Archivio per settembre 2012

CORRIERE DELLA SERA, ASSOEDILIZIA – Rubrica di domande e risposte al secondo anno

settembre 13, 2012

SECONDO ANNO DI COLLABORAZIONE ASSOEDILIZIA-CORRIERE DELLA SERA

Milano

E’ giunta al secondo anno la collaborazione tra Corriere della Sera e Assoedilizia che cura, nella pagina Casa e Condominio, la rubrica “Domande e risposte” su quesiti posti dai lettori in materia di problematiche inerenti al tema casa e condominio: “Un servizio – considera il presidente dell’associazione dei proprietari immobiliari Achille Colombo Clerici che risponde in prima persona ai quesiti – che Assoedilizia, contando su oltre 150 esperti che coprono tutte le tematiche  riguardanti la casa, offre volentieri e gratuitamente ai cittadini per aiutarli a venire a capo al meglio delle mille leggi e norme che incombono sul bene preferito dagli italiani”.

 

 

Urbanistica – Riforma regime suoli: i principi indefettibili a proposito di perequazione – Colombo Clerici – Intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, pubblicata il 10 settembre 2012

settembre 12, 2012

Dichiarazioni del presidente Achille Colombo Clerici nel corso della intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore” e pubblicata il 10 settembre 2012, in Edilizia e Territorio.

“Siamo da sempre fautori della perequazione urbanistica, come strumento per la realizzazione della vera indifferenza dei proprietari dei suoli, di fronte alle scelte pianificatorie dei comuni.

Ma riteniamo che la Legge Regionale Lombarda,  che introduce nell’ordinamento l’istituto della perequazione urbanistica, contenga due “smagliature” che possono condurre a distorsioni sperequative ed illegittime anche sul piano costituzionale.

La sua facoltatività da parte dei comuni in sede di pianificazione territoriale e la mancanza di indicazioni circa le modalità con le quali essa debba essere attuata.

Non si dice ad esempio  in cosa consista e come debba realizzarsi: se per ambiti territoriali sovracomunali o comunali, ovvero per sub-ambiti territoriali omogenei, cioè comprendenti aree aventi la medesima vocazione edificatoria.

La futura riforma nazionale del regime dei suoli, nel disciplinare la perequazione urbanistica dovrà dettarne una disciplina compiuta che contenga a nostro giudizio i seguenti principi:

– Perequazione urbanistica obbligatoria, ma solo con riferimento ad ambiti territoriali omogenei all’interno del territorio comunale: ambiti includenti aree che presentino la medesima vocazione edificatoria.

– Codificazione dei diritti edificatori trasferibili all’interno di tali aree.

– Gestione pubblica dei diritti di cui sopra da parte dei comuni ( traslazione dei diritti non discrezionale), ad evitare fenomeni di gestione monopolistico-speculativa degli stessi.
E’ questo infatti l’unico modo per garantire che lo sviluppo urbano risponda agli interessi della città e non a quelli di singoli gruppi.

E’ necessario inoltre che  si introducano principi ed istituti volti a subordinare gli interventi di nuova produzione edilizia  ad un momento non solo pianificatorio, ma anche programmatorio.

Per consentire al Comune di verificare, non solo la correlazione fra strutture edilizie di godimento ed infrastrutture di servizio, bensì anche la congruenza del rapporto tra gli interventi stessi e la situazione socio-economica della città: in altri termini con riferimento ad effettivi fabbisogni di funzioni e di strutture, oggettivi ed accertati – cioè alla domanda del mercato.”

 

Forum Ambrosetti Cernobbio 2012 – Collaborazione Italia Svizzera nel campo del Turismo – Intervista del “Giornale del Popolo” di Lugano a Colombo Clerici

settembre 12, 2012

Intervistato dal Giornale del popolo di Lugano (intervista pubblicata il 10 settembre 2012) nell’ambito del Forum Ambrosetti che si è tenuto a Cernobbio dal 7 al 9 settembre 2012, il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici ha dichiarato:

“La decisione di Draghi (intervento della BCE per scudo anti spread n.d.r.) è provvidenziale: perché è evolutiva di una situazione in forte stallo e che creava, per una questione formale e non sostanziale, una debolezza ulteriore agli Stati europei in sofferenza. Provvidenziale perché nulla innovando da un punto di vista sostanziale, pone argine a velleità di forze speculative. In una unione di Stati, che tenda alla confederazione e nella quale deve regnare il mutuo sostegno, non si può immaginare che si possano delineare posizioni conflittuali che portano solo alla disgregazione e alla perdita del bene comune”.

