Archivio per ottobre 2011

Istituto Italo Cinese Isic, fondato nel 1971 – Colombo Clerici eletto presidente dell’Istituto – COMST

ottobre 19, 2011

ACHILLE COLOMBO CLERICI PRESIDENTE DELL’ ISTITUTO ITALO CINESE

“Opereremo affinché l’Italia diventi sempre più un partner privilegiato della Cina, un ponte verso l’Europa e tutto il mondo occidentale. ” 

Milano, 19 ottobre 2011

Il Consiglio Direttivo dell’Istituto Italo Cinese, riunito nella sede di via Clerici 5, a Milano, ha eletto presidente l’avv. Achille Colombo Clerici che aggiunge il nuovo incarico a quello di presidente di Assoedilizia, della Federazione Regionale della Proprietà Edilizia e di numerosi enti e istituzioni, nonché di vice presidente di Confedilizia.

Succede a Vittorino Colombo, a Cesare Romiti, che dopo di lui ha retto l’Istituto per 8 anni, a Giulio Andreotti, a Vincenzo La Russa e ad altre personalità della politica e dell’economia.

Dopo l’elezione Colombo Clerici ha dichiarato in Consiglio: “Questo incarico  rappresenta il punto di partenza di uno stimolante impegno ad operare in un campo, in una “missione” che presenta, giorno dopo giorno, una sempre crescente attualità e pregnanza dal punto di vista geopolitico, sociale, culturale ed economico, soprattutto per il futuro del nostro Paese.

Un compito affascinante, ma al tempo stesso delicato e di grande rilevanza, particolarmente nella prospettiva di progresso e di crescita dell’Italia, in un momento decisivo per la sua storia.

Agli amici cinesi io credo dobbiamo confermare, con il nostro operato, che l’Italia può diventare sempre più un interlocutore, un partner privilegiato in campo culturale, sociale ed economico, con il mondo cinese;  un ponte naturale tra la Cina e, non solola vecchia Europa, ma il mondo occidentale tutto.

Questo credo sia il compito ideale che ci sta dinanzi.

Lavoreremo, ricordando e rispettando il pensiero e l’insegnamento morale (l’ onestà d’intenti, la ricerca del bene comune, la  fermezza d’animo) sociale, culturale di Vittorino Colombo, il fondatore dell’Istituto, per raggiungere, se possibile, qualche risultato su questa via”. 

L’Istituto Italo Cinese, associazione senza fini di lucro, è stato costituito il 17 marzo 1971 dal senatore Vittorino Colombo, grande figura di politico (più volte ministro in diversi dicasteri; fu tra l’altro presidente del Senato della Repubblica) che con straordinario intuito aprì all’Italia quell’immenso Paese, come verrà ricordato a novembre, a Milano, nel convegno celebrativo del 40° della fondazione dell’Istituto.

In questi decenni di attività l’Istituto ha contribuito in modo rilevante a favorire incontri e scambi tra l’Italia e la RepubblicaPopolare Cinese nei campi sociale, scientifico, sanitario, linguistico, artistico ed educativo mirando soprattutto alla formazione di studenti, docenti, professionisti e manager.

Ha per questo meritato apprezzamenti e fiducia da parte delle autorità cinesi. In modo particolare ha attivato corsi di formazione in aree quali management, finanza, marketing, sanità per laureati, responsabili di azienda e per funzionari ministeriali sia in Italia che in Cina.
Tali iniziative sono state attivate su incarico sia di istituzioni pubbliche italiane (MAE, Min. Commercio Estero, ICE …) sia di Associazioni Industriali o private (es. UCIMU, ACIMGA)

 

Opera Pia Sella – Invito 28 ottobre 2011

ottobre 18, 2011

Il presidente, Nicolò Sella di Monteluce
L’autrice, Lelia Zangrossi Crosa e Marco Neiretti
in collaborazione con la Città di Biella, Assessorato alla Cultura
sono lieti di invitarLa alla presentazione del volume

 OPERA PIA SELLA
Rivoluzione industriale, filantropia e istruzione nel Mandamento di Mosso
(prefazione di Romano Prodi)

 Venerdì 28 ottobre ore 18.00
sala Convegni del Museo del Territorio Biellese
via Quintino Sella
Biella

 

Invito manifestazione 24 ottobre

ottobre 17, 2011

 

Sicurezza nei lavori di Costruzione: nuova edificazione e riqualificazione patrimonio esistente – Venezia: Intervento Colombo Clerici Assoedilizia

ottobre 17, 2011

Intervenendo oggi a Venezia sul tema “Sicurezza nei lavori di Costruzione: nuova edificazione e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente” il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha affermato:

“Il prodotto dell’industria delle costruzioni edilizie si distingue dalla maggior parte dei prodotti industriali per una sua peculiarità saliente.

