Archivio per maggio 2013

Classificazioni catastali discriminanti – Assoedilizia denuncia

maggio 23, 2013

Assoedilizia-Confedilizia di Milano: inaccettabile la discriminazione di alcune categorie di immobili rispetto ad altri

In relazione al provvedimento con il quale il Governo ha sospeso il pagamento della prima rata dell’Imu per le abitazioni principali escludendo le unità immobiliari di categoria catastale A1 (oltre che quelle accatastate in A8 e A9), l’Assoedilizia-Confedilizia di Milano rileva che le stesse vengono d’ufficio considerate “di lusso” sulla base del solo tipo di inquadramento catastale e quindi con un criterio del tutto superficiale (infatti, come ben noto, le caratteristiche di lusso sono definite da un’apposita normativa).

Quanto alle unità immobiliari accatastate in A1 (“Abitazioni di tipo signorile”), le stesse sono nella nostra città n. 2.504. Se si consultano i dati relativi a tutti i capoluoghi di provincia, disponibili sul sito Internet della Confedilizia (www.confedilizia.it), ci si accorge però che le unità immobiliari di questa categoria catastale hanno in Italia una distribuzione del tutto disomogenea, a dimostrazione del fatto che il classamento catastale dà una rappresentazione desueta e contraddittoria della realtà. Vi sono infatti diversi capoluoghi che addirittura non hanno neppure uno di questi immobili (e ciò evidenza la penalizzazione della nostra città) e altri che ne hanno 5, 6, 300 o 500.

Si tratta di una disomogeneità – sottolinea l’Assoedilizia-Confedilizia di Milano (via Meravigli 3, tel. 02.885591) – che rende evidente come assolutamente inappropriato, e foriero di ingiustificate discriminazioni, sia attribuire alle unità immobiliari accatastate in A1 la caratteristica di immobili, in quanto tali, “di lusso”. Così come del tutto incongruo – di conseguenza – è che in alcune città, come la nostra, molti proprietari non possano godere della sospensione dell’Imu, mentre in altre la sospensione si applicherà per tutti i proprietari di “prima casa” indistintamente.

Quanto agli immobili accatastati in A8 («Abitazioni in ville») e A9 («Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici»), è evidente che non ci si rende conto dei costi che in molti casi questi beni comportano anche solo per tenerli in piedi, per cui in qualsiasi modo possono essere considerati ma non “di lusso”. E’ una discriminazione che non regge e che configura anche una penalizzazione della nostra cultura e del nostro patrimonio monumentale.

L’Assoedilizia-Confedilizia di Milano auspica che nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento governativo la discriminazione nei confronti degli immobili in A1, A8 e A9 venga eliminata (perché non si perpetui un’ingiustizia, col pericolo che essa si travasi addirittura anche nella prossima riforma fiscale) e fa appello ai senatori e ai deputati eletti nel nostro territorio perché operino in questo senso, a tutela dell’equità e della ragionevolezza nel trattamento fiscale della proprietà.

Foto: Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

foto presidente 84

Viviana Beccalossi Assessore al Territorio – Incontro in Regione Lombardia con il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

maggio 23, 2013

COLOMBO CLERICI HA INCONTRATO L’ASSESSORE AL TERRITORIO DELLA REGIONE LOMBARDIA VIVIANA BECCALOSSI

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha incontrato Viviana Beccalossi Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia.

L’incontro di cortesia, avvenuto in Regione, si è  tradotto in un informale anche se esaustivo scambio di opinioni sulla difficile realtà odierna del comparto immobiliare inserita nel più generale contesto dello sviluppo urbanistico compatibile con la tutela del territorio della Regione e dei valori e beni nello stesso collocati.

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha dichiarato:

“Si è fatto cenno ad una serie di temi che dovranno esser affrontati nel corso della legislatura:
dalla revisione della legge urbanistica regionale n. 12 e sue modificazioni, alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, storico artistici e monumentali, nella loro relazione con il territorio; dall’attività volta alla nuova produzione edilizia, agli interventi di recupero edilizio ed ambientale, alla riqualificazione degli immobili a fini energetici. 

Nello sfondo si pone la questione cultural-socio-economica relativa alla disciplina del regime giuridico del suolo e dei diritti edificatori che, a nostro giudizio, va vista in parallelo con la legislazione statale.”

Colombo Clerici con Assessore Regione Lombardia Viviana Beccalossi

I Tram di Milano – “Basta tasse sugli immobili” Assoedilizia

maggio 22, 2013

Campagna di protesta di Assoedilizia sui tram e sugli autobus.

