Istituto Italo Cinese Isic,Teatro alla Scala – Storica collaborazione per i rapporti con la Cina – Inaugurazione stagione scaligera anno 2011/2012

In occasione della “Prima di Sant’Ambrogio”, che inaugura la stagione scaligera 2011/2012, il presidente dell’Istituto Italo Cinese Achille Colombo Clerici ricorda l’antica collaborazione con il Teatro.

LA PRIMA VOLTA  A PECHINO DI KATIA RICCIARELLI E DELL’ENSEMBLE DEGLI ARCHI DELLA SCALA. 

E’ di vecchia data il fascino che l’allora Celeste Impero suscitava negli italiani e nei milanesi; e in particolare in quello che ne rappresenta, nel mondo, l’eccellenza artistica, il Teatro alla Scala.
Turandot di Puccini, la cui Prima avvenne proprio alla Scala il 25 aprile del 1926 sotto la direzione del maestro Arturo Toscanini, ne è la massima espressione.

Ma nel dopoguerra i rapporti tra Cina e Scala si sono interrotti per decenni.

Toccò, tra altre istituzioni culturali, all’Istituto Italo Cinese, fondato 40 anni fa dal sen. Vittorino Colombo ed ora presieduto dall’avv. Achille ColomboClerici, attivarsi per riprendere l’interscambio culturale. 

Oggi i rapporti tra la Scala e Cina sono frequenti.

Quasi nulli e gravati da diffidenze reciproche lo erano anni fa quando l’Istituto nella sua tenace e lungimirante azione di ponte culturale operava per la ripresa  della conoscenza e dell’integrazione tra i più qualificati centri artistici di Italia e di Cina.

Citiamo, ad esempio, due delle più interessanti operazioni.

Nel 1985 Katia Ricciarelli e l’ Ensemble degli archi della Scala si presentavano per la prima volta a Pechino, nel Teatro Haidian: tre concerti e un crescente successo.

L’iniziativa, appoggiata finanziariamente dalla Fiera di Milano e sostenuta dall’ Istituto Italo Cinese, aveva poi portato l’ Ensemble degli archi della Scala a Shanghai, a Hangzhou, a Canton.

Nel 2002 la signora Deng Rang, figlia del premier Deng Xiao Ping e responsabile del Festival della musica di Pechino, chiese di portare la Scala a Pechino.

A Milano la proposta suscitò entusiasmi, ma anche opposizioni di ogni tipo (si propagandò addirittura il timore di contagi dell’epidemia sars che avrebbe potuto colpire i componenti della Scala) cui in realtà non erano estranee preclusioni ideologiche.

L’Istituto Italo Cinese si attivò con i propri membri presenti nei due Paesi per superare gli ostacoli. 

Da quei lontani anni l’Istituto Italo Cinese continua a rappresentare un importante punto di collegamento per lo sviluppo di molte iniziative culturali. Recentissimamente in campo musicale ha peraltro sostenuto il concerto della grande orchestra cinese CBCO, organizzato dalla Società dei Concerti al Conservatorio di Milano.

Nella foto: Colombo Clerici con Francesco Saverio Borrelli ex presidente del Conservatorio di Milano

 

 

 

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