Archivio per giugno 2011

“I Parcheggi come qualità del Bene Casa”- II Convegno Nazionale ANAPI Bari 17 giugno 2011 – Intervento Achille Colombo Clerici Assoedilizia

giugno 14, 2011

Venerdì 17 giugno 2011 alle ore 16.00, presso l’Aula “Aldo Moro” della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, il Secondo Convegno Nazionale su – I PARCHEGGI COME QUALITÀ DEL BENE CASA

Il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia, avvocato Achille Colombo Clerici, invitato al convegno, interviene sul tema.

I parcheggi, fattore di qualificazione del bene casa.

“Sussiste un evidente parallelismo tra verde, spazi vuoti e parcheggi, in rapporto alla città ed all’abitare.

Si tratta infatti di tre “fattori” di qualificazione del vivere nella città; la cui funzione è quella di costituire una sorta di ammortizzatore delle principali disfunzioni urbane, che possiamo rispettivamente indicare nell’inquinamento atmosferico, in quello acustico, e nel congestionamento derivante dalla mobilità e dai trasporti.

A cominciare dai primi anni settanta, man mano che, con l’avanzare del progresso, si  evidenziano nelle città questi problemi, si va formando in Italia una cultura del rispetto dell’ambiente urbano sotto il profilo, sia del risparmio delle risorse territoriali in fase di sviluppo e di crescita della città, con contestuale creazione di spazi di riequilibrio ambientale, sia della dotazione per le strutture urbane stesse (residenziali e non) di adeguati spazi per la sosta, il parcheggio, il ricovero dei mezzi di circolazione stradale.

E d’altronde, le nostre città erano state concepite e realizzate in antico (e nelle parti storiche ne portano ancora il segno) per una società che viveva in modo tutt’affatto diverso dall’attuale: la mobilità ed i trasporti erano affidati prevalentemente all’energia umana ed a quella animale.

L’epoca del vapore peraltro non aveva segnato un passaggio significativo nella concezione e nella progettazione della città,  perché quella innovazione tecnologica la investiva solo marginalmente.

Ed anche quando, con il diffondersi dei velocipedi e con l’ebbrezza della velocità del corpo umano, si cominciò ad assaporare l’aria di novità e di modernità, le nostre città continuarono a crescere con i tradizionali criteri ereditati dal mondo antico.

Fu con l’avvento massiccio dell’automobile che si creò la necessità nel tessuto urbano di maggiori spazi per la circolazione ed il posteggio.

E, se notiamo, proprio a cominciare dagli anni trenta, con l’uso popolare degli autoveicoli, la sezione delle vie cittadine tende ad allargarsi.
Non solo di quelle di nuova costruzione, ma anche di quelle preesistenti, sovente oggetto di interventi di sventramento e di ampliamento.

In quegli anni domina nell’architettura urbana il razionalismo.

I palazzi recano l’impronta del new deal dell’epoca: nello stile e nei materiali cercano di rappresentare il potere economico legato all’industria, alla finanza, ai commerci.
Un potere economico che vuole dinamismo, efficienza, funzionalità.

Così anche le vie e le piazze, assumono dimensioni più maestose.

La tendenza viene codificata con l’introduzione degli standard urbanistici, da parte della legge fondamentale del 1942.

Ma quel razionalismo non aveva ancora portato ad intuire che occorresse dotare ogni singolo edificio di appositi spazi privati per parcheggiare i veicoli di pertinenza.

Dovranno trascorrere ancora più di trent’anni per  rendersi conto finalmente di come dovesse esser introdotto un obbligo legislativo in tal senso.

Ma, nel frattempo, c’eran stati di mezzo l’intera ricostruzione postbellica, conseguente al secondo conflitto mondiale, ed il boom economico degli anni sessanta.