 “BASTA TASSE SULLE CASE DEGLI ITALIANI!”

E’ la campagna di protesta  sui mezzi pubblici di trasporto di Milano con la quale Assoedilizia, l’Associazione che rappresenta i proprietari immobiliari, denuncia l’eccessiva imposizione fiscale sugli immobili ( soprattutto quelli locati ) una delle principali cause della drammatica crisi del settore.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Se si vuol uscire dalla profonda crisi che attanaglia il settore degli immobili occorrono fatti concreti, in grado di rigenerare negli operatori, negli investitori e negli utenti della casa la fiducia nell’investimento immobiliare, venuta meno.

A cominciare dal ritorno integrale alla normativa (già allora assai gravosa) del federalismo fiscale municipale in materia di IMU (ripristinando aliquote dimezzate per gli immobili locati e riducendo i coefficienti moltiplicativi delle rendite catastali). 

E reintroducendo altresì, ai fini Irpef, le deduzioni forfetarie nella misura del 15% dai canoni di locazione, per spese manutentive e di gestione.”

tram fisco orco

La disperazione di chi investito nelle case – Lettera firmata

maggio 21, 2013

Chiediamo Vostro intervento per IMU seconde terze ecc case perché troppo gravosa, non riusciamo più a stare in piedi dopo generazioni di sacrifici e privazioni.

Non si può infierire così sulle case e su una categoria di cittadini. Cosa dobbiamo fare, suicidarci? Dopo vite così dure per ristrutturare anche con le proprie mani, dopo sfruttamenti da parte di inquilini che non pagano, dopo allucinanti spese legali e di tribunale per difendersi dai vicini prepotenti (che, nel caso di chi scrive sono rottamai che vogliono distruggermi la casa forando murature portanti di locale caratteristico di fine settecento con arcate di vecchi mattoni per far passare 2 tubazioni fognarie a vista in orizzontale con rischi di crolli e il tutto in presenza di percorsi alternativi esterni a fabbricati ma ottenendo in primo grado la servitù coattiva solo perché il locale non era stato ancora ristrutturato causa proprio tasse da pagare e figli disoccupati). Ma perché devono punire che per generazioni si è sfiancato per far qualcosa di buono credendo in famiglia e ambiente? Intervenite in difesa dei proprietari di seconde e terze case e che si ritorni all’ Ici che riuscivamo a pagare oppure inventino una tassa bassa che sia plasmata su tutti i cittadini ma senza danneggiare nessuno, perché l’Imu invece ci sta impedendo si mantenere la proprietà ed è equivalente ad annullare il senso della nostra vita, perché mai avremmo fatto tutti questi sacrifici se avessimo saputo che avrebbero introdotto tasse esose ed estorsive. Grazie a nome anche di tanti altri disperati.

Lettera firmata

Fisco Immobili. “Il Fisco Orco si mangia le case degli italiani” – Campagna di protesta di Assoedilizia contro l’eccessivo carico fiscale sugli immobili

maggio 20, 2013

Campagna di protesta di Assoedilizia sui mezzi pubblici.

“IL FISCO ORCO SI MANGIA LE CASE DEGLI ITALIANI. BASTA TASSE!”

E’ la campagna di protesta – frase più un efficace bozzetto – presente sui mezzi pubblici di trasporto di Milano e di altre città fino al 31 maggio 2013, con la quale Assoedilizia, l’associazione che rappresenta i proprietari immobiliari, denuncia l’eccessiva imposizione fiscale sugli immobili (soprattutto quelli locati) una delle principali cause della drammatica crisi del settore.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Se si vuol uscire dalla profonda crisi che attanaglia il settore degli immobili occorrono fatti concreti, in grado di rigenerare negli operatori, negli investitori e negli utenti della casa la fiducia nell’investimento immobiliare, venuta meno.

A cominciare dal ritorno integrale alla normativa (già allora assai gravosa) del federalismo fiscale municipale in materia di IMU (ripristinando aliquote dimezzate per gli immobili locati e riducendo i coefficienti moltiplicativi delle rendite catastali). 

E reintroducendo altresì ,ai fini Irpef, le deduzioni forfetarie nella misura del 15 % dai canoni di locazione, per spese manutentive e di gestione.”

fisco orco

IMU Prima Casa Esenzione – Fattori distorsivi – Assoedilizia, Colombo Clerici

maggio 20, 2013

Prima casa, non significa unica casa.

Chi possiede un unico alloggio, nel quale risiede, che sia classificato A1,A8,A9 non è esentato dall’ICI, mentre lo è chi, pur possedendo decine di case, abita in un alloggio in proprietà classificato in modo diverso. 

