Archivio per dicembre 2012

Auguri Assoedilizia

dicembre 17, 2012

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Concerto di Natale nel Duomo di Milano – Veneranda Fabbrica, Solisti Veneti – Santo Natale 2012

dicembre 17, 2012

Eccezionale evento musicale offerto alla cittadinanza dalla Veneranda Fabbrica del Duomo

CONCERTO DI NATALE NEL DUOMO DI MILANO 

La Veneranda Fabbrica del Duomo-Vivi il Duomo, presieduta da Angelo Caloia, offre alla cittadinanza un evento culturale unico: il Concerto di Natale, nel Duomo di Milano, con l’Orchestra I Solisti Veneti  diretta dal Maestro Claudio Scimone.

Il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, partecipando al concerto, esprime “l’augurio che momenti come questo, di alta partecipazione civile e culturale alla vita della Città, nel luogo maggiormente simbolico che essa esprime, possano rappresentare il fondamento di una rinascita che porti alla ripresa di fiducia e di speranza in un futuro di vero progresso umano, che parta da Milano per coinvolgere l’intero Paese, il quale sta attraversando una delle crisi più profonde fra quelle che si sono presentate nella sua recente storia.” 

Programma: Charles Gounod (1818 – 1893), Marcia Pontificale; Antonio Vivaldi (1678 – 1741), dall’Opera Ottava “Il cimento dell’Armonia e dell’Invenzione”, quattro concerti per violino, archi e basso continuo Le Quattro Stagioni: “La Primavera”, solista Lucio Degani, violino; “L’Estate”, solista Chiara Parrini, violino;  “L’Autunno”, solista Chiara Parrini, violino; “L’Inverno”, solista Lucio Degani, violino.

I Solisti Veneti sono un’orchestra da camera italiana conosciuta in tutto il mondo.

L’orchestra, specializzata nell’esecuzione di musica barocca, è stata fondata a Padova nel 1959 dal maestro Claudio Scimone che ne è tuttora il direttore.

Nei suoi oltre cinquant’anni di esistenza si è procurata la fama di specialista nell’esecuzione di musiche barocche di autori italiani quali Vivaldi, Tomaso Albinoni, Benedetto Marcello.

Lucio Degani e Chiara Parrini sono i solisti più rappresentativi del gruppo.

Contrariamente alla maggior parte delle altre orchestre barocche, che usano strumenti musicali dell’epoca o loro riproduzioni fedeli, I Solisti Veneti usano per le loro esecuzioni strumenti musicali di moderna costruzione.I Solisti Veneti hanno all’attivo oltre 300 album per la maggior parte incisi per l’etichetta Erato. Fra questi si annoverano delle prime esecuzioni di opere sconosciute di autori come Vivaldi, Albinoni e Gioachino Rossini.

Loro concerti sono stati registrati da diverse reti televisive e filmati per essere poi trasposti in Dvd. Nel corso della loro attività, che li ha portati ad esibirsi in oltre ottanta nazioni in giro per il mondo, hanno vinto numerosi premi internazionali fra i quali si ricordano un Grammy e un Grand Prix de Disque.

Le loro esibizioni hanno spaziato da Salisburgo a Seul, da New York a Tokio e in centinaia di altre città del mondo.  

Colombo Clerici nevicata

Achille Colombo Clerici nello Skyline della Milano antica sotto la nevicata del giorno di S. Lucia

 

Svizzera Italia – Canton Ticino, Incontro con l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Carla Zuppetti

dicembre 14, 2012

INCONTRO UFFICIALE A BELLINZONA DELL’ AMBASCIATORE DI ITALIA IN SVIZZERA CARLA ZUPPETTI 

Nell’occasione, organizzato dal Console Generale d’Italia in Lugano Ministro Plenipotenziario Alberto Galluccio un ricevimento al Motto del Gallo in onore dell’Ambasciatore.

 L’Ambasciatore d’Italia a Berna, Signora Carla Zuppetti, giovedì 13 dicembre e’ stato ricevuto a Bellinzona dal Consiglio di Stato della Confederazione e dal Canton Ticino, presenti le autorità politiche, istituzionali e religiose cantonali.

 Nell’occasione,un ricevimento è stato organizzato successivamente, in onore dell’Ambasciatore, dal Console Generale d’Italia in Lugano, Ministro Plenipotenziario Alberto Galluccio.

