i caratteri della città.

Ma di certo, la loro funzione sociale non si limita a questo aspetto.

I proprietari ed i risparmiatori del settore edilizio, con i loro investimenti, hanno permesso il formarsi della città ed il costituirsi di quel mix funzionale che, ancor oggi, è il fiore all’occhiello delle nostre città italiane.

Senza il volano della locazione per l’abitazione e per le botteghe commerciali, artigianali e spesse volte per molti edifici industriali, come avremmo potuto fronteggiare le emergenze abitativo/funzionali cittadine, createsi nei due Dopoguerra, e come avremmo potuto permettere, nel nostro paese, quei processi di inurbamento che hanno condotto, attraverso enormi migrazioni, a cambiare il volto delle nostre antiche città?

Ho raccolto, nel corso di un convegno, tenutosi tempo addietro qui a Como sui temi dell’urbanistica, una definizione dell’arch. Chiara Rostagno che parlava di Como, come della città “crocicchio”.

Un nodo di interscambio, non solo sul piano economico-commerciale, ma soprattutto sul piano culturale.

In questo contesto ideale, Como offre un modello esemplare, paradigmatico del ruolo della nostra categoria nello sviluppo sociale, culturale, urbanistico della città . 

Ma la categoria ha inoltre assolto ad un altro compito sul piano sociale, in particolare in campo ambientale, soprattutto in questo momento storico.

La casa, l’immobile, infatti, restano uno dei pochi fattori territorializzanti nella vita moderna: in altri termini producono un radicamento terraneo (per usare una definizione di Massimo Cacciari) cioè un attaccamento al territorio.

L’interesse dei cittadini alla casa ed alla prosperità del territorio in un’epoca in cui stiamo assistendo a tutta una serie di fenomeni deterritorializzanti (quali i processi di ristrutturazione – di innovazione tecnologica – di  terziarizzazione – di  finanziarizzazione – di internazionalizzazione) e di delocalizzazione di attività e funzioni con abbandono del territorio; l’interesse dei cittadini per la casa, dicevo, come abitazione e come bene in cui è collocato il risparmio, continua a mantenere la sua funzione di presidio del territorio e di fattore di tutela ambientale.

Nella storia ed ancor oggi il mondo della Proprietà Edilizia ha espressi, interpretati e rappresentati ideali di democrazia, di impegno sociale, di libertà.

Ed oggi, nel centocinquantenario della unificazione del nostro Paese, vorrei ricordare la funzione sociale, economica, culturale, svolta storicamente dalla proprietà edilizia (consolidatasi proprio grazie alla cultura dell’Italia post-unitaria) una funzione che dev’essere, oggi più che mai, idealmente acquisita e politicamente difesa.

Convegno “I piani regolatori dall’Unità d’Italia ad oggi. E domani?” – Como, 17 marzo 2011

marzo 16, 2011

Unità Italia – Milano Epoca Post-unitaria – Celebrazione 150° Anniversario – Giorgio Napolitano – Cerimonia FEDERLOMBARDA EDILIZIA Colombo Clerici – Assoedilizia informa

marzo 15, 2011

“Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (17 marzo 1861) vede emergere, tra loro strettamente connessi, giudizi sommari e pregiudizi volgari sul quel che fu nell’800 il formarsi dell’Italia come Stato unitario, e bilanci approssimativi e tendenziosi, di stampo liquidatorio, del lungo cammino percorso dopo il cruciale 17 marzo 1861”.

E’ una riflessione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che facciamo nostra – ha detto il Presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Achille Colombo Clerici nel corso di una cerimonia  celebrativa svoltasi nella sede di via Meravigli a Milano -.

“All’Unità d’Italia si pervenne grazie al sommarsi di iniziative di élite, di moti popolari, di lavorio diplomatico, di azioni militari.

Una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l’attraversarono.

Fu anche l’avvio di uno Stato moderno che vide nascere le prime forme di associazionismo (la prima associazione della proprietà edilizia d’Italia – l’odierna Assoedilizia fu ufficialmente fondata proprio a Milano nel 1894, ma esistevano nuclei originari di proprietari dal 1880 – si affiancò alle Istituzioni private ultracentenarie della nostra città sorte o rinvigoritesi nel periodo post-unitario, quali il Politecnico 1863, l’Umanitaria 1893, la SIAM-Società di incoraggiamento di arti e mestieri 1838, la Società del Giardino nata già nel 1783, il Circolo dell’Unione, il Circolo Filologico 1872, il cinquecentesco Collegio degli Ingegneri e degli Architetti), i sindacati, le grandi industrie quali la Pirelli 1872, i grandi quotidiani nazionali (Il Sole 24 Ore 1865, il Corriere della Sera 1876), le storiche case editrici (Casa Ricordi, Ulrico Hoepli Editore 1870).

Il periodo postunitario rappresenta dunque nella nostra città, al pari di quello napoleonico (che vide la nascita del Conservatorio 1802, della Casa Editrice Paravia 1802, dell’Istituto Accademia di Scienze, lettere ed arti 1803, del Museo di Brera 1797; –  l’Accademia di belle Arti 1776, appartenente all’epoca Teresiana, è viceversa coeva al Teatro alla Scala 1777), un periodo di grande slancio creativo sul piano delle istituzioni fondamentali ancor oggi esistenti, e di vigore innovativo in campo, oltre che politico,  sociale e culturale.

