Citta Eco-positiva – Camera di Commercio Convegno “Milano 2030” – Colombo Clerici commenta

Convegno “Milano 2030: una città eco-positiva” alla Camera di Commercio

I MILANESI IMMAGINANO UNA CITTA’ PULITA, EFFICIENTE, ATTRATTIVA, MULTIETNICA, TURISTICA, COMPETITIVA SUL PIANO  INTERNAZIONALE

Colombo Clerici: “Per mantenere questo target alla città occorrono un serio ripensamento ed una riforma di tutti i rapporti sociali ed economici che sottendono alla nostra realtà, nonché dell’attuale assetto istituzionale.”

Benito Sicchiero

Come sarà Milano 2030? Con i tempi che corrono, e troppo velocemente, la globalizzazione e l’interdipendenza che ci scaricano addosso le conseguenze di eventi lontani e minori e perciò a noi ignoti (“un battito d’ali di farfalla in Cina può essere all’origine di un tifone nel Texas”) è un mestiere rischioso fare il futurologo.
Meglio quindi puntare su come si immagina – non come sarà – la Milano del 2030.

Ecco come si sono espressi i milanesi: multietnica, meno inquinata, turistica, internazionale.
La coesistenza di una pluralità di popoli e culture diverse sarà il connotato distintivo della metropoli del futuro per circa un milanese su tre (30,2%) mentre uno su 10 teme una città conflittuale e socialmente frammentata (9,4%). Per circa la stessa quota di intervistati, invece, tra vent’anni Milano primeggerà nel mondo come città globale (9%), grazie anche al suo ruolo di centro finanziario e di business (6%) mentre un milanese su 7 ha una percezione meno positiva e ritiene che vivrà in una città meno vivibile (14%).

Riduzione dell’inquinamento (23,1 %), rafforzamento della rete di trasporto pubblico (22,1 %) e incremento del verde urbano (12%) costituiscono la ricetta per una Milano migliore, assieme  alla diversificazione dell’ offerta culturale e turistica, al rinnovamento architettonico e alla valorizzazione del patrimonio artistico, indicate dai milanesi come le strategie ideali per accrescere l’attrattività cittadina (rispettivamente col 23,3%, 19,6% e 15,7% delle preferenze).

E più della metà dei milanesi si dimostra fiduciosa anche riguardo la previsione della propria condizione economica futura tra vent’anni, considerata perlomeno stabile (21,1%) quando non addirittura in crescita (per il 33,3% degli intervistati, un milanese su tre): l’8% ritiene addirittura di vedere incrementato il proprio benessere economico in una misura compresa tra il 10 e il 30% mentre per il 13,3% il miglioramento sarà contenuto entro il 10%. 

Solo uno su quattro (25,9%) si dice invece pessimista circa il proprio tenore di vita negli anni a venire, temendo diminuzioni del reddito inferiori al 10% (10,8%) o fino a un terzo di oggi (7,9%). Un cittadino su due, infine, ritiene mediamente adeguata la propria situazione finanziaria attuale mentre il 17,2% si reputa benestante, ma uno su cinque fa fatica. 
Emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano su circa 2.050 persone realizzata nel 2011 e presentata alla Camera di Commercio di Milano nel corso del convegno “Milano 2030: una città ecopositiva”. Un punto di partenza obbligato per immaginare il nostro territorio oltre la scadenza di Expo 2015 e per sviluppare l’idea di una Milano ancora più internazionale, in cui ricchezza e cultura crescano insieme a vivibilità e sostenibilità e che veda protagonisti dello sviluppo dei prossimi anni cittadini e imprese.

I lavori sono durati un’intera giornata con presenze e inviti qualificati:  nel panel Carlo Sangalli, Claudio De Albertis, Pierfrancesco Maran, Alberto Meomartini, Giulio Sapelli, Piero Bassetti, Giorgio Goggi, Aldo Bonomi, Pietro Guindani, Giorgio Rapari, Roberto Zucchetti, Pietro Tagliapietra, Cristina Rapisarda Sassoon, Marco Frey, Maria Berrini, Massimo Ferlini, Chicco Testa, Giovanni Cassinelli, Pierluigi Nicolin, Mario Abis, Matteo Bolocan Goldstein, Paolo Caputo, Marco Rizzi, Beniamino Saibene, Lucia De Cesaris.

Al convegno è stato presentato il blog PubblicaMente Milano 2030.

Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia così commenta: “Positiva l’immagine della città nel 2030, emersa dalla ricerca, che però appare datata, in quanto non tiene conto di ciò che è avvenuto,in campo economico, in questi ultimi tempi.

La recessione obbligherà a  ripensare tutti i progetti – dal Patto Casa a Expo 2015 al PGT – elaborati prima del novembre 2011.

Temo un impoverimento di Milano, in particolare per quanto riguarda la sua offerta di attività e funzioni non legate all’offerta di beni primari, come ha cominciato a dimostrare la sofferenza di botteghe artigiane, negozi storici, librerie, negozi di articoli tradizionali e di nicchia.

Un colpo all’attrattività e alla bellezza stessa della città – se con bellezza intendiamo anche la pluralità di beni funzionali-culturali che essa mette in mostra ed offre alla godibilità pubblica  – che impone agli amministratori pubblici ed ai cittadini una riflessione profonda sulle contromisure da adottare.” 

 

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