 Ospiti selezionati, esponenti del mondo istituzionale, diplomatico, culturale, imprenditoriale e politico di Italia e di Svizzera, tra i quali Achille Colombo Clerici, presidente dell’Istituto Europa Asia e di Assoedilizia,  Rosa Item, Fiorenza Bergomi, Roberto Torrente, Matteo Cocchi, Remigio Ratti, Gigi Ragni, Franco Masoni, Paolo Grandi,  Marco Chingari e Francesca Patanè, Fausti Tenzi, Giancarlo Dillena, Claudio Mesoniat, Alberto Dell’Acqua,  Aldo Brentani,  Valeria Bruni, Cristina Bonzanigo, Silvio Tarchini, Alberto Siccardi, Edo Bobbià.

                  *   *   *

 L’Ambasciatore Zuppetti, che ricopre l’incarico anche per il Liechtenstein, entra in carriera diplomatica nel 1978, assegnata alla Direzione Generale Emigrazione e Affari Sociali, dove segue in particolare gli interventi in situazioni di emergenza o in occasione di eventi straordinari per l’assistenza agli italiani residenti nei Paesi dell’Africa e dell’Asia.

 Nel 1981 è Primo vice console a Basilea e, dal 1983, è reggente del Consolato Generale a Leningrado. Dal 1986 è a Francoforte in qualità di Console Aggiunto, e due anni più tardi viene confermata nella stessa sede con funzioni di Console.

 Rientrata a Roma nel 1990, assume alla Direzione Generale del Personale e dell’Amministrazione, dove lavora sino al 1995, data della sua nomina a Primo consigliere alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’O.N.U. in Ginevra con l’incarico di seguire le tematiche relative ai Diritti Umani.

 In seguito, è Primo consigliere all’Ambasciata a Parigi, dove coordina le attività degli Uffici Consolari in Francia e segue i rapporti bilaterali in materia di Giustizia e Affari Interni.

 Rientra in Farnesina nel 2002, dove, alle dirette dipendenze del Direttore Generale per il Personale, coordina la destinazione dei diplomatici negli Uffici del Ministero e della rete estera.

 Nel 2004 viene nominata Vice Direttore Generale per il Personale. Dal 2008 è Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche Migratorie e nel febbraio 2012 è nominata dal Consiglio dei Ministri al grado di Ambasciatore. 

Foto:

– da sin. Console Alberto Galluccio,  Remigio Ratti, Paolo Grandi, Amb. Carla Zuppetti, Franco Masoni Fontana, Achille Colombo Clerici, Giampiero Casagrande. 

– da sin Achille Colombo Clerici, Alberto Galluccio, Amb. Signora Carla Zuppetti

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Riforma del Condominio – Convegno Assoedilizia il 19 dicembre 2012, ore 9-13, Via Meravigli 3 Milano

dicembre 11, 2012

Esperti di Assoedilizia illustrano e interpretano i tanti aspetti della nuova legge

Colombo Clerici - Sforza Fogliani

CONVEGNO SULLA RIFORMA DEL CONDOMINIO, UN PRIMO ESAME

Quattordici milioni di famiglie, oltre un milione di edifici, 334.000 amministratori degli stessi sono i numeri imponenti degli interessati dalla riforma del condominio recentemente diventata legge.

Una novità epocale (la precedente normativa-base, sia pure aggiornata nei decenni successivi, risaliva al 1942) che vede Assoedilizia impegnata in un grande sforzo di studio, di comunicazione e di delucidazione dei mille aspetti interpretativi, che la vastissima utenza pone.

Accanto alla consulenza offerta sul tema in una apposita rubrica-forum del  Sole 24 Ore (con i nostri esperti avvocati Maria Di Patrizio, Paola Di Patrizio, Marco Marchiani, Paola Mina) un convegno aperto al pubblico – fino ad esaurimento posti – e l’elaborazione di un manuale con i quesiti più interessanti e relative risposte che sarà pubblicato a breve.

Il convegno “La riforma del Condominio: un primo esame” in programma mercoledì 19 dicembre a Milano, nella sede di Assoedilizia, via Meravigli 3 tratta i più diversi aspetti della nuova legge – dalle parti comuni ai nuovi compiti dell’amministratore, dai profili di costituzionalità alla presenza di animali domestici.

