Archivio per maggio 2011

Bartolomeo e i suoi fratelli – Storie di Sella

maggio 27, 2011
 
Bartolomeo e i suoi fratelli invito

 
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III settimana europea sul paesaggio – Université d’été 2011 – Colloqui di Arosio sul paesaggio

maggio 27, 2011

III SETTIMANA EUROPEA SUL PAESAGGIO
UNIVERSITÉ D’ÉTÉ 2011
COLLOQUI DI AROSIO SUL PAESAGGIO

Ottava  edizione

 

Il ruolo degli enti locali e la Convenzione

Europea del paesaggio

 

Les pouvoirs locaux et la Convention

Européenne du paysage

 

The European Landscape Convention

and the role of local authorities

  

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica (richiesto)

 Contributo per la messa in opera della Convenzione Europea sul Paesaggio

4 crediti formativi / Consiglio dell’Ordine Avvocati di Monza
4 crediti formativi /Università degli Studi dell’Insubria (richiesti)
4 crediti formativi/Politecnico di Milano-Bovisa (richiesti) 

Sede Palazzo Arese Borromeo – Sala dei Fasti Romani
 Hôtel Parco Borromeo- Via Borromeo, 29 P.zza Procaccini
Tel +39 0362 551796 Fax+39 0362 550182 www.hotelparcoborromeo.it
Cesano Maderno

 31/08/2011 – Mercoledì

 

9.00-10.15       Arrivo e registrazione dei partecipanti

10.15              Saluto dei rappresentanti istituzionali (invitati)

Avv. Giovanni Bana                      Presidente della Commissione Diritto Penale Europeo UAE (coordinatore) e Presidente FEIN
Sig.ra Marina Romanò                 Sindaco di Cesano Maderno
Arch. Davide Boni                         Presidente Consiglio Regionale Lombardia – Milano
Dr. Alessandro Colucci               Assessore Sistemi verdi del paesaggio Regione Lombardia
On.Lara Comi                                 Parlamentare Europeo Bruxelles
Dott. Dario Allevi                           Presidente Provincia Monza Brianza
Dott. Enrico Elli                              Assessore Provinciale Beni Culturali – Cultura – Formazione Professionale Monza Brianza
Sig. Andrea Monti                          Assessore Provinciale al Turismo – Monza Brianza
Dott.ssa Marcella Tili                    Sindaco di  Erba
Ing. Marco Cesca                          Direttore ERSAF (Ente regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) – Milano
Prof. Ettore Albertoni                   Università dell’Insubria
Prof. Stefano Serra Capizzano  Preside Facoltà di Scienze di Como – Università dell’Insubria
Ing. Cesare Spreafico                  Direttore Generale Co.Re.Pla. – Milano 

11.30-11.45     Premio LombardiaV ed. 2011: Eccellenze Italiane nello sviluppo della CEP e i risultati conseguiti. 

11.45-12.10     Il paesaggio nella storia di 150 anni d’Italia.                        

12.10-12.45                  Presentazione dei Laboratori/Workshop

 Laboratorio 1 : Il rapporto con la cittadinanza in Italia e all’estero.
Laboratorio 2 : Il paesaggio quale sintesi per una  corretta comunicazione 

12.45-13.00      Dr.ssa M. Dejeant-Pons          Consiglio d’Europa 
                         Capo Divisione Patrimonio Culturale, Paesaggio e Gestione Territorio

13.00                 Buffet presso Hotel Parco Borromeo nel Ristorante “Fauno” organizzato da ERSAF, con prodotti e vini tipici della Lombardia.

 

I SESSIONE: TRA SITUAZIONE DI FATTO E PROPOSTE

            Le istituzione e la cittadinanza nei confronti del  PAESAGGIO

 

Prima parte

 14.30-16.00     Tavola rotonda : coordinatore Avv. Giovanni Bana (Presidente FEIN)

Mme Mireille Deconinck, Docteur Sciences géographiques, Attachée, Ministère dela Région Wallonne,  Division de l’aménagement et de l’urbanisme.
Avv. Bernard Legal, Diritto Ambientale – Université de Lyon/UAE – Francia
 M. Ignacio Espanol-Echaniz ,Profesor de Universidad Politécnica de Madrid.
Prof. Stefano Masini, Responsabile area ambiente e territorio Coldiretti e Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Roma
 Avv. Antonino Brambilla, Assessore Provinciale all’urbanistica – Monza Brianza –

 15.45-16.00     Dibattito

 16.00- 16.20     Coffee break

 Seconda parte

 16.20-19.10    Tavola rotonda: coordinatore Prof. Alberto Quaglino (Politecnico di Torino)

 Dr. Vincenzo Pilo, Consigliere Fondazione Europea Il Nibbio –FEIN-; past Direttore Generale MIPAF-, Roma
Dr. Bruno Gencarelli, Membro del Servizio Giuridico, Commissione Europea – Bruxelles
Avv. Olivia Emin, Università Lione – Francia.
Avv. Raffaele Ardolino e Avv. Giovanna Buzzetti, Dottori di Ricerca in diritto internazionale presso l’Università di Milano-Bicocca;  

17.20-17.35      Dibattito

Slimane Tir , Vice Presidente spazi naturali metropolitani –Lille Francia-
Dr. Ir. Jacques Stein, Premier attachè chargè de recherche service public de Wallonie – Belgio
Prof. Magda Antonioli – Università Bocconi MET – Milano
Dr. Mechtild Rossler, chef de Section  Europee / Amerique du nord secteur de la culture – Parigi UNESCO

