Archivio per agosto 2012

Urbanistica –Riforma Regime dei Suoli – Opportuno introdurre principi ed istituti di programmazione edilizia. – Colombo Clerici: Intervista rilasciata a Repubblica, pubblicata il 7 agosto 2012

agosto 29, 2012

In sede di intervista rilasciata a Repubblica, e pubblicata in data 7 agosto 2012, il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Ad evitare le diseconomie e gli squilibri comportati dai processi di finanziarizzazione della nuova produzione edilizia, dei quali abbiamo un chiaro esempio nello sviluppo edilizio della città di Milano in questi ultimi anni, è opportuno che nelle prossima riforma del regime dei suoli, si introducano principi ed istituti volti a subordinare gli interventi di nuova produzione edilizia  ad un momento non solo pianificatorio, ma anche programmatorio.
Per consentire al Comune di verificare, non solo la correlazione fra strutture edilizie di godimento ed infrastrutture di servizio, bensì anche la congruenza del rapporto tra gli interventi stessi e la situazione socio-economica della città: in altri termini con riferimento ad effettivi fabbisogni di funzioni e di strutture, oggettivi ed accertati – cioè  alla domanda del mercato.”

 

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Controesodo fine agosto 2012 – 9 milioni di italiani in viaggio – Assoedilizia-Cescat ed Aiaga

agosto 25, 2012

AGOSTO 2012: RIENTRO DEI VACANZIERI NELLE CITTA’ 

9 milioni Italiani in viaggio

Milano, 25 agosto 2012 Achille Colombo Clerici “Si respira ormai aria di fine vacanze estive. L’atmosfera di preoccupazione per l’incertezza dell’economia accentua l’ansia del ritorno a casa per i nostri connazionali.”

Secondo stime del CESCAT-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia e  AIAGA-Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi, si calcola che, tra oggi sabato 25, domenica 26 e lunedì 27, rientrino dalle località di villeggiatura oltre 5,5 milioni di italiani.

Ma altri, sia pure in numero nettamente più ridotto (il 9% del totale dei vacanzieri), partono.

Ma il movimento complessivo, compreso il pendolarismo turistico, assomma a 9 milioni di italiani in viaggio.

Considerando le principali città italiane, cui si aggiunge la conurbazione Verona-Vicenza-Padova, ecco i rientri previsti in questo fine settimana, lunedì compreso:

 – Milano 185.000
– Torino 140.000
– Genova 90.000
– Conurbazione Verona-Vicenza-Padova 80.000
– Bologna 55.000
– Firenze 40.000
– Roma  300.000
– Napoli 145.000
– Bari 50.000
– Palermo 85.000.

Roma, Napoli, Bari e Palermo registrano un pendolarismo per vacanza più alto della media nazionale.

Un dato comune in questi ultimi anni: una più rilevante presenza in città durante il mese di agosto sia di residenti sia di attività commerciali e di servizio.

Rientrano in città in questo week-end prevalentemente negozianti, impiegati, baristi, ristoratori, operai, artigiani,dipendenti in generale.

Ma, nonostante il “bollino rosso” su autostrade, stazioni ferroviarie e aeroporti non sono previsti affollamenti drammatici.

Secondo una tendenza “storica”, proseguiranno le vacanze di alcuni giorni (rientro scaglionato tra il prossimo week-end e la  prima settimana di settembre) i lavoratori autonomi. Ma molti professionisti e imprenditori anticipano il rientro a casa.

Questa stagione, secondo alcune rilevazioni, è la più fiacca addirittura degli ultimi quindici anni.

Come se non bastasse, il calo del movimento turistico estivo rispecchia il calo più generale dei flussi turistici interni.

Infatti, tra il 2008 e il 2012 la flessione del numero dei viaggi tocca i 38 punti percentuali, con una variazione in valori assoluti da 104 a 66 milioni che produrrà effetti pesanti sulle presenze: da 644.097 del 2008 a 449.793 del 2012.  

Negli ultimi cinque anni sono stati cancellati 41 milioni di viaggi e 195 milioni di giornate di vacanza, a causa del crescente numero di italiani che non possono concedersi alcuna vacanza (operai, pensionati).      