Dimezzare l’aliquota base IMU per gli immobili locati

 *     *     *

Dichiarazione del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Il ripristino dell’esenzione ICI/IMU per la cosiddetta “prima casa” (rectius: abitazione principale in proprietà) secondo il sistema vigente prima della riforma Monti comporta fattori distorsivi dei quali si deve tenere conto: essi sono legati alla rilevanza delle classificazioni catastali ed alla qualità edilizia dell’ immobile.

Sotto il primo profilo occorre ricordare che, nel regime ICI, non beneficiavano dell’esenzione le prime case appartenenti alla categoria A1 (le case signorili), così come le abitazioni classificate A8 e A9.

Conseguentemente si era rilevata la tendenza del Catasto – Agenzia del Territorio – a ricondurre il maggior numero possibile di abitazioni sotto la classificazione A1, al fine di rendere applicabile quell’imposta.

Ma l ‘anomalia più macroscopica era rappresentata dal fatto che chi abitava nell’unico appartamento posseduto di categoria A1,A8, A9 pagava l’ICI, mentre il possidente decine e decine di appartamenti, residente in un alloggio di proprietà non classificato come sopra, per quest’ultimo veniva esentato dall’ICI.

L’esenzione IMU dev’esser quindi legata alle condizioni economiche soggettive del contribuente e non alle condizioni oggettive dell’immobile.

Ad eliminare l’impatto negativo dell’attuale Imu gravante sulla prima casa, basterebbero alcuni correttivi di carattere soggettivo, cioè riferiti alle condizioni di bisogno o di difficoltà del contribuente; secondo il principio per cui i meno abbienti, non solo debbono esser sollevati dalle imposte, ma addirittura aiutati dal pubblico.

I cittadini debbono esser esentati dall’IMU, non perché posseggono e abitano una casa che presenta determinate caratteristiche, ma perché si trovano in condizioni economiche di disagio e di sofferenza.

Inoltre, se si vuol uscire dalla profonda crisi che attanaglia il settore immobiliare occorrono fatti concreti, in grado di rigenerare negli operatori, negli investitori e negli utenti della casa la fiducia venuta meno.

A cominciare dal ritorno integrale alla normativa (già di per sé assai gravosa) del federalismo fiscale in materia di IMU (aliquote dimezzate per gli immobili locati) e di deduzioni forfetarie Irpef per spese manutentive.

La legge istitutiva dell’IMU, quella sul federalismo fiscale municipale, varata nella primavera del 2011 aveva allora considerata l’esigenza di non penalizzare, con un aggravio fiscale comportato da un’imposta che veniva dotata di aliquote maggiorate, ne’ gli investimenti immobiliari a reddito (cioè gli immobili in locazione), né le imprese, per la parte immobiliare di competenza (opifici, negozi,  immobili di nuova costruzione destinati alla vendita, ma anche capannoni utilizzati o meno etc.).

Quella legge prevedeva il dimezzamento dell’aliquota base per tutti gli immobili locati.

Con la normativa attualmente vigente tutto questo è sparito: adesso  i proprietari che affittano pagano con lo stesso criterio che si applica alle ville al mare o ai monti.”

foto presidente 87

Riforma del Condominio – CORSI ASSOEDILIZIA – LIBRO Wolters Kluwer/Assoedilizia – Quesiti – Gli autori Achille Colombo Clerici, Nicola Assini, Marco Marchiani

maggio 20, 2013

D) Alcuni giorni fa si è tenuta l’assemblea del mio condominio e io ha chiesto che venisse scritto a verbale il contenuto di un mio foglio di contestazioni e motivazioni su di un mio voto contrario. L’amministratore si è rifiutato di trascrivere il mio testo e si è limitato a inserire nel verbale due righe delle mie contestazioni. Poteva farlo?

R) In effetti la vecchia formulazione dell’articolo  1136 c.c. prevedeva che nel verbale si dovessero riportare le sole deliberazioni dell’assemblea con i risultati delle relative votazioni (favorevoli,  contrari ed astenuti, con i relativi millesimi), e nulla più. Quindi le argomentazioni potevano essere trascurate, anche se il buon senso poteva comunque suggerire che se ne facesse almeno un accenno.
Ora tuttavia l’articolo 1136, ultimo comma, riformato prevede che: “ ……delle   riunioni dell’assemblea si redige processo verbale…….”.
Quindi poiché non si fa più riferimento alle sole “deliberazioni” ma al complesso della “riunione”, si deve supporre che si debbano riportare anche le motivazioni e le argomentazioni svolte dai condomini, seppure in forma sintetica.
Quindi se la sua contestazione non sarà prolissa e fuori tema, dal prossimo 18.6. 2013 il contenuto dovrà essere riportato nel verbale.