E il 150° anniversario della Unità rappresenta anche lo stimolo a un rinnovato impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi: perché quest’impegno si nutre di un più forte senso dell’Italia e dell’essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione.

Colombo Clerici ha concluso ancora con le parole di Napolitano: “Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del Paese le ragioni di quell’unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale”.

www.assoedilizia.com

 

Cedolare Secca Affitti – Interpretazione termine “effettuate” – Assoedilizia chiede chiarimenti all’Agenzia delle Entrate

marzo 15, 2011

Moltissimi contratti di locazione da concludersi, sospesi in tutta Italia: centinaia nella sola città di Milano.

Pioggia di richieste di chiarimenti alla nostra organizzazione.

La cedolare secca sulle locazioni abitative si applica anche quando il conduttore è una società?

La norma infatti prescrive che non si applichi la cedolare secca alle locazioni effettuate nell’esercizio dell’attività d’impresa o di arte e professione.

Il termine “effettuate”, impropria a proposito delle locazioni (che sono contratti cioè negozi giuridici bilaterali) mutuato dalla normativa dell’Iva, farebbe pensare alla considerazione di una prestazione unilaterale  cui applicare il regime giuridico previsto.

Se così fosse la limitazione introdotta si applicherebbe, come noi riteniamo, solo al locatore e non anche al conduttore.

Ma il termine “effettuate” potrebbe esser interpretato come “poste in essere” o ancora più  “stipulate” ed in tal caso la limitazione opererebbe anche nei confronti del conduttore.

La norma presenta dunque una ambiguità perché non è chiaro se faccia riferimento alle sole condizioni soggettive del locatore o anche a quelle del conduttore.

Si chiede pertanto un chiarimento interpretativo attraverso una circolare della Agenzia delle Entrate che faccia chiarezza sulla portata della norma.

Tale chiarimento potrebbe venir inserito nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, volto a stabilire, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo, le modalità di esercizio dell’opzione per la cedolare, le modalità di versamento dell’imposta in acconto (nella misura dell’85% per l’anno 2011 e del 95% dal 2012) e a saldo nonché “ogni altra disposizione utile, anche dichiarativa”, ai fini dell’attuazione delle nuove disposizioni.

www.assoedilizia.com

 

38a Mostra Convegno Expocomfort – Primo forum nazionale sulla certificazione energetica

marzo 14, 2011

 

hanno il piacere di annunciare


FCE 2011  –  Primo Forum Nazionale sulla Certificazione Energetica

Milano, 14 e 15 giugno 2011

Centro Servizi Banca Popolare di Milano – Via Massaua 6

 

Il primo punto di aggregazione delle Regioni italiane sul tema della certificazione energetica per favorire un quadro normativo più coerente e quindi anche risultati più leggibili e fruibili sul piano nazionale.

Un riferimento tecnico di confronto sullo sviluppo normativo e sullo stato dell’arte della certificazione energetica degli edifici in Italia.

E’ rivolto alle Amministrazioni pubbliche e a tutte le categorie professionali e imprenditoriali legate a vario titolo al mondo della progettazione e costruzione efficiente, della certificazione e della gestione energetica (progettisti, certificatori energetici, energy manager, Istituzioni, produzione).

 

Il programma completo e la possibilità di registrarsi gratuitamente all’evento a breve disponibili su

 

 

Contatti
Reed Exhibitions Italia
via Marostica, 1 20146 Milano
tel. +39 02 435170.1
fax +39 02 3314348
marketing@mcexpocomfort.it
www.mcexpocomfort.it

Beni immobili pubblici: un tesoro. Che uso farne? Saniamo il debito pubblico – Assoedilizia, Federlombarda Edilizia Colombo Clerici

marzo 14, 2011

Intervenendo oggi ad un dibattito in sede di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici ha dichiarato:

“A proposito di immobili di proprietà pubblica si parla di  tesoro:  ciò mi fa riflettere sul fatto che forse sarebbe il caso che Stato, Regioni, province, comune ed enti vari spiegassero all’opinione pubblica, perlomeno a grandi linee, come si son formati nel tempo i vari patrimoni immobiliari: lasciti, donazioni, cessioni a titolo gratuito per le convenzioni urbanistiche, reliquati, investimenti diretti, espropri.

Anzitutto per dar l’idea di un fenomeno di costume e di prassi amministrativa, che probabilmente si perpetua nel tempo e che ancor oggi potrebbe avere una grande rilevanza.

E poi perché non è irrilevante l’origine sociale del patrimonio (tasse, liberalità, espropriazioni: comunque un capitale dei cittadini, prima che dell’ente pubblico) per deciderne oggi la destinazione.

Occorre infatti chiarire una volta per tutte se la gestione dello stesso debba esser improntata a criteri diretti economici o sociali: non si può rimanere nell’ attuale equivoco.

D’altronde, anche con la gestione  economica, improntata cioè alla redditività, si consegue, sia pure indirettamente, il soddisfacimento di un interesse sociale.

E dunque si gestiscano in tal modo questi immobili: e la redditività consentirà quella cartolarizzazione autosufficiente, che potrà permettere di istituire un sistema di titoli  immobiliari, in grado di sostituirsi gradatamente ai titoli del debito pubblico.” 

www.assoedilizia.com