Archivio per settembre 2011

ICI Immobili Chiesa – Sole 24 Ore Roma; Intervista a Colombo Clerici pubblicata il 14 settembre 2011

settembre 14, 2011

“Gli immobili commerciali già pagano l`imposta”

“La legislazione italiana è chiara. Le attività commerciali messe a reddito dalla Chiesa sono già soggette all`Ici. Quando si invoca la fine dell`esenzione Ici per i beni ecclesiastici, si vuole far pagare l`imposta nei luoghi dove si esercita il culto, nelle chiese”. Ci tiene a fare “chiarezza”Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia (l` Associazione milanese della proprietà edilizia).
Quando esercitava la professione di avvocato, Clerici è stato consulente della Curia milanese, occupandosi della legislazione che riguarda gli immobili ecclesiastici. Da presidente di Assoedilizia, inoltre, ci tiene a smentire quelle stime che attribuiscono allaChiesa il 20%  del patrimonio edilizio nazionale. 

Lei stima in un  3% gli immobili riconducibili alla Chiesa nella capitale. Non è poco?
La maggior parte del patrimonio edilizio di Roma risale al secondo dopoguerra e si trova soprattutto in periferia. Qui la presenza degli immobili riconducibili alla Chiesa è molto ridotta. E’ di immediata percezione che neanche a Roma possiamo arrivare a una quota del 20%, figuriamoci a livello nazionale. In tutta Italia non arriviamo neanche all`1%.

Sulla scia dei sacrifici chiesti agli italiani per far fronte alla crisi, è tornata la richiesta di cancellare l`esenzione Ici per i beni ecclesiastici su cui si svolge un`attività anche solo parzialmente commerciale. Non le sembra giusto?
L’esenzione Ici è prevista per una serie di immobili riconducibili o a enti non profit o agli enti religiosi (ricadono in questa disciplina tutte le confessioni che hanno una convenzione con lo Stato) A due condizioni però: la natura non commerciale del proprietario e la funzione di interesse collettivo relativo all`attività svolta. Gli immobili commerciali della Chiesa sono già esclusi dall`esenzione.

Una casa per ferie gestita da un ente ecclesiastico dovrebbe pagare secondo lei l`Ici?
La valutazione caso per caso non possiamo farla noi, ma spetta ai singoli Comuni. Ma quando parliamo a livello politico, ci occupiamo degli aspetti legislativi, non di come opera il singolo ente locale. E su questa materia il Parlamento si è espresso chiaramente.

La palla quindi passa ai Comuni?
Se ci sono errori interpretativi è a loro che bisogna rivolgersi. Allora gli istituti religiosi potranno replicare per spiegare se la loro attività serve per assolvere i propri fini istituzionali. È chiaro però che lo Stato non sindaca su come la Chiesa ritiene di adempiere alle proprie finalità istituzionali.

An. Mari.

 

Brescia Associazione Proprietà Edilizia Convegno 16 settembre 2011

settembre 12, 2011

Associazione Provinciale Bresciana della Proprietà Edilizia

 CONVEGNO

Invito

Brescia, 16 settembre 2011 Ore 10,00
Sala Conferenze, Museo di Santa Giulia

La Proprietà Edilizia Bresciana

La proprietà immobiliare bresciana oggi e nel passato
Problemi economici attuali e prospettive

Per informazioni presso l’associazione: tel/fax 030.48503 E-mail: segreteria@apebs.org

Programma della giornata:

Mattina ore 10,00-13,00: Convegno sala Conferenze, presso Complesso di Santa Giulia, Via Piamarta 4,Brescia

Ore 13,30 Rinfresco

Pomeriggio: ore 15,30 per i graditi ospiti dell’Associazione visita a una “Bresciasconosciuta”, monumenti e luoghi non normalmente visibili.