foto presidente 87

 

Riforma del Condominio – CORSI ASSOEDILIZIA – LIBRO Wolters Kluwer/Assoedilizia – Quesiti – Gli autori Achille Colombo Clerici, Nicola Assini, Marco Marchiani

maggio 20, 2013

D) Alcuni giorni fa si è tenuta l’assemblea del mio condominio e io ha chiesto che venisse scritto a verbale il contenuto di un mio foglio di contestazioni e motivazioni su di un mio voto contrario. L’amministratore si è rifiutato di trascrivere il mio testo e si è limitato a inserire nel verbale due righe delle mie contestazioni. Poteva farlo?

R) In effetti la vecchia formulazione dell’articolo  1136 c.c. prevedeva che nel verbale si dovessero riportare le sole deliberazioni dell’assemblea con i risultati delle relative votazioni (favorevoli,  contrari ed astenuti, con i relativi millesimi), e nulla più. Quindi le argomentazioni potevano essere trascurate, anche se il buon senso poteva comunque suggerire che se ne facesse almeno un accenno.
Ora tuttavia l’articolo 1136, ultimo comma, riformato prevede che: “ ……delle   riunioni dell’assemblea si redige processo verbale…….”.
Quindi poiché non si fa più riferimento alle sole “deliberazioni” ma al complesso della “riunione”, si deve supporre che si debbano riportare anche le motivazioni e le argomentazioni svolte dai condomini, seppure in forma sintetica.
Quindi se la sua contestazione non sarà prolissa e fuori tema, dal prossimo 18.6. 2013 il contenuto dovrà essere riportato nel verbale.

foto presidente 87

Incontro Patriarca Bartolomeo Primo e Card. Angelo Scola – Editto Costantino – Milano, Palazzo Reale

maggio 17, 2013

Il patriarca Bartolomeo I° e il Cardinale Angelo Scola concelebrano il 1700° dell’Editto di Costantino

MILANO E’ TORNATA CROCEVIA TRA ORIENTE E OCCIDENTE

Colombo Clerici: “La città crogiolo di religioni e culture traina l’Italia nel novero dei Paesi più civili e tollerati”

Benito Sicchiero

“1700 anni dopo l’Editto di Costantino che ha cambiato la storia dell’Occidente, Milano e la Lombardia sono chiamate a mostrare la capacità di rinnovare il corpo ecclesiale e quella di edificare un buon tessuto sociale veramente rispettoso della libertà di tutti. Consegneranno in tal modo alle nuove generazioni, nell’esercizio di una memoria viva, la fede operosa dei padri e l’eccellente esperienza civica delle terre ambrosiane”. E’ il cuore del messaggio del Cardinale Angelo Scola durante la lectio magistralis a due voci con il Patriarca Bartolomeo I° di Costantinopoli, massima autorità della Chiesa ortodossa, tenuta a Palazzo Reale e momento più alto delle cerimonie di celebrazione dell’evento durate due giorni. Bartolomeo: “E’ necessario puntare alla pacificazione tra islam e cristianesimo, abbandonando le angosciose ferite del passato. La storia ha registrato comportamenti di popoli e governi cristiani non compatibili con il Vangelo, come anche di comportamenti di popoli e governi islamici non compatibili con il Corano”. Aggiungendo: “La situazione dei cristiani in alcuni paesi musulmani ha bisogno di importanti miglioramenti per consentire libertà e possibilità analoghe a quelle che i musulmani godono nei paesi cristiani”. Le celebrazioni si erano aperte con la preghiera ortodossa nella chiesa di Santa Maria Podone e si è chiusa con la “celebrazione ecumenica della parola” nella basilica di Sant’Ambrogio.

Voci autorevoli hanno fatto corona al dialogo a partire dal testo di Giovanni “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”: “Una storica decisione che aprì nuove strade al Vangelo e contribuì in maniera decisiva alla nascita della civiltà europea” sono le parole con le quali, in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, Papa Francesco ha salutato l’incontro di Milano, auspicando una sempre più comune testimonianza dei cristiani d’Oriente e di  Occidente. Sono seguiti i saluti di Brian Farrel, segretario del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, e  del sindaco di Milano Giuliano Pisapia: “Mediolanum, città di mezzo, si trova sempre al crocevia dell’incontro di civiltà e di religioni: ha di recente accolto il Papa e il Dalai Lama”. Condivide Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: “Milano è la città del dialogo interreligioso e della mescolanza di culture diverse che traina l’Italia nel novero dei Paesi più civili e tolleranti”.