 18.45–19.10   Dibattito

19.10                Termine della prima sessione

20.30                Dinner Buffet  presso Villa Galia a Como.(con partenza alle ore 19.30) 

01/09/2011– Giovedì

 II SESSIONE – A –

 LABORATORIO 1: LAVORARE SULLE IDEE

 La Giustizia e il Paesaggio : il rapporto con la cittadinanza in Italia e all’Estero

 9.00-18.00     Laboratorio presso Università Vita Salute – Palazzo Arese Borromeo

 9.30-10.00     I concetti giuridici di “Paesaggio” e “Ambiente” nell’ordinamento comunitario, nel diritto costituzionale italiano ed in prospettiva comparata
Prof. Luca Mezzetti (Professore ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Giurisprudenza)

10.00-10.30   Il concetto giuridico di “Territorio” nell’ordinamento italiano 
Prof. Avv. Maria Agostina Cabiddu (Professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico, Dipartimento di Architettura e Pianificazione, Politecnico di Milano)

 10.30-11.00   La tutela del paesaggio in prospettiva storico-giuridica: dalle normative preunitarie alla Costituzione repubblicana
Prof.ssa Elisabetta Fusar Poli (Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Brescia)

 11.00-11.20 Coffee-break

 

Prima parte:

Principi comunitari ed azione amministrativa  nei settori della tutela ambientale e paesaggistica

 11.20-11.40              Introduzione: le politiche ambientali degli Enti locali fra precauzione e proporzionalità; funzioni e responsabilità degli amministratori locali .
Avv. Luciano Butti (Partner dello studio B&P-Avvocati, Professore a contratto di Diritto internazionale dell’ambiente, Corso di laurea in Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Padova) 

11.40-12.00  Il principio dello sviluppo sostenibile e strumenti attuativi.
Arch. Anna Rossi (Expo Milano 2015)

 12.00-12.20  Il principio “chi inquina paga” e il ruolo degli Enti locali.
Avv. Andrea Martelli (Partner dello studio B&P-Avvocati, è stato Professore a contratto di Diritto dell’ambiente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Udine dal 2004 al 2010)

 12.20-12.40  Dibattito

 12.40-14.40     Buffet presso Hotel Parco Borromeo nel Ristorante “Fauno”

  

Seconda parte:

Governance del territorio ed Enti locali

 14.40-15.00              Gli strumenti di pianificazione.
Arch. Luisa Giovanna Pedrazzini (Dirigente della Struttura paesaggio, Direzione Generale Sistemi verdi e paesaggio, Regione Lombardia)

15.00-15.20  La Valutazione ambientale strategica (VAS).
Arch. Michele Monte (Senior partner dello studio Righetti&MonteAssociati)

 15.20-15.50  Pianificazione territoriale e servizi pubblici locali: il servizio integrato dei rifiuti e il servizio idrico integrato.
Avv. Mara Chilosi (Partner e Responsabile della sede di Milano dello studio B&P-Avvocati)

 15.50-16.10     coffee-break

 Terza  parte:

Tutela dell’ambiente ed Enti locali

16.10-16.30  Valutazione di impatto ambientale (VIA), autorizzazioni ambientali ed Enti locali.
Prof. Ing. Vincenzo Torretta (Professore associato, Facoltà di Scienze MM.FF.NN., Università degli Studi dell’Insubria di Varese)

 16.30-16.50              Localizzazione ed autorizzazione di impianti nella Regione Lombardia.
Ing. Filippo Dadone (Dirigente della Struttura Valutazione di Impatto     Ambientale, Direzione generale Ambiente, Energia e Reti, Regione Lombardia)

 16.50-17.10     Recupero di “spazi liberi”: bonifiche e demolizioni per la promozione dell’ambiente
Dott. Carlo Licotti (Dirigente dell’Unità Organizzativa Prevenzione Inquinamento Atmosferico,  Direzione generale Ambiente, Energia e Reti, Regione Lombardia)

 17.10-17.40  Dibattito 

17.40-18.00  Conclusioni

20.00              Dinner-Buffet presso l’Hotel Parco Borromeo nel Ristorante “Fauno”  su invito della FEIN   (Fondazione Europea Il NIBBIO)

 1/09/2011– Giovedì

II SESSIONE  – B –

 LABORATORIO 2:LAVORARE SULLE IDEE

Il paesaggio quale sintesi per una corretta comunicazione
Un caso pratico: da un immane disastro ad un recupero d’eccellenza

 8.30-18.30     Laboratorio presso il Bosco delle Querce di Seveso e Meda, Via Ada Negri, Seveso.(www.boscodellequerce.it)

8.30               Ritrovo e partenza nel parcheggio di fronte Hotel Parco Borromeo.

9.00-10.45 
Saluti di benvenuto da parte delle autorità.
Interverranno:
Dr Massimo Donati (Sindaco Seveso)
Dott.  Giorgio Fiorenzo Taveggia (Sindaco Meda)
Dr. Giovanni Sala (Milano – Presidente Land e docente Politecnico Milano)
Dr. Antonio Pozzi  (Sindaco di Arosio – sede dell’Universitè d’Etè)

***

Avv. Antonio Spallino, Commissario speciale  ad acta della Regione Lombardia per l’evento di Severo (10 luglio 1976).     
Prof.ssa Barbara Pozzo, Professore ordinario in Diritto Comparato, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi dell’Insubria  e comitato scientifico di FLA.
Arch. Alessandra Fassio MIBAC -Ministero Beni e Attività Culturali – Roma – Curatore responsabile progetto Premio del Paesaggio COE.
Ing. Giordano Zappa , Esperto Europeo di cooperazione tra università ed industria; In geniere petrolifero,energetico ed ambientale.