I guai dell’Italia non derivano dalla insufficienza dei suoi fondamentali che sono adeguati, spiega, ma da una posizione internazionale indebolita dalla mancanza di questo sostegno comune.
Ma tutta l’economia oggi rallenta.

“Credo, aggiunge, che bisogna fare i conti con una situazione non contingente ma strutturale.
Le economie occidentali faticano perché sono arrivate a un punto di saturazione dei fabbisogni e non è immaginabile dilatare oltremisura la produzione dei beni durevoli che presentano un limite di assorbimento, quanto meno con riferimento territoriale.

Nel suo ruolo di presidente dell’Istituto Europa Asia che studia i rapporti economici e culturali tra i due Continenti, in particolare il turismo, Colombo Clerici riflette: “Ma se il nostro Paese punta sul settore turistico  che è l’ultimo a risentire della limitazione descritta, c’è spazio enorme.

Il turismo è un bene fondamentale: quello del tempo libero e della cultura.

Il turismo destinato alla cultura diventa un bene fruibile dalle grandi masse.
Dobbiamo giocare questa carta perché non ha limiti di produzione e soprattutto, almeno in Italia, c’e’ molto cammino da percorrere utilmente.

Il discorso della collaborazione con il Ticino – aggiunge – è fondamentale. 

Noi l’abbiamo sempre tenuto in prima istanza anche nella prospettiva dell’Expo.

Abbiamo apprezzato molto come l’Expo sia stata accolta in Svizzera.

La Svizzera è stata uno dei primi Paesi a capirne l’importanza; anche perché la contiguità territoriale favorisce la collaborazione.

E noi abbiamo il piacere di immaginare la prospettiva di una collaborazione tra la Svizzera (in particolare il Ticino) che conquisti e gestisca parte dei flussi turistici, accogliendoli per poi convogliarli anche in Italia: si tratta di un progetto di comune interesse.

Il turismo, nonostante la recessione, è l’unico settore che continua a macinare sviluppo. Quest’anno il movimento mondiale del turismo supererà il miliardo di persone, un record assoluto.
Con aumenti che sono rimasti costanti, anche dopo l’inizio della crisi.

 E’ un segno di ottimismo di cui la società italiana ha grande bisogno.”


Achille Colombo Clerici con la moglie Giovanna

con Giovanni Puglisi ed Alfredo Ambrosetti

Colombo Clerici con la moglie del Premier signora Elsa Monti

Colombo Clerici con l’on. Renato Brunetta

Achille Colombo Clerici con Enrico Letta

Colombo Clerici con Cardinale Ravasi

Documentazione ricevuta dall’on. Prof. Renato Brunetta

settembre 12, 2012

1puntata – Programmi elettorali e promesse mantenute – 1994-1995

2puntata – Programmi elettorali e promesse mantenute

3puntata – Programmi elettorali e promesse mantenute – 2008-2011

Tutto su Grillo

Né angeli né demoni

La votazione elettronica (e-voting)

Editoriale – Tasse e disoccupazione ecco cosa ha prodotto l’imbroglio dello spread

 

“Expo e turismo: le due carte di collaborazione con il Ticino” – Articolo pubblicato su Lunedì Economia del 10.9.2012

settembre 10, 2012

 

Forum Ambrosetti Cernobbio 2012 – Colombo Clerici intervistato da Rai 2: “ll calo dei valori immobiliari è una perdita di ricchezza nazionale. Politica che li difenda.”

settembre 10, 2012

Dichiarazioni del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, nel corso di una intervista rilasciata a Rai 2, nell’ambito del Forum Ambrosetti di Cernobbio, in data 8 settembre 2012: 

“Partecipando al meeting  Ambrosetti di Cernobbio più o meno da  vent’anni e seguendo i temi svolti, ho l’impressione che gli economisti considerino il settore edilizio, nella accezione più lata comprendente, non solo il mercato delle compravendite e degli investimenti negli immobili, ma anche il comparto delle costruzioni, come una variabile indipendente del sistema economico, la cui attività stenti ad essere ricompresa fra le attività produttive.