Turismo Mondiale ed Italiano – Turismo mondiale ed europeo in crescita: in Italia in calo – Assoedilizia Cescat Aiaga – Colombo Clerici

agosto 23, 2012

Ricerca condotta da Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia e Aiaga-Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi elaborando dati dei centri di ricerca internazionali 

TURISMO MONDIALE, UN MILIARDO DI UNITA’ NEL 2012, MA L’ITALIA ARRANCA (lieve aumento degli gli stranieri in estate, ma il turismo complessivamente cala) 

La ricchezza culturale e naturale del nostro continente e la sua lunga tradizione nel settore dell’ospitalità sono ancora molto apprezzate in tutto il mondo. 

Il settore europeo del turismo ha ottenuto buoni risultati, registrando addirittura una crescita nel 2012 che si aggiunge agli incrementi del 2011.

Da ciò viene la conferma che i viaggi e il turismo sono fattori economici trainanti per la ripresa in Europa.

Per contro l’Italia nel 2012 registra – con meno 2-3% di bilancio – il quinto anno consecutivo di recessione a causa del minor numero di turisti italiani (il turismo domestico rappresenta purtroppo il 60% di quello totale italiano) che l’aumento degli stranieri non è riuscito a compensare.  

E’ il risultato di una ricerca condotta da Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia e Aiaga-Associazione Italiana Amici Grandi Alberghi elaborando dati internazionali, ricerca che pone in rilievo due elementi-base: anche se il turismo e le vacanze sono considerati nel mondo beni di prima necessità ed il settore è in crescita (con “mercati” come quelli asiatici e cinese, in particolare, dalle enormi potenzialità) il turismo in Italia è in recessione a causa della crisi economica: ma non solo.

Dichiara il presidente di Assoedilizia  Achille Colombo Clerici:

“In Italia è in crisi soprattutto il turismo domestico (che rappresenta il 60% del bilancio del settore: un rapporto del 40%  quello del turismo straniero assolutamente carente, che dovrebbe esser invertito) e trascina al ribasso l’intero comparto economico.

Ciò è dovuto, non solo alla riduzione della liquidità in circolazione presso le famiglie italiane, ma al clima di sfiducia e di scoramento che si è generato nell’animo della maggior parte dei nostri connazionali, per il modo con cui la crisi economica si presenta ai loro occhi.

Non spendono neppure coloro che potrebbero farlo.”

 *       *      *

 Nonostante la crisi, secondo l’UNWTO i  flussi turistici mondiali sono progrediti del 4,4% nel 2011.

Nel 2012 si supererà la soglia di un miliardo di turisti (980 milioni nel 2011 e 939 nel 2010), un record.

L’arrivo di turisti in Europa ha raggiunto i 503 milioni nel 2011.
Sono cresciute soprattutto l’Europa centro-orientale e quella mediterranea (entrambe +8%).

Chi ha guadagnato di più dal turismo estero, sempre nel 2011?

Stati Uniti (+11%) e Spagna (+10%). L’Italia è cresciuta del 6%: si può fare di più, considerato che l’Italia è la maggior depositaria di beni artistico-monumentali, culturali, paesaggistici nel mondo.
Ma se il brand Italia vede la nostra attrattività turistica al 2° posto su 113 Paesi, esso scende al 10° se si considerano altri fattori quali  sistema di valori, infrastrutture di servizi accessori, qualità della vita, affari (i primi tre posti della classifica se li assicurano Canada, Svizzera, Nuova Zelanda). 

Non dimentichiamo il fattore rapporto qualità-prezzo, sovente in Italia abbondantemente sproporzionato, rispetto ai parametri degli altri Stati.

Sconcerta inoltre il raffronto con altri Paesi per numero di visitatori: siamo al quinto posto con 46,1 mln di unità.
Al primo la Francia, con 79,5 mln (posizione immeritata rispetto all’Italia per bellezze naturali, arte, città, ma  meritatissima per strategie ed organizzazione);  secondi gli Usa con 62,3 mln; terza la Cina con 57,6 mln; quarta la Spagna con 56,7.

