Archivio per gennaio 2013

Renato Brunetta – Incontro a Roma con il presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia – Fisco Immobili

gennaio 23, 2013

Scambio di vedute sulla proprietà immobiliare e sulla sua tassazione

INCONTRO BRUNETTA-COLOMBO CLERICI

Il presidente di Assoedilizia, di Federlombarda Edilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici si è incontrato oggi a Roma con l’on.le Renato Brunetta, già Ministro per la pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

Tema dell’incontro, la  situazione del mercato immobiliare, con particolare riguardo agli investimenti, alla attività produttiva, alla tassazione e alla funzione sociale della proprietà edilizia, sia nel comparto residenziale, sia nel comparto commerciale.

Colombo Clerici ha sottolineato l’eccessiva tassazione sugli immobili: oltre a tassare la prima casa, l’Imu vigente, a differenza di quella istituita con il federalismo fiscale municipale, non prevede una riduzione delle aliquote per gli  immobili locati, anzi contempla un forte innalzamento della base imponibile, attraverso coefficienti moltiplicatori ed aliquote elevate.

Ha aggiunto che la recente normativa ha drasticamente ridotto (dal 15 al 5%) la deduzione forfetaria ai fini Irpef delle spese di manutenzione, gestione, amministrazione degli immobili locati, come se si trattasse di un’agevolazione fiscale e non viceversa del doveroso riconoscimento di costi relativi alla produzione del reddito per i contribuenti non “tassati da bilancio”, che peraltro vengono colpiti, non va dimenticato, anche dalle nuove addizionali Irpef.

Inoltre, la ventilata riforma catastale, per come si va delineando, lungi dal rappresentare lo strumento per perequare le disomogeneità esistenti, sarà l’occasione per inasprire tremendamente il carico fiscale su alcuni immobili, dilatando ulteriormente le disparità esistenti.

L’on. Brunetta ha assicurato attenzione particolare a queste problematiche, nonché il proprio intervento per una profonda modifica dell’Imu e si è dichiarato contrario a qualsiasi ipotesi di patrimoniale, che colpisca i beni immobili, o di aggravio dell’Imu.

Presidente con On.le Brunetta

Invito – Mostra Lodovico Belgiojoso. La via del rifugio

gennaio 23, 2013

Invito Mostra Belgiojoso

Locandina_ mostra Belgiojoso

Colombo Clerici con Arch. Alberico Barbiano di Belgiojoso, sullo sfondo la Torre Velasca nello skyline di Milano

Avv.Colombo Clerici con Arch. Alberico Barbiano di Belgiojoso

Rubrica Corriere della Sera – Quesiti casa e condominio – Risponde Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia pubblicato il 23 gennaio 2013

gennaio 23, 2013

Un prestito per lavori straordinari. Si può?
“Sì,ma serve la maggioranza dei millesimi”

– D. Nel mio condominio si deve deliberare l’esecuzione di lavori straordinari, non più procrastinabili, per il rifacimento del tetto. Stante la momentanea carenza di liquidità e l’inesistenza di un fondo “ad hoc”,  con quali maggioranze assembleari si potrebbe chiedere un prestito bancario a favore del condominio?

– R. La maggioranza necessaria per l’adozione di una delibera che autorizzi la stipula di un contratto di finanziamento non garantito da ipoteca  per opere di manutenzione straordinaria delle parti comuni  è quella richiesta dal II comma dell’art. art. 1136 del codice civile, sia in prima che in seconda convocazione (maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio).
Qualora invece si tratti di  mutuo ipotecario, mancando una precisa disposizione di legge per il condominio, la norma cui far riferimento è l’art. 1108 del codice civile dettato in materia di comunione. Tale disposizione prevede che i partecipanti alla comunione possono accendere ipoteche sul bene comune qualora essa abbia lo scopo di garantire la restituzione delle somme mutuate per la ricostruzione o per il miglioramento della cosa comune con deliberazione della maggioranza dei comunisti che rappresenti almeno i 2/3 del valore complessivo della cosa comune. La concessione della garanzia reale sulle parti comuni deve essere, dunque, deliberata con il voto favorevole di almeno 667 millesimi.

foto pres

Comune Milano – Delibera IMU 26.6.2012 – Regolamento – Istruzioni per la dichiarazione

gennaio 22, 2013

Delibera C.C. del 26_06_2012 + Regolamento[1]

IMU_2012_istruzioni dichiarazione

 

foto presidente 60
Il Presidente Assoedilizia Avv. Achille Colombo Clerici

 

Enrico Letta – Incontro con il presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia – Fisco Immobili – Crisi Economica

gennaio 22, 2013

Scambio di vedute sulla proprietà immobiliare e sulla sua tassazione, in questo momento di seria crisi economica.

INCONTRO ENRICO LETTA-COLOMBO CLERICI

Il presidente di Assoedilizia, di Federlombarda Edilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, accompagnato dalla prof.ssa Marilisa D’Amico e dalla dott.ssa Anna Puccio, si è incontrato con l’on.le Enrico Letta, già Ministro dell’Industria Commercio e Artigianato.

Tema dell’incontro, la  situazione del mercato immobiliare, con particolare riguardo agli investimenti, alla attività produttiva, alla tassazione e alla funzione sociale della proprietà edilizia, sia nel comparto  residenziale, sia nel comparto commerciale.

Colombo Clerici ha sottolineato l’eccessiva tassazione degli immobili: oltre a tassare la prima casa, l’Imu vigente, a differenza di quella istituita con il federalismo fiscale municipale, non prevede una riduzione delle aliquote per gli  immobili locati, anzi contempla un forte innalzamento della base imponibile, attraverso coefficienti moltiplicatori ed aliquote elevate.

Ha aggiunto che la recente normativa ha drasticamente ridotto (dal 15 al 5%) la deduzione forfetaria ai fini Irpef delle spese di manutenzione, gestione, amministrazione degli immobili locati, come se si trattasse di un’agevolazione fiscale e non viceversa del doveroso riconoscimento di costi relativi alla produzione del reddito per i contribuenti non “tassati secondo bilancio”, che peraltro vengono colpiti, non va dimenticato, anche dalle nuove addizionali Irpef.

Colombo Clerici, in particolare, ha sottolineato l’esigenza che la futura politica fiscale riguardante il settore immobiliare tenga in considerazione gli investimenti del risparmio negli immobili locati, i quali da un lato assolvono ad una precisa funzione sociale, come strumenti per rispondere alle esigenze abitative di parte della popolazione e d’altro lato rappresentano una forma di finanziamento indiretto delle attività produttive, commerciali, artigianali e professionali.

Foto: da sin. Colombo Clerici, Marilisa D’Amico, Anna Puccio, Enrico Letta

Colombo Clerici, Marilisa D'Amico, Anna Puccio, Enrico Letta

Fisco Immobili – Imu, adempimenti in sede di dichiarazione – Comune di Milano

gennaio 18, 2013

A seguito del convegno del 16 gennaio, svoltosi presso la nostra sede di via Meravigli e avente come tema centrale la “dichiarazione Imu”, nel corso del quale sono state evidenziate incertezze interpretative foriere di complicazioni anche per l’assolvimento dell’obbligo dichiarativo, si precisa.

A rendere più arduo e difficoltoso l’adempimento dell’ obbligo dichiarativo  il regolamento del comune di Milano stabilisce che, per l’ applicazione delle aliquote ridotte previste per i fabbricati concessi in locazione, i contribuenti debbano  presentare una serie di documenti già noti alla pubblicazione amministrazione, fra cui addirittura una “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” che attesti che la copia del contratto di locazione da presentare all’ufficio tributi del comune è conforme al contratto originale presentato a suo tempo all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Assoedilizia, rileva che tale normativa può ritenersi illegittima, per i motivi appresso indicati; tuttavia, come d’altronde nel corso del convegno il presidente ha suggerito ai soci partecipanti, Assoedilizia consiglia prudenzialmente di OTTEMPERARE  alle richieste del Comune di Milano . 

               *     *     *

L’aggravio dell’adempimento dichiarativo costituisce una palese violazione, sia dello Statuto dei diritti del contribuente, secondo cui al contribuente “non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell’amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente” (articolo 6, comma 4, della legge 212/2000), sia della norma sulla potestà regolamentare generale, nella parte in cui sancisce espressamente che la potestà regolamentare va esercitata “nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti” (articolo 52, comma 1, del Dlgs 446/97).
Non sembra che il Comune di Milano abbia tenuto conto della norma che impone la semplificazione degli adempimenti dei contribuenti.

www.assoedilizia.com

 

Mediazione Conciliazione – Dopo la Sentenza della Corte Costituzionale, Convegno al Palazzo di Giustizia di Milano – Assoedilizia

gennaio 18, 2013

Se ne è discusso in un convegno a Palazzo di Giustizia di Milano dopo la sentenza della Corte Costituzionale

MEDIAZIONE: BOCCIATA L’OBBLIGATORIETA’, AUSPICABILE LA SUA DIFFUSIONE VOLONTARIA 

Benito Sicchiero 

In Italia la “giustizia alternativa”, cioè quella procedura di mediazione e di arbitrato che sostituisce il Tribunale civile nelle liti, alleviando quindi gli oneri degli uffici giudiziari, stenta a prendere piede.

Lo conferma la decisione della Corte Costituzionale n. 227 del 2012 – tema di un convegno svoltosi  a Palazzo di Giustizia di Milano – che ha bocciato, nei termini che appresso vediamo, l’obbligatorietà della mediazione tra due litiganti.

Ne hanno discusso, dopo l’introduzione di Paolo Giuggioli, presidente dell’ordine degli avvocati che, ricordiamo, aveva sollevato il caso, i professori e avvocati Marilisa D’Amico (Diritto costituzionale, Università Statale di Milano, collegata all’Istituto Europa Asia presieduto da Achille Colombo Clerici ),  Massimo Luciani (Diritto costituzionale, Università “La Sapienza” di Roma), Lotario Dittrich (Procedura civile, Università degli Studi di Trieste).

Riassume D’Amico: con la sentenza n. 272 del 2012, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, co. 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione, per violazione degli artt. 76 e 77 della Costituzione (c.d. eccesso di delega).

La legge di delega 18 giugno 2009, n. 69 non conteneva tra i principi e i criteri direttivi, vincolanti il decreto legislativo, la previsione di una mediazione obbligatoria destinata alla conciliazione per determinate controversie in materia civile e commerciale.

In modo coerente a ciò, la Corte ha, altresì, dichiarato costituzionalmente illegittime tutte quelle norme del decreto legislativo n. 28 del 2010 che presupponevano l’obbligo del previo esperimento della procedura di mediazione.

Con riguardo agli effetti della decisione, occorre distinguere due ambiti.

Prima di tutto, si deve escludere che da questa sentenza, si possa desumere, anche incidentalmente, un qualche vincolo in materia per il legislatore futuro.

Accogliendo la questione di legittimità costituzionale per un vizio relativo al procedimento di formazione del decreto legislativo, la Corte ha lasciato impregiudicate le questioni di merito.

L’altra problematica concerne le conseguenze “pratiche” della sentenza.

Per le controversie pendenti, che sarebbero ricadute sotto l’art. 5 del d.lgs. n. 28, non si deve più tentare la mediazione (ormai divenuta facoltativa), né alcun giudice potrà dichiarare l’improcedibilità per quei procedimenti già instaurati, senza aver previamente tentato la mediazione.

Se il legislatore deciderà, come ha già provato a fare, di reintrodurre una disciplina della mediazione obbligatoria analoga a quella del decreto legislativo n. 28 del 2010, le censure fatte valere contro questo ultimo potranno essere riproposte, con buona possibilità di trovare accoglimento.

In ogni caso, dalla sentenza emerge chiaramente un dato, da cui il legislatore futuro non potrà prescindere: il diritto dell’Unione europea non impone, né consiglia al legislatore italiano di introdurre una forma obbligatoria di mediazione. 

Secondo il Quinto Rapporto ISDACI-Istituto Scientifico per l’Arbitrato, i procedimenti dal picco del 2008 (101.502) sono scesi a 86.083 nel 2010, con una ripresa l’anno successivo (mancano cifre precise).

Sarebbero pendenti presso i tribunali oltre 800.000 cause condominiali, la grande maggioranza delle quali potrebbero essere risolte dalla mediazione.

Per contro all’estero e nelle controversie internazionali l’ arbitrato è lo strumento principe della risoluzione delle liti.

“Sembra che gli italiani, che per litigiosità si collocano al quarto posto in Europa, anziché accettare un equo compromesso, preferiscano salire sul ring” ha commentato in altra occasione Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano.

E sì che la lungaggine delle cause civili nel nostro Paese è uno dei cinque motivi della diffidenza ad operarvi denunciati dagli investitori esteri, rallentando quindi la ripresa italiana.
Lo dice la Banca  Mondiale.

Oggi, gli organismi di mediazione iscritti al registro del Ministero della giustizia  sono 948, gli enti formatori accreditati 365 ed i mediatori abilitati circa 40 mila.

I contrari alla legge sono stati fin dall’inizio gli avvocati, per motivi comprensibili, ma la legge aveva attirato anche altre critiche.

Il punto controverso principale, oltre alle modalità di formazione dei mediatori, era l’obbligatorietà del ricorso alla mediazione, esattamente quello che la Corte Costituzionale ha stabilito essere illegittimo.

Al contrario, i favorevoli al provvedimento – tra cui l’ex procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, per fare un nome illustre – sottolineavano che oltre la metà dei processi civili in Italia si conclude già oggi con un accordo tra le parti, senza quindi che si arrivi alla sentenza, e che il numero delle cause civili è abnorme, oltre al fatto che nei primi mesi dopo il decreto la mediazione sembrava aver ottenuto buoni risultati. 

Foto:
Da sin. Marilisa D’Amico, Anna Puccio, Achille Colombo Clerici
Marilisa D'Amico, Anna Puccio, Achille Colombo Clerici

Giulio Tremonti – Incontro Milano con il presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici – Fisco immobili

gennaio 17, 2013

Scambio di vedute sulla proprietà immobiliare e sulla sua tassazione

INCONTRO TREMONTI-COLOMBO CLERICI

Il presidente di Assoedilizia, di Federlombarda Edilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici si è incontrato oggi a Milano con l’on.le Giulio Tremonti, già ministro dell’Economia.

Tema dell’incontro, la situazione del mercato immobiliare, con particolare riguardo agli investimenti, alla tassazione e alla funzione sociale della proprietà edilizia, sia nel comparto residenziale, sia nel comparto commerciale.

Colombo Clerici ha sottolineato l’eccessiva tassazione sugli immobili:  l’Imu vigente, tra l’altro, a differenza di quella istituita con il federalismo fiscale municipale, non prevede una riduzione delle aliquote per gli immobili locati, anzi contempla un forte innalzamento della base imponibile.

Inoltre, la ventilata riforma catastale, per come si va delineando, lungi dal rappresentare lo strumento per perequare le disomogeneità esistenti, sarà l’occasione per inasprire tremendamente il carico fiscale su alcuni immobili, dilatando ulteriormente le disparità esistenti.

L’on. Tremonti ha assicurato il proprio intervento per una profonda modifica dell’Imu e si è dichiarato contrario a qualsiasi ipotesi di patrimoniale che colpisca i beni immobili.

Colombo Clerici con Giulio Tremonti

Colombo Clerici con Giulio Tremonti 2

Rubrica Corriere della Sera – Quesiti case e condominio – Risponde Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia: pubblicato il 16 gennaio 2013

gennaio 16, 2013

– D.  Abito in un appartamento in affitto con la mia famiglia. Sto attualmente ospitando mio fratello e suo figlio. Il proprietario mi contesta la violazione dei patti contrattuali che vietano sia la sublocazione, sia il comodato.  Sono obbligata ad allontanare i miei parenti?

– R. Al quesito deve darsi risposta negativa.
L’ospitalità – anche se non temporanea e protratta nel tempo – non concreta in sé presunzione di sublocazione. Analogamente, dalla sola durata della permanenza nell’appartamento non può presumersi l’esistenza di un contratto di comodato. Elemento significativo potrebbe essere invece l’avvenuto abbandono dell’immobile da parte del conduttore.
Sarà comunque onere del locatore addurre e provare circostanze idonee a dimostrare che siano stati accordati agli ospiti i diritti in contrasto con le previsioni contrattuali.
Si tenga presente che addirittura è stata dichiarata nulla la clausola inserita in un contratto di locazione che conteneva il divieto di concedere ospitalità non temporanea a persone estranee al nucleo famigliare anagrafico giacché in contrasto con i doveri inderogabili di solidarietà garantiti dalla Costituzione.

foto pres

Carta Sociale Europea – Istituto Europa Asia – Convegno all’Università Statale di Milano

gennaio 16, 2013

Giornata di studi all’Università Statale di Milano per “riscoprire” uno strumento comunitario poco noto e scarsamente utilizzato

LA CARTA SOCIALE EUROPEA GARANTISCE I DIRITTI DEI CITTADINI DALLE VIOLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI 

Benito Sicchiero  

La Carta Sociale Europea è un trattato internazionale del Consiglio d’Europa, firmato a Torino nel 1961, poi riveduto nel 1996, che riconosce e garantisce i diritti economici e sociali.

Più specificamente: il diritto al lavoro e alla dignità del lavoro, alla salute, all’assistenza medica, sociale e previdenziale; i diritti delle persone con disabilità,  della famiglia a una protezione sociale, legale ed economica,  dei minori, dei lavoratori migranti e delle loro famiglie; il diritto alle pari opportunità e il divieto di discriminazione.

Si tratta, in sintesi, dello strumento che assieme alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo bilancia l’Europa della moneta, delle banche, dei mercati.

A poco più di 50 anni dalla firma della Carta Sociale Europea,  si è resa necessaria una riflessione sul suo stato di applicazione e sulla portata delle sue disposizioni.

Se ne è discusso al Convegno svoltosi all’Università degli Studi di Milano i cui lavori sono stati introdotti da Marilisa D’Amico, professore ordinario di Diritto costituzionale della stessa Università, collegata all’Istituto Europa Asia, presieduto da Achille Colombo Clerici: accertando che, nonostante i due trattati – Carta Sociale Europea e Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo – siano legati da un vincolo molto stretto, integrandosi e completandosi a vicenda,  la Carta sia stata per lungo tempo quasi dimenticata o comunque sia stata riservata ad essa una minor attenzione rispetto alla Convenzione EDU.

Se da un lato la ragione di questa insufficiente conoscenza e attenzione può essere ricondotta alla stessa natura dei diritti che il trattato mira a garantire, d’altro lato risultano, di conseguenza, fortemente depotenziate le sue stesse disposizioni e i meccanismi che sono stati predisposti per il rispetto delle medesime disposizioni: “Siamo profondamente convinti – ha detto D’Amico – che la conoscenza dei diritti e degli strumenti per farli rispettare sia necessaria per una efficace ed effettiva garanzia di quegli stessi diritti.
Questa considerazione vale ancora di più in un momento storico come quello attuale di profonda crisi economica, in cui risulta ancora più necessario contribuire alla diffusione della conoscenza di un trattato internazionale che riconosce e garantisce questi diritti”.

Accanto alle previsioni relative ai diritti, la Carta Sociale Europea prevede un sistema di controllo del rispetto delle stesse previsioni, articolato su un cosiddetto “doppio binario”: il sistema dei rapporti annuali, inviati dagli Stati membri sullo stato di attuazione e rispetto della Carta; e il sistema dei reclami collettivi, che consente a determinati soggetti di presentare al Comitato Europeo dei Diritti Sociali i “ricorsi” contro lo Stato che si assume abbia violato, con proprie disposizioni di legge o con una prassi applicativa, la medesima Carta Sociale Europea.

Fino ad oggi i reclami collettivi presentati sono “solo” 87.
I lavori si sono conclusi con l’auspicio che anche alla Carta Sociale Europea venga prestata la medesima attenzione e che venga “utilizzata” concretamente nella tutela e garanzia dei diritti, così come avviene con la CEDU e la Corte EDU.

Questi gli interventi alla giornata di studio: Regis Brillat, Segretario esecutivo del Comitato Europeo dei Diritti sociali e Capo del Dipartimento della Carta Sociale Europea e del Codice Europeo di Sicurezza Sociale del Consiglio d’Europa, che ha presentato, con un intervento in inglese, la Carta Sociale Europea e il sistema di tutela dei diritti sociali nelle fonti europee; Giuseppe Palmisano,  Ordinario di Diritto internazionale presso l’Università di Camerino, Direttore dell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali e Membro del Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa, che si è soffermato sulla questione relativa all’ambito di applicazione personale della Carta Sociale Europea; Giovanni Guiglia, Associato di Istituzioni di Diritto pubblico presso l’Università di Verona, nonché coordinatore della sezione italiana del Reseau Academique sur la Charte Sociale Europeenne, che ha parlato della rilevanza della Carta Sociale Europea nell’ordinamento italiano, con riguardo alla prospettiva giurisprudenziale; Barbara Randazzo, Associato di Istituzioni di Diritto pubblico, presso l’ Università Statale, che ha affrontato la questione relativa alla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo relativa alla Carta Sociale Europea; Riccardo Priore, giurista del Dipartimento della Carta Sociale Europea e del Codice Europeo di Sicurezza Sociale del Consiglio d’Europa, che ha illustrato il sistema di controllo del trattato costituito dalla procedura di reclami collettivi.

Ha concluso i lavori Bruno Nascimbene, Ordinario di Diritto dell’Unione Europea presso l’ Università Statale di Milano.  

Foto: Achille Colombo Clerici con Franco Mirabelli e Marilisa D’Amico

Achille Colombo Clerici con Franco Mirabelli e Marilisa D'Amico