Ecco il programma in sintesi:

Dopo il saluto del presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici i lavori, coordinati dall’avv. Cesare Rosselli e moderati dal giornalista Saverio Fossati de Il Sole 24 Ore, vedono le relazioni  dello stesso Fossati “Le vicende parlamentari e i punti salienti della Riforma”; avv. Marco Marchiani “Parti comuni: modificazioni e innovazioni”; avv. Paola Di Patrizio “Novità in tema di crediti condominiali e di modifica delle tabelle millesimali”; avv. Maurizio  Giani “Assemblee, deleghe, maggioranze e supercondominio”; avv. Cesare Rosselli “Nuovi compiti dell’amministratore”; avv. Prof. Marilisa D’Amico “Profili di costituzionalità della nuova disciplina del condominio”; avv. Marianna Sala “Animali e condominio: il diritto di coabitazione con l’animale domestico”.

Cardinale Angelo Scola – Discorso di Sant’Ambrogio 2012 – Achille Colombo Clerici – Istituto Europa Asia – n. 1008

dicembre 10, 2012

Il discorso alla città del Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

COLOMBO CLERICI : “LA CITTA’, NEL SOLCO DEL CATTOLICESIMO POPOLARE AMBROSIANO, E’ IN GRADO DI RISPONDERE ALLE ESIGENZE DEL FUTURO”     

“L’Editto di Milano del 313 ha un significato epocale perché segna l’initium libertatis dell’uomo moderno”.

Quest’affermazione di un illustre cultore del diritto romano, il compianto Gabrio Lombardi, permette di evidenziare come i provvedimenti, a firma dei due Augusti Costantino e Licinio, determinarono non solo la fine progressiva delle persecuzioni contro i cristiani ma, soprattutto, l’atto di nascita della libertà religiosa.

In un certo senso, con l’Editto di Milano emergono per la prima volta nella storia le due dimensioni che oggi chiamiamo “libertà religiosa” e “laicità dello Stato”.

Sono due aspetti decisivi per la buona organizzazione della società politica.

Un’interessante conferma di questo dato si può trovare in due significativi insegnamenti di sant’Ambrogio.

Da una parte l’arcivescovo non esitò mai a richiamare i cristiani ad essere leali nei confronti dell’autorità civile, la quale, a sua volta – ecco il secondo insegnamento – doveva garantire ai cittadini libertà sul piano personale e sociale.

Veniva così riconosciuto l’orizzonte del bene pubblico a cui sono chiamati a concorrere cittadini e autorità”.

Con queste parole il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, ha aperto il suo discorso alla città – secondo tradizione per la festa del suo patrono, Sant’Ambrogio – che si appresta a celebrare il 17° centenario dell’Editto di Milano.

Un discorso complesso, del quale il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici si limita a cogliere un elemento di grande valenza.

“Milano e la Lombardia sono e saranno sempre più abitate da tanti nuovi italiani (immigrati),  un meticciato di civiltà e di culture, impegnate a mostrare la capacità di rispettare la libertà di tutti: e dovranno confrontarsi con poteri forti, mai neutri, dislocati in Europa e nel mondo.

Il cattolicesimo popolare ambrosiano si mostra capace di risorse innovative per il vivere sociale attraverso reti di solidarietà, di accoglienza, di costruzione di risposte ai bisogni fondamentali, di gestione del legame sociale, di educazione alla fede e alla cultura che già oggi anticipano la Milano del futuro”.

Cardinale Angelo Scola

Colombo Clerici con Cardinale Angelo Scola

 

 

“Cultura Etica e Finanza” Gruppo – Incontro alla Ca’ de Sass, Banca Intesa – Quale Futuro Politico per il nostro Paese?

dicembre 10, 2012

Gruppo Cultura Etica e Finanza sul futuro dell’Italia.

 di Marcello Menni

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, ha partecipato al Seminario ristretto del Gruppo Cultura Etica e Finanza,tenutosi alla Ca’ de Sass di Banca Intesa, qualche giorno addietro, dal titolo “I sei mesi che cambieranno l’Italia”, sulla situazione e le prospettive politiche del nostro Paese.

Presenti all’incontro esponenti del mondo bancario ed economico e personaggi illustri della cultura e della società milanese fra cui Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, don Aldo Geranzani, Pippo Ranci, Guido Roberto Vitale, Giancarlo Pagliarini, Franco Nava, Luigi Bettonica, Germanio Spreafico.

Il Presidente del Gruppo, il prof. Angelo Caloia, si è rallegrato di poter presentare un dibattito tanto importante quanto cruciale, con un’attività che dà lustro ad un Gruppo che da trent’anni cerca di offrire un contributo alla vita politica, culturale ed economica del Paese.

Ospiti-relatori per la serata, il dott. Nando Pagnocelli, noto sondaggista, il prof. Roberto d’Alimonte, il prof. Gregorio Gitti, Presidente della Fondazione Etica e l’avv. Umberto Ambrosoli.