Non è mai un prodotto seriale. Nel senso che, anche quando vengano impiegati moduli costruttivi prefabbricati, per la varietà della tipologia e delle esigenze architettoniche, per le diversità dei luoghi e degli ambienti in cui esso è  collocato, per la preponderanza dell’attività umana nella sua realizzazione (per cui molta parte della qualità del prodotto dipende dall’inventiva, dall’abilità, dall’esperienza dell’esecutore materiale)  si può dire che ciascun prodotto edilizio rappresenti un unicum nel suo genere, che non trova eguale se non in rarissimi casi.

E d’altronde l’attività costruttiva a tutti i livelli (dalla progettazione alla manovalanza) è un mestiere, un’arte tra le più nobili dell’umanità; preziosa per la vita dell’essere umano e per il suo progresso, e maggiormente nobile più  ci si avvicina a chi i mattoni li deve posare materialmente.

Nella attività di costruzione edilizia entrano in gioco diverse componenti, che tutte si riconducono alla essenza della natura umana: dalla responsabilità, alla meticolosità e pazienza realizzative, alla antica maestria tramandata sul posto di lavoro, non appresa a tavolino, al notevole impegno e rischio fisici.

Come dimostrano d’altronde le statistiche degli incidenti sul lavoro nel settore edilizio che recano il numero di addetti che annualmente perdono la vita. 

Per cui, quando ci si accosta alla casa, alla costruzione edilizia ed a tutte le inerenti tematiche, occorre considerare che si tratta di un bene complesso che non può essere trattato alla stregua di un’automobile o di un frigorifero (che escono dalla catena di montaggio) per valutarne in modo standardizzato pregi, difetti, qualità, rischi,valori e costi.

E questo,  che si tratti sia di compravendita, sia di interventi edilizi (volti alla nuova edificazione, ovvero alla riqualificazione edilizia, impiantistica o energetica degli edifici).    

Più in particolare, se ci addentriamo nel discorso relativo alle problematiche afferenti la sicurezza e la salute nella fase della “costruzione” in cantieri temporanei o mobili, potremmo delineare il seguente quadro di considerazioni:

a) Occorre preordinare la fase prodromica, rispetto all’esecuzione dell’opera, alla soluzione di questi problemi.

In questa fase la progettazione, intesa, non solo come definizione della  idoneità dell’opera a svolgere la funzione richiesta, ma anche come verifica della capacità del progetto acchè la costruzione venga realizzata correttamente  sotto l’aspetto sia strutturale, sia funzionale, rappresenta uno degli strumenti che consentono di individuare e dettare, fin dalla fase progettuale preliminare, le regole e le misure prevenzionali da adottare.

Tali prescrizioni, inoltre, debbono trovare nello sviluppo del progetto definitivo e in quello esecutivo precisi riferimenti in relazione alle diverse fasi di realizzazione dell’opera, in modo da consentire la completa definizione dei vincoli e quindi dei termini contrattuali dell’appalto.

b) Non è più possibile concepire intelligentemente un progetto prescindendo dai fattori umani, sindacali tecnici ed economici.

c) Occorre rifuggire l’errata convinzione della non convenienza a considerare questi problemi congiuntamente con quelli di ordine tecnico e economico.

d) Conviene definire in modo corretto e formale i compiti dei soggetti investiti del dovere di sicurezza.
E ciò, non tanto per favorire l’ individuazione di responsabilità civili o penali, quanto per contribuire, evitando le possibili confusioni di competenze e ruoli, che costituiscono il punctum dolens della sicurezza, a rendere efficaci le azioni dei singoli soggetti.

Questi aspetti sono recepiti nel decreto legislativo n. 81 del 2008 e sue modifiche, integrazioni e chiarimenti; nei sempre più puntuali e frequenti richiami contenuti nella nostra giurisprudenza di merito e di legittimità, in tema di doveri discendenti dall’art. 2087 c.c.”

Bankitalia – Banca Italia ICI prima casa – ICI Abitazione principale in proprietà – Assoedilizia Colombo Clerici

ottobre 17, 2011

Da Bologna il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:

“Non meraviglia che Bankitalia abbia chiesto al Governo una riflessione sulla reintroduzione della ICI relativa alle abitazioni principali in proprietà.

Questa misura, infatti, per le modalità con le quali si attiva, contiene fattori di sperequazione e distorsivi.

Anzitutto, essa introduce una agevolazione fiscale, non legata alle condizioni economiche soggettive dei contribuenti, bensì alla qualità oggettiva dell’immobile derivante da una sua destinazione funzionale di fatto e dalla classificazione catastale.
Per cui si può abitare in case presentanti i requisiti di lusso o avere redditi elevati e godere egualmente della esenzione.