I diversi provvedimenti legislativi contrassegnarono i tempi: Legge ponte dapprima, legge Tognoli (con gli interventi in sottosuolo e sotto gli edifici anche in deroga ai piani regolatori), standard multipiano, progetti di opere di interesse pubblico e varianti automatiche ai piani urbanistici, project financing, poteri amministrativi speciali ai sindaci.

La costruzione dei parcheggi, nel nostro paese, è stata dunque una operazione a ritroso, realizzata a posteriori su città già costruite; e talvolta a marce forzate e con un certo sacrificio imposto ai residenti.

La città di Milano ad esempio ancor oggi pullula di cantieri aperti per la realizzazione di parcheggi e box interrati. 

E la gran parte degli immobili nei centri storici continua a non esser dotata di parcheggi pertinenziali.

Il giudizio: una operazione comunque inelubile quella volta alla realizzazione dei parcheggi, se vogliamo che le città continuino a mantenere, come impianto generale e come singole strutture, una funzionalità moderna.

In questo senso i parcheggi sono un “fattore di qualificazione del bene casa”.”

Conversazione con Gianna Schelotto – Invito

giugno 14, 2011

 

Dimore Storiche Italiane – Regime Fiscale – Giovanni Gramatica Presid. Sezione Ligure Genova

giugno 13, 2011

LE DIMORE STORICHE NELLE PREVISIONI DI MODIFICHE FISCALI

Attualmente è in discussione la delega governativa, che sta preparando il Ministro Tremonti, per le innovazioni fiscali.

In linea di massima i punti principali consistono nell’abbattimento dei costi, nell’aumento dell’IVA del 1% e nello sfoltimento delle agevolazioni, che a parere del Ministro sono troppe (476) e costano all’Erario 161 miliardi.

Senza entrare nel merito degli altri problemi che certamente sono altrettanto rilevanti, vogliamo  segnalare l’orientamento dell’Associazione Dimore Storiche Italiane.

Bisogna premettere che la legge fondamentale che riguarda i beni immobili e mobili vincolati risale al 1/6/1939 n. 1089 (Legge Bottai).

Successivamente vennero promulgate delle leggi correttive, fino a che venne pubblicato il D.L.vo del 22/1/2004 n. 42 che prevede la tutela dei beni vincolati e del paesaggio.

Questa oggi è la legge fondamentale alla quale bisogna riferirsi.

Tuttavia, essendo state messe in discussione le agevolazioni fatte in questi ultimi anni per le dimore vincolate, vogliamo fare un breve cenno alla legislazione che le riguarda.

La famosa legge 2/8/1982 n. 512 abrogava l’imposta sulle successioni e concedeva la detrazione dalle imposte (per l’IRPEF) per lavori di manutenzione straordinaria sui beni vincolati.

Questa legge ebbe un grande effetto positivo per cui iniziò da parte dei proprietari la “corsa al vincolo”.

Finalmente la finanziaria del 1991 promulgata con la legge 431/1991, nell’art. 11 stabiliva che per gli immobili vincolati, ai fini dell’ICI, la base imponibile è costituita con l’applicazione delle tariffe d’estimo di minore ammontare per quelle  tra le abitazioni della zona censuaria in cui è sito l’immobile.

La predetta norma dell’art. 11 legge 431/1991 si estese conseguentemente anche ai redditi per gli affitti, anche se ad uso ufficio.

Rimasero in discussione i redditi delle società per ragioni comprensibili.

La stessa legge dice che “in ogni caso i beni culturali godono delle seguenti facilitazioni”:- Per i lavori edili si può detrarre il 36%, oltre il 9,5% per i beni vincolati, fino a €. 48.000,00; oltre i 48.000,00 Euro rimane da detrarre solo il 36%.

– Risparmio energetico (non cumulabile con le detrazioni per i lavori edili): prevede una detrazione del 55% dall’Irpef.

L’Agenzia delle Entrate ha fatto numerosi ricorsi, che sono stati tutti respinti dalla Corte di Cassazione, Sezione Fallimentare.