Evidentemente il “sistema” di quei Paesi, specie nel caso dei nostri competitori più diretti – Francia e Spagna – gioca a favore del turismo buone carte in più.

La sofferenza italiana viene confermata dai dati consuntivi, non previsionali, dei primi quattro mesi (gennaio-aprile) 2012: si sono mossi nel mondo 285 mln di turisti, con un incremento del 5,4% rispetto allo stesso periodo 2011.

In Europa sono arrivati il 4% in più: ma mentre la Germania ha registrato un più 9,5% di arrivi, Francia e Gran Bretagna più 6,1%, Spagna più 2,4%, l’Italia ha segnato un sia pur lievissimo calo, meno 0,1%.

Ricorda un vecchio detto popolare  che parla della figlia di Pimpiripiglia, tutti la vogliono, nessuno (o quasi) la piglia.

Quali sono i Paesi i cui cittadini si aprono maggiormente alle mete estere?

Cina (dove i turisti che si sono spostati in destinazioni internazionali sono cresciuti del 30%; il paese offre una potenzialità di ben 200 milioni di turisti/anno ), Russia (turismo verso l’estero +21%), Brasile (+44%) e India (+33%).

Anche mercati già saturi e maturi come quelli occidentali sono cresciuti: i cittadini statunitensi recatisi all’estero nel 2011 sono aumentati del 5% e quelli italiani del 4%.

Resta il Mediterraneo il centro mondiale del turismo: 190 miliardi di euro.
E’ questo il totale delle entrate dovute al turismo nei Paesi mediterranei: il 26% del totale mondiale.

Questo settore è ormai al centro delle economie mediterranee.

Ma per l’Italia si impone un discorso particolare: premesso che il turismo resta una delle industrie principali del Paese (6% del PIL che sale al 12% con l’indotto) è la seconda potenza manifatturiera europea, e abbandonarsi al solo turismo come hanno fatto Grecia e Spagna può essere molto pericoloso: industria hi tech, con un rafforzamento dello stile del Made in Italy, e turismo di massa, ma di alta qualità, sono il vero binomio vincente su cui puntare.

Le case di vacanza dei Milanesi – Case di campagna, mare, montagna. Seconde case per villeggiatura. Ricerca Cescat-Assoedilizia

agosto 20, 2012

RICERCA CESCAT Centro Studi Casa Ambiente e Territorio

Le antiche e le nuove radici dei milanesi.

LE CASE DEI MILANESI
destinate al “leisure”, alla famiglia, alla villeggiatura. In affitto o in proprieta.

Quadro generale:

Le case, per le famiglie prevalentemente dei giovani, in montagna: Bormio-Madesimo-Cervinia-Sestriere-Courmayeur-San Sicario-Macugnaga-Livigno-Ponte di Legno-Madonna di Campiglio-Cortina-Cavalese-Selva-Moena-Aprica-S.Moritz-Crans-Verbier-Megeve.

Le case per le famiglie di anziani in montagna (una minoranza): Pinzolo-S.Pellegrino-Chiesa di Valmalenco-Barzio- Pian dei Resinelli-Presolana-Lanzo d’Intelvi- S.Fedele-Canzo-Asso-Ghisallo-S.Ambrogio-Varese-Brinzio

Le case al mare (inverno-estate):
In maggioranza in Liguria ed in Costa Azzurra: il Golfo Paradiso, Il Tigullio,le Cinque Terre, il Ponente Genovese e quello Savonese, Imperia e S.Remo.
Montecarlo, Nizza, Cannes,Venezia.

Le case dei milanesi nelle zone lacustri:
– Lago Maggiore: Stresa-Angera-Sesto Calende-Meina-Laveno-Baveno-Intra-Pallanza-Luino-Ispra-Cannobbio
– Lago di Varese: Calcinate-Morosolo
– Lago d’Orta
– Lago di Montorfano
– Lago di Annone
– Lago Segrino
– Lago di Como: Cernobbio-Moltrasio-Brunate-Menaggio-Torno-Bellagio-Bellano-Lenno-Tremezzo
– Lago di Garda:  Gardone-Salo’- Sirmione-Limone

Le case di campagna e le case di famiglia:

-Circa 5mila famiglie posseggono magioni avite, situate prevalentemente nel milanese compreso varesotto e comasco, nel pavese, nel cremasco, nel bergamasco e bresciano, in Valtellina, nel Monferrato e nel biellese, nel piacentino e nel parmense.