Inoltre, l’esclusione dalla esenzione delle unità appartenenti alla categoria catastale A1 comporta l’effetto distorsivo della diffusa tendenza di Comuni e Agenzia del territorio a classificare come tali anche abitazioni che non ne presentano i requisiti, al fine del loro assoggettamento all’imposta.

Inoltre, essa si pone in controtendenza rispetto al processo di federalismo fiscale municipale, rientrante negli obiettivi politici dichiarati dal Governo.

Questa misura, infatti realizza di fatto uno spostamento di prelievo e conseguentemente di risorse finanziarie dagli enti locali allo Stato.
I Comuni incassano di meno e lo Stato avrebbe dovuto ripianare, con trasferimenti compensativi, il minor introito fiscale.
Nella prospettiva della riforma derivante dalle diverse manovre sopravvenute, ormai i trasferimenti si ridurranno al lumicino; dovendo dunque i Comuni provvedere, prevalentemente con misure proprie, al finanziamento dei bilanci.
Conseguenze: aggravio del carico ICI per i contribuenti che vi sono tenuti, tasse di scopo, addizionali, aumento delle tariffe varie per i servizi.  

Più corretto ed opportuno sarebbe stato ammettere l’esenzione nella forma della detrazione dalle imposte erariali, legandola ad effettive e comprovate condizioni economiche del contribuente.”

 

Venezia – “Contarini dai Scrigni”- Riapertura Palazzo privato Contarini dai Scrigni sul Canal Grande – Festeggiamento ultimazione restauro decennale – Assoedilizia Colombo Clerici

ottobre 17, 2011

RIAPRE ALLA CITTA’ DI VENEZIA PALAZZO CONTARINI DAI SCRIGNI

Al festeggiamento presenzia il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici 

Venezia, 15 ottobre 2011

Questa sera si festeggia a Venezia il compimento dei lavori di ristrutturazione, durati 10 anni, di uno dei più insigni palazzi-monumenti della città: Palazzo Contarini dai Scrigni.

Al ricevimento organizzato dalla famiglia proprietaria, e da questa invitato, presenzia il presidente di Assoedilizia di Milano Achille Colombo Clerici assieme al patriziato veneziano e italiano, a personaggi dell’economia, della cultura, della politica.

E’ un evento importante per l’intera città.

A pochi passi da Piazza San Marco affacciato sul prestigioso Canal Grande si erige in tutto il suo splendore storico e artistico Palazzo “Contarini dai Scrigni”, così chiamato per i numerosi scrigni incastonati nelle pareti.

E’ in stile gotico, di tre piani con grande portale sul canale.
La facciata si mostra con i due piani nobili strutturati secondo uno schema simile, con elegante quadrifora a sesto acuto balaustrata al centro e due monofore ogivali per lato: tutte le aperture sono inscritte in una cornice rettangolare.
Internamente si segnala la presenza di affreschi del XVIII secolo.
Fu edificato nel 1610 su un progetto dell’architetto Vincenzo Scamozzi, per ampliare la palazzina accanto, Palazzo Contarini Corfù, e concedere ai proprietari un maggior numero di sale da ricevimento.

Al suo interno sono ancora ben conservati affreschi pregiati e stucchi settecenteschi.

Anche nella controfacciata rimangono visibili ulteriori tracce di affreschi risalenti al 1500.

Imposta patrimoniale sugli immobili – Mercato Immobiliare – Convegno Associazione Proprietà Edilizia Fiaip Como 2011 – Colombo Clerici

ottobre 13, 2011

Convegno Proprietà Edilizia-Fiaip su realtà e prospettive del mercato edilizio  

COLOMBO CLERICI: PATRIMONIALE IMMOBILIARE, IMPOSTA INIQUA, CON EFFETTO DEPRESSIVO PER L’ECONOMIA

“Vorrei sottolineare come l’imposta patrimoniale, nella concezione della maggior parte dei suoi sostenitori, si configuri come un’imposta che colpisca esclusivamente gli immobili.

Come tale essa si presta ad una serie di critiche, poiché genera una discriminazione sociale e civile intollerabile fra cittadini e fra categorie di risparmiatori e di investitori economici”.

Questo il parere del presidente di Assoedilizia e della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia Achille Colombo Clerici intervenendo al Convegno di Villa Olmo a Como“Come cambiare il mercato immobiliare!” organizzato da proprietari di casa e agenti di vendita.
Colombo Clerici così prosegue.

Motivi di iniquità e di sperequazione

1) Data la dipendenza della tassazione dal sistema catastale, essa aumenta la disuguaglianza tra chi è a regime e chi è evasore in quanto possessore di un immobile non regolare ai fini fiscali, abusivo o meno che sia.