 10.45-11.00    coffee-break

11.00- 12.30  inizio workshop operativamente coordinati da Dr. Enrico Calvo Dirigente ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), primario operatore per il Piano di Gestione del Bosco delle Querce; Prof. Giovanna Fossa (Ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica Dipartimento di  Architettura e Pianificazione -Politecnico di Milano, Arch. Antonio Angelillo, Direttore  ACMA-Centro Italiano di Architettura; responsabile selezione Premio sul Paesaggio

Lavorando tutti insieme  – prima parte –

12.30-14.30    Buffet presso Hotel Parco Borromeo nel Ristorante “Fauno” 

14.45-16.30    Lavorando tutti insieme – seconda parte –

16.30-16.50    coffee-break

16.50-18.30   Discussioni con conclusioni

18.30             Rientro in Hotel

20.30             Dinner-Buffet presso l’Hotel Parco Borromeo nel Ristorante “Faunosu invito della FEIN   (Fondazione Europea Il NIBBIO)

 02/09/2011 – Venerdì 

III SESSIONE: CONCRETIZZARE GLI OBIETTIVI

8.30-10.45       Bilancio, presentazione dei risultati dei laboratori e proposte dei gruppi di lavoro

10.45-11.00    Coffee break

11.00- 11.30   IBM: presentazione del progetto dei 24 Comuni della Brianza

11.30 -12.00   Gli elaborati sul Paesaggio relativi alle borse di studio della FLA Proff.Nicoletta Osanna Cavadini (Università degli Studi dell’Insubria).

12.00 -12.30 Gli elaborati sul Paesaggio  degli studenti  universitari (Politecnico di Milano Bovisa) sul tema :”Proposte progettuali per la “città verde” tra i laghi del Triangolo Lariano”, coordinati dal Proff.Giorgio Frassine e  Arch. Matteo Maggioni – Politecnico Milano Bovisa

 12.30-13.00    Discussione e sintesi delle sessioni: continuità operativa
                        Dr.ssa Maguelonne Dejeant-Pons – Consiglio d’Europa
                        Capo Divisione Patrimonio Culturale, Paesaggio e Gestione Territorio

 13.00-13.15    Lancio di una proposta di lavoro per la IX edizione dell’Universitè d’Etè 2012 coordinatore: Avv. Giovanni Bana (Presidente FEIN)

13.15 -14.30 Buffet presso l’Hotel Parco Borromeo nel Ristorante “Fauno”

 Consegna degli attestati di partecipazione e di certificazione ai fini universitari
Alla presenza degli assessori di MonzaBrianza  Enrico Elli  ed Andrea Monti.

 Traduzione simultanea I/F/GB

Durante l’intero periodo della manifestazione saranno esposti gli elaborati approntati dagli studenti universitari. Si ricorda l’appuntamento che precede la manifestazione dell’Universitè d’Eté:

il 30/08/2011 ore 18.00 presso il Palazzo Municipale (Villa Mainoni) di Erba si terrà un incontro dibattito per la presentazione dei precedenti volumi (I,II,III,IV,V,VI,VII) dell’Universitè d’Etè (UdE). Nell’occasione verranno presentati gli eventi promossi durante la III Settimana del Paesaggio Europeo (Eventi culturali locali e punti di ristoro con menù tradizionali).Seguirà rinfresco nel parco

La realizzazione della ottava edizione dell’Université d’Eté, che nuovamente si svolge – come per le precedenti 2004-05-06-07-08-09 –10, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica (richiesto) –è possibile grazie al sostegno del CONSIGLIO REGIONALE della LOMBARDIA e della FONDAZIONE CARIPLO in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, dell’Università degli Studi di Milano, e degli sponsor, ITAS Assicurazioni, POZZI AROSIO spa, UNICREDIT, ERSAF Lombardia (Ente Regionale per i Servizi all’ Agricoltura e alle Foreste), FEIN (Fondazione Europea IL NIBBIO), COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in plastica), nonché con il patrocinio di Parlamento Europeo, Consiglio d’Europa, Provincia di MonzaBrianza, (Assessorato Beni Culturali, Cultura, Formazione Professionale),Provincia di Como, Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Lyons Club e con la fattiva e concreta collaborazione dei Comuni di Cesano Maderno, di Erba, di Arosio, di Seveso , Bosco delle Querce, ed, infine, con l’adesione dell’ ANCI Lombardia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), dell’Universitè de Lyon Jean Monet, Università Vita-Salute San Raffaele,  di Lugano, Comune di Bellagio, FLA (Fondazione Lombardia per l’Ambiente), TCI (Touring Club Italiano), CSDPE (Centro Studi di Diritto Penale Europeo), FACE, ICEF, e della Fondazione SIRSUU (Fondazione della Svizzera Italiana perla Ricerca Scientifica e gli Studi Universitari), di Acqua e Sole , dell’UAE (Unione Avvocati Europei), della IBM Forum. 

www.unidete.org  www.nibbio.org

Carbonia. Un successo tutto italiano

maggio 27, 2011

UN SUCCESSO TUTTO ITALIANO

Siamo lieti di comunicare l’importante successo acquisito dal nostro Paese in occasione della II edizione del Premio Europeo sul Paesaggio  del Consiglio d’Europa.

La candidatura di Carbonia, individuata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso il Servizio Architettura e Arte Contemporanee della Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti l’Architettura e l’Arte contemporanee – PaBAAC, tra i 95 progetti pervenuti per la selezione nazionale, risulta la vincitrice della II Edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, tra la rosa dei  14 Stati membri partecipanti.