Tanto che non ricordo si sia mai trattato l’argomento, se non di sfuggita ed occasionalmente.

Mentre quello edilizio è un settore portante dell’intera economia, perché coinvolge milioni di operatori e di investitori che contribuiscono con la loro opera a costituire un volume essenziale al buon andamento della intera economia.

La grande massa degli operatori in questo campo è rappresentata dalle famiglie, che considerano l’investimento nell’immobile il perno attorno al quale costruire l’intera economia familiare.

Un mondo tale non va né deluso, né spaventato; anzi, bisogna rinfrancarne la fiducia nello Stato e nella economia, non solo a parole, ma soprattutto con una concreta azione di governo e con un’azione politica che portino, se non al rafforzamento, quanto meno alla tenuta dei valori di mercato, e certamente a non deprimerli (perché si tratta di ricchezza individuale, ma al tempo stesso, nel suo complesso, di ricchezza nazionale) e parallelamente assicurino una concreta equità fiscale.” 

 

FORUM AMBROSETTI – CERNOBBIO Villa d’Este 2012 – Istituto Europa Asia – I flussi turistici dall’Oriente in Europa e le prospettive di sviluppo del turismo europeo ed italiano

settembre 8, 2012

ISTITUTO EUROPA ASIA 

TURISMO DALL’ASIA: BENE PER L’EUROPA
L’ITALIA SI SALVA PER MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI

Secondo il presidente dell’Istituto Europa Asia e di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, che partecipa a Cernobbio Villa d’Este all’annuale FORUM Ambrosetti sull’economia, è stato positivo il flusso turistico 2012 dai principali Paesi asiatici verso l’Europa.

In tale contesto ben si colloca – per numero di arrivi e di giorni-presenza – anche l’Italia, la quale sconta comunque le tradizionali carenze organizzative e di sistema-Paese, collocandosi soltanto al quarto posto tra le mete europee (precedono Francia, Germania e Svizzera, ma presto ci sarà il sorpasso della Spagna).

Non basta infatti affidarsi ai monumenti e alle bellezze paesaggistiche.

Anche se il 2012 è anno di stasi se non di recessione, secondo l’UNWTO si supererà nel mondo  la soglia di un miliardo di turisti (980 milioni nel 2011 e 939 nel 2010), un record.

L’arrivo di turisti in Europa ha raggiunto i 503 milioni nel 2011.

Sono cresciute soprattutto l’Europa centro-orientale e quella mediterranea (entrambe +8%); le previsioni per la dissestata Grecia sono addirittura strabilianti, in 10 anni un incremento di oltre il 1000%.

Una percentuale sempre più consistente di questi arrivi è dovuta ai Paesi asiatici.

CINA – E’ la protagonista – e il suo ruolo è destinato ad accrescersi molto – di tale flusso.

I dati 2010 (ultimi disponibili) vedono 58 milioni di persone uscire dalla Cina per motivi turistici (saranno 100 ben prima del 2020), e le loro spese in Europa salire dai 35 miliardi di euro del 2011 ad oltre 73 nel 2015.

Già oggi il turista cinese, che appartiene comunque ad una élite, dispone mediamente di 11.000 euro per lo shopping nel Vecchio Continente.

Francia e Germania hanno intensificato i collegamenti aerei diretti con la Cina; sono in corso importanti investimenti da parte di catene alberghiere e tour operators.