Serata ore 19,00 Ricevimento a Villa Breda Giordani, Via Breda 3, Cellatica (Bs)
Seguirà rinfresco con intrattenimento musicale
Consegna delle tessere ai soci onorari

Ore 22,30 congedo

Programma dei lavori

La Proprietà immobiliare bresciana oggi e nel passato

Ore 10,00:
Relatori:
Dott. Ivo Amendolagine, Presidente dell’Associazione Bresciana della Proprietà Edilizia
Dott. Massimiliano Bianchini, Assessore Casa Comune di Brescia

La morosità: un problema sociale quando diventa un problema economico
Interventi:
Sindaco di Brescia, On. Adriano Paroli
Prefetto di Brescia, Dott.ssa Narcisa Brassesco Pace
Assessore regionale alla casa della Regione Lombardia, Dott. Domenico Zambetti
Presidente Aler Brescia, Emidio Ettore Isacchini

Ore 11,00:
La tradizione sociale della proprietà immobiliare cattolica
Relatori:
Prof. Fabio Severo Severi, Direttore Centro Studi Associazione
La tradizione cattolica nel diritto di proprietà
Prof. Maurizio Tagliaferri
Il concetto di proprietà privata nella tradizione della formazione cattolica
Dott.ssa Claudia Giordani
Gli albori: Don Giovanni Sbalchiero e il cooperativismo
Prof. Michele Busi
Le figure dei grandi cattolici bresciani che si sono impegntii per la lotta alla casa, Giuseppe Tovini e Padre Marcolini

Ore 13,00:
Conclusioni e prospettive
Relatore: Avv. Achille Lineo Colombo Clerici, Presidente Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia

 

Pieve Emanuele – Quartiere ex Empam – Demolizione di due grattacieli e riqualificazione edilizia – Assessore Domenico Zambetti – Assoedilizia

settembre 12, 2011

Grande riqualificazione edilizio-urbanistica a Pieve Emanuele: iniziati i lavori.

Assoedilizia, invitata nella persona del suo Presidente Achille Colombo Clerici, ha partecipato con un suo rappresentante alla cerimonia di abbattimento delle prime torri ex Empam a Pieve Emanuele sabato 10 settembre.

Gli edifici, parte di un centro direzionale che poi non è mai venuto alla luce, rappresentavano uno dei peggiori siti di degrado e di concentrazione di criminalità del milanese.

Con l’abbattimento di due delle dodici torri, costruite nel 1985, è stato iniziato un progetto di valorizzazione del territorio del valore di oltre 70 milioni di euro, con la realizzazione di un quartiere modello con 700 appartamenti destinati ad oltre 2000 residenti.

Presente l’ Assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti che ha ribadito l’impegno della Regione per un’edilizia sostenibile e non ghettizzante: “La Regione ha investito oltre 36 milioni di euro, che porteranno alla collettività oltre 350 appartamenti in edilizia sociale. Sarà il primo passo per molte altre operazioni in Lombardia. Questo abbattimento è la dimostrazione chela Giunta Formigoni non fa solo annunci ma mantiene le promesse”, ha detto.

Presenti anche il Sindaco di Pieve Emanuele, il presidente Zaffra dell’Aler Milano, ente che partecipa alla riqualificazione, e il Direttore Generale Casa della Regione, Mario Nova.

Alla spettacolare demolizione, effettuata mediante un’esplosione avvenuta alle ore 14,30 di sabato scorso, hanno preso parte oltre 1000 persone.

 

Console USA a Milano, Ministro Kyle Scott – Incontro con la Città e la Regione; Settembre 2011 – Assoedilizia Colombo Clerici

settembre 9, 2011

INCONTRO TRA IL NUOVO CONSOLE GENERALE USA A MILANO KYLE SCOTT IL PRESIDENTE DI ASSOEDILIZIA COLOMBO CLERICI

Il Console Generale degli Stati Uniti a Milano Kyle Scott ha incontrato, ad inizio mandato, il Presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici nell’ambito dei contatti con il mondo imprenditoriale, economico e politico della città e della Regione.

Tema, la realtà milanese e lombarda e gli indirizzi per il suo sviluppo economico e sociale.

Il Console Scott ha dichiarato: “Il mio incarico a Milano coincide con un momento storico importante. Gli eventi politici ed economici che sono accaduti in quest’anno – non solo a livello globale, ma anche in Italia e negli Stati Uniti – dimostrano ancora una volta quanto il mondo sia ormai interconnesso e quanto i destini dell’Italia e degli Stati Uniti siano tra loro strettamente legati.”

Diplomatico di carriera con il rango di Ministro Consigliere, Kyle Scott ha preso servizio come Console Generale a Milano nello scorso agosto.