Dal seminario sono emersi alcuni dati relativi al quadro del consenso politico nell’attuale frangente storico.

In tutti i sondaggi si nota, con la permanenza dell’attuale sistema elettorale, una probabile vittoria del centro sinistra, che si attenuerebbe con la riforma elettorale di cui si sta discutendo, dando  spazio ad un’alleanza con i centristi.

Da un’analisi dei flussi e dei sistemi elettorali (si registra una netta prevalenza dell’uso delle preferenze nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali) è emerso come alcune riforme elettorali, fra cui la reintroduzione dei collegi maggioritari, darebbero un aiuto al rinnovamento della politica.

E’ stata ricordata l’esperienza di Costantino Mortati in Assemblea Costituente per l’istituzionalizzazione dei partiti e la regolamentazione della relativa attività; tentativo naufragato di fronte ai veti incrociati provenienti da più parti.

Le riflessioni che erano state alla base di quel tentativo sono ancor oggi valide.

Infine è emerso come l’attenzione alla legalità, al ripensamento del rapporto pubblico-privato e del rapporto fra centro e periferia, in una situazione di nuovo centralismo strisciante, sia fondamentale nella prospettiva delle prossime elezioni locali e nazionali.

Il prof.Caloia ha concluso concordando con Danilo Taino, inviato speciale del Corriere della Sera, sul fatto che l’obbiettivo per l’Italia del futuro dev’essere che, con la riforma del sistema dei partiti, con la legge elettorale, ma soprattutto con il buon senso, si possa arrivare ad un sistema in cui la politica non sia un semplice “epifenomeno”, ma torni a contare e a dettare  “agende” basate sulla responsabilità.

Foto: Achille Colombo Clerici con Umberto Ambrosoli nella Sala Alessi del Comune di Milano

Achille Colombo Clerici con Umberto Ambrosoli

Assicurazione obbligatoria degli immobili per rischi catastrofali. A rischio la salvaguardia del bel Paese

dicembre 6, 2012

Colombo Clerici: 

C’è un errore concettuale nella posizione di chi invoca una copertura assicurativa obbligatoria, a carico degli immobili, in caso di catastrofi naturali.

Nessuna analogia, infatti con l’assicurazione obbligatoria per la circolazione stradale.
Questa solleva dalla responsabilità civile il privato, per fatto proprio; ma comunque garantisce al contempo i terzi del danno subito.

L’assicurazione obbligatoria per calamità tende viceversa a sollevare lo Stato dall’onere di rispondere pubblicamente dei danni derivanti da eventi sul territorio, la cui prevenzione ricade direttamente sotto la sua responsabilità.

Lo Stato peraltro percepisce dagli immobili, per questo compito, imposte erariali generali e, in determinate zone, contributi specifici per oltre 167 miliardi (attraverso i consorzi di bonifica).

Imporre dunque una assicurazione obbligatoria equivarrebbe ad applicare una doppia tassazione, per il medesimo scopo.  

Anzi l’introduzione di una assicurazione obbligatoria a carico dei danneggiati potrebbe paradossalmente essere controproducente: perché lo Stato, sollevato dall’obbligo degli indennizzi e degli oneri di ricostruzione, potrebbe sottrarsi di fatto gradualmente al suo compito istituzionale di investire nella sicurezza del territorio. E così si chiuderebbe, una volta per tutte, con l’ennesimo errore, il cerchio della salvaguardia del bel Paese.

Per concludere ricordiamo che Assoedilizia per la copertura, a costi contenuti, di rischi e responsabilità civile derivanti da eventi di natura catastrofale, quale quelli connessi all’uso del gas (il vero rischio che incombe sul proprietari immobiliari e ricade ingiustamente sotto la loro responsabilità) ha dovuto propiziare una apposita polizza assicurativa con un massimale di ben 25 milioni, al costo di 175 euro.

Fisco immobili – Rai3 Città – Intervista ad Achille Colombo Clerici (Assoedilizia) in onda il 6 dicembre 2012: Riportare alla equità ed alla ragionevolezza la tassazione degli immobili

dicembre 6, 2012

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e di Federlombarda edilizia:

Cinque misure per riportare all’equita’ ed alla ragionevolezza la tassazione degli immobili

“Per una tassazione più equa e più ragionevole degli immobili è necessario modificare la normativa della patrimoniale-Imu, introducendo più efficaci agevolazioni selettive per i meno abbienti, ripristinare la normativa relativa alle deduzioni delle spese manutentive (che non sono agevolazioni) ai fini dell’imposta Irpef relativa ai canoni di locazione e rivedere l’impostazione della riforma catastale già varata.