E’ stata data comunicazione nel corso della 6° Conferenza del Consiglio d’Europa sulla Convenzione Europea del Paesaggio che si è tenuta a Strasburgo il 3 e 4 di maggio 2011.
Carbonia rappresenta l’insieme delle azioni intraprese volte a recuperare, restaurare, tutelare e riqualificare, l’impianto urbanistico e architettonico della città industriale del novecento. Il concetto di paesaggio è qui riferito al paesaggio urbano e produttivo, nel suo rapporto con il territorio, che ha in Carbonia una particolarità unica e inconfondibile.

Il Premio paesaggio, in attuazione dei principi della Convenzione Europea del Paesaggio,  non è solo l’occasione per costruire un possibile scenario delle politiche territoriali messe in atto dalle collettività locali e dalle amministrazioni italiane negli ultimi anni, ma una opportunità unica  per la promozione e la diffusione di una rinnovata attenzione per la cultura del paesaggio, quale luogo della vita dell’uomo, patrimonio determinante per la crescita culturale delle comunità, per il  futuro sviluppo, anche economico, del nostro Paese.

E’ prevista un’agenda ricca di appuntamenti ed eventi a livello nazionale ed internazionale per le attività di diffusione e sensibilizzazione, sugli obiettivi e sui risultati del Premio e sulle iniziative di diffusione dei riconoscimenti  ottenuti dal Consiglio d’Europa.

Si ricorda che anche la FEINcon le sue 7 edizioni dell’Universitè d’Etè sulla Convenzione Europea sul Paesaggio, in atto dal 2004, è stata menzionata e premiata  per aver promosso corsi ed attività culturali internazionali in funzione dei principi della Convenzione Europea sul Paesaggio – CEP.

 Vi aspettiamo numerosi alla VIII edizione che si terrà il 31 agosto – 1 e 2 settembre presso l’Università Vita Salute San Raffaele, Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno (MB).

Per saperne di più e per iscrizioni www.unidete.org oppure www.nibbio.org

Convegno Edilizia & Energia – Milano, 8 giugno 2011

maggio 25, 2011

Mostra e Convegno. “Progetto per la Milano desiderata” – martedì 31 maggio 2011

maggio 25, 2011

 Invito al Convegno 

Progetto per la Milano desiderata 
Martedì 31 Maggio dalle ore 9,30 alle 13,00, aula Rogers, Via Ampère 2

Convegno e dibattito sugli studi e le proposte su Milano sviluppati nella ricerca e nella didattica del Laboratorio di Progettazione Architettonica e Urbana, di Alberico B. Belgiojoso, integrazioni Priscilla Braccesi e Margherita Lancellotti, contributi specialistici Isabella Steffan e Milena Isnenghi.
 Interverranno anche rappresentanti del Politecnico e delle Istituzioni milanesi.

Si discuteranno i temi con il pubblico.
Gli studi e le proposte sono illustrati nella Mostra dal 30 Maggio all’8 Giugno 2011 nel Patio della Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano, via Ampère 2, organizzazione e allestimento: Irene Avino e Daniele Gubetta.

La Riforma del Condominio alla Camera dei Deputati – Intervento di Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia

maggio 25, 2011

Il testo di legge di Riforma del condominio, approvato dal Senato, è attualmente all’esame della Camera dei Deputati.

Più che di una riforma sul piano strutturale dell’istituto si tratta di un restyling in cui vengono dilatate le facoltà dei soggetti che non sono titolari dei diritti reali legati all’istituto, mentre i diritti di questi ultimi ne escono compressi e sacrificati.

In sintesi possiamo dire che sul piano privatistico i diritti dei condomini vengono sacrificati e ridotti senza peraltro che, sul piano dell’interesse pubblico si riescano ad eliminare o attenuare i difetti dell’istituto, i quali anzi vengono accentuati.

Si può dire che la riforma risente di un eccesso di tuziorismo verso gli utilizzatori dei beni immobiliari  e di eccesso garantismo  verso i soggetti coinvolti nel rapporto di condominio.

L’impianto legislativo risente in un certo qual modo della farraginosità con la quale sono state introdotte le diverse previsioni senza alcun coordinamento, anzi in sovrapposizione ed in lesione dei i principi generali dell’ordinamento contenuti nel Codice civile.

Che il condominio si avviasse ad essere antistorico dal punto di vista urbanistico e sociale lo si era intuito da un pezzo: ma con la riforma in corso di approvazione da parte del Parlamento si peggiora di molto la situazione.

Infatti, se c’è un soggetto nella vita della città, da un lato restio a qualsiasi rinnovamento edilizio ed urbano, e dall’altro covo di litigi, questo è  il condominio.

La situazione viene peggiorata sotto entrambi i profili:

IL CONDOMINIO FRENO AL RINNOVAMENTO EDILIZIO ED URBANO

– Sotto il primo profilo consideriamo che è il turn over abitativo a dar luogo alle opere di riqualificazione degli immobili (opere manutentive e di adeguamento tecnologico) nonché agli obblighi di certificazione.

Come noto tale turn over è pressoché assente nella realtà del condominio, sicché in tale assenza non si ha quasi mai riqualificazione.

Inoltre, il condominio rappresenta un vero freno alla sostituzione edilizia e di riflesso ingessa irrimediabilmente la città.

La frammentazione della proprietà tipica dell’Italia rende impossibili in radice i programmi di demolizioni e ricostruzioni caratteristici, ad esempio, delle città tedesche e americane.