La sua carriera presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti dura da più di 30 anni durante i quali ha prestato servizio presso sette diverse sedi, concentrandosi principalmente su questioni europee e accordi multilaterali. Sposato, due figli, parla diverse lingue europee, tra cui l’italiano.

 

Dionigi Tettamanzi Cardinale – Commiato da Milano – Saluto ad Assoedilizia, Colombo Clerici

settembre 9, 2011

“Considero un privilegio quello di aver svolto il mio servizio pastorale nella città di Milano perché è la più completa esperienza che si possa compiere.

Rimane il rammarico di non aver potuto fare tutto quello che avrei voluto, per intervenire adeguatamente di fronte alla realtà che abbiamo davanti.”

Così ha affermato tra l’altro il Cardinale Dionigi Tettamanzi ieri all’Arcivescovado milanese, durante l’incontro di commiato  cui presenziava il presidente Achille Colombo Clerici.

Il Presule ha fatto omaggio di una recente pubblicazione contenente i nove discorsi alla città tenuti in occasione della festività di S. Ambrogio dal titolo “La città in cui credo: Milano, la speranza possibile”.

“Stimatissimo Presidente e cari soci di Assoedilizia, grazie di cuore dei sentimenti espressi per il mio servizio alla Città ed alla Diocesi di Milano.
Assicuro una preghiera al Signore per tutti e per ciascuno di voi.
Con stima e affetto.
+Dionigi card. Tettamanzi.”
Queste le parole con le quale Sua Eminenza ci saluta.

  

Alp-transit – Summit di Pollegio (Canton Ticino) 7 settembre 2011 – Assoedilizia, Colombo Clerici

settembre 8, 2011

Il timore espresso al summit Alptransit di Pollegio (Canton Ticino)

IL CORRIDOIO FERROVIARIO AMBURGO-MILANO-GENOVA SI FERMA A LUGANO. MANCANO GLI STANZIAMENTI ITALIANI

Colombo Clerici (Assoedilizia): “Un ritardo che accentuerà il gap competitivo della Lombardia e del Paese”

Benito Sicchiero 

Alptransit si è fermato a Lugano? Il poderoso sistema di attraversamento ferroviario delle Alpi che la Svizzera sta realizzando e che avrebbe, per l’Italia e in particolare per la Lombardia,  il grande vantaggio di più rapidi collegamenti merci con Germania e Nord Europa e relativi porti (Corridoio 24), si interromperebbe alla frontiera perché mancano, da parte italiana, gli stanziamenti necessari alla realizzazione delle infrastrutture ferroviarie Como-Milano (quadruplicamento della ferrovia) e del terzo valico sulla Milano-Genova. La Como-Milano, realizzata nell’Ottocento, è il più importante collegamento tra la Lombardia e il Centro-Nord Europa.

Niente di ufficiale per carità: ma al summit all’Infocentro Alptransit di Pollegio in Canton Ticino questo si è capito benissimo (ed è stato confermato più esplicitamente sia pur sottovoce da personalità italiane) con l’appello – l’ennesimo – al governo dell’assessore lombardo alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo affinchè metta sul tavolo gli euro.

Anche se ha aggiunto che l’opera, con il trasferimento massiccio delle merci dalla strada al treno, creerebbe problemi ai camionisti che movimentano ogni anno 400 milioni di tonnellate di merci sulle strade della Lombardia; come vediamo benissimo quando usiamo una delle intasatissime autostrade della regione più industrializzata d’Italia.

A zuccherare la pillola Cattaneo ha assicurato che il progetto per il potenziamento ferroviario da Chiasso a Milano c’è già (costo 1,4 miliardi di euro) e che, in attesa, sono in via di realizzazione interventi locali: elettrificazione della Saronno-Seregno entro un anno, apertura della tratta ferroviaria Arcisate-Stabio per realizzare il collegamento Malpensa-Varese-Mendrisio-Lugano: grazie al nuovo tratto di rete ferroviaria (circa 8,5 km di nuova linea in territorio italiano e 6,6 Km in territorio svizzero) a partire dal 2014 ci saranno nuovi servizi suburbani ogni 30′ di tipo transfrontaliero tra Varese e Mendrisio, con proseguimenti alternati verso Como e verso Bellinzona, dal 12 settembre il collegamento Luino-Malpensa, che sarà ulteriormente potenziato.