Vi è da aggiungere che l’Agenzia delle Entrate di Pinerolo aveva sollevato una questione di illegittimità costituzionale eccependo la disparità di trattamento tra i proprietari dei beni comuni e quelli dei beni vincolati; mala Corte Costituzionalecon la sentenza n. 346/2003 ha dichiarato legittima la norma che consente le agevolazioni alle dimore storiche, ritenendo che non sussista disparità di trattamento perché il proprietario di beni vincolati è oberato da maggiori spese.

A questo punto vogliamo solo ricordare che oltre alle spese che riguardano i tetti, le facciate ed altro, vi sono anche dei lavori che richiedono la mano di artisti, come i restauri degli affreschi che nei palazzi italiani non sono assolutamente rari, ma si trovano anche inaspettatamente nei posti più svariati sia nelle città che nelle campagne.

Ritengo che queste osservazioni siano doverose, perché penso che possano contribuire alla difesa del patrimonio storico e artistico tuttora in mano ai privati, che sono, a mio parere, i migliori custodi. 

Avv. Giovanni Battista Gramatica
 Presidente della Sezione Ligure Associazione Dimore Storiche Italiane.

Istituto Italo Cinese al CCIEE – Second Global Think Tank Summit – 25 e 26 giugno 2011 Pechino – Colombo Clerici rappresenta ISIC

giugno 13, 2011

Su invito del Segretario Generale di CCIEE (China Center for International Economic Exchanges) Wei Jianguo, già Vice Ministro del Commercio della Cina, e del Vice Presidente di China Institute for Reform and Development, Yin Zhongyi, il presidente incoming dello storico Istituto Italo Cinese ISIC fondato nel 1971 dal senatore Vittorino Colombo (precursore nell’apertura dei rapporti diplomatici, culturali, sociali ed economici tra l’Italia e la Cina)  Cav. di Gran Croce Avvocato  Achille Colombo Clerici, parteciperà a Pechino, nei giorni 25 e 26 giugno al secondo Think Tank Summit sul tema “Global economic governance: common responsibilities”.

Il summit si articola in quattro sessioni distinte :
– Energy Security and Nuclear Power
– Industrial Relocation and Restructuring
– Capital Flow and Investment Environment
– Global Economic Governance and Roles of Think Tank

Colombo Clerici ha dichiarato: “Lo storico Istituto Italo Cinese ISIC, fondato nel 1971 dal senatore Vittorino Colombo, costituisce una realtà istituzionale di grande prestigio e rilevanza nelle relazioni culturali e sociali tra i nostri due Paesi.
Nostra intenzione è quella di operare per il rafforzamento ed il potenziamento di tali relazioni, nello spirito dell’amico Vittorino, appassionato italiano, grande amico del popolo cinese.”

 

II Convegno Nazionale ANAPI sul tema “I Parcheggi come qualità del Bene Casa”

giugno 10, 2011

 

Invito all’evento con Giuliano Amato e Paolo Peluffo

giugno 8, 2011

Alfabeto italiano: la storia al presente
Martedì 14 giugno, ore 18.00
Sala Stampa Estera – Via dell’Umiltà 83/C – Roma

Partecipano
Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia

Paolo Peluffo, Consulente del Presidente del Consiglio dei Ministri per le celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia

Modera
Stefano Folli, Editorialista, Il Sole 24 Ore

%A Scarica l’invito all’evento

Per informazioni e per comunicare la propria adesione:
02 5836 5752 | egea.press@unibocconi.it



 

Alptransit-Newsletter N. 14

giugno 8, 2011

Alptransit Newsletter Nr 14

Invito “Innesti”

giugno 8, 2011

INNESTI
di Beatrice Pasquali
a cura di Angela Madesani
con la collaborazione di Olga Sgobio