L’Italia, pur essendo tra i 10 Paesi preferiti, e nonostante gli sforzi lodevoli dell’ambasciata di Pechino, ad esempio per accelerare la concessione dei visti, è quasi totalmente impreparata: non esistono guide in mandarino e cantonese, non c’è personale di accoglienza che parli quelle lingue, impera la più totale ignoranza di usi, costumi, cultura, preferenze alimentari degli ospiti cinesi, negozi e alberghi non riconoscono le carte di credito cinesi, la promozione è spezzettata tra le Regioni spesso in concorrenza tra loro; manca una adeguata rete infrastrutturale di servizi di ricettività e di trasporto per accogliere i grandi flussi di turismo medio-basso.

GIAPPONE – Positiva nel 2012 la presenza giapponese in Italia dopo il freno dell’anno scorso dovuto alle catastrofi naturali.

Si prevede un incremento del 6-8% mentre le spese dei turisti in articoli di alta moda si mantiene su elevati livelli.

COREA – Tra le mete italiane più ambite (più 20% rispetto al 2011) le città d’arte (Roma, Venezia, Firenze) cui si aggiungono progressivamente Milano e Napoli.

INDIA – Notevole la crescita in percentuale, anche se ancora non rilevante in termini assoluti,  dei turisti indiani (più 20-30% rispetto al 2011).

Anche il loro interesse va principalmente alle città d’arte, ma si nota una maggiore curiosità verso le isole e le coste campane, la Costa Smeralda, Taormina, le Cinque Terre, grazie probabilmente a tour operators intraprendenti.

 

Dismissione beni pubblici – Sistema di titoli, alternativi alla cessione materiale, rappresentativi di fondi in cui siano conferiti i beni pubblici – Colombo Clerici – intervista Il Giorno 10 agosto 2012

settembre 7, 2012

Documentazione Sen. Mario Baldassarri:

BALDASSARRI_3 AGOSTO 2012 QUATTRO DdL

1 BALDASSARRI_ddl_fondo_immobiliare_italia

2 BALDASSARRI_ddl_fondi_perduti

3 BALDASSARRI_ddl_acquisti_e_famiglie

4 BALDASSARRI_ddl_constrasto_di_interessi

BALDASSARRI_RELAZIONE DISEGNI DI LEGGE

 

Forum Ambrosetti Cernobbio “The European House” Villa d’Este – Settembre 2012 – Settore immobiliare Outlook Assoedilizia – Analisi e prospettive

settembre 7, 2012

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, che partecipa a Cernobbio all’annuale Forum Ambrosetti sull’economia:

“Negli ultimi otto mesi si registra un deciso aggravarsi della crisi di tutto il settore immobiliare. 

Preoccupanti gli indicatori economici, riferiti ai primi mesi del 2012.

A ) Minor gettito fiscale (particolarmente dell’ Iva):  i dati positivi recentemente diffusi si spiegano solo considerando il surplus di entrate fiscali derivante dalla  prima rata dell’IMU, senza la quale il saldo risulterebbe comunque in diminuzione.   

Cause:

– riduzione della liquidità del sistema economico
– riduzione delle spese e consumi delle famiglie;
– diminuzione di cantieri edilizi (manutenzioni e nuove costruzioni);
– minori investimenti privati.

L’andamento particolarmente negativo del turismo domestico durante questa estate è stato emblematico della crisi economica generale in atto e della atmosfera di seria preoccupazione diffusa nei ceti produttivi italiani.

B ) Contrazione delle compravendite relative all’acquisto-casa da parte delle famiglie (- 19,6% dato Agenzia Territorio):
atteggiamento prudente-riflessivo delle famiglie che hanno ridotto l’investimento del risparmio nel mattone (se c’è da investire si rivolgono all’estero).

C ) Contrazione drastica dei mutui immobiliari (dati Eurisc di Crif: primi otto mesi del 2012 – meno 44%)

Il calo verticale dei mutui è al tempo stesso effetto e concausa della crisi economica del settore.
C’è da chiedersi quanto esso risponda ad una contrazione dovuta alla crisi di liquidità del sistema e alla riduzione della domanda, ovvero quanto risponda  ad una mancanza di politica bancaria di sostegno (con la concessione dei mutui) al mercato immobiliare.