Ma vediamo Alptransit nel complesso: esso si basa principalmente sull’adeguamento del traforo del Loetschberg (già in attività) sulla Linea del Sempione;  e dei ben più impegnativi trafori del Gottardo (57 chilometri, la galleria ferroviaria più lunga del mondo) e del Monte Ceneri (15 chilometri) per migliorare soprattutto il trasporto di merci nord-sud Europa (per intenderci, dal Baltico al Mediterraneo, capolinea Genova).

Le gigantesche opere consentono ai treni di attraversare la Svizzera come se corressero in pianura (la pianura svizzera, altezza media 500 metri) portando la capacità del traffico merci da 20 a 50 milioni di tonnellate l’anno.

Il Gottardo verrà completato entro il 2016 (abbiamo visitato i primi chilometri completati a Faido), il Ceneri nel 2019.

Investimenti per oltre 15 miliardi di franchi svizzeri (12 miliardi di euro) ottenuti con nuovi oneri sui carburanti, sull’iva, sul traffico pesante autostradale.

A margine dei lavori il presidente di Assoedilizia – storica sostenitrice del progetto Alptransit – ha dichiarato: “Sul piano delle prospettive storiche di sviluppo e di progresso della Lombardia e del Paese, questo ritardo rischia di trasformarsi in un grave gap competitivo e non può essere giustificato da considerazioni di ordinaria politica di gestione della spesa pubblica”.

A Pollegio sono intervenuti Adriano Cavadini (Associazione Alta Capacità Gottardo) che ha introdotto e moderato i lavori; il ceo di Alptransit  Renzo Simoni, che ha fatto il punto sullo stato del progetto; Peter Fueglistaler, direttore dell’Ufficio federale svizzero dei Trasporti ha presentato la politica dei trasporti elvetica e il modello di finanziamento delle trasversali alpine; l’importanza di Alptransit per il Ticino e la Lombardia è stato il tema del direttore del Dipartimento del Territorio ticinese Marco Borradori; mentre Roberto Tulipani, della direzione delle Ferrovie Svizzere, ha illustrato i progetto infrastrutturali in corso e futuri, analizzando altresì le capacità attuali e future nel trasporto merci e passeggeri.

Tra le personalità, il Console generale d’Italia a Lugano Alberto Galluccio e il Console generale di Svizzera a Milano Massimo Baggi.

Manovra finanziaria e fiscale – Iva Aumento Aliquota – sett. 2011 – Assoedilizia Colombo Clerici

settembre 8, 2011

Da Roma il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha dichiarato:

 “Qualche considerazione sull’aumento dell’Iva contenuto nella manovra fiscale approvata da Senato.

Certamente essa implica  un maggior onere fiscale a carico della generalità dei consumatori, quindi anche dei meno abbienti (come si sente dire comunemente), ma comporta anche un maggior prelievo a carico degli evasori fiscali.

Ciò in quanto le imposte indirette vengono pagate, non solo dai contribuenti a regime sul piano delle imposte dirette, ma anche da coloro che evadono queste ultime, nel momento in cui appunto consumano prodotti o trasferiscono ricchezza.

C’è infatti una seria anomalia nel sistema fiscale italiano rispetto ai sistemi del resto dell’Europa: è il rapporto invertito, tra il gettito delle imposte dirette e quello delle imposte indirette.
Il primo supera l’altro del 20%; mentre in Francia è l’opposto: il secondo supera il primo di circa il 30%; in Germania di quasi il 50%; in Spagna del 15%; in Portogallo del 100%.

La questione non si riduce ad un mero rilievo statistico, ma presenta riflessi pratici di grande portata.

Semplificando concettualmente, possiamo dire che nelle imposte dirette rileva la capacità contributiva legata alla produzione, più che al consumo del reddito.

Esse, in altri termini, colpiscono nel contribuente non la capacità di spendere, ma quella di guadagnare. Con la conseguenza che, se i redditi non vengono dichiarati o lo sono in modo irregolare, si dà luogo all’evasione fiscale.

