Convegno Assoedilizia 28.3.2012 “La casa paga il costo della crisi economica” – Relazione del Avv. Bruna Gabardi Vanoli

La delibera di Giunta Regionale 30 novembre 2011 n. IX/2601 detta «disposizioni per l’esercizio, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici nel territorio regionale» con particolare riferimento alla adozione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore per gli impianti termici al servizio di più unità immobiliari.
Le disposizioni sono assunte dalla Giunta Regionale in attuazione dell’art. 9 della L.R. 24/2006 come modificata dalla L.R. 21/02/2011 n. 3. Si tratta di un Testo Unico di tutte le disposizioni attuative precedentemente emanate in materia.
Fonte di tutta la normativa éla Direttiva Europeasull’Efficienza Energetica in Edilizia 2002/91 ela Direttiva UE2010/31, recepite appunto dalla L.R. 24/2006.

1. – Le Direttive sono rivolte alla realizzazione di un miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia.
La Direttiva 2010/31/UE prevede all’art. 6 c. 1 per gli edifici di nuova costruzione «gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché gli edifici di nuova costruzione soddisfino i requisiti minimi di prestazione energetica fissati conformemente all’art. 4.
Per gli edifici di nuova costruzione gli Stati membri garantiscono che, prima dell’inizio dei lavori di costruzione, sia valutata e tenuta presente la fattibilità tecnica, ambientale ed economica di sistemi alternativi ad alta efficienza come quelli indicati di seguito se disponibili …………».
Prevede inoltre all’art. 7 per gli edifici esistenti «gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che la prestazione energetica degli edifici o di loro parti destinati a subire ristrutturazioni importanti sia migliorata al fine di soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica fissati conformemente all’art. 4 per quanto tecnicamente, funzionalmente ed economicamente fattibili.
Tali requisiti si applicano all’edificio o all’unità immobiliare oggetto di ristrutturazione nel suo complesso……».
E’ pacifico che la normativa europea sia rivolta esclusivamente a regolamentare le nuove costruzioni e quelle oggetto di rilevanti interventi di ristrutturazione.
La normativa regionale che la recepisce, invece, ne estende l’applicabilità anche agli edifici esistenti.
Pare illogico che una disposizione tecnica, fornita di carattere precettivo, possa essere obbligatoriamente applicabile a edifici che hanno conseguito la loro legittimazione amministrativa in tempi in cui non si era addirittura a conoscenza di quelle tecniche di costruzione, impianti e fonti di energia realizzabili attualmente in uso.

2. La delibera di Giunta si presenta con un complesso di disposizioni di elevato contenuto tecnico che fanno riferimento a delibere di Consiglio Regionale, Leggi Regionali, Decreti Legislativi, Decreti Presidenziali, Disposizioni Dirigenziali, alcuni richiamati nelle premesse della Delibera e altri, in numero di 26, elencati nella «normativa di riferimento» di cui al par. 2.
L’interpretazione, quindi, risulta di notevole difficoltà soprattutto tenendo presente che i destinatari della normativa non possono essere di certo tutti tecnici e giuristi.
Tra l’altro le disposizioni risultano a volte anche in contraddizione tra di loro: vedasi, ad esempio, la destinazione di applicabilità della normativa di cui al par. 10.2.
Mentre nel quarto capoverso si prescrive «nuovi impianti progettati e realizzati successivamente all’entrata in vigore del presente dispositivo devono obbligatoriamente prevedere sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore. Tale obbligo é altresì previsto per le sostituzioni dei generatori di calore…..» al settimo, invece, compare «l’obbligo di installazione di detti sistemi per gli impianti termici esistenti si applica secondo quanto indicato nella tabella seguente» e in tale tabella si prescrive l’intervento entro date diverse a seconda della potenza degli impianti. Il primo obbligo é da assolvere entro l’1/08/2012 per l’impianto superiore a 350 kw installato ante 1/08/1997.

3. – Al punto 3 della Delibera di adozione delle disposizioni si prevede addirittura che possano essere attuate modifiche e integrazioni alla normativa da parte del «Dirigente competente».
Ci troviamo di fronte non ad una legge regionale ma a una delibera di Giunta regolamentare che conferisce, addirittura, delega per completare la normativa ad un funzionario!
Non occorre di certo commentare l’illegittimità di una disposizione del genere.

4. La delibera contiene non solo disposizioni di dettaglio ma una normativa cogente addirittura sanzionatoria – art. 26 – e le modalità per l’esercizio di tale attività sanzionatoria.
L’imposizione di sanzioni non può essere di certo di competenza di una Giunta regionale ma deve trovare il suo fondamento in una disposizione di legge.
Inoltre si identifica in capo all’Amministratore di condominio la responsabilità per le violazioni della normativa con ciò individuando un destinatario di sanzioni in un soggetto che nella legislazione attuale non é organo del condominio ma semplicemente un mandatario dei condomini.

5. – Con la delibera in oggetto si introduce una normativa che va a violare le norme codicistiche sui rapporti fra i condomini e sulla legittimità dei regolamenti particolari che possano contenere una obbligatoria metodica di suddivisione delle spese di riscaldamento in forza di criteri definiti pattiziamente.
Si impone infatti di suddividere le spese di riscaldamento centralizzato «in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo percentuali concordate. La quota da suddividere in base ai millesimi di proprietà non potrà superare comunque il limite massimo del 50%».

6. – La delibera ha natura di regolamento di attuazione dell’art. 9 della L.R. 24/2006 e come tale, in forza di quanto disposto dall’art. 42 dello Statuto di Autonomia della Lombardia, avrebbe dovuto essere sottoposta al previo parere della Commissione Consiliare competente, parere che non risulta essere stato richiesto.
Assoedilizia e Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia hanno impugnato tale delibera con ricorso straordinario al Capo dello Stato chiedendone l’annullamento previa sospensione.

 

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