Certo è che in carenza di un efficiente ed adeguato sistema di mutui fondiari, il mercato degli immobili non ha alcuna chance di ripresa: anche perché rarissimamente un acquisto immobiliare può esser attuato senza l’ausilio di un mutuo (dato Centro Studi Confindustria in 2 casi su 3 acquisti senza mutui: ma, prescindendo dalla considerazione dei volumi,  per gli acquisti da parte delle famiglie ci avviciniamo alla quasi  totalità).

D ) Contrazione degli investimenti immobiliari da parte degli stessi fondi di investimento, italiani e stranieri.

E ) Boom di acquisti immobiliari italiani all’estero nei primi 6 mesi del 2012: più 16,5% nel primo semestre rispetto all’anno scorso.
(sfiducia nel mercato immobiliare interno; all’estero mutui e fiscalità più vantaggiosi).

F) Calo dei valori immobiliari di circa il 18% dall’inizio della crisi e prospettive di un ulteriore calo per tutto il 2013

 *      *      *

Nel quadro della crisi economica generale si registra un forte inasprimento del carico fiscale sugli immobili.

Nel campo della locazione (istituto economico che presidia l’investimento del risparmio nel mattone)  l’Imu, nella forma in cui è stata introdotta in via sperimentale ed anticipata (con il meccanismo iniquo dei coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali per la determinazione delle basi imponibili, che rappresentano dei veri amplificatori di sperequazioni)  e combinata con la riduzione della deduzione forfetaria dai redditi imponibili per spese manutentive,  può generare squilibri connessi al venir meno della competitività, sul piano economico nazionale ed internazionale, di questo genere di investimento.

Esito questo deleterio per l’economia e le dinamiche sociali del Paese.

L’azione di governo non può prescindere dal considerare il fattore psicologico come importante elemento propulsore del mercato.

Nel settore immobiliare la stretta fiscale è stata drastica e generale: non solo misure volte a generare il maggior gettito tributario, ma il varo in modo generico e frettoloso della riforma catastale. 

Questa riforma si innesta su un sistema di tassazione sperequato ed iniquo (con effetti deleteri ove si pensi che, pur in assenza di reddito effettivo,  viene tassato  un reddito presunto correlato al valore catastale) poggiante peraltro su aliquote dilatate.

Non solo, ma la parametrazione ai cosiddetti valori di mercato degli immobili (e non alle rendite-reddito ordinario mediamente ritraibile; a parte le questioni di costituzionalità, poiché in Italia la tassazione è a base reddituale e non patrimoniale)  è assolutamente fuorviante ed in molte situazioni rischia di condurre a basi imponibili superiori agli effettivi valori, per due ordini di ragioni.
 Anzitutto perché si riconduce a rilevazioni “storiche” che non tengono conto dell’andamento ciclico del mercato stesso (per cui, se il valore cala, la rendita catastale non scende parallelamente).
In secondo luogo perché le determinazioni catastali delle rendite non tengono conto delle condizioni soggettive in cui versa l’immobile.
Che senso ha rifarsi a valutazioni ed indicazioni che notoriamente si riferiscono a transazioni relative ad immobili liberi, ed imporre gli stessi valori anche agli immobili locati, che, in caso di vendita, magari necessitata, subirebbero un calo verticale delle quotazioni?

Come si vede, la questione non è cosi semplice e pacifica.

Con la riforma in atto, si verrebbero dunque ad assumere, al momento della imposizione fiscale, valori teorici e non reali ed effettivi.

Inoltre, il meccanismo basato sulla correlazione tra valore immobiliare catastale, coefficienti di reddito presunto e tassazione (sul quale poggerebbe la fiscalità del dopo riforma) esiste già da qualche anno nella normativa tributaria; ma non viene applicato dal Fisco perché porta a risultati aberranti e fuori dalla realtà.

La  attuazione, dunque, della riforma in tali condizioni porterebbe in molti casi ad un carico tributario da vera e propria espropriazione.

Se si vuole il gettito fiscale  basterebbe far funzionare l’attuale sistema catastale in tutte quelle aree in cui non funziona per attuare la necessaria perequazione.