2) E’ discriminante dell’investimento del risparmio investito negli immobili, rispetto a quello investito nei titoli mobiliari e nelle imprese.
Queste ultime, sono certamente apparati che, nella loro autonomia giuridica, amministrativa e fiscale, generano produttività e quindi rilevano ai fini della crescita economica e dei posti di lavoro;  ma sono anche beni posseduti dai loro titolari, che andrebbero equiparati, sul piano della tassazione patrimoniale (se patrimoniale vi deve essere, ma non ne siamo affatto convinti ) ai beni immobili.

Al contrario, gli industriali vorrebbero escludere dall’imposta persino i beni immobili strumentali.

3) Essa colpisce, non il reddito, ma il valore capitale degli immobili.
 Infatti genera un enorme prelievo assolutamente non sostenibile con il solo reddito e colpisce anche immobili che non producono redditi (con effetti espropriativi in entrambi i casi).
Non dimentichiamo che sulla base delle recenti manovre fiscali è stata prevista una serie di misure, alcune delle quali debbono ancor entrare in vigore, che produrranno un notevole incremento del prelievo fiscale a carico degli immobili:

– Il federalismo fiscale (tasse di scopo e IMU che comporta un raddoppio dell’ICI )
– Addizionali comunali
– Contributo di solidarietà  

4) Effetto depressivo dell’economia.

In un Paese, come ha bene ricordato Eugenio Scalfari, particolarmente emotivo qual è il nostro il solo prospettarne l’eventualità produce effetti depressivi.

Se esaminiamo gli effetti nel mercato, non possiamo non considerare oltre che i fattori tecnici, anche un fattore immateriale che spesso gli economisti non prendono in considerazione.

Ed è il cosiddetto elemento psicologico: fondamentale nel generare tendenze ed orientamenti del mercato.
L’effetto, depressivo per l’economia, che ne deriva è infatti di tutta evidenza. 

La sensazione dominante presso le famiglie risparmiatrici, sottoposte quotidianamente alla doccia scozzese di una ridda di proposte disparate e fantasiose che vengono riportate dalla stampa, non è solo quella di trovarsi “tra color che son sospesi”, ma soprattutto ormai di sentirsi di fatto ingiustamente e vanamente impoveriti da una prospettiva fiscale ineluttabile (mentre non lo è per nulla e occorre chiarirlo all’intero Paese), della cui entità peraltro non v’è certezza. 

Chiediamo ai commercianti, agli artigiani, agli operatori turistici, alle agenzie immobiliari, insomma a tutti coloro che hanno a che fare con le spese e gli investimenti delle famiglie e ci diranno della crescente contrazione dei consumi da parte dei nostri connazionali.

Non solo, ma il discorso della patrimoniale è spesso associato, non solo a quello della ricchezza e della rendita posizionale, ma anche a quello della evasione e della elusione fiscale: con tutte le implicazioni negative collegate ai toni punitivi e colpevolizzanti del giustizialismo fiscale e sociale, che vengono usati.

Mentre, viceversa, si tratta nella maggioranza dei casi di ricchezza rappresentata da risparmi (quindi redditi, magari accumulati da generazioni che hanno già scontato una o più tassazioni anche patrimoniali laddove vi siano stati passaggi successori ).  

Lo Stato, in alternativa alla patrimoniale, 
– combatta risolutamente l’evasione fiscale, anche nel settore immobiliare, 
– faccia le necessarie riforme per la riduzione della spesa pubblica 
– destini il proprio patrimonio (mobiliare ed immobiliare, storicamente acquisito con il sacrificio dei cittadini attraverso imposte, oneri sociali, espropriazioni per pubblica utilità, requisizioni e quant’altro) all’abbattimento del debito pubblico, istituendo un sistema di titoli mobiliari che siano rappresentativi dello stesso, e che vengano collocati in linea alternativa al prelievo patrimoniale”.

Dopo il saluto delle istituzioni – il prefetto di Como Michele Tortora e l’assessore alla Famiglia Anna Veronelli – gli interventi di Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip, Francesco Galati, presidente regionale Fiaip, Claudio Bocchietti, presidente APE di Como, Marco Doneda, presidente Ance di Como, Angelo Monti, presidente Ordine architetti di Como, Franco Arosio, delegato Fiaip, Faustino Colianni, notaio, Alessandro Casartelli, consulente legale Fiaip, Angelo Sollazzo, vicepresidente Ape Como, Giacomo Frigerio, commercialista, Alessio Maggi, Tecnolario. 

L’incontro, moderato da Giulia Giacomini Casartelli, si è concluso con la presentazione dell’Osservatorio immobiliare degli immobili e delle locazioni in Como e provincia.