Graffiti selvaggi Milano – Intervista pubblicata sul Corriere della Sera del 18 luglio 2011 – Achille Colombo Clerici Assoedilizia

L’intervista Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia ,
«Muri sporchi, siamo stati sconfitti»

«La città ha raggiunto un grado di lordura e degrado mai visto prima».

Milano non è mai stata granché pulita, ricorda, anche il premier Berlusconi parlò di «città africana»…
«Guardi, ci sono intere zone infestate da sgorbi, ghettizzate, delimitate da muri deliberatamente sfregiati, anche nelle nuove costruzioni, come all`ex Sieroterapico, imbrattate dall`inizio alla fine».

Achille Colombo Clerici è il presidente di Assoedilizia, l`associazione dei proprietari immobiliari, 10 mila iscritti e una sfera d`influenza che abbraccia centomila famiglie: «Mi auguro cheil nuovo corsopolitico possa parlare ai giovani, svolgere un cruciale compito culturale. Deve far capire che l`aggressione alla città è un danno per tutti».
Significa che la stagione della repressione e della linea dura s`è rivelata fallimentare e va archiviata?
«No, significa che dobbiamo iniziare a percorrere anche la via del convincimento e della ragionevolezza. La nuova giunta può esprimere nuovi modi di approccio ai problemi».

Sono vandalismi, graffiti, attacchi ai palazzi storici e ai monumenti. Se ne parla da anni, senza soluzione…
«Le abbiamo provate tutte, è vero, siamo stati sconfitti, è un fenomeno che non si riesce a debellare. A questo punto occorre una riflessione».

Iniziamo pure a pensarci.
«Noi siamo disponibili a incontrare la giunta Pisapia per studiare nuove forme di coinvolgimento dei privati negli interventi di pulizia delle facciate».

Che tipo di coinvolgimento?
«La strada maestra è quella di affidare ai cittadini un compito di supplenza, con agevolazioni economiche per le operazioni di ripulitura dei muri e un concorso concreto nelle spese. Del resto, il fai-da-te comporta una netta riduzione di costi pubblici e ci sono già molti proprietari, amministratori di condominio e cittadini impegnati nella conservazione e nella tutela del decoro urbano. Il livello di sensibilità è alto».

Concedere ai writer spazi regolari non è una strada percorribile?
«C`è un malessere sociale, un disagio – a mio giudizio – dentro i graffiti,  che esula dall`espressione artistica.  Nella maggior parte si tratta di atti aggressivi. Quando si graffiano le vetrine, quando si imbratta un edificio storico, questo gesto non risponde a logiche di nessun genere, se non vandaliche».

A. St.

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