Settore Immobiliare – Milano, città in serio squilibrio – Dichiarazioni di Colombo Clerici in sede di intervista al Giornale, pubblicata l’ 8 luglio 2012

Dichiarazioni rilasciate dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, al Giornale, nel corso dell’intervista pubblicata in data 8 luglio 2012

“Il settore immobiliare, nella nostra città, presenta una situazione di serio squilibrio.

L’offerta,  nel campo sia dell’edilizia abitativa, sia dell’uso commerciale o terziario, non incontra più la domanda.

Ciò è dovuto alla concomitanza di due fattori: la corsa a costruire pre-Pgt da un lato ed il sopravvenire della crisi economica dall’altro.

L’esito attuale sta in uno sconvolgimento delle dinamiche economiche sulle quali poggiava l’equilibrio del settore, e che garantivano un assetto ordinato agli investimenti immobiliari.

“Leggere” ciò che sta avvenendo ora, non solo nelle aree di nuova costruzione, ma anche all’interno del tessuto urbano consolidato, persino nel centro storico, è complicato, anche a causa della complessità dei fenomeni e dei processi sociali ed economici in atto.

Diciamo anzitutto che la “corsa” a costruire, nella nostra città, era stata generata, per un verso dalla prospettiva di una crescita favorevole dei valori di mercato che assicurava una remuneratività dell’investimento anche a prescindere dalla redditività del prodotto edilizio.
E per altro verso dall’intento di sottrarsi al “condizionamento” dell’imminente PGT: la sua entrata in vigore avrebbe prodotto un rincaro dei costi costruttivi, data l’onerosità dell’acquisizione del surplus dei diritti edificatori, conseguente all’applicazione del principio di perequazione.

Il sopravvenire dell’attuale grave crisi economica ha sorpreso tutti gli operatori a metà del guado.

La domanda di acquisto e di locazione, è oggettivamente calata a causa del ridursi della capacità di spesa di famiglie e di aziende.

L’offerta va gradatamente aumentando, man mano che tutti i cantieri aperti giungono ad ultimazione dei lavori.

Gli investitori immobiliari, che confidavano anche su una prospettiva, nel medio lungo periodo, di finanziarizzazione degli investimenti, fanno i loro conti e cercano di impattare la crisi economica con il minimo di esposizione al rischio.

La situazione che ne deriva è estremamente fluida.

A fronte di tale fluidità, nel campo della locazione abbiamo a che fare con una normativa concepita e varata allorché l’assetto del settore era più stabile: contratti vincolati di lunga durata; immodificabilità dei canoni nel tempo; irrecuperabilità parziale dell’inflazione, quanto meno per i contratti di una certa anzianità, presidiati dal meccanismo subdolo dell’indennità per avviamento commerciale.

E’ chiaro come una normativa così poco flessibile sia scarsamente in grado di permettere la dovuta aderenza dei contratti di locazione alle diverse esigenze espresse dalle parti, in relazione alle dinamiche economiche che stiamo vivendo.”

 

 

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