La riforma ora in discussione alla Camera accentua questo fenomeno, limitando gli interventi di modifica della destinazione d’uso degli immobili  subordinandoli alla loro irrilevanza sul piano del godimento delle cose comuni (tanto da assoggettarla, non solo alla sua non dannosità, ma anche alla sua non incidenza sul godimento delle cose comuni).

Questo, però, significa andare contro la tendenza oggi in atto, da parte dei pianificatori comunali, di assecondare al massimo grado la funzionalità dell’immobile in rapporto alle esigenze espresse dal dinamismo della città: il caso del piano di governo del territorio (Pgt) di Milano è emblematico.

C’è uno strabismo, una asimmetria nella linea concettuale del legislatore: da un lato, con la SCIA e con tutta la normativa edilizia liberalizza e semplifica gli interventi sul piano procedurale; in questo caso, viceversa, blocca decisamente le modifiche di destinazione d’uso. 
Ammettere poi un’azione autonoma dei conduttori a presidio delle destinazioni d’uso è una forzatura foriera dei più nefasti esiti.

IL CONDOMINIO FONTE DI LITIGIOSITA’

Sotto il secondo profilo la litigiosità all’interno del condominio è proverbiale; tanto che la riforma della giustizia civile che ha istituito la mediazione ha espressamente fatto slittare di un anno l’obbligatorietà della conciliazione nel caso di controversie condominiali, (che rappresentano, insieme a quelle derivanti dai sinistri stradali, il grosso del contenzioso civile italiano) proprio per non intasare il lavoro iniziale degli organismi di mediazione.

Sotto il profilo della litigiosità del condominio, il disegno di legge in esame alla Camera potrebbe accentuare notevolmente la litigiosità in materia condominiale, poiché entra in modo significativo nella sfera privata dei singoli condòmini.

Dietro la motivazione della sicurezza e della questione energetica, il testo prevede tutta una serie di interferenze da parte dei  condòmini stessi, dell’amministratore e dei conduttori, nella casa altrui.

Sul piano procedurale, peraltro, ad ogni piè sospinto di fronte ai minimi intoppi, è previsto il ricorso al giudice.
 Per rendersene conto basta vedere con quanta frequenza ricorrano nel testo le parole “ricorso” e “magistratura”.

Altro che sfoltimento del contenzioso civile.

Non è finita qui. Il testo attuale della riforma – con  una norma che si presta a più letture poiché si basa su una evidente confusione concettuale tra usufruttuario e utilizzatore dell’immobile (una sorta di “consumatore”) – prevede che all’assemblea deliberante sulla gestione ordinaria possano partecipare i conduttori.

La norma è dettata per gli inquilini degli usufruttuari e già come tale non va bene perché usufrutto non significa utilizzo dell’appartamento.

Il legislatore ha in mente il caso dell’usufrutto della vecchina che gode del vitalizio dell’alloggio.
Ma l’usufrutto significa altra cosa: ci sono  palazzi in condominio con decine e decine di unità godute, in modo esclusivo o insieme al nudo proprietario, da un unico usufruttuario e l’assemblea dei conduttori esautorerebbe il titolare del diritto reale di godimento dalla amministrazione del bene.

Addirittura alcuni interpreti sostengono possa valere per tutti gli inquilini; e ciò sarebbe ancor meno in linea con le esigenze della proprietà.

Ma c’è un ulteriore aspetto pratico che si aggiunge alle considerazioni di diritto.       
Ogni inquilino avrà un amico fornitore da accontentare: apriti cielo.

Considerazione finale: seguendo quella logica andranno ammessi i correntisti alle assemblee delle banche, gli assicurati a quelle delle compagnie di assicurazione, gli automobilisti a quelle della Fiat e delle altre case automobilistiche italiane.

La riforma del condominio – Suggerimenti di Assoedilizia – Avv. Cesare Rosselli

maggio 25, 2011

Aspetti problematici della riforma del condominio

Il progetto di riforma approvato dal Senato della Repubblica il 26.1.2011 ed attualmente all’esame della Camera dei Deputati riguarda l’intera materia condominiale ed interessa, quindi, molteplici aspetti di tale disciplina. In queste prima note si formulano alcune osservazioni relative a tre temi specifici riservando ad ulteriori osservazioni il commento degli altri argomenti.

1.- Proprietà comuni, proprietà individuali e destinazione d’uso.

