Classificazioni catastali discriminanti – Assoedilizia denuncia

Assoedilizia-Confedilizia di Milano: inaccettabile la discriminazione di alcune categorie di immobili rispetto ad altri

In relazione al provvedimento con il quale il Governo ha sospeso il pagamento della prima rata dell’Imu per le abitazioni principali escludendo le unità immobiliari di categoria catastale A1 (oltre che quelle accatastate in A8 e A9), l’Assoedilizia-Confedilizia di Milano rileva che le stesse vengono d’ufficio considerate “di lusso” sulla base del solo tipo di inquadramento catastale e quindi con un criterio del tutto superficiale (infatti, come ben noto, le caratteristiche di lusso sono definite da un’apposita normativa).

Quanto alle unità immobiliari accatastate in A1 (“Abitazioni di tipo signorile”), le stesse sono nella nostra città n. 2.504. Se si consultano i dati relativi a tutti i capoluoghi di provincia, disponibili sul sito Internet della Confedilizia (www.confedilizia.it), ci si accorge però che le unità immobiliari di questa categoria catastale hanno in Italia una distribuzione del tutto disomogenea, a dimostrazione del fatto che il classamento catastale dà una rappresentazione desueta e contraddittoria della realtà. Vi sono infatti diversi capoluoghi che addirittura non hanno neppure uno di questi immobili (e ciò evidenza la penalizzazione della nostra città) e altri che ne hanno 5, 6, 300 o 500.

Si tratta di una disomogeneità – sottolinea l’Assoedilizia-Confedilizia di Milano (via Meravigli 3, tel. 02.885591) – che rende evidente come assolutamente inappropriato, e foriero di ingiustificate discriminazioni, sia attribuire alle unità immobiliari accatastate in A1 la caratteristica di immobili, in quanto tali, “di lusso”. Così come del tutto incongruo – di conseguenza – è che in alcune città, come la nostra, molti proprietari non possano godere della sospensione dell’Imu, mentre in altre la sospensione si applicherà per tutti i proprietari di “prima casa” indistintamente.

Quanto agli immobili accatastati in A8 («Abitazioni in ville») e A9 («Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici»), è evidente che non ci si rende conto dei costi che in molti casi questi beni comportano anche solo per tenerli in piedi, per cui in qualsiasi modo possono essere considerati ma non “di lusso”. E’ una discriminazione che non regge e che configura anche una penalizzazione della nostra cultura e del nostro patrimonio monumentale.

L’Assoedilizia-Confedilizia di Milano auspica che nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento governativo la discriminazione nei confronti degli immobili in A1, A8 e A9 venga eliminata (perché non si perpetui un’ingiustizia, col pericolo che essa si travasi addirittura anche nella prossima riforma fiscale) e fa appello ai senatori e ai deputati eletti nel nostro territorio perché operino in questo senso, a tutela dell’equità e della ragionevolezza nel trattamento fiscale della proprietà.

Foto: Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

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