Con le indirette, viceversa, è più facile bypassare i fenomeni di evasione o di elusione, in quanto il reddito viene inciso fiscalmente, non all’atto della sua produzione ed in relazione alla sua dichiarazione da parte del contribuente, ma quando emerge in sede di spesa, di trasferimenti o di investimenti economici.

Una via per contenere gli effetti negativi della grande evasione fiscale presente nel nostro Paese è quella di tendere ad allineare il rapporto tra imposte dirette ed imposte indirette ai parametri europei.”

Salvatore Licitra – In morte – Omaggio della Associazione Amici di Milano al tenore Medaglia d’Oro Premio Amici di Milano Giovani – Colombo Clerici

settembre 7, 2011

Il presidente, Achille Colombo Clerici, il Segretario Generale Giuseppina Bruti Liberati, I vicepresidenti Bernardo Negri da Oleggio, Angelo Caloia, Ippolito Calvi di Bergolo, Paolo Ferretti di Castelferretto, Elisabetta Falck, i componenti il Consiglio Direttivo, i componenti la Giuria del Premio per i Giovani, nel lutto della Musica e della nostra Città, ricordano con infinito rimpianto il tenore Salvatore Licitra Insignito, nell’anno 2000, del Premio Medaglia d’Oro Amici di Milano per i Giovani.

Milano, 7 settembre 2011

Gae   Aulenti
Giulio   Ballio
Giuseppe  Barbiano di Belgiojoso
Mario   Boselli
Diana   Bracco de Silva
Giuseppe  Branca di Romanico
Ferdinando  Cornelio
Valentina  Cortese
Ferruccio  de Bortoli
Enrico  Decleva
Adriano  De Maio
Sergio  Escobar
Federico  Falck
Maria Teresa  Fiorio
Carlo  Fontana
Renato  Mannheimer
Guido  Martinotti
Lorenzo  Ornaghi
Angelo  Provasoli
Lina   Sotis
Pasquale  Spinelli
Gianni  Vallardi
Umberto  Veronesi
Sergio   Zaninelli
Maria Antonietta Scarpis
Rosella Zinetti

 

Invito incontro “Cedolare secca: a chi piace e perché” – 15 settembre – giovedì – Camera di commercio Monza e Brianza

settembre 6, 2011


Scheda adesione:
Scheda_adesione_cedolaresecca_Monza

 

Ici immobili Chiesa – Attività di religione e di culto – Assoedilizia Colombo Clerici

settembre 6, 2011

Da Roma il presidente di Assoedilizia  Achille Colombo Clerici dichiara:

“Richiedere l’eliminazione della esenzione Ici per gli immobili appartenenti agli enti ed alle istituzioni ecclesiastiche, quando legislativamente tale esenzione già non sussiste per tutti gli immobili commerciali pur posseduti da tali enti, significa richiederla per gli immobili adibiti all’attività di culto e di religione, ad esempio  chiese, canoniche, oratori, sale parrocchiali, conventi .

Osserviamo: la spiritualità religiosa è una componente fondamentale della natura umana, e quindi una faccia dell’essere umano, al pari della fisicità e dell’intelletto.

E dunque, come lo Stato finanzia, per le relative attività, le organizzazioni  sportive, ricreative, culturali,  assistenziali, sanitarie, cosi pure deve finanziare le confessioni religiose e deve sostenerne l’attività.

Il che avviene pacificamente, ed in modo anche più rilevante,  in paesi occidentali di alta tradizione democratica, quali la Germania, gli USA,la Gran Bretagna.

In particolare, in merito alle polemiche sulle esenzioni ICI riguardanti gli immobili degli enti ecclesiastici, possiamo considerare:

1- Il discorso, anzitutto, riguarda, non solo la confessione cattolica, ma indistintamente i beni e le attività di tutte le confessioni convenzionate con lo Stato italiano.
La particolare posizione della Chiesa Cattolica in Italia non dipende certo da contingenze o da fattori politici, ma discende da ragioni storiche.

L’attacco quindi che subisce la Chiesa sulla questione dell’ICI è un attacco portato a tutte le Confessioni religiose.