-molti hanno acquistato case antiche o tenute nel piacentino, in Lomellina, in Franciacorta, nel fiorentino,nel senese ed in Maremma.

    *        *          *  

 Le case sui campi da Golf o in prossimità:
-Milano-Monza Golf
-Barlassina Country Club
-Monticello Golf Fino Mornasco
-Luvinate Golf
-Montorfano-Golf Villa d’Este
-Bogogno Golf
-Alpino Golf  Stresa
-Carimate Golf
-Appiano Gentile Golf
-Castel Conturbia Golf
 

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Il quadro particolare per la stagione estiva di vacanze marine comprende, oltre ovviamente alla Liguria ed alla Costa Azzurra,  la Sardegna, la Costa tirrenica con le relative isole, toscana e laziale e quella adriatica veneto-romagnola e marchigiana,le isole napoletane e la costiera amalfitana e salentina, la Sicilia. Le isole Eolie ed Egee.
La Grecia e le isole spagnole. 

         *     *     *   

Le radici storiche degli insediamenti dei milanesi in villeggiatura.

Per analizzare la natura, la funzione, la storia delle seconde case dei milanesi c’è un criterio di “lettura” abbastanza indicativo.

Le case di campagna, avite, legate alla tradizione familiare, sono ubicate prevalentemente in zone poco dotate dal punto di vista turistico-paesaggistico.

Molto spesso nel raggio di 40-50 km. da Milano. Di ampia dimensione sono plurifamiliari indivise.

Appartengono a famiglie che si sono divise in più rami e vengono spesso usate frazionatamente o unitariamente e congiuntamente dai rispettivi discendenti.

Man mano che ci si sposta verso località turistiche le case sono di acquisizione più recente e rispondono,sempre più direttamente, alle esigenze della villeggiatura della famiglia.  Sono unifamiliari e possibilmente godono di un paesaggio maggiormente di pregio.

Il radicamento in luoghi di villeggiatura antichi (le Prealpi,i laghi lombardi) è  legato  spesse volte al periodo bellico,quando le famiglie erano sfollate da Milano.

Avvicinandoci nel tempo, troviamo i seguenti insediamenti, per epoche successive:

– le case nella Riviera Ligure ed in Versilia (anni ’50-’70)

– le case nelle località montane tradizionali (anni ’70-’80). Le Prealpi comasche, bergamasche e bresciane; le Alpi piemontesi, lombarde e venete.

– le case in Costa Azzurra ed in Sardegna (anni ’90)

– le residenze legate ai golf clubs (anni ’90- 00);

– le tenute e le case di campagna in Toscana ed in Umbria (anni 2000)

– le tenute in Puglia, le case in Sicilia (primo lustro degli anni Duemila); la recente moda della case a Venezia, Parigi, Londra, Miami, S.Domingo, Malindi.

Dove sono i milanesi in vacanza?

I flussi turistici seguono gli insediamenti stabili.
Effetto di trascinamento.
La maggior parte resta in Italia.

Va osservato che la dislocazione prevalente delle case in proprietà nelle diverse località funge da catalizzatore sia per le case in locazione,sia per il turismo alberghiero.

I milanesi,infatti,  tendono ad andare in vacanza non isolatamente o in località frequentate da turisti provenienti da altre regioni, ma preferendo i luoghi nei quali è già presente un forte nucleo di concittadini; anzi,si può dire che coloro che dimorano nelle proprie case esercitano una notevole attrazione verso il turista occasionale, non solo milanese, ma anche di altre regioni.

I milanesi creano le mode turistiche.

I milanesi, in altri termini, non solo tendono a far vacanza tra loro,ma fanno a loro volta “tendenza” creando le località di moda.