Questa riforma, nei termini previsti, unitamente alla ventilata “patrimoniale” ed alle misure già adottate, ha creato un forte allarme nel mercato immobiliare e presso i risparmiatori e gli operatori economici del settore.
Ne è derivato un calo generalizzato dei valori immobiliari, con una perdita di ricchezza nazionale dell’ordine di mille miliardi.

Inoltre, tra le misure che vanno adottate è quella relativa ai coefficienti maggiorativi delle rendite, i quali dovrebbero applicarsi in via provvisoria: mentre andrebbe ripristinata la norma originale  dell’Imu  che prevedeva la riduzione delle aliquote base del 50% in caso di immobili locati.”

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Imu, Una Strategia Politica? – Intervista Radio Vaticana a Francesco Forte e ad Achille Colombo Clerici , andata in onda il 4 dicembre 2012: trascrizione

dicembre 6, 2012

RADIO VATICANA

Imu, una strategia politica?

“In certi ambienti si sostiene che gli immobili non debbano essere delle famiglie, ma delle società finanziarie che, poi, li daranno in affitto così da creare un mercato più mobile.
Ovviamente, una società immobiliare può far fronte a tributi come l’Imu molto più facilmente rispetto ad una famiglia di ceto medio”.
Lo afferma ai nostri microfoni, Francesco Forte, già presidente della Commissione Finanza e Tesoro del Senato.
“E’ così – prosegue il professore – che si sviluppa la finanza strutturata. Far cadere un po’ il valore degli immobili e consentire appunto alle varie istituzioni di comprarli.
Questa tesi è prevalente tra gli esperti finanziari di questo governo che, tra l’altro, include molte persone provenienti da ambienti bancari.
Tale concezione è sostenuta da un’ideologia, un’idea di capitalismo contraria a quella cattolica.”
Scade il 17 dicembre il termine per pagare l’Imu, l’imposta sugli immobili che sta facendo discutere esperti di fisco e di categoria e preoccupare migliaia di Italiani.
Nostro ospite, anche Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia.

 *      *      *

Trascrizione non riveduta e corretta della registrazione sonora.

Emanuela Campanile:
“Entro il 17 dicembre, che cade di lunedì,  tutti i proprietari di immobili devono versare il saldo dell’Imu, l’imposta sugli immobili che ha sostituito l’Ici.
Il saldo che l’Imu presenta è un saldo pesante, spesso molto superiore all’acconto versato a giugno, perché molti Comuni hanno aumentato le aliquote quindi; sarà necessario verificare le aliquote ricalcolare cioè l’imposta con le aliquote definitive.
Un calcolo, già di per sé complicato tant’è che un quotidiano come il Sole 24 Ore in questi giorni ha pubblicato pagine intere per spiegare come fare i conti.
Al di là di questo, la tassazione patrimoniale in Italia ha raggiunto livelli record mettendo in crisi famiglie e imprese.
Ne parliamo con i nostri ospiti: il Prof. Francesco Forte, Professore emerito di scienze delle Finanze all’Università Sapienza di Roma, già Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato e con Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia.

Francesco Forte:
“E’ chiaro che se uno aggiunge la tassazione della propria abitazione, per la quale c’è spesso anche un mutuo a queste gravose imposte che ci sono in Italia, la famiglia ha un’estrema difficoltà a pagare simultaneamente i conguagli per l’imposta personale sul reddito, le varie tasse che scadono a fine anno o hanno delle rateazioni.
Per esempio in Francia sia il canone della televisione che l’imposta per la spazzatura sono incorporati nell’imposta sull’abitazione; quindi c’è un solo tributo mentre qui ce ne sono tre, anche perché l’imposta è stata introdotta in un modo frettoloso con una discrezionalità rilevante per i Comuni.”

Campanile:
“quindi una sorta di federalismo all’italiana?”