Andrea de Pasquale, direttore della Biblioteca Braidense ha letto il messaggio del ministro della cultura Massimo Bray. Mons. Luca Bressan, vicario diocesano, ha introdotto la Lectio Magistralis. Tra le autorità, il prefetto Camillo Andreana, il questore Luigi Savina, il presidente del Consiglio  Regionale della Lombardia, Carlo Cattaneo, il Presidente del Consiglio della Provincia di Milano, Bruno Dapei, il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro.

 Una preghiera per realizzare l’unità della Pentecoste: ortodossi e cattolici insieme nella Basilica milanese di Sant’Ambrogio a seguire la lectio del Patriarca Bartolomeo I e quella del Cardinale Angelo Scola, a partire dal capitolo 26 degli Atti degli Apostoli e il 17 del Vangelo di Giovanni. La preghiera in italiano è stata animata dai canti del Coro bizantino del Conservatorio di Acharnes e dalla Cappella Musicale del Duomo di Milano.
Nel suo intervento Bartolomeo I, scampato recentemente ad un attacco diretto ad ucciderlo, ha sottolineato come, nonostante i progressi circa il rispetto dei diritti umani, il martirio resta una condizione connaturata al cristianesimo. Nel cammino verso l’unità, l’invito a non aver paura di resistere alla globalizzazione distruttiva e agli attuali stili di vita materialistici. Dal canto suo, il cardinale Scola ha insistito sul bisogno di unità, per dare forma visibile al dono della Trinità. Al termine, i due leader religiosi sono scesi nella cripta a venerare le spoglie di quel Sant’Ambrogio che fu già ponte fra Oriente e Occidente e antesignano della libertà religiosa sancita dall’Editto costantiniano. Al Patriarca è stata donata copia del nuovo Evangeliario ambrosiano e una capsella contenente le reliquie di Sant’Ambrogio e dei Santi martiri milanesi, e la promesa di ricambiare la visita già nel mese di gennaio 2014

Foto: Achille Colombo Clerici con Card. Angelo Scola

foto pres e cardinale Scola

Crollo del Mercato Immobiliare – Allarme al Rotary Genova – Achille Colombo Clerici presidente Assoedilizia

maggio 16, 2013

Allarme di Achille Colombo Clerici (Assoedilizia-Confedilizia) al Rotary Club Genova Ovest

LA FISCALITA’ DISTRUGGELA LOCAZIONE DI IMMOBILI

In una conferenza tenuta al Rotary Club di Genova-Ovest, il presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha analizzato la politica della casa che, negli ultimi decenni, ha registrato oscillazioni e squilibri vistosi ( o troppo Stato o troppo mercato) ed una intollerabile pressione fiscale, disorientando investitori, proprietari, utenti.

Così, quando la crisi è arrivata, l’intero comparto si è trovato privo di punti di riferimento.

Anzi, con la possibilità di ulteriori, sconcertanti provvedimenti, in particolare nell’ambito delle locazioni, abitative e non: un settore già  stremato da una fiscalità espropriativa e da una crisi gravissima.

Imu sperimentale con aliquote pesantemente innalzate, coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali, riduzione delle deduzioni forfetarie ai fini Irpef : ma anche riforma catastale che rischia di abbattersi come la tegola esiziale su tutto il comparto immobiliare.

Gli attacchi all’investimento in locazione non cessano: ora si sente persino parlare di abolizione della cedolare secca sulle locazioni, varata solo due anni fa e pertanto non ancora testata; approvata dal Parlamento bipartisan e ritenuta indispensabile ed urgente.

Ci mancherebbe solo questo.

Se tale provvedimento venisse adottato, avrebbe conseguenze a ricadute gravissime su un settore che svolge una importante e fondamentale funzione sociale e che si è visto sempre caricare di oneri economici e fiscali altrove in  Europa di competenza dello stato .

Il settore ha visto, dal 2005 ad oggi (ovvero in soli 8 anni) il dimezzamento dei canoni d’affitto e la crescita esponenziale degli oneri manutentivi, dello sfitto per mancanza di domanda, delle morosità e delle insolvenze.

Insomma, il comparto delle locazioni è stretto nella morsa di un processo di contrazione  degli attivi da un lato e di notevole innalzamento della tassazione,  delle spese, e degli pesi conseguenti alla crisi economica in atto, dall’altro.

Occorre ripristinare urgentemente la norma della legge sul federalismo fiscale municipale che prevedeva, per gli immobili locati, il dimezzamento della aliquota Imu.

foto presidente 89