PALAZZO RAVASCHIERI CHIAVARI
via Ravaschieri 19
Inaugurazione sabato 11 giugno 2011
fino al 30 luglio

visita su appuntamento

Sabato 11 giugno inaugura al piano nobile di Palazzo Ravaschieri di Chiavari, la mostra personale di Beatrice Pasquali, curata da Angela Madesani. La dimora storica, voluta dalla famiglia Ravaschieri, è situata nella parte più antica del centro della cittadina ligure. L’edificio, la cui fondazione si colloca nel XII secolo, subisce alcune importanti trasformazioni nei secoli successivi. Tra i suoi apparati decorativi è da segnalare un affresco di Carlo Baratta, attivo a Genovanel XVIII.
Oggi per la prima volta la dimora apre all’arte contemporanea con una particolare installazione site specific di Beatrice Pasquali. Questa è la prima di una serie di mostre che saranno ospitate in tale prezioso contesto, che saranno accompagnate da un piccolo quaderno, edito da Palazzo Ravaschieri. Si viene così a creare un dialogo serrato tra gli spazi che ospitano la collezione antica del palazzo e l’arte contemporanea. Per l’occasione Beatrice Pasquali ha realizzato degli innesti plastici e pittorici, all’interno di un paesaggio già esistente, fatto di oggetti preziosi, cornici, consolles, acquasantiere, pale d’altare che grazie all’intervento dell’artista acquistano un nuovo significato.

La mostra si snoda su tre ambienti: il primo accoglie due mense anatomiche simmetriche, utilizzando le collezioni che decorano gli interni ri-contestualizzate con elementi di anatomia umana e comparata. Nel secondo le tavole dell’artista sono esposte in cornici preesistenti; infine, nel terzo ambiente il tema della scacchiera è declinato in tre diversi modi e in diverse epoche storiche. Il fruitore, durante la visita, sarà guidato nell’osservazione da un colore-guida: il blu reale, che lo aiuterà a rilevare gli innesti, rafforzati dalle diverse forme geometriche. Il colore blu e le forme geometriche, sono stati inseriti, oltre che per identificare gli interventi dell’artista, per isolarli concettualmente. L’ emblema cromatico ricorrente,il blu reale, lega, infatti, tra loro gli innesti, così, immediatamente riconoscibili dallo spettatore, introdotto in una sorta di inattesa Wunderkammer.

PALAZZO RAVASCHIERI via Ravaschieri,19 16043 Chiavari (GE) http://www.palazzoravaschieri.it info@palazzoravaschieri.it 3331088816

Cedolare secca affitti – Circolare 26/E dell’Agenzia delle Entrate in data 1 giugno 2011 – Assoedilizia Colombo Clerici

giugno 7, 2011

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: 

“Sul punto riguardante l’esclusione dal regime della cedolare delle locazioni “effettuate” nell’esercizio di impresa o di arte e professione, la circolare, non indica in particolare se non l’ipotesi dell’imprenditore o del professionista che lochi, sia pure ad uso abitativo, ai propri dipendenti.

In tal modo correttamente rimanda alla disciplina civilistica la definizione della natura di attività di impresa: e non potrebbe essere diversamente.

Non è infatti la quantità degli alloggi in proprietà, né la modalità della amministrazione (diretta o per tramite di un professionista, o di ente terzo)  a determinare la natura di attività di impresa riferita al locatore.

E nemmeno si può demandare ad una legge regionale, come qualche interprete si è  lasciato andare ad ipotizzare, la definizione della qualità di imprenditore, legandola magari ad un criterio quantitativo: ciò in quanto la materia non rientra nella sfera della potestà legislativa regionale.

Inoltre, come temevamo, l’espressione impropria ed equivoca del termine “effettuate” riferito alle locazioni, le quali non sono prestazioni bensì contratti, ha indotto, riteniamo erroneamente, l’Agenzia ad estendere la portata della norma limitatrice anche al conduttore.”

Presentazione Powerpoint “150 anni di relazioni bilaterali verso Expo Milano 2015” all’Associazione Carlo Cattaneo

giugno 7, 2011

La Svizzera c’è