Il quadro rassegnato, dunque, oltre che indicativo dei nuclei stabili di frequentatori provenienti da Milano, fornisce la mappa dei luoghi dove maggiormente si affollano i milanesi durante le vacanze e dove il turismo maggiormente si concentra.

Risposta all’intervento di Colombo Clerici da parte del Sen. Nicolo’ Sella di Monteluce

agosto 18, 2012

Molto interessante parlare di riserve e riserve auree in particolare. Me ne ero occupato, nel lontano 1999 credo, quando sulla lettera finanziaria del Foglio ipotizzai di utilizzarle per finanziamenti alla crescita, in quanto con l’euro veniva a calare la riserva valutaria necessaria a fronteggiare crisi: gran parte del commercio sarebbe infatti in futuro avvenuta in euro. Si liberavano perciò in tutti i paesi aderenti ingenti riserve prima necessarie a garantire le varie valute, che diventavano una sola. Andreatta (maestro di Quadrio Curzio) concordò sostenendolo con dati e con vigore.

Ora, la riserva aurea è riserva. Nasce dalla piccola parte iniziale della dotazione della Banca di emissione, e dal surplus valutario generato dalla bilancia commerciale. L’esportatore rende la valuta incassata allo Stato nel senso lato (la banca d’Italia) . Riceve lire, oggi euro. La Banca d’Italia investe in valuta o in oro. Ossia per lo Stato/banca d’Italia si è stampato moneta e ricevuto oro e valuta. Giuridicamente è la Banca, ma chi fa fede è lo Stato. Non è un fenomeno che genera inflazione, in quanto alla moneta emessa corrispondono beni e servizi!

Allora, coraggio.

Nicolò Sella di Monteluce

 

Riserva Aurea Italiana – Banca d’Italia: plusvalenze 2011 di 13 miliardi, quasi due terzi del gettito Imu preventivato – Articolo pubblicato su “Italia oggi” del 18 agosto 2012

agosto 18, 2012

L’oro della Banca d’Italia.

Plusvalenze di quasi 13 miliardi di euro nel 2011 per la rivalutazione dell’oro  (quasi due terzi dell’intero gettito previsto quest’anno per l’Imu).

 *   *    *

 “Si può parlarne o gli italiani devono sentir parlare solo di imposta patrimoniale?

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 Articolo pubblicato su Italia Oggi del 18 agosto 2012. pag. 3

 PERCHE’ NON PARLARE DELL’ORO DI BANKITALIA

 Achille Colombo Clerici

“Nel corso di una relazione tenuta alla cerimonia annuale dei Cavalieri del Lavoro della Lombardia, il prof. Alberto Quadrio Curzio, docente all’Università Cattolica, ed uno dei macroeconomisti più autorevoli a livello europeo, ha avanzato l’idea che si utilizzi, per innescare la ripresa economica, la riserva aurea italiana al fine di garantire l’emissione di titoli destinati a finanziare anche l’investimento in infrastrutture.

La consistenza di tale riserva è assai rilevante ed ammonta ad un totale di 80 milioni di once, per un valore complessivo di quasi 100 miliardi di euro.

Se solo se ne vincolasse allo scopo un 30% , si avrebbe una disponibilità di ben 30 miliardi.

 Sul tappeto del dibattito c’è anche una proposta di istituire un Fondo finanziario europeo, con capitale costituito da riserve auree degli Stati membri, finalizzato ad abbattere il debito pubblico e rilevare 2,3 trilioni di titoli di Stato Uem.

Qualche banchiere, abbastanza addentro alle segrete cose, mi ha subito escluso che ciò si possa fare, nonostante l’emergenza della grave crisi economica e la ragionevolezza dell’iniziativa.

L’oro non appartiene allo Stato italiano, bensì alla Banca d’Italia che assomiglia ad una società per azioni, posseduta da alcune banche italiane; anche se poi esercita una funzione di interesse e rilevanza pubblica, vigilando sulle banche .

Non solo, ma una manovra di tal genere richiederebbe l’autorizzazione della BCE che difficilmente la concederebbe.