Forte:
“tutti i federalismi hanno questo inconveniente; che, se esiste una pressione tributaria statale pesante e gli enti locali a loro volta ci aggiungono la loro, il federalismo è costoso.
L’idea che il federalismo sia un modo di spendere di meno, è sbagliata. In Italia c’è uno stato centrale che costa molto e l’ente locale per sua natura è portato a spendere e se ha dei tributi e lo stato gli dà meno contributi, l’ente locale tassa e ovviamente tassa i proprietari per il semplice fatto che la base politica di moltissimi comuni è costituita da non proprietari.
Questo c’era da aspettarselo; perciò questo Governo è sostanzialmente di sinistra anche per i suoi componenti di cui si vede l’origine storica e culturale.
 Ha questa idea che i proprietari, anche medi o piccoli  siano da discriminare rispetto a coloro che non lo sono e quindi questo succede, avendo dato mano libera ai Comuni, che  preferiscono tenersi buono un elettorato per la rielezione soprattutto nelle grandi città e nelle città che in passato avevano molti impegni di spese.
E’ successo che questa imposta sta dando circa il 30% in più di quello che si era calcolato, perché i Comuni usano l’aliquota massima e non quella media o minima.
Quindi c’è questa sorpresa della seconda rata che diventa doppia della prima perché include il conguaglio sulla prima rata.
Quest’anno è una stangata pazzesca a causa della tecnica di tassazione adottata dal Governo.”

Campanile:
“Quindi l’abitazione principale quando dicono che è stata risparmiata, non è vero”

Forte:
“no, l’abitazione principale è grosso modo un onere che sta tra i 400 e i 500 € l’anno, come media; può arrivare anche a 1000 € l’anno.
Tra l’altro oltre alle aliquote sono stati aumentati anche i coefficienti catastali.
In Germania e in altri Paesi il fatto di avere i coefficienti catastali non aggiornati ha fatto sì che la Corte Costituzionale decretasse che le aliquote devono essere basse perché diversamente si viola il principio di capacità contributiva e di uguaglianza.
Anche in Italia è così, cioè certi immobili sono magari nel centro storico hanno un elevato valore e sono abitati da persone molto benestanti; altri immobili più recenti  abitati dal ceto medio in altre zone  valgono meno, ma i coefficienti catastali sono maggiori di quelli del centro storico, per varie ragioni.
Uno degli esempi da fare è questo: che conta attualmente il numero di locali; a volte i locali sono di più, però poco utilizzabili.
Insomma, dove c’è una sperequazione può accadere che questo aumento si inserisca su un valore già alto e quindi il tributo diventi molto difficile da pagare. Perché la media indica che c’è gente che ha la tassa raddoppiata o triplicata all’improvviso, quindi una spesa non pianificata.
Le famiglie soprattutto non benestanti o anche del medio ceto che hanno voluto fare questo encomiabile sacrificio che in alcuni ambienti è criticato, perché si sostiene che gli immobili non debbano essere delle famiglie, ma delle società finanziarie che li danno in affitto; perché in questo modo c’è maggiore mobilità e si sviluppa maggiormente la finanza strutturata.
Questa tesi è molto prevalente nella Banca d’Italia e negli esperti finanziari di questo Governo che, tra l’altro, include molte persone che provengono da banche; e quindi c’è anche un’ideologia in questa concezione, che però è sbagliata dal punto di vista proprio del sistema bancario, perché una delle ragioni per cui l’Italia, a differenza della Spagna o della Gran Bretagna o anche degli Stati Uniti, non ha avuto la crisi immobiliare, è che da noi non c’era una pesante imposta sulla casa quindi il mutuo che è stato fatto, più basso che altrove, ha potuto essere pagato.
In quei Paesi invece si son dati alla casa  mutui in modo molto generoso; c’era una sostanziosa imposta immobiliare, le famiglie sono andate in crisi ed è scoppiata la famosa bolla.
Fra l’altro la bolla è scoppiata in Spagna, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti che sono, a parte la Francia, i tre Paesi ad alta tassazione immobiliare che hanno finanziato la casa con mutui molto generosi.
In Francia c’è il quoziente familiare che abbassa moltissimo l’imposta sul reddito, quindi questo problema non si è posto.

Campanile:
“vorrei chiedere al presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, i proprietari si trovano di fronte a due creditori fiscali come ci spiegava il Prof. Forte, Stato e Comune”

Colombo Clerici:
“originariamente l’IMU era prevista come imposta municipale unica e serviva per realizzare quel federalismo fiscale che si sostanziava nel dotare i Comuni di un gettito fiscale, per il finanziamento dei servizi comunali.
La versione viceversa dell’IMU contenuta nel decreto salva Italia del dicembre dell’anno scorso, quello che ha introdotto l’IMU sperimentale del Governo Monti, prevede che parte dell’IMU sia da destinare al bilancio dello Stato, quindi introduce un peso, un carico che l’IMU originaria non prevedeva.
Questo chiaramente porta alla tendenza, da parte dei Comuni, ad innalzare le aliquote,  per poter avere un gettito che possa soddisfare quelle che sono le esigenze dei bilanci comunali.
Teniamo presente che parallelamente lo Stato ha ridotto ulteriormente i trasferimenti ai Comuni, mettendo questi nelle condizioni di dover calcare la mano sul prelievo IMU.”