2- Lo Stato riconosce che l’attività religiosa e di culto è di interesse collettivo e generale, cioè pubblico, al pari dell’istruzione, della tutela militare, della tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, della garanzia giurisdizionale e via dicendo. Chi esercita tale attività svolge un servizio pubblico. Perciò, come nessuno si meraviglia se lo Stato non paga le imposte sulle mense e sui circoli ricreativi e sportivi militari, giudiziari, ove esistono, scolastici e via dicendo, così nessuno si meraviglierebbe se lo Stato, gestendo oratori, campi sportivi e ricreativi, mense e refettori, case di accoglienza religiosi non pagasse le imposte su tali attività e strutture.

3- Ma lo Stato non esercita direttamente l’attività religiosa e di culto, né delega il suo esercizio alle diverse confessioni. Esso riconosce che l’attività stessa, esercitata dalle diverse confessioni, secondo i propri fini istituzionali e secondo le regole proprie di ciascuna di esse, vada per ciò stesso considerata attività di interesse collettivo.

Ogni confessione esercita dunque, in via autonoma ed insindacabile da parte dello Stato, la funzione di culto e di religione;

4- La Chiesa ha previsto istituzionalmente una distinzione fra attività principali ed attività complementari di religione. Fra le prime la celebrazione del culto, i riti e le liturgie, la catechesi, la missionarietà, la vita e l’organizzazione del clero, l’educazione religiosa: fra le altre le attività ricreative, culturali, didattiche, ricettive, caritative, assistenziali e quant’altro la Chiesa ritiene utile alla sua missione. Conseguentemente tutte le strutture e le attrezzature in cui viene svolta, secondo i fini istituzionali detti, un’attività sia principale, sia complementare di religione e di culto, sono da ritenersi equiparate, sul piano della loro diretta destinazione alla funzione pubblica cui assolve la Chiesa.

5- Diversamente, la Chiesa stessa riconosce che una serie di beni (i cosiddetti strumentali) non hanno una finalizzazione diretta ai compiti della Istituzione; ma producono puramente un reddito. Il reddito viene dunque assoggettato a tassazione, così come il bene, se immobile, è soggetto a ICI.

6- Coerentemente per l’applicazione della esenzione ICI agli immobili degli enti religiosi devono ricorrere due requisiti: il primo soggettivo riguardante la natura dell’ente che esercita l’attività (enti o istituzioni ecclesiastiche); si deve trattare di enti aventi finalità di religione e di culto. L’altro oggettivo nel senso che l’immobile deve essere destinato ad ospitare una attività rientrante nella finalità religiosa.

Le ricorrenti polemiche sull’ICI relativa ai beni della Chiesa non trovano spiegazione, dunque, sul piano giuridico; ma piuttosto con la pretesa di affermare una concezione laicista dello Stato, basata sull’assunto che esso non debba riconoscere la componente spirituale come parte integrante della persona umana della quale occuparsi e da porre  nella propria sfera di interesse (al pari della salute, della integrità ed incolumità fisiche, della istruzione e della cultura, della sfera affettiva, relazionale lavorativa; aspetti tutti, dei quali lo Stato si occupa direttamente, a pieno titolo).

L ’art. 7 del D. Lgs. 504/92, dunque, elenca tassativamente le attività che possono fruire dell’esenzione ICI (sempre che sussistano i due menzionati requisiti: il primo soggettivo, cioè  il carattere no-profit dell’ente; l’altro oggettivo, cioè l’interesse collettivo connesso all’attività svolta nell’immobile):

1- attività assistenziali;
2- attività previdenziali;
3- attività sanitarie;
4- attività didattiche;
5- attività ricettive;
6- attività culturali;
7- attività ricreative;
8- attività sportive;
9- attività di religione e di culto.

La Circolare Ministeriale n. 2/DF del 26 gennaio 2009 fornisce chiarimenti in merito alle esenzioni Ici per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali.

In particolare, la circolare sottolinea la necessità, ai fini dell’esenzione, della contestuale sussistenza:

1- del requisito soggettivo, da ricondursi alla  nozione di ente non commerciale ai sensi dell’art. 73, comma 1, lettera c) del Tuir (”enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale”).

2- del requisito oggettivo: gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali devono essere destinati esclusivamente allo svolgimento delle attività indicate nell’art. 7, comma 1, lettera i) del D. Lgs. 504/92”

www.assoedilizia.com