Ora, mi chiedo.

Come ed attraverso quali operazioni e passaggi giuridici, si è costituita la riserva aurea in capo alla Banca d’Italia (che nasce come ente di diritto pubblico alla fine dell’Ottocento)?

La riserva è stata all’origine presumibilmente conferita a Bankitalia dai vari istituti di emissione fondatori (e l’oro degli Stati preunitari?), per permetterle di coprire, attraverso la garanzia dell’oro, l’emissione della moneta, della cui funzione pubblica era titolare sin dalla sua fondazione?

Ma c’è un’altra questione.
Come tale riserva finisce nel sistema bancario, in modo tale per cui oggi la sua disponibilità è assoggettata al sindacato della BCE?

La questione non è chiara.

Tanto da far dire all’ex ministro Tremonti, in termini evidentemente politici o polemici, che l’oro è del popolo italiano (opinione espressa anche da Tommaso Padoa Schioppa, al tempo in cui era Ministro dell’Economia); mentre dal punto di vista giuridico non lo è, perché l’oro non appartiene giuridicamente dello Stato Italiano.

Ho cercato informazioni in proposito, ma ho riscontrato che anche presso alcuni dei più autorevoli esperti di mia conoscenza, regnano molta confusione di idee e disinformazione.

Fa specie, poi, che due parlamentari abbiano presentato, nel gennaio di quest’anno, un’interrogazione alla Camera, per sapere addirittura che fine abbia fatto quest’oro e dove sia fisicamente custodito: e legittimamente lo chiedono in quanto esso sarebbe iscritto nel bilancio di Bankitalia, parzialmente con la dizione “crediti in oro”, per 95,92 miliardi (con una plusvalenza di quasi 13 miliardi nell’ultimo anno).
Crediti verso chi?

Insomma, gli italiani possono sapere qualcosa di certo e di esaustivo su questa questione o la storia dell’oro “dello Stato italiano” è  un segreto, appunto di stato?

Almeno si sappia chi lo custodisce ,non tanto l’oro, quanto questo segreto.”

Turismo in Italia, 2012 andamento e prospettive – Radio Vaticana – Intervista a Colombo Clerici andata in onda il 18 agosto 2012 alle ore 13,10

agosto 18, 2012

Intervista rilasciata da Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, a Radio Vaticana, andata in onda il 18 agosto 2012 alle ore 13,10:

“E’ in crisi il turismo domestico (che rappresenta il 60% del bilancio del settore: un rapporto del 40%  quello del turismo straniero assolutamente carente, che dovrebbe esser invertito) e trascina al ribasso l’intero comparto economico.

Ciò è dovuto, non solo alla riduzione della liquidità in circolazione presso le famiglie italiane, ma al clima di sfiducia e di scoramento che si è generato nell’animo della maggior parte dei nostri connazionali, per il modo con cui la crisi economica si presenta ai loro occhi.

Non spendono neppure coloro che potrebbero farlo.

Registriamo un calo generale complessivo del giro d’affari turistico del 2% tendente al 3%  rispetto all’anno scorso.

Questo dato tiene conto di tutte le componenti che concorrono a formare il bilancio economico del turismo.

Ad esempio:

– presenze alberghiere
– presenze nelle case (in locazione o in proprietà; ospiti presso amici)
– presenze B&B ed agriturismi
– spese in negozi (alimentari, generi vari)
– spese in bar, ristoranti e locali di intrattenimento.
– spese per trasporti e viaggi, crociere
– spese per uso di impianti sportivi
– acquisto e locazione mezzi e natanti da diporto 
– porti, spiagge.
Ecc.

2) Si riducono le presenze turistiche degli italiani.

Dati da noi forniti sono indicativi:

le presenze nelle città nel mese di agosto sono aumentate del 50% in cinque anni: ciò significa che, rispetto al 2007, il 15% in più della popolazione passa l’agosto in città.

Tenendo presente il fenomeno della tendenza allo scaglionamento ed alla terziarizzazione delle ferie agostane, significa che le vacanze, più gente  in parte le ha già fatte ed in parte non le fa.