Campanile:
“però in crisi con l’IMU ci sono le famiglie, ma anche le imprese. Allora come Assoedilizia, visto che anche il Prof. Forte ha fatto dei riferimenti a altri Paesi dell’Unione Europea, non c’è la possibilità di farsi sentire a livello europeo, perché non è sostenibile una pressione anomala sui fabbricati?”

Colombo Clerici:
“noi come Assoedilizia e Confedilizia abbiamo esaminato questo aspetto, cioè l’aspetto della comparazione del prelievo fiscale immobiliare del nostro Paese rispetto a quello degli altri Paesi europei, perché il Governo attuale nell’introdurre queste misure fiscali è partito dall’assunto che qui si paghino meno imposte immobiliari di quante se ne pagano all’estero.
Proprio grazie a uno studio che è stato presentato dal Prof. Forte a Roma qualche giorno fa, si è chiarito che viceversa una lettura esatta dei dati ufficiali dell’OCSE ci porta a dire che noi eravamo perfettamente in linea con il carico fiscale medio degli altri Paesi europei.
Dopo il rincaro conseguente all’introduzione dell’IMU cui dobbiamo far fronte in questi giorni per il saldo, il carico fiscale è senz’altro più elevato che negli altri Paesi europei.
Teniamo presente, peraltro, che sugli immobili locati è stata ritoccata, modificata quella disposizione che prevedeva non un’agevolazione fiscale, bensì la deduzione forfetaria delle spese manutentive, cioè di spese inerenti alla produzione del reddito; che è giusto che il fisco riconosca.
Quella deduzione è stata   ritenuta erroneamente un’agevolazione fiscale  e quindi ridotta dal 15% all’attuale 5%.
Quello che ha preoccupato molto i mercati, gli operatori, è anche quella prospettiva di una riforma catastale che, innestata sul sistema fiscale attuale che riguarda gli immobili che è sperequato e iniquo, è in grado di provocare delle distorsioni enormi, perché la riforma catastale pretenderebbe di adeguare i valori del Catasto a quelli di mercato, cioè a quelli delle compravendite intervenute in un certo periodo storico. Ebbene, tali valori  spesse volte non rispondono al valore di mercato attualizzato, perché questo risponde a situazioni che hanno visto un regredire dei valori, come attualmente sta avvenendo.
Oggi, se dobbiamo affrontare questa riforma catastale, ci vedremo affibbiare dei valori non più attuali  perché il fisco e il catasto non hanno mai preso in considerazione i fenomeni recessivi e le diminuzioni dei valori, ma hanno continuamente aumentato nel tempo gli stessi.
Con il riferimento dei valori ai  massimi del mercato e senza la possibilità di tener conto di situazioni soggettive (quali ad esempio le locazioni in corso che incidono diminuendo il valore in sede di compravendita) nasce una forte preoccupazione, perché con le attuali aliquote, il rischio è che il prelievo fiscale sia un prelievo espropriativo, cioè vada al di là del reddito ed intacchi il valore patrimoniale, producendo, di conseguenza, fenomeni di dismissione massiccia, deleteri per l’economia.
Significherebbe arrivare al punto che i proprietari debbano svendere il loro patrimonio per pagare le imposte.
Quindi, questa prospettiva ha creato molta preoccupazione negli operatori e c’è stato un crollo degli investimenti, proprio dovuto al fatto che non c’è certezza di dove andremo a finire.

Campanile:
“facendo l’avvocato del diavolo, questo che Lei ha detto della dismissione va legato con quanto affermato dal Prof. Forte a proposito di creare questo mercato mobile, cioè che questi grandi istituti mettano loro a disposizione gli appartamenti, le case.”