1.1.- La prima osservazione riguarda l’introduzione del concetto di “destinazione d’uso” nella disciplina delle parti comuni e delle parti di proprietà esclusiva. Preliminarmente occorre osservare l’inopportunità dell’impiego in ambito civilistico di una terminologia e di un concetto derivante dalla disciplina edilizia ed urbanistica per le notevoli implicazioni in termini di ambiguità delle norme e di difficoltà di interpretazione che ne potrebbero derivare. Va ricordato, infatti, che la attuale disciplina condominiale si riferisce alla “destinazione” o al “godimento” dei beni comuni o privati, concetti non equivalenti a quello introdotto dalla riforma.
Ma al di là degli aspetti terminologici, ciò che preoccupa è che l’introduzione di tale concetto conduce al risultato di limitare fortemente e, comunque, condizionare fortemente le possibilità di godimento dei beni comuni ed anche – ed è questo un profilo ancor più preoccupante – delle proprietà individuali attraverso varie disposizioni limitative. Ad esempio si giunge persino ad affermare che le modifiche o le variazioni delle destinazioni d’uso delle proprietà individuali sono vietate “benché consentite dalle norme di edilizia” ove sia ipotizzabile una “diminuzione di godimento o di valore” delle parti comuni o delle parti individuali. E’ ben evidente che indicare come limite il generico concetto di “diminuzione di godimento o di valore” lascia, da un lato, del tutto incerto il singolo proprietario circa l’effettiva estensione del suo diritto di proprietà (cosa in concreto possa fare) e, dall’altro lato lo espone ad iniziative anche del tutto pretestuose da parte degli altri condomini e, come si dirà a breve, anche dei conduttori.
In sintesi, nella nuova disciplina l’estrinsecazione e la fruibilità del diritto di proprietà individuale, sia sulle parti comuni che addirittura sulle proprietà private, vengono ad essere subordinate ad una cristallizzazione dello “status quo”, in cui ogni modificazione o maggior valorizzazione debba passare attraverso un vaglio, e spesso una espressa approvazione da parte degli altri condomini. Concetto questo altamente limitativo del diritto di proprietà in sé e per sé e comportante grosse difficoltà di attuazione stante la ben nota tendenza dei condomini in genere a non consentire alcuna modificazione delle situazioni in essere. Senza contare l’oggettiva difficoltà di ottenere l’adozione di deliberazioni con maggioranze qualificate, stante la tendenza dei condomini stessi a non presenziare alle riunioni assembleari se non quando personalmente e direttamente interessati. Oltretutto non è affatto chiara la finalità di queste norme; ossia quali siano i diritti che si vogliono tutelare comprimendo il diritto di proprietà sui beni comuni e su quelli privati.

1.2.- Passando ad un esame più ravvicinato dell’articolato, occorre sottolineare che – relativamente alle parti comuni e private – sino ad ora tutti i riferimenti alle destinazioni d’uso erano lasciati sottintesi dagli usi concretamente possibili, la nuova formulazione dell’articolo 1117 prevede espressamente la necessità di una specifica indicazione delle “ulteriori” destinazioni d’uso delle parti comuni “a pena di nullità”, che non si comprende bene a cosa debba riferirsi, ma che sembrerebbe non doversi riferire ad altro che alle “ulteriori” destinazioni d’uso, oltre quelle canoniche e rituali.
Ciò sta a significare che, se i titoli (atti di acquisto o regolamento contrattuale) non prevedono altre e diverse possibilità di utilizzo delle parti comuni, gli usi consentiti sono solo quelli specifici e tipici dei beni stessi.
Un esempio semplice per comprendere il senso della nuova proposta normativa: i muri perimetrali di un edificio hanno quale destinazione naturale quella di contenere i vani del fabbricato, ripararli e proteggerli. Questa è la destinazione naturale e fondamentale. Ma la Giurisprudenza ci ha anche insegnato che, oltre a tale utilizzazione, gli stessi muri possono essere idonei a consentire l’appoggio di canne fumarie, tubazioni, fili, oltre all’apertura di porte e finestre. Ma queste destinazioni d’uso non sono quelle fondamentali, bensì “ulteriori”.
Ora, in presenza della nuova normativa, se non sarà stata espressamente prevista ogni ulteriore possibile destinazione (che non sarà solo una di quelle sopra elencate, ma potrà essere ogni altra possibile, purchè non pregiudizievole), tali utilizzazioni non saranno più possibili, salvo l’autorizzazione espressa così come prevista dal successivo articolo 1117 ter (quella di cui al 5° comma dell’art. 1136 c.c. – maggioranza dei partecipanti al condominio non inferiore a 2/3 del valore dell’edificio). Maggioranza come ben si comprende molto elevata e difficilmente raggiungibile. In realtà già con la formulazione attuale la modifica della destinazione d’uso richiede questa maggioranza (ad esempio per trasformare una parte del giardino condominiale in posteggio per auto); tuttavia questa è necessaria per “cambiare” la destinazione, non per aggiungerne una nuova senza modificare o pregiudicarela precedente. Lanuova formulazione implica quindi una notevole limitazione del diritto di proprietà e della libera utilizzazione delle parti comuni da parte dei singoli condomini.
Va inoltre segnalato che la riforma non prevede alcuna disposizione transitoria e di coordinamento con la disciplina attuale e ciò in generale per tutte le varie novità che si vorrebbero introdurre. Sul tema specifico tale mancanza appare ancor più grave visto che sul patrimonio edilizio esistente che la riforma è destinata principalmente ad incidere.

1.3.- Ma le novità non finiscono qui perché la nuova formulazione dell’art. 1122 prevede che, sia nell’ambito dell’utilizzo delle parti comuni che della sua proprietà individuale, il condomino non possa eseguire modifiche o variare le destinazioni d’uso previste dal titolo (regolamento o rogito), non solo se ne derivi danno alle parti comuni o individuali di altri condomini o un pregiudizio alla stabilità, sicurezza dell’edificio o al decoro architettonico dell’edificio, ma anche se si verifichi una “diminuzione di godimento o di valore”, come sopra già detto. E ciò potrebbe sembrare già previsto dalle norme in vigore, ma come sopra evidenziato non è così.
Vi è poi un’altra novità: l’obbligo di preventiva informazione all’amministratore che deve riferire all’assemblea. Quindi, nel dubbio che l’intervento debba o meno esser considerato rientrante nella specifica categoria tutelata e vietata, il singolo condomino non potrà far a meno di informare l’amministratore che a sua volta dovrà convocare l’assemblea. Perciò innanzitutto per iniziare ogni intervento si dovrà attendere le relative decisioni. E si badi bene che, ove questa informazione preventiva sia incompleta e non sufficientemente dettagliata, l’amministratore potrà, e conseguentemente dovrà, rivolgersi all’autorità giudiziaria per bloccare l’intervento. Dopo di che, ove l’assemblea vieti l’intervento, il condomino dovrà impugnare la deliberazione per violazione dei propri diritti, e bloccare il proprio intervento. E se l’assemblea non dovesse deliberare, per mancanza dei quorum o per scelta specifica di non pronunziarsi? Il condomino si troverebbe ad essere ulteriormente limitato nell’esercizio dei suoi diritti.
Si ribalta perciò il principio fondamentale che il singolo è libero di intervenire, specialmente nell’ambito della sua proprietà, e che il condomino od il condominio che non sia d’accordo debba assumersi l’onere di far ricorso all’autorità giudiziaria.