Ai fini del gettito basterebbe poi lavorare sulle aliquote delle diverse imposte e sui relativi coefficienti; ed al Governo non mancherebbe la possibilità, come d’altronde ha fatto sino ad ora.

Viceversa il varo della riforma catastale che, per ben che vada, produrrà effetti tra quattro o cinque anni, oggi non ha altro valore che quello di rappresentare una “lezione di rigore” per il futuro: ma una lezione del tutto sbagliata, perché alla fine ci saranno ancora aree nelle quali non si sarà proceduto alla conseguente revisione ed aree nelle quali la sua attuazione avrà condotto alla massima iniquità (basi imponibili elevatissime ed aliquote invariate).  

C’è da supporre dunque che questa misura abbia  generato negli italiani l’idea di una prevenzione del Governo verso gli investimenti immobiliari, e la conseguente psicosi nei nostri concittadini, che si stanno allontanando da tali forme di investimento.

Occorre una inversione di rotta, da parte del Governo,  se si vuole che il futuro non ci presenti situazioni di tracollo.

Tre i pilastri sui quali deve poggiare l’azione di governo.
Anzitutto la riforma della fiscalità immobiliare deve precedere e non seguire la revisione catastale; e quest’ultima deve esser improntata a criteri di reale equità.

In seconda istanza occorre eliminare al più presto le sperequazioni e le iniquità dell’Imu sperimentale ed anticipata (ad esempio moltiplicatori applicati indistintamente anche a rendite recentemente rivalutate).

Il terzo pilastro per il rilancio del settore sta in una adeguata politica bancaria di sostegno ai mutui, senza la quale non ci potrà essere ripresa alcuna, né del mercato immobiliare, né del settore delle costruzioni.”

 

Valori immobiliari in calo – In molti casi saldo Imu su valori sperequati – Iniquità del sistema catastale, delle aliquote e dei coefficienti moltiplicatori delle rendite – Assoedilizia

settembre 3, 2012

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“Molti contribuenti pagheranno il saldo Imu su valori imponibili superiori a quelli di mercato degli immobili.

I valori immobiliari sono calati in questi tre anni e continuano a calare: ma il Catasto non ne tiene conto.

Coloro che hanno avuto attribuzioni di rendite catastali negli ultimi anni finiscono per pagare le imposte su valori  superiori a quelli di mercato.

Si tratta di tutti i contribuenti che hanno eseguito lavori di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione sugli immobili in proprietà, di coloro che hanno subito accertamenti a seguito delle revisioni catastali per microzone, di coloro che hanno acquistato immobili di nuova costruzione.

In tutti questi casi, e sono milioni, il Catasto ha proceduto imperterrito (e procede imperterrito anche per le attribuzioni di rendite che vengono compiute in questi giorni e per quelle future ) sulla base della “memoria storica” dei valori catastali: che risale a periodi in cui i prezzi erano continuamente crescenti.

Revisioni al ribasso il sistema catastale non ne attua mai.

Non solo; ma il provvedimento governativo cosiddetto Salva Italia, ha introdotto per l’Imu anticipata coefficienti moltiplicatori delle rendite che comportano un innalzamento del valore imponibile, fino a più 60% di quello base.

Questa è la vera iniquità e la vera sperequazione del sistema catastale.
Altro che riforma catastale per introdurre valori per metro quadrato.

Con l’attuale sistema le rendite recentemente attribuite portano già a valori imponibili superiori a quelli di mercato: eppure non si sente parlare né di abbassamento di aliquote per le diverse imposte (come pure si prometteva), né di riduzione dei coefficienti moltiplicatori ai fini Imu, per i casi di rendite recenti.

Per i contribuenti non si sa se si tratti di danno prima della beffa o di beffa prima del danno.
Certamente si tratta di una grave iniquità fiscale.

Perché la perequazione catastale non va attuata innalzando le rendite più basse, e fino ad allora il massacro per le rendite più alte, trattate alla stregua delle prime; ma subito riducendo congruamente il carico fiscale gravante sulle rendite più alte.”