Forte:
“certo, questo è un disegno evidente, anche perché in questo caso la tassazione ha un’altra struttura e diventa molto più benevola, perché non si basa più magari sui valori.
Almeno per quanto riguarda l’uso dell’abitazione è chiaro che  l’IMU  incorpora la stessa come reddito, come patrimonio.
Una società immobiliare invece può detrarre le spese di vario genere e quindi poi fa fronte a questi tributi in modo diverso e comunque opera a livello finanziario.
Quindi mi sembra che il disegno sia proprio questo: far cadere un po’ i valori immobiliari e consentire a varie istituzioni (di intervenire) a.
E’ un’idea, come dire, di capitalismo contraria all’idea cristiana o cattolica dell’economia sociale di mercato, nella quale siamo in presenza di una molteplicità di proprietari; in una versione degli Stati Uniti si chiama capitalismo popolare, nella versione tedesca, storica (e anche in quella italiana) di autori come Walter Eucken, Wilhelm Röpke e altri invece si chiama appunto liberalismo sociale, economia sociale di mercato, inteso come  proprietà diffusa.
Sono quindi due modelli a confronto; uno con la finanziarizzazione della proprietà, l’altro con la proprietà diffusa.
In fondo anche l’idea di Keynes è che la gente non deve essere proprietaria, ma che la proprietà deve essere di grandi istituzioni – come  dire – una forma di capitalismo collettivistico privato.
Questo è il modello che Marx chiamava il capitale monopolistico, che però è capitale finanziario strutturato; l’individuo si compra quota di fondo di investimento, non ha più una sua identità familiare nel senso che loro trovano ridicolo dire qui c’era la cameretta dei bambini, ora c’è un’altra cosa, insomma questi fatti personali di amare la propria casa intesa come oggetto, di avere un rapporto per cui si risparmia per avere questo luogo proprio, di sentirsi come dice Einaudi “signori in casa propria”.
Lui lo chiama appunto il signore, il dominus, che sarebbe anche il piccolo proprietario, che è un dominus in casa propria.
Tutto ciò viene concepito come male, come sbagliato. La finanza pensa che gli individui debbano avere un reddito, debbano indebitarsi e il resto viene gestito dalle grandi democrazie.”

Campanile:
“Presidente Colombo Clerici, un appello: vogliono arrivare a 187 di spread…”

Colombo Clerici:
“principalmente bisogna farsi sentire dal nostro Governo.
Questo obbiettivo che lei dice, non va realizzato a spese dei beni immobili, cioè dei risparmi degli italiani, di chi ha investito nella casa.
Va realizzato con una serie di misure, con dei tagli alle spese e con l’eliminazione degli sprechi e mettendo a disposizione il patrimonio dello Stato e degli Enti pubblici prima di pensare a intaccare il patrimonio dei cittadini, perché il patrimonio degli Enti pubblici si è formato con le imposte prelevate dai cittadini, prelevate dalle tasche delle famiglie.
E quindi è un’ottica sbagliata quella di rivolgersi alle famiglie, inermi sotto il gioco del fisco, per ottenere quello che non si riesce ad ottenere dallo Stato.
Lo Stato ha una ricchezza patrimoniale che potrebbe benissimo permettere l’abbattimento del debito pubblico in modo sensibile.
Quell’operazione di dialogo va fatta in casa nostra, non rivolta all’Europa alla quale preme solo che i conti economico-finanziari dello Stato quadrino, tant’è che per far quadrare i conti si rischia di scassare il tessuto economico del Paese.”

foto presidente 59

 

Guido Martinotti Morte – Cordoglio della Associazione Amici di Milano – Assoedilizia comunicazione

dicembre 6, 2012

Il presidente dell’Associazione Amici di Milano Achille Colombo Clerici, i Vicepresidenti, i componenti il consiglio direttivo ed i membri della Giuria del Premio Internazionale Amici di Milano per i Giovani partecipano con profondo cordoglio al lutto per la scomparsa del prof. Guido Martinotti, che fu tra gli ideatori del Premio e dall’origine Componente della Giuria.

Partecipano al lutto:

Giuseppina  Bruti Liberati
Bernardo  Negri da Oleggio
Angelo  Caloia
Ippolito  Calvi di Bergolo
Elisabetta  Falck
Giulio   Ballio
Giuseppe  Barbiano di Belgiojoso
Mario   Boselli
Diana   Bracco de Silva
Giuseppe  Branca di Romanico
Ferdinando  Cornelio
Valentina  Cortese
Ferruccio  de Bortoli
Enrico   Decleva
Adriano  De Maio
Sergio   Escobar
Federico  Falck
Maria Teresa  Fiorio
Carlo   Fontana
Renato  Mannheimer
Lorenzo  Ornaghi
Angelo  Provasoli
Lina   Sotis
Pasquale  Spinelli
Gianni  Vallardi
Umberto  Veronesi
Sergio   Zaninelli