1.4.- Queste limitazioni all’ordinario diritto di godimento ed uso delle parti comuni e delle parti private sono ulteriormente rafforzate dal nuovo art.1117 quater che prevede che, in caso di attività od interventi contrari alle destinazioni d’uso canoniche o risultanti dagli atti d’acquisto o espressamente e specificamente autorizzate dall’assemblea, ciascun condomino, e addirittura ogni conduttore possa chiedere all’amministratore di intervenire convocando un’assemblea per la tutela della destinazione d’uso. E nel caso in cui l’amministratore non lo faccia (e anche nel caso in cui l’assemblea non deliberi) è ammesso il ricorso all’Autorità Giudiziaria. Ricorso che potrebbe quindi addirittura essere proposto dal conduttore, per ordinare, in via d’urgenza, la cessazione dell’attività e la rimessione in pristino dei luoghi, fatto salvo il risarcimento dei danni.
Se ne dovrebbe derivare il principio, non solo che addirittura un inquilino possa imporre al condominio la tutela della destinazione d’uso strutturali, ma che possa imporre agli stessi condomini il suo mantenimento e la non realizzazione di ogni altra destinazione, ove i condomini non assumano espresse deliberazioni. Ciò comporta una grave intromissione degli inquilini nella vita condominiale, ed una pesante compromissione e limitazione del diritto esclusivo dei condomini sulla gestione dei beni condominiali. E si badi bene che la gestione delle parti comuni diverrebbe subordinata oltre che alla volontà dei comproprietari, anche a quella di coloro che questi ultimi introducano nell’immobile, anche solo a titolo di occupazione e per un periodo di tempo limitato. Tutto ciò se appare già poco comprensibile e giustificabile per quel che riguarda l’utilizzo delle parti comuni, assolutamente non si giustifica sull’utilizzazione delle proprietà private là dove non può ammettersi una facoltà di ingestione da parte degli inquilini di altri condomini e neppure degli altri condomini.
Si noti, inoltre, che l’azione prevista dal nuovo art.1117 quater presuppone la mera alterazione della destinazione d’uso in atto e non il verificarsi di un pregiudizio per qualcuno. Il che significa che le destinazione d’uso non si possono cambiare neppure se il cambiamento non pregiudica nessuno.

1.5.- Deve essere ricordato che la nuova normativa prevede anche la modifica dell’art.2943 in tema di trascrizione rendendo obbligatoria la trascrizione delle delibere, delle sentenze che riguardino “determinazioni o modifiche delle destinazioni d’uso dei beni che si trovano nell’edificio”, ossia non solo dei beni comuni, ma anche dei beni privati. Viene così completato il sistema dell’ingessamento delle destinazioni d’uso quando tutta la legislazione urbanistica ha ormai compiuto il passo verso una sostanziale liberà di mutamento delle destinazioni d’uso.

1.6.- Anche in tema di divisione dei beni comuni si ritrova il concetto di destinazione d’uso poiché il nuovo art.1119 pone la tassativa condizione che la divisione “debba avvenire in parti corrispondenti ai diritti di ciascuno, rispettando la destinazione e senza pregiudicare il valore delle unità immobiliari”. La divisione delle parti comuni può essere attuata solo a condizione che i beni possano essere divisi ove la divisione sia possibile in natura, cioè attribuendo a ciascun condomino una parte del bene corrispondente al suo diritto e solo mantenendo la medesima destinazione d’uso. Si pensi al caso dei locali ex portineria: è evidente che non potrebbero essere mai divisi in natura attribuendo a ciascun condomino una porzione degli stessi; come è evidente che a nessuno interesserebbe una porzione da lasciare destinata a ex portineria.

2.- La tutela della sicurezza.

Il secondo tema riguarda l’art.1122 bis in tema di sicurezza che prevede una serie di poteri e doveri a carico dell’amministratore in relazione agli interventi riguardanti la sicurezza negli edifici in quanto il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza viene considerato come una situazione di pericolo immanente per l’integrità delle parti comuni e delle unità immobiliari di proprietà individuale, nonché per l’integrità fisica delle persone. Lo scopo della norma è sicuramente commendevole, ma la concreta attuazione è altrettanto sicuramente discutibile.

2.1.- In primo luogo, va detto che la procedura prevista è particolarmente lunga e macchinosa proprio in ipotesi in cui possa esservi un pericolo per le persone. Infatti, su segnalazione di un condomino o di un conduttore l’amministratore deve accedere alle parti comuni dell’edificio ovvero deve richiedere l’accesso alle parti di proprietà esclusiva dei condomini interessati per prendere visione delle opere effettuate. L’accesso alle parti comuni dovrà avvenire con un tecnico nominato in accordo con il richiedente, mentre l’accesso alle proprietà individuali dovrà essere eseguito tramite un tecnico nominato di comune accordo tra il richiedente e il proprietario dell’unità immobiliare stessa. A seguito dell’accesso il tecnico consegna una relazione all’amministratore che deve essere tenuta a disposizione di tutti i condomini che vi abbiano interesse e, in caso di violazioni della normativa di sicurezza, l’amministratore deve provvedere a convocare l’assemblea per prendere i provvedimenti opportuni. Un iter lunghissimo e potenzialmente destinato a vanificare lo scopo della norma.

2.2.- E’ poi incomprensibile che detta procedura sia messa in moto per il semplice “sospetto” di problemi di sicurezza e che le certificazioni di conformità alle norme di sicurezza degli impianti privati non abbiamo alcuna rilevanza. Dice infatti la norma che l’esibizione della documentazione da parte del condomino che ha effettuato le opere non è di per sé sufficiente a non consentire l’acceso dell’amministratore. E’ triste dover constatare che da un lato le norme impongono gli adeguamenti di sicurezza e le certificazioni e dall’altro lato li considerano irrilevanti.

2.3.- Infine, va ricordato che la previsione che un solo condomino o anche un solo conduttore possa mettere in moto questa procedura comporta gravi rischi di iniziative emulative e ricattatorie, ben note alla vita condominiale e nei rapporti tra locatori e conduttori,  che nulla hanno a che fare con le finalità di sicurezza. Anche sotto questo profilo, quindi, la norma appare di infelice formulazione.

3- La partecipazione dei conduttori alla vita condominiale.

3.1.- Si sono già viste le norme che prevedono l’intervento dei conduttori nella vita condominiale ai fini della “tutela delle destinazioni d’uso” ed ai fini delle verifiche sulla sicurezza degli impianti. Il progetto di riforma prevede però anche una partecipazione dei conduttori all’assemblea condominiale ed al pagamento delle spese.
Attualmente, i conduttori non hanno alcun rapporto diretto con il condominio, ma su convocazione del locatore hanno diritto di partecipazione e voto relativamente alle decisioni ordinarie in tema di  riscaldamento e condizionamento. La riforma prevede che i conduttori degli usufruttuari – ma vi è chi ha già interpretato la futura norma nel senso che si riferisca a tutti i conduttori – votino per tutte le materie ordinarie e al godimento delle cose e dei servizi comuni ed, intendendo la norma in senso letterale, si potrebbe ritenere anche per la nomina dell’amministratore e siano tenuti in solido con il loro locatore al pagamento delle relative spese.

3.2.- La previsione della riforma non appare ispirata un principio coerente perché se è vero che il conduttore decide e paga relativamente alle spese che decide è altrettanto vero che il condomino locatore pur non decidendo deve ugualmente pagare divenendo così garante del conduttore. E’ ben evidente infatti che il condominio procederà al recupero del credito sempre nei confronti del condomino-locatore attesa la solvibilità di questo proprietario dell’immobile.
Se sul piano della politica legislativa si vuole attribuire al conduttore il diritto di voto ed i poteri decisionali nell’ambito condominiale, limitando ulteriormente il diritto di proprietà, occorre farlo fino in fondo e riconoscere che il condomino-locatore nulla c’entra con le spese decise dal conduttore ed eliminare la solidarietà di quest’ultimo. Del resto nel sistema attuale il conduttore è già tutelato contro possibili abusi del locatore dalle norme che gli consentono di verificare rendiconti e giustificativi di spesa.

3.3.- Oltre alla quesitone generale, la norma presenta criticità sotto altri profili. Il primo riguarda le materie sulle quali il conduttore avrebbe diritto di voto: la formulazione come detto lascia il dubbio che il conduttore possa votare per la nomina dell’amministratore che sa da un lato è materia ordinaria dell’altro ha compiti e funzioni ben maggiori di quelle puramente ordinarie. Inoltre il riferimento al “ godimento delle cose e dei servizi comuni” può prestarsi ad interpretazioni estensive ed a dubbi.

3.4.- Il secondo riguarda la totale mancanza di coordinamento con le norme sulle locazioni: non tutte le spese ordinarie sono considerate ripetibili dal locatore al conduttore. Può insomma darsi il caso che il conduttore decida in materie ordinarie non paghi le relative spese che sono poi pagate dal locatore il quale però non può chiederne il rimborso al conduttore. In sostanza, il conduttore decide, il locatore paga e non può avere il rimborso. Occorrerebbe una modifica di tutta le legislazione locatizia nel senso che il locatore abbia diritto al rimborso di tutte le spese decise dal conduttore.
Inoltre, non vi è alcuna previsione dei casi di conduttore inadempiente al contratto di locazione (tipicamente per morosità ma sono ipotizzabili anche molti altri casi): nel silenzio della norma resterebbe il diritto di voto. Una situazione paradossale.

3.5.- Infine vi sono gli aspetti tipicamente condominiali, ossia sapere chi tra usufruttuario e conduttore  debba essere convocato alle assemblee; chi possa impugnare le delibere ritenute per lui pregiudizievoli; chi debba convocare il conduttore all’assemblea. Temi tutti che fanno comprendere come la questione introduca ulteriori complessità nella vita condominiale (si pensi solo all’amministratore che dovrà disporre dei nominativi dei conduttori e tenere una sorta di registro aggiornato per poter verificare gli aventi diritto al voto) e nuovi motivi di controversia (si pensi al caso di una delibera invalida, l’usufruttuario potrà impugnare pur non avendo votato?) dei quali il condominio non sente certo il bisogno.