IMU Prima Casa Esenzione – Fattori distorsivi – Assoedilizia, Colombo Clerici

Prima casa, non significa unica casa.

Chi possiede un unico alloggio, nel quale risiede, che sia classificato A1,A8,A9 non è esentato dall’ICI, mentre lo è chi, pur possedendo decine di case, abita in un alloggio in proprietà classificato in modo diverso. 

Dimezzare l’aliquota base IMU per gli immobili locati

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Dichiarazione del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Il ripristino dell’esenzione ICI/IMU per la cosiddetta “prima casa” (rectius: abitazione principale in proprietà) secondo il sistema vigente prima della riforma Monti comporta fattori distorsivi dei quali si deve tenere conto: essi sono legati alla rilevanza delle classificazioni catastali ed alla qualità edilizia dell’ immobile.

Sotto il primo profilo occorre ricordare che, nel regime ICI, non beneficiavano dell’esenzione le prime case appartenenti alla categoria A1 (le case signorili), così come le abitazioni classificate A8 e A9.

Conseguentemente si era rilevata la tendenza del Catasto – Agenzia del Territorio – a ricondurre il maggior numero possibile di abitazioni sotto la classificazione A1, al fine di rendere applicabile quell’imposta.

Ma l ‘anomalia più macroscopica era rappresentata dal fatto che chi abitava nell’unico appartamento posseduto di categoria A1,A8, A9 pagava l’ICI, mentre il possidente decine e decine di appartamenti, residente in un alloggio di proprietà non classificato come sopra, per quest’ultimo veniva esentato dall’ICI.

L’esenzione IMU dev’esser quindi legata alle condizioni economiche soggettive del contribuente e non alle condizioni oggettive dell’immobile.

Ad eliminare l’impatto negativo dell’attuale Imu gravante sulla prima casa, basterebbero alcuni correttivi di carattere soggettivo, cioè riferiti alle condizioni di bisogno o di difficoltà del contribuente; secondo il principio per cui i meno abbienti, non solo debbono esser sollevati dalle imposte, ma addirittura aiutati dal pubblico.

I cittadini debbono esser esentati dall’IMU, non perché posseggono e abitano una casa che presenta determinate caratteristiche, ma perché si trovano in condizioni economiche di disagio e di sofferenza.

Inoltre, se si vuol uscire dalla profonda crisi che attanaglia il settore immobiliare occorrono fatti concreti, in grado di rigenerare negli operatori, negli investitori e negli utenti della casa la fiducia venuta meno.

A cominciare dal ritorno integrale alla normativa (già di per sé assai gravosa) del federalismo fiscale in materia di IMU (aliquote dimezzate per gli immobili locati) e di deduzioni forfetarie Irpef per spese manutentive.

La legge istitutiva dell’IMU, quella sul federalismo fiscale municipale, varata nella primavera del 2011 aveva allora considerata l’esigenza di non penalizzare, con un aggravio fiscale comportato da un’imposta che veniva dotata di aliquote maggiorate, ne’ gli investimenti immobiliari a reddito (cioè gli immobili in locazione), né le imprese, per la parte immobiliare di competenza (opifici, negozi,  immobili di nuova costruzione destinati alla vendita, ma anche capannoni utilizzati o meno etc.).

Quella legge prevedeva il dimezzamento dell’aliquota base per tutti gli immobili locati.

Con la normativa attualmente vigente tutto questo è sparito: adesso  i proprietari che affittano pagano con lo stesso criterio che si applica alle ville al mare o ai monti.